{"id":68477,"date":"2022-12-31T10:15:17","date_gmt":"2022-12-31T09:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=68477"},"modified":"2023-09-17T10:45:15","modified_gmt":"2023-09-17T08:45:15","slug":"a-cento-anni-dallincendio-del-goetheanum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/a-cento-anni-dallincendio-del-goetheanum\/","title":{"rendered":"A cento anni dall&#8217;Incendio del Goetheanum"},"content":{"rendered":"<pre>di <em>Piero Cammerinesi<\/em><\/pre>\n<p>La notte di San Silvestro di questo 2022, segna il centesimo anniversario dell&#8217;incendio del primo Goetheanum, il tempio della moderna umanit\u00e0 dell&#8217;anima cosciente, edificato sulle colline di Dornach, in Svizzera.<\/p>\n<p>Dalla posa della prima pietra, avvenuta il 20 settembre 1913, l&#8217;edificio, realizzato da <strong>Rudolf Steiner<\/strong> coadiuvato da centinaia di artisti e operai provenienti da tutto il mondo, all&#8217;incendio doloso che lo distrusse in poche ore, non erano trascorsi neppure 10 anni.<\/p>\n<p>Il Goetheanum, che rese visibile per la prima volta l&#8217;antroposofia in forma artistica, culla delle attivit\u00e0 della tripartizione dell&#8217;organismo sociale e delle ricerche in ogni campo del sapere umano, fu osteggiato da critiche e opposizioni crescenti fino alla fine del 1922, quando un incendio doloso lo ridusse in cenere.<\/p>\n<p>Come ebbi modo di scrivere nella mia introduzione al libro di <strong>Judith von Halle<\/strong> <em><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__incontrare-cristo-oggi-spirito-del-goetheanum.php?id=62756\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;L&#8217;incontrare il Cristo oggi e lo Spirito del Goetheanum<\/a>&#8220;,<\/em> incentrato proprio su questo straordinario edificio:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__incontrare-cristo-oggi-spirito-del-goetheanum.php?id=62756\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-68500 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/l-incontrare-il-cristo-oggi-e-lo-spirito-del-goetheanum.jpeg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/l-incontrare-il-cristo-oggi-e-lo-spirito-del-goetheanum.jpeg 200w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/l-incontrare-il-cristo-oggi-e-lo-spirito-del-goetheanum-9x12.jpeg 9w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>&#8220;Ma qual \u00e8 il significato pi\u00f9 profondo di quello straordinario tempio dei Misteri che fu il primo Goetheanum? <strong>Rudolf Steiner<\/strong> una volta lo defin\u00ec l\u2019\u201cunica immaginazione visibile nel mondo dei sensi\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dobbiamo guardare \u2013 ci dice <strong>Judith von Halle<\/strong> \u2013 al primo Goetheanum come a qualcosa di assolutamente nuovo nella storia umana, mai visto prima: una nuova sede dei Misteri, una dimora destinata a rappresentare quel Cristo eterico che deve divenire visibile nel corso dei prossimi secoli a un numero sempre maggiore di persone. Si tratta, in altri termini, di comprendere il significato storico-cosmico dell\u2019edificio del Goetheanum come impulso della Societ\u00e0 Antroposofica. Un impulso che l\u2019edificio non pot\u00e9 realizzare come avrebbe dovuto; com\u2019\u00e8 noto, infatti, il Goetheanum and\u00f2 completamente distrutto nel terribile incendio della notte di San Silvestro 1922\/3 e lo Spirito del Goetheanum non fu mai presente all\u2019interno dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"p1\">La libera Universit\u00e0 di Scienza dello Spirito nata dopo la catastrofe non scatur\u00ec solo dal Convegno di Natale ma fu una metamorfosi di quell\u2019impulso che gi\u00e0 c\u2019era nella scuola esoterica, manifestatosi nella costruzione del Goetheanum e nella tripartizione dell\u2019organismo sociale. Anche il Gruppo scultoreo del \u2018Rappresentante dell\u2019umanit\u00e0\u2019 non venne ultimato per la scomparsa di <strong>Steiner<\/strong> e di <strong>Edith Maryo<\/strong>n; solo la figura di Ahriman fu completata e questo \u2013 ci fa notare la <strong>von Halle<\/strong> \u2013 \u00e8 emblematico dello stato attuale dell\u2019evoluzione mondiale \u2013 totalmente immersa nel materialismo \u2013 ma al tempo stesso della condizione della Societ\u00e0 Antroposofica.