{"id":67564,"date":"2022-11-19T11:51:13","date_gmt":"2022-11-19T10:51:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67564"},"modified":"2023-04-16T11:03:59","modified_gmt":"2023-04-16T09:03:59","slug":"lera-delle-distopie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lera-delle-distopie\/","title":{"rendered":"L\u2019era delle distopie"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"elementor elementor-21750\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"21750\">\n<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dabb1f0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dabb1f0\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-092ed25\" data-id=\"092ed25\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-ff4e7fb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ff4e7fb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h3>1) Rotte di collisione<\/h3>\n<p>L\u2019epoca contemporanea presenta una riedizione potenziata di quel sistema di contraddizioni che ha caratterizzato il sistema capitalistico sin dagli inizi. Il problema strutturale connesso al modo di produzione capitalistico \u00e8 dato dal suo carattere \u201c<em>monotonico crescente di tipo esponenziale\u201d<\/em>, ovvero dalla sua tendenza intrinseca ad alimentare processi di <em>\u201cfeedback positivo\u201d,<\/em> di <em>\u201cinteresse composto\u201d<\/em>, di crescita illimitata. Detto altrimenti: il meccanismo del capitale, vivendo in funzione del proprio incremento, tende a spingere tutti i fattori di produzione sempre costantemente in una medesima direzione, creando perci\u00f2 uno squilibrio sistematico. Il sistema spinge perci\u00f2 la <strong>crescita indefinita della produzione, la crescita indefinita dell\u2019accumulazione di capitale al vertice, la crescita indefinita dello sfruttamento delle persone, la crescita indefinita dello sfruttamento della natura.<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che il vecchio linguaggio marxiano chiamava <em>\u201ccontraddizioni del capitalismo\u201d.<\/em> Ciascuna di queste tendenze entra in sistematico conflitto con gli ordinamenti in equilibrio a livello sociale, umano, ambientale: cresce la forbice tra vertice e base della piramide sociale, cresce sia il consumo che lo scarto delle risorse, cresce la liquefazione degli organismi collettivi (famiglie, comunit\u00e0, stati, ecc) e delle identit\u00e0 personali. Mentre il mondo e la vita possono essere concepiti sul modello organico dei sistemi a \u201cretroazione negativa\u201d, che ripristinano e correggono le rotture dell\u2019equilibrio, <strong>il capitalismo opera come una proliferazione illimitata ed incontrollata, letteralmente come un cancro ontologico<\/strong>.<\/p>\n<p>Storicamente, visto che il primo a comprendere la natura del problema fu <strong>Marx<\/strong>, si associa questa consapevolezza alla ricerca di soluzioni \u201canticapitalistiche\u201d, socialiste, comuniste o simili. L\u2019idea dunque \u00e8 spesso che il \u201cpopolo\u201d debba essere il primo soggetto di pertinenza di queste analisi. Questa visione trascura un dato di realt\u00e0: a prendere massimamente sul serio le analisi marxiane e postmarxiane sono da tempo i detentori del potere all\u2019interno del sistema, fortemente preoccupati di ci\u00f2 che pu\u00f2 minarne la posizione: <strong>ad occuparsi principalmente dei problemi del capitalismo sono oggi i capitalisti, i \u201cpadroni del vapore\u201d.