{"id":67474,"date":"2022-11-14T20:59:14","date_gmt":"2022-11-14T19:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67474"},"modified":"2022-12-01T11:08:44","modified_gmt":"2022-12-01T10:08:44","slug":"bomba-atomica-ottimista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/bomba-atomica-ottimista\/","title":{"rendered":"Bomba atomica ottimista"},"content":{"rendered":"<p>Non so se sia una visione, un miraggio o un chiaro filo rosso. In ogni caso, ci sono motivi e illazioni che lasciano credere che l\u2019apertura al negoziato di pace tra Russia e Ucraina, da pochi giorni affermata da <strong>Biden<\/strong>, veda nel rischio di un\u2019autarchia americana il suo primo e pi\u00f9 profondo movente. Un fatto storicamente unico e socialmente imperdonabile, ad eventuale carico dell\u2019attuale presidente degli Stati Uniti. Per scongiurarlo ci voleva un\u2019idea. Eccola in forma di passaggi.<\/p>\n<h3>Questioni interne<\/h3>\n<p>Constatato l\u2019elevato rischio di dover cedere il passo a <strong>Trump<\/strong> o ai Repubblicani, <strong>Biden<\/strong> ascolta la protesta di suoi connazionali e di 30 deputati Democratici, che manifestano contro l\u2019assistenza in armamenti, intelligence, addestramenti e denaro agli ucraini. Il fine \u00e8 quello di recuperare consensi in occasione delle elezioni di medio mandato.<\/p>\n<p>Da qui, l\u2019apertura americana al tavolo della pace con <strong>Putin<\/strong>.<\/p>\n<p>Quindi, il pretesto del G20 \u2013 di marted\u00ec 15 e mercoled\u00ec 16 novembre 2022 \u2013 per avviare concretamente l\u2019intento annunciato.<\/p>\n<p>La manfrina nucleare avrebbe termine e pure lo svenamento delle risorse sottratte ad un paese incredibilmente indebitato e povero.<\/p>\n<p>La raccolta di consensi a favore dei Democratici sarebbe garantita. Cosa potrebbero fare per la loro causa?<\/p>\n<h3>Questioni esterne<\/h3>\n<p>L\u2019Orso russo \u2013 ripresosi forse pi\u00f9 velocemente del previsto dal tracollo sovietico o, addirittura, inaspettatamente \u2013 doveva essere demolito. La lungimirante strategia Nato, ricca di provocazioni nei confronti della Russia e avvallata dal sostanziale silenzio europeo, era andata in porto. Il mostro in forma di <strong>Putin<\/strong> aveva attaccato un paese sovrano. C\u2019era tutto il necessario per porre fine alla partita. Vincerla era eliminare o sottomettere un potenziale rivale nei confronti dell\u2019egemonia mondiale, rispetto alla quale gli americani ci avevano fatto il callo e ci vedevano la semplice realizzazione di quel destino manifesto (1), mandato divino che li impone alla guida del mondo.<\/p>\n<p>A orso abbattuto, insieme all\u2019Europa di Bruxelles e al Regno Unito, gli Usa avrebbero avuto forse le forze per ridurre la potenza cinese. Vero teatro nel quale la questione russa non era la protagonista.<\/p>\n<p>Il costo del capitalismo cinese, realizzato con una politica \u2013 fino a ieri \u2013 improponibile da noi, non poteva essere contrastato da quello occidentale, assai pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Nello scontro economico con la Cina, gli americani, giustamente, non potevano non prendere in considerazione di finire alle corde. Il rischio di essere a loro volta dipendenti e sottomessi, nonch\u00e9 quello implicato di perdere l\u2019egemonia mondiale, li ha obbligati a rivedere l\u2019arroganza della propria politica estera, in particolare circa le relazioni con la Cina.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668455228\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Revisione sempre pi\u00f9 necessaria. La stessa creazione del G20, scaturita nel 1999 da un\u2019idea americana e canadese, deve necessariamente essere letta anche come una mossa per mantenere il controllo della piramide mondiale. Un progetto legittimo e, a suo modo, ontologicamente americano.<\/p>\n<p><em>Bretton Woods<\/em>, infatti, e il suo Fondo monetario internazionale (1945), con l\u2019imposizione del dollaro quale moneta di riferimento degli scambi commerciali internazionali, era stato l\u2019avo illuminato che aveva escogitato l\u2019idea che fosse ora di fare qualcosa per mantenere le mani su un mondo non pi\u00f9 naturalmente a disposizione, vista la minaccia del blocco di Varsavia. Quindi, la mossa durante la presidenza <strong>Nixon<\/strong>, che per lo stesso motivo egemonico aveva unilateralmente slegato la possibilit\u00e0 di stampare denaro dai depositi aurei. Mossa che ripudiava la politica di <em>Bretton Woods<\/em>, ma che, con identico travestimento, era destinata a mantenere il potere, a quel punto fortificato dalla pianificata economia sovietica, incapace di sostenere la partita internazionale.