{"id":69330,"date":"2023-02-06T10:43:40","date_gmt":"2023-02-06T09:43:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=69330"},"modified":"2023-02-07T10:50:42","modified_gmt":"2023-02-07T09:50:42","slug":"luno-tutto-una-dimostrazione-logico-filosofica-a-fondamento-della-fratellanza-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/luno-tutto-una-dimostrazione-logico-filosofica-a-fondamento-della-fratellanza-universale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Uno-Tutto: una dimostrazione logico-filosofica a fondamento della fratellanza universale"},"content":{"rendered":"<div id=\"cc-m-11987808777\" class=\"j-module n j-text\">\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">\u00abChiamiamo sapere il conoscere mediante dimostrazione. Per dimostrazione, d\u2019altra parte, intendo il sillogismo scientifico, e scientifico chiamo poi il sillogismo in virt\u00f9 del quale, per il fatto di possederlo, noi sappiamo\u00bb.\u00a0 (Aristotele, Analitici secondi, I, 2, 71b)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019alterit\u00e0 o separazione \u00e8 la pi\u00f9 irriducibile delle parvenze. Che io sia io e che di fronte a me si stagli un Mondo altro da ci\u00f2 che sono \u00e8 oggi convinzione cos\u00ec profondamente radicata nell\u2019uomo, cos\u00ec viva nel suo sentire e agire, da non lasciare adito a dubbi o contestazioni, persuasive o autorevoli che siano. La corporeit\u00e0 fisica, fondamento del senso dell\u2019individualit\u00e0, confina il soggetto in un isolamento pressoch\u00e9 assoluto, che ne esaspera l\u2019egoismo fino a scadere nell\u2019ingenuo pensiero <em>\u201cPerisca il mondo purch\u00e9 io stia bene e viva felice\u201d.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11987809077\" class=\"j-module n j-text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come nel celebre quadro di Matisse\u00a0<em>Donna con cappello<\/em>\u00a0(1905), l\u2019uomo di oggi avverte dunque distintamente la marcata linea di contorno che lo separa dalla realt\u00e0 circostante. Egli arriva pertanto a considerarsi un essere a s\u00e9, esistente grazie all\u2019opera della Natura ma da essa ormai affrancato. La percezione restituitagli dai suoi organi di senso, il giudizio fondato su di essa, ne accentua poi infinitamente l\u2019opposizione, spingendolo alla conclusione che solo una remota parentela e una scialba affinit\u00e0 sussistono tra lui e l\u2019universo in cui vive.<\/p>\n<p><strong>Millenarie tradizioni filosofico-sapienziali e mistico-esoteriche d\u2019Oriente e d\u2019Occidente raccontano per\u00f2 all\u2019uomo moderno una diversa e opposta verit\u00e0.<\/strong>\u00a0Su tutte, quell\u2019immenso patrimonio di conoscenze metafisiche raccolte nei tre pi\u00f9 importanti testi sacri della religione induista \u2013 i\u00a0<em>Veda,<\/em>\u00a0le\u00a0<em>Upanisad<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>Bhagavadg\u012bt\u0101<\/em>\u00a0\u2013 rivelano che la separazione tra gli enti e l\u2019infinta molteplicit\u00e0 del reale sono solo una potente illusione posta in essere dalla coscienza creatrice della divinit\u00e0. L\u2019induismo suole indicare questo gioco (<em>l\u012bl\u0101<\/em>) illusorio delle forme materiali inscenato da Brahman, nome attraverso il quale l\u2019indiano esprime il nostro concetto di Dio, ossia dell\u2019unico Assoluto radice e fondamento di ogni realt\u00e0 esistente, con il sostantivo femminile sanscrito\u00a0<em>m\u0101y\u0101<\/em>. Esercitando il magico potere di\u00a0<em>m\u0101y\u0101<\/em>, Brahman nasconde dunque la propria vera essenza, proiettandosi in una molteplicit\u00e0 apparente che lo fa sembrare diverso da quello che \u00e8, cio\u00e8 come io singolo e come mondo:<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abStrofe, offerte, sacrifici, voti, passato, futuro, ci\u00f2 che dicono i Veda: da ci\u00f2 il mago (<em>m\u0101yin<\/em>) crea tutto questo universo e in ci\u00f2 l\u2019altro (l\u2019anima individuale) \u00e8 tenuto dai lacci dell\u2019illusione (<em>m\u0101y\u0101<\/em>). Bisogna dunque sapere che l\u2019illusione \u00e8 la natura e il grande Signore (<em>mahe\u015bvara\u1e43<\/em>) \u00e8 il mago. Tutto questo mondo \u00e8 compenetrato di entit\u00e0 che sono particelle di lui\u00bb.