<\/strong><\/p>\n<h3>2) I \u201cpadroni del vapore\u201d<\/h3>\n<p>Quando si parla genericamente di \u201c<em>capitalisti<\/em>\u201d, \u201c<em>oligarchie<\/em>\u201d, \u201c<em>\u00e8lite<\/em>\u201d, ecc. \u00e8 inevitabile suscitare il sospetto di un\u2019eccessiva vaghezza dei referenti. Chi si intende? Si vorrebbe poter additare con nome e cognome il soggetto del potere come si poteva fare nel mondo premoderno indicando il re, il papa, l\u2019imperatore, questo feudatario, quel cortigiano, ecc. Oggi per\u00f2 fare dei nomi \u00e8 una falsificazione della realt\u00e0. Per quanto le persone contino, il sistema ha un\u2019elevata capacit\u00e0 di sostituzione dei suoi membri ad ogni livello, vertice incluso. Sapere chi \u00e8 l\u2019amministratore delegato di <em>BlackRock<\/em> o <em>Vanguard<\/em> non ci porta pi\u00f9 vicini ad una comprensione di chi esercita il potere, perch\u00e9 non \u00e8 come individui specifici che svolgono le proprie funzioni.<\/p>\n<p>Un altro errore in cui non bisogna cadere \u00e8 quello \u2013 alimentato dall\u2019ideologia del potere stesso \u2013 di supporre che l\u2019esistenza di una pluralit\u00e0 di <em>\u201cpadroni del vapore\u201d<\/em> e non di un singolo \u201c<em>imperatore<\/em>\u201d garantisca in qualche modo una diversificazione di interessi e progetti, e con ci\u00f2 una qualche \u201c<em>democraticit\u00e0<\/em>\u201d al sistema (es.: <em>\u201cl\u2019esistenza di capitalisti diversi implica padroni di testate giornalistiche diversi e dunque pluralit\u00e0 dell\u2019informazione\u201d<\/em>).<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una grave ingenuit\u00e0. Il giorno in cui l\u2019amministratore delegato di <em>BlackRock<\/em> dovesse riscoprirsi l\u2019animo zapatista e la brama di sostenere la liberazione del Chiapas, cesserebbe di essere amministratore delegato e verrebbe sostituito (con buonuscita, beninteso). <strong>Le linee di fondo non possono cambiare ed esse hanno un unico obiettivo indefettibile: la perpetuazione del potere di chi lo detiene.<\/strong> Non bisogna neanche fissarsi su una specifica ortodossia \u201ccapitalista\u201d. Le oligarchie finanziarie non sono \u201ccapitaliste\u201d per amore ideale del capitalismo: non \u00e8 una religione alternativa. <strong>Semplicemente quella \u00e8 la forma in cui si trovano a detenere il potere.<\/strong> Se lasciando cadere questo o quell\u2019altro aspetto ideologico si favorisce la conservazione e il consolidamento del potere, nulla osta a farlo.<\/p>\n<p>Ma alla fine chi sono questi <em>\u201cpadroni del vapore\u201d<\/em>? La concentrazione contemporanea di potere \u00e8 qualcosa di inedito nella storia: <strong>qualche centinaio di persone tengono le redini dei maggiori gruppi finanziari mondiali (angloamericani)<\/strong> e di ci\u00f2 che <strong>Eisenhower<\/strong> chiam\u00f2 il <em>\u201ccomplesso militare-industriale\u201d<\/em> americano. Questi gruppi hanno tutte le leve di potere fondamentali, sono in grado di orientare le decisioni politiche negli stati che li ospitano (USA in primis) e a cascata in tutti gli stati ad essi subordinati, o con essi indebitati. Non esistono esattamente contropoteri simili al di fuori del mondo occidentale, nella misura in cui riesca a sottrarsi all\u2019influenza del primo, giacch\u00e9 altrove il potere, anche quello pi\u00f9 inflessibile, \u00e8 comunque dominato da istanze di matrice politica (nazionalismo in primis).<\/p>\n<p>Queste \u00e9lite apicali occidentali sono compattate dalla motivazione del mantenimento di un potere a base economica ed hanno capacit\u00e0 di coordinamento immensamente superiori a qualunque altro gruppo d\u2019interesse: essi hanno luoghi e modi di incontro istituzionali e non, hanno risorse tali da consentire una pluralit\u00e0 di accordi e comunicazioni per vie molteplici, ufficiose o clandestine.<\/p>\n<p>Chi si aspetta di trovare l\u2019elenco dei regnanti e degli eredi al trono per poter progettare l\u2019assalto al <em>\u201cPalazzo d\u2019Inverno\u201d<\/em>, e in mancanza di questa lista preferisce derubricare il problema a congetture o teorie del complotto, \u00e8 purtroppo complice inconsapevole del potere.