{"id":70573,"date":"2023-03-25T07:59:57","date_gmt":"2023-03-25T06:59:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=70573"},"modified":"2023-03-26T11:23:26","modified_gmt":"2023-03-26T09:23:26","slug":"in-opposta-direzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/in-opposta-direzione\/","title":{"rendered":"In opposta direzione"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\"><em>Rispetto a dove ci sta portando la politica, dovremmo andare in direzione opposta. Ma la sveglia non ha suonato. Siamo in netto ritardo sullo svolgersi della giornata. Le scelte sono gi\u00e0 state prese. Non solo senza di noi, ma molto tempo prima che ci svegliassimo. \u00c8 un\u2019osservazione distribuibile a tutte le circostanze politiche di quest\u2019epoca che vogliono resettare. Il cui scopo \u00e8 realizzare il necessario per controllare le persone, in quello che pensano e fanno. <\/em><\/p>\n<h2 class=\"p2\">Sirene per un esiziale sortilegio<\/h2>\n<p class=\"p2\">Uno degli espedienti impiegati allo scopo dell\u2019avanzamento della politica del resettaggio \u00e8 il diversivo. Cos\u00ec, mentre ci si danna su quisquiglie, vengono portate avanti leggi e scelte che ci riguardano e delle quali non ci avvediamo se non in ritardo.<\/p>\n<p class=\"p2\">Tuttavia, anche le quisquiglie sono funzionali allo scopo del controllo.<\/p>\n<p class=\"p2\">La questione del genere e, pi\u00f9 in generale, del politicamente corretto ne sono campioni degni di encomio.<\/p>\n<p class=\"p2\">Non si pu\u00f2 dire nano, frocio e spazzino. \u00c8 un divieto sostanziale per proteggere i deboli, che sono magari felicemente grassi o vanitosamente smilzi. Non si pu\u00f2 neanche pi\u00f9 dire <em>bruto<\/em> al violentatore, perch\u00e9 senn\u00f2 si offende e poi non bisogna escluderlo. Quindi suppongo che non si possa neppure dire che il politicamente corretto sia ripugnante, nonostante lo sia. Non tanto per il culmine di ipocrisia da record del mondo che implica; non tanto per la sua virulenza nei confronti del sistema immunitario della cultura e delle identit\u00e0, quantomeno pari a quella raggiunta con l\u2019ideologia dell\u2019esportazione della democrazia; ma per la sostanzialit\u00e0 della questione di sostegno ai cosiddetti deboli. Il massimo danno della cancellazione delle culture, della proibizione delle parole, della riscrittura della storia, della ossessiva digitalizzazione e in particolare quella relativa all\u2019id e al denaro, \u00e8 proprio su di loro che ricade, come una mannaia imposta e voluta da chi crede di poter governare secondo politiche che nulla hanno pi\u00f9 a che fare con noi.<\/p>\n<p class=\"p2\">Se cos\u00ec non fosse, tra le innumerevoli opzioni disponibili, si pu\u00f2 osservare quella delle crescenti stragi di compagni classe, dei mitra scaricati a scuola e al lavoro, delle psicopatologie e delle patologie gravi in endemico crescente numero. Sulla carta bastanti a ripensare dove siamo arrivati, e invece mercato farmaceutico di arricchimento. Emblemi della deriva dell\u2019opulenza, dell\u2019edonismo, dell\u2019individualismo, del positivismo, del liberismo, del materialismo, nei confronti dei quali ulteriori diversivi vengono buttati nella mischia della somma di poveracci che fanno coincidere la vita e la verit\u00e0 con quella che vedono dal divano. O, peggio, con quella che considerano scienza.<\/p>\n<p class=\"p2\">Disastri umani e sociali, con un costo che gli stessi poveracci sono obbligati a sostenere, nei confronti dei quali il nulla di valido potr\u00e0 essere realizzato per il loro bene e tutto sar\u00e0 fatto per incrementare gli incassi degli speculatori. Rispettabili persone che, protette dalle leggi e dal senso comune, diranno \u201cstavo solo lavorando\u201d. Mi chiedo se anche per questi esister\u00e0, come per i loro originali, una Norimberga che processi e condanni il capitalismo.