{"id":68793,"date":"2023-01-16T10:06:06","date_gmt":"2023-01-16T09:06:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=68793"},"modified":"2023-01-17T08:47:32","modified_gmt":"2023-01-17T07:47:32","slug":"medicina-tra-oriente-e-occidente-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/medicina-tra-oriente-e-occidente-i-parte\/","title":{"rendered":"Medicina tra Oriente e Occidente &#8211; I Parte"},"content":{"rendered":"<p>Inizia da oggi la pubblicazione di alcuni magistrali scritti postumi di <strong>Elfidio Calchi<\/strong>, medico ricercatore di medicina tradizionale cinese e medicina energetica, recentemente scomparso.<\/p>\n<p>Qui di seguito una sua biografia essenziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Elfidio Calchi,<\/strong> laureato in medicina e chirurgia nel 1978, dopo un breve periodo di pratica della medicina ufficiale presso l&#8217;ospedale di Rimini, si specializza poi in medicina tradizionale cinese presso la Scuola Tao di Bologna. Apprende cos\u00ec una diversa pratica dell\u2019arte medica, in estrema antitesi con la visione occidentale ufficiale. \u201cLa MTC, in estrema sintesi, \u00e8 una medicina naturale, globale, dialettica, energetica\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 l\u2019aspetto energetico che diventa il nuovo strumento di indagine della realt\u00e0 fisica perch\u00e9, per <strong>Calchi<\/strong>, il corpo umano \u00e8 un sistema complesso e integrato che va inserito in un contesto di gran lunga oltre la pura apparenza fenomenica di una materia piena e di una fisiologia meccanica. <\/em><\/p>\n<p><em>Con questa nuova comprensione lavora dapprima come medico privato e, successivamente, come direttore sanitario di un poliambulatorio di medicina naturale integrata a Riccione. Porta avanti, negli anni, anche la didattica, frontale e pratica, sulle discipline corporee di potenzialit\u00e0 trasmesse dalla medicina cinese quali il Qi Gong ed esercizi di respirazione energetica. <\/em><\/p>\n<p><em>Muore nel 2020 in seguito all\u2019infezione da Covid19 contratta nell\u2019esercizio della sua professione e lascia un sapere scritto che mostra come sia possibile rifondare la medicina nel senso di un sapere globale, capace di accogliere in s\u00e9 le punte pi\u00f9 avanzate di un sapere scientifico, filosofico e letterario. <\/em><\/p>\n<p><em>La sua vita \u00e8 rimasta, per sua precisa volont\u00e0 e scelta, sempre \u201clontano dai riflettori\u201d, in quella \u201coscurit\u00e0\u201d in cui le stelle possono brillare, a stretto contatto con la natura, in un amichevole rapporto con i suoi pazienti per cui \u00e8 stato un maestro oltre che un medico.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h3><\/h3>\n<h3 class=\"p1\">IL VECCHIO PARADIGMA<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">1. ANALISI DEL LINGUAGGIO ALFABETICO<\/h3>\n<p class=\"p1\">Per comprendere il paradigma in cui \u00e8 nata \u00e8 si \u00e8 sviluppata la medicina occidentale, occorre partire dall&#8217;analisi del nostro linguaggio.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il nostro linguaggio, capacit\u00e0 di produrre significati con i quali ci rappresentiamo il mondo e con i quali comunichiamo, basato sulla &#8220;parola&#8221; (detta o scritta), a sua volta costruita a partire da vocaboli e lettere dell&#8217;alfabeto (degli arabi o sumeri) dette da <strong>Platone<\/strong> <i>stoicheion<\/i>, mattoni o elementi primi, parte da un presupposto e cio\u00e8 dal modo con cui vediamo il mondo, compreso noi stessi, il modo in cui avviene l&#8217;incontro col mondo. Questo modo determina i processi mentali che poi influenzano e filtrano l&#8217;acquisizione della conoscenza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Qui non si tratta di interpretare una lingua, n\u00e9 il significato profondo e autentico di un testo sacro, laddove un&#8217;altra lingua, pur diversa dalla nostra (tedesco per esempio o inglese) \u00e8 pur sempre costruita a partire dall&#8217;alfabeto e dalla sequenza: parola-frase-discorso-sapere. Qui \u00e8 in questione proprio il modo originario di guardare la realt\u00e0 del mondo, l&#8217;interpretazione stessa.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Il linguaggio della civilt\u00e0 occidentale fondato sulla <b>\u201cparola\u201d <\/b>pu\u00f2 veramente cogliere il significato pi\u00f9 esaustivo della struttura della realt\u00e0? Questa \u00e8 la domanda da cui prende origine il nostro lavoro.