{"id":70437,"date":"2023-03-22T12:45:02","date_gmt":"2023-03-22T11:45:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=70437"},"modified":"2023-10-05T10:57:28","modified_gmt":"2023-10-05T08:57:28","slug":"il-grafene-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-grafene-non-esiste\/","title":{"rendered":"Il Grafene Non Esiste"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\">\n<h2 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" data-fontsize=\"30\" data-lineheight=\"14.4px\">Introduzione<\/h2>\n<p>Di recente si \u00e8 molto parlato della questione del grafene nei vaccini, e la discussione ha assunto toni molto polemici, quasi violenti, nei confronti di coloro che, come il sottoscritto, hanno negato che ci sia alcuna prova sulla presenza del grafene nei vaccini, o che addirittura, che indicibile mostruosit\u00e0, negano l\u2019esistenza stessa del grafene.<\/p>\n<p>Si tratta di due questioni collegate ma distinte: il grafene potrebbe anche esistere, ma ci\u00f2 non toglie, come vedremo, che le presunte prove sulla sua presenza nei sieri Covid sono tutte chiaramente infondate. Ma la questione \u00e8 pi\u00f9 profonda, e investe l\u2019esistenza stessa del grafene e, in definitiva, delle cosiddette nanotecnologie, non a caso pilastro di quella auspicata Quarta Rivoluzione industriale che <strong>Klaus Schwab<\/strong> ha posto al centro del <em>Great Reset<\/em>, e dunque al centro del progetto totalitario e tirannico manifestatosi in maniera evidente negli ultimi anni.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>La rilevanza della questione grafene e nanotecnologie in generale \u00e8 evidente: se davvero i banchieri occulti riusciranno a generare la <em>\u201cpolvere intelligente\u201d<\/em> e a iniettarla alla gran parte della popolazione del pianeta, allora il controllo, sia in termini informativi che, addirittura, comportamentali, sarebbe totale. Non a caso si \u00e8 parlato della <em>\u201csmart dust\u201d<\/em> come cavallo di\u00a0Troia per l\u2019avvento del Transumanesimo.<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Poniamo subito qui una domanda\u00a0che diventer\u00e0 cruciale: ma non \u00e8 che attribuiamo ai poteri occulti, quel gruppo di banchieri che va sotto il nome di <em>\u201ccricca di Davos\u201d, \u201cRothschild &amp; Co.\u201d<\/em>, etc., poteri quasi sovrannaturali che sono in realt\u00e0 impossibili, alimentando cos\u00ec una mitologia del potere che finisce per farci sentire impotenti e alla merc\u00e9 di forze che, letteralmente, agiscono nel regno dell\u2019invisibile?<\/p>\n<p>Il grafene, proprio come la\u00a0<em>smart dust<\/em>, trae gran parte del suo potere e del suo fascino proprio dalla sua invisibilit\u00e0, come d\u2019altra parte accade con tutta la mitologia virologica. <strong>Promuovere presunte forze invisibili ha molti vantaggi, non ultimo quello dell\u2019impossibilit\u00e0 della verifica diretta<\/strong>. In e\ufb00etti, la scienza moderna, anche grazie alla fuoriuscita sempre pi\u00f9 spinta oltre i confini del visibile, ha ormai superato quel principio di falsificablit\u00e0 che <strong>Popper<\/strong> aveva posto come perno del metodo scientifico.<sup>3<\/sup><\/p>\n<p>E la questione del grafene nei vaccini ha lo stesso significato della\u00a0<em>smart dust<\/em>. Rigettare la mitologica esistenza del grafene significa far crollare la mitologia delle nanotecnologie e della \u2018polvere intelligente\u2019, ed \u00e8 posizione molto pi\u00f9 radicale di quella intrapresa da coloro che vogliono indurre la resistenza a focalizzarsi sul grafene nei vaccini come nuova forma di \u2018smart dust\u2019.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-70438\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-300x143.png\" alt=\"\" width=\"831\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-300x143.png 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-1024x489.png 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-768x367.png 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-18x9.png 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59-1320x630.png 1320w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Screenshot-2023-03-21-at-10.45.59.png 1516w\" sizes=\"(max-width: 831px) 100vw, 831px\" \/><\/p>\n<h2 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" data-fontsize=\"30\" data-lineheight=\"14.4px\">La questione del grafene nei vaccini<\/h2>\n<p>I pi\u00f9 importanti sostenitori del grafene nei vaccini sono stati in Europa la <em>Quinta Columna<\/em> spagnola, basata sulla studio del prof.<strong>Campra<\/strong>, e il dr. <strong>Giovannini<\/strong> in Italia tramite le sue analisi al microscopio a campo oscuro. Liquidiamo questa seconda metodica, non perch\u00e9 non sia valida, tutt\u2019altro, ma perch\u00e9 l\u2019interpretazione delle strutture visibili nel sangue dei vaccinati, o nei vaccini, \u00e8 chiaramente soggettiva, e senza nessuna analisi biochimica di conferma nessuno pu\u00f2 onestamente a\ufb00ermare che si tratti di grafene o di qualsiasi altra sostanza.<\/p>\n<p>L\u2019unico studio che ha pretese scientifiche \u00e8 quello di <strong>Campra<\/strong>, ma\u00a0stiamo per vedere come sia facilmente falsificabile.<sup>4<\/sup><\/p>\n<p><strong>Campra<\/strong> ha preso 7\u00a0vaccini e li ha analizzati con la metodologia spettroscopica micro-Raman:<\/p>\n<p>PFIZER 1 (RD1). Batch EY3014. Sealed<\/p>\n<p>PFIZER 2 (WBR). Batch FD8271. Sealed<\/p>\n<p>PFIZER 3 (ROS). Batch F69428. Sealed<\/p>\n<p>PFIZER 4 (ARM). Batch FE4721. Sealed<\/p>\n<p>ASTRAZENECA (AZ MIT). Batch ABW0411. Sealed<\/p>\n<p>MODERN (MOD). Batch 3002183. Not sealed<\/p>\n<p>JANSSEN (JAN). Batch number Not available. Not sealed<\/p>\n<p>Quindi, 4 vaccini Pfizer, e uno ciascuno di Astra Zeneca, Moderna e Janssen. Come spiega <strong>Campra<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cPer ciascuna fiala, quattro diverse aliquote da 10 \u03bcl ciascuna sono state estratte con una micro-siringa dal 50 \u03bcl, depositate sui vetrini del microscopio ottico, e lasciate a seccare in una camera a flusso laminare asettico a temperatura ambiente.