<\/strong>\u00a0(<em>\u015avet\u0101\u015bvatara Upani\u1e63ad<\/em>,\u00a0IV, 9-10)<\/p><\/blockquote>\n<p>Svolta questa breve introduzione, passiamo ora a illustrare la dimostrazione che d\u00e0 il titolo all\u2019articolo, dimostrazione che mi auguro possa offrire una rigorosa\u00a0base logica-filosofica\u00a0(e dunque scientifica) alle mirabili intuizioni custodite nelle antiche opere sapienziali citate.<\/p>\n<h3>DIMOSTRAZIONE DELL&#8217;UNO-TUTTO<\/h3>\n<p>Ognuno di noi, riferendosi a se stesso, pu\u00f2 naturalmente dire:\u00a0<strong>\u00abIo sono ci\u00f2 che sono\u00bb.<\/strong>\u00a0Allo stesso tempo, in senso inverso, ognuno di noi per\u00f2 pu\u00f2 anche dire di se stesso:\u00a0<strong>\u00abIo sono ci\u00f2 che non sono\u00bb.<\/strong>\u00a0Se la prima enunciazione non presenta difficolt\u00e0 interpretative, la seconda ci pone invece in una situazione di grave imbarazzo, di bisticcio logico, poich\u00e9 determina l\u2019innescarsi di un cortocircuito in ragione della sua evidente paradossalit\u00e0: sostenere che io sono ci\u00f2 che non sono porta infatti alla dissoluzione della mia identit\u00e0 individuale, una volta pronunciata di me non resta\u00a0<em>Nulla<\/em>.\u00a0<strong>Io sono ci\u00f2 che non sono \u00e8 dunque a tutti gli effetti la formula che annulla la mia singolarit\u00e0 (Ego).<\/strong>\u00a0Pi\u00f9 avanti spiegher\u00f2 come la perdita (o vuoto) della propria individualit\u00e0, di se stessi, sia in realt\u00e0 l\u2019acquisto (o pieno) di una individualit\u00e0 e singolarit\u00e0 pi\u00f9 alta \u2013 la reale scoperta di chi siamo veramente.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza che avverto ora \u00e8 invece aiutare il Lettore a superare la difficolt\u00e0 presentatagli con la seconda enunciazione, restituendo cos\u00ec anche al suo giudizio l\u2019altissimo senso che possiede. Per farlo, baster\u00e0 che modifichi di poco la costruzione della frase, senza per\u00f2 alterarne il senso e l\u2019idea:\u00a0<strong>\u00abCi\u00f2 che non sono, sono\u00bb<\/strong>: ci\u00f2 che non sono \u2013 non sono mio padre, non sono mia madre, non sono mio fratello Attilio, non sono il mio amico Mario; non sono l\u2019albero, la casa, l\u2019auto, la penna, la sedia, il tavolo, la strada, le nuvole, il mare, la pietra \u2013, sono: Marco.\u00a0<strong>Proprio perch\u00e9 non sono tutti gli altri infiniti elementi dell\u2019insieme universo io sono me stesso, Marco. Se fossi loro o uno degli enti indicati non sarei pi\u00f9 io, Marco. Dunque, \u00abCi\u00f2 che non sono, sono\u00bb.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Con questa prima delucidazione sono certo di aver allontanato definitivamente ogni equivoco e fraintendimento, nonch\u00e9 respinto probabili accuse di irrazionalit\u00e0 e non senso.<\/p>\n<p>Il lavoro svolto sul filosofema non si esaurisce per\u00f2 qui, perch\u00e9 all\u2019analisi questo si rivela particolarmente ricco, e dunque suscettibile di una nuova interpretazione, vera ed esatta quanto la prima, che noi in un primo momento abbiamo per\u00f2 ricusato perch\u00e9 contraddittoria al massimo grado: se \u201cci\u00f2 che non sono, sono\u201d, o anche, come abbiamo detto, \u201csono ci\u00f2 che non sono\u201d, io, Marco, sono dunque mio padre, mia madre, mio fratello Attilio, il mio amico Mario; sono l\u2019albero, la casa, l\u2019auto, la penna, la sedia, il tavolo, la strada, le nuvole, il mare, la pietra \u2013 ossia ci\u00f2 che non sono.