{"id":70359,"date":"2023-03-17T07:38:36","date_gmt":"2023-03-17T06:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=70359"},"modified":"2023-03-18T10:07:18","modified_gmt":"2023-03-18T09:07:18","slug":"e-mozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/e-mozione\/","title":{"rendered":"E.mozione"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p class=\"p1\"><i>La consapevolezza della natura dell\u2019emozione permette una lettura della realt\u00e0 e una conoscenza altrimenti mantenuta nell\u2019oscurit\u00e0.<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\">Un\u2019emozione \u00e8 tutto. La ragione \u00e8 niente. Rapiti da un\u2019emozione, siamo una capsula dall\u2019orbita segnata, nessuna ragione ha i mezzi per modificarla o arrestarla; rapiti da un\u2019emozione, non c\u2019\u00e8 verso razionale di rinsavire.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Ogni dipendenza, dall\u2019esaurirsi nel proprio io alla bulimia e cos\u00ec tutte le altre superstizioni, \u00e8 un\u2019emozione che la ragione, nonostante la sua arroganza di onnipotenza, non \u00e8 in grado neppure di scalfire.<\/p>\n<p class=\"p1\">Siamo sempre entro un\u2019emozione. L\u2019aura \u00e8 una sua emissione energetica, tanto pi\u00f9 lucente quanto pi\u00f9 siamo in armonia con il tutto. Qualcuno \u00e8 in grado di vederne le tonalit\u00e0. Tutti vediamo la luce pulita o torva che qualcuno emette. Secondo certe tradizioni sapienziali, siamo avvolti in un uovo di luce e siamo attraversati dall\u2019energia, le cui declinazioni tutto generano. Di pi\u00f9. Siamo un\u2019emozione. Un\u2019emozione genera il seme (maschio) e un\u2019emozione vuole generare (femmina).<\/p>\n<p class=\"p1\">Per un\u2019emozione vogliamo essere scalatori, sommozzatori, aviatori, medici. Il perdurare dell\u2019emozione implica il massimo rischio di realizzazione, di successo. Ma, per una coercitiva richiesta famigliare, potremmo arrivare a castrare il nostro intento e finire a fare l\u2019avvocato, l\u2019assicuratore o il banchiere. Forze che, quando superiori alle nostre, possono lentamente spegnere l\u2019emozione e il sogno, lasciandoci immiseriti a fare altro da noi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">La determinazione \u00e8 un\u2019emozione. In essa vediamo e viviamo ci\u00f2 che ancora non \u00e8 accaduto. L\u2019emozione fa il mondo in cui siamo. Cos\u00ec il bimbo che non riesce a smettere di giocare, chiamato per la merenda, non riesce\/vuole uscire dall\u2019emozione dalla quale \u00e8 avvolto.<\/p>\n<p class=\"p1\">La volont\u00e0 \u00e8 l\u2019aspetto espresso dell\u2019emozione. Essa raduna le migliori risorse creative per realizzarsi, per raggiungere lo scopo, per creare quella realt\u00e0 prima solo immaginata e a propria immagine e somiglianza. Cos\u00ec, la scopa \u00e8 realmente un cavallo, la Maserati veramente uno scopo in cui riconoscersi, la vetta il solo punto in cui si realizza l\u2019autostima.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Volont\u00e0, emozione e creazione sono amanti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Imparare a riconoscere in quale emozione siamo e il mondo che ne consegue \u00e8 uno dei primi passi per avviarsi a scoprire i nostri poteri energetici. Uno di questi riguarda il punto di attenzione. Un vincolo a forze ridondanti, del quale siamo facilmente preda. A mezzo del quale si generano le egregore, ossessivi filtri attraverso i quali traguardiamo, distorcendolo, il mondo. Con la presa di coscienza del punto di attenzione, di dove va a posarsi a nostra insaputa e su come prenderne possesso, realizziamo una libert\u00e0 dal conosciuto altrimenti non possibile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Concretamente, significa avere i mezzi per uscire da una capsula emozionale \u2013 il nostro modo di reagire dichiara sempre la bolla emozionale che ci contiene \u2013 e anche entrare in un\u2019altra, secondo libera volont\u00e0 creativa. Uno stadio di consapevolezza che offre il senso di avere in mano la barra del timone della nostra serenit\u00e0, orientato a seguire la rotta degli alisei, che porta al mare dell\u2019invulnerabilit\u00e0, all\u2019arcipelago della salute e alla terra dell\u2019armonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4962.html?