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">La parola, in quanto metafora continuata della realt\u00e0, per sua intrinseca natura originaria, d\u00e0 espressione ad un sentimento di <b>se-parazione <\/b>dal mondo. L\u2019idea di un mondo che spaventa e getta nello sgomento \u00e8 ci\u00f2 che nella parola giunge ad essere rappresentata. La percezione del terrore o, pi\u00f9 semplicemente, e generalmente, di spaesamento, \u00e8 all\u2019origine del tentativo di dis-continuare l\u2019ordito cosmico allo scopo di ridurne la potenza angosciante. Il che accade peraltro in una mente che resta imprigionata in una prospettiva univoca del tempo. La mente quindi pensa di vedere <b>\u201c le cose\u201d, <\/b>costruisce i significati, li concettualizza in forme eidetiche che poi vengono espresse foneticamente. E questo accade sempre, a cominciare dalle espressioni onomatopeiche per arrivare ai termini di pi\u00f9 alto spessore semantico. La mente vede (crede di vedere) \u201cle cose\u201d nella loro discontinuit\u00e0, fra di loro disgiunte; non vede la continuit\u00e0 sostanziale che le lega. E quindi, le nomina \u201cle cose\u201d. Le vede, le sente, le tocca e le percepisce come altro, come il fuori.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">E\u2019 l\u2019embriogenesi della logica. Il pensiero occidentale, a partire dalla nascita della logica aristotelica di non-contraddizione (e del terzo escluso) ha voluto dare un taglio di forbice netto con un passato avvolto dai miti, di fatto rinnegandoli, gettandoli nel cestino della memoria storica, nella convinzione che, presumendo la dicotomia soggetto-oggetto, la Verit\u00e0 oggettiva dovesse prevalere sulla Opinione soggettiva; che la <em>doxa<\/em> dovesse sacrificarsi all&#8217;altare dell&#8217; episteme; che fosse finito il tempo delle fiabe e fosse giunto quello della distinzione chiara e certa. L&#8217;analisi, come un bisturi, dapprima grossolano, poi sempre pi\u00f9 raffinato, affonda, seziona, manipola il corpo muto di un mondo percepito estraneo e assurdo. Lo strumento sembra funzionare perch\u00e9 una realt\u00e0 cos\u00ec frammentata diventa controllabile e dominabile. Non si pone, la mente, il problema della misura di tollerabilit\u00e0 del proprio dominio sulle &#8220;cose&#8221; da parte di una realt\u00e0 che non \u00e8 riducibile alle &#8220;cose&#8221;. E&#8217; un problema che per la mente non si pone perch\u00e9 semplicemente non lo vede: essa gioca col mondo come fosse un mappamondo. Cos\u00ec l&#8217;uomo dell&#8217;alfabeto, ignaro di quanto mito ci sia nella scienza e di quanta scienza ci sia nel mito, incapace di discernere fra un solco e un abisso, continua ad evocare e ad assegnare nomi e poi nomi e poi ancora nomi e nomi che parlano di nomi, cattedrali di nomi, parole che riempiono l&#8217;aria inquinandola pi\u00f9 del biossido di carbonio.<\/p>\n<p class=\"p1\">Chiunque abbia visto un bambino piccolo giocare sa come spesso la curiosit\u00e0 lo induca a fare a pezzi il malcapitato giocattolo, tanto pi\u00f9 se il piccolo \u00e8 lasciato da solo o\/e se \u00e8 pure viziato (capita). E bene fa il bambino a rompere il suo mappamondo o il suo trenino in tanti frammenti, se questo serve a costruire le tappe biologiche e simboliche della sua crescita. Egli non avverte alcun problema nel fare quello che fa: distruggere appunto un innocuo giocattolo. Ma, se qualcuno gli volesse regalare un gatto, e al nostro intrepido esploratore venisse in mente di tirargli la coda, o infilargli un dito in un occhio, provocherebbe una ragionevole ribellione dello sfortunato felino con conseguenze drammatiche per il piccolo uomo. Pensiamo a cosa potrebbe accadere, anche di tragico, se lo lasciassimo, da solo, a trastullarsi con della vernice o della colla, o con l&#8217;acqua di uno stagno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1673809243\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p1\">Ecco, lo sviluppo culturale del nostro pianeta vive questa fase infantile della filogenesi, con il rischio che la filogenesi &#8211; la storia dell&#8217;uomo &#8211; interrompa il suo cammino cos\u00ec precocemente, con buona pace di tutti. L&#8217;analogia fra le modalit\u00e0 gnoseologiche di un bimbo, lasciato solo, e quelle dell&#8217;uomo, sono evidenti. La civilt\u00e0 occidentale si avvia a gettare anche il bambino (la vita) insieme all&#8217; acqua sporca (l&#8217;angoscia di morte) e, nel segno di uno strisciante e pervasivo totalitarismo tecnocratico, si appresta a transumanizzare nelle macchine.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tale uomo infelice scivola nelle fauci di mostri terrificanti da lui stesso evocati, che partono dal pensiero di un impossibile Nulla per avviarsi tragicomicamente e coerentemente nel destino apocalittico annunciato dai tanti profeti. Egli, entrato con il Logos nella grande allucinazione di un inesistente Nulla, va perdendo sempre pi\u00f9 i tratti della sua propria specifica natura vivente, trascinando in questo delirio tutto ci\u00f2 che di vivente possa esistere su questo pianeta, fino a immaginarlo un eden di cyber-automi finalmente liberi da dolori, bisogni, desideri, emozioni, sentimenti, caricature dell&#8217;intelligenza, ferraglia digitale priva di sangue.