<\/p>\n<p class=\"p1\">Non \u00e8 difficile intuire, infatti, contemplando la nostra epoca, come all\u2019Essere-Cristo sia sempre pi\u00f9 difficile trovare accesso alle anime umane, mentre Ahriman domina ormai incontrastato. Il Gruppo fu in qualche modo abbandonato al suo destino perch\u00e9 \u2013 ci dice la<strong> von Halle<\/strong> \u2013 \u201cquanto si doveva conseguire con il Gruppo non \u00e8 stato conseguito n\u00e9 sar\u00e0 mai possibile conseguire nella sua attuale condizione, la condizione per cui \u00e8 un tragico simbolo della condizione spirituale dell\u2019umanit\u00e0 attuale\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Dal disastroso incendio si salv\u00f2 dunque solo il gruppo scultoreo, che non era stato ancora posizionato all&#8217;interno del Goetheanum, ma si trovava nella segheria, adiacente all&#8217;edificio.<\/p>\n<p>Per comprendere appieno cosa rappresentasse lo <em>Spirito del Goetheanum<\/em> per l&#8217;umanit\u00e0 riporto queste parole di <strong>Steiner<\/strong> &#8211; pronunciate il 9 Aprile 1923, circa tre mesi dopo il catastrofico incendio &#8211; in occasione di una conferenza pubblica a Basilea:<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0\u201cQuello che l\u2019Antroposofia intende essere per le anime umane in modo invisibile, come guscio, come dimora, il Goetheanum l\u2019ha voluto rappresentare in modo visibile. Se il Goetheanum fosse stato solo una costruzione simbolica, il dolore per la sua perdita non sarebbe stato cos\u00ec grande, perch\u00e9 si potrebbe evocarne sempre di nuovo il ricordo. Ma il Goetheanum non era qualcosa per il ricordo.<\/p>\n<p>Il Goetheanum era qualcosa che voleva manifestare lo Spirito nel mondo dei sensi, cos\u00ec come ogni opera d\u2019arte intende presentarsi direttamente all\u2019osservatore, direttamente al mondo dei sensi. Per questo motivo, con l\u2019incendio del Goetheanum \u00e8 andato perso tutto quello che esso ha voluto rappresentare.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma forse ha invece dimostrato che l\u2019Antroposofia non intende essere qualcosa di esclusivamente teorico, una mera conoscenza, ma pu\u00f2 e deve rappresentare a tutti gli effetti un contenuto di vita&#8230; Il Goetheanum doveva mettere davanti agli occhi quello Spirito che l\u2019Antroposofia pone dinanzi all\u2019anima&#8230; Quanto proviene dalle stesse fonti da cui fluisce l\u2019Antroposofia e attraverso le quali essa vuole servire l\u2019umanit\u00e0, doveva essere percepibile all\u2019occhio fisico, doveva essere costituito di sostanza fisica. E come lo stesso corpo umano [&#8230;], che per\u00f2 con la morte viene abbandonato in modo che lo spirituale possa evolversi in altre forme, \u00e8 l\u2019immagine sensibile e il prodotto dello spirituale eterno, cos\u00ec \u00e8 stato possibile che anche quello [&#8230;] che doveva venir impresso nella materia per essere reso visibile all\u2019occhio, fosse consumato dal fuoco fisico. Ma ci\u00f2 che deve rappresentare l\u2019Antroposofia scaturisce dallo Spirito, e su esso possono agire solo fiamme dello Spirito&#8230; E quella vita che deve manifestarsi, attraverso l\u2019Antroposofia, come vita cognitiva dei Mondi superiori deve temprarsi attraverso le fiamme del pi\u00f9 elevato entusiasmo umano, animico e spirituale\u201d (O.O. 259)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Qui di seguito la testimonianza di <strong>Assia Turgenieff <\/strong>che condivise il giorno pi\u00f9 buio della vita di <strong>Rudolf