{"id":67209,"date":"2022-11-04T11:03:08","date_gmt":"2022-11-04T10:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67209"},"modified":"2022-11-07T11:15:54","modified_gmt":"2022-11-07T10:15:54","slug":"la-chimera-di-una-tavola-rotonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-chimera-di-una-tavola-rotonda\/","title":{"rendered":"La chimera di una tavola rotonda"},"content":{"rendered":"<div class=\"row mb-2\">\n<div class=\"col-12\">\n<div class=\"article-title-area\">\n<p class=\"lead\">Perch\u00e9 in Italia non c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di adoperarsi per una societ\u00e0 migliore?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row article-cover-image\">\n<div class=\"col-12 mb-2\">\n<div class=\"image-new-container\">\n<div class=\"image\">Come i lettori che mi seguono da pi\u00f9 tempo sanno mi occupo principalmente di educazione. A parte essere nato in una famiglia di insegnanti e il fatto che io stesso ho insegnato musica e applicazioni tecniche nelle scuole medie inferiori, questo mio interesse verso la scuola trae origine da un semplice ragionamento che feci diversi anni fa e che non implicava il mio Paese d\u2019origine.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mb-4 justify-content-center\">\n<div class=\"col-lg-10 col-xl-8 col-hd-7\">\n<div class=\"article-body\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Frequento l\u2019Asia da diversi decenni e ho visto con i miei occhi l\u2019impressionante cambiamento di stile di vita, di cultura e di tradizioni imposto dall\u2019occidente tramite la famigerata globalizzazione. Non mi soffermer\u00f2 a elencare questi cambiamenti, ma accenno a ci\u00f2 solo perch\u00e9 da qui \u00e8 partito il mio desiderio di fare qualcosa per le nuove generazioni, soprattutto indiane, che rischiano di perdere completamente il contatto con il loro passato, la loro cultura e, quindi, con la loro identit\u00e0. Mi chiesi come avrei potuto evitare tutto ci\u00f2 e la risposta che mi venne spontanea fu tramite la scuola. Cercai per diversi anni di racimolare fondi sufficienti per dare vita ad una mia scuola, ma trovare fondi in India \u00e8 veramente difficile, anche a causa della mentalit\u00e0 indiana che vede la condizione di ognuno come conseguenza di una vita precedente; per questo motivo \u00e8 raro vedere un indiano che fa l\u2019elemosina o che dona dei fondi per una qualsiasi iniziativa.<\/p>\n<p>Pensai, allora, di contattare le varie Organizzazioni Non Governative che si occupano di educazione e scuola, per vedere se fosse stato possibile organizzare un incontro tra di loro in modo da verificare se ci fosse un\u2019unit\u00e0 d\u2019intenti. In quel periodo avevo diversi contatti nello Stato del Gujarat. Cominciai quindi da l\u00ec. Una delle prime persone alla quale mi rivolsi fu Sukhadev Patel, Presidente dell\u2019associazione \u201cGanatar\u201d, una grande ONG che si occupa di lavoro minorile e di traffico di minorenni, che ha sede ad Ahmedabad. Quando arrivai all\u2019indirizzo del suo ufficio mi guardai intorno incredulo: si trattava di un condominio decrepito alla periferia della megalopoli indiana e il numero dell\u2019interno mi indicava addirittura una porticina del sottoscala. Com\u2019era possibile, pensai, che qui si trovi l\u2019ufficio di una grande ONG? Qualche anno prima avevo passato un intero mese a Bruxelles a girare un documentario \u2013 con un\u2019associazione italo-indiana &#8211; sugli \u201ceight millenium goals\u201d che la Comunit\u00e0 Europea si era prefissa di raggiungere con l\u2019inizio del nuovo millennio, e avevo frequentato gli uffici di diverse ONG anche pi\u00f9 piccole di Ganatar, ma tutte avevano sedi prestigiose, con tanto di sale d\u2019aspetto e segretarie.<\/p>\n<p>Qui, invece, entrai in un ambiente composto da quattro stanzette scrostate e ammuffite, dalle quali, per\u00f2, si salvavano le vite di centinaia di bambini. Sukhadev non aveva un aspetto migliore del suo ufficio, se lo avessi incontrato per strada avrei pensato fosse un chai wala. E invece era appena tornato dalla Corte Suprema dove aveva tenuto un corso d\u2019aggiornamento sulle ultime normative e sui provvedimenti riguardanti i diritti dei bambini.