{"id":66683,"date":"2022-10-23T13:04:51","date_gmt":"2022-10-23T11:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66683"},"modified":"2022-10-24T07:42:17","modified_gmt":"2022-10-24T05:42:17","slug":"linvenzione-del-progresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/linvenzione-del-progresso\/","title":{"rendered":"L&#8217;Invenzione del Progresso"},"content":{"rendered":"<p><em>Ben scavato, vecchia talpa!<\/em> esclama Amleto alla vista del fantasma del padre, apparso al principe di Danimarca cos\u00ec lontano dal luogo della sepoltura. Ben scavato, vecchia talpa, ribadir\u00e0 <strong>Karl Marx<\/strong> nel Diciotto Brumaio di <strong>Luigi Napoleone<\/strong>, confidando nello spirito della rivoluzione proletaria.<\/p>\n<p>La talpa che ha meglio scavato in profondit\u00e0 \u00e8 l\u2019idea di progresso, nata nel XVIII secolo e diventata totem e tab\u00f9 della modernit\u00e0 d\u2019occidente. <strong>Apparve quando nacque il bisogno di attribuire all\u2019uomo, svuotato di contenuto religioso, un destino con un significato materiale.<\/strong> L\u2019 invenzione del progresso \u00e8 diventata un\u2019ideologia, tanto che partiti e forze culturali si definiscono progressiste e chi non \u00e8 dei loro avverte il bisogno di giustificarsi, di circoscrivere o negare la sua opposizione.<\/p>\n<p>Come sottrarsi all\u2019idea di progresso, alla sua inesorabile avanzata, opporsi alla quale significa contrastare il cammino dell\u2019umanit\u00e0, il movimento positivo verso gradi o stadi superiori, con implicito il concetto di perfezionamento, evoluzione, trasformazione continua verso il meglio.<\/p>\n<p>L\u2019ottimismo ottocentesco fece scrivere a <strong>Giuseppe Mazzini<\/strong>: oggi sappiamo che la Legge della Vita \u00e8 il Progresso, con abuso di maiuscole. Il progresso \u00e8 il senso della Storia (altra maiuscola; ma esiste un senso della storia?), il percorso definito, il Vangelo del Bene e del Giusto. Chi si mette di traverso pu\u00f2 essere solo uno squilibrato, un disturbatore insensato a cui togliere la parola. Ascoltarlo equivarrebbe a camminare all\u2019indietro, retrocedere in serie B: regresso. Progresso \u00e8 luce, ogni obiezione \u00e8 tenebra. Insomma, essere progressisti \u00e8 un dovere, un\u2019ovviet\u00e0, una laica fede materiale. Come la frase sull\u2019amore incisa sugli anelli dei fidanzati: pi\u00f9 di ieri, meno di domani.<\/p>\n<p>Le sorti dell\u2019umanit\u00e0 sono <em>\u201cmagnifiche e progressive\u201d<\/em>. Chi non ci crede \u00e8 un maledetto reazionario, un rottame del passato che non merita di essere confutato: il senso e la direzione positiva del progresso sono indiscutibili, simili a certi postulati matematici indimostrati la cui validit\u00e0 si ammette a priori, o agli assiomi, principi assunti come veri perch\u00e9 ritenuti evidenti o in quanto costituiscono il punto centrale di un quadro teorico di riferimento.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"mito del progresso\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Invece no. E la confutazione non proviene da un incallito lodatore del tempo antico o da Unabomber, ma da uno dei pi\u00f9 lucidi intellettuali <em>\u201cdi sinistra\u201d,<\/em> <strong>Christopher Lasch<\/strong>, l\u2019autore della Cultura del narcisismo e della Ribellione delle \u00e9lite. Applichiamo allo storico e sociologo americano (1932-1994), per semplice comodit\u00e0, la categorizzazione destra-sinistra da lui sempre rigettata. <strong>Lasch<\/strong> fu piuttosto un populista innamorato delle culture popolari, un socialista\u00a0<em>sui generis\u00a0<\/em>e innanzitutto un intellettuale libero<em>.\u00a0<\/em>Ne<em> Il paradiso in terra<\/em> \u2013 titolo assai polemico \u2013 afferma che il punto di partenza della sua riflessione \u00e8 il seguente interrogativo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201ccome mai tanta gente seria continua a credere nel progresso, mentre la mole di prove avrebbe dovuto indurli ad abbandonare una volta per tutte questa idea\u201d?<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Le idee ricevute e fatte proprie sono dure a morire, e il progresso \u00e8 l\u2019idea chiave della cultura di massa.<\/strong> Un notevole fraintendimento, addirittura un paraocchi per chi \u00e8 cresciuto nelle idee marxiste, che non parlano affatto di progresso, bens\u00ec di liberazione dalle catene del capitalismo, la cui idea guida \u00e8 il bisogno di rivoluzionare continuamente la societ\u00e0. Anche <strong>Proudhon<\/strong> mise in guardia dall\u2019ottimismo sciocco di chi confonde il progresso materiale ed economico con il progresso morale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrivono <strong>Marx<\/strong> ed <strong>Engels<\/strong> nel Manifesto del 1848.