{"id":71184,"date":"2023-04-19T09:20:42","date_gmt":"2023-04-19T07:20:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=71184"},"modified":"2023-04-20T12:21:22","modified_gmt":"2023-04-20T10:21:22","slug":"cultura-della-cancellazione-memento-mori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/cultura-della-cancellazione-memento-mori\/","title":{"rendered":"Cultura della cancellazione. Memento mori"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Aveva ragione <strong>Jean Pierre Lyotard<\/strong>, quando osservava \u2013 quarant\u2019anni fa \u2013 la dissoluzione delle \u201cgrandi narrazioni\u201d, la crisi dei sistemi di pensiero e dei\u00a0 progetti a essi ispirati, tipici della modernit\u00e0.\u00a0 \u00a0La chiam\u00f2 <em>postmodernit\u00e0<\/em> per segnalare una mancanza, un\u2019assenza; la modernit\u00e0 abbandonava i suoi presupposti e diventava postera di se stessa, un manierismo in attesa di una nuova \u201cnarrazione\u201d a cui affidare il futuro. Adesso il tempo della postmodernit\u00e0 \u00e8 finito, sostituito da una potente moda culturale nel segno della cancellazione e della corsa al nuovo. Lo stesso progresso \u2013 motore dell\u2019occidente \u2013 \u00e8 soppiantato da una categoria che <strong>Pierre<\/strong> \u2013 <strong>Andr\u00e9 Taguieff<\/strong> chiama \u201c<em>bougisme<\/em>\u201d, il culto del movimento fine a se stesso.\u00a0 La contemporaneit\u00e0 ha trovato il suo filo rosso.<\/div>\n<div class=\"hover\">La corsa a perdifiato del \u201cnuovismo\u201d ha due nemici, il passato in tutte le sue forme, e la natura, con le sue leggi, i suoi limiti, le sue invarianze.\u00a0 Colse nel segno anche <strong>Marx<\/strong> \u2013 su un piano diverso \u2013 teorizzando che il mondo \u201cborghese\u201d avrebbe allevato i suoi becchini.\u00a0 Infatti la cultura terminale postborghese \u2013 fattasi progressista dopo il Sessantotto \u2013 sega l\u2019albero su cui \u00e8 seduta. La cosiddetta cultura della cancellazione \u2013 un ossimoro tra i tanti di un\u2019 epoca schizofrenica \u2013 celebrer\u00e0\u00a0 a breve il proprio funerale: nessuno sopravvive al vuoto.<\/div>\n<div class=\"hover\">Il moto perpetuo \u00e8 diventato il tratto caratteristico degli anni che ci sono toccati in sorte, unito all\u2019intransigente volont\u00e0 di farla finita con tutto ci\u00f2 che fu e che \u00e8 sempre stato. L\u2019uomo occidentale ( o meglio la classe dominante e il ceto culturale di servizio) \u00a0diventato Dio di se stesso, \u00e8 preda di una impressionante ansia di dissoluzione. Trascina la vita nell\u2019immediatezza e nel capovolgimento. Il capitalismo globalizzato ha dichiarato guerra ad ogni residuo e simbolo permanente in modo che la forma merce\u00a0 \u00a0vampirizzi i suoi sudditi. Il dominio assoluto coincide con l\u2019eliminazione delle forme simboliche e dialettiche, un tragico algoritmo impegnato a trasformare \u00a0l\u2019umanit\u00e0 in <strong>schiava inconsapevole dell\u2019unico linguaggio rimasto, la riduzione del vivente a merce.<\/strong><\/div>\n<div class=\"hover\">Apparentemente, la cultura della cancellazione \u00e8 la forma pi\u00f9 potente di nichilismo compiuto. \u00a0Destituisce ogni idea, principio ricevuto, civilt\u00e0 in quanto espressione dell\u2019egemonia degli sconfitti della postmodernit\u00e0: i maschi bianchi eterosessuali. Di qui l\u2019impulso irrefrenabile, teleguidato dall\u2019alto, a distruggere simboli, statue, cancellare autori e parole ( la \u201cneolingua\u201d politicamente corretta) riscrivere la storia, correggere la letteratura , rimuovere l\u2019arte (grotteschi eco-terroristi imbrattano statue, dipinti, palazzi), revocare in dubbio ogni idea condivisa millenaria, ridicolizzare spiritualit\u00e0 e trascendenza, spezzare ogni identit\u00e0 sino a quella individuale e sessuale. Cancellazione, ossia <em>Grande Reset<\/em>: la megamacchina avanza come un caterpillar , distrugge e divora tutto ci\u00f2 che ingombra il suo cammino.<\/div>\n<div class=\"hover\">Cambia in maniera irreversibile il rapporto dell\u2019uomo occidentale con la vita e la natura. Il nichilismo si impadronisce dei fondamenti: la vita non \u00e8 pi\u00f9 patrimonio indisponibile. Pu\u00f2 essere creata \u201ctecnicamente\u201d con pratiche artificiali, ma cessa di essere un valore in s\u00e9, se non nella