<\/p>\n<p>Sukhadev ader\u00ec immediatamente e totalmente all\u2019idea di stabilire un contatto tra le varie associazioni che operano in ambito educativo. Anzi fu talmente entusiasta che ne parlava come se fosse un\u2019idea sua. \u00abDobbiamo darci un obiettivo per volta\u00bb diceva, \u00abnon dobbiamo porci come antagonisti al governo, ma farci percepire come un aiuto che gli offriamo\u00bb. Gli chiesi quale potesse essere, secondo lui, una sede neutrale dove poter svolgere l\u2019eventuale incontro. Propose il Gujarat Vidyapith, l\u2019universit\u00e0 fondata dal Mahatma Gandhi nel 1920.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1667556163\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima di lasciarlo gli chiesi del fenomeno dei bambini scomparsi; mi conferm\u00f2 che era in costante aumento e che in India non si ha la reale percezione di questa piaga. I bambini scompaiono in tutta l\u2019India, ma \u00e8 in Gujarat che la maggior parte di loro viene ritrovata. Questo perch\u00e9 \u00e8 lo Stato pi\u00f9 industrializzato del sub continente indiano, grazie alle politiche neoliberiste del governatore di allora, Narendra Modi, oggi Primo Ministro dell\u2019India. Infatti il 70% dei bambini ritrovati in Gujarat provengono da altri Stati. Bambini che vengono rapiti da gang specializzate o venduti dalle famiglie che non hanno modo di mantenerli, n\u00e9 di mantenersi, e in questo modo racimolano quel po&#8217; di denaro che gli consente di tirare avanti per qualche settimana. C\u2019\u00e8 un vero e proprio racket dietro tutto questo e Sukhadev non nascose la complicit\u00e0 di alcuni elementi corrotti della polizia stessa. Parte di questa tremenda realt\u00e0 alcuni di voi l\u2019avranno intravista nel film \u201cMillionaire\u201d.<\/p>\n<p>Per velocizzare e facilitare l\u2019apertura di nuove industrie in Gujarat, Modi offr\u00ec i terreni per costruire i nuovi stabilimenti a prezzi stracciati e invogli\u00f2 ulteriormente le grandi aziende garantendo l\u2019esenzione fiscale per i primi quattro anni. A tal proposito Ratan Tata, alla guida del pi\u00f9 grande gruppo industriale indiano, al cui cospetto la FIAT impallidisce, disse una frase che divent\u00f2 celebre in India \u201cA queste condizioni chi non viene in Gujarat \u00e8 uno stupido\u201d. Quindi ne approfittarono tutte le pi\u00f9 grandi aziende indiane e straniere &#8211; tra le prime ci fu la Volkswagen &#8211; e il Gujarat richiam\u00f2 manovalanza a basso costo da tutta l\u2019India; da qui l\u2019afflusso di bambini.<\/p>\n<p>Prima ho scritto che non volevo elencare i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni in India a causa della globalizzazione, ma in questo caso far\u00f2 un\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Uno di questi cambiamenti all\u2019interno della psicologia indiana \u00e8 stata la competitivit\u00e0, un sentimento estraneo fino a pochi anni fa, ma che oggi si manifesta in modi diversi tra i differenti strati sociali e trasversalmente in diversi ambiti, trai quali la scuola. Con l\u2019avvicinarsi dell\u2019esame di maturit\u00e0 tra gli studenti si diffonde il panico, provocato soprattutto dalle aspettative dei genitori. Le famiglie della media borghesia nascente vedono la possibilit\u00e0 di poter iscrivere i propri figli ad universit\u00e0 prestigiose; quelle con scarsit\u00e0 di mezzi economici potrebbero ottenere una borsa di studio, elemento fondamentale per far proseguire i propri figli negli studi universitari. Risultato: centinaia di studenti, nella sola Ahmedabad, si suicidano ogni anno e molti di pi\u00f9 ricorrono a cure psichiatriche.<\/p>\n<p>Scusate la parentesi. Dopo Sukhadev Patel andai ad incontrare Jayish Patel. Il cognome Patel sta all\u2019India come Rossi all\u2019Italia. Stesso cognome, ma due mondi opposti. Jayish \u00e8 fondatore di una delle ONG pi\u00f9 strutturate di tutto il Gujarat e, molto probabilmente, di tutta l\u2019India: \u201cManav Sadhna\u201d.