{"id":67513,"date":"2022-11-17T10:20:26","date_gmt":"2022-11-17T09:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67513"},"modified":"2022-12-01T11:08:13","modified_gmt":"2022-12-01T10:08:13","slug":"il-digestivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-digestivo\/","title":{"rendered":"Il digestivo"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 dello spettacolo \u00e8 un concetto.<\/p>\n<p>Ultimamente \u2013 e giustamente \u2013 lo si trova citato con una certa frequenza. Quella formula \u00e8 dovuta ai situazionisti (1), in particolare a uno dei fondatori di quel movimento culturale, <strong>Guy Debord<\/strong>, che ne fece il titolo di un suo libro (2). Ci\u00f2 che abbiamo visto in questi ultimi, tragici, tempi \u00e8 una conclamamazione di quanto anticipatoci dai situazionisti.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019equazione hegeliana tra realt\u00e0 e razionalit\u00e0 \u00e8 sostituita dall\u2019equazione tra apparenza e valore\u201d (3).<\/p><\/blockquote>\n<h3>Aperitivo<\/h3>\n<p>Diversamente da come viene spesso intesa e impiegata, con societ\u00e0 dello spettacolo non si allude ad una realt\u00e0 pregna di spettacolarizzazione della vita attraverso trasmissioni tv, siano esse di informazione, lungometraggi, sedute di parlate addosso e finzioni; programmi dedicati al pubblico, al privato e all\u2019intimo, al giornalismo piallato agli interessi del padrone e al politicamente corretto. Per non parlare dell\u2019umiliante imposizione della pubblicit\u00e0 \u2013 vera pornografia culturale \u2013, nonch\u00e9 degli ammiccanti corpi impunemente sdoganati dall\u2019ipocrita morale che obbliga un cieco ad essere un <em>non vedente<\/em> e un omosessuale a non essere un <em>frocio<\/em>, a criminalizzare chi dice <em>negro<\/em> o <em>puttana<\/em>, salvo lasciare chiunque, in questo caso <strong>Emma Marrone<\/strong>, cantare, giustamente impunita:<\/p>\n<blockquote><p>E ogni volta \u00e8 cos\u00ec, ogni volta \u00e8 normale<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 niente da dire, niente da fare<br \/>\nOgni volta \u00e8 cos\u00ec, siamo sante o puttane<br \/>\nE non vuoi restare qui, e neanche scappare<\/p><\/blockquote>\n<p>senza timore che nessuna neobigotta bacchettata le colpisca le falangi. Bisogna dire <em>non vedente, diversamente abile<\/em> e usare il <em>gender<\/em> giusto, abbinato a opportuni neolemmi e neoaggettivi, appositamente composti da neolettere. Se dici cieco, handicappato e finocchio vai nel regno del proibito, quello degli uomini che vivono nel mondo sbagliato. E allora che i diversamente fighi siano i gobbi.<\/p>\n<p>La vera <em>\u201coffesa alla nostra sensibilit\u00e0\u201d<\/em> non sono i corpi sfracellati di una guerra, ma la fornitura di armi e denari, mezzo raccapricciante con il quale lor signori vogliono la pace.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 dello spettacolo realizza il suo culmine nel rendere attendibile di verit\u00e0 la realt\u00e0 ad hoc rappresentata. Essa \u2013 condivisa, sociale, politica \u2013 si mostra in forma di spettacoli e situazioni appositamente messe in scena e viene assunta come la Realt\u00e0, al pari di una merce e anche di un suo surrogato. Il dietro le quinte che la genera \u00e8 dimenticato. Quando capita che venga preso in considerazione da qualcuno, questo lato occulto ai pi\u00f9 non riesce a scalfire la realt\u00e0 che l\u2019ha preceduto e che \u00e8 stata scambiata per la sola attendibile. In altre parole, ma sempre referenti della magia del linguaggio, i situazionisti possono essere considerati in qualche misura gli antesignani di quanto ci racconta la Programmazione Neuro Linguistica, il Costruttivismo e non solo.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn quanto indispensabile ornamentazione degli oggetti attualmente prodotti, in quanto esposizione generale della razionalit\u00e0 del sistema, e in quanto settore economico avanzato che foggia direttamente una moltitudine crescente di oggetti-immagine, lo spettacolo \u00e8 la principale produzione della societ\u00e0 attuale\u201d (4).