{"id":68880,"date":"2023-01-17T20:29:18","date_gmt":"2023-01-17T19:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=68880"},"modified":"2023-01-19T09:22:25","modified_gmt":"2023-01-19T08:22:25","slug":"matteo-messina-denaro-un-film-gia-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/matteo-messina-denaro-un-film-gia-visto\/","title":{"rendered":"Matteo Messina Denaro: un film gi\u00e0 visto"},"content":{"rendered":"<div id=\"tdi_65\" class=\"tdc-row stretch_row_content td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_66 wpb_row td-pb-row tdc-element-style\">\n<div class=\"vc_column tdi_68 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vc_row_inner tdi_71 vc_row vc_inner wpb_row td-pb-row absolute_inner_1200 absolute_inner\">\n<div class=\"vc_column_inner tdi_73 wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_title tdi_75 tdb-single-title td-pb-border-top td_block_template_1\" data-td-block-uid=\"tdi_75\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">Palermo, ieri, si \u00e8 risvegliata sotto una pioggia scrosciante. Pareva una mattina invernale come tante altre, invece il caotico dispiegarsi delle sirene nelle strade del centro cittadino ha costituito la scenografica anteprima di un evento di portata storica: la cattura di <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong>, l\u2019ultimo grande stragista di Cosa Nostra tra i boss non reclusi, che per trent\u2019anni si \u00e8 reso protagonista di una latitanza da molti giudicata leggendaria e da alcuni altri sospetta.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"tdi_78\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_79 wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_81 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_84 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_84\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Matteo \u201c<em>\u2019u Siccu\u201d<\/em>, come veniva chiamato per via della sua corporatura snella, \u00e8 stato arrestato dal Reparto Operativo Speciale dei carabinieri all\u2019interno della clinica privata La Maddalena, in cui era in cura da un anno sotto il falso nome di \u201c<strong>Andrea Bonafede<\/strong>\u201d, nell\u2019ambito di un\u2019inchiesta coordinata dal procuratore di Palermo <strong>Maurizio de Lucia<\/strong> e dal procuratore aggiunto <strong>Paolo Guido<\/strong>. Dalle cartelle cliniche sequestrate dalle forze dell\u2019ordine, risulterebbe che <strong>Messina Denaro<\/strong> \u00e8 stato operato prima a Marsala per un tumore al colon, poi nella clinica di Palermo a causa di una metastasi al fegato. I carabinieri del Ros hanno dichiarato che quando \u00e8 stato bloccato, il mafioso di Castelvetrano non ha opposto resistenza e <em>\u201csi \u00e8 subito dichiarato, senza neanche fingere di essere la persona di cui aveva utilizzato l\u2019identit\u00e0\u201d<\/em>. Il boss \u00e8 stato subito trasferito nel carcere di massima sicurezza dell\u2019Aquila.<\/p>\n<h3>La biografia del boss<\/h3>\n<p>Figlio di un mafioso molto potente, don <strong>Francesco Messina Denaro<\/strong>, alleato dei corleonesi e reggente del mandamento di Castelvetrano, <strong>Matteo<\/strong> \u00e8 nato nella citt\u00e0 trapanese nel 1962. Divenne presto il pupillo del \u201ccapo dei capi\u201d <strong>Tot\u00f2 Riina<\/strong>, che assunse lo scettro del potere in Cosa Nostra dopo la seconda guerra di mafia scatenata contro i palermitani di <strong>Stefano Bontate<\/strong> all\u2019inizio degli anni Ottanta e trionfalmente vinta. Nel 1992, nel periodo antecedente alla strage di Capaci, <strong>Messina Denaro<\/strong> fece parte del gruppo di fuoco che avrebbe dovuto