\u201d (p.8).<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 importante ricordare come ciascuno dei 7 vaccini sia stato suddiviso in 4 parti, per un totale di 28 aliquote che sono state sottoposte ad analisi micro-Raman. Il primo passaggio \u00e8 stata l\u2019analisi visuale delle 28 aliquote attraverso un microscopio ottico, con ingrandimenti da 100x a 600x, \u201c\u2026alla ricerca di oggetti compatibili con strutture granitiche o grafeniche.<\/p>\n<p>Qui abbiamo gi\u00e0 un grosso problema: tutta la ricerca sullo sviluppo del grafene si fonda sulla radicale distinzione di grafene e grafite, sul fatto che il grafene, proprio per la sua struttura a strato infinitesimale, ha propriet\u00e0, specie di tipo conduttivo, enormemente maggiori della grafite, oltre ad essere enormemente pi\u00f9 resistente.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Lo stesso <strong>Campra<\/strong> sottolinea questa distinzione:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa di\ufb00erenza tra l due tipologie non \u00e8 dovuta alla loro composizione chimica, essendo entrambe derivati della grafite, ma solo al diverso grado di esfoliazione dell\u2019iniziale materiale grafitico e al numero di strati super-imposti, assumendo un limite di circa 10 strati come riferimento per considerare il materiale grafite.\u201d (p.9)<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi, cercare strutture indi\ufb00erentemente grafitiche o grafeniche \u00e8 gi\u00e0 un\u2019implicita ammissione della realt\u00e0 dei fatti, ovvero del fatto che ci\u00f2 che viene spacciato per grafene non \u00e8 altro che grafite, senza nessuna delle mirabolanti propriet\u00e0 del grafene, ma solo col nome di grafene.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro problema: la ricerca delle strutture grafeniche, che ricordiamo dovrebbero essere strutture nanometriche non superiori allo spessore di 1 nanometro (1 milionesimo di millimetro!), con un microscopio ottico, la cui definizione non pu\u00f2 superare il livello micrometrico, \u00e8 di nuovo un modo per lavorare nel possibile, ovvero nel livello visibile della grafite, spacciandola poi per grafene.<\/p>\n<p>Che questa sia la realt\u00e0 dei fatti lo si evince dal processo di selezione degli oggetti \u201cgrafenici o grafitici\u201d rilevanti:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cI criteri di selezione dei oggetti erano:<\/p>\n<p>1. Locazione nei\u00a0\u00a0 resti\u00a0 della\u00a0\u00a0 goccia\u00a0\u00a0 o\u00a0\u00a0 nell\u2019area\u00a0\u00a0 esterna\u00a0\u00a0 del trascinamento mediante asciugatura;<br \/>\n2. Due tipi di apparenza grafenica: oggetti bidimensionali traslucidi, o corpi opachi simili a carbonio scuro\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi, la ricerca \u00e8 stata per due tipi di oggetti opposti: o talmente sottili da essere trasparenti; o talmente opachi da assomigliare al carbone. Insomma, un po\u2019 come volere la botte piena e la moglie ubriaca! Gi\u00e0, perch\u00e9 se il grafene \u00e8, come viene definito u\ufb03cialmente, a strato mono-atomico, o al massimo 9-atomico, ha uno spessore talmente infinitesimale da essere di fatto invisibile, come vedremo; quindi, ammesso e non concesso che sia in qualche modo visibile, pu\u00f2 al massimo essere trasparente, e certo non \u201c<em>scuro<\/em>\u201d. Quindi, uno studio corretto avrebbe dovuto usare solo la categoria <em>\u201coggetti traslucidi\u201d;<\/em> invece, \u00e8 proprio quella categoria che, dopo averla introdotta, <strong>Campra<\/strong> elimina perch\u00e9 non responsiva alla tecnica micro-Raman:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cUn limite nell\u2019ottenere definiti modelli spettrali con questa tecnica \u00e8 stata l\u2019intensit\u00e0 della fluorescenza emessa da molti oggetti selezionati. In numerosi fogli traslucidi con apparenza grafenica non \u00e8 stato possibile ottenere spettri Raman liberi da rumore fluorescente, quindi la tecnica non ha consentito in molti di loro di ottenere segnali Raman specifici con picchi ben definiti. Perci\u00f2, per questi oggetti la presenza di strutture di grafene non pu\u00f2 essere n\u00e9 a\ufb00ermata n\u00e9 negata.\u201d (p.9).<\/p><\/blockquote>\n<p>Di tutto ci\u00f2 che non esiste non si pu\u00f2 n\u00e9 a\ufb00ermare n\u00e9 negare l\u2019esistenza, anche perch\u00e9 l\u2019inesistenza \u00e8 impossibile da dimostrare. Ma il vero problema \u00e8 dunque che gli unici oggetti che potevano avere qualche relazione col fantomatico grafene, quelli trasparenti , sono eliminati dalla scena, e restano dunque solo quello scuri e carbonici che gi\u00e0 per la loro apparenza non possono che essere grafite.<\/p>\n<p>La stessa tecnica micro-Raman \u00e8 estremamente arbitraria. Ad esempio, questa \u00e8 la definizione delle bande micro-Raman:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4113 aligncenter lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-300x259.png\" sizes=\"588px\" srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-200x173.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-300x259.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-400x346.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-500x432.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-600x518.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01.png 603w\" alt=\"\" width=\"588\" height=\"508\" data-orig-src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-300x259.