<\/p>\n<p>La tecnologia e la comunicazione avevano reso contigui paesi fino allora estranei l\u2019uno all\u2019altro, nei confronti dei quali era opportuno avere strategie di gestione e relazione. In caso contrario, emergeva da s\u00e9 il rischio di isolamento. Era meglio comandare che essere comandati. Le mani sull\u2019Europa e i suoi mercati, impostate con la partecipazione alla Seconda guerra mondiale e ai relativi aiuti marshalliani a piene mani, non erano pi\u00f9 la misura sufficiente.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla Cina. Questa, non a caso, ha soltanto spiritualmente appoggiato <strong>Putin<\/strong>, mentre contemporaneamente reiterava il concetto della multipolarit\u00e0, con tanto di confuciane parole dedicate all\u2019equilibrio del mondo. E, tanto per non essere equivocati, tutto senza recedere \u2013 anzi \u2013 di un passo dall\u2019incremento dei suoi armamenti che, dicono gli esperti, siano ora al pari di quelli Usa.<\/p>\n<p>Dunque, vista l\u2019irriducibilit\u00e0 di <strong>Putin<\/strong>, resa possibile dalla sua consapevolezza che nella guerra mascherata da Ucraina c\u2019era in ballo la sopravvivenza dell\u2019identit\u00e0 e dello spirito russo, visto il supponibile fallimento di eliminarlo dalla scena e\/o la probabile fedelt\u00e0 dei suoi generali, i Repubblicani americani, la Cia e la Nato stanno facendo passare l\u2019apertura americana ai negoziati come un gesto necessario per scongiurare la guerra nucleare. Sapevano che <strong>Putin<\/strong>, in forza di quella concezione metafisica dell\u2019identit\u00e0 russa, se ancora provocato, non avrebbe rinunciato a spingere il bottone rosso.<\/p>\n<p>Tuttavia, i probabili negoziati Russia\/Usa di Bali non saranno affatto l\u2019esordio del relativo processo di pace. Questo \u00e8 in corso sottotraccia da tempo.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, l\u2019arretramento russo dalla regione di Kherson \u00e8 possibile non corrisponda ad una questione militare, ma politica, gi\u00e0 relativa all\u2019intento pacificatorio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ipotizzando, Kherson sarebbe dunque una concessione russa, in prospettiva di veder internazionalmente riconosciuti i suoi nuovi confini allargati dall\u2019annessione delle Repubbliche di Lugansk, Donetsk e dell\u2019ex oblast Crimea.<\/p>\n<p>In questa supponibile prospettiva diplomatica occulta, si inserisce, come fosse ben lubrificata, la garanzia della confinante Finlandia, dedicata ad escludere la presenza sul suo territorio di armamenti nucleari Nato. Un carico al quale <strong>Putin<\/strong> non pu\u00f2 che rispondere con una carta di pari valore. Magari e per esempio \u2013 problemi ucraini morali superati o compressi \u2013 con la ricostruzione di parte della distruzione realizzata in territorio ucraino. A fondo perduto.<\/p>\n<p>Negli accordi di pace, le sanzioni alla Russia dovranno giocoforza essere annullate, affinch\u00e9 l\u2019Europa possa riprendersi dal tafazziano suicidio per magistrale ipocrisia morale. Europa che avr\u00e0 l\u2019agio di riprendere libere relazioni commerciali e diplomatiche con la Russia, costretta per\u00f2 a garantire ancora l\u2019appoggio agli americani e l\u2019adesione alla Nato. Sempre che la Cina \u2013 con la Russia e, perch\u00e9 no, tutto il <em>Brics<\/em> in coro \u2013 non ne richieda ed ottenga lo scioglimento. Magari sotto una paventata minaccia di un qualche patto neovarsaviano alternativo.<\/p>\n<p>Le recenti azioni, a dire russo, di stampo britannico \u2013 quali l\u2019attentato al ponte di Kerch, quello recente alla flotta russa, l\u2019approntamento di forze speciali di terra e, in particolare, la messa in avaria dei gasdotti baltici \u2013 qualora a Bali la storia prendesse una piega inclinata verso l\u2019interruzione del conflitto armato, possono diventare ulteriori argomenti di parte russa al tavolo dei negoziati.