provvedere all\u2019<strong>omicidio di Giovanni Falcone<\/strong>\u00a0inizialmente pianificato a Roma, dove il giudice ricopriva la carica di direttore generale degli affari penali al Ministero della Giustizia. Poi, per\u00f2, <strong>Riina<\/strong> fece rientrare in Sicilia i suoi uomini: nei piani c\u2019era, appunto, il devastante \u201cattentatuni\u201d di Capaci del 23 maggio, in cui il magistrato avrebbe perso la vita assieme a sua moglie <strong>Francesca Morvillo<\/strong> e a tre uomini della sua scorta. Nel 2020, <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> sar\u00e0 condannato all\u2019ergastolo per l\u2019eccidio di Capaci, cos\u00ec come per la strage di Via D\u2019Amelio del 19 luglio 1992, in cui vennero uccisi il giudice <strong>Paolo Borsellino<\/strong> e cinque ragazzi della sua scorta. La bomba scoppi\u00f2 un mese e mezzo dopo l\u2019apertura della\u00a0<strong>\u201cTrattativa Stato-mafia\u201d<\/strong>, frutto di un invito al dialogo che le istituzioni lanciarono all\u2019indirizzo dei vertici di Cosa Nostra, oggetto di un processo tuttora in corso.<\/p>\n<p>Un capitolo della torbida storia d\u2019Italia di cui grazie alle ultime sentenze\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/?s=trattativa+stato+mafia&amp;post_type=post\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conosciamo molti dettagli<\/a>.<\/p>\n<p>Pochi giorni prima dell\u2019attentato mortale a <strong>Borsellino<\/strong>, inoltre, <strong>Messina Denaro<\/strong> fu uno degli esecutori materiali (anche se il colpo fatale venne sparato dal boss <strong>Nino Gio\u00e8<\/strong>) dell\u2019omicidio di <strong>Vincenzo Milazzo<\/strong>, capomafia di Alcamo, che si era opposto al progetto stragista di <strong>Riina<\/strong> e delle <em>\u201cmenti raffinatissime\u201d<\/em> che, al di fuori dei confini di Cosa Nostra, ne furono probabilmente compartecipi. Due giorni dopo <strong>Antonella Bonomo<\/strong>, compagna di <strong>Milazzo<\/strong> incinta di tre mesi, fu strangolata dagli stessi mafiosi. Probabilmente da <strong>Messina Denaro<\/strong> in persona.\u00a0<strong>La latitanza del boss di Castelvetrano inizi\u00f2 ufficialmente nel giugno del 1993<\/strong>, quando nei suoi confronti fu spiccato un mandato d\u2019arresto per un gran numero di reati. Nel novembre dello stesso anno, <em>\u201c\u2019u Siccu\u201d<\/em> autorizz\u00f2 il sequestro e l\u2019omicidio del piccolo <strong>Giuseppe Di Matteo<\/strong>, figlio tredicenne del pentito <strong>Santino Di Matteo<\/strong>. Il piccolo venne strangolato e sciolto nell\u2019acido dai mafiosi l\u201911 gennaio 1996.<\/p>\n<p>In particolare, <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> fu il principale stratega, assieme ai suoi due \u201cfratelli criminali\u201d <strong>Giuseppe<\/strong> e <strong>Filippo Graviano<\/strong>, reggenti del mandamento di Brancaccio, del\u00a0<strong>\u201csecondo tempo\u201d della stagione stragista di Cosa Nostra<\/strong>, che nel 1993 fece esplodere le bombe nelle citt\u00e0 di Roma, Milano e Firenze, esportando dunque la sua violenza nel \u201ccontinente\u201d.<\/p>\n<p>Quegli attentati, che provocarono la morte di dieci persone e il ferimento di centinaia di individui, veicolavano\u00a0<strong>il \u201cgrande ricatto\u201d della mafia nei confronti dello Stato italiano<\/strong>: <strong>Riina<\/strong>, in sede di \u201ctrattativa\u201d, aveva infatti esplicitato all\u2019interno del celebre \u201cpapello\u201d una serie di richieste normative (tra cui l\u2019abrogazione del 41-bis, la concessione dei benefici penitenziari, la riforma della legge sui pentiti e la chiusura delle supercarceri di Pianosa