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-200x173.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-300x259.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-400x346.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-500x432.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01-600x518.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01.png 603w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/p>\n<p>semplificando un argomento complicato, le bande G e 2D possono corrispondere sia alla grafite sia al grafene. Nella banda G \u00a0ci\u00f2 che di\ufb00erenzierebbe il grafene dalla grafite sarebbe una di\ufb00erenza colorimetrica, una sfumatura rossa per la grafite e blu per il grafene.<\/p>\n<p>Quanto alla banda 2D<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026la presenza di grafene mono-atomico (SLG) \u00e8 stata associata con la presenza di un picco isolato e acuto, che aumenta di ampiezza con l\u2019aumentare del numero di strati.\u201d (p.6).<\/p><\/blockquote>\n<p>Dato che sopra i 9 strati si tratta di grafite, e dato che la micro-Raman interpreta la presenza di grafene sulla base dell\u2019ampiezza del picco, sarebbe necessario definire in maniera precisa a quale ampiezza il grafene diventa grafite, perch\u00e9 9 strati mono-atomici sono uno spessore infinitesimale. Invece, nessun parametro viene indicato, il che significa che leggere il picco\u00a0come grafene o grafite \u00e8 atto del tutto arbitrario. E infatti, la cosa \u00e8 talmente contraddittoria, che subito dopo <strong>Campra<\/strong> scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cI picchi G e 2D della grafite sono pi\u00f9 acuti e ristretti di quelli del grafene.\u201d (p.6)<\/p><\/blockquote>\n<p>Avete capito bene? Prima ci viene detto che maggiore \u00e8 l\u2019ampiezza del picco maggiore \u00e8 il numero di strati di grafene, al punto che da una certa ampiezza in poi gli strati devono essere superiori a 9 e deve dunque trattarsi di grafite; ora ci viene detto il contrario, che minore \u00e8 l\u2019ampiezza del picco, pi\u00f9 probabile \u00e8 che si tratti di grafite.<\/p>\n<p>E va be\u2019, abbiamo capito che il rigore metodologico non fa parte di questa ricerca. E cos\u00ec arriviamo alla dimostrazione definitiva della completa ina\ufb03dabilit\u00e0 di questo studio sul grafene nei vaccini.<\/p>\n<p><strong>Campra<\/strong> a\ufb00erma:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cUn totale di 110 oggetti dall\u2019apparenza grafenica sono stati selezionati\u2026 Di questi, ulteriori 28 oggetti sono stati selezionati per il loro pi\u00f9 elevato grado di compatibilit\u00e0 spettrale con i materiali grafenici come riportati in letteratura\u2026\u201d (p.9).<\/p><\/blockquote>\n<p>Di questi 110 oggetti solo 28 sono stati considerati abbastanza grafenici, e guarda caso proprio quelli \u2018scuri\u2019 e \u2018opachi\u2019 che, come abbiamo visto, non possono che essere grafite. Ma procediamo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026I 28 oggetti considerati potenzialmente grafene sono stati distribuiti in 2 gruppi, secondo il grado di correlazione con lo spettro RAMAN del modello utilizzato di ossido di grafene ridotto (rGO, reduce Graphene Oxide, TMSIGMA ALDRICH). Il GRUPPO 1 include gli 8 oggetti il cui spettro era simile allo spettro del modello rGO, e quindi la presenza di ossido di grafene (n\u00ba 1-8) pu\u00f2 essere a\ufb00ermata con certezza.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Utilizzare una mera similitudine per a\ufb00ermare una certezza, mi sembra una forzatura, come apertamente confessa lo stesso <strong>Campra<\/strong>, che dalla certezza scende alla \u201celevata probabilit\u00e0\u201d:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cPerci\u00f2, possiamo a\ufb00ermare. con un alto grade di fiducia, che l\u2019identificazione del materiale grafenico nei campioni analizzati del Gruppo 1\u00a0<strong>\u00e8 definitiva<\/strong>, e le strutture di ossido di grafene posso essere attribuite alle nanoparticelle\u00a0<strong>con un\u2019elevata probabilit\u00e0<\/strong>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>A parte la contraddizione logica di a\ufb00ermare che qualcosa \u00e8 definitivo, cio\u00e8 sicuro, con un\u2019elevata probabilit\u00e0, il vero problema \u00e8 un altro. Gli oggetti definiti <em>\u201cmolto probabilmente\u201d<\/em> grafenici sono solo 8 su 110. Ora, abbiamo visto come i 110 oggetti siano stati trovati in 28 frazioni, 4 per ogni vaccino. Dato che solo 8 di quegli oggetti sono stati considerati grafene, vorrebbe dire che al massimo solo 2 dei 7 vaccini contengono grafene, dato che 8 \/ 4 fa 2, cio\u00e8 solo in due vaccini si possono trovare oggetti grafenici in tutte le 4 frazioni. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Gli 8 oggetti molto probabilmente grafenici sono cos\u00ec distribuiti:<\/p>\n<p>\u2013 PFIZER 2 WBR UP GO2<br \/>\n\u2013 PFIZER 3 Ros 2hy GO1<br \/>\n\u2013 PFIZER 3 Ros 2hy GO1b<br \/>\n\u2013 PFIZER 3 Ros 2hy b GO2<br \/>\n\u2013 AZ MIT UP CARB1<br \/>\n\u2013 AZ MIT UP CARB4<br \/>\n\u2013 AZ MIT DOWN CARB2<br \/>\n\u2013 MOD lum<\/p>\n<p>Cio\u00e8:<\/p>\n<p>\u2013 1 oggetto si trova nel secondo dei 4 vaccini Pfizer, e si trova solo in una delle sue 4 frazioni;<br \/>\n\u2013 3 oggetti si trovano nel terzo dei vaccini Pfizer, in 3 delle sue 4 frazioni;<br \/>\n\u2013 3 oggetti si trovano nell\u2019unico vaccino Astra Zeneca, in 3 delle sue 4 frazioni;<br \/>\n\u2013 1 oggetto si trova nell\u2019unico vaccino Moderna, in solo 1 delle sue 4 frazioni.<br \/>\n\u2013 0 oggetti si trovano nei restanti 3 vaccini: Pfizer 1, Pfizer 4, Janssen.