{"id":68713,"date":"2023-01-09T17:41:55","date_gmt":"2023-01-09T16:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=68713"},"modified":"2023-01-10T10:47:02","modified_gmt":"2023-01-10T09:47:02","slug":"luomo-senza-contenuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/luomo-senza-contenuto\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo senza contenuto"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Ormai inoltrati nel Terzo Millennio dell\u2019era cristiana \u2013 l\u2019ultimo, se prestiamo fede ai soli segni materiali \u2013 ci troviamo al cospetto dell\u2019uomo senza contenuto, pronto ad essere trasceso, superato dall\u2019inquietante figura del transumano, il cyberuomo ibridato, guidato dalla macchina, invaso dagli apparati artificiali. L\u2019uomo senza contenuto \u00e8 un saggio di filosofia dell\u2019arte di <strong>Giorgio Agamben<\/strong> che esplora l\u2019estetica moderna vista con il prisma dell\u2019autoannientamento dell\u2019arte.<\/div>\n<div class=\"hover\">Un autoannientamento esteso all\u2019intera condizione dell\u2019uomo d\u2019Occidente: senza contenuto in quanto, diventato liquido, (la fortunata intuizione di <strong>Bauman<\/strong>) ha perso la capacit\u00e0 di restare autonomo, solido, dotato di identit\u00e0. La natura dei liquidi \u00e8 di evaporare se non vengono chiusi in un contenitore, del quale assumono provvisoriamente la forma. La cultura dominante d\u2019occidente dapprima ha reso liquidi i suoi figli, quindi la Pandora postmoderna ha aperto il vaso. Il liquido si \u00e8 sparso: una parte, sottoposta al calore, \u00e8 evaporata pi\u00f9 in fretta o \u00e8 passata allo stato gassoso. Fedele all\u2019inversione contemporanea e al rifiuto della natura, l\u2019uomo-gas svapora verso il basso senza accorgersi della decadenza, proclamata progresso, liberazione, risveglio (<em>woke<\/em>).<\/div>\n<div class=\"hover\">I pi\u00f9 si sono trasformati negli uomini di paglia di <strong>Thomas S. Eliot<\/strong>.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<blockquote><p>\u201cSiamo gli uomini vuoti<br \/>\nsiamo gli uomini impagliati<br \/>\nche appoggiano l\u2019un l\u2019altro<br \/>\nla testa piena di paglia\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>E poi:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cfigura senza forma, ombra senza colore<br \/>\nforza paralizzata, gesto privo di moto. (\u2026)<br \/>\nGli occhi non sono qui. Qui non vi sono occhi<br \/>\nIn questa valle di stelle morenti<br \/>\nIn questa valle vuota\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora pi\u00f9 gelido \u00e8 il finale, con il verso ripetuto tre volte:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u00e8 questo il modo in cui finisce il mondo.<br \/>\nNon gi\u00e0 con uno schianto, ma con un lamento\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si sbagliava: il nostro mondo non finisce con un lamento, ma con un applauso, tra una danza macabra sul Titanic e una incomprensibile ansia di auto dissoluzione.<\/p>\n<p>Privi di contenuti, cancellati da una tenace opera di decostruzione, gli uomini d\u2019occidente seduti sull\u2019abisso ricordano un verso di <strong>Antonio Machado<\/strong> sulla decadenza della Castiglia, la regione che fece della Spagna un impero:<\/p>\n<blockquote><p><em>Castilla miserable, un dia dominadora, envuelta en sus andrajos, desprecia cuanto ignora\u201d<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Castiglia miserabile, un tempo dominatrice, avvolta nei suoi stracci, disprezza quanto ignora. In entrambi i poeti, diversissimi per temi, indole e idee, c\u2019\u00e8 il <strong>presagio della cancellazione, dell\u2019assenza di contenuto, tra uomini vuoti e un\u2019ignoranza di s\u00e9 esibita con stolido orgoglio.<\/strong>\u00a0 Senza contenuti che non siano paglia, artificio o autoflagellazione, abbiamo sacrificato tutto<\/p>\n<blockquote><p>\u201ca un\u2019intelligenza operaia, fabbricatrice di un mondo, di una societ\u00e0, di un tipo artificiale di uomo\u201d (Marcel De Corte).