<\/p>\n<p class=\"p2\">Non si tratta di essere contro la protezione dei deboli. Si tratta di ritenere la modalit\u00e0 legale, impositiva e punitiva, del tutto inidonea, sconsiderata e inutile.<\/p>\n<p class=\"p2\">Di considerarla una ideologia buona per imbambolare, per riempire la saccoccia di autostima fondata sul buonismo e su un altruismo di superficie.<\/p>\n<p class=\"p2\">Riferire la responsabilit\u00e0 ad una parte soltanto, sottrarla del tutto all\u2019altra, oltre \u00e8 cosa spiritualmente vuota, che una volta di pi\u00f9 riduce la realt\u00e0 e l\u2019uomo alle regole del meccanicismo. Assolutamente inadeguate per gestire <span class=\"s1\">le dinamiche <\/span>relazionali.<\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019opportuna direzione per prendersi cura delle persone va in senso diametralmente opposto. Come la diffusa azione vittimistica ha generato il diritto per legge del presunto debole, cos\u00ec in direzione opposta, nella consapevolezza che la nostra azione ha un potere immenso di creazione della realt\u00e0, operando per la forza interiore, genereremmo un contesto sociale pi\u00f9 genuino e sereno. Ci emanciperemmo dal considerare l\u2019altro alla stregua di una terra rappresentabile dalla mappa che usiamo noi per muoverci nella vita.<\/p>\n<h2 class=\"p2\">In direzione opposta<\/h2>\n<p class=\"p2\">Qual \u00e8 lo scopo della prima educazione?<br \/>\nTra i molti, uno \u00e8 da eleggere. Quello che intenta lo sviluppo creativo, la forza d\u2019animo, l\u2019indipendenza di pensiero, l\u2019autonomia critica. Quello che conduce a credere in s\u00e9 stessi, la sola modalit\u00e0 per sfruttare al meglio tutti i gradienti di talento che abbiamo in noi. La miglior via per discernere in funzione della propria natura. Il maggior rischio di realizzare una vita storica ricca e serena. La condizione ideale per prevenire incidenti, sofferenze e malattie.<\/p>\n<p class=\"p2\">La miglior educazione tende ad affermare l\u2019abitudine prima, e le relative consapevolezze poi, per non cercare fuori, ma dentro di noi le ragioni dello stato delle cose. Per disporre del massimo rischio di arrivare a illuminarle e a trasformare in oro quel piombo che ci aveva afflitti. A non chiedere, ma a dare. A donare e non pretendere. A trarre spunto dagli altri, per scoprire in quali termini a nostra volta abbiamo <em>identicamente<\/em> fatto. Ovvero a mutare l\u2019esperienza in scuola evolutiva. L\u2019educazione dovrebbe provvedere a formare in noi il necessario per riconoscere la verit\u00e0 della reciprocit\u00e0 e della pari dignit\u00e0, ovvero l\u2019idea di essere identici a parit\u00e0 di circostanze. A riconoscere che giudicare separa e che la separazione \u00e8 all\u2019origine di ogni conflitto. Infine, a prendere coscienza della struttura dell\u2019io, della sua logica coercitiva. Un passo che contemporaneamente comporta giungere a riconoscere il proprio s\u00e9, plinto dell\u2019armonia.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u00c8 una concezione educativa che va in opposta direzione a quella in essere nell\u2019attuale cultura globalista. Sostanzialmente basata nella protezione dei cosiddetti deboli, diversi, esclusi. Nell\u2019interpretazione delle loro istanze, allo scopo di elaborare leggi che sanciscano i loro diritti ad essere, ma che di fatto non sono che imposizioni e condanne nei confronti di un linguaggio voluto offensivo nei loro confronti.<\/p>\n<p class=\"p2\">Ma affermare la supremazia della logica del diritto del cosiddetto debole \u00e8 una consuetudine alla cura che non cura, ma mantiene, cio\u00e8 alimenta il diritto di restare cosiddetto debole e quindi di mantenere la dipendenza dalla richiesta di aiuto. Nessun debole trover\u00e0 in questa modalit\u00e0 meccanicistico-fittizia il necessario per un\u2019evoluzione esistenziale che lo renda forte, che renda ridicolo offendersi per un frocio. Se lo sei, lo sei. Se non lo sei, non lo sei. L\u2019offesa non sta nella parola, sta nell\u2019interpretazione. Chi la pronuncia per offendere ottiene il suo scopo per ragioni di dominio sull\u2019altro, non per la parola impiegata.