<\/p>\n<p>Il gioco logico, se mi \u00e8 concesso usare quest\u2019espressione, \u00e8 dunque fondato sul presupposto che il filosofema si presta a una duplice lettura. Entrambe le interpretazioni sono corrette, anzi si inverano e completano a vicenda: ognuna di esse fa infatti riferimento a un diverso piano o grado di realt\u00e0, ordinario la prima (Relativo), metafisico la seconda (Assoluto), che invece di escludersi reciprocamente formano un tutto completo e armonico. La prima lettura giunge dunque alla definizione dell\u2019identit\u00e0 individuale attraverso la negazione ripetuta (\u201cnon sono\u2026 non sono\u2026.\u201d \u2013\u00a0<em>neti neti<\/em>); la seconda invece rimane ferma al suo senso letterale immediato e paradossale: e cio\u00e8 affermare di essere ci\u00f2 che non sono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11987816377\" class=\"j-module n j-imageSubtitle\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\">\n<p><figure style=\"width: 917px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11987816377\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3babcc06219658b1\/version\/1674985753\/image.jpg\" sizes=\"(min-width: 640px) 640px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3babcc06219658b1\/version\/1674985753\/image.jpg 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3babcc06219658b1\/version\/1674985753\/image.jpg 640w\" alt=\"Testo e illustrazione del Bhagavad Gita\" width=\"917\" height=\"554\" data-src-width=\"640\" data-src-height=\"387\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3babcc06219658b1\/version\/1674985753\/image.jpg\" data-image-id=\"7732814777\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Testo e illustrazione del Bhagavad Gita<\/figcaption><\/figure><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11987816477\" class=\"j-module n j-text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritornando alla dimostrazione, non ci resta ora che tirare sillogisticamente le somme: se di me stesso posso dire (premessa maggiore):\u00a0<strong>\u00abIo sono ci\u00f2 che sono\u00bb<\/strong>\u00a0e di me stesso posso anche dire (premessa minore):\u00a0<strong>\u00abCi\u00f2 che non sono, sono\/ sono ci\u00f2 che non sono\u00bb<\/strong>, di me stesso posso dunque dire (conclusione q<em>uod erat demonstrandum<\/em>) che:\u00a0<strong>\u00abSono ci\u00f2 che sono e sono ci\u00f2 che non sono\u00bb.<\/strong> Se posso legittimamente affermare ci\u00f2 \u2013 e abbiamo dimostrato che siamo autorizzati a farlo \u2013 di me stesso io allora posso dire di essere il TUTTO, perch\u00e9 sono sia ci\u00f2 che sono e anche ci\u00f2 che non sono [1].<\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ragionamento svolto dimostra perci\u00f2 che io sono il Tutto, l\u2019Assoluto \u2013 Dio. Questa, molto semplicemente, \u00e8 dunque la dimostrazione dell\u2019Uno-Tutto, la vera e sola Teoria del Tutto (<strong>Hawking<\/strong>) che la Scienza per le proprie vie tenta invano di scoprire:<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abPerch\u00e9 non v\u2019\u00e8 l\u00e0 che Uno, e dove \u00e8 Uno \u00e8 tutto, e dove \u00e8 il tutto \u00e8 l\u2019Uno\u00bb<\/strong>\u00a0(<strong>Meister Eckhart<\/strong>,\u00a0<em>Sermoni tedeschi <\/em>[2]).<\/p><\/blockquote>\n<div>\n<div id=\"ftn1\">Voglio subito rispondere a quanti potrebbero sollevare obiezioni circa la sospetta e delicata asserzione \u00abIo sono l\u2019Assoluto, Dio\u00bb. Con questa non intendo affatto suggerire l\u2019idea di una integrale e panteistica risoluzione dell\u2019uomo in Dio e viceversa; no, l\u2019affermazione vuole piuttosto significare che <strong>io sono quel che Dio \u00e8, e che Dio \u00e8 quel che io sono, e cio\u00e8 che tra me e il divino vi \u00e8 identit\u00e0 essenziale ma non sostanziale.