{"id":68989,"date":"2023-01-23T10:10:10","date_gmt":"2023-01-23T09:10:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=68989"},"modified":"2023-01-24T10:05:26","modified_gmt":"2023-01-24T09:05:26","slug":"propagande-e-complottismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/propagande-e-complottismi\/","title":{"rendered":"Propagande e \u201ccomplottismi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di propaganda e di manipolabilit\u00e0 della popolazione \u00e8 un luogo comune, spesso ripreso, quello per cui il livello culturale sarebbe una variabile decisiva, in quanto capace di ostacolare l\u2019influenzabilit\u00e0 dei soggetti. Questo assunto, oltre al pregio di essere gradevolmente consolatorio per chi di cultura si occupa, sembra seguire un semplice sillogismo. Dopo tutto uno non \u00e8 facilmente ingannabile sulle cose che conosce, chi ha un\u2019istruzione superiore per definizione dovrebbe conoscere pi\u00f9 cose, ergo chi ha un\u2019istruzione superiore dovrebbe essere meno ingannabile. Questo ragionamento \u00e8 <strong>tanto apparentemente intuitivo quanto sciaguratamente sbagliato<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile distinguere due forme distinte di manipolabilit\u00e0 soggettiva, che possiamo nominare schematicamente come <strong>manipolabilit\u00e0 (da istruzione) primaria e manipolabilit\u00e0 (da istruzione) terziaria.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>1) Sulla manipolabilit\u00e0 primaria<\/strong><\/h3>\n<p>Per istruzione primaria si intende la scuola dell\u2019obbligo, e oggi possiamo considerare questo livello di istruzione come livello base, assumendo che tutti i cittadini ne abbiano goduto. Soggetti che abbiano limitato la propria istruzione a questo livello tendono ad entrare per primi nel mondo del lavoro con mansioni a basso tasso di specializzazione. Chi abbia questo retroterra culturale (naturalmente al netto della coltivazione autonoma di propri interessi) \u00e8 sensibile ad alcune <strong>specifiche forme di manipolazione: quelle che fanno uso di una retorica della semplificazione e di appelli ad un presunto buon senso comune.<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una forma di manipolabilit\u00e0 potremmo dire classica, di tipo \u201cviscerale\u201d, in cui il manipolatore deve apparire come <em>\u201cpersona comune con i piedi per terra\u201d<\/em> e la falsificazione avviene nella forma di taglio orizzontale della complessit\u00e0. Se qualcosa rappresenta un problema la risposta sar\u00e0 <em>\u201cschiacciamo il problema\u201d<\/em>, se qualcuno \u00e8 un nemico la risposta sar\u00e0 <em>\u201cabbattiamo il nemico\u201d<\/em>. Questa forma di manipolazione si presta a suscitare <strong>emozioni semplici e violente<\/strong>, ed \u00e8 quella che ha trovato pi\u00f9 spesso ospitalit\u00e0 nelle forme di populismo autoritario. Per prendere un esempio classico, la fiammeggiante retorica antisemita che precede e prepara le persecuzioni nella Germania del primo dopo guerra ha questo tipo di forma: data un\u2019atmosfera di umiliazione e risentimento nazionale, cui si sommava un grave impoverimento dei ceti medi, stigmatizzare l\u2019ebreo come <em>\u201cstraniero in casa nostra\u201d<\/em> la cui ricchezza era <em>\u201crubata al popolo\u201d<\/em> consentiva di veicolare, con due rozzi tagli semplificatori, la sofferenza popolare verso un conveniente capro espiatorio.<\/p>\n<p>Questa forma di manipolazione \u00e8 nota e rispetto ad essa esiste un certo grado di allerta \u2013 il che non significa che non rappresenti pi\u00f9 un pericolo.<\/p>\n<h3><strong>2) Sulla manipolabilit\u00e0 terziaria<\/strong><\/h3>\n<p>Molto meno nota, e perci\u00f2 molto pi\u00f9 insidiosa, \u00e8 la <strong>manipolabilit\u00e0 cui sono soggetti gli individui che hanno goduto di un\u2019istruzione terziaria, cio\u00e8 di livello universitario, dottorale o postdottorale.