<\/p>\n<p><strong>Sono rari i soggetti delle \u00e9lite apicali che cercano la prominenza pubblica<\/strong>, e quelli che lo fanno sono quei pochi, vittime dei propri stessi ideologismi, che si sono convinti di svolgere operazioni <em>\u201cpaternalisticamente redentive\u201d<\/em> (i soliti nomi che girano di <strong>Schwab, Soros, Gates<\/strong>, ecc.). I pi\u00f9 intelligenti tra loro sanno bene che <strong>il loro potere non passa attraverso il consenso pubblico, e dunque che palesarsi non li rafforza, ma li espone e indebolisce.<\/strong><\/p>\n<p>Ci troviamo dunque di fronte al seguente quadro: un gruppo ristretto di soggetti, avendo ottenuto un posizionamento eminente all\u2019interno del capitalismo contemporaneo, detiene il potere con livelli di concentrazione mai esistiti prima, e si muove e coordina (al netto delle particolarit\u00e0 personali) avendo come fine il mantenimento e consolidamento di tale potere. Al tempo stesso, questo gruppo apicale ristretto ha perfetta consapevolezza delle tendenze critiche implicite nel sistema di cui \u00e8 al vertice. Dobbiamo smettere di immaginare il capitalista come un viveur che si trastulla tra sex toys, yacht e vini prestigiosi. A muoversi su questo orizzonte edonistico sono tipicamente soggetti di medio cabotaggio, nuovi ricchi. Il capitale consolidato (\u201cold money\u201d) forgia tipi umani diversi, che o hanno una formazione adeguata a comprendere i problemi del sistema, o sono adusi a pagare <em>think tank<\/em> che svolgono questo lavoro per essi.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668851945\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>3) Le prospettive delle \u00e9lite apicali<\/h3>\n<p>Ci\u00f2 che dobbiamo mettere perci\u00f2 in primo piano \u00e8 l\u2019assunto che le linee di contraddizione interna al sistema del capitale sono perfettamente note ai <em>\u201cpadroni del vapore\u201d.<\/em> Sono solo i loro garzoni di bottega liberisti che continuano a creare cortine di fumo a colpi di <em>\u201cmercato perfetto\u201d, \u201cequilibri generali a lungo termine\u201d<\/em> e altre besuaggini. Questa manovalanza intellettuale, finanziata prodigalmente, occupa spesso posti accademici prestigiosi, ed ha la funzione di fornire una spessa nebbia ideologica, vecchia di cent\u2019anni, su cui far disperdere le energie della critica. <strong>Si tratta di una difesa di fanti di prima linea che si agitano per tenere la mira degli avversari lontana dal vero fronte.<\/strong> I pi\u00f9 sono troppo stupidi per sapere di avere una mera funzione di bersaglio fittizio.<\/p>\n<p>Che l\u2019accelerata sostituzione dei lavoratori con macchinari crei uno <strong>strutturale scompenso nel sistema produttivo<\/strong>, con un\u2019eccedenza di prodotto potenziale rispetto al consumo, e un eccesso di domanda impotente (consumatori senza potere d\u2019acquisto) rispetto ad un\u2019offerta debordante, \u00e8 del tutto evidente e pacifico.<\/p>\n<p>Che ci\u00f2 configuri l\u2019<strong>esistenza di una vasta popolazione superflua<\/strong>, esagerata per essere utile come <em>\u201cesercito di riserva del capitale\u201d<\/em>, una moltitudine di bocche da sfamare e di scontenti in ebollizione \u00e8 altrettanto evidente.<\/p>\n<p>Che <strong>un sistema a crescita infinita finisca per minare l\u2019intero sistema<\/strong>, ambientale e sociale, in cui viviamo \u00e8 altrettanto chiaro.<\/p>\n<p>Le linee di frattura primarie che cadono sotto l\u2019attenzione delle \u00e9lite sono dunque:<\/p>\n<blockquote><p><strong>1) frattura sociale (rischio di rivolte); <\/strong><\/p>\n<p><strong>2) frattura ecologica (rischio di destabilizzazione degli equilibri ambientali); <\/strong><\/p>\n<p><strong>3) frattura finanziaria (collasso terminale delle aspettative di crescita e con ci\u00f2 dei presupposti del sistema).