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>L\u2019antica sapienza indiana tramandataci dai tre testi menzionati indica questo riconoscimento, questo rispecchiamento dell\u2019Io in Dio (Autocoscienza) e dell\u2019Io nel Mondo e del Mondo nell\u2019Io con le altissime formule:\u00a0<strong>\u00abTat Twam Asi\u00bb<\/strong> (Quello sei tu),\u00a0<strong>\u00abAham Brahmasmi\u00bb<\/strong>\u00a0(Io sono Brahman) e\u00a0<strong>\u00ab\u0100tman \u00e8 Brahman\u00bb<\/strong>, intendendo con \u0100tman l\u2019Io vero dell\u2019uomo (diverso dunque dall\u2019Ego), identico al Brahman [4].<\/p>\n<p>Quanto detto \u00e8 ancora pi\u00f9 vero se si pensa che Dio stesso potrebbe dire di S\u00e9:\u00a0<strong>\u00abIo sono ci\u00f2 che sono e sono ci\u00f2 che non sono\u00bb, ovvero: \u00abIo sono l\u2019Essere e anche il Non-Essere\u00bb <\/strong>[5].<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto \u00e8 bene ricordare che l\u2019identit\u00e0 Io-Dio-Mondo non \u00e8 un lascito della sola sapienza orientale. In Occidente, l\u2019Uno come Principio indicante\u00a0l\u2019identit\u00e0\u00a0e unit\u00e0 del Tutto \u00e8 tema centrale della riflessione filosofica, solo per fare alcuni nomi, di\u00a0<strong>Pitagora<\/strong>\u00a0(Apollo,\u00a0<em>a-poll\u00e1<\/em>, cio\u00e8 non molti, era il nome simbolico con il quale i pitagorici indicavano l\u2019Uno),\u00a0<strong>Parmenide, Eraclito<\/strong>\u00a0(<strong>\u00abda tutte le cose l\u2019uno dall\u2019uno tutte le<\/strong>\u00a0<strong>cose\u00bb<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong><em>Fr. 69<\/em>) \u00a0In particolare, il principio eleatico dell\u2019<em>En Kai Pan<\/em>, formula greca con la quale si indica appunto l\u2019identit\u00e0 dell\u2019Uno col Tutto, era molto cara a\u00a0<strong>Goethe,<\/strong>\u00a0il quale cercava in ogni regno della Natura quell\u2019Uno dal quale Tutto si lasciasse derivare (si leggano in particolare le pagine romane del suo\u00a0<em>Viaggio in Italia<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1675608009\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo secolo anche la fisica quantistica ha iniziato ad aderire a una visione del cosmo speculare a quella tramandataci dalle antiche Scienze spirituali e filosofiche. Non a caso oggi vediamo moltiplicarsi studi e saggi teoretici che ammettono l\u2019ipotesi, fino a pochi anni fa considerata fantascientifica, che l\u2019universo in realt\u00e0 non sia realmente diviso e molteplice, ma che divisione e molteplicit\u00e0 siano solo una illusione impostaci dai sensi. Gli esperimenti effettuati in tal senso hanno corroborato la teoria. Si pensi alla scoperta che due particelle \u201clegate\u201d tra loro (originate per esempio dallo stesso atomo radioattivo) mantengono la capacit\u00e0 di influenzarsi anche a grande distanza in maniera istantanea (<em>entanglement<\/em>). Una relazione di questo tipo viene definita dagli scienziati \u201cnon-locale\u201d, perch\u00e9 le particelle sono collegate tra loro al di l\u00e0 dello spazio e del tempo. In un sistema quantistico di questo tipo si \u00e8 poi visto che modificando un elemento si modifica istantaneamente tutto l\u2019insieme, lasciando quindi trasparire l\u2019idea che Tutto in fondo sia Uno e che l\u2019Uno sia nel Tutto. Nei modelli quantistici la totalit\u00e0 \u00e8 dunque contenuta in ogni singolo punto, e ogni ente reale \u00e8 in relazione di identit\u00e0 con qualunque altro ente reale. Da qui la formulazione di ipotesi come quelle olistica e olografica, che in questa sede intendo solo richiamare.<\/p>\n<p>Suggello quanto esposto con i versi di Dante, che meglio di altri restituiscono l\u2019idea e il senso della dimostrazione:<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abQuella circulazion che s\u00ec concetta \/ pareva in te come lume riflesso \/ da li occhi miei alquanto circunspetta \/ dentro da s\u00e9, del suo colore stesso \/ mi parve pinta della nostra effige \/ per che \u2018l mio viso in lui tutto era messo\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Divina commedia<\/em>, Paradiso, Canto XXXIII).