e dell\u2019Asinara) e in quella fase occorreva \u201csollecitare\u201d l\u2019interlocutore istituzionale, per i mafiosi in ritardo sulla \u201ctabella di marcia\u201d, a intervenire. Insieme ai <strong>Graviano<\/strong>, <strong>Messina Denaro\u00a0apparteneva alla fazione \u201cstragista\u201d di Cosa Nostra<\/strong>, capeggiata da <strong>Riina<\/strong>, a cui si contrapponeva l\u2019ala \u201cmoderata\u201d guidata da <strong>Bernardo Provenzano<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il 15 gennaio 1993, <strong>Tot\u00f2 Riina<\/strong> era stato catturato nella cornice di un arresto pieno di ombre, segnato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2021\/09\/27\/ma-quali-servitori-dello-stato-chi-sono-i-carabinieri-assolti-nella-trattativa-stato-mafia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dalla mancata perquisizione<\/a>\u00a0e sorveglianza da parte degli uomini del Ros del covo palermitano in cui il padrino risiedeva con la sua famiglia. Come ha sancito la sentenza di Appello al processo \u201cTrattativa\u201d, la scelta operata in quel frangente dal Ros rappresent\u00f2 <em>\u201cun segnale di buona volont\u00e0 e di disponibilit\u00e0 a proseguire sulla via del dialogo\u201d<\/em> lanciato dai carabinieri a <strong>Bernardo Provenzano<\/strong>, che era diventato il terminale pi\u00f9 funzionale alla trattativa. E <strong>Provenzano<\/strong>, anche grazie alla \u201cprotezione soft\u201d garantita dagli uomini del Ros alla sua latitanza, pot\u00e9 evitare le manette fino al 2006.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1673982378\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Quelle coincidenze con gli arresti dei capi corleonesi<\/h3>\n<p>A questo proposito, \u00e8 impossibile non notare una serie di comuni denominatori tra l\u2019arresto di <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> e quello dei due capi corleonesi: esattamente come <strong>Tot\u00f2 Riina<\/strong>, \u201c\u2019u Siccu\u201d \u00e8 infatti stato catturato al di\u00a0<strong>fuori della sua abitazione<\/strong>\u00a0(secondo quanto dichiarato in conferenza stampa dal Ros, le perquisizioni continueranno anche nelle prossime ore: vedremo fin dove le forze dell\u2019ordine potranno o decideranno di spingersi); al contempo, proprio come Provenzano, al momento dell\u2019arresto il padrino di Castelvetrano era\u00a0<strong>fortemente indebolito<\/strong>\u00a0dall\u2019azione di un tumore e, dunque, necessariamente costretto a spostarsi al fine di sottoporsi alle cure oncologiche.<\/p>\n<p><strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> si \u00e8 storicamente rivelato per\u00f2 anche una delle pi\u00f9 sofisticate menti \u201cpolitiche\u201d dell\u2019organizzazione di Cosa Nostra. Basti pensare che, dopo il crollo dei principali referenti partitici nazionali della mafia palermitana nell\u2019era di Tangentopoli (prima tra tutti, la Democrazia Cristiana), concep\u00ec insieme a <strong>Leoluca Bagarella<\/strong> un\u2019operazione estremamente ambiziosa: la costituzione di un\u00a0<strong>\u201cpartito della mafia\u201d<\/strong>, che si sarebbe dovuto chiamare <strong>\u201cSicilia Libera\u201d<\/strong>, con la finalit\u00e0 di infiltrare le istituzioni direttamente con i propri uomini, attraverso una federazione di tutti i movimenti autonomisti del Sud (sulla scorta di quanto la Lega Nord di <strong>Umberto Bossi<\/strong> stava facendo nel polo opposto dello stivale). L\u2019epicentro del progetto sarebbero state infatti quelle <strong>\u201cLeghe meridionali\u201d<\/strong> che erano diventate l\u2019ambiente politico di riferimento di illustri personaggi