<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019errore degli eredi della prima linea di analisi critica, quella marxista, \u00e8 di pensare che il riconoscimento di queste tendenze comporti di per s\u00e9 l\u2019adesione ad una prospettiva di <em>\u201csuperamento del capitalismo\u201d<\/em>, con la ricerca di forme sociali che rifuggano dalla disumanizzazione, dall\u2019alienazione, che ripristinino un sistema in equilibrio <em>(\u201cda ciascuno secondo le sue capacit\u00e0, a ciascuno secondo i propri bisogni\u201d).<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 un\u2019altra grave ingenuit\u00e0. <strong>Le \u00e9lite apicali del sistema contemporaneo conoscono le contraddizioni del sistema, ma questo non significa affatto che intendano abbandonarlo.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 niente di strano in ci\u00f2, <strong>nessun blocco di potere nella storia ha mai lasciato il potere spontaneamente<\/strong>. Il punto qui \u00e8 comprendere bene quali sono le prospettive che si aprono nell\u2019ottica di\u00a0<em>questo<\/em>\u00a0potere, in quanto ci\u00f2 ci pu\u00f2 mostrare lo spettro dei rischi sotterranei nell\u2019epoca contemporanea (quei rischi che spesso finiscono espressi confusamente, e perci\u00f2 screditati, nella forma di <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em>.)<\/p>\n<h3>3.1) Prendere tempo con soluzioni di mercato<\/h3>\n<p><strong>La prima prospettiva \u00e8 la meno radicale e la pi\u00f9 debole<\/strong>, ma \u00e8 anche quella che pu\u00f2 venire dichiarata <em>apertis verbis<\/em> senza remore. Si tratta di far passare <strong>l\u2019idea che per ogni problema esiste in potenza una risposta che soluzioni tecnologiche sul mercato saranno in grado di fornire.<\/strong> Questa idea viene proposta ai quaquaraqu\u00e0 dei media come se fosse un\u2019opzione realistica, mentre di fatto serve solo a dilazionare alcuni processi, consentendo intanto ulteriori accumuli di capitale. Cos\u00ec viene fatto balenare di volta in volta sui media a gettone la prospettiva salvifica delle auto elettriche, o dell\u2019energia nucleare, o dell\u2019euro 7, ecc. per rispondere ad un singolo e attentamente selezionato problema ambientale (riscaldamento globale?). Con questa attenzione selettiva si d\u00e0 l\u2019impressione che si tratti di risolvere sempre un solo problema preminente, rendendo plausibile la ricerca di soluzioni tecniche; ci\u00f2 permette di <strong>prendere un po\u2019 di tempo in un settore, di distrarre l\u2019attenzione pubblica fornendo una speranza, e di indirizzare le politiche pubbliche in modo profittevole.<\/strong><\/p>\n<p>Naturalmente queste operazioni settoriali, condividendo la spinta strutturale alla perenne innovazione e al perenne incremento produttivo, continuano ad alimentare il <strong>processo di destabilizzazione sistemica<\/strong>. Nel migliore dei casi soluzioni tecnologiche <em>ad hoc<\/em> possono tappare provvisoriamente una falla, mentre contemporaneamente ne vengono aperte altre dieci in forma di esternalit\u00e0 sistemiche.<\/p>\n<h3>3.2) Guerra come igiene del mondo<\/h3>\n<p><strong>La seconda prospettiva \u00e8 una linea di soluzione classica, di maggiore radicalit\u00e0, che consente di circoscrivere provvisoriamente i danni lungo diverse linee di frattura.<\/strong> Quando si riesce a fomentare una guerra, essa rappresenta, almeno con riferimento ai paesi coinvolti, una <strong>soluzione efficace<\/strong>, in quanto simultaneamente: irreggimenta le popolazioni, bloccando la protesta sociale; crea un\u2019area di consumo frenetico (e dunque di rendita del capitale) senza bisogno di conferire potere d\u2019acquisto alla popolazione; rallenta gli altri processi sociali, riducendo la <em>\u201cimpronta ecologica\u201d<\/em> umana, e nel migliore dei casi riduce anche la popolazione. Questa soluzione funziona idealmente tanto meglio quanto pi\u00f9 paesi sono coinvolti. Se un conflitto ha carattere militarmente molto circoscritto, non ci sar\u00e0 un\u2019incidenza sulla numerosit\u00e0 della popolazione, ma sar\u00e0 comunque efficace sotto gli altri aspetti (irreggimentazione e disciplinamento sociale + drenaggio economico in un \u201cpotlatch\u201d postmoderno, dove vaste risorse vengono bruciate per muovere la macchina dei consumi).