<\/p>\n<p class=\"p2\">Per quanto il linguaggio, come i pensieri, facciano la realt\u00e0, resta vero che questa, quando \u00e8 fenomenologicamente vissuta, perde il potere che ha su di noi. Solo in questo modo diviene possibile ridurre la portata di sofferenza di vessazioni, violenze, abusi, lutti, dolori. Gli insulti solo tali in chi reagisce. Ma se reagisci, vuol dire che sei sotto il dominio dell\u2019io, di quell\u2019entit\u00e0 a cui dai tutto te stesso senza avvederti che \u00e8 all\u2019origine del male che senti e che fai. Se reagisci, dai potere a chi non l\u2019avrebbe senza una stupida reazione.<\/p>\n<p class=\"p2\">Nessun regno della storia dei poteri si \u00e8 mai occupato dei deboli e delle minoranze in quanto tali. Lo hanno <span class=\"s1\">fatto <\/span>altre minoranze, altre congreghe senza portafoglio. Se ora se ne occupano nientemeno che i fuochisti del mondo, come non pensare che il loro interesse di controllo \u2013 che implica quello economico e politico \u2013 non passi attraverso i luccichini lanciati negli occhi delle masse?<\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019educazione \u00e8 nella forza. Che altro \u00e8 la fiducia in s\u00e9? In che altro modo allenarla? Come altrimenti riconoscere le vie per raggiungerla? Che altro dovrebbe fare l\u2019educazione, se non operare per questo progetto di bellezza?<\/p>\n<p class=\"p2\">Quando la direzione educativa si dedica al <em>protezionismo<\/em> senza occuparsi di ci\u00f2 che genera il problema, quindi anche dell\u2019educazione di coloro che non sono considerati deboli, ovvero della maggioranza delle persone, non fa altro che dare acqua alla pianta del vittimismo e al suo fiore mai passito della continua richiesta di aiuto, capace di arruolare soltanto insetti felici di trarne linfa.<\/p>\n<p class=\"p2\">La strada verso la migliore invulnerabilit\u00e0 va in opposta direzione. Passa attraverso la ricapitolazione di quanto ci ha coinvolto e ferito, al fine di una rivisitazione che ci permetta di osservare come avevamo attribuito la responsabilit\u00e0 del nostro male e la sua sostanziale arbitrariet\u00e0, spesso travestita da occulto moralismo, ideologia, dogmi, scientismo, autoreferenzialit\u00e0. Per poi giungere a chiudere la ferita, ad andare oltre, a tornare liberi e creativi, quando riconosciamo come assumerci la responsabilit\u00e0 che prima senza incertezze attribuivamo all\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"p2\">Non \u00e8 una responsabilit\u00e0 limitata al diritto e ai suoi succedanei da proboviri del buon senso, geniale idea per organizzare il sociale, ma anche per impedirne l\u2019evoluzione spirituale. \u00c8 quella estesa al punto da rendere chiaro che senza noi il mondo non esiste e che, quindi, tutto quello che vi accade \u00e8 a causa nostra. Quella capace di smantellare l\u2019identificazione con l\u2019io, causa di tutte le interpretazioni guarda caso sempre rispettose della biografia che le esprime.<\/p>\n<p class=\"p2\">Un\u2019educazione contiene un\u2019iniziazione. Contiene cio\u00e8 il necessario affinch\u00e9 si possa fare piena esperienza del fatto che rialzarsi dalle cadute \u00e8 possibile a chi cerca in s\u00e9, ed \u00e8 difficile a chi cerca fuori da s\u00e9 le ragioni di quanto accaduto.<\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Vale lo stesso per <\/span>la capacit\u00e0 di sofferenza, resilienza, lotta, dedizione, impegno, essenziali per la fiducia in s\u00e9, per sapere di potercela fare, per riconoscere il potere della fede, miglior motore per arrivare ovunque. Resilienza, non come lotta con se stesso, o contro gli altri, ma realizzabile a mezzo della contemplazione, la sola modalit\u00e0 che pu\u00f2 liberarsi dal chiacchiericcio massacrante dell\u2019io, capace di emettere solo forza momentanea, sterile, slegata dal profondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p2\"><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4967.html?