{"id":67494,"date":"2022-11-16T11:00:49","date_gmt":"2022-11-16T10:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67494"},"modified":"2022-11-17T10:20:52","modified_gmt":"2022-11-17T09:20:52","slug":"lo-specchio-delle-idee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lo-specchio-delle-idee\/","title":{"rendered":"Lo specchio delle idee"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Da bambino facevo fatica a distinguere il lato destro da quello sinistro, sinch\u00e9, mancino, risolsi il dilemma osservando, nel dubbio, la mano che utilizzavo per scrivere, mangiare, impugnare attrezzi. Nel mio piccolo universo di sogni e fantasticherie, il problema pi\u00f9 affascinante era lo specchio: nell\u2019immagine riflessa, la destra diventava sinistra e viceversa. Per molto tempo restai colpito dal fatto che lo specchio e le fotografie restituivano un\u2019immagine a parti invertite e che mai, nella vita, mi sarei visto come sono davvero, con gli occhi e la prospettiva degli altri.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capita qualcosa di simile nella topografia politica e culturale. <strong>Giorgio Gaber<\/strong> lo espresse con umorismo impareggiabile nella bellissima canzone <em>Cos\u2019\u00e8 la destra, cos\u2019\u00e8 la sinistra.<\/em> La conclusione, tra ironia, disincanto e minimalismo, fu che <em>\u201cfare il bagno nella vasca \u00e8 di destra, far la doccia invece \u00e8 di sinistra\u201d<\/em> oppure che il culatello \u00e8 di destra, la mortadella \u00e8 di sinistra, il cioccolato svizzero \u00e8 di destra, la Nutella di sinistra. Rovesciando l\u2019ordine dei fattori, potremmo affermare il contrario, prova evidente che la segnaletica politica non segnala un bel nulla.<\/p>\n<p>Per tornare alla seriet\u00e0 \u2013 ma lo scherzo e il gioco sono il sale della vita \u2013 concordiamo in parte con il politologo <strong>Marco Tarchi<\/strong> che in un\u2019intervista al quotidiano comunista <em>Il Manifesto<\/em> conclude che la sfida \u00e8 piuttosto sullo spartiacque conservatorismo\/ progressismo.\u00a0 Non ci convince del tutto poich\u00e9 dovremmo accordarci sul significato dei due termini e soprattutto prendere atto dell\u2019inversione prodottasi nell\u2019ultimo trentennio, del riposizionamento di interi ceti sociali lungo fratture impensabili in passato. Lo specchio, stavolta, dice la verit\u00e0: istanze di sinistra \u2013 diritti sociali, difesa dei ceti deboli \u2013 diventano patrimonio della destra, mentre la dimensione individuale, soggettiva e la pi\u00f9 accanita difesa del mercato <em>\u201cmisura di tutte le cose\u201d<\/em> trovano dimora a sinistra.<\/p>\n<p><strong>Tarchi<\/strong>, studioso che conosce per frequentazione diretta gli orizzonti e i clich\u00e9 mentali della \u201cdestra\u201d, ha ragione quando situa la sfida, la vittoria e la sconfitta sul terreno culturale. La destra ha accumulato un ritardo di mezzo secolo e ha collezionato una serie ininterrotta di arretramenti e sconfitte, mentre la \u201csinistra\u201d ha improntato l\u2019immaginario collettivo di tre generazioni. Ha saputo trasformare in \u201cdiritti\u201d \u2013 ossia qualcosa che, una volta conseguito, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere messo in discussione \u2013 istanze soggettive, capricci e desideri. La controffensiva non pu\u00f2 che partire da l\u00ec.<\/p>\n<p>Il dibattito \u00e8 aperto soprattutto dopo la vittoria elettorale di <strong>Giorgia Meloni<\/strong>. C\u2019\u00e8 delusione in chi ha creduto nelle istanze sovraniste. Per evidenti motivi di opportunit\u00e0 e accettazione nella sfera di potere euro occidentale, \u00e8 difficilissimo mettersi di traverso al pensiero dominante rispetto alla collocazione internazionale e geopolitica dell\u2019Italia, o dare vigore alle battaglie sulla sovranit\u00e0 monetaria, economica e militare. La sensazione, per\u00f2, \u00e8 che la \u201cdestra\u201d reale creda davvero in ci\u00f2 che proclama. Lo specchio riflette ma non inverte: la destra ufficiale \u00e8 d\u2019accordo sulla Nato, sulla moneta di propriet\u00e0 delle banche, sull\u2019alleanza immutabile con gli Usa, con un\u2019economia non pi\u00f9 di mercato, ma di monopoli privati.<\/p>\n<p>Si torna a <strong>Gaber<\/strong> e alle sue differenze\u00a0<em>nonsense<\/em>: i collant son quasi sempre di sinistra, il reggicalze \u00e8 pi\u00f9 che mai di destra. Futilit\u00e0. Tutti cantano in coro, parole, musica e strumenti sono di chi paga l\u2019orchestra.<em> \u201cIl pensiero liberale \u00e8 di destra, ora \u00e8 buono anche per la sinistra\u201d.