<\/p>\n<p>Qui casca l\u2019asino: non \u00e8 pi\u00f9 il problema del fatto che il grafene sarebbe presente in soli 4 dei 7 vaccini analizzati; il problema \u00e8 che nei vaccini in cui ci sarebbe il grafene, questo sarebbe presente solo in alcune delle frazioni di tali vaccini, e <strong>questo \u00e8 materialmente impossibile<\/strong>!<\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019esempio del Pfizer 2 o del Moderna: il grafene che presuntivamente avrei inserito in un vaccino \u00e8 un materiale nanomolare, cio\u00e8 costituito da una quantit\u00e0 enorme di nanoparticelle. Nel momento in cui lo inserisco in un vaccino di 40 \u03bcl, \u00e8 chiaro che le innumerevoli nanoparticelle di grafene si devono distribuire in tutto il liquido del vaccino. Non \u00e8 quindi possibile ritrovarlo solo in 1 o al massimo in 3 delle 4 frazioni! Il grafene \u00e8 cos\u00ec intelligente da decidere autonomamente di rintanarsi in una sola delle 4 frazioni? Forse ci racconteranno anche questo, ma ovviamente il grafene non pu\u00f2 essere intelligente, e l\u2019unica spiegazione possibile \u00e8 che la presenza del presunto grafene, cos\u00ec come rilevata dal micro-Raman, \u00e8 semplicemente un falso positivo.<\/p>\n<p>Francamente, la domanda da porsi \u00e8: ma \u00e8 possibile che quelli de <em>La<\/em> <em>Quinta Columna<\/em> non si siano accorti di questa esiziale incongruenza?<\/p>\n<p>Possibile abbiano deciso di procedere con la costruzione di un movimento di opinione, portando la gente a credere al pericolo del grafene, su queste basi cos\u00ec poco scientifiche e chiaramente manipolate?<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5011.html?_=1679451546\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h2 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" data-fontsize=\"30\" data-lineheight=\"14.4px\">La questione dell\u2019esistenza del grafene<\/h2>\n<p>Ma anche se non c\u2019\u00e8 nessuna prova sull\u2019esistenza del grafene nei vaccini; e se non c\u2019\u00e8 nessuno bisogno del grafene per spiegare la iper-tossicit\u00e0 di questi vaccini Covid, data l\u2019estrema tossicit\u00e0 di mRNA sintetico e lipidi sintetici dichiaratamente contenuti negli\u00a0\u00a0 stessi;<sup>6<\/sup> si\u00a0\u00a0 pu\u00f2 almeno ragionevolmente accettare che il grafene esiste ed \u00e8 ampiamente usato, come ci viene ripetuto da pi\u00f9 parti?<\/p>\n<p>Come sto per mostrare, <strong>il grafene \u00e8 una chimera ideologica e propagandistica, e tutto ci\u00f2 che esiste sono strati sottili di grafite spacciati per grafene.<\/strong><\/p>\n<p>Il grafene sarebbe stato concretamente scoperto nel 2004, in uno studio i cui autori a\ufb00ermano di aver isolato un foglio di grafene mono- atomico<sup>7<\/sup>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cGrafene \u00e8 il nome dato al singolo strato di atomi di carbonio densamente impacchettati in una struttura ad anelli di benzene\u2026Il grafene planare stesso si presumeva non potesse esistere nello stato libero\u2026Siamo stati in grado di preparare fogli di grafite di spessore gi\u00f9 fino a pochi strati atomici (incluso il grafene mono-strato).\u201d. (pp. 666-7).<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi, <strong>il grafene viene definito, nel suo stato puro, come un \u201csingolo strato di atomi di carbonio\u201d<\/strong>; e anche se sino ad allora si riteneva impossibile che tale singolo strato di carbonio potesse esistere, gli autori a\ufb00ermano di essere riusciti a superare la sfida, preparando fogli di grafite <em>(\u201cgraphitic sheets\u201d)<\/em> ad un livello di sottigliezza pari ad alcuni strati atomici, fino al singolo strato atomico chiamato grafene.<\/p>\n<p>Qui notiamo gi\u00e0 una prima discrepanza: i fogli sottili sono ancora definiti <em>\u201cdi grafite\u201d,<\/em> quindi non \u00e8 chiaro a che punto la grafite diventa grafene. Questo viene chiarito in un articolo degli stessi autori principiali di 3 anni dopo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u00c8 stato dimostrato che la struttura elettronica evolve rapidamente con il numero degli strati, avvicinandosi al limite 3D della grafite gi\u00e0 a 10 strati\u2026Questo consente di distinguere tra grafene a singolo- doppio- o pochi- (da 3 a &lt;10) strati, dato che ci sono diversi tipi di cristalli 2D (\u201cgrafene\u201d).<\/p><\/blockquote>\n<p>Strutture pi\u00f9\u00a0\u00a0 spesse devono essere \u00a0considerate, a tutti gli e\ufb00etti, come sottili strati di grafite.\u201d<sup>8<\/sup><\/p>\n<p>La prima \u00e8 una notazione filosofica: \u00e8 evidente che in un mondo tridimensionale come il nostro, non possono esistere realt\u00e0 bidimensionali. Le realt\u00e0 bidimensionali sono entit\u00e0 puramente matematiche, e quindi definire il grafene come <em>\u201csemi-metallo bidimensionale\u201d<\/em> \u00e8 ovviamente una forzatura logica inaccettabile. A questa obiezione mi viene spesso risposto che il termine <em>\u201cbidimensionale\u201d<\/em> ha qui una valenza metaforica; al che rispondo che non pensavo che la metafora avesse un ruolo cos\u00ec essenziale nella scienza, che fosse invece un artificio letterario, come per le carte bidimensionali e viventi di <em>Alice nel Paese delle Meraviglie<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Quando la scienza inizia a lavorare di metafore, meglio fare attenzione alla fregatura nascosta!