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cDove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l\u2019uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo \u201cpagamento in contanti\u201d. Ha disciolto la dignit\u00e0 personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libert\u00e0 patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libert\u00e0 di commercio priva di scrupoli. (\u2026). La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte le attivit\u00e0 che fino allora erano venerate e considerate con pio timore. Ha tramutato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l\u2019uomo della scienza, in salariati ai suoi stipendi. La borghesia ha strappato il commovente velo sentimentale al rapporto familiare e lo ha ricondotto a un puro rapporto di denaro\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>L\u2019invenzione del progresso \u00e8 il pi\u00f9 straordinario successo del capitalismo, il cui scopo \u00e8 di abbattere ogni barriera , idea e principio per ricondurre tutto allo scambio misurabile in denaro.<\/strong> Deve svellere ogni radice per costruire l\u2019<em>homo consumens<\/em> a taglia unica \u2013 a una dimensione, dice <strong>Herbert Marcuse<\/strong> \u2013 un vuoto da riempire con l\u2019immaginario delle merci e con la retorica inappagata dei desideri; una macchina desiderante priva di bussola che corre senza posa alla ricerca del nuovo, programmaticamente migliore del passato, \u201cpi\u00f9\u201d, rispetto al \u201cmeno\u201d di ieri, screditato, deriso, rimosso. Eppure, ancora <strong>Marx<\/strong>, espresse nei <em>Manoscritti<\/em> un concetto decisivo, che pare il contrario del progressismo: <strong>la radice \u00e8 l\u2019uomo.<\/strong><\/p>\n<p>Privato di radici, l\u2019uomo si spoglia di se stesso in nome del progresso, accogliendo con gioia compiaciuta ogni novit\u00e0, sinonimo di avanzamento. Con l\u2019invenzione del progresso e la sua immissione nella cultura di massa, il gioco \u00e8 fatto: diventa autoinganno, finta felicit\u00e0 che sventola la bandiera della sottomissione all\u2019ordine capitalista. I progressisti di ascendenza socialista e comunista, rinfoderate le ansie rivoluzionarie, non colgono la disfatta, ma percepiscono come una vittoria il presente dominato dalla corsa illimitata (dromocrazia, per <strong>Paul Virilio<\/strong>, la maratona infinita scambiata per progresso): un gioco di specchi allucinatorio. Lo compresero i Francofortesi, sottolineando che la cultura di massa e l\u2019idea di progresso non avevano liberato gli uomini, ma li hanno trasformati in vittime consenzienti della pubblicit\u00e0 e della propaganda.<\/p>\n<p><strong>Forma merce e societ\u00e0 dello spettacolo: l\u2019alienazione al potere.<\/strong><\/p>\n<p>Ne \u00e8 consapevole un irregolare del socialismo che non si rassegna a annegare nel minestrone progressista, <strong>Jean Paul Mich\u00e9a<\/strong>. Per lui, l\u2019idea di progresso, declinata come corsa forsennata senza traguardo, svela i due postulati nascosti della sensibilit\u00e0 liberal-libertaria, la <em>Matrix<\/em> del progressismo.<\/p>\n<p><strong>Il primo \u00e8 l\u2019adesione all\u2019idea che l\u2019uomo sia solo una macchina desiderante costretta dalla sua natura a massimizzare la propria utilit\u00e0.<\/strong> Quella riduzione, una volta introiettata come corollario obbligato del progresso, rende impossibile ogni obiezione. Il progresso si inchina alla mistica dei diritti, che diventano una sorta di pretesa di tutti su tutto. Questo finisce per giustificare ogni cosa, dallo sfruttamento pi\u00f9 spietato ai nuovi diritti legati alla sfera sessuale e pulsionale.<\/p>\n<p><strong>Il progresso \u00e8 l\u2019ideologia dell\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>, parallelo all\u2019uomo-macchina e all\u2019individuo che si emancipa da ogni credenza o struttura tradizionale.<\/strong> Un processo senza fine \u2013 come illimitato \u00e8 il filo del progresso \u2013 che produce un clamoroso rovescio, un\u2019eterogenesi dei fini: la sottomissione a nuove forme di dominio e di autorit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u201clo stato moderno e i suoi giuristi, il mercato autoregolato e i suoi economisti, e naturalmente, l\u2019ideale della scienza come fondamento immaginario e simbolico di questo nuovo insieme storico\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Incredibile \u00e8 la mutazione, o la trasvalutazione dei valori che il progressismo liberal-libertario ha imposto ai suoi nemici di ieri. <strong>Marcuse<\/strong> denunci\u00f2 per primo la <em>\u201ctolleranza repressiva\u201d<\/em> del potere nelle societ\u00e0 politiche occidentali, la tendenza a far coincidere progresso tecnologico e emancipazione umana. Afferm\u00f2 l\u2019impostura delle societ\u00e0 democratiche che rendono impossibile ogni forma di opposizione. L\u2019incipit dell\u2019<em>Uomo a una dimensione<\/em> \u00e8<\/p>\n<blockquote><p>\u201cuna confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libert\u00e0 prevale nella civilt\u00e0 industriale avanzata, segno del progresso tecnico \u201c.