_=1679034480\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\">Allora viene da s\u00e9 riconoscere che il mondo \u00e8 divenuto altro pur mantenendo le medesime sembianze. Che prima guardavamo senza vedere. Che ci occupavamo solo dell\u2019inconsistente schiuma della realt\u00e0. Che investivamo arbitrariamente la realt\u00e0 di propriet\u00e0 soltanto nostre. Che questa non era fuori ma dentro noi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Contraddire un\u2019emozione, comportarsi senza rispettarla \u00e8 alzare il rischio d\u2019inconveniente. Buona parte degli incidenti corrispondono a emozioni non rispettate o scelte e azioni in contrasto con l\u2019emozione che viviamo. Imporre o imporci il dovere, senza avere il valore della disciplina e quindi viverne l\u2019emozione, \u00e8 cosa frustrante e alienante, condizione spirituale idonea agli inconvenienti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le emozioni muovono tutti gli uomini identicamente. Esse si ripetono in ognuno con il medesimo potere di movimento, fosse anche l\u2019immobilit\u00e0, se l\u2019emozione \u00e8 nera. In esse sussiste il segreto del nietzschiano <i>eterno ritorno dell\u2019identico<\/i>, verit\u00e0 impossibile da riconoscere da chi \u00e8 preda dell\u2019emozione razionalista e materialista. Condizione dalla quale, ancora una volta, soltanto un\u2019emozione potr\u00e0 far brillare l\u2019emancipazione e cogliere il mondo forestiero alla bolla scientista e determinista. \u00c8 una verit\u00e0 che non richiede stupide prove scientifiche, quelle che contengono, ovvero costringono, esauriscono e mortificano il pensiero \u2013 sempre nietzschiano \u2013 dell\u2019<i>ultimo uomo<\/i>. Essa riferisce la dimensione alogica, magica della coscienza, quindi realt\u00e0 e vita del lato oscuro dell\u2019universo. Un buio che, ad emancipazione compiuta, si riempie di luce.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le emozioni avvertono tutti gli uomini dell\u2019energia che sta scorrendo nel tempo e nel momento. Quando le vibrisse che siamo non sono imbrattate di vischiose ideologie e saperi cognitivi, le emozioni permettono di conoscere attraverso il sentire. Di riconoscere la superficialit\u00e0 e soprattutto la caducit\u00e0 del sapere analitico-intellettuale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Emancipati da quel tipo di sapere fuorviante, superficiale e disumano, ci avvertono del richiamo e della repulsione nei confronti di qualcuno e qualcosa. Permettono di comprendere in che termini la conoscenza \u00e8 gi\u00e0 in noi. Di muoverci, prendere decisioni e condurre una vita a misura di noi stessi. Di liberarci dal dominio dell\u2019infrastruttura dell\u2019io, dell\u2019interesse personale in quanto ragione di sofferenza, dell\u2019identificazione con consuetudinari ruoli storici che impongono una vita estranea all\u2019evoluzione umana.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le emozioni sono la presenza storica dell\u2019infinito e dell\u2019eterno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Dal grande volume cosmico che tutto contiene, da cui tutto diviene \u2013 l\u2019<i>iperuranio<\/i> secondo Platone \u2013, gli uomini traggono solo e soltanto gli elementi idonei alla loro biografia storica. Una linea rossa infinitamente lunga che, identificati con il nostro io, crediamo corrispondere soltanto al piccolo frammento di vita che ci attraversa. Consideriamo la vita come se ne fossimo i proprietari e non banali, quanto necessari, latori al pari di una delle mille foglie di un faggio nell\u2019apoteosi dell\u2019estate. Una piccola coscienza egocentrica \u00e8 inetta a cogliere l\u2019energia del mondo, idonea a non capire nulla dell\u2019esistenza, fino a sostenere l\u2019idea che siamo qui per caso.<\/p>\n<p class=\"p1\">Consapevoli che gli elementi che estraiamo dal grande volume non sono che gocce raccolte dal mare e scelte obbligate dalla nostra biografia, possiamo avvederci della loro autoreferenziale parzialit\u00e0, della loro pari dignit\u00e0 con quelli estratti da altre biografie. Possiamo dunque riconoscere l\u2019arbitrariet\u00e0 con la quale gli uomini creano gerarchie dialetticamente sostenute, applicate con qualche tipo di forza, ma spiritualmente vuote.<\/p>\n<p class=\"p1\">Alla domanda <i>ti piace il jazz o Miles Davis<\/i> estraiamo dal volume il Jazz e il Miles Davis che eventualmente conosciamo, non solo, ne estraiamo il necessario alla nostra biografia per dare risposta alla domanda. Sia essa no o s\u00ec, in ambo i casi non realizzeremo comunicazione sul nostro jazz e sul nostro Miles Davis, se non approssimativa, fuorviante, equivoca. Due interlocutori, in particolare se tra loro estranei, portano in s\u00e9 universi diversi. Il confronto tra campi aperti basato sul linguaggio logico-razionale esclude di far contenere alle parole l\u2019esperienza e la contingenza che impone cosa estrarre dal volume. \u00c8 un\u2019emozione che ci fa estrarre il necessario per dare risposta alla domanda. Solo con una simile o identica emozione nei confronti del jazz e di Miles Davis, e anche nei confronti dell\u2019altro, la risposta implicher\u00e0 comunicazione e conoscenza. Dentro la stessa emozione eleggiamo la stessa realt\u00e0, cio\u00e8 estraiamo dal volume le medesime gocce.