dell\u2019eversione nera e di potenti frange della massoneria deviata. Il progetto si aren\u00f2 solo quando i mafiosi ebbero la certezza del fatto che\u00a0<strong>Silvio Berlusconi<\/strong>\u00a0sarebbe sceso in campo alle elezioni del 1994: il \u201cCavaliere\u201d era infatti una vecchia conoscenza di Cosa Nostra, avendo stretto con i suoi vertici un \u201cpatto di protezione\u201d nel lontano 1974, che comport\u00f2 il finanziamento dell\u2019organizzazione mafiosa da parte dell\u2019allora imprenditore milanese tramite il suo braccio destro <strong>Marcello Dell\u2019Utri<\/strong> (che per questo venne condannato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa) almeno fino al 1992,\u00a0<a href=\"https:\/\/archiviodpc.dirittopenaleuomo.org\/upload\/1335279282sentenza%20dellutri.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come sancito <\/a>definitivamente dalle sentenze.<\/p>\n<p>E ora, paradosso dei paradossi, tra i leader politici che esultano per la cattura di <strong>Messina Denaro<\/strong> figura anche il \u201cfinanziatore\u201d della mafia <strong>Berlusconi<\/strong>, azionista di maggioranza del governo in carica con il suo partito Forza Italia. La stessa forza politica che, nel 1994, si accaparr\u00f2 il sostegno e i voti dei mafiosi. Una vicenda provata, quella delle relazioni tra <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> e Cosa Nostra, di cui in passato abbiamo scritto approfonditamente\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/08\/11\/le-carte-del-processo-stato-mafia-ribadiscono-il-legame-tra-cosa-nostra-e-forza-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">su L\u2019Indipendente<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1673982904\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Sullo sfondo dell\u2019arresto di <strong>Messina Denaro<\/strong> si stagliano poi le ombre dei boss stragisti reclusi da decenni al 41-bis senza essersi mai pentiti, come i\u00a0<strong>fratelli Graviano e Leoluca Bagarella<\/strong>, che con il padrino di Castelvetrano custodiscono i segreti inconfessabili sui retroscena della stagione stragista del \u201992-\u201993, compresi quelli che coinvolgerebbero profili estranei alla mafia militare.<\/p>\n<p>Rispetto a tale spaccato, risultano incredibilmente profetiche le dichiarazioni rese da<strong>\u00a0Salvatore Baiardo<\/strong>, che fu uomo di fiducia e gestore della latitanza dei fratelli <strong>Graviano<\/strong> (i quali vennero poi arrestati nel gennaio 1994) alla trasmissione <em>\u201cFantasmi di mafia\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.la7.it\/intanto\/video\/matteo-messina-denaro-le-rivelazioni-shock-e-se-ci-fosse-una-trattativa-per-un-arresto-clamoroso-16-01-2023-468118\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">andata in onda<\/a>\u00a0su\u00a0<em>La7<\/em>\u00a0il 5 novembre 2022:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<strong>Chi lo sa che magari non arriva un regalino?<\/strong>\u00a0Che magari presumiamo che <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> sia molto malato e che faccia una trattativa lui stesso per consegnarsi e fare un arresto clamoroso? E che cos\u00ec, arrestando lui, possa uscire qualcuno che magari \u00e8 all\u2019ergastolo ostativo senza che ci sia clamore?\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Baiardo<\/strong>, insomma, a novembre dimostrava di essere gi\u00e0 al corrente dello stato di salute precario del latitante, sostenendo che il suo imminente arresto potesse costituire l\u2019oggetto dell\u2019ennesimo\u00a0<em>do ut des<\/em>\u00a0sul binario di una trattativa ancora effettivamente in essere tra la mafia e apparati istituzionali.