<\/strong><\/p>\n<p>Qui gli autori chiariscono che pu\u00f2 essere considerato grafene solo fino a 9 strati monoatomici, sopra diventa grafite, perdendo dunque tutti i grandi presunti vantaggi di trasmissione elettronica del grafene. Ora, per mettere le cose in prospettiva: <strong>un atomo si presume (perch\u00e9 non \u00e8 mai stato visto) abbia le dimensioni di 0.1 nanometro; e questo comprendendo anche i suoi giri di elettroni (anche questi mai visti, ma solo teorizzati)<\/strong>; la parte \u201csolida\u201d, cio\u00e8 il protone dell\u2019atomo, \u00e8 10.000 volte pi\u00f9 piccola; quindi sarebbe 0,00001 nanometri. Per capire quanto \u00e8 grande un nanometro: \u00e8 la milionesima parte di un millimetro. Quindi, per arrivare a un atomo, dovete prendere un millimetro, dividerlo per un milione, e avrete un nanometro; poi dividete il risultato per 10, o per 10.000 se volete considerare solo la parte solida, e avrete il vostro atomo: 1\/1.000.000 = 0.0000001 \/ 10 = 0.00000001 millimetri.<\/p>\n<p>Quindi, lo spessore massimo perch\u00e9 si possa parlare di grafene \u00e8 di\u00a00.9 nanometri (9 strati di 0.1 nanometro), meno di 1 nanometro.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che l\u2019occhio umano ha una definizione massima di 100 micrometri, ovvero pu\u00f2 distinguere grandezze e spessori non inferiori a 100.000 volte un nanometro, in pratica 1\/10 di un millimetro. Quindi, <strong>ci\u00f2 che viene definito grafene non pu\u00f2 che essere invisibile per noi, e anche per il microscopio ottico<\/strong>, la cui risoluzione massima \u00e8 di 0.3 micrometri, o 300 nanometri; cio\u00e8 oltre 300 volte la dimensione del grafene.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe controbattere: ma col microscopio elettronico si deve potere vedere. Beh, in realt\u00e0 la massima definizione del microscopio elettronico a scansione, SEM, \u00e8 di 10 nanometri, quindi <strong>siamo sempre 10 volte lo spessore massimo del grafene<\/strong>; e gli stessi \u201c<em>inventori<\/em>\u201d del grafene a\ufb00ermano che<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026il microscopio elettronico a scansione non \u00e8 adatto per l\u2019assenza di chiari riconoscimenti del numero di strati atomici.\u201d (p. 3).<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019unico strumento che potrebbe \u201c<em>vedere<\/em>\u201d il grafene \u00e8 il TEM (microscopio elettronico a trasmissione), che si dice abbia una risoluzione di 0.2 nanometri, quindi quasi a livello atomico. Ma anche ammettendo che funzionasse, nella pratica si dovrebbe poi lavorare con un materiale invisibile, e diventerebbe di\ufb03cilissimo da gestire praticamente. La realt\u00e0 per\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 cruda, perch\u00e9 il TEM ha enormi problemi in rapporto al presunto grafene. Questa \u00e8 un immagine del grafene al TEM<sup>9<\/sup>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4143 lazyautosizes lazyloaded aligncenter\" src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-300x203.png\" sizes=\"574px\" srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-200x135.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-300x203.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-400x271.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-500x338.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-600x406.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-700x474.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-768x520.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-800x542.png 800w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02.png 1006w\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"389\" data-orig-src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-300x203.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-200x135.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-300x203.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-400x271.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-500x338.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-600x406.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-700x474.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-768x520.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02-800x542.png 800w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02.png 1006w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/p>\n<p>Questa \u00e8 un immagine di una materiale definito grafene a HRTEM (Microscopio elettronico a trasmissione ad alta risoluzione), che consente di vedere al livello atomico. In realt\u00e0 vedere \u00e8 una parola grossa, perch\u00e9 in realt\u00e0 il microscopio elettronico recepisce le resistenze metalliche al raggio elettrico\/elettronico e le trasforma attraverso uno specifico software di design. Questo vene ammesso anche dai ricercatori:<\/p>\n<blockquote><p>\u201d\u2026in un microscopio elettronico a trasmissione, l\u2019immagine ottenuta nel detector non \u00e8 necessariamente una immagine diretta delle posizioni atomiche o dei potenziali proiettati.\u201d<sup>10<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma ammettiamo anche che ci\u00f2 che \u00e8 riportato sia una ricostruzione su\ufb03cientemente fedele della realt\u00e0. Vediamo, anche se in maniera non molto definita, la struttura a nido d\u2019ape, o a lattice esagonale; ma vediamo anche due grossi buchi che attraversano entrambi gli strati, e due buchi ancora pi\u00f9 grossi nello strato superiore dei due.<\/p>\n<p>Il problema dei difetti del grafene all\u2019analisi del TEM \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio. Questa \u00e8 un\u2019immagine che evidenzia le distorsioni della struttura grafenica:<\/p>\n<p>In questa sezione vediamo come degli atomi evidenziati, quasi la met\u00e0 (quelli bianchi), hanno perso la loro struttura esagonale passando a strutture pentagonali, eptagonali o comunque distorte.<\/p>\n<p>Inoltre, la linea tratteggiata in fondo mostra una distorsione della struttura a lattice.