<\/p>\n<p class=\"p1\">Quando inconsapevoli di giacere nell\u2019incantesimo dell\u2019io, ne idolatriamo i diritti e ne adoriamo le superstizioni, ne crediamo le leggende, consideriamo ogni estrazione dal volume un merito e un libero nostro potere. Ma, cos\u00ec facendo, affermiamo l\u2019inettitudine a riconoscere che noi stessi corrispondiamo a un\u2019emozione e, soprattutto, che abbiamo perso il legame dal grande volume originario. Come se un muscolo si arrogasse il potere di compiere un gesto. Ogni storia privata di consapevolezza trascendentale \u00e8 anche una storia di dolore. Rinascere e morire non sono che emozioni dette innamoramento e depressione. \u00c8 solo per una certa emozione che stiamo ubbidienti e proboviri entro il risibile quadrilatero del nasci-lavora-consuma-crepa. \u00c8 solo riconoscendone la violenta autoreferenzialit\u00e0 che possiamo elaborare come attingere alla vita che entro le emozioni delle consuetudini ci eravamo fatti sottrarre. E nella libert\u00e0 dal conosciuto apriamo alla possibilit\u00e0 di emancipazione dall\u2019emozione che siamo, e quindi all\u2019accesso al tutto.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019ordine attraverso il quale il razionalismo ha oggi pieno potere, con il quale si arroga il diritto di vita e di morte delle affermazioni umane, cio\u00e8 il diritto di eleggere cosa \u00e8 vero e cosa non lo \u00e8, non \u00e8 che una trama dell\u2019io. Vero parassita cui devolviamo tutta la nostra energia, alla cui volont\u00e0 sottostiamo fino a uccidere o farci uccidere, se \u00e8 questo che ci comanda.<span class=\"s1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019arroganza del razionalismo \u00e8 di una tale gretta irruenza da non avvedersi che l\u2019esperienza non \u00e8 trasmissibile, che capire non conta nulla. La razionalit\u00e0 \u00e8 insufficiente a comunicare. La comunicazione avviene attraverso un\u2019emozione che permette di vedere nel firmamento le medesime costellazioni. E anche la memoria \u00e8 un\u2019emozione. Non \u00e8 la memoria che fa insorgere l\u2019emozione, ma \u00e8 questa che permette il fenomeno della memoria. Il suo insorgere elude il tempo e lo spazio, artifici slegati dall\u2019universo. Elude il nostro frammento di vita nei <i>d\u00e9j\u00e0-vu<\/i> e nelle conoscenze, anche tecniche, prive di supporto cognitivo. Ed \u00e8 un\u2019emozione che pu\u00f2 scatenare una patologia e una guarigione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Come noi creiamo per mezzo di un\u2019emozione, cos\u00ec l\u2019emozione crea il mondo. Riconoscendo che solo entro un\u2019emozione agiamo e creiamo, possiamo riconoscere il legame con l\u2019infinito.<\/p>\n<p class=\"p1\">I via via pi\u00f9 raffinati e alti calcoli per elaborare algoritmi in grado di simulare le emozioni arriveranno a dissimulare l\u2019anima robotica che le esprime. Sar\u00e0 allora che l\u2019uomo comune, a mezzo della cultura che gli verr\u00e0 proposta come verit\u00e0, creder\u00e0 di avere a che fare con un suo simile. Sar\u00e0 allora che la babelica torre avr\u00e0 raggiunto le quote pi\u00f9 elevate e il fracasso del suo crollo non risparmier\u00e0 niente del mondo. Ogni azione slegata dall\u2019origine \u00e8 un passo verso il regno del nichilismo. I cristiani lo chiamano perdizione.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dall\u2019io, dal suo predominio su di noi, dalla nostra inconsapevolezza della sua esistenza, della sua natura e logica, diviene la sofferenza, la gnostica, l\u2019elezione del diritto quale solo strumento per dirimere la vita, generare fittizia giustizia e alimentare uno status quo materialista, evolutivamente sterile.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il predominio dell\u2019io \u00e8 un\u2019emozione, un nodo energetico, un cortocircuito che ci separa dall\u2019origine. Che ci condanna a una vita di stenti. Che impedisce di riconoscere la magia alogica, lei s\u00ec scientifica, che porta alla conoscenza intima e cosmica. Che ci permette di vedere la banalit\u00e0 del piombo che diviene oro e del <em>\u201ccome in alto cos\u00ec in basso\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-67830 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg\" sizes=\"(max-width: 119px) 100vw, 119px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg 284w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-11x12.jpeg 11w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo.jpeg 409w\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"125\" \/><\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo, diplomato ISEF, Guida alpina emerita e maestro di alpinismo, insegnante di diverse attivit\u00e0 motorie, co-ideatore e responsabile di \u201cVictory Project Scuolanatura\u201d, proposta operativa di reclutamento delle potenzialit\u00e0 individuali.<\/em><\/p>\n<p><em>Giornalista pubblicista, scrittore e fotografo. Collabora con blog e testate online con articoli che trattano di ambiente, comunicazione, sicurezza, geopolitica, argomenti evolutivi e di critica sociale.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La consapevolezza della natura dell\u2019emozione permette una lettura della realt\u00e0 e una conoscenza altrimenti mantenuta nell\u2019oscurit\u00e0. Un\u2019emozione \u00e8 tutto. La ragione \u00e8 niente. 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