<\/em> Su ci\u00f2 che conta per i veri padroni, l\u2019intero arco politico \u00e8 unanime. Chi non ci sta, chi non si rassegna alla logica dello specchio, \u00e8 fuori dai giochi. Un brontolone, un bastian contrario ridotto a macchietta, uno che vede il bicchiere sempre vuoto anche quando non lo \u00e8. Piuttosto che niente, meglio piuttosto: vedere lontani dal governo (non dal potere\u2026) PD, <strong>Bonino, Boldrini<\/strong> e compagnia pessima \u00e8 una consolazione. Magra, poich\u00e9 della musica cambiano solo pochi accordi, quelli consentiti dai \u201csuperiori\u201d, con buona pace dei popoli convinti di contare qualcosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668591897\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>Pure, bisogna infilarsi negli interstizi, nelle fenditure, nei pochi spazi liberi lasciati dal Dominio e prendere atto che la battaglia va condotta sul piano dei principi fondanti la comunit\u00e0 e la societ\u00e0. Che non danno da mangiare, dice la destra reale scuotendo la testa, convinta che un po\u2019 di tasse in meno e una robusta sburocratizzazione cambierebbero tutto in meglio. Ma la destra non \u00e8 attrezzata neppure per queste battaglie, come dimostra l\u2019egemonia avversaria nella scuola, nell\u2019alta dirigenza, nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>La soluzione non \u00e8 cambiare nome ad alcuni ministeri, ma il fatto di aver richiamato a livello governativo temi come la natalit\u00e0, il merito e la sovranit\u00e0 (alimentare) \u00e8 un inizio. Ora servono contenuti. Ad esempio la sfida delle parole da vincere con i fatti; o il coraggio del populismo, ossia l\u2019ascolto della gente comune che manca alle forze dominanti, a destra, al centro e a sinistra.<\/p>\n<p>Lo ripeto con l\u2019insistenza di chi ha perduto la speranza, giacch\u00e9<em> \u201csolo delle cause perse si pu\u00f2 essere partigiani irriducibili\u201d<\/em> (<strong>N. G\u00f2mez D\u00e0vila<\/strong>): la madre di tutte le battaglie \u00e8 sui principi etici. Su questo convengono <strong>Tarchi<\/strong>, che dalla destra fu cacciato e, un po\u2019 a sorpresa, un intellettuale di opposta tendenza, <strong>Carlo Freccero<\/strong>. Segno della necessit\u00e0 urgente di uscire da vecchi schemi, previo disarmo bilaterale dei rispettivi tic ideologici. <strong>Freccero<\/strong>, esperto di comunicazione, finissimo creatore di contenuti, di parte, s\u00ec, ma sempre intelligenti e gradevoli, rileva la continuit\u00e0 della destra di governo con l\u2019agenda precedente, ossia l\u2019adesione al\u00a0<em>mainstream\u00a0<\/em>globalista.<\/p>\n<p>Straordinariamente efficace \u00e8 quando chiama in causa i valori della nuova sinistra progressista indifferente al popolo. Richiesto di un giudizio sulla drammatica crisi demografica, cos\u00ec risponde:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cquali sono attualmente i valori della sinistra? Aborto, eutanasia,\u00a0<em>gender<\/em>, tutti diritti che sottoscrivo, ma che dialetticamente hanno un comune denominatore distopico, il depopolamento del pianeta\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Noi non sottoscriviamo, come <strong>Freccero<\/strong>, i principi \u201cprogressisti\u201d, ma conta l\u2019ammissione che si tratta di cause che conducono all\u2019estinzione biologica e alla fine di una civilt\u00e0, ossia sono pulsioni di morte.<\/p>\n<p>Per chi li contrasta sono temi nichilisti, segni di disordine mentale, morale e sociale, elementi di una decadenza rispetto ai quali occorre essere irremovibili. Sgomenta il disinteresse, il cambio di posizione, l\u2019apostasia \u2013 uno specchio spezzato \u2013 della chiesa.<\/p>\n<p>Le battaglie decisive sono queste, che non si definiscono in negativo \u2013 nonostante partano da alcuni no irrevocabili \u2013 poich\u00e9 sono un\u2019agenda per e della vita, per e dell\u2019umanesimo. Molti sono i nemici, il treno del progresso corre all\u2019impazzata su un binario che conduce all\u2019abisso. Nessuno, tuttavia, vincer\u00e0 mai una guerra senza dare battaglia. A sinistra hanno applicato alla perfezione le prescrizioni di <strong>Sun Tzu<\/strong>: l\u2019arte suprema \u00e8 sottomettere il nemico senza combattere. Ci hanno avvolto, spesso ci hanno addirittura convinto. Chi ha continuato la lotta, si \u00e8 accontentato di successi parziali e non ha mai veramente lottato, per timore e tornaconto immediato.