<\/p>\n<p><strong>Una guerra mondiale durevole e a basso voltaggio sarebbe in effetti una soluzione perfetta<\/strong>: essa consentirebbe idealmente: 1) di abbattere ogni resistenza o rivolta sociale nel nome della santa opposizione al nemico esterno, 2) di concentrare le energie in una produzione infinita rivolta ad un consumo infinito, che ignora ogni saturazione di mercato; 3) di ridurre progressivamente la popolazione.<\/p>\n<p>Tuttavia questa prospettiva \u00e8 altamente instabile e non facile da manipolare neppure per le \u00e9lite apicali, per quanto potenti. Provocare un certo numero di conflitti in aree gi\u00e0 in sofferenza e politicamente deboli \u00e8 relativamente facile, ma una condizione di guerra mondiale durevole e a basso voltaggio non \u00e8 direttamente orchestrabile, e rischia continuamente o di spegnersi, o di creare un\u2019escalation nucleare, in cui finirebbero per essere coinvolti in qualche misura anche le \u00e9lite apicali.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668852524\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>3.3) Societ\u00e0 del controllo<\/h3>\n<p><strong>La terza prospettiva \u00e8 da tempo manifesta e si concentra tutta su una trasformazione del modello ideologico liberale in un modello autoritario, senza cambiarne di una virgola l\u2019apparenza.<\/strong> La societ\u00e0 contemporanea occidentale (ma non solo occidentale) \u00e8 pi\u00f9 normata, legificata e sorvegliata di qualunque altra societ\u00e0 della storia. Non solo esistono rispetto al passato pi\u00f9 leggi, e pi\u00f9 dettagliate, su aree di comportamento che nel mondo premoderno non erano oggetto di attenzione legislativa, ma la capacit\u00e0 tecnologica accresciuta consente livelli di implementazione e controllo di questa norme assolutamente inediti.<\/p>\n<p>Posto che ogni potere ha un incentivo intrinseco ad aumentare le proprie capacit\u00e0 di controllo, nel mondo liberale ci\u00f2 avviene in modo paradossale, sulla scorta della pretesa di operare per una <em>\u201cpromozione della libert\u00e0\u201d<\/em>. <strong>Per poter trasformare un\u2019ideologia della libert\u00e0 in ideologia del controllo il neoliberalismo fa sistematicamente leva sull\u2019idea di \u201c<em>vittimizzazione<\/em>\u201d o \u201c<em>vulnerabilit\u00e0<\/em>\u201d\u00a0 di un gruppo.<\/strong> Una volta scelto un certo gruppo come potenzialmente offeso, violato nei propri diritti naturali o umani, si pu\u00f2 procedere con atti coattivi nel nome delle \u201c<em>vittime<\/em>\u201d, magari per prevenirne la potenziale vittimizzazione. Questo meccanismo pu\u00f2 essere fatto funzionare tanto all\u2019interno di un paese che all\u2019esterno. Si pu\u00f2 intervenire coattivamente sulla libert\u00e0 di espressione con la scusa di <em>\u201ctutelare la sensibilit\u00e0\u201d<\/em> di questo o quel gruppo, si pu\u00f2 intervenire con medicalizzazioni coatte (o certificati verdi) per <em>\u201ctutelare i fragili\u201d,<\/em> esattamente come si pu\u00f2 intervenire come <em>\u201cpolizia internazionale\u201d<\/em> per <em>\u201cdifendere i diritti umani\u201d<\/em> in questa o quell\u2019area del mondo. La stessa logica consente di disseminare di telecamere di sorveglianza qualunque luogo pubblicamente accessibile o di violare ogni comunicazione privata nel nome di una <em>\u201ctutela della sicurezza\u201d<\/em>, ecc.