Steiner<\/strong> e del movimento da lui fondato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1672476674\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Assia Turgenieff &#8211;\u00a0 L<\/strong><strong><em>a notte di San Silvestro del 1922*<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Particolarmente bui restano, nel ricordo, gli ultimi mesi dell\u2019inverno del 1922. Le nubi minacciose che incombevano sulla vita collettiva dal deflagrare del grande conflitto mondiale non si erano ancora diradate. Potevamo percepirlo ogni volta, durante le nostre tourn\u00e9e di euritmia attraverso quasi tutti i Paesi d\u2019Europa: dappertutto \u2018incontravamo\u2019 diffidenza, ansia nei confronti del futuro e fuga nello stordimento di fronte alle domande cui non si trovavano risposte.<\/p>\n<p>I valori di un tempo erano tramontati, e ancora non se ne avevano di nuovi. L\u00ec dove il Dott. <strong>Steiner<\/strong> si sforzava di arginare ulteriori catastrofi, la resistenza contro il suo operare diventava sempre pi\u00f9 grande, fino a farsi aperta minaccia.<br \/>\nUn riflesso di questa sfasatura generale agiva anche nella nostra vita comunitaria. Le nuove sezioni di lavoro, nate sul suolo della nostra Societ\u00e0, sottraevano forze alla centrale del movimento antroposofico. Il fallimento era lampante soprattutto nei tentativi di intervenire nella vita economica: di conseguenza aumentarono le preoccupazioni in merito ai fondi per un futuro sostentamento del Goetheanum. Aument\u00f2 anche l\u2019ostilit\u00e0 nei confronti del nostro movimento, e il Dott. <strong>Steiner<\/strong> insisteva nel richiamare la nostra attenzione sui suoi effetti. Eravamo tutti spaventati, quando egli ci lesse un passaggio tratto da uno dei molti scritti ostili:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<em>Di scintille spirituali, che, simili a fulmini, sfrigolano verso la lignea trappola per topi, ce ne sono gi\u00e0 a sufficienza; e da parte di Steiner servir\u00e0 un bel po\u2019 di intelligenza per agire in modo conciliante, di modo che non arrivi il giorno in cui una scintilla vera regali una fine ingloriosa alla magnificenza di Dornach<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-68478 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-primo-goeth-300x198.jpeg\" alt=\"\" width=\"609\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-primo-goeth-300x198.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-primo-goeth-18x12.jpeg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-primo-goeth.jpeg 581w\" sizes=\"(max-width: 609px) 100vw, 609px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel nostro ottuso sentimento d\u2019impotenza, non comprendemmo ci\u00f2 che si celava dietro a quelle parole, ci mancava la capacit\u00e0 di resistenza e di difesa di fronte alla sciagura che avanzava verso di noi \u2013 un fallimento, questo, proprio come durante i primi giorni della guerra, quando il Dott. <strong>Steiner<\/strong> tentava di renderci desti di fronte agli avvenimenti; anche questa volta, egli non poteva dire pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 facesse, ma le conferenze di Natale tenute nel Goetheanum portarono invece luce e speranza in quel periodo cupo.<\/p>\n<p>Era un pomeriggio fosco e umido, quando mi affrettavo verso il Goetheanum per uno spettacolo di euritmia. Simili alle chimere di Notre-Dame, due figure scure si sporgevano dalla balaustra della terrazza, accanto alla piccola impalcatura che era stata montata sopra l\u2019ingresso sud. \u00ab<em>A quest\u2019ora non dovrebbe esserci pi\u00f9 nessuno sulla terrazza<\/em>\u00bb fu il pensiero che mi attravers\u00f2 rapido la mente, ma dovevo andare di fretta. Il guardaroba che avevamo appena allestito, uno spazio allungato, si trovava infatti al primo piano, accanto alla stanza di ricreazione del Sig. e della Sig.ra <strong>Steiner<\/strong>. A lato c\u2019era poi la cameretta di <strong>Mieta Waller<\/strong>.