<\/p>\n<p>Quindi, alterazioni e difetti di\ufb00usi sotto forma di buchi del tessuto, distorsioni della forma a lattice esagonale,\u00a0 e distorsioni \u00a0della struttura generale a foglio piano. Scrive l\u2019autore:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cGuardiamo prima a difetti del carbonio con una configurazione che devia dall\u2019ideale struttura a lattice esagonale\u2026e sono apparsi sin dai primi studi sul grafene al microscopio elettronico come difetti presumibilmente causati dall\u2019irradiazione\u201d<sup>11<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma non \u00e8 solo il raggio elettronico a danneggiare la struttura del presunto grafene. Anche il metodo di produzione e del grafene, il cosiddetto CVD (per deposizione di vapori chimici) ma anche il processo di ossido-riduzione necessario a produrre l\u2019ossido di grafene ridotto (RGO), genera danni:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNel processo di ossidazione, zone fortemente ossidate e amorfe sono prodotte, lasciando altre parti del lattice grafenico intatte. Dopo la riduzione, queste zone sono ridotte a networks a legami sp2\u2026Tuttavia, queste zone non ritornano ad un lattice esagonale ben ordinato, ma a inclusioni causali e quasi amorfe.\u201c<sup>12<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma, sia il raggio elettronico che il processo di produzione danneggia una maniera significativa la struttura grafenica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4145 lazyautosizes lazyloaded aligncenter\" src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-255x300.png\" sizes=\"524px\" srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-200x235.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-255x300.png 255w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-400x470.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-500x588.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-600x706.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-700x823.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-768x903.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03.png 778w\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"617\" data-orig-src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-255x300.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-200x235.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-255x300.png 255w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-400x470.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-500x588.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-600x706.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-700x823.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03-768x903.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03.png 778w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/p>\n<p>Ma a questo punto occorre chiedersi: ma <strong>se un raggio elettronico o un processo ossidativo alterano in maniera cos\u00ec significativa queste strutture, possiamo davvero parlare di grafene? <\/strong><\/p>\n<p>Una delle caratteristiche primarie che di\ufb00erenzierebbe il grafene dalla grafite \u00e8 la durevolezza, perch\u00e9 mentre la grafite viene definita come friabile, il grafene sarebbe il materiale pi\u00f9 duro e resistente in assoluto, ben 40 volte pi\u00f9 duro e resistente del diamante, praticamente indistruttibile. Invece abbiamo appena visto che <strong>questo materiale, pur essendo definito grafene, si degrada facilmente sotto impulsi elettrici o processi ossido-riduttivi<\/strong>, e sembra dunque essere caratterizzato proprio da quella fragilit\u00e0 che caratterizza la grafite.<\/p>\n<p>Quindi, non solo il TEM, l\u2019unico metodo che sarebbe in grado di rendere il grafene visibile, non \u00e8 adatto ad analizzare adeguatamente il grafene (anche se dicono che tenendo la potenza del raggio pi\u00f9 bassa si pu\u00f2 in parte ovviare al problema, ma a discapito della potenza di risoluzione); \u00e8 che proprio questo metodologia rivela come<strong> il materiale definito come il super-resistente grafene in realt\u00e0 altro non \u00e8 che grafite nella sua forma pi\u00f9 sottile.<\/strong><\/p>\n<p>Questo emerge chiaramente anche dagli studi degli \u201c<em>inventori<\/em>\u201d del grafene, e dalla pratica. Nell\u2019articolo originale del 2004, gli autori a\ufb00ermano di aver creato<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026fogli di grafite di spessore fino a pochi strati atomici (incluso il grafene monostrato)\u2026 attraverso l\u2019esfoliazione meccanica (peeling ripetuti) di piccoli piani di grafite piritica ad alto orientamento.\u201d<sup>13<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>A ulteriore chiarimento, nel successivo articolo del 2007, \u00e8 scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn assenza di wafers di grafene di qualit\u00e0, la gran parte dei gruppi sperimentali usano campioni ottenuti attraverso uno sfaldamento micro-meccanico della massa di grafite, la stessa tecnica che ha permesso l\u2019isolamento del grafene per la prima volta\u2026la tecnica appare niente di pi\u00f9 sofisticato che disegnare con un pezzo di grafite (NdR., una matita) o fare un peeling ripetuto con un nastro adesivo (scotch tape) fino a quando non si ottengano i fiocchi pi\u00f9 sottili.\u201d<sup>14<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>La tecnica dello sfogliare la grafite con una nastro adesivo fino a ottenere fiocchi molto sottili appare in e\ufb00etti molto rudimentale. Soprattutto, dato che non si parla di TEM come strumento di controllo, \u00e8 chiaro che la determinazione della sottigliezza dei fiocchi deve fermarsi al controllo oculare, il che significa che si tratta di fiocchi micrometrici, e dunque assolutamente di grafite e non di grafene.