<\/p>\n<p>Questa ONG ha sede nell\u2019ashram del Mahatma Gandhi, situato sulle rive del fiume Sabarmati, una struttura bella nella sua semplicit\u00e0, nello stile gandhiano, armonica e immersa nel verde. Chi mi accolse mi fece attendere all\u2019interno di una grande sala immersa nel profumo dell\u2019incenso di sandalo e con un sottofondo musicale di sitar e tabla. Un\u2019atmosfera molto rilassante, un po&#8217; in stridore con il frenetico andirivieni che percepivo nel cortile, dove volontari provenienti da tutto il mondo erano occupati nello svolgere le loro mansioni. Dopo poco comparve Jayish, vestito con la kurta, il tipico vestito indiano che ormai \u00e8 diventato una rarit\u00e0. Fino a pochi anni fa anche i ministri del governo centrale vestivano cos\u00ec, oggi quasi tutti gli indiani vestono all\u2019occidentale. Una figura slanciata e un bel viso simpatico con un naso da pugile, Jayish mi accolse con un sorriso molto caldo e cordiale. Gli esposi il mio pensiero sul cambiamento che stava avvenendo in India e su come fosse fondamentale intervenire a livello scolastico. Jayish fu d\u2019accordo con me e si mostr\u00f2 aperto anche alla possibilit\u00e0 di effettuare un incontro con le altre associazioni del Gujarat. Dopo avermi offerto l\u2019immancabile tazza di chai mi invit\u00f2 a seguirlo per mostrarmi cosa stava facendo con la sua organizzazione. In quei giorni era appena arrivato un prototipo di sedia a rotelle ideata da un ragazzo americano, che aveva dei costi di produzione ridicoli e volle mostrarmela. Ne compr\u00f2 qualche centinaia da far avere alle persone disabili di Ahmedabad. Uscimmo dall\u2019ashram e mi port\u00f2 nello slum per mostrarmi come, a poco a poco, Manav Sadhna lo stesse rendendo pi\u00f9 vivibile, a cominciare dall\u2019istallazione dei servizi igienici e la costruzione della rete fognaria. Come entrammo nello slum un nugolo di persone si precipit\u00f2 verso di noi e, a turno, si gettarono letteralmente ai piedi di Jayish, in segno di rispetto. Questa usanza, forse per noi eccessiva, \u00e8 tutt\u2019ora in uso anche nelle famiglie altolocate, quando ci si trova al cospetto di una persona anziana della famiglia. In quel caso non ci si butta pi\u00f9 ai piedi, ma ci si inchina toccandosi la fronte con la mano destra e toccando poi i piedi dell\u2019anziano. \u201cRispetto\u201d, una parola che da noi ha perso significato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1667555617\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornati all\u2019ashram Jayish mi propose di organizzare l\u00ec da lui l\u2019incontro, ma gli dissi che forse sarebbe stato meglio farlo in un territorio neutrale, come il Gujarat Vidyapith. Lui approv\u00f2 immediatamente.<\/p>\n<p>Con due ONG cos\u00ec popolari dalla mia parte andai a parlare con Sudarshay Iyengar, vice Cancelliere del Gujarat Vidyapith, una sorta di vice Rettore.<\/p>\n<p>Mi aspettavo un incontro per affittare una sala conferenze, ma non and\u00f2 proprio cos\u00ec. Il Gujarat Vidyapith \u00e8 un complesso con un corpo originario che si distingue dal resto per essere l\u2019unico edificio architettonicamente dignitoso al confronto degli altri che sono semplici parallelepipedi in cemento. Fondata da Gandhi negli anni \u201920 \u00e8 una gigantesca universit\u00e0 immersa nel verde e circondata da un\u2019atmosfera al contempo rilassante e pregna di storia e di senso. Era l\u2019ora del tramonto e questo particolare momento della giornata \u00e8 sempre molto suggestivo nelle citt\u00e0 asiatiche che, nonostante ospitino milioni di abitanti, sono costituite da edifici relativamente bassi e, con l\u2019aiuto di grandi parchi cittadini, lasciano che l\u2019occhio spazi fino ad orizzonti lontani. Oggi tutto sta cambiando, grazie al finto benessere imposto da noi occidentali. Grandi multinazionali e gruppi industriali locali costruiscono grattacieli un po&#8217; ovunque, rappresentanze di una prosperit\u00e0 a disposizione dei soliti pochi.