<\/p>\n<p><iframe title=\"Non \u00e8 l'arena 05\/11\/2022\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-hjPi7Za0Jg\" width=\"907\" height=\"510\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Addirittura, secondo Baiardo, <em>\u00abtutto potrebbe essere magari programmato gi\u00e0 da tempo\u00bb<\/em>. Ora che <strong>Messina Denaro<\/strong> \u00e8 stato preso, solo i fatti potranno confermare o smentire tale ipotesi: in primis, occorrer\u00e0 constatare ad esempio se la nuova legge sull\u2019ergastolo ostativo, approvata non senza difficolt\u00e0 dal Parlamento il 30 dicembre 2022, potr\u00e0 consentire ai boss stragisti di Cosa Nostra di ambire all\u2019ottenimento degli agognati benefici penitenziari e dunque di poter puntare ad un futuro al di fuori delle mura carcerarie (su questo tema, tra i pi\u00f9 importanti magistrati antimafia si evidenziano visioni e previsioni differenti, se non vere e proprie \u201cspaccature\u201d).<\/p>\n<p>Sicuramente, dopo l\u2019emersione di pesanti verit\u00e0 giudiziarie sugli arresti dei \u201cpezzi da novanta\u201d di Cosa Nostra degli anni Novanta e Duemila, anche l\u2019episodio del clamoroso arresto andato in onda su tutte le televisioni e i giornali d\u2019Italia appare come l\u2019ennesima puntata di\u00a0<strong>un film gi\u00e0 visto e rivisto<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo credo che la grande vittoria si avr\u00e0 veramente quando si far\u00e0 luce su due aspetti della storia criminale di Matteo Messina Denaro: il primo \u00e8 quello sulle conoscenze sui moventi e mandanti delle stragi del 1992 e del 1993, di cui \u00e8 stato protagonista; il secondo \u00e8 quello relativo a una latitanza di 30 anni che \u00e8 stata troppo lunga per poter essere una latitanza normale e che sicuramente \u00e8 stata protetta dall\u2019alto da certi ambienti\u00bb,<\/p><\/blockquote>\n<p>ha commentato a margine della cattura del boss di Castelvetrano <strong>Nino Di Matteo<\/strong>, pm della trattativa Stato-mafia, che secondo l\u2019importante pentito <strong>Vito Galatolo<\/strong> nel 2013 sarebbe stato il bersaglio di un progetto di attentato ordinato dallo stesso <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abOggi \u00e8 una bella giornata per il Paese, per la giustizia, per Palermo e per la Sicilia. Ma guai a pensare che oggi abbiamo chiuso il cerchio\u00bb<\/strong>,<\/p><\/blockquote>\n<p>ha tenuto a sottolineare il magistrato, secondo cui \u00e8 fondamentale<\/p>\n<blockquote><p>\u00abnon dimenticare, come riportano sentenze definitive, che <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> \u00e8 quello che, insieme a <strong>Giuseppe Graviano<\/strong>, ha organizzato la campagna stragista nel 1993 a Roma, Firenze e Milano. \u00c8 quello che ha indicato agli altri esecutori materiali gli obiettivi da colpire. \u00c8 quello che probabilmente, in questo contesto, ha avuto contatti con uomini e ambienti esterni a Cosa Nostra\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Solo il tempo avr\u00e0 davvero la forza di illuminare, attraverso la luce della verit\u00e0 storico-giudiziaria e non solo delle telecamere delle televisioni <em>mainstream<\/em> intente a inquadrare il <em>\u201cpersonaggio del giorno\u201d<\/em>, lo storico arresto di Matteo Messina Denaro del 16 gennaio 2023.<\/p>\n<p><em>Stefano Baudino<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/01\/17\/larresto-di-matteo-messina-denaro-sembra-lepisodio-di-un-film-gia-visto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, ieri, si \u00e8 risvegliata sotto una pioggia scrosciante. 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