<\/strong> Per intenderne le caratteristiche \u00e8 necessario fare chiarezza su cosa implica un\u2019istruzione di questo tipo.<\/p>\n<p>Se nella manipolabilit\u00e0 primaria il problema era rappresentato dalla <strong>povert\u00e0 categoriale<\/strong>, cio\u00e8 dalla possibilit\u00e0 di cadere in rozze semplificazioni a causa della mancanza di attenzione ai dettagli, nel caso della manipolabilit\u00e0 terziaria si ha a che fare con un problema assai diverso. L\u2019essenza dell\u2019educazione terziaria \u00e8 la <strong>specializzazione<\/strong>, che qualifica ad occupare posizioni lavorative appunto maggiormente specializzate (e perci\u00f2 pi\u00f9 rare e tendenzialmente meglio retribuite).<\/p>\n<p>Nell\u2019era moderna, diversamente dall\u2019antichit\u00e0 e dal medioevo, la forma presa dalla conoscenza propriamente scientifica \u00e8 quella dell\u2019approfondimento settoriale, dell\u2019isolamento di un campo in modo da dedicare tutte le proprie energie cognitive ad esso. Mentre la scientia antica e medievale era senz\u2019altro il \u201c<em>sapere<\/em>\u201d in senso generale, la scienza moderna \u00e8 lo <strong>sviluppo di una facolt\u00e0 specifica di astrazione<\/strong>. Il soggetto che sia passato con successo attraverso un ciclo di studi superiori \u00e8 un soggetto che ha imparato ad isolare un proprio campo dei saperi, con specifici metodi, secondo un sistema di divisione del lavoro, delegando ad altri l\u2019approfondimento di altri campi.<\/p>\n<p>Lo sviluppo della facolt\u00e0 di astrazione-separazione \u00e8 cruciale nella nascita del sapere moderno. \u00c8 questo quel tipo di conoscenza che consent\u00ec di sezionare i cadaveri come oggetti, rimuovendo ogni remora legata all\u2019idea che fossero persone, incrementando cos\u00ec la conoscenza anatomica; \u00e8 questo quel tipo di conoscenza che fornisce tecnologia bellica o genetica disinteressandosi all\u2019uso che ne verr\u00e0 fatto, perch\u00e9 \u00e8 un problema che riguarder\u00e0 altri. Si tratta di un modello di coltivazione della mente che ha il suo punto di forza (e di debolezza) nell\u2019<strong>esercizio a lavorare per compartimenti stagni<\/strong>, evitando di farsi carico dei problemi contigui, delle premesse, delle implicazioni emozionali, dei collegamenti con altri campi, ecc.<\/p>\n<p>Ecco, ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 che questa <em>forma mentis<\/em> manifesta una propria peculiare manipolabilit\u00e0: <strong>la mente formata da un\u2019istruzione terziaria \u00e8 una mente abituata a delegare ci\u00f2 che esula dal suo campo di competenze a specialisti appositi, ad autorit\u00e0 accreditate.<\/strong> Paradossalmente, l\u2019accresciuta autorevolezza e autonomia nel proprio campo tende ad esprimersi come eteronomia negli altri campi del reale. E questa, si badi, non \u00e8 semplicemente una disposizione raccomandata, ma \u00e8 anche realmente giustificata dal fatto che davvero l\u2019accresciuta specializzazione tende a generare soggetti limitati e miopi in ogni campo che trascenda la propria competenza. Il prototipo macchiettistico dello <em>\u201cscienziato pazzo\u201d<\/em> cattura in forma di iperbole popolare un fatto che sembra paradossale, ma non lo \u00e8: <strong>il fatto che una soggettivit\u00e0 che ha sviluppato grandemente le proprie facolt\u00e0 in un campo possa risultare cieco, insensibile e squilibrato nelle proprie valutazioni al di l\u00e0 di quel campo.<\/strong> L\u2019istruzione terziaria \u00e8 un\u2019istruzione che chiede e supporta una mente eteronoma, una mente abituata a <em>\u201cfidarsi dell\u2019autorit\u00e0\u201d<\/em> su tutto ci\u00f2 che non rientra nelle proprie competenze, e a <strong>ragionare per astrazioni e separazioni<\/strong>. (Naturalmente anche qui si tratta di propensioni, non condanne: c\u2019\u00e8 chi riesce a sottrarvisi).