{"id":67851,"date":"2022-12-03T16:52:18","date_gmt":"2022-12-03T15:52:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=67851"},"modified":"2022-12-05T12:28:30","modified_gmt":"2022-12-05T11:28:30","slug":"lignoranza-al-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lignoranza-al-potere\/","title":{"rendered":"L\u2019ignoranza al potere"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div><\/div>\n<div class=\"hover\">L\u2019area metropolitana \u00e8 la zona della citt\u00e0 raggiunta dalla ferrovia sotterranea, la \u201cmetro\u201d. Cos\u00ec pensa una giovane insegnante di sostegno appena assunta. Cercavamo di spiegarle come muoversi in citt\u00e0 e nelle adiacenze, l\u2019area metropolitana, appunto. E meno male che i docenti di scuola elementare, i mai troppo rimpianti \u201cmaestri\u201d, devono ora essere muniti di laurea.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019 ignoranza \u00e8 andata al potere; nulla di strano se sale in cattedra, spesso con l\u2019unico obiettivo di accumulare punteggio per tornare presso casa. Sul livello imbarazzante di qualche ministro del recente passato si \u00e8 ironizzato molto, ma perch\u00e9 prendersela con <strong>Gigino Di Maio<\/strong> o <strong>Danilo Toninelli<\/strong>, se \u00e8 l\u2019Italia intera a scendere con moto accelerato la scala della cultura?<\/p>\n<p><strong>Loro \u2013 e tanti altri \u2013 sono il sintomo, non la malattia. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/l\/natale-2019?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/n\/natale-2017-120x600.jpg\" alt=\"\" \/><\/a>L\u2019 Italia \u2013 nazione culturale per eccellenza \u2013 \u00e8 agli ultimi posti per numero di laureati e diplomati e perde ogni anno decine di migliaia di giovani, i pi\u00f9 preparati e volitivi.<\/p>\n<p>Fuggono all\u2019estero i \u201ccervelli\u201d, ma anche chi ha un mestiere, una capacit\u00e0 professionale o semplicemente voglia di impegnarsi. Proprio ci\u00f2 che manca per diseducazione accanitamente perseguita da mezzo secolo. Contemporaneamente i partenti vengono sostituiti da immigrati di livello basso, buoni per lavori mediocri e per lo sfruttamento sistematico, oltrech\u00e9 per far scendere ulteriormente il mercato del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Impressiona la povert\u00e0 di linguaggio e l\u2019assenza di ragionamento, l\u2019uso di poche espressioni \u2013 sempre le stesse \u2013 tratte per lo pi\u00f9 dal linguaggio televisivo e da quello \u2013 ancora pi\u00f9 scarnificato \u2013 dei\u00a0<em>social media<\/em>.<\/strong> Milioni di italiani sono analfabeti funzionali, ossia non in grado di comprendere discorsi, testi o ragionamenti di complessit\u00e0 media (una volta\u2026). E\u2019 accertata la diminuzione del quoziente di intelligenza che affligge l\u2019Occidente da almeno vent\u2019anni. Un eminente studioso di psicologia, <strong>Jonathan Haidt<\/strong>, ritiene che la data cruciale sia stata il 2010, l\u2019anno dell\u2019immissione sul mercato degli\u00a0<em>smartphon<\/em>e.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSe sei un giovane che si \u00e8 agganciato alle reti sociali dal 2010, il tuo cervello funziona diversamente dal mio\u201d,<\/p><\/blockquote>\n<p>conclude. Forse intendeva dire che funziona meno\u2026<\/p>\n<p>La lettura diminuisce drasticamente e le librerie, per evitare la chiusura, vendono i prodotti pi\u00f9 vari: fate un giro e ve ne accorgerete. Inevitabilmente, il linguaggio declina sino al grugnito di massa infarcito di simil inglese (il\u00a0<em>globish<\/em>). <strong>George Orwell<\/strong> intu\u00ec che \u201cperdere\u201d le parole significa smarrire temi, argomenti e non poter pi\u00f9 descrivere se stessi. Mancano finanche le parole per opporsi a un sistema devastante.<\/p>\n<p><strong>Ecco il punto: l\u2019ignoranza \u00e8 andata al potere \u2013 ai piani bassi e intermedi \u2013 per scelte precise di chi comanda davvero.<\/strong><\/p>\n<p>Non crollano soltanto la cultura \u201calta\u201d e quella popolare. Pensiamo alla musica che impronta l\u2019universo giovanile: siamo passati da <strong>Freddy Mercury, Jim Morrison, Bob Dylan,<\/strong> le grandi\u00a0<em>band<\/em>\u00a0di ieri \u2013 indipendentemente dal giudizio sulla vita dei protagonisti \u2013 al Rap e al Trap, ripetitivo e cantilenante. Oppure alle musiche tecnologiche \u2013 spesso baccano sguaiato \u2013 che alimentano eventi come i\u00a0<em>rave party<\/em>. Risultato: sballo, droga, istupidimento di massa, scatenamento dell\u2019istinto: il sabba post moderno.