<\/p><\/blockquote>\n<p>Se la realt\u00e0 \u00e8, dunque, ci\u00f2 che i media e <em>social<\/em> diffondono in modo ormai capillare, \u00e8 facile e spontanea l\u2019equazione che esiste ci\u00f2 che in essi appare. Null\u2019altro. O quasi. Ci\u00f2 che essi fanno insistentemente esistere assume un\u2019attendibilit\u00e0 di verit\u00e0 maggiore della realt\u00e0 assente nello schermo tv, nonch\u00e9 di quella proveniente da fonti meno accreditate.<\/p>\n<p><strong>Uno, perch\u00e9 il punto di attenzione \u00e8 prevalentemente posato sulla realt\u00e0 rappresentata o spettacolo; due, perch\u00e9 quella rappresentazione \u00e8 corredata di orpelli e ghirlande, ovvero di esperti e specialisti.<\/strong> Di qualcosa che, ce lo hanno inculcato, in quanto latori di dati o erudizione superiore, \u00e8 senza dubbio alcuno attendibile a noi. Genuflessione. Le vicende della protopandemia, del suo attuale seguito e, successivamente, della guerra in Ucraina ne sono un cristallino campione. Il megafono istituzionale a mezzo media d\u2019informazione narra una <strong>verit\u00e0 interessata e colma di menzogne che, mediamente, risulta convincente per tutti.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668675827\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Cena<\/h3>\n<p>Gli intellettuali untori del potere al mercato e del pensiero unico hanno evidentemente modificato il dna. La loro originaria ontologia appuntita ha ora la forma piatta dello scendiletto, la loro felinit\u00e0 perduta li ha mutati in bolsi animali d&#8217;allevamento. E le universit\u00e0 non credano di potersi sottrarre a tanta sottomissione, ad altrettanto rinnegamento della missione, ormai venduta pi\u00f9 che perduta.<\/p>\n<p>Nel calderone dell\u2019<em>audience<\/em>, che \u00e8 lo stesso del profitto, si pu\u00f2 buttare tutto. La ricetta resta una sola. Ci stanno anche il prezzo e il valore. La lunga cottura li ha spappolati, rendendo impossibile riconoscerli, dispersi e mescolati agli archeoantropologi, avranno vita difficile nel ricostruire ci\u00f2 che \u00e8 stato e ancora di pi\u00f9 nel rispondere alla domanda perch\u00e9 lo hanno fatto? E non sar\u00e0 un episodio isolato. Esso si ripeter\u00e0 identico a proposito delle leggi umane e di quelle naturali. Come hanno potuto credere di poter comprimere loro stessi entro le logiche ondivaghe della politica e dimenticare quelle ferree della natura?<\/p>\n<p>In attesa che il tempo passi e che quei ricercatori arrivino a porsi quelle domande, una risposta \u00e8 gi\u00e0 possibile oggi. L\u2019accredito delle \u00e9lite, del loro verbo, la reverenza culturale di cui godono e di cui si fanno vanto, l\u2019assenza di critica dal basso o, quando presente, la criminalizzazione di questa, trattata al pari di brigatisti da eliminare con idranti o da misconoscere quando non ignorare, rappresentano l\u2019humus culturale, terreno sul quale hanno saputo erigere un vero muro di estraneit\u00e0. Da una parte loro, dall\u2019altra noi. Non pi\u00f9 coccolati latori di voto, ma fastidi da gestire. Il progresso e Bruxelles lo impongono, loro eseguono. Cos\u00ec diranno in un\u2019ipotetica Norimberga che giudichi i tempi.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cEravamo soltanto esecutori di ordini\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Si arriver\u00e0 al punto in cui forse nessuno ammetter\u00e0 mai nulla. Il tempo passer\u00e0 e sentiremo allora citare quest\u2019epoca come si fa con i peccati che ancora si vogliono fuggire.