<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019assoggettamento alla propaganda questo significa che la <strong>\u201cmanipolabilit\u00e0 terziaria\u201d <\/strong>ha forme specifiche. Non \u00e8 una manipolabilit\u00e0 legata all\u2019emozione violenta, ma all\u2019<strong>affidamento cieco e alla sospensione del buon senso (e persino della logica) in tutto ci\u00f2 che non \u00e8 direttamente di propria competenza.<\/strong> In un mondo sempre pi\u00f9 complesso, con sempre maggiore divisione del lavoro, le specializzazioni sono sempre pi\u00f9 settoriali e questo significa che il campo dell\u2019<em>\u201cignoranza del dotto\u201d<\/em> \u00e8 sempre pi\u00f9 vasto. Cos\u00ec, <strong>la manipolabilit\u00e0 terziaria finisce per essere persino pi\u00f9 virulenta e potente della manipolabilit\u00e0 primaria.<\/strong> Questo perch\u00e9, diversamente dalla manipolabilit\u00e0 dei meno istruiti, la manipolabilit\u00e0 dei<em> \u201cdotti\u201d<\/em> \u00e8 disposta ad accettare qualunque infrazione del buon senso, considerato una guida inaffidabile rispetto all\u2019autorevolezza degli <em>\u201caccreditati\u201d<\/em>. Sotto queste condizioni, basta che alcuni accreditati strategici siano corrotti, o che lo siano i media che li scelgono, o entrambi, e i <strong>soggetti con istruzione superiore possono divenire un gregge manipolabile nelle forme pi\u00f9 sconcertanti,<\/strong> proprio perch\u00e9 risulta <strong>disattivato l\u2019ancoraggio al senso comune e alla capacit\u00e0 autonoma di giudizio d\u2019insieme.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1674412889\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>3) Funzioni epistemiche delle \u201cteorie del complotto\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Questo discorso ci porta ad una considerazione finale intorno al ruolo giocato nelle societ\u00e0 moderne dalle cosiddette <strong>\u201cteorie del complotto\u201d<\/strong>. L\u2019insieme eterogeneo di ci\u00f2 che viene fatto cadere sotto la categoria del \u201c<em>complottismo<\/em>\u201d \u00e8 accomunato semplicemente dal <strong>rigetto delle interpretazioni ufficiali<\/strong>. In questo spazio amplissimo possono comparire cose ampiamente difformi, da autentici deliri paranoici a semplici teorie scientifiche di minoranza. Non \u00e8 perci\u00f2 possibile parlare del valore in generale delle <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em>; \u00e8 tuttavia possibile parlare della loro funzione sociale.<\/p>\n<p>Le cosiddette <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em> tendono a fiorire quando <strong>cresce la percezione dell\u2019inaffidabilit\u00e0 delle teorie accreditate<\/strong>. E in un mondo in cui gli interessi economici per il controllo dell\u2019informazione sono massivi, e i mezzi per esercitare tale controllo sono manifesti, il sospetto che le teorie accreditate possano essere inaffidabili non pu\u00f2 che dilagare. Chi non sia mai incline, neanche un po\u2019, a dare credito a queste interpretazioni alternative \u00e8 uno spirito clinicamente morto.<\/p>\n<p>Le <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em> in questo contesto hanno una tendenza generale, ed \u00e8 la <strong>tendenza alla ricerca di una chiave di lettura intenzionale, e perci\u00f2 razionale, di catene di eventi cruciali e altrimenti incomprensibili.<\/strong> Questo tipo di teorie \u00e8 spesso soggetto ad un eccesso di razionalismo in quanto molti eventi anche apparentemente disconnessi possono essere ricondotti sotto l\u2019idea di un <em>\u201cpiano complessivo\u201d<\/em>. Il difetto di questo approccio \u00e8 ben noto nella letteratura epistemologica: la connessione dei dati in una visione unitaria viene fatta sulla base di un presupposto intenzionale, <strong>come se ci fosse sempre un\u2019intenzione nascosta dietro a correlazioni, tendenze, concomitanze.<\/strong> Questa forma di descrizione intenzionale \u00e8 quasi sempre sbagliata in molti dettagli, e tende a sottovalutare i margini di accidentalit\u00e0 nella storia.