<\/p>\n<p>Per il\u00a0<em>Prologo in cielo<\/em>\u00a0dal\u00a0<em>Faust I<\/em>\u00a0c\u2019erano circa 30 interpreti coinvolti, intenti a cambiarsi d\u2019abito \u2013 un vociare caotico in ogni dove.<em> \u00abRagazzi!\u00bb<\/em> esclam\u00f2 forte, all\u2019improvviso, un\u2019euritmista, \u00ab<em>sta arrivando un temporale, una tempesta!<\/em>\u00bb \u2013 e corse alla finestra, per vedere il maltempo che si avvicinava. <em>\u00abMa non \u00e8 possibile, questo in inverno non succede\u00bb<\/em> risuon\u00f2 da tutte le parti, e in effetti il cielo era di un grigio uniforme, senza l\u2019ombra di nuvole. \u00ab<em>Ma io l\u2019ho sentito, era un mugghio, come quando c\u2019\u00e8 una forte tempesta!<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019euritmista rimase convinta della propria affermazione. Qualcos\u2019altro era poi accaduto mentre da dietro il palcoscenico si scendeva verso il guardaroba: all\u2019improvviso una di noi si affrett\u00f2 verso la porta della terrazza e tent\u00f2 di aprirla. <em>\u00abCi sono delle persone chiuse fuori in terrazza, hanno scosso la porta\u00bb,<\/em> assicur\u00f2. Infatti, la porta era chiusa a chiave, ma nessuno aveva prestato attenzione all\u2019accaduto.<br \/>\nQuando giungemmo al piano di sotto, <strong>Mieta Waller<\/strong> spinse per farsi strada in avanti ed esclam\u00f2: \u00ab<em>Frau Doktor\u00a0<\/em>[<strong>Marie Steiner<\/strong>]<em>, sta per accadere una sventura? Il mio specchio si \u00e8 rotto. Non so perch\u00e9 sia caduto dalla parete.<\/em>\u00bb<\/p>\n<figure id=\"attachment_68484\" aria-describedby=\"caption-attachment-68484\" style=\"width: 636px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-68484\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-Primeiro-Goetheanum-7-300x181.jpeg\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-Primeiro-Goetheanum-7-300x181.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-Primeiro-Goetheanum-7-18x12.jpeg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-Primeiro-Goetheanum-7.jpeg 700w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68484\" class=\"wp-caption-text\">Foto di gruppo degli artisti ed operai che realizzarono il primo Goetheanum<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dunque, un altro avvertimento. Se solo il Dott. <strong>Steiner<\/strong> fosse venuto da noi alle prove, come faceva sempre\u2026 Egli avrebbe forse investigato la cosa: perch\u00e9 era caduto lo specchio? Che cos\u2019era quell\u2019improvviso mugghiare, e cosa facevano quelle persone in terrazza? E invece egli non venne, e pi\u00f9 tardi venimmo a sapere che, durante il suo discorso prima della rappresentazione, la botola per la pedana dell\u2019oratore, sulla quale egli stava in piedi, ad un tratto aveva iniziato ad abbassarsi. Chi \u00e8 pi\u00f9 forte? \u2013 chi era pi\u00f9 forte? Noi, come angeli, come voce del Signore nel pentagramma, posizionati su una pedana rialzata \u2013 oppure, l\u00e0 sotto, il nero Mefisto, avvolto di luce rossastra? \u2026<\/p>\n<p>Non potevo liberarmi di questo pensiero angoscioso. \u00ab<em>Nuove tombe incontrano sempre un nuovo anno<\/em>\u00bb, parole di <strong>Solovieff<\/strong> che risuonavano nella rappresentazione di quella sera. Drammatica e toccante era la\u00a0<em>Marcia funebre<\/em>\u00a0di <strong>Mendelssohn<\/strong>, e a questo si aggiunse poi il\u00a0<em>Coro degli insetti<\/em>\u00a0dal\u00a0<em>Faust II<\/em>, \u00ab<em>Salve a te, salve a te, antico padrone!<\/em>\u00bb. Per realizzarlo dovevamo unire dei particolari balzi a degli scuotimenti del capo e a un\u2019euritmia delle dita \u2013 era inquietante. In una poesia di Natale francese, profondissimo e serio era lo sguardo del piccolo bambin Ges\u00f9.