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tale uomo-dio, smarrita ogni misura inibitoria, senza limiti alla sua eccedenza, titanicamente in lotta perenne col mondo intero, si agita e si affanna nel costruire l&#8217;illusione del dominio planetario, servendosi di un apparato reticolare di controllo, di cui non sa di diventare invece il futuro servo, fino a quando servir\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Un vero e proprio delirio! Sebbene esista un profilo benigno della follia che ha a che fare con il gioco e con l&#8217;ironia, profilo che si pu\u00f2 definire paradossalmente di sana follia, esiste pure un profilo maligno della follia, che cammina sulla non percepita schizofrenia ontologica della cosiddetta normalit\u00e0. Il pericolo si manifesta nel linguaggio&#8230; e ancora prima, il problema \u00e8 ermeneutico: con quali occhi guardo il mondo? Esistono &#8220;le cose&#8221;? Fino a che punto posso giocare e scherzare con &#8220;le cose&#8221; senza farmi del male? E destinarmi, al limite, alla estinzione? Esiste una misura? E&#8217; in grado la mente dell&#8217;uomo di comprendere il problema di una misura il cui superamento lo destinerebbe al suo proprio tramonto? E, se lo fosse, non dovrebbe esplicitamente dichiarare la ineluttabile volont\u00e0 di testimonianza di un tale destino? L\u00e0 dove il sipario metterebbe la parola fine alla tragicomica vicenda dell&#8217;uomo con il seguente epitaffio: &#8230;che vedendosi &#8220;cosa&#8221; (seppur pensante) fra le &#8220;cose&#8221; (non pensanti) ruppe se stesso come amava fare con i suoi giocattoli!<\/p>\n<p class=\"p1\">Il linguaggio dell&#8217;Occidente, nonostante l&#8217;apertura mentale verso prospettive epistemologiche, fondate sulla teoria del Campo, che si ricollegano al concetto di <em>QI<\/em> taoista e ai modelli interpretativi del mondo propri dei buddisti, \u00e8 un linguaggio che si impone in virt\u00f9 della follia che lo anima. Le difese realizzate da una mente terrorizzata da una vita oltremodo pericolosa, mortalmente pericolosa sono la fede e la scienza. Ma la fede e la scienza, gli strumenti dello spirito e della ragione, si sono rivelate esse stesse come un pericolo maggiore della realt\u00e0 nemica perch\u00e9 insidioso, ben nascosto dietro la maschera della presunta autorevolezza di chi le rappresenta e le pratica. E&#8217; accaduto e accade cio\u00e8 che il pericolo maggiore per l&#8217;uomo sia stato e sia l&#8217;uomo stesso. Non solo il pericolo di un uomo verso un altro uomo ma anche di un uomo verso s\u00e8 medesimo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Fede e scienza &#8211; ammesso che ci sia stato un tempo dell&#8217;innocenza &#8211; sono diventate le sovrastrutture ideologiche del potere intese sia in senso marxiano come pseudocoscienze dei popoli, che in senso gramsciano come strumenti finalizzati alla egemonia politica. Il filo rosso di un potere, storicamente incarnato in sacerdoti e sciamani in passato e in gerarchie teocratiche e tecnomilitari attualmente, ha attraversato i secoli e i millenni poggiando sulla sinergia sprigionata da questi 2 aspetti sovrastrutturali. Spirito e ragione sono finiti quindi sotto il giogo asinino imposto a uomini terrorizzati, passando per guerre, genocidi, territori devastati, infiniti dolori, montagne di cadaveri.<\/p>\n<p class=\"p1\">Avrebbero potuto, spirito e ragione, essere impiegati alla elaborazione dei sistemi pi\u00f9 convenienti per l&#8217;integrazione della specie umana all&#8217;interno degli equilibri biologici del pianeta ma sono stati ridotti alla loro caricatura, a strumenti di una follia cieca. I primi a non credere quindi a ci\u00f2 in cui dicono di credere sono gli stessi che si mostrano in cima alla piramide; in basso, alla base della piramide, sta il folto popolo ovino. Esiste uno, o pi\u00f9 livelli, nella piramide dove avviene la cooptazione progressiva trans-generazionale, affinch\u00e9 nuove leve, individuate ed allevate allo scopo di assicurare la stabilit\u00e0 strutturale del sistema, possano garantire il ricambio, assicurando le condizioni di un potere perpetuo. Il potere, infatti, non \u00e8 mai mutato nelle sue forme istituzionali e nella sua struttura. Mutano invece le persone, che, come maschere appunto, rappresentano la realt\u00e0 del terrore evocato da un mondo avverso.