_=1679726423\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p2\">Non abbattersi, o ridurre al minimo l\u2019urto di evento indesiderato, \u00e8 mantenere o recuperare al pi\u00f9 presto la disponibilit\u00e0 della creativit\u00e0. Al contrario, abbattersi \u00e8 mortificarla, \u00e8 mantenere il necessario per non uscire dalla situazione sconveniente. Come si spiega senn\u00f2 l\u2019handicappato di successo e il ricco, bello e bravo finito suicida?<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p2\">\u201cI pensieri di ansia e di paura sono spaventose forze che dimorano in noi e che con il loro esiziale effetto, avvelenano alla radice le energie vitali, distruggendo l\u2019armonia, la normale efficienza, la vitalit\u00e0 ed il vigore. Mentre i pensieri di tutt\u2019altra natura, quali i pensieri di contentezza, di gioia e di coraggio recano forti e soavi virt\u00f9 che accrescono immediatamente la capacit\u00e0 di moltiplicare all\u2019infinito i poteri della mente.\u201d (1).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p2\">Di questa direzione si occupa certa psicoterapia e certa pedagogia. E, sebbene modulata per altri scopi ben lontani dal bene comune, se ne occupa con considerevole successo certa modalit\u00e0 formativa di venditori e funzionari.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u00c8 di questa educazione ad uso sociale e non privato che dovrebbe occuparsi la politica, se il suo scopo fosse la <em>cura<\/em> della cittadinanza, se in s\u00e9 avesse la lungimiranza. In questa direzione \u00e8 implicata la capacit\u00e0 dell\u2019accettazione, della rinuncia, della sconfitta. Che in nessun modo allude alla remissivit\u00e0. L\u2019accettazione \u00e8 uno strumento potentissimo per mantenere l\u2019equilibrio, per evitare di precipitare, per scacciare le sirene della falsa autostima fondata sul vincere sempre. L\u2019accettazione \u00e8 uno strumento per creare il potere dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0. A sua volta mezzo per trasformare in scuola gli eventi che ci hanno colpito, per cessare di investirli con nostre proiezioni, per perdonare e diffondere la miglior educazione, ovvero il bene e l\u2019amore. Il suo contrario, cio\u00e8 il rifiuto dell\u2019accettazione e di conseguenza il mantenimento dell\u2019attribuzione di responsabilit\u00e0, non \u00e8 invece altro che strumento utile a ripetere quanto ci ha colpiti, a mantenere le premesse per la sofferenza.<\/p>\n<p class=\"p2\">E invece no. Niente di tutto questo. Tutto ridotto a un buonismo d\u2019origine ideologica e moralista, fondato su istanze razionali, le meno adatte alla conoscenza.<\/p>\n<p class=\"p2\">Conoscere s\u00e9, i propri sentimenti, osservare il legame che implicano o sentirne l\u2019indipendenza. Riconoscere le emozioni e la loro forza, aver chiaro cosa comportano in noi e negli altri, non sono temi sul tavolo della politica. Ma sono su quelli delle psicopatologie. Un settore in incremento costante dall\u2019epoca della modernit\u00e0, quella dell\u2019alienazione sociale. Incremento prevedibilmente da esponenzializzare nell\u2019attuale epoca della digitalizzazione ossessiva. La migliore per diffondere la pandemia di un virus esistenziale, destinato a sottrarre da sotto i piedi il punto di appoggio delle identit\u00e0 individuali, sociali, culturali.