<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11987821877\" class=\"j-module n j-imageSubtitle\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\">\n<p><figure style=\"width: 928px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11987821877\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie7191c4a575f76eb\/version\/1674987620\/image.jpg\" sizes=\"(min-width: 640px) 640px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie7191c4a575f76eb\/version\/1674987620\/image.jpg 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie7191c4a575f76eb\/version\/1674987620\/image.jpg 640w\" alt=\"Il Paradiso di Dante illustrato da Gustave Dor\u00e9\" width=\"928\" height=\"1030\" data-src-width=\"640\" data-src-height=\"710\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie7191c4a575f76eb\/version\/1674987620\/image.jpg\" data-image-id=\"7732816277\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il Paradiso di Dante illustrato da Gustave Dor\u00e9<\/figcaption><\/figure><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<div><\/div>\n<div class=\"cc-clear\">Faccio ora un passo indietro e adempio la promessa di spiegare perch\u00e9 la perdita dell\u2019identit\u00e0 individuale (Ego), per intenderci quella che ricade sotto un nome e un cognome, si commuti nell\u2019acquisto di una singolarit\u00e0 pi\u00f9 elevata (Io o S\u00e9).<\/div>\n<\/div>\n<p>Con la dimostrazione offerta ho illustrato ci\u00f2 che accade all\u2019uomo che, trascendendo se stesso, arrivi a liberarsi della sua veste individuale. Come corollario e chiarimento, voglio qui aggiungere che\u00a0<strong>la morte della soggettivit\u00e0 relativa determina immediatamente il sorgere della soggettivit\u00e0 assoluta: da un io che ordinariamente l\u2019uomo dice e sente di essere, dopo l\u2019annientamento del suo Ego egli scopre di essere ancora un Io, ma un Io di natura affatto diversa, ben pi\u00f9 elevata:<\/strong>\u00a0la Logica Superiore vuole infatti che l\u2019uomo non possa essere diverso da se stesso, tanto nel tempo quanto nell\u2019eterno, e perci\u00f2 che l\u2019Io con il quale si designa nella realt\u00e0 spazio-temporale sia\u00a0<em>essenzialmente<\/em>\u00a0identico all\u2019Io nel quale egli si riconoscer\u00e0 nella dimensione eterna. Alla domanda: <em>\u201cPuoi tu non essere, concepirti diverso da un io?\u201d,<\/em> la Logica Superiore risponde: <em>\u201cNo, mai: io sar\u00f2 sempre Io\u201d.<\/em> La morte o annientamento del piccolo io determina dunque la nascita del grande Io, ovvero di\u00a0<em>Quello<\/em>\u00a0che nel Prologo del Vangelo di san Giovanni e da <strong>Eraclito<\/strong> \u00e8 indicato come il\u00a0<em>Logos<\/em>\u00a0del mondo. (<em>\u201cIo sono colui che sono\u201d<\/em> viene rivelato a <strong>Mos\u00e8<\/strong> dalla voce nel roveto ardente).<\/p>\n<p>Tra le molteplici possibilit\u00e0 applicative della dimostrazione l\u2019occhio attento avr\u00e0 poi di certo scorto quella che riguarda\u00a0<strong>la corrispondenza tra microcosmo (uomo) e macrocosmo (universo)<\/strong>, corrispondenza che, inutile ricordarlo, nella Mistica, nella Metafisica e nell\u2019Esoterismo di ogni tempo e luogo \u00e8 considerata vera e propria pietra angolare della retta visione dell\u2019uomo e dell\u2019universo: se io sono ci\u00f2 che sono (formula base del microcosmo), l\u2019universo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 (formula base del macrocosmo), e io sono anche ci\u00f2 che non sono, ovvero, detto altrimenti, io sono ci\u00f2 che l\u2019universo \u00e8 (formula che risolve in una sintesi superiore le due precedenti), allora quale microcosmo io mi riscopro macrocosmo:<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abNoi sogniamo di viaggi per l\u2019universo: ma l\u2019universo non \u00e8 in noi? Non conosciamo le profondit\u00e0 del nostro spirito. \u2013 Verso l\u2019interno porta la via misteriosa. In noi o in nessun luogo sta l\u2019eternit\u00e0 con i suoi mondi, il passato e l\u2019avvenire\u00bb.