<\/p>\n<p>Tuttavia c\u2019\u00e8 un secondo aspetto dell\u2019atteggiamento \u201c<em>complottista<\/em>\u201d che viene sempre sottovalutato, e che ha invece una funzione sociale (ed epistemologica) altamente positiva. La logica dell\u2019interpretazione intenzionale (la <em>\u201cintentional stance\u201d<\/em> di <strong>Dennett<\/strong>) ha una peculiare potenza sintetica: riesce a comporre in una configurazione sintetica molti dati che secondo descrizioni causali ordinarie non sarebbe possibile mettere assieme. Ora, mentre \u00e8 vero che le descrizioni intenzionali tendono ad eccedere nel cercar di fornire un senso comune ad eventi distinti, bisogna rimarcare che le descrizioni di carattere scientifico hanno precisamente il difetto opposto: tendono a non vedere, e non voler accreditare, nessi reali dove non si siano accumulate prove sufficienti per un tempo abbastanza lungo. La visione \u201c<em>scientifica<\/em>\u201d tende strutturalmente ad una forma di miopia quando si occupa di processi multifattoriali, storici, politici, insomma di tutti quei processi massimamente importanti per chi li vive, e dove la miopia e l\u2019incapacit\u00e0 di interpretare sinteticamente ha un costo elevato.<\/p>\n<p>Ma, si dir\u00e0, se un\u2019interpretazione intenzionale non \u00e8 scientificamente corretta, se alcune delle cose che si ritengono legate assieme da una volont\u00e0 (un piano) risulteranno non essere parte del piano di nessuno, allora non \u00e8 forse raccomandabile evitare ogni errore? <strong>Non \u00e8 meglio astenersi da ogni valutazione per non eccedere in congetture erronee?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco, la risposta qui \u00e8 un secco no.<\/strong><\/p>\n<p>E la ragione \u00e8 la seguente: <strong>le prospettive che producono una sintesi di molti fattori consentono di scoprire il vero anche quando sono parzialmente false.<\/strong><\/p>\n<p>Quando gettiamo uno sguardo al mondo, alla storia che abitiamo, ci troviamo di fronte a processi multifattoriali, assai complessi. Qui la scoperta delle cause effettivamente coinvolte \u00e8 sempre una scoperta complicata, incerta, ardua. Spesso sono all\u2019opera nessi causali indiretti, che emergono solo a posteriori, con analisi statistiche, magari decenni pi\u00f9 tardi, e si pu\u00f2 anche non raggiungere mai un accertamento che vada al di l\u00e0 della speculazione. <strong>Se rispetto a tutti questi nessi il nostro giudizio rimane ancorato alla sospensione del giudizio, ci condanniamo ad una miopia che ci rende impotenti.<\/strong><\/p>\n<p>La conoscenza, anche la conoscenza scientifica, progredisce attraverso l\u2019utilizzo di metafore, di similitudini, di modelli analogici che vengono regolarmente superati da altre metafore, similitudini, modelli (per dire, noi oggi rigettiamo come falsa la metafora del <em>\u201cfluido calorico\u201d<\/em> in termodinamica, ma c\u2019erano previsioni corrette che quella metafora consentiva e che rimangono valide tutt\u2019oggi).<\/p>\n<p>Nel <em>\u201cNome della rosa\u201d<\/em> <strong>Umberto Eco<\/strong> mette in scena brillantemente questa dinamica epistemologica quando fa costruire al suo protagonista <em>Guglielmo da Baskerville<\/em> una teoria intorno alle ragioni della serie di omicidi che sta investigando. Questa teoria si fonda sull\u2019idea che il perpetratore intenda mettere in scena i momenti dell\u2019Apocalisse di <strong>Giovanni<\/strong>. Quando per\u00f2 alla fine <em>Guglielmo<\/em> si trova a tu per tu con <em>Jorge<\/em>, il reo, questi gli fa sapere di non aver affatto seguito l\u2019andamento dell\u2019Apocalisse. E tuttavia la capacit\u00e0 di sintetizzare i fatti lungo quella congettura (fattualmente sbagliata) ha consentito a <em>Guglielmo<\/em> di catturare realmente il colpevole.