<\/p>\n<p>Sudarshay mi ricevette nel suo ufficio, all\u2019ingresso del quale sono appesi i ritratti dei vari Rettori che si sono succeduti nei decenni, a cominciare da quello di Gandhi per arrivare all\u2019attuale; un ufficio privo di sedie e con grandi cuscini con poggia schiena, in classico stile indiano. Anche la sua scrivania era da terra, la qual cosa mi piacque molto. Mi sembrava di poter dire avessimo pi\u00f9 o meno la stessa et\u00e0 e, come tutti i gandhiani, anche se riveste un\u2019alta carica, non indossava vestiti sfarzosi, ma una semplice kurta.<\/p>\n<p>Mi invest\u00ec subito con tantissime domande: perch\u00e9 volevo organizzare questo incontro, di cosa si sarebbe parlato, quante sarebbero state le persone invitate, quali organizzazioni vi avrebbero partecipato, se fosse previsto un rinfresco o se fosse bastato offrire un semplice chai. Si dimostr\u00f2 interessato all\u2019idea e mi disse che non aveva obiezioni in merito, ma dato che il Gujarat Vidyapith \u00e8 un organismo molto burocratico, tra le organizzazioni che avrebbero partecipato ce ne doveva essere una da loro riconosciuta di indubbio valore morale che si prendesse carico di fare la domanda per avere l\u2019accesso alla sala. Gli chiesi se Ganatar potesse andare bene e lui rispose \u00abCertamente, chiamo subito Sukhadev\u00bb e un brivido mi corse lungo la schiena. Purtroppo conosco bene gli indiani e temevo che Sukhadev potesse dirgli che non mi conosceva nemmeno. Dopo una breve conversazione telefonica in hindi, della quale l\u2019unica cosa che capii era il mio nome, Sudarshay conferm\u00f2 che Sukhadev aveva dato il suo consenso ad utilizzare la sua organizzazione per l\u2019affitto della sala. Mi accertai che questo non significasse che l\u2019incontro si sarebbe svolto sotto l\u2019egida di Ganatar, ma mi assicurarono di no.<\/p>\n<p>Precedentemente ero andato a trovare un\u2019altra ONG, la \u201cGramswaraj Sangh\u201d, fondata da Rameshbahi Sanghvi, situata nel Kutch, una vasta area arida del Gujarat, dove Rameshbahi costru\u00ec una bella e grande scuola dove si insegnano i principi gandhiani dell\u2019ahinsa (non violenza) e della tolleranza religiosa. Una scuola che si pone l\u2019obiettivo dell\u2019auto sostenibilit\u00e0 sia finanziaria che alimentare. Un posto meraviglioso. Accenno a questo perch\u00e9 quando durante la conversazione con Sudarshay citai Ramesh, una delle persone presenti nel suo studio intervenne e disse \u00abRameshbahi Sanghvi? E\u2019 mio cognato!\u00bb e a quel punto tutto divent\u00f2 pi\u00f9 facile e l\u2019atmosfera divent\u00f2 cordiale e rilassata. Mi suggerirono diversi nominativi di scuole e organizzazioni che sperimentano nuove metodologie d\u2019insegnamento e Sudarshay si offr\u00ec di contattarle personalmente, ma volle anche che il Gujarat Vidyapith, con il suo Dipartimento dell\u2019Educazione, facesse parte dell\u2019incontro, possibilit\u00e0 che mi fece grande piacere, ovviamente.<\/p>\n<p>Questo racconto potrebbe andare avanti ancora per molto, narrandovi degli incontri che ebbi con le altre varie organizzazioni e delle impressioni che ricevetti dalle persone che ne facevano parte. Dir\u00f2 solo che l\u2019incontro si tenne il 25 febbraio del 2010 e che vi parteciparono 19 tra le pi\u00f9 importanti ONG del Gujarat e fu anche ripreso da una televisione locale. Si tratt\u00f2 del primo incontro tra diverse associazioni mai fatto fino a quel momento. Il titolo fu: \u201cFreedom in alternative education system\u201d sottotitolo \u201cThe autonomy of non-governmental schools\u201d. Fu molto interessante e si posero le basi per cooperazioni che ancora oggi continuano.