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La cultura della cancellazione irrompe facendo della dissoluzione un idolo positivo<\/strong>: non solo devono chiedere scusa i maschi bianchi eterosessuali, cio\u00e8 normali- eredi privilegiati della storia- ma \u00e8 l\u2019intera presenza umana sulla terra a doversi ritrarre, sparire per lesa Gaia e lesi tab\u00f9\u00a0<em>gender\u00a0<\/em>e\u00a0<em>green.\u00a0<\/em>Un impulso autodistruttivo che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere colto dai suoi portatori perch\u00e9 certi processi, una volta avviati, finiscono per camminare da s\u00e9, ossia &#8211; terribile paradosso &#8211; <strong>produrre morte spacciata per civilt\u00e0, liberazione finale, amore per l\u2019\u201dambiente\u201d, a cui \u00e8 tributato un culto animistico.<\/strong><\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<div id=\"aswift_4_host\" tabindex=\"0\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1673281582\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>In ambito anglosassone esistono movimenti d\u2019opinione maschili che propugnano e praticano la vasectomia per non correre il rischio di \u201cfare\u201d figli, quest\u2019orribile verbo meccanico applicato alla vita.<\/p>\n<p><strong>Orrore di s\u00e9, smania di estinzione,\u00a0<em>cupio dissolvi<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p>Forse rivedremo suicidi di massa di \u201crisvegliati\u201d (provvisoriamente), convinti di salvare il mondo distruggendo se stessi, la razza e la specie cui appartengono, il sesso e la civilt\u00e0 in cui sono nati. La storia \u00e8 testimone dei suicidi di massa della setta di <strong>Jim Jones<\/strong> a Waco e dei seguaci di <strong>Charles Manson<\/strong>, l\u2019assassino dell\u2019attrice <strong>Sharon Tate<\/strong>.<\/p>\n<p>Il suicidio \u00e8 fortemente consigliato in area anglosassone e in alcuni paesi nordeuropei ad anziani, malati, depressi, ora anche ai poveri. E\u2019 la soluzione malthusiana proposta mezzo secolo fa dal Club di Roma di <strong>Aurelio Peccei<\/strong>, uomo di fiducia dei <strong>Rockefeller<\/strong>. Generazioni deboli, fragili, impaurite; mezzo secolo di indottrinamento e di distruzione delle identit\u00e0 &#8211; sino a quella pi\u00f9 intima e personale &#8211; miscelata con una fiacchezza indotta, di carattere, volont\u00e0, capacit\u00e0. Iniziarono negli anni Sessanta del secolo passato con le droghe di massa in nome del <em>\u201ctrip\u201d<\/em>\u00a0il viaggio che allontanava dalla realt\u00e0 e intanto indeboliva il fisico uccidendo lo spirito, con la colonna sonora di musiche appropriate e un inno mondiale,\u00a0<em>Imagine<\/em>\u00a0di <strong>John Lennon<\/strong>,\u00a0<em>summa<\/em> nichilista a uso delle masse giovanili. L\u2019oppio somministrato ai popoli: neanche questa \u00e8 una novit\u00e0 del potere anglosassone, che scaten\u00f2 guerre per controllare il mercato delle droghe nel secolo XIX, destinate ai popoli d\u2019Oriente per indebolirli e colonizzarli.<\/p>\n<p>Il geniale trucco moderno fu sostituire la realt\u00e0 con i desideri indotti in un mondo uniformato, dominato dall\u2019 ideologia del medesimo. Opera l\u2019alleanza di un ircocervo formato dal capitalismo globalista e dal progressismo ideologico. Gli uni la chiamano emancipazione, liberazione; gli altri &#8211; i danti causa &#8211; sviluppo, consumo, modernizzazione. Il terreno comune \u00e8 lo sradicamento: libero \u00e8 chi si disfa di legami e appartenenze, fluido nel mondo liquido, immerso nei desideri anzich\u00e9 ancorato e fedele alla natura. Lo spurio cittadino del mondo, uomo senza confini (anche sessuali), l\u2019individuo emancipato e globale.<\/p>\n<p>La straordinaria vittoria del liberalcapitalismo &#8211; diventato nichilismo <em>liberal <\/em>\u2013 \u00e8 stata convincere generazioni ribelli a combattere Dio, patria e famiglia in funzione anticapitalista. Un errore fatale: quelli erano gli argini di cui esso \u2013 religione materiale del denaro e dell\u2019assenza di limiti &#8211; voleva liberarsi per dispiegare tutta la sua potenza distruttiva. Il mondo marxista ha trascurato la lezione del Manifesto comunista, in cui il fondatore aveva identificato l\u2019interesse capitalista a dissolvere <em>\u201ctutti i rapporti sociali stabili e fissi, con il loro seguito di concezioni e di idee tradizionali e venerabili\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Risultato: un\u2019umanit\u00e0 dimidiata, fatta di consumatori compulsivi.