<\/p>\n<p>Le sanzioni dovranno essere sollevate per scongiurare un altro possibile inconveniente, la vendetta di <strong>Putin<\/strong>. Nonostante questi abbia sempre parlato di equilibrio mondiale e reciproco rispetto. Nonostante abbia, in qualche modo, dimostrato tolleranza nei confronti dell\u2019avversa azione Nato, \u00e8 meglio considerare latente quell\u2019eventualit\u00e0 di nemesi. Desanzionarlo garantirebbe un margine maggiore di sicurezza specifica agli americani.<\/p>\n<p>Nel frattempo, le sanzioni in essere, che hanno tramortito l\u2019economia e la societ\u00e0 europee \u2013 in particolare per il costo energetico \u2013 e che a loro volta verrebbero meno, sono un altro asso in mano a <strong>Putin<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo lo scossone della guerra ucraina e l\u2019apocrifa deriva individualista della Germania, l\u2019Eu potrebbe rinsaldarsi, ridimensionando per\u00f2 le sue velleit\u00e0, oggi pi\u00f9 conclamate di ieri. Rimarrebbe un\u2019entit\u00e0 commerciale, con il condiviso mandato solo per certa politica grossolana o di superficie. Il precedente tedesco, quando possibile, sar\u00e0 evocato da altri Stati dell\u2019Unione. Il guinzaglio con il quale Bruxelles teneva i suoi subalterni dovrebbe allungarsi. E cos\u00ec, anche su questo aspetto, la longa manus di <strong>Putin<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668455500\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Globalmente<\/h3>\n<p>A questo punto, si potrebbe dire che, unendo puntini apparentemente lontani quali l\u2019avvento del <em>Brics<\/em>, la mancata eliminazione, balcanizzazione, sottomissione della Russia, la questione dell\u2019azzerata contrattualit\u00e0 dell\u2019economia americana nei confronti di quella cinese, la connessa eventualit\u00e0 di una vergognosa autarchia americano-canadese, con tanto di relativi problemi sociali interni e, infine, il tentativo di contrastare <strong>Trump<\/strong> e la sua politica poco controllabile dalle <em>lobby<\/em> di potere e dallo stato profondo, l\u2019eventualit\u00e0 del nuovo assetto multipolare o, quantomeno, bipolare, non sia una <em>boutade<\/em> da fantageopolitica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tutto. Non tutto fa capo soltanto al costo del capitalismo. \u00c8 da considerare la ricchezza di materie prime e prodotti tecnologici cinesi, indispensabili agli Stati uniti. Nonch\u00e9, come da <em>Il mito americano e il sacrificio europeo<\/em>, la vulnerabilit\u00e0 economica e strutturale americana \u2013 abilmente mascherata dalla propaganda, vero asso nella manica statunitense, anche in questa ultima guerra antirussa \u2013 che si esprime in brevetti rubati, in finanziamenti governativi e non delle <em>Big Tech<\/em>, in emanazioni di controllo quali internet e <em>Google<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cOgni volta che per qualche motivo gli Usa e le sue corporation sono state esposte alla concorrenza reale, sono scomparse o sopravvivono grazie ai sussidi o al protezionismo che non viene tuttavia tollerato altrove\u201d (2).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>1) Anders Stpehanson, <em>Destino manifesto. L\u2019espansionismo americano e l\u2019Impero del Bene<\/em>, Milano, Feltrinelli, 2004. 2) Il mito americano e il sacrificio europeo.<\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-67830 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg 284w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-11x12.jpeg 11w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo.jpeg 409w\" sizes=\"(max-width: 119px) 100vw, 119px\" \/><\/p>\n<p>Lorenzo Merlo, diplomato ISEF, Guida alpina emerita e maestro di alpinismo, insegnante di diverse attivit\u00e0 motorie, co-ideatore e responsabile di \u201cVictory Project Scuolanatura\u201d, proposta operativa di reclutamento delle potenzialit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p>Giornalista pubblicista, scrittore e fotografo. Collabora con blog e testate online con articoli che trattano di ambiente, comunicazione, sicurezza, geopolitica, argomenti evolutivi e di critica sociale.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se sia una visione, un miraggio o un chiaro filo rosso. In ogni caso, ci sono motivi e illazioni che lasciano credere che l\u2019apertura al negoziato di pace tra Russia e Ucraina, da pochi giorni affermata da Biden, veda nel rischio di un\u2019autarchia americana il suo primo e pi\u00f9 profondo movente. 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