<\/p>\n<p class=\"p1\">Se, e poich\u00e9, una falsa coscienza si fa egemonica, si fa avanti una umanit\u00e0 maggioritaria inconsapevolmente scissa. La quale \u00e8 convinta che il falso sia vero e il vero sia falso. Per la quale la VERITA&#8217; non \u00e8 ALETHEIA (disvelamento) ma VERUM (conformit\u00e0 alla legge). Il potere del terrore, capovolto nel terrore del potere, promulga e fa rispettare leggi: chi rispetta LA LEGGE \u00e8 nel vero e quindi nel giusto; chi non la rispetta \u00e8 nel falso e quindi nell&#8217;errore. E mentre il riconoscimento della VERITA&#8217; possibile si accompagna al silenzio del pubblico su cui si riversa la rugiada catartica del ricordare, di contro il VERUM edifica sapientemente la rete del sapere fatto di parole che si rincorrono e si rimpallano senza un senso che non sia quello del condizionamento e dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il potere reale, quello sviluppatosi storicamente, concretamente determinato, attraverso l&#8217;edificio mediatico (LA PAROLA) ha le possibilit\u00e0 tecniche di costruire condizioni capaci di indirizzare gli stessi eventi della storia nel senso della sua propria riproduzione servendosi della Parola-clava dei monoteismi, la Parola settaria, divisiva, che taglia il mondo e lo sminuzza in una miriade di nomi-coriandolini; la Parola persuasiva dei retori o quella che comanda da &#8220;un al di l\u00e0&#8221; incidendo col fuoco la pietra; la Parola che dal nulla crea e che condanna alla colpa; la Parola che tuona con la forza paralizzante del terrore della morte o quella muta, anaffettiva, che informa senza comunicare; la Parola inaffidabile della grande ipocrisia svelata, che svuota il corpo di ogni senso, reificandolo nell&#8217;abulia autistica (forse induzione pianificata a un lento suicidio di massa?). La Parola &#8211; vocali, consonanti, predicati, analisi logica, metalinguaggio, semiotica &#8211; si propone (illudendosi) di creare, dominare e distruggere il mondo e poco importa se in questo scopo rientri l&#8217;assassinio, il crimine, immonde trame, guerre, stermini e genocidi, stupri, pedofilie ecc. E&#8217; una Parola che astrae, come una mongolfiera fra le nuvole, senza radici, sconnessa dal sangue pulsante in cui consiste. La Parola mediatica, affabulatrice, omologante Parola del potere (un potere che oggi viaggia in 5G) gioca con gli umani come fossero i soldatini della sua infanzia infelice, vuole educare, e insegna al suo uso: autoreferenziale, si impossessa dei corpi per riprodursi e poi sbarazzarsene.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il potere per autoriprodursi \u00e8 disposto a tutto, promuovere conflitti ad ogni livello \u00e8 il suo passatempo preferito. Da sempre interessi di potere diversi si sono dovuti incontrare, scontrare, confrontare. A volte ne emergevano guerre spaventose come la guerra dei trent&#8217;anni fra papato e impero che fece milioni di morti in tutta Europa; il pi\u00f9 delle volte se ne usciva con compromessi utili a tutti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Oggi questo gotha del potere \u00e8 un crogiolo in cui si va sperimentando un&#8217;orgia alchemica inedita. Il potere finanziario, quello militare, quello criminale, quello scientifico tecnocratico, quello teocratico messi insieme a contatto con un catalizzatore identificabile nel potere dei medium, possono produrre una massa critica da cui partirebbe una immensa forza distruttiva su questo pianeta. Oggi siamo in piena guerra per il monopolio del potere digitale. Siamo zombie indotti verso scenari transumani, siamo nelle mani di una tecnoscienza esaltata. Ma la RETE del sapere (leggi Internet) non ci racconta la gioia del vivere, non ci apre alla consapevolezza immediata della vita che pulsa, non ci allena al coraggio di affrontare la morte &#8211; amica fedelissima incapace di tradire &#8211; non ci rivela l&#8217;eterno racchiuso in un amplesso sublime. Non c&#8217;\u00e8 saggezza in un sapere che nasce dall&#8217;angoscia di morte.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il destino dell&#8217;uomo \u00e8 invece nel segno della Grande Madre, nello sguardo dell&#8217;aquila, nel cuore del drago che solca il tempo, nel desiderio di infinito, nel fuoco sacro degli amanti; quel destino \u00e8 gi\u00e0 qui, da sempre e per sempre, pi\u00f9 forte di qualsiasi teo-tecnocrazia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Morire \u00e8 tornare e nel tornare la Gioia ci viene incontro, abbracciandoci.<\/p>\n<p class=\"p1\">Morire, vivere, sono in sovrapposizione di stato, secondo <strong>Schr\u00f6dinger<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\">Cielo anteriore, Cielo posteriore sono in sovrapposizione di stato, secondo TAO TE.