<\/p>\n<p>In e\ufb00etti, questo viene riconosciuto esplicitamente dagli autori:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuesto approccio \u00e8 stato trovato essere altamente a\ufb03dabile, e ci ha consentito di preparare films di FLG (few layers graphene- grafene a pochi strati) fino alla dimensione di 10 micrometri. Films pi\u00f9 spessi (<em>d\u00a0<\/em>\u2265 3 nm) hanno raggiunto anche 100 micrometri di larghezza ed erano visibili a occhio nudo.\u201d<sup>15<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>In altre parole, gli autori dicono che hanno prima costruito un foglio largo 10 micrometri costituito da pochi strati di grafene, ma non ci dicono quanti, e si tratta di un\u2019informazione decisiva, dato che loro stessi hanno scritto che sopra i 9 strati non \u00e8 pi\u00f9 grafene ma grafite. Poi, quando entrano pi\u00f9 nel concreto, arrivando a fogli di 100 micrometri,<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026dimensione su\ufb03ciente per la gran parte delle attivit\u00e0 di ricerca\u201d,<\/p><\/blockquote>\n<p>lo spessore considerato \u00e8 da 3 nanometri in su. Anche qui, l\u2019estrema genericit\u00e0 \u00e8 sospetta, dato che da 3 nanometri in su pu\u00f2 voler dire anche 1 metro! Ma se anche fossero il minimo strato considerato, ovvero 3 nanometri, questo spessore conterrebbe gi\u00e0 30 strati di grafene, e sarebbe dunque, in base alla definizione e stessa degli autori, normale grafite. Che sia grafite lo si evince anche dal fatto che tali fogli larghi 100 micrometri erano addirittura <em>\u201cvisibili a occhio nudo\u201d<\/em>, il che significa che avevano necessariamente anche uno spessore di 100 micrometri (1\/10 di 1 millimetro), pari a 100.000 strati atomici!<\/p>\n<p>Le stesse immagini che vengono presentate parlano di questa intrinseca contraddizione, che viene a\ufb00ermata senza nessun imbarazzo e con l\u2019apparente consapevolezza di voler fare passare per grafene quello che loro stessi sanno essere grafite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4148 lazyautosizes lazyloaded aligncenter\" src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-275x300.png\" sizes=\"532px\" srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-200x218.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-275x300.png 275w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-400x437.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-500x546.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04.png 504w\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"580\" data-orig-src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-275x300.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-200x218.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-275x300.png 275w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-400x437.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04-500x546.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04.png 504w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui vediamo un wafer di silicio dove ci viene detto che il fiocco che vi si appoggia sopra \u00e8 detto avere uno spessore di circa 3 nanometri. Ma non \u00e8 evidente che a 3 nanometri siamo gi\u00e0 a 30 strati atomici e che quindi non si tratta di grafene ma di grafite?<\/p>\n<p>Possibile che nessuno, tra quelli che hanno conferito il Nobel agli autori, o tra quelli che hanno publicato l\u2019articolo, abbia notato questa enorme discrepanza, questa intrinseca contraddizione che inficia tutto il costrutto e la presunta invenzione?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"fusion-responsive-typography-calculated\" data-fontsize=\"30\" data-lineheight=\"14.4px\">Il mercato del grafene<\/h2>\n<p>Che ormai il business del grafene si fondi sulla <strong>tru\ufb00a di spacciare normale grafite per grafene<\/strong> \u00e8 reso evidente anche dal mercato del grafene. Questa \u00e8 la pubblicit\u00e0 per la vendita di un foglio di grafene:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4150 lazyautosizes lazyloaded aligncenter\" src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-300x125.png\" sizes=\"763px\" srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-200x84.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-300x125.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-400x167.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-500x209.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-600x251.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-700x292.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-768x321.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-800x334.png 800w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05.png 1015w\" alt=\"\" width=\"763\" height=\"318\" data-orig-src=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-300x125.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-200x84.png 200w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-300x125.png 300w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-400x167.png 400w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-500x209.png 500w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-600x251.png 600w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-700x292.png 700w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-768x321.png 768w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05-800x334.png 800w, https:\/\/www.poliphylia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/05.png 1015w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 763px) 100vw, 763px\" \/><\/p>\n<p>Nella descrizione del prodotto \u00e8 scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cFoglio di grafene<\/p>\n<p>Dimensione: 5 cm x 5 cm, Altamente conduttivo; Spessore: 35 \u03bcm<\/p>\n<p>I fogli di grafene sono essenzialmente il materiale pi\u00f9 sottile del mondo. I fogli di grafene sono fogli piani di carbonio dello spessore di un atomo, densamente impacchettati in una struttura a lattice esagonale\u2026\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi, anche qui si ripete che il grafene, uno dei materiali pi\u00f9 sottili del mondo, \u00e8 un piano di carbonio con lo spessore di un atomo, organizzato in una struttura a lattice esagonale. Poi, come se niente fosse, e anzi come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo (d\u2019altra parte per quella bugia \u00e8 stato conferito un Nobel, quindi nessuno si azzarder\u00e0 a gridare che il Re \u00e8 nudo), il venditore chiarisce che lo spessore del foglio di grafene che loro vendono \u00e8 di 35 micrometri!