<\/p>\n<p>Lo cap\u00ec un eretico di sinistra, <strong>Cristopher Lasch<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cci si libera dalla tradizione solo per piegarsi alla tirannia della moda\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Libert\u00e0 ridotta al soddisfacimento di desideri continui, non importa se assurdi o bizzarri<\/strong>, scegliendo tra prodotti, marchi, opinioni preconfezionate, diffuse dagli\u00a0<em>influencer<\/em>, adottate \u2013 qui sta il gioco di prestigio \u2013 convincendo generazioni intere di essere le protagoniste di quelle scelte.\u00a0 Come \u00e8 stato possibile un tale esito dopo un bombardamento mediatico e culturale di oltre mezzo secolo centrato sulla dogmatica dell\u2019uguaglianza e sul mito del progresso?<\/p>\n<p>Su quest\u2019ultimo, \u00e8 insuperata l\u2019analisi di <strong>Michel Onfray<\/strong> in <em>Teoria della dittatura<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cquello che a noi \u00e8 presentato come un progresso \u00e8 in realt\u00e0 una marcia verso il nichilismo, un\u2019avanzata verso il nulla, un movimento verso la distruzione. (\u2026). Il culto che oggi tutte le persone che rivendicano a s\u00e9 la qualifica di progressista votano al progresso per il semplice fatto di essere progresso sembra una genuflessione di fronte all\u2019abisso (\u2026) Il progresso \u00e8 diventato un feticcio e il progressismo si \u00e8 trasformato nella religione di un\u2019epoca priva di esperienze del sacro, \u00e8 diventato la speranza di questi tempi disperati, la credenza di una civilt\u00e0 senza fede\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Enorme \u00e8 il ruolo dell\u2019ideologia del medesimo, ossia la trasformazione dell\u2019uguaglianza &#8211; un principio che esercita un potente fascino &#8211; in un concetto astratto di in-differenza e di equivalenza generalizzata. La conseguenza, rileva <strong>De Benoist<\/strong>,<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u00e8 che se tutti gli uomini sono uguali, anche tutte le loro opinioni si equivalgono\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Di qui il relativismo e l\u2019imposizione della neutralit\u00e0 assiologica dello Stato, che diventa indifferenza morale e dominio delle idee dominanti &#8211; rese tali dalla potenza dell\u2019apparato mediatico e culturale della societ\u00e0 dello spettacolo, diretto, orientato, posseduto dall\u2019oligarchia.<\/p>\n<p>La scelta della neutralit\u00e0, peraltro, \u00e8 tutt\u2019altro che neutra: vince chi pu\u00f2 gridare pi\u00f9 forte, il pi\u00f9 potente in quanto pi\u00f9 ricco. Inoltre le societ\u00e0 liberali sedicenti aperte, come teorizz\u00f2 <strong>Karl Popper<\/strong>,<\/p>\n<blockquote><p>\u201cnon ammettono che le teorie antiliberali possano avere lo stesso valore di quelle liberali. E l\u2019opinione secondo cui tutte le opinioni sono uguali non impedisce di mobilitarsi contro talune di queste, a cominciare da quella secondo cui non tutte le opinioni si equivalgono\u201d. (A. De Benoist)<\/p><\/blockquote>\n<p>E se lo sradicamento sradica tutto tranne il bisogno di radici, connaturato all\u2019essere umano, anche l\u2019idea di uguaglianza fa i conti con un doppia obiezione. Non regge alla prova dei fatti in quanto gli uomini sono manifestamente diversi e perch\u00e9 perfino nelle societ\u00e0 programmaticamente egualitarie c\u2019\u00e8 sempre qualcuno pi\u00f9 uguale degli altri \u2013 cio\u00e8 privilegiato o in posizione superiore \u2013 come dimostr\u00f2 <strong>George Orwell<\/strong> nella Fattoria degli animali, in cui, significativamente, il comando \u00e8 conquistato dai maiali.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, l\u2019uguaglianza si infrange nella \u201crivalit\u00e0 mimetica\u201d, teorizzata da <strong>Ren\u00e9 Girard<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl concetto di desiderio \u00e8 totalmente diverso da quello di appetito: si vuole qualcosa perch\u00e9 la vuole anche l\u2019altro, \u00e8 il principio mimetico che muove l\u2019individuo nella sua socialit\u00e0&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019ideologia del medesimo esaspera il desiderio di distinguersi con tanta pi\u00f9 forza in quanto proibisce la distinzione. Gli uomini hanno paura dell\u2019indifferenziazione, segno e prodotto della disintegrazione sociale. E\u2019 l\u2019uguaglianza, per quanto appaia un paradosso, a generare il reciproco timore in quanto nega per principio le differenze. Si ha pi\u00f9 paura del Medesimo che dell\u2019Altro.<\/p>\n<p>Lo scambio presuppone l\u2019Altro, altrimenti non si recita che uno stucchevole monologo. Il dialogo presuppone l\u2019alterit\u00e0. Vi \u00e8 poi, nella cultura dominante, la tendenza a contrapporre la differenza, considerata bellicosa ed escludente, alla diversit\u00e0. Quest\u2019ultima non \u00e8 la bandiera rissosa, agonistica, di minoranze l\u2019una contro l\u2019altra armate, ma la sintesi armonizzata delle differenze. <strong>Una societ\u00e0 dove ognuno \u00e8 \u201ccome tutti gli altri\u201d \u00e8 un deserto soffocante in cui ciascuno \u00e8 fungibile, intercambiabile, privo di contenuto proprio: il sogno dei totalitarismi di ogni segno e colore.<\/strong><\/p>\n<p>Inconsapevolmente, anche l\u2019<em>homo aequalis<\/em> contemporaneo, nonostante l\u2019indottrinamento, trova comunque modi per distinguersi, per non essere, almeno in qualcosa, \u201ccome tutti gli altri\u201d.<\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 \u2013 maestra di psicologia sociale \u2013 lo sa e agisce con sottigliezza su questo aspetto inestirpabile dell\u2019animo umano. Nel tempo in cui \u00e8 obbligatorio essere \u201cinclusivi\u201d, si moltiplicano i messaggi ad adottare abitudini e gusti \u201cesclusivi\u201d, ossia, individuali, meglio se orientati ai consumi vistosi. L\u2019espressione fu coniata dal sociologo americano <strong>Thorsten Veblen<\/strong> per connotare stili di vita e comportamenti che privilegiano il possesso di prodotti e oggetti destinati ad ornarci, ma soprattutto a distinguerci.<\/p>\n<p>I tatuaggi odierni ci sembrano rispondere alla medesima logica: sia pure per moda, si vuole rendere unici se stessi, fabbricare una distinzione, marcare una differenza personale. L\u2019uguaglianza avvolge tutto (tranne il denaro) ma il suo opposto rientra dalla finestra.<\/p>\n<p>Del resto, la differenza \u00e8 un fattore di resistenza, dunque di libert\u00e0. Pi\u00f9 siamo uguali, pi\u00f9 siamo malleabili, minacciati dalla propaganda, dal condizionamento, dal comportamento gregario, irriflessivo. Chi pensa ha un contenuto, \u00e8 egli stesso un contenuto.<\/p>\n<p><strong>Perci\u00f2 ci vogliono vuoti, impagliati, prodotti di serie, condizionati sin dall\u2019infanzia, deboli, fiacchi. L\u2019uomo con un contenuto \u00e8 un essere libero, autonomo, un potenziale nemico del potere perch\u00e9 amico di se stesso e cercatore di verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Ogni occhio umano guarda, vede e percepisce in maniera distinta da tutti gli altri: questa \u00e8 la suprema bellezza della nostra condizione.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 ci vogliono senza contenuto e senza occhi per vedere.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019intuizione lirica del poeta: uomini privati di contenuto, riempiti di paglia, svuotati di occhi per vedere e anima per sentire: passanti nella terra desolata.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2023\/01\/luomo-senza-contenuto-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai inoltrati nel Terzo Millennio dell\u2019era cristiana \u2013 l\u2019ultimo, se prestiamo fede ai soli segni materiali \u2013 ci troviamo al cospetto dell\u2019uomo senza contenuto, pronto ad essere trasceso, superato dall\u2019inquietante figura del transumano, il cyberuomo ibridato, guidato dalla macchina, invaso dagli apparati artificiali. 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