<\/p>\n<p>\u00c8 importante essere allertati del fatto che oggi le tecnologie di controllo disponibili sono straordinariamente sofisticate e che <strong>una volta rotto l\u2019argine della giustificazione legale le capacit\u00e0 di sorvegliare (e sanzionare) sono pressoch\u00e9 illimitate.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interesse delle \u00e9lite apicali per un sistema totale di sorveglianza, controllo e sanzione \u00e8 autoevidente. Esso viene e verr\u00e0 sempre presentato come operazione di <em>\u201cdifesa del vulnerabile\u201d<\/em>, mentre <strong>di fatto \u00e8 un modo per bloccare alla radice la possibilit\u00e0 che chi non ha il potere diventi una minaccia per chi lo ha.<\/strong><\/p>\n<h3>3.4) Depopolamento<\/h3>\n<p>Mentre sorveglianza e controllo possono disinnescare il pericolo rappresentato dal malcontento delle masse (malcontento che finch\u00e9 \u00e8 a basso livello pu\u00f2 essere contenuto con semplici sistemi di distrazione e intrattenimento), <strong>il problema rappresentato dall\u2019eccedenza di popolazione economicamente \u201cinutile e dannosa\u201d richiama un\u2019altra tentazione, che non deve essere sottovalutata semplicemente perch\u00e9 suona \u201cscandalosa\u201d.<\/strong> Paesi privi di un impianto ideologico liberale, come la Cina, possono permettersi di trattare questioni di controllo demografico in modo esplicito, come \u00e8 accaduto con la<em> \u201cpolitica del figlio unico\u201d.<\/em> Nell\u2019Occidente liberale questa possibilit\u00e0 di trattazione aperta \u00e8 preclusa in quanto richiederebbe di mettere in primo piano problemi imbarazzanti (a partire dai <em>\u201cconsumi vistosi\u201d<\/em>) per le \u00e9lite. Ma questo non significa che la tentazione di intervenire dall\u2019alto non sia ben presente.<\/p>\n<p>Su questo tema \u00e8 impossibile andare al di l\u00e0 di congetture e illazioni, ma s<strong>ottovalutare la tentazione di un utilizzo clandestino di soluzioni tecnologiche per limitare la fertilit\u00e0 o per incrementare la mortalit\u00e0 (preferibilmente per i soggetti non pi\u00f9 in et\u00e0 lavorativa) sarebbe sbagliato.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1668853006\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>3.5) Neofeudalesimo o nazismo 2.0?<\/h3>\n<p>Tutte le \u201c<em>soluzioni<\/em>\u201d precedenti rimangono all\u2019interno della cornice capitalista, con i suoi meccanismi e le sue contraddizioni interne. Questo significa che, in buona sostanza, si tratta sempre di <strong>spinte miranti a guadagnare tempo rallentando certi processi, o rimettendo indietro le lancette dell\u2019orologio storico.<\/strong> Una soluzione radicale di uscita dal modello capitalista da parte del potere capitalista \u00e8 immaginabile solo con la promessa di cristallizzare i rapporti di potere correnti (un\u2019uscita in direzione di una democrazia socialista non risulta perci\u00f2 particolarmente gettonata).<\/p>\n<p>In una cornice di capitalismo finanziario come quella contemporanea le concrezioni di potere possono essere labili, perch\u00e9 una certa capitalizzazione dipende innanzitutto da aspettative di consumo. Chi detiene grandi liquidit\u00e0 possiede un potere d\u2019acquisto potenziale che dipende integralmente dalle prospettive di disponibilit\u00e0 dei beni e dalla fiducia pubblica nei titoli di credito. Questo potere \u00e8 lo stesso esercitato da una banconota, un oggetto virtuale che pu\u00f2 divenire carta straccia nel momento in cui non la si ritenesse pi\u00f9 capace di mediare la fornitura di beni. Per questo motivo, per la necessit\u00e0 di curarsi delle apparenze, delle aspettative, <strong>il capitalismo finanziario deve dedicare particolare attenzione al governo degli apparati mediatici.<\/strong> Ma in ogni caso, ci sono limiti al governo delle aspettative, giacch\u00e9 i meccanismi stessi di competizione economica generano costantemente sommovimenti destabilizzanti.