<br \/>\nNonostante la conferenza serale di <strong>Rudolf Steiner<\/strong> fosse poi stata molto coinvolgente, non riuscivo a superare quel freddo, quella sensazione sinistra. Nessuno si accorgeva che il Dottore doveva fare una gran fatica per continuare la sua conferenza? Era come se gli venissero sottratti i pensieri. Dove era egli in quei momenti, quando improvvisamente gli venne a mancare la voce?<\/p>\n<p>Io fui una delle ultime persone a uscire dalla sala. Di sotto si erano raccolti un paio di piccoli gruppi di persone, che mi sembravano preoccupate. <em>\u00abQualcuno deve aver bruciato dei rami di abete\u00bb<\/em>, sentii dire. Volevo approfondire la cosa, ma venni trattenuta da una partecipante al coro degli insetti che mi balz\u00f2 incontro al grido di \u00ab<em>Buon anno!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_68482\" aria-describedby=\"caption-attachment-68482\" style=\"width: 646px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-68482\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-300x205.jpeg\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-300x205.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-1024x699.jpeg 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-768x524.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-1536x1048.jpeg 1536w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-2048x1398.jpeg 2048w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-18x12.jpeg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1goet-1320x901.jpeg 1320w\" sizes=\"(max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68482\" class=\"wp-caption-text\">Il primo Goetheanum<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena rientrata a casa \u2013 abitavo nella prima casa per gli euritmisti e le finestre guardavano al Goetheanum \u2013 feci per tirare le tende. Ma che cosa stava accadendo? Qualcosa di simile a una pallida striscia di nebbia fluttuava sopra l\u2019edificio; vedevo ombre di persone guizzare da una parte all\u2019altra dietro i vetri illuminati del vano scala a sud.<\/p>\n<p>Lo sapevo: era accaduto qualcosa di terribile, e mi precipitai fuori dalla mia stanza. Nell\u2019atrio mi imbattei in <strong>Edith Maryon<\/strong>, che era come paralizzata dall\u2019agitazione, e faticava a liberare l\u2019estintore dalla sicura. Con una presa decisa lo afferrai io, e con esso corsi verso l\u2019edificio.<\/p>\n<div id=\"attachment_20317\" class=\"wp-caption aligncenter\"><\/div>\n<p>Davanti all\u2019ingresso giaceva a terra in stato di semi incoscienza il nostro giovane falegname, <strong>Schleutermann<\/strong>, stordito dal fumo. Alcuni lo stavano soccorrendo. Dalla falegnameria fino all\u2019edificio si era formata una catena di persone con secchi e brocche d\u2019acqua. Volevo unirmi a loro, ma dov\u2019era il fuoco? Al primo piano, la stanza di <strong>Marie Steiner<\/strong> era aperta e vuota, il pavimento fradicio e pieno di estintori svuotati inutilmente, sparsi l\u00ec a terra. Dov\u2019era il fuoco? Lo si cercava al piano di sopra, nella Sala Bianca e tra le cupole, ma il fumo non permetteva di avvicinarsi. Andai allora nella Sala Grande, e la trovai solenne e silenziosa, completamente illuminata; la sala e il palcoscenico erano vuoti.<br \/>\nSotto l\u2019alberello davanti alla falegnameria stava il Dott. <strong>Steiner<\/strong>, e guardava i nostri affanni. <strong>Edith Maryon<\/strong> era vicina a lui.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non interviene? Perch\u00e9 non aiuta? Solo pi\u00f9 tardi venni a sapere che egli, come prima cosa, insieme a due testimoni aveva controllato il quadro con le sicure elettriche, e aveva constatato che erano tutte intatte. Poi aveva chiamato i vigili del fuoco. I pompieri da Basilea arrivarono per\u00f2 solo molto pi\u00f9 tardi, e il carico d\u2019acqua era sufficiente soltanto per salvare la falegnameria. Nel frattempo, i nostri pompieri e la gente di paese si erano sforzati di contenere l\u2019incendio; eppure, del fuoco non si vedeva ancora nulla, perch\u00e9 infuriava tra le pareti di legno! Soltanto il fumo diventava sempre pi\u00f9 fitto.