<\/strong>\u00a0(<strong>Novalis<\/strong>,\u00a0<em>Frammenti).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Concludo.<\/p>\n<p><strong>Nel\u00a0<em>Cantico delle Creature<\/em>, forse l\u2019inno alla vita pi\u00f9 intenso mai composto, san Francesco d\u2019Assisi celebra le opere di Dio apostrofandole amorevolmente fratello e sorella<\/strong>. Un traboccante sentimento di fratellanza universale pervade tutta la lode del santo: diversamente dalla gran parte di noi, l\u2019altissimo spirito di <strong>Francesco<\/strong> seppe riconoscere nel cosmo se stesso, sent\u00ec che la Vita che vive nelle creature che lui amava non \u00e8 altra rispetto alla Vita che si manifestava in lui.<\/p>\n<p><strong>Francesco<\/strong> non era un filosofo, non costruiva a tavolino dimostrazioni logiche. Non voleva neanche stendere le poche regole del suo ordine, figuriamoci impegnarsi in altro. Come <strong>Bruno<\/strong> secoli dopo, egli speriment\u00f2 per\u00f2 potentemente nella sua anima quello che noi abbiamo cercato di illustrare in queste poche pagine, e cio\u00e8 che la fratellanza \u00e8 identit\u00e0 tra me e te, tra me, te e il creato. Essa \u00e8 dunque pi\u00f9 di un concetto astratto e vago, pi\u00f9 di un semplice sentimento religioso: \u00e8 realt\u00e0 logica e filosofica. Nel\u00a0<em>Cantico<\/em>\u00a0<strong>Francesco<\/strong> espresse tutto questo con il cuore, noi oggi con la testa.<\/p>\n<p><strong>La dimostrazione dell\u2019Uno-Tutto \u00e8 dunque il fondamento filosofico, il principio teorico della pi\u00f9 famosa delle preghiere francescane,<\/strong>\u00a0il terreno logico dal quale far fiorire un profondo e reale sentimento di Fratellanza Universale. La sua lode fu un meraviglioso canto dello Spirito, e in un certo senso anche la nostra dimostrazione lo \u00e8.<\/p>\n<p>Se <strong>Francesco<\/strong> visse con le opere il comandamento dell\u2019Amore lasciato agli uomini dal Cristo Ges\u00f9, <em>\u201cAma il prossimo tuo come te stesso\u201d<\/em>, noi oggi lo abbiamo rivissuto nel Pensiero. Il nostro \u00e8 un frammento di Vangelo filosofico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Si perda il Singolo, con cuore ardito,<br \/>\n<\/strong><strong>per ritrovarsi nell\u2019Infinito,<br \/>\n<\/strong><strong>ove ogni tedio si scioglier\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 desire, sforzo, volere,<br \/>\n<\/strong><strong>gravoso esigere, aspro dovere:<br \/>\n<\/strong><strong>abbandonarsi \u00e8 volutt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alma del mondo, t\u2019infondi in noi!<br \/>\n<\/strong><strong>Lo Spirito stesso del Mondo poi<br \/>\n<\/strong><strong>affronteremo, quale chi pu\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Geni benevoli, su, senz\u2019affanno,<br \/>\n<\/strong><strong>lieve traendoci, ne condurranno<br \/>\n<\/strong><strong>a Lui, che il tutto crea e cre\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E a ricreare sempre il creato,<br \/>\n<\/strong><strong>s\u00ec che non resti come impietrato,<br \/>\n<\/strong><strong>vibra l\u2019eterno libero Far.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che non era, presto diventi<br \/>\n<\/strong><strong>splendidi Soli, terre virenti:<br \/>\n<\/strong><strong>negato affatto gli \u00e8 di posar.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Muoversi deve, creando agire,<br \/>\n<\/strong><strong>formarsi, ed altro poi divenire,<br \/>\n<\/strong><strong>in apparenza scostando sol.