<\/p>\n<p>Soprattutto, non abbiamo cercato di pensare come il nemico, essere come il nemico, un\u2019altra regola di <strong>Sun Tzu<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSe conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria \u00e8 sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilit\u00e0 di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia\u201c.<\/p><\/blockquote>\n<p>Continuiamo a sbagliare bersaglio, tacciando di comunismo gli avversari. Incredibile che le accuse reciproche riguardino idee morte, fascismo e comunismo.<\/p>\n<p>Le motivazioni per combattere ce le ha fornite un avversario, <strong>Carlo Freccero<\/strong>, i punti di frattura <strong>Tarchi<\/strong>, uno che la \u201cdestra\u201d ufficiale, avvolta nei suoi stracci, ha allontanato perch\u00e9 disprezza ci\u00f2 che ignora.\u00a0 Non abbiamo pi\u00f9 maestri, dobbiamo ricercare ovunque brandelli di verit\u00e0, lacerti di idee, studiando con pazienza e oltrepassando ogni vecchio discrimine. Ripeteva <strong>Einstein<\/strong> che non si risolvono i problemi con le mentalit\u00e0 che li hanno creati. In questo senso, accettiamo la divisione proposta da <strong>Tarchi<\/strong> e ci proclamiamo conservatori. La chiave la fornisce <strong>Nikolay Berdjaev<\/strong>: il senso del conservatorismo non \u00e8 ostacolare il movimento in alto o in avanti, ma fermare il moto all\u2019indietro e verso il basso, il caos e il ritorno allo stato barbarico.<\/p>\n<p>Bisogna crederci, per\u00f2. Non possono esserci dubbi su quale posizione assumere e su quali battaglie intraprendere. Linguaggio politicamente corretto, cultura della cancellazione, gender, abortismo, distruzione della famiglia, negazione della legge naturale e della stessa biologia, privatizzazione e tecnicizzazione del mondo, perdita di libert\u00e0, eutanasia, transumanesimo \u2013 ossia vittoria dell\u2019artificiale sull\u2019umano e il naturale \u2013 ci paiono altrettanti balzi all\u2019indietro e verso il basso, il lato oscuro del progresso denunciato anche da personalit\u00e0 insospettabili di conservatorismo come <strong>Michel Onfray, Jean Paul Mich\u00e9a, Slavoj Zizek<\/strong>, prima di loro<strong> Christopher Lasch<\/strong> e <strong>Allan Bloom<\/strong>, in Italia <strong>Luca Ricolfi<\/strong>.<\/p>\n<p>Non possiamo avere paura di questa \u201ccontaminazione\u201d, che \u00e8 il difficile, tortuoso percorso di convergenza tra chi lavora per l\u2019uomo e chi agisce contro. Se ci guardiamo allo specchio, vediamo riflessa un\u2019immagine che \u00e8 il contrario del ritratto di Dorian Gray.\u00a0 Nel romanzo di <strong>Oscar Wilde<\/strong>, l\u2019affascinante Dorian resta eternamente giovane, mentre il suo ritratto mostra i segni della decadenza fisica e della corruzione morale. L\u2019immagine della modernit\u00e0 \u00e8 accattivante, artificialmente attraente, perfetta. Ammalia, ma cela la realt\u00e0 di un degrado profondo, un male di vivere angoscioso celato dalla corsa al successo, dalle dipendenze, dagli psicofarmaci, da una cosmetica sociale sempre meno creduta dal cuore dell\u2019uomo, anche di chi crede al mito del progresso.<\/p>\n<p>L\u2019alternanza \u00e8 senza alternativa, tra modalit\u00e0 del medesimo spartito, eseguito in distinti tempi musicali, andante, veloce o lento.\u00a0 All\u2019interno del sistema \u2013 liberista in economia e finanza, libertino nei costumi, libertario senza libert\u00e0 \u2013 \u00e8 ammessa soltanto qualche modesta variazione, pena l\u2019espulsione dal cerchio magico.<\/p>\n<p>Ciononostante, milioni di persone al sistema non credono pi\u00f9. Alcuni sono conservatori, altri progressisti, moltissimi inclassificabili. Guardano lo specchio e si accorgono che non riflette la realt\u00e0. Le luci del variet\u00e0, le musiche assordanti e il trucco pesante dei volti di milioni di Dorian Gray nascondono sempre meno l\u2019agonia di una societ\u00e0 che tende alla solitudine, al deserto, all\u2019artificio. Lo specchio di Narciso riflette un ologramma al\u00a0<em>photoshop<\/em>: giovani, belli, performanti, ma in maschera, vuoti, con l\u2019ansia da prestazione, l\u2019orrore della malattia e della morte.<\/p>\n<p>Sazi e disperati, cio\u00e8 privi di speranza, eppure progressisti.<\/p>\n<p>Rompiamo lo specchio e torniamo alla realt\u00e0: la vita \u00e8 conservatrice, la morte non \u00e8 mai un progresso.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte<\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da bambino facevo fatica a distinguere il lato destro da quello sinistro, sinch\u00e9, mancino, risolsi il dilemma osservando, nel dubbio, la mano che utilizzavo per scrivere, mangiare, impugnare attrezzi. 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