<\/p>\n<p><strong>E non dite che \u00e8 colpa dei giovani: il vuoto non lo hanno creato, lo hanno trovato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1670081777\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cala anche la memoria, la capacit\u00e0 di apprendimento.<\/strong><\/p>\n<p>Nel regno della velocit\u00e0 e del \u201ctempo reale\u201d tutto deve accadere in fretta. Ma non c\u2019\u00e8 cultura senza impegno, costanza, dedizione, sforzo della memoria e dell\u2019intelligenza. Inutile: ci sono Internet e lo\u00a0<em>smartphone<\/em>. A che pro padroneggiare la matematica, conoscere la storia, o qualunque altra materia, se\u00a0<em>online<\/em>, a portata di clic e con favorevoli piani tariffari, c\u2019\u00e8 tutto ci\u00f2 che \u201cserve\u201d, nonch\u00e9 tutte le risposte preconfezionate, in forma di soluzione alle FAQ (<em>Frequently asked questions<\/em>, domande frequenti).<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che \u201cserve\u201d: un altro inganno.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/__libri\/_alimentazione_cucina\/?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/b\/banner1_alimentazione_160x600.jpg\" alt=\"\" \/><\/a>La scuola non fornisce pi\u00f9 cultura n\u00e9 educazione alla vita. Tutt\u2019al pi\u00f9 addestra ad alcune materie o abilit\u00e0 strumentali da spendere nella vita professionale, senza neppure conseguire l\u2019obiettivo. La complessit\u00e0 ridotta a\u00a0<em>tutorial<\/em>, istruzioni per l\u2019uso.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019altra insegnante, nonostante mesi di notizie televisive, non \u00e8 riuscita a indicare l\u2019Ucraina su una carta geografica dell\u2019Europa. Normale: la geografia \u201cnon serve\u201d, come la storia e altre materie dette spregiativamente umanistiche.<\/p>\n<p>A che cosa serve la filosofia? Non c\u2019\u00e8 risposta poich\u00e9 manca la capacit\u00e0 di comprenderla. Di pi\u00f9, \u00e8 assente la volont\u00e0 di ascolto. E\u2019 la fondamentale differenza tra l\u2019ignoranza di ieri \u2013 quella dei nostri padri e nonni \u2013 e la nostra: nel passato si sapeva di non sapere e si aveva l\u2019umilt\u00e0 di ascoltare e imparare. Oggi, l\u2019istruita ignoranza (non di rado \u201cmasterizzata\u201d, nel senso dei master, titoli che dovrebbero certificare alta cultura) \u00e8 arrogante, superba, soddisfatta di s\u00e9.<\/p>\n<\/div>\n<p>Pi\u00f9 le conoscenze sono settoriali, specialistiche, pi\u00f9 chi le detiene ha l\u2019atteggiamento di chi sa tutto, con il diritto di strologare, tranciare giudizi su ogni argomento, come si dice adesso \u201ca trecentosessanta gradi\u201d. E\u2019 sufficiente leggere i commenti sulle reti sociali per rendersene conto. Predomina un linguaggio sconnesso, sgrammaticato, riduttivo, ma sempre assertivo, la certezza di una indimostrata superiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Non erano cos\u00ec i nostri padri e viene da sorridere ricordando l\u2019esortazione a studiare, imparare, cercare la compagnia di chi ne sa pi\u00f9 di noi, a impegnarsi.<\/p>\n<p>Ma, ancora, a che \u201cserve\u201d?\u00a0 Enormi sono le responsabilit\u00e0 politiche, specie a sinistra. Eppure <strong>Antonio Gramsci<\/strong> esigeva studio, impegno popolare. <strong>Palmiro Togliatti<\/strong> era uomo di fine cultura e <strong>Concetto Marchesi<\/strong>, latinista comunista, difendeva lo studio del latino e delle materie umanistiche.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cA che giova il latino? A pi\u00f9 cose giova: se anche non giova direttamente a nessuna cosa la quale abbia una specifica utilit\u00e0 nella pratica dell\u2019esistenza. Ma sulla base dell\u2019utilit\u00e0 e della ricerca interessata si corre il rischio di impedire o di arrestare il processo dell\u2019intima formazione individuale. Ci sono momenti in cui l\u2019intelletto umano riceve il suo pi\u00f9 alto nutrimento dalle cose inutili\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Impedire o arrestare il processo della formazione individuale: missione compiuta, viene da commentare. <\/strong><\/p>\n<p>Da allora, l\u2019impegno dei sedicenti difensori del popolo \u00e8 stato abbassare la cultura estendendo non l\u2019istruzione, ma i diplomi e le lauree. In nome dell\u2019uguaglianza si \u00e8 abbassato il livello di tutti. Risultato? I ricchi stanno meglio di prima, poich\u00e9 \u2013 pagando \u2013 possono permettersi cultura e conoscenza. Agli altri restano il \u201cpezzo di carta\u201d e la frustrazione.