<\/p>\n<p>Nel mondo capitalista il potere \u201c<em>liquido<\/em>\u201d \u00e8 assai pi\u00f9 potente (grazie alla sua massima mobilit\u00e0 e trasformabilit\u00e0) di ogni potere \u201c<em>solido<\/em>\u201d (la propriet\u00e0 di beni reali). Tuttavia i beni reali conferiscono una stabilit\u00e0 di lungo periodo che il capitale liquido non consente. Perci\u00f2 la prospettiva di un\u2019eventuale uscita \u201c<em>post-apocalittica<\/em>\u201d dal modello capitalista con le sue contraddizioni \u00e8 pensabile, per le \u00e9lite apicali, solo nei termini di un passaggio ad una sorta di \u201c<em>neofeudalesimo<\/em>\u201d, in cui il potere liquido si ritramuta in propriet\u00e0 materiali (terre, immobili, armamenti, tecnologie, ecc.).<\/p>\n<p>Emerge qui tuttavia un problema che modifica completamente il quadro.<strong> Il feudalesimo storico funzionava sulla base di un\u00a0<em>sistema di legittimazione<\/em>\u00a0(inclusa la legittimazione alla propriet\u00e0) dipendente dalla\u00a0<em>tradizione<\/em>\u00a0e dalla\u00a0<em>religione.<\/em>\u00a0Il mondo odierno ha spazzato via entrambi questi fattori come conferitori di legittimit\u00e0.<\/strong> Dunque la questione che qui si apre \u00e8: come potrebbe funzionare un sistema di potere e di legittimazione della propriet\u00e0 in un \u201c<em>neofeudalesimo<\/em>\u201d privo di tradizione e di religione?<\/p>\n<p>Il potere nella storia dell\u2019uomo \u00e8 stato sempre, anche nelle culture pi\u00f9 autoritarie, determinato dal\u00a0<em>riconoscimento medio della legittimit\u00e0<\/em>\u00a0del potere. Finch\u00e9 i pi\u00f9 riconoscevano o almeno non contestavano la legittimit\u00e0 di un potere, esso rimaneva fungente. Questo potere funzionava trasmettendosi con continuit\u00e0, per passaggi intermedi, dal vertice alla base (dal re ai vassalli, dai feudatari ai cavalieri ai contadini ai servi.) Questa forma di potere ha dunque comunque sempre un aggancio umano, nella sfera del riconoscimento. Ma se viene meno la matrice stessa della legittimazione, come pu\u00f2 esercitarsi il potere in modo capillare, dal vertice alla base? <strong>In un sistema capitalistico la ricchezza \u00e8 potere senza necessit\u00e0 di riconoscimento perch\u00e9 si riconosce il potere come potere d\u2019acquisto, garantito dal sistema economico.<\/strong> Se salta il sistema, salta quella forma di riconoscimento di potere impersonale.<br \/>\nCome potrebbe funzionare un nuovo potere senza riconoscimento di legittimit\u00e0?<\/p>\n<p>Tecnicamente la risposta \u00e8 semplice: dovrebbe soppiantare il potere del \u201cmezzo\u201d rappresentato dal denaro con un altro mezzo esterno adeguato allo scopo. In concreto la prospettiva pi\u00f9 plausibile \u00e8 che ci\u00f2 avvenga con la <strong>manipolazione di mezzi atti ad incutere paura, una paura che i pochi devono essere in grado di instillare\u00a0<em>direttamente<\/em>\u00a0nei molti.<\/strong><\/p>\n<p>Una prospettiva del genere era inaccessibile in passato, ma il progresso tecnologico nutre da tempo costantemente questa possibilit\u00e0, cio\u00e8 la possibilit\u00e0, attraverso il potenziamento degli effetti, che un centro circoscritto si imponga alla moltitudine. Una spada poteva imporsi magari a cinque persone disarmate, una pistola a dieci, una bomba a mille; e con l\u2019aumentare tecnico del potere \u00e8 diminuita anche la difficolt\u00e0 a usarlo: \u00e8 pi\u00f9 facile oggi far scoppiare una bomba che un tempo maneggiare una spada. Ma non dobbiamo immaginare la potenza tecnologica semplicemente come esercizio della forza bruta. Pensiamo piuttosto ad una situazione attuale come l\u2019esistenza di sementi geneticamente modificate che non permettono di ripiantare i loro semi per il raccolto successivo, vincolando all\u2019acquisto delle sementi stesse da un fornitore centrale. Le linee di fondo di questo meccanismo di potere \u00e8 semplice: <strong>si tratta di rendere strutturalmente dipendente un gruppo, per la propria stessa esistenza, dall\u2019accesso ad una tecnologia non autonomamente riproducibile, ma somministrata centralmente. Di meccanismi del genere se ne possono inventare numerosi, basta rendere le persone dipendenti da un bene tecnologicamente scarso e non riproducibile autonomamente (una terapia?).