<br \/>\nGiunta di nuovo nel vano scala sud, incontrai <strong>K\u00e4the Mitscher<\/strong>, che insieme ad alcuni collaboratori evacuava i mobili dalla stanzetta di Frau Doktor. Su indicazione di <strong>Rudolf Steiner<\/strong>, un giovanotto inferse un colpo d\u2019accetta nella parete di legno: allora vidi le fiamme bluastre, che, come serpenti, si dibattevano verso l\u2019alto con terrificante rapidit\u00e0.<\/p>\n<p>Era ancora possibile salvare qualcosa? Non si sarebbe dovuto praticare quella breccia nella parete fin dall\u2019inizio, gi\u00e0 alle quattro e mezza del pomeriggio, quando i nostri euritmisti avevano sentito quel brus\u00eco? Ormai le fiamme avevano infuriato per ore tra le pareti di legno. All\u2019improvviso, con sospetto, dovetti ripensare all\u2019apertura che alcuni giorni prima avevo visto presso la finestra della stanza del Dott. <strong>Steiner<\/strong>. Alcuni manovali avevano estratto l\u00ec un paio di pannelli dalla parete esterna \u2013 e quel punto si poteva raggiungere dalla terrazza\u2026 c\u2019era un collegamento tra tutti questi fatti?<br \/>\nRestavano sempre ancora solenni e silenziosi gli spazi sotto le cupole, intonsi, refrattari dalla sventura. Mi sedetti nella sala. \u00c8 pensabile che tra un paio d\u2019ore di tutto questo non rester\u00e0 pi\u00f9 nulla? Guardare, soltanto \u2013 per l\u2019ultima volta. Ma questo pensiero, cos\u00ec come la mia umana presenza, non avevano alcun diritto di restare, nel contesto di quel che stava avvenendo. Cos\u00ec mi ritirai impaurita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_68485\" aria-describedby=\"caption-attachment-68485\" style=\"width: 625px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-68485\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-FUNDO-1-300x224.jpeg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-FUNDO-1-300x224.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-FUNDO-1-16x12.jpeg 16w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1-FUNDO-1.jpeg 668w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68485\" class=\"wp-caption-text\">Particolare del &#8220;Rappresentante dell&#8217;umanit\u00e0 del gruppo ligneo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il medesimo silenzio aleggiava attorno al Dott. <strong>Steiner<\/strong>, sotto all\u2019alberello davanti alla falegnameria. \u00ab<em>Ci serve acqua, l\u2019acqua non esce pi\u00f9!\u00bb <\/em>gridavano alcuni dei maldestri aiutanti. A bassa voce egli comunic\u00f2 quale numero di telefono bisognasse chiamare.<em> \u00abScale, abbiamo bisogno di scale!<\/em>\u00bb gridavano altri. \u00ab<\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00bb, disse lui. \u00ab<em>Dove posso aiutare, cosa devo fare?<\/em>\u00bb gli chiedeva uno dei nostri giovanotti, affrettandosi verso di lui. Ma il Dottore taceva. \u00ab<em>Aiutate laggi\u00f9 a mettere in salvo i modelli<\/em>\u00bb, dissi io allora. \u00ab<em>Io non ho bisogno dei modelli<\/em>\u00bb disse il Dott. <strong>Steiner<\/strong>, richiudendosi poi di nuovo nel silenzio. \u00ab<em>Allora andate!<\/em>\u00bb dissi io al giovanotto dopo qualche momento.<\/p>\n<p>Entrai nell\u2019edificio ancora una volta. \u00ab<em>Abbiamo dei tubi flessibili, ma non sappiamo dove allacciarli alla conduttura dell\u2019acqua<\/em>\u00bb, mi disse un ragazzo del paese. Per fortuna lo sapevo. Ora la sala grande mi restitu\u00ec un\u2019immagine diversa. La luce non era pi\u00f9 accesa. Rischiarati parzialmente da sinistre lingue di fuoco, che rendevano rosseggiante il fumo e divampavano ovunque tra le cupole, gli architravi affioravano da quell\u2019inquietante luminosit\u00e0. Si tent\u00f2 di poggiare delle scale a pioli alle colonne, ma erano troppo basse. \u00ab<em>Aiutami a salvare la tenda!