<\/p>\n<p>Vi chiederete perch\u00e9 vi abbia raccontato tutto ci\u00f2. Perch\u00e9 trovo singolare che un Signor Nessuno come il sottoscritto, in un Paese che non \u00e8 il suo, abbia contattato organizzazioni molto importanti, che svolgono tutt\u2019ora un lavoro incredibile, aiutando i pi\u00f9 bisognosi e correndo rischi per noi inimmaginabili (vedi Sukhadev); organizzazioni che impiegano centinaia di dipendenti e migliaia di volontari provenienti da tutto il mondo, che \u201cfanno\u201d, non teorizzano, non stilano documenti, n\u00e9 convocano assemblee o convegni, ma che attraverso un duro lavoro ottengono risultati tangibili ogni giorno. Queste persone non solo hanno trovato il tempo per ricevermi e ascoltarmi, ma hanno convenuto che fosse giusto darsi una mano, collaborare per poter fare ancora di pi\u00f9. E non pensate che si vedessero tutti di buon occhio, per nulla. Per motivi di spazio a mia disposizione non ho parlato di come alcuni di loro non fossero contenti di dividere il loro tempo con altri partecipanti, delle invidie e delle accuse reciproche. Ma ciononostante si sono riuniti sotto lo stesso tetto e hanno lasciato da parte i vari rancori per il bene dei pi\u00f9 bisognosi, bambini in primis.<\/p>\n<p>Mentre qui, in Italia, da alcuni anni e assieme a diverse persone di associazioni con finalit\u00e0 simili (associazioni che, al momento, a parte ritrovarsi, parlare, produrre montagne di scritti, partecipare e organizzare convegni e conferenze, altro non hanno fatto) da anni, dicevo, si prova a far sedere tutti intorno allo stesso tavolo senza riuscirci.<\/p>\n<p>A questo punto mi viene da pensare che non ci sia la volont\u00e0, n\u00e9 si veda la necessit\u00e0, di adoperarsi per una societ\u00e0 migliore, ma solo si cerchi una maggiore visibilit\u00e0, un posto al sole che scaldi il proprio ego e basta.<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec \u00e8 giusto che queste persone non ottengano nulla, perch\u00e9 sarebbero le persone sbagliate al posto sbagliato.<\/p>\n<p><em>Danilo D&#8217;Angelo<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>Foto in alto: Manav Sadhna, Ahmedabad, India<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"col-6 col-sm-4 col-md-3 col-lg-2 mb-3\">\n<div class=\"image-new-container round-image-container\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg\" alt=\"Danilo D'Angelo\" width=\"130\" height=\"130\" data-src=\"https:\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg\" data-srcset=\"\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9e11ff2f23aa7313fd2e71e52ee0167e3fc6dedb\/store\/fill\/524\/524\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 524w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/c3d8b55a720b7f1524964b44c7a8ac01f7ea94b1\/store\/fill\/360\/360\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 360w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/491c5879caca203c1057bc8012f2e8ab9b997915\/store\/fill\/262\/262\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 262w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 180w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/25cf686471c1d47ddca118d1245444d8f2e98795\/store\/fill\/130\/130\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 130w\" data-sizes=\"(min-width:1800px) 262px, (min-width:1550px) 220px, (min-width:1300px) 180px, (min-width:992px) 130px, (min-width:768px) 150px, (min-width:576px) 150px, 258px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text-center text-sm-left col-sm-8 col-md-9 col-lg-10\">\n<div class=\"font-28 mb-2\"><a class=\"first-highlight-color\" href=\"https:\/\/wsimag.com\/it\/authors\/872-danilo-dangelo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Danilo D\u2019Angelo<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"font-15 tall-line-height mb-2\">Danilo D\u2019Angelo di professione architetto. Ha insegnato per alcuni anni. Dirige la Naveen Nursery and Primary School a Varanasi India. Membro della segreteria dell\u2019associazione Centro di Gravit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 in Italia non c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di adoperarsi per una societ\u00e0 migliore? Come i lettori che mi seguono da pi\u00f9 tempo sanno mi occupo principalmente di educazione. 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