<\/p>\n<p>Si tratta di uno spessore enormemente maggiore di un atomo, infatti uno spessore di 35 micrometri, pari a 1\/30 circa di un millimetro, non solo di\ufb03cilmente potrebbe essere visibile (il che fa pensare he lo spessore reale sia superiore a quello dichiarato), ma dovrebbe contenere ben 350.000 strati mono-atomici di carbonio. Ci pensate? Una frazione minuscola e pressoch\u00e9 invisibile di un millimetro, un milionesimo di millimetro, che contiene 350.000 strati! Di\ufb03cile da credere\u2026<\/p>\n<p>Ma anche la scusa per cui in tale materiale i 350.000 strati atomici sono comunque 350.000 strati di di grafene sovrapposti non tiene, perch\u00e9 abbiamo visto come nel momento in cui la sovrapposizione di strati supera il numero di 9 non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di grafene ma solo di grafite.<\/p>\n<p>Quindi, qui si conferma che, sia nella ricerca sia nel mercato, si spaccia per grafene ci\u00f2 che \u00e8 solo e meramente grafite.<\/p>\n<p>Resta un\u2019ultimo ed esiziale problema per l\u2019esistenza del grafene. Anche nel caso in cui si trattasse veramente di strati mono-atomici di grafene, come con lo studio su TEM e grafene, non si capisce come faccia ad essere grafene, teoricamente il materiale pi\u00f9 duro e resistente conosciuto, se poi si rompe e si distorce irreparabilmente sotto il raggio elettrico-elettronico del microscopio elettronico, o in un normale processo di ossido-riduzione.<\/p>\n<p>In altre parole, <strong>il grafene non solo non esiste perch\u00e9 non pu\u00f2 essere n\u00e9 prodotto n\u00e9 isolato in condizioni normali, ma perch\u00e9 anche in condizioni sperimentali e di laboratorio, come col TEM, ha dimostrato di non possedere a\ufb00atto quelle caratteristiche che teoricamente lo contraddistinguono, come l\u2019estrema durezza e resistenza.<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione, basta applicare un po\u2019 di buon senso per capire che <strong>il grafene \u00e8 un materiale impossibile nella realt\u00e0<\/strong>, e che si tratta di un materiale mitologico e para-magico che, nella realt\u00e0 concreta, non \u00e8 che l\u2019unico materiale realmente esistente, la grafite, con un altro nome.<\/p>\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2013<\/p>\n<p>1. Klaus Schwab, <em>La Quarta Rivoluzione Industriale<\/em>, Franco Angeli, 2016.<\/p>\n<p>2. Dan Armstrong, <em>Smart Dust. The Dawn of Transhumanism<\/em>, Amazon, Kindle Edition.<\/p>\n<p>3. Karl Popper, <em>Logica della scoperta scientific<\/em>a, Einaudi, 2010 (ed. orig. 1959).<\/p>\n<p>4. Campra P (2021), <em>DETECTION OF GRAPHENE IN COVID19 VACCINES BY MICRO-RAMAN SPECTROSCOPY, Technical Report<\/em>, University of Almeria, Spagna.\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/355684360_Deteccion_de_grafeno_en_vacunas_COVID19_por_espectroscopia_Micro-RAMAN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Detecci\u00f3n de grafeno en vacunas COVID19 por espectroscop\u00eda Micro-RAMAN<\/a><\/u><\/p>\n<p>5.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.differencebetween.com\/difference-between-graphite-and-graphene\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Difference Between Graphite and Graphene | Compare the Difference Between Similar Terms<\/u><\/a><\/p>\n<p>6. Scoglio S., <em>Apandemia. Dalla falsa scienza alla pi\u00f9 grande tru\ufb00a della storia<\/em>. Poliphylia, 2021.<\/p>\n<p>7. Novoselov, K. S. Et al (2004). <em>Electric Field E\ufb00ect in Atomically Thin Carbon Films<\/em>, Science, 22 October 2004, Vol 306, pp. 666-669<\/p>\n<p>8. Geim A.K, Novoselov K.S. (2007). <em>The Rise of Graphene, Nature Materials<\/em>, March; 6(3): 183-91, p.2.<\/p>\n<p>9. Meyer J.C. (2014). <em>Transmission electric microscopy of graphene<\/em>, Woodhead Publishing Limited, DOI : 10.1533\/9780857099334.2.101, p. 110.<\/p>\n<p>10.\u00a0 ibid., p. 107.<\/p>\n<p>11.\u00a0 ibid, p. 113.<\/p>\n<p>12.\u00a0 ibid, p. 114.<\/p>\n<p>13. Novoselov, K. S. Et al (2004). <em>Electric Field E\ufb00ect in Atomically Thin Carbon Films<\/em>, Science, 22 October 2004, Vol 306, pp. 666-669, p. 667.<\/p>\n<p>14. Geim A.K, Novoselov K.S. (2007). <em>The Rise of Graphene, Nature Materials<\/em>, March; 6(3): 183-91, p.3.<\/p>\n<p>15. Novoselov, K. S. Et al (2004). <em>Electric Field E\ufb00ect in Atomically Thin Carbon Films<\/em>, Science, 22 October 2004, Vol 306, pp. 666-669, p. 667.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.poliphylia.com\/il-grafene-non-esiste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fonte<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Di recente si \u00e8 molto parlato della questione del grafene nei vaccini, e la discussione ha assunto toni molto polemici, quasi violenti, nei confronti di coloro che, come il sottoscritto, hanno negato che ci sia alcuna prova sulla presenza del grafene nei vaccini, o che addirittura, che indicibile mostruosit\u00e0, negano l\u2019esistenza stessa del grafene. 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