<\/em>\u00bb mi esort\u00f2 un\u2019euritmista, e cos\u00ec strappammo il sipario prima di trascinarlo all\u2019esterno.<\/p>\n<p>E di nuovo sentii l\u2019impulso di andare da <strong>Rudolf Steiner<\/strong>. \u00ab<em>Dottore, ora bruciano la sala e il palcoscenico!<\/em>\u00bb grid\u00f2 qualcuno da lontano. \u00ab<em>Perch\u00e9 non si spegne il fuoco, perch\u00e9 non si usano le scale a pioli?<\/em>\u00bb chiese egli rapido. \u00ab<em>Le scale non bastano, sono troppo corte<\/em>\u00bb, dissi io.<br \/>\nEd egli si allontan\u00f2.<br \/>\nAnche le pareti esterne vennero divorate dal fuoco con incredibile velocit\u00e0. Il Dottore intim\u00f2 allora che tutti abbandonassero l\u2019edificio. Il calore si faceva sempre pi\u00f9 intenso. Preoccupata per gli stenogrammi delle conferenze, che erano depositati nella casetta di legno tra la falegnameria e il locale caldaia, la signora <strong>Finckh<\/strong> preg\u00f2 <strong>G\u00fcnther Schubert<\/strong> di portarli in casa <strong>Duldeck<\/strong>. Questi non riusciva a portarli da solo, cos\u00ec andai con lui. Non ci volle pi\u00f9 di un quarto d\u2019ora per sistemare tutti quei quaderni in una coperta che poi chiudemmo e trascinammo per le estremit\u00e0; eppure, ripercorrere indietro la stessa via sarebbe stato impossibile. Come un\u2019enorme fiaccola si ergeva il Goetheanum, divorato dalle fiamme in ogni parte. Il calore si spandeva come in un torrido giorno d\u2019estate [\u2026]<\/p>\n<p>Una fosca vampa rosseggiante fiammeggiava nell\u2019oscurit\u00e0 notturna, le colline circostanti e le rovine di Dorneck rilucevano di un rosso incandescente. Gli spettatori, da Basilea e dai dintorni, si pigiavano a migliaia attorno al recinto che circondava il terreno su cui sorgeva l\u2019edificio; l\u2019intera area non era pi\u00f9 accessibile. In silenzio, come colpiti da un incantesimo, essi guardavano la terrificante danza delle fiamme che torreggiavano alte nell\u2019aria. Molti e consistenti gettiti d\u2019acqua irrorarono le pareti della falegnameria, l\u00ec dove fino a poco prima si trovava il Dottore. In quella notte si carbonizz\u00f2 una met\u00e0 del piccolo alberello, che per anni resistette poi l\u00ec con i suoi rami nudi.<br \/>\nIl Dott. <strong>Steiner<\/strong> lo trovammo sulle scale di casa <strong>de Jaager<\/strong>, circondato da un gruppo di soci. La mezzanotte era trascorsa e nelle prime ore del nuovo anno il fuoco inizi\u00f2 a placarsi. A poco a poco si dirad\u00f2 la massa di spettatori, e anche il Dottore si allontan\u00f2.<\/p>\n<figure id=\"attachment_68487\" aria-describedby=\"caption-attachment-68487\" style=\"width: 271px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-68487\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1assia-1-203x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1assia-1-203x300.jpeg 203w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1assia-1-8x12.jpeg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1assia-1.jpeg 271w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68487\" class=\"wp-caption-text\">Assia Turgenieff<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ora si iniziava gi\u00e0 a riportare nella falegnameria tutto quello che era stato evacuato da l\u00ec. Anche la statua del Cristo era stata spostata dall\u2019atelier sul prato retrostante. Adesso si poteva accedere di nuovo all\u2019area. Un blu profondo circondava la collina, le fiamme dell\u2019incendio avevano esaurito il loro lavoro. Solo il legno massiccio delle colonne, sovrastato dal doppio anello degli architravi, si stagliava incandescente nel cielo notturno \u2013 indimenticabile immagine, colma di brivido e bellezza. Era come un respiro, come un pulsante fremito di vita propria che compenetrava di luce quelle forme trasparenti e arroventate, era come un ultimo gesto di addio da parte della Terra, sulla quale l\u2019edificio era stato fatto scendere per cos\u00ec breve tempo. In alto si dispiegava la volta del cielo, la patria alla quale faceva ritorno. Alle sue spalle, a ovest, una linea rosseggiante rispecchiava la luce del giorno che si annunciava a est.