<\/strong> Sentiremo \u2013 noi o chi per noi \u2013 battute e risatine per far passare la nefandezza alla quale abbiamo assistito come un fatto risibile, una cosa come un\u2019altra. Finch\u00e9 chi non c\u2019era non potr\u00e0 che dubitare della nostra narrazione, <em>\u201ccos\u00ec simile ad altri negazionismi\u201d<\/em>. E saranno ancora i <em>\u201cmedici no-vax ad aver ucciso\u201d<\/em> e sar\u00e0 stato il vaccino ad aver <em>\u201csalvato il mondo\u201d<\/em> dalla pandetruffa. E non saranno stati compiuti soprusi, n\u00e9 ricatti istituzionali e anticostituzionali.<\/p>\n<p><strong>Chi ha la comunicazione ha tutto il potere che serve. Come senn\u00f2 proclamare menzogne e far credere si trattasse di \u201cslogan\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Hanno creato i no-vax (senza considerare di offenderli con questo titolo), hanno detto Ucraina democratica \u2013 e non sapevano niente di cosa ci fosse stato prima del 24 febbraio \u2013, hanno sottratto a cittadini russi il loro diritto al lavoro, alla dignit\u00e0, alla propriet\u00e0. Vuoi che chi ha la consapevolezza di quanto certa politica e certa comunicazione da spettacolo hanno prodotto non trovi come criminalizzare anche chi vede in essa la demolizione delle identit\u00e0 individuali (quelle nazionali sono in opera da tempo) e, con esse, la stabilit\u00e0 delle persone? Saremo ancora fascisti? Razzisti? Omofobi? Stupidi? Ci toglieranno il lavoro se rifiuteremo di abbracciare lo scempio? Azzereranno la nostra futura tessera della vita a punti se non ci allineeremo al loro progresso?<\/p>\n<p>La questione dei diritti non c\u2019entra niente. Chiunque sia come crede di essere, senza incertezze. Non \u00e8 quella in corso la via per educare al rispetto, anzi l\u2019obbligo ne realizza l\u2019opposto. Quel nobile scopo non ha a che vedere col demolire storia, cultura, identit\u00e0. Senn\u00f2 facciamo anche il mondo di mancini, artisti, reduci, eccetera.<\/p>\n<p>Se l\u2019avevano visto i situazionisti gi\u00e0 dal finire degli anni \u201950 del secolo scorso, se <strong>Foucault<\/strong>, con l\u2019<em>Ordine del discorso<\/em> del 1971, l\u2019aveva a suo modo ribadito e ulteriormente argomentato, <strong>accreditare, oltre noi stessi, la parola dell\u2019esperto \u00e8 esattamente appenderci la carota davanti al naso e inseguirla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 credere acriticamente.<\/strong> Una acritica che viene in essere e a fa sparire il mondo circostante, tanto pi\u00f9 la nostra attenzione \u00e8 fissa sul punto che serve agli imbonitori, venditori, truffatori che siano. E cos\u00ec si ribaltano verit\u00e0 storiche senza che nessuno reagisca, con il consenso informato di tutti quelli che sono pi\u00f9 disponibili a dire che la storia va avanti piuttosto che riconoscere che la storia \u00e8 una sequela di scelte umane.<\/p>\n<p>La politica e le sue \u00e9lite, alle quali tanto diamo credito, vivono dunque in un mondo a parte, senza pi\u00f9 alcuna reazione diretta con noi. Se in grande misura, la deriva non costituisce un problema per il popolino fantozziano, quello con il gruzzoletto raccolto in anni di nero e anche quello con il miraggio della BMW. Per altri pu\u00f2 essere tradotto con <em>\u201cnon mi sento rappresentato da nessuno\u201d<\/em>. Parole che contengono un sentimento in crescente diffusione.<\/p>\n<p>Ma se il malcontento, il disagio, la povert\u00e0, le difficolt\u00e0 sono, come quel sentimento, in espansione, oggi in grado di interessare fasce di popolazione via via pi\u00f9 spesse, come mai si sta tutti buoni e zitti?<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5011.html?