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Eterno passa, veloce, in tutto,<br \/>\n<\/strong><strong>ch\u00e9 tutto in nulla cade distrutto,<br \/>\n<\/strong><strong>se nel suo essere persister vuol. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>(J.W. Goethe,\u00a0<em>L\u2019Uno-Tutto, Dio e il mondo<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-11987816977\" class=\"j-module n j-text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1\u00a0<strong>\u00ab L&#8217;uomo \u00e8 tutte le cose: se una gli manca \/ \u00e8 perch\u00e9 non sa lui stesso la sua ricchezza. \u00bb<\/strong>\u00a0(<strong>Angelo Silesio<\/strong>,\u00a0<em>Il pellegrino cherubico<\/em>).<\/p>\n<p>2 All\u2019interno dello stesso sermone, poco pi\u00f9 sotto <strong>Eckhart<\/strong> aggiunger\u00e0:\u00a0<strong>\u00abNotate ora una parola che ritengo assai bella: quando penso che egli \u00e8 uno con me (leggi: Dio), come se avesse obliato tutte le creature, e non vi fossi altro che io solo!\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>3 Da secoli l\u2019Induismo non fa dunque che ripetere la frase di Uddalaka a suo figlio Svetaketu:\u00a0<strong>\u00abQuello sei tu\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Chandogya Upanisad<\/em>).<\/p>\n<p>4\u00a0<strong>\u00abQuesto \u0100tman dentro il mio cuore \u00e8 pi\u00f9 piccolo di un grano di riso o di frumento, di un seme di senape o di un grano di miglio; e tuttavia questo \u0100tman dentro il mio cuore \u00e8 pi\u00f9 grande della terra, pi\u00f9 grande dello spazio atmosferico, pi\u00f9 grande del cielo\u2026 Questo \u0100tman dentro il mio cuore \u00e8 il Brahman stesso\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Chandogya Upanisad<\/em>).<\/p>\n<p>5\u00a0<strong>\u00abSono io che riscaldo, che trattengo o libero la pioggia; io sono l\u2019immortalit\u00e0 e la morte; sono io, o Arjuna, che sono l\u2019Essere e il Non-Essere\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Bhagavadg\u012bt\u0101<\/em>, Canto IX, verso 19).<\/p>\n<p>6\u00a0La nostra dimostrazione fonda, esplicita e compie logicamente la concezione unitaria del Tutto e totalitaria dell\u2019Uno che Cusano cos\u00ec espresse:\u00a0<strong>\u00ab<em>Filiatio igitur est ablatio omnis alteritatis et diversitatis et resolutio omnium in unum, quae est transfusio unius in omnia<\/em><\/strong><strong>\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>De filiatione Dei<\/em>).<\/p>\n<p><em>Marco Morrone<\/em><\/p>\n<p><em>Foto di copertina: H. Matisse, &#8220;Donna con cappello&#8221;, 1905, particolare<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/febbraio\/l-uno-tutto-una-dimostrazione-logico-filosofica-a-fondamento-della-fratellanza-universale\/?preview_sid=355282&amp;fbclid=IwAR2gtN32g4UgMQf_QUESF7NRFsKm23GAn33ZTxdXTVO6HEbDtRq5mRfnWeM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-69342 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1-Marco-235x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"107\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1-Marco-235x300.jpeg 235w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1-Marco-9x12.jpeg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1-Marco.jpeg 514w\" sizes=\"(max-width: 107px) 100vw, 107px\" \/><em>Marco Morrone, 39 anni, cosentino.<\/em><br \/>\n<em>Scrittore, logico, filosofo e libero ricercatore spirituale.<\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abChiamiamo sapere il conoscere mediante dimostrazione. Per dimostrazione, d\u2019altra parte, intendo il sillogismo scientifico, e scientifico chiamo poi il sillogismo in virt\u00f9 del quale, per il fatto di possederlo, noi sappiamo\u00bb.\u00a0 (Aristotele, Analitici secondi, I, 2, 71b) &nbsp; L\u2019alterit\u00e0 o separazione \u00e8 la pi\u00f9 irriducibile delle parvenze. 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