<\/p>\n<p class=\"p2\">Crescere persone in grado di amare, distinguerlo dal possedere richiede a gran voce di seguire una direzione opposta a quella dei diritti civili. Solo tra persone compiute si pu\u00f2 realizzare la giustizia e l\u2019inclusione. Solo con il contrario dell\u2019affermazione, ovvero con l\u2019ascolto come elemento costitutivo dell\u2019educazione, si pu\u00f2 pensare di ridurre i contrasti sociali, si pu\u00f2 vedere la pena e l\u2019assurdit\u00e0 di soluzioni quali le quote rosa, il politicamente corretto, l\u2019utero in affitto, le famiglie secondo diritto, il femminismo limitato alla divisione dei poteri e dimentico che il suo vero potere sta nella celebrazione del femminino, non nella colpevolizzazione del mascolino, e il divieto di dire \u201cciao bella\u201d senza il rischio di essere perseguiti. Arriveremo alle quote azzurre da parte di qualche stupido maschio finito dentro al torbido ciclone del femminismo quantitativo.<\/p>\n<p class=\"p2\">La concezione del progresso in essere ci ha portato in uno stato sociale e politico drammatico. La linea da seguire per tentare di sottrarsi a tanta imbecillit\u00e0 va esattamente in opposta direzione.<\/p>\n<p class=\"p2\">Il rispetto dell\u2019altro basato sull\u2019imposizione del diritto colpevolizza chi non lo esegue, ma non ha spessore. \u00c8 quello fondato sull\u2019ascolto che lo prevede, come suo frutto che dovrebbe essere ricercato, promosso, diffuso, fatto cultura. Ma si tratta di una linea contraria all\u2019individualismo, al <em>mors tua vita mea<\/em>, a <em>gli affari sono affari<\/em>, formulette bastarde nascoste sotto strati di diritti, in cui l\u2019educazione all\u2019ascolto \u00e8 esattamente il contrario del cinismo sul quale sono eretti. L\u2019ascolto corrisponde alla conoscenza dell\u2019altro e di s\u00e9. Tutti i titoli di giornali, tutte le forme, tutto il cincischiare e il dibattere lo imbrattano. L\u2019ascolto \u00e8 un\u2019antenna e quell\u2019antenna siamo noi. Puri recettori della verit\u00e0 delle cose, quando appunto non invischiati in misere lotte. L\u2019ascolto permette alla madre di relazionarsi al bimbo senza l\u2019aiuto di dottrine, senza doverlo imparare. L\u2019ascolto \u00e8 in noi e dedicarsi alla verit\u00e0 del diritto ne \u00e8 l\u2019assassinio.<\/p>\n<p class=\"p2\">C\u2019\u00e8 un registro di potenza interiore in cui nessuno, se dici frocio, si offender\u00e0. Perch\u00e9 non lo \u00e8 o perch\u00e9 lo \u00e8. L\u2019insulto \u00e8 in noi, non nel \u201cfrocio\u201d che qualcuno pu\u00f2 dirci.<\/p>\n<p class=\"p2\">Semmai, possiamo essere insultati soltanto da una politica mercantile lontana anni luce dalle ragioni per le quali abbiamo dato il nostro voto. Lontana dalle aspirazioni di un contesto sociale creativo e sereno. Mancare di parola \u00e8 un insulto, e la politica lo ha fatto. Mancare di rispettare la natura dell\u2019uomo \u00e8 un insulto, e la politica lo ha fatto.<\/p>\n<h2 class=\"p2\">La trama della debolezza<\/h2>\n<p class=\"p2\">Ma si tratta di note vuote. Che si uniscono alla considerevole quantit\u00e0 di interventi di filosofi, di psicoanalisti, di giornalisti <em>a-regimici<\/em>, di intellettuali senza portafoglio, che da anni vanno urlando, criticando, piangendo, pregando, insultando la politica. Entit\u00e0 senza pi\u00f9 neppure uno straccio di cordone ombelicale con le persone, con i loro interessi, con la loro cura. Votata alla corta misura dell\u2019interesse personale, genuflessione all\u2019altare del nuovo ordine della vita a punti.<\/p>\n<p class=\"p2\">Ma come siamo arrivati a tanto? Una risposta \u00e8 nell\u2019aver creduto negli uomini, nella democrazia, nel positivismo di fondo della cultura materialista in cui nasce e cresce anche il pi\u00f9 spiritualista. Una fede che ha comportato che anche la pi\u00f9 lungimirante e critica avanguardia si rivelasse sempre e molto inconsapevolmente in ritardo rispetto a chi detiene le leve del comando. I potentati commerciali, i <em>neocon<\/em> e loro sodali hanno ben chiaro in quale condizione d\u2019incantesimo le loro fandonie hanno rinchiuso i nostri pensieri. La loro pasturazione arriva da molto lontano, da molto prima che i critici la denunciassero. Ma, nel frattempo, avevano gi\u00e0 comprato la libert\u00e0 di pensiero della maggioranza, quando non acquisita per libera scelta di quelli convinti con un <em>benefit<\/em> qualunque.