<\/p><\/blockquote>\n<p>La soluzione \u00e8 tuttavia parte del male: la liberazione attraverso l\u2019Eros, la negazione del principio di autorit\u00e0, i paradisi artificiali, la chiusura nella dimensione soggettiva. Esattamente ci\u00f2 che serve al neo capitalismo globalista per perpetuare il suo dominio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1666522844\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>L\u2019altro elemento che legittima l\u2019ideologia del progresso, rendendola trasversale, \u00e8 l\u2019errore capitale della sinistra \u201cmoderna\u201d, attardata nella convinzione che il liberal-liberismo sia una forza conservatrice o addirittura reazionaria.<\/strong> Sono numerosi, sospira <strong>Mich\u00e9a<\/strong>, coloro che<\/p>\n<blockquote><p>\u201cinsorgono ancora contro la famiglia autoritaria, il moralismo sessuofobo, la censura letteraria, l\u2019etica del lavoro e altri pilastri dell\u2019ordine borghese, mentre questi ultimi sono ormai stati distrutti o scalzati dal capitalismo avanzato.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Nulla di pi\u00f9 insensato della pretesa \u2013 o dell\u2019equivoco \u2013 progressista di rappresentare la giustizia e il bene: fin dal Settecento e dall\u2019illuminismo, ragione, cambiamento e progresso sono state bandiere e conseguenze dell\u2019ordine economico liberale, la cui stella polare \u00e8 il mercato fornitore di armonia tra individui razionali mossi solo dall\u2019interesse, privati di filiazione e legami, intollerabili ostacoli al progresso.<\/p>\n<p>Che poi il progresso non conduca alla felicit\u00e0, nonostante gli innegabili miglioramenti di molte condizioni materiali, non scoraggia i suoi fautori: basta spostare l\u2019oggetto del desiderio, far balenare nuovi progressi e il gioco \u00e8 fatto.<\/p>\n<p><strong>Un altro effetto della superstizione progressista \u00e8 il curioso suprematismo del tempo presente, in nome del quale chi \u00e8 vissuto prima di noi ci \u00e8 inferiore; ha goduto di un numero pi\u00f9 basso di mezzi e di diritti, quindi anche la sua umanit\u00e0 \u00e8 inferiore alla nostra.<\/strong> Il \u201c<em>presentismo<\/em>\u201d progressista cerca di allontanare il futuro schiacciandolo sull\u2019oggi, poich\u00e9 altrimenti perderebbe molta della sua efficacia e del suo fascino. Il progresso di domani, infatti, sar\u00e0 superiore al nostro, con la perdita di autostima e relativizzazione dell\u2019oggi che ne consegue. I padroni del progresso lo sanno e agiscono di conseguenza. Provocano un\u2019ansia costante, consustanziale al progresso \u2013 il processo che non pu\u00f2 esaurirsi \u2013 un\u2019inquietudine interiore che rende dipendenti dal nuovo, dal consumo, dai desideri.<\/p>\n<p>Il progresso, anzich\u00e9 aumentare le nostre possibilit\u00e0 e aprire le menti, come pensavano positivisti e pragmatisti, genera tensione, competitivit\u00e0, paura, invidia sociale, a cui non \u00e8 opposto altro rimedio se non somministrare dosi crescenti della medicina che ha provocato la malattia. In pi\u00f9, disprezzando ogni passato, rinuncia al confronto, pago della superiorit\u00e0 di mezzi del presente.<\/p>\n<p><strong>Qui sta una delle contraddizioni progressiste: l\u2019eccesso di mezzi oscura i fini sino a negarli.<\/strong><\/p>\n<p>Il progresso, nella forma in cui \u00e8 vissuto nella cultura di massa, assomiglia sempre pi\u00f9 alla <strong>vana corsa circolare del criceto nella ruota e dentro la gabbia<\/strong>. L\u2019invenzione del progresso, la fede accecante che genera, sono le mura della prigione senza sbarre che rende frenetica e mai sazia la vita contemporanea.<\/p>\n<p>Prima o poi anche il progresso tramonter\u00e0 e gli uomini torneranno sui propri passi, accettando una vita pi\u00f9 naturale, umana nel senso nobile del termine. La talpa si stancher\u00e0 di scavare e osserver\u00e0 i detriti del suo lungo lavoro. Forse accadr\u00e0 quanto immaginato dalla geniale leggerezza di <strong>Ennio Flaiano<\/strong>: anche il progresso, diventato vecchio e saggio, vot\u00f2 contro.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/10\/linvenzione-del-progresso-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ben scavato, vecchia talpa! esclama Amleto alla vista del fantasma del padre, apparso al principe di Danimarca cos\u00ec lontano dal luogo della sepoltura. Ben scavato, vecchia talpa, ribadir\u00e0 Karl Marx nel Diciotto Brumaio di Luigi Napoleone, confidando nello spirito della rivoluzione proletaria. 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