<br \/>\nE gi\u00e0 il peso degli architravi incominciava a sfondare il doppio anello, e la massa incandescente rovin\u00f2 ai piedi delle colonne. Stando vicino alla falegnameria, potevo vedere due ombre che risalivano lentamente la via al buio. Curvo e con passo pesante camminava il Dottor <strong>Steiner<\/strong>, seguito da <strong>Edith Maryon<\/strong> nella falegnameria. Egli era stato in casa <strong>Hansi<\/strong> da <strong>Marie Steiner<\/strong>, che a causa dei suoi piedi malati era stata costretta a vivere l\u2019incendio da lontano, a guardarlo dalla finestra.<\/p>\n<p>Il Dottore pretese espressamente che il lavoro, indisturbato dall\u2019accaduto, venisse portato avanti; molto doveva esser ancora fatto per rendere la falegnameria adatta a quello scopo. Quando vi guardai dentro, un caos totale regnava nell\u2019atelier di <strong>Rudolf Steiner<\/strong>. Egli stava l\u00ec, in mezzo ai mobili e alle cassette ribaltati. Si volse verso di me. Nel suo sguardo, che scrutava cos\u00ec tanto profondamente, non c\u2019era traccia di rancore per il disastro subito, solo un dolore e un cordoglio immensi.<br \/>\nIl Dottore prese a recitare il saluto iniziale dell\u2019angelo nella\u00a0<em>Rappresentazione dei tre Magi<\/em>, riusc\u00ec ad articolarlo fino a <em>\u00abSignore buono e misericordioso\u2026\u00bb<\/em>, poi gli si spezz\u00f2 la voce. Tent\u00f2 da capo ancora una volta, invano, e allora pianse in silenzio reggendosi sul suo bastone, finch\u00e9 trov\u00f2 la forza di continuare a parlare. Quella sera, tutti si erano alzati spontaneamente in piedi quando il Dottore era entrato nella sala della falegnameria per la conferenza. Per anni quello spazio divenne il nostro luogo di lavoro.<br \/>\n[\u2026]<\/p>\n<p>Se l\u2019assicurazione abbia poi risarcito un\u2019ingente somma, lo si deve soltanto alla constatazione da parte del Dott. <strong>Steiner<\/strong> che nella notte dell\u2019incendio tutti i quadri elettrici erano intatti. Tuttavia, egli ci faceva notare che il primo edificio era stato costruito con amore e forza di sacrificio; se fosse stato completato, avrebbe irraggiato pace. Nel secondo Goetheanum, invece, con i soldi dell\u2019assicurazione vi sar\u00e0 integrato anche l\u2019odio degli uomini\u2026<\/p>\n<p>La risata giovanile e allegra, che prima cos\u00ec spesso aveva rischiarato i tratti seri del suo volto, le sue movenze rapide e leggere, la ritmicit\u00e0 della sua andatura \u2013 nessuno sapeva camminare come lui: tutto questo, dalla notte dell\u2019incendio, non lo vedemmo mai pi\u00f9. Un pesantissimo fardello gravava sulle sue spalle. Egli doveva impiegare molta forza per mantenere la sua postura diritta, e il suo passo era accompagnato dalla fatica. Eppure, nell\u2019ultimo periodo della sua vita, il suo operare e la sua forza spirituale aumentarono fino al sovraumano.<\/p>\n<p>* <strong>Assia Turgenieff<\/strong>, <em>Erinnerungen an Rudolf Steiner und die Arbeit am ersten Goetheanum<\/em>, pp.101-107<\/p>\n<p><em>Nella foto di copertina: la tremenda solitudine di <strong>Rudolf Steiner<\/strong> di fronte ai resti del primo Goetheanum nella mattina del Capodanno 1923<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_20320\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p id=\"caption-attachment-20320\" class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Cammerinesi La notte di San Silvestro di questo 2022, segna il centesimo anniversario dell&#8217;incendio del primo Goetheanum, il tempio della moderna umanit\u00e0 dell&#8217;anima cosciente, edificato sulle colline di Dornach, in Svizzera. 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