<\/p>\n<p><strong>Diffondere ignoranza per proclamare uguaglianza \u00e8 colpevole, criminale.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>Non lo \u00e8 di meno la visione mercantile, aziendale, di chi pensa che il sapere debba essere indirizzato esclusivamente a competenze strumentali. Un\u2019idea miope o furbissima. Miope poich\u00e9 condanna milioni di persone a conoscere solo un angolino minuscolo della cultura, furbissima perch\u00e9 il potere preferisce masse ignoranti: manipolabili, fungibili, incapaci di comprendere qual \u00e8 il loro ruolo di anelli della catena, privati del pensiero e dunque di slancio oppositivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1670082342\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<div id=\"aswift_8_host\" tabindex=\"0\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><strong>E\u2019 la visione neoliberale alla Berlusconi, lo slogan vuoto delle tre I, impresa, inglese, informatica.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impresa \u00e8 una struttura organizzativa, l\u2019inglese rischia di essere un elemento di colonizzazione culturale, Internet \u00e8 un potentissimo mezzo. Strumenti, solo strumenti, punte avanzate dello specialismo che impedisce l\u2019interpretazione complessiva della realt\u00e0. Ne era consapevole <strong>Konrad Lorenz<\/strong> che ne <em>Il declino dell\u2019uomo<\/em> prende atto che l\u2019accrescimento del sapere collettivo supera le capacit\u00e0 cognitive dei singoli. La divisione del sapere e la conseguente specializzazione sono inevitabili. Tuttavia, costretto sin dalla prima giovinezza a scegliere un settore specializzato, l\u2019uomo contemporaneo non ha pi\u00f9 tempo ed energia per interessarsi d\u2019altro. Tanto meno per ragionare.<\/p>\n<\/div>\n<p>Riflettere \u2013 averne il tempo, la capacit\u00e0 e gli strumenti \u2013 dovrebbe essere, per <strong>Lorenz<\/strong>, un diritto umano fondamentale. Vi \u00e8 una rinuncia coatta \u2013 indotta \u2013 alla comprensione del mondo, frutto dell\u2019azione congiunta dello specialismo e della dilagante ignoranza. Ci\u00f2 induce ad accettare senza discutere e senza riflettere il giudizio altrui, soprattutto quello degli \u201cesperti\u201d, evitando di esprimere giudizi, approfondire, farsi un\u2019idea personale e autonoma.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ignorante istruito, avvolto nei suoi stracci alla moda, disprezza quanto ignora.<\/strong><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 altro esito che una societ\u00e0 involgarita, ristretta, priva di visione, ossia di un progetto di vita e di futuro, inevitabilmente diretta da ignoranti, le cui \u201cqualit\u00e0\u201d sono il cinismo, l\u2019ambizione smodata, la smania di arricchimento e di successo. Attitudini non nuove, che prima erano accompagnate dalla qualit\u00e0 professionale e intellettuale. Insieme con l\u2019egalitarismo pi\u00f9 sciocco e ideologico, in Italia siamo anche afflitti dai cascami di varie anticulture. Da un lato, il ridicolo \u201cuno vale uno\u201d che innalza a ruoli di responsabilit\u00e0 autentici incapaci, e una mistica dell\u2019uguaglianza che odia l\u2019eccellenza sino a chiedere \u2013 lo fece un ministro di sinistra \u2013 ai giovani preparati di emigrare, privando la nazione di competenze e valore aggiunto.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro la retorica dell\u2019uomo che si fa da s\u00e9 e ottiene il successo (ossia la ricchezza materiale) senza la cultura e se ne vanta. Di qui il sospetto \u2013 se non l\u2019aperto disprezzo \u2013 per la cultura e l\u2019intellettualit\u00e0 di buona parte della destra politica.