<\/p>\n<p>Le <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em> svolgono una funzione simile. Sarebbe naturalmente preferibile, in un mondo ideale, che tra le stesse fonti accreditate ci fosse sufficiente elasticit\u00e0 e pluralismo da consentire ad ipotesi non ovvie di venire alla luce ed essere discusse, senza bisogno di prendere la <em>\u201cvia della clandestinit\u00e0\u201d<\/em> propria delle <em>\u201cteorie del complotto\u201d<\/em>. Ma in mancanza di queste condizioni, alcune tesi tacciate di \u201c<em>complottismo<\/em>\u201d possono avere precisamente questa funzione: creano una rete di connessioni sulla base di una teoria di tipo intenzionale che \u00e8 incerta, e che spesso verr\u00e0 smentita in diversi dettagli, e che tuttavia, lanciando reti ipotetiche consente nel tempo di pescare molti pi\u00f9 fatti e nessi reali di quanto accade rimanendo ancorati alle tesi \u201c<em>accreditate<\/em>\u201d.<\/p>\n<h3><strong>4) Conclusioni<\/strong><\/h3>\n<p>La scansione tra <strong>\u201cmanipolabilit\u00e0 primaria\u201d<\/strong> e <strong>\u201cmanipolabilit\u00e0 terziaria\u201d<\/strong>, cos\u00ec come quella tra congetture \u201c<em>complottiste<\/em>\u201d e tesi \u201c<em>accreditate<\/em>\u201d segue &#8211; a grandi linee &#8211; un crinale di classe; laddove la classe non \u00e8 strettamente legata al reddito (per quanto importante), ma alla collocazione rispetto al potere costituito.<\/p>\n<p>I ceti di sostegno al potere costituito, lavoratori della conoscenza integrati, borghesia semicolta, avidi fruitori di media col bollino e testate di regime, si supportano vicendevolmente nell\u2019appuntarsi ai rispettivi petti medaglie di \u201c<em>accreditamento<\/em>\u201d. Questi soggetti s\u2019imporporano di sdegno di fronte ai \u201c<em>complottisti<\/em>\u201d e alle \u201c<em>fake news<\/em>\u201d &#8211; certificate tali dalla propria linea di comando &#8211; e si interrogano pensosi su come tutto ci\u00f2 sia possibile, signora mia.<\/p>\n<p>E la risposta \u00e8 semplice e pronta: \u00e8 tutta colpa dell\u2019Ignoranza.<\/p>\n<p>Sono gli ignoranti, la plebe a scarsa scolarit\u00e0 e scarsa specializzazione che non riesce a comprendere che non si deve mai credere a quello che hai davanti agli occhi, ma sempre a quello che ti viene autorevolmente raccontato da terzi consacrati. (Curiosamente, sono spesso gli stessi che irridono gli Scolastici per aver cercato la verit\u00e0 sul mondo nelle biblioteche dei monasteri invece che guardare alla natura&#8230;)<\/p>\n<p>La facolt\u00e0 di separare e astrarre e trattare per compartimenti stagni i fatti del mondo, confidando sereni nella <em>Reuters<\/em> o nell\u2019<em>AIFA<\/em>, in <em>Open<\/em> o nella <strong>von der Leyen<\/strong>, li predispone ad una visione accoccolata nel bene e nel giusto, pronta peraltro a mutare orientamento nell\u2019arco di ventiquattr\u2019ore, purch\u00e9 la catena delle sorgenti di autorit\u00e0 sia rispettata.<\/p>\n<p>In questo gioco sono al tempo stesso vittime e complici della propria <strong>manipolazione, che discende direttamente dalla solidariet\u00e0 con gli interessi e indirizzi del potere. <\/strong><\/p>\n<p>Nello stagno di conformismo benpensante in cui questi ceti nuotano l\u2019essere manipolati \u00e8 s\u00ec una forma di inganno, ma inganno solo a met\u00e0, perch\u00e9 se \u00e8 vero che subiscono le verit\u00e0 del potere, \u00e8 anche vero che in fondo sanno bene che \u00e8 l\u2019adesione a quel potere a garantirgli pane e companatico: e questo \u00e8 sempre un criterio di verit\u00e0 assai robusto.<\/p>\n<p><em>Andrea Zhock<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/sfero.me\/article\/propagande-complottismi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di propaganda e di manipolabilit\u00e0 della popolazione \u00e8 un luogo comune, spesso ripreso, quello per cui il livello culturale sarebbe una variabile decisiva, in quanto capace di ostacolare l\u2019influenzabilit\u00e0 dei soggetti. 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