<\/strong> Un meccanismo del genere pu\u00f2 consentire di principio un esercizio del potere in forma diretta, \u201c<em>neofeudale<\/em>\u201d, senza bisogno di meccanismi di intermediazione e legittimazione.<\/p>\n<p>Un\u2019osservazione conclusiva: parlare qui di \u201c<em>neofeudalesimo<\/em>\u201d \u00e8 un\u2019espressione fuorviante. Siamo di fronte ad un sistema in cui, s\u00ec, avremmo a che fare con una societ\u00e0 gerarchica chiusa, come il feudalesimo, fondata su poteri e propriet\u00e0 reali, e non liquidi, ma tutti gli altri aspetti sono profondamente diversi e non in senso migliorativo. <strong>Sarebbe un mondo in cui una casta superiore esercita il proprio potere attraverso la paura, dopo aver sostituito, come fonte ultima di autorit\u00e0, ci\u00f2 che nel feudalesimo era Dio, con la Tecnologia.<\/strong> Sarebbe una <strong>societ\u00e0 del comando diretto<\/strong>, non intermediato da alcuna adesione ideologica, \u00a0una societ\u00e0 che venera l\u2019efficienza tecnica e concepisce la subumanit\u00e0 al di fuori della casta superiore come materia prima di cui disporre a piacimento.<\/p>\n<p>Questo quadro in effetti non ricorda il feudalesimo, ma un\u2019esperienza a noi molto pi\u00f9 vicina, cio\u00e8 il <strong>nazismo<\/strong>. Il nazismo, infatti, al di l\u00e0 delle proprie tinteggiature esoteriche e paganeggianti, era essenzialmente venerazione della forza diretta, attribuita ad una casta superiore, ed esercitata con rigorosa efficienza produttivistica, concependo l\u2019uomo stesso come mezzo manipolabile (eugenetica) o risorsa asservibile (KZ).<\/p>\n<p>Potremmo cos\u00ec scoprire un bel d\u00ec che quella dozzina di anni in cui il nazismo ha fatto la sua breve e ingloriosa comparsa nella storia sono stati solo la prima sperimentazione di istanze e tendenze destinate ad acquisire tutt\u2019altra solidit\u00e0 un secolo pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p><em>Andrea Zhok<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ideeazione.com\/lera-delle-distopie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-71156 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg\" sizes=\"(max-width: 127px) 100vw, 127px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg 300w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-150x150.jpg 150w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-12x12.jpg 12w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok.jpg 461w\" alt=\"\" width=\"127\" height=\"127\" \/>Andrea Zhok, nato a Trieste nel 1967, ha studiato presso le Universit\u00e0 di Trieste, Milano, Vienna ed Essex.<br \/>\n\u00c8 dottore di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Milano e Master of Philosophy dell\u2019Universit\u00e0 di Essex.<br \/>\n\u00c8 autore di numerose pubblicazioni, scientifiche e divulgative; tra le pubblicazioni monografiche: \u201cLo spirito del denaro e la liquidazione del mondo\u201d (Jaca Book 2006); \u201cEmergentismo\u201d (Ets 2011); \u201cCritica della ragione liberale\u201d (Meltemi 2020).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1) Rotte di collisione L\u2019epoca contemporanea presenta una riedizione potenziata di quel sistema di contraddizioni che ha caratterizzato il sistema capitalistico sin dagli inizi. 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