<\/p>\n<p><strong>La miscela \u00e8 esplosiva: siamo diventati selvaggi con telefonino in competizione perenne per ottenere il favore del padrone di turno<\/strong>, incapaci \u2013 per mancanza di esempi, criteri di giudizio, immaginazione \u2013 di pensare, non diciamo animare, organizzare e realizzare, qualsiasi idea alternativa all\u2019esistente. Schiavi soddisfatti amministrati da un ceto dirigente peggiore dell\u2019italiano medio; apertamente servili i pi\u00f9 dotati, gli altri incapaci di capire o sospettare i meccanismi del potere di cui sono strumenti.<\/p>\n<p><strong>Spaventa che pochi avvertano la decadenza in atto.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/__alimenti-biologici\/_alimenti-naturali\/?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/b\/banner1_alimenti_120x600.jpg\" alt=\"\" \/><\/a>Nel caso italiano, il carattere nazionale, assai adattivo, utilizza le residue doti intellettuali, soprattutto l\u2019astuzia egoistica, per coltivare il proprio orticello, il dannato \u201cparticulare\u201d di cui parlava il <strong>Guicciardini<\/strong> cinque secoli fa, con la penisola resa campo di battaglia delle potenze straniere gli italiani servitori di interessi altrui. Come oggi: occupati da ottant\u2019anni, privati di sovranit\u00e0, culturalmente ed economicamente colonizzati, usciti dalla storia, felici di esserci liberati dalle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 ci\u00f2 che accade a chi rinuncia a se stesso. L\u2019Italia \u00e8 ridotta a cronaca e nessuno sembra interessato a ritessere i fili della civilt\u00e0 nostra, che ignoriamo. In compenso siamo abilissimi nell\u2019uso delle dita, che scorrono veloci le tastiere e gli schermi degli apparati elettronici. Nessuno di essi \u00e8 prodotto da noi, eppure fummo gli inventori dei computer (<strong>Olivetti<\/strong>) e dei primi processori (<strong>Federico Faggin<\/strong>, naturalizzato americano).<\/p>\n<p>Abbiamo accettato la sistematica cessione delle nostre eccellenze, non abbiamo una politica industriale; interi settori economici sono in mano straniera; la manifattura, che meravigli\u00f2 il mondo quando ancora Italia, cultura, capacit\u00e0, intelligenza erano sinonimi, \u00e8 nelle condizioni che conosciamo. Colpa delle classi dirigenti, certo.<\/p>\n<p>Ma dov\u2019era il popolo italiano, dove eravamo noi, incapaci di reagire per ignoranza, supponenza, pigrizia, colonizzazione interiore?<\/p>\n<p>Anni fa, un esponente politico ci spiegava con amarezza la sua esperienza di consigliere comunale di Milano, la citt\u00e0 motore economico e culturale d\u2019Italia. In passato, tutti i partiti e tutte le culture esprimevano in municipio il meglio di se stesse; progressivamente, gli amministratori della \u201ccapitale morale\u201d hanno abbassato il loro livello. Intellettuale e purtroppo etico. Nulla di stupefacente: ci rappresentano, sono lo specchio di quello che siamo diventati.<\/p>\n<p>Si rimane senza fiato pensando a che cosa sar\u00e0 questa penisola tra vent\u2019anni: pi\u00f9 povera, pi\u00f9 conformista, pi\u00f9 ignorante. Chi ha forza e volont\u00e0, se ne sar\u00e0 andato senza ritorno e senza nostalgia. I nuovi arrivati, i sostituti di un popolo invecchiato e imbarbarito, sono mediamente di livello culturale e civile (si pu\u00f2 ancora dire?) inferiore al nostro.<\/p>\n<p><strong>Che importa?\u00a0<em>Basta ca ce sta \u2018o sole, ca nc\u2019\u00e8 rimasto \u2018o mare<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p>Basta che \u201cio\u201d abbia risolto i miei problemi. Uno vale uno, un popolo di istruiti ignoranti disabituato a pensare, che si esprime in un comico inglese di risulta (<em>green pass, lockdown, ticket<\/em>): gli eredi di Arlecchino servitore di pi\u00f9 padroni, cuochi e camerieri, guardiani di musei, guide turistiche del parco tematico di una cultura morta.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo spenga la luce.<\/p>\n<\/div>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/11\/lignoranza-al-potere-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019area metropolitana \u00e8 la zona della citt\u00e0 raggiunta dalla ferrovia sotterranea, la \u201cmetro\u201d. Cos\u00ec pensa una giovane insegnante di sostegno appena assunta. Cercavamo di spiegarle come muoversi in citt\u00e0 e nelle adiacenze, l\u2019area metropolitana, appunto. 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