<\/p>\n<p class=\"p2\">Esattamente cos\u00ec come era successo con l\u2019islamismo, ideologicamente aizzato dall\u2019impurit\u00e0 dei miscredenti d\u2019Occidente e dalla loro blasfema invasivit\u00e0 nella cultura musulmana, che aveva imbrattato di pornografia varia i pilastri della loro civilt\u00e0. Il conflitto terroristico con l\u2019Occidente, a parole, era un tentativo per esonerare l\u2019Islam dalla purulenta contaminazione. Di fatto, quell\u2019odio si scatenava in ritardo. Ed era dovuto proprio dalla constatazione che l\u2019infezione aveva gi\u00e0 attecchito, che anche l\u2019Islam o il suo ideale erano gi\u00e0 stati infettati.<\/p>\n<p class=\"p2\">Il potere era avanti, e di un bel pezzo. \u00c8 avanti di un bel pezzo. La digitalizzazione e la questione dei diritti civili non sono un allarmante segno dei tempi che verranno, ma un\u2019esiziale attestazione che il dominio del pensiero \u00e8 gi\u00e0 stato compiuto.<\/p>\n<p class=\"p2\">Il multipolarismo, la riduzione di egemonia atlantica fanno paura agli zerbini europei. Come spiegarsi senn\u00f2 il razzismo vantato a petto in fuori, come un motto d\u2019orgoglioso dovere, nei confronti di inermi lavoratori e semplici cittadini russi, nei confronti della cultura russa? Hanno paura, fino a emettere sentenze che vanno oltre un\u2019ipotetica moltiplicazione della gi\u00e0 orrenda distopia orwelliana in essere. Hanno emesso una condanna contro <strong>Putin<\/strong>, come se la Corte penale internazionale dell\u2019Aia fosse un organo <em>super partes<\/em>. Al quale, tra l\u2019altro, per evitare autogol, Stati Uniti e Ucraina non aderiscono (2).<\/p>\n<p class=\"p2\">Siamo nella <em>geopazzia<\/em>. C\u2019\u00e8 da sperare in un Tribunale internazionale di San Pietroburgo o Novosibirsk che dir si voglia, che metta in pari le nefandezze della storia americana e quelle di questi anni alla deriva della salubrit\u00e0 umanistica. Lo spessore d\u2019inquinamento politico-culturale con cui l\u2019Occidente ricopre il mondo impedisce alla maggioranza di noi di vedere la natura monda della realt\u00e0. Ma non \u00e8 opera da stupidi, come direbbe certa avanguardia sprovveduta. \u00c8 un\u2019azione studiata, una strategia, un ultimo appello e tentativo di impedire l\u2019avvento dell\u2019Eurasia, e la conseguente possibile autarchia americana.<\/p>\n<p class=\"p2\">Note<\/p>\n<p class=\"p2\">1. Swami Sivananda, <em>La potenza del pensiero,<\/em> Produzione Babaji, 1973, p. 33. 2. <span class=\"s2\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/03\/20\/travaglio-arresto-di-putin-<\/span>zelensky-e-biden-esultano-ma-non-riconoscono-la-corte-penale-dellaja- perche-temono-di-finirci-davanti-su-la7\/7102728\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-67830 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg\" sizes=\"(max-width: 119px) 100vw, 119px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-284x300.jpeg 284w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo-11x12.jpeg 11w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1lorenzo.jpeg 409w\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"125\" \/><\/p>\n<p><em>Lorenzo Merlo, diplomato ISEF, Guida alpina emerita e maestro di alpinismo, insegnante di diverse attivit\u00e0 motorie, co-ideatore e responsabile di \u201cVictory Project Scuolanatura\u201d, proposta operativa di reclutamento delle potenzialit\u00e0 individuali.<\/em><\/p>\n<p><em>Giornalista pubblicista, scrittore e fotografo. Collabora con blog e testate online con articoli che trattano di ambiente, comunicazione, sicurezza, geopolitica, argomenti evolutivi e di critica sociale.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispetto a dove ci sta portando la politica, dovremmo andare in direzione opposta. Ma la sveglia non ha suonato. Siamo in netto ritardo sullo svolgersi della giornata. Le scelte sono gi\u00e0 state prese. 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