_=1668676271\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Digestivo<\/h3>\n<p>Un effetto della spettacolarizzazione \u00e8 la digestione. Cos\u00ec, il comico sul palco, la satira in un articolo e anche il sarcasmo in una vignetta sono lame che vorrebbero ferire il potere \u2013 istituzionale, politico o mediatico \u2013 ma che, di fatto, sortiscono altro, in un certo senso l\u2019opposto. Battute, sberleffi, prese in giro, critiche da applauso sono in primis un digestivo che permette di trascendere dal tragico del reale per renderlo compatibile con la vita, fino a trasmutarlo in ordinariet\u00e0. Il peso politico di un giullare \u2013 apparentemente non di corte \u2013 \u00e8 nullo. Quello che aveva il re svolgeva il medesimo servizio. Permetteva al sovrano di udire critiche ai suoi misfatti, altrimenti impronunciabili e indicibili. Era gi\u00e0 allora la messa in atto del trucchetto del comico. Giravolta indispensabile affinch\u00e9 le malefatte potessero uscire dall\u2019alambicco di una risata come cosa giusta e dovuta, disumanizzata, anche ricca di lacrime, ma \u2013 questo \u00e8 il punto \u2013 senza pi\u00f9 il potere morale del senso di colpa.<\/p>\n<p><strong>Con lo spettacolo, la realt\u00e0 passa come passa una trasmissione.<\/strong> Viene pi\u00f9 facilmente deglutita e digerita, a maggior ragione se di comicit\u00e0, parodia e satira si tratta.<\/p>\n<p>A causa del piacere della risata o della solidariet\u00e0 che sentiamo venire a noi da una battuta satirica che ci sottrae dalla solitudine, il reale diviene, senza colpo ferite e senza necessit\u00e0 di trait d\u2019union, lo spettacolo.<\/p>\n<p><strong>Dal divano non \u00e8 diverso da quanto era dall\u2019arena per i romani, pronti a cliccare il pollice su o ad astenersi, per poi cambiare canale e continuare la digestione.<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, lo spettacolo, trovato il campo lasciato libero dagli intellettuali, offre pure la prova del nove solo a chi \u00e8 in grado di vederla. La poesia \u00e8 radicalmente esclusa dalla monade della societ\u00e0 dello spettacolo e con lei il principio di bellezza, nonostante siano due sintomi della vita vera, quella a cui tutti aspirano nei propri sogni.<\/p>\n<p><strong>Da questi si \u00e8 senza reazione passati alla povert\u00e0 spirituale e, soprattutto, ad accettarla come normalit\u00e0, anche da difendere.<\/strong> Della dipendenza, dell\u2019assuefazione, della voracit\u00e0 animalesca che fanno di noi il cibo di pochi, del flusso che ci trascina via da ci\u00f2 che conta e che ci spinge a nutrirci di effimeri valori, la societ\u00e0 dello spettacolo non si occupa. Le resterebbe tutto sullo stomaco.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa realt\u00e0 sorge nello spettacolo e lo spettacolo \u00e8 reale. Questa alienazione reciproca \u00e8 l\u2019essenza e il sostegno della societ\u00e0 esistente\u201d (5).<\/p><\/blockquote>\n<h3>Note<\/h3>\n<p>1. Fondatori dell\u2019Internazionale Situazionista, 1957: Pinot Gallizio, Piero Simondo, Elena Verrone, Mich\u00e8le Bernstein, Guy Debord, Asger Jorn, Walter Olmo. \u00c8 un movimento nato in Italia.<\/p>\n<p>2. Guy Debord, La societ\u00e0 dello spettacolo, Milano, Baldini&amp;Castoldi, 2008.<\/p>\n<p>3. Ivi, p. 55.<\/p>\n<p>4. Ivi, p. 57.<\/p>\n<p>5. Ivi, p. 13<\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-67830 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg 284w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-11x12.jpeg 11w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo.jpeg 409w\" sizes=\"(max-width: 119px) 100vw, 119px\" \/><\/p>\n<p>Lorenzo Merlo, diplomato ISEF, Guida alpina emerita e maestro di alpinismo, insegnante di diverse attivit\u00e0 motorie, co-ideatore e responsabile di \u201cVictory Project Scuolanatura\u201d, proposta operativa di reclutamento delle potenzialit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p>Giornalista pubblicista, scrittore e fotografo. Collabora con blog e testate online con articoli che trattano di ambiente, comunicazione, sicurezza, geopolitica, argomenti evolutivi e di critica sociale.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 dello spettacolo \u00e8 un concetto. Ultimamente \u2013 e giustamente \u2013 lo si trova citato con una certa frequenza. Quella formula \u00e8 dovuta ai situazionisti (1), in particolare a uno dei fondatori di quel movimento culturale, Guy Debord, che ne fece il titolo di un suo libro (2). 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