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ecco, il pensiero degli antichi saggi agisce come una folata di vento e ci riporta alle alte quote; da quass\u00f9 si vedono omini che occupano il tempo a spiarsi e ad ammazzarsi e a diffondere veleni, e lo fanno come seguendo un copione, con seriet\u00e0 e impegno, ben immedesimati nella parte. Si agitano isterici e rumorosi; poi, in lontananza, verso l&#8217;alto, i rumori cessano e rimangono sullo sfondo come puntini insignificanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1673809396\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p class=\"p1\">Riassumendo: Abbiamo visto che lo sguardo dell&#8217;uomo sul mondo, limitandosi a coglierne la discontinuit\u00e0 apparente, comporter\u00e0 lo sviluppo di una forma mentale di tipo analitico. Concepir\u00e0 il mondo tutto come fatto di parti separate nello spazio e nel tempo e in relazione fra di loro e dar\u00e0 loro un nome. L&#8217;elaborazione dell&#8217;alfabeto avverr\u00e0 con questa chiave di lettura del mondo: le sue lettere sono parti, che messe insieme formano altre parti (la Parola) che messe insieme formano una frase, che messe insieme formano un discorso, che messi insieme formano un romanzo o un trattato, che messi insieme formano la letteratura e la scienza e la filosofia ecc.<\/p>\n<p class=\"p1\">Poich\u00e9 l&#8217;uomo fa l&#8217;esperienza del dolore, cercher\u00e0 di evitare tutti quegli aspetti del mondo che possano provocarglielo. Nella ricerca di cibo, di riparo dalle avversit\u00e0 naturali, di soddisfazione dei fondamentali istinti, quello sessuale in primis, il pensiero analitico mostra tutta la sua forza logistica. Accade poi che ad essere conosciuta come avversit\u00e0 naturale sia un altro essere umano vissuto come estraneo e rivale, per cui la forza della logica analitica viene utilizzata non solo nei confronti di un generico mondo naturale esterno (terremoti, bestie feroci, alluvioni ecc.) ma anche verso un proprio simile. Il simile \u00e8 interpretato in modo bivalente come aggregato al proprio gruppo o come pericoloso estraneo, come amico o come ladro ed assassino. Storicamente <span class=\"s2\">non si pu\u00f2 riconoscere che le guerre abbiano una loro legittimit\u00e0 ontologica ed \u00e8 paradossale <\/span>osservare come, nel tentativo comprensibile di costruirsi un riparo da ogni possibile fonte di dolore gli uomini si siano reciprocamente procurati il dolore massimo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Da tutto questo capiamo che \u00e8 proprio questo linguaggio della civilt\u00e0 cosiddetta occidentale, nella sua evoluzione storica concreta, il suo codice alfabetico, metafora del mondo delle cose, a tenerci ancora nella grotta di Platone. Il logos, attraverso <strong>Socrate<\/strong>, ci dice che sa di non sapere; dopodich\u00e9 il discorso da allora non si \u00e8 mosso di molto da una sterile maieutica, incapace ancora di indicare un saper-fare. Tranne che per le rare eccezioni di pochi come <strong>Heidegger<\/strong> (<i>&#8220;il pensiero pi\u00f9 considerevole \u00e8 che non sappiamo pensare) <\/i>o <strong>Wittgenstein<\/strong> <i>(&#8220;di ci\u00f2 di cui non sa, il saggio non parla&#8221;<\/i>), il Logos, che sa di non sapere, continua a girare come un criceto, impotente ed esausto di fronte al fallimento delle sue buone intenzioni originarie. Il Logos si \u00e8 rivelato non essere un rimedio al fratricidio di Caino. L\u2019alfabeto, le parole, dette e scritte, pensate, le cose, i nomi, la logica, il linguaggio binario, il Web, i viaggi planetari, la gloriosa tecnica cibernetica-robotica, questa scienza senza bussola. Una trappola? La nuova babele? Pi\u00f9 parlo e pi\u00f9 soffoco? Come un incaprettato? La sua natura \u00e8 scissa ed escludente e il fratricidio continua inevitabilmente a consumarsi sotto il suo influsso, assumendo nei nostri tempi il volto inespressivo della tecnocrazia: un grumo di spietati algoritmi.<span class=\"s1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Abbiamo visto che la questione \u00e8 ermeneutica, riguarda l&#8217;interpretazione stessa. Se il mondo \u00e8 fatto di cose, cos\u00ec come si mostrano e interagiscono con i nostri sensi, se noi vediamo, sentiamo, tocchiamo, percepiamo le cose (enti-ontos) cos\u00ec come comunemente ci appaiono, cio\u00e8 definite nelle loro forme, immobili o in movimento che siano, ben determinate e distinte fra di loro, la mente registrer\u00e0 quella sensazione percepita come una verit\u00e0 evidente e indiscussa su cui fondare la sua conoscenza. Qui la mente funziona come l&#8217;esca di una canna da pesca gettata nel caos del reale allo scopo di fare ordine nominando quelle che chiamiamo &#8220;cose&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le &#8220;cose&#8221; entrano nel dominio della mente. Le singole lettere dell&#8217;alfabeto non hanno alcun significato in s\u00e9, (tranne qualche riferimento onomatopeico) ma lo generano quando si uniscono in infinite combinazioni possibili. Una parola nasce quindi come uno strumento mediatico, un medium con un potere di controllo sulle cose viste nel loro essere separate, isolate, de-finite, de-limitate, de-terminate. L&#8217;operazione mentale che fonda il nostro linguaggio alfabetico, quindi, pone in rilievo, evidenzia, estrae il pesce dal mare delle cose e lo cattura in una struttura concettuale-verbale il cui significato sia univoco e permanente. Dopodich\u00e9, mentre il contenuto della gabbia (l&#8217;ente-cosa-pesce) sar\u00e0 cotto e mangiato, la gabbia-struttura rester\u00e0 imperitura ed eterna, univoca e permanente nel mondo platonico delle idee.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">La parola si stacca dalla cosa dopo averla idealizzata, la forma si separa dalla sostanza, lo spirito diventa eterno e la materia rotola nel nulla. L&#8217;<b>astrazione<\/b> \u00e8 realizzata. Abbiamo trasferito nel registro anagrafico dei concetti, nel mondo delle idee, il loro corrispondente contenuto reale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ci\u00f2 che chiamiamo <b>coscienza<\/b> si identifica con questo registro (registrare) che opera come uno specchio in grado di raccogliere e fissare in memoria le diverse sollecitazioni provenienti dal mondo (esterno e interno) sotto forma di contenuto dei concetti o significato. Da questo momento la coscienza pu\u00f2 considerare tale contenuto concettuale come oggetto su cui riflettere astraendo dal relativo contenuto reale. La coscienza di s\u00e9 reale. La coscienza di s\u00e9 reale diventa coscienza dell&#8217;idea di s\u00e9, una coscienza della coscienza, ovvero una autocoscienza. Una coscienza \u00e8 sempre autocoscienza. La si pu\u00f2 definire coscienza astratta o <b>pensiero astratto<\/b>. Un tale pensiero astratto, che dovesse dimenticare il dato reale, concreto, fisico, da cui trae la sua esistenza, sarebbe destinato a testimoniare l&#8217;errore originario e la follia &#8211; lo spaesamento.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il fatto \u00e8 che proprio questa \u00e8 la necessaria conseguenza per una forma mentis che si arresti a una interpretazione del mondo come fatto di cose nominate nel loro essere separabili, isolabili, dominabili, generando le antinomie senza mai risolverle nella loro unit\u00e0. Ma se, al di l\u00e0 dell&#8217;apparenza, lo sguardo della mente intuitiva vedesse un mondo ulteriore, una intrinseca unit\u00e0 del tutto, allora si capirebbe che le antinomie sono da sempre risolte e l&#8217;autocoscienza eviterebbe lo smarrimento, l&#8217;estraneazione narcisistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1673808980\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3 class=\"p4\">2.LA MEDICINA OCCIDENTALE<\/h3>\n<p class=\"p1\">Ai confini della cultura e del linguaggio di una civilt\u00e0 occidentale sempre pi\u00f9 nichilista, pervasa da un impotente ed infantile delirio di onnipotenza, appaiono gi\u00e0 da tempo i motivi essenziali che mettono in crisi la medicina ufficiale e che sono sinteticamente i seguenti:<\/p>\n<p class=\"p1\">a) la dichiarazione dell&#8217;OMS secondo cui le patologie causate da farmaci sono significativamente aumentate (vedi malattie croniche, autoimmuni, psichiatriche, reazioni avverse&#8230;ecc);<\/p>\n<p class=\"p1\">b) la tendenza progressiva alla parcellizzazione specialistica del sapere medico e la mortificazione di una cultura sistemica, d&#8217;insieme;<\/p>\n<p class=\"p1\">c) la burocratizzazione della figura medica e la medicalizzazione della salute, che rende le persone farmacodipendenti e trasforma il SSN in terreno di conquista da parte delle lobbies farmaceutiche;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">d) la dissociazione della medicina dalla chirurgia che mostra, da un lato, la tecnologia spettacolare applicata all&#8217;essere umano e, dall&#8217;altra, la diffusione nell&#8217;ambiente (e nel corpo) di inquinanti chimico-fisici vari.<\/p>\n<p class=\"p1\">Alla luce di quella che appare essere una deriva schizoide dell&#8217;antica arte medica, fatti salvi i farmaci salvavita, fatta salva una chirurgia, che non diventi per\u00f2 una soluzione di routine, fatta salva la medicina d&#8217;urgenza ed una certa analitica di laboratorio e strumentale, la medicina andrebbe ricondotta al suo senso originario che \u00e8 (da medeor-mederi) cura, guarigione e non causa aggiunta di patologie. I chirurghi, dal canto loro, hanno sempre goduto, e giustamente, della ammirazione dei pi\u00f9, per la loro competenza nell&#8217;aggiustare ossa, trapanare crani, sezionare e cucire qua e l\u00e0, trapiantare visceri, impiantare denti: soprattutto in tempi di guerra molti sono stati strappati alla morte per la loro azione meritoria.<\/p>\n<p class=\"p1\">Attualmente i chirurghi dispongono di strumenti e metodiche sempre pi\u00f9 sofisticate per intervenire sul corpo fisico e psichico dell&#8217;uomo, impensabili soltanto venti anni fa. Abbiamo assistito ad un moltiplicarsi di tecniche diagnostiche e terapeutiche ingegnose e spettacolari, rese ancor pi\u00f9 efficaci dal mondo digitale che le supporta; forse fra pochi anni il bisturi sar\u00e0 consegnato a un robot programmato, la cui efficienza nel taglia e cuci sar\u00e0 tale da eliminare anche il pi\u00f9 bravo dei chirurghi in sala operatoria. E perch\u00e9 no? Perch\u00e9 non pensare a una clinica chirurgica automatizzata, con una programmazione cibernetica, in cui entri e sai che una equipe di robot, armata di raggi laser, di nano particelle o di cellule staminali, si occuper\u00e0 della tua ulcera o del tuo trapianto di fegato o della tua fecondazione assistita? Si investono enormi capitali sui farmaci intelligenti e sulle protesi di ogni tipo mentre lo stile di vita della societ\u00e0 in cui viviamo sforna materiale umano degenerato su cui la fredda tecnologia stende il suo velo. Alla degenerazione dei corpi, alla cronicizzazione della loro sofferenza partecipa in modo pi\u00f9 o meno consapevole la stessa medicina cosiddetta sintomatica.<\/p>\n<p class=\"p1\">La medicina non pu\u00f2 essere perimetrata ermeticamente in una prospettiva scientista e tecnicistica. Essa era e deve rimanere <b>ARS MEDICA<\/b>. Essa opera in &#8220;scienza e coscienza&#8221;. Scienza e coscienza sono in rapporto dialettico e, se ci deve essere una regola, la regola delle regole dell&#8217;arte medica \u00e8 che non ci sono regole, quando \u00e8 rispettato lo scopo per cui essa sorse, con Ippocrate, emancipandosi dagli sciamani: la cura del dolore, la guarigione dalla sofferenza, la promozione attiva del benessere umano. Questa regola centrata quindi sull&#8217;efficacia dell&#8217;atto medico nel contrastare il male e le condizioni che lo possono generare, \u00e8 scritta nella coscienza del medico e non pu\u00f2 essere eterodiretta da un management tecnico-politico-finanziario. Per coscienza qui si intende indipendenza nella concettualizzazione e nella elaborazione di una visione dell&#8217;uomo, del modo di conoscere, dei criteri per agire, decidere, scegliere fra ci\u00f2 che di dannoso va scartato, anche se moderno, e ci\u00f2 che di utile va salvato, anche se antico. Per scienza si intende un sapere che veda tutti i limiti di una prospettiva cartesiana che ancora dura nel senso comune; un sapere che si estenda alla matematica, alla filosofia e ad altri saperi con altri paradigmi che pure sono presenti e praticati sul pianeta. Il Caduceo \u00e8 il simbolo cui ogni medico dovrebbe guardare per uscire dallo spaesamento. La sua forza espressiva \u00e8 pari a quella, forse pi\u00f9 nota, del Taiji, simbolo del Tao De dei cinesi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Per riassumere, si pu\u00f2 dire che una coscienza periscopica e un sapere complesso, oltre antropocentrismi, geocentrismi, egocentrismi, dogmi e assolutismi di vario genere, devono essere gli strumenti a priori di una medicina seria e coerente. Il termine che da circa un secolo \u00e8 stato coniato per esprimere il carattere di un tale sapere unitario, globale, integrato, sistemico \u00e8: Olismo. Purtroppo, invece, gran parte dei medici oggi non pu\u00f2 non riconoscersi nella figura di un burocrate frustrato, di un corresponsabile (pi\u00f9 o meno in buona fede) della cronicizzazione di patologie degenerative, ogni volta che persiste nel prescrivere sostanze con meccanismo attivo sulla patogenesi e non sulla causa reale del problema.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il percorso obbligato che il sistema offre oggi a chi soffre \u00e8: malattia, terapia sintomatica, cronicizzazione, degenerazione, terapia palliativa oppure carne da macello per gli operosi chirurghi, uomini oggi, domani robot. Un percorso lungo il quale sono appostati interessi criminali, vampiri, topi che si muovono, ciechi e sordi, nell&#8217;oscurit\u00e0 dei loro cunicoli, per i quali il corpo (fisico, mentale e spirituale) dell&#8217;uomo, il corpo sociale e il corpo cosmico sono solo fogna. Al farmaco, divenuto scopa per nascondere sotto il tappeto i sintomi, va sostituito il rimedio che promuova autenticamente la <em>&#8221; vis medicatrix naturae&#8221;<\/em> allo scopo di ripristinare l&#8217;armonia rotta di quel sistema integrato che \u00e8 il &#8220;corpo-mente-spirito&#8221; umano. Qualunque &#8220;tecnica&#8221; che volti le spalle alla forza guaritrice naturale o che pretenda di sostituirsi ad essa esprime l&#8217;infantilismo di non saper guardare oltre l&#8217;apparenza. Ogni tecnicismo viene dopo un rapporto medico-paziente di qualit\u00e0. Bisogna salvare la medicina dal rischio di essere risucchiata, da una parte, da una chirurgia vorace arroccata in cattedrali tecno-sanitarie e, dall&#8217;altra, dalla bulimia di profitto delle industrie farmaceutiche, le quali, tra l&#8217;altro, certo non sole, finiscono per risolvere meno problemi di quanti non ne favoriscano, cronicizzandoli. Dovunque si guardi c&#8217;\u00e8 farmaco-spazzatura, che contribuisce notevolmente all&#8217;aumento dei rifiuti umani e, dispiace dirlo, all&#8217;aumento di corpi umani-spazzatura, che non risparmia nessuno, vecchi e bambini, uomini e donne, bestie e piante.<\/p>\n<p class=\"p1\">La prerogativa dell&#8217;agire medico, la sua ratio, per sua natura e definizione pretende una intrinseca coerenza che, escludendo in linea di principio una eterogenesi dei fini in buona fede, non pu\u00f2 mostrare esplicitamente e concretamente una contraddizione fra la volont\u00e0 di fare il bene del paziente e il fatto di farlo realmente. Un medico dovrebbe sempre e comunque operare concretamente per guarire un paziente: la sua opera deve mirare a risolvere positivamente una sofferenza e deve svilupparsi in una relazione medico-paziente costruita sulla sincerit\u00e0, sulla fiducia e sulla pietas.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Un&#8217;altra questione molto spinosa \u00e8 quella della politica e del suo rapporto con la medicina: la politica, la cui prerogativa si configura rispetto al potere, il potere reale, beninteso, quello che ha attraversato la storia aggrappato alla sua ossessione: l&#8217;auto-riproduzione. Nei palazzi della politica sono poche le stanze aperte all&#8217;aria pura, alla trasparenza, alla coerenza. Sono molte di pi\u00f9 quelle dove si respira la menzogna, la prevaricazione, l&#8217;opportunismo, la strumentalizzazione, se non peggio. Facile allora immaginare la fine ingloriosa di una medicina ingabbiata e strumentalizzata da un management politico prono ad una idea di potere fine a se stesso. La qualit\u00e0 di una pratica medica \u00e8 stata sempre pensata e misurata in funzione del potere che poteva garantire. Questa concezione del potere sta portando la nostra civilt\u00e0 verso una crisi di proporzioni gigantesche. Qualunque speranza che questa rigida, micidiale concrezione politico-finanziaria-criminale-digitale-militare si incrini facendo emergere un barlume di buon senso sembra destinata alla delusione. Ci chiediamo, allora, se potr\u00e0 mai esistere allora un luogo e un tempo in cui potere politico e potere medico possano trovarsi entrambi dalla stessa parte, e cio\u00e8 dalla parte della difesa e della promozione della salute e del benessere umano.<\/p>\n<p class=\"p1\">E&#8217; paradossale che in questi tempi post-moderni cosiddetti delle societ\u00e0 fluide, disarticolate se non disossate dei loro valori, ormai categorie impolverate ed esangui; \u00e8 paradossale che nel mondo globalizzato di uomini disorientati e soli, ingenui, rassegnati come pecore in recinti virtuali, drogate, tosate, terrorizzate da pastori e cani senza nome; \u00e8 paradossale che proprio in questi tempi in cui si tenta di organizzare la vita sul pianeta secondo gli algoritmi escogitati dalle sofisticate menti tecnocratiche del pensiero unico, proprio in questi tempi emerga un pensiero antico da bere come acqua pura di fonte, pensiero carsico, rigenerante, antico e post-moderno insieme: l\u2019antico pensiero cinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Elfidio Calchi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-68802 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Elfidio-e1673689549915-244x300.png\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Elfidio-e1673689549915-244x300.png 244w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Elfidio-e1673689549915-10x12.png 10w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Elfidio-e1673689549915.png 500w\" sizes=\"(max-width: 146px) 100vw, 146px\" \/>Elfidio Calchi, laureato in medicina e chirurgia nel 1978, dopo un breve periodo di pratica della medicina ufficiale presso l&#8217;ospedale di Rimini, si specializza poi in medicina tradizionale cinese presso la Scuola Tao di Bologna. \u00a0Con questa nuova comprensione lavora dapprima come medico privato e, successivamente, come direttore sanitario di un poliambulatorio di medicina naturale integrata a Riccione. Muore nel 2020 in seguito all\u2019infezione da Covid19 contratta nell\u2019esercizio della sua professione e lascia un sapere scritto che mostra come sia possibile rifondare la medicina nel senso di un sapere globale, capace di accogliere in s\u00e9 le punte pi\u00f9 avanzate di un sapere scientifico, filosofico e letterario.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia da oggi la pubblicazione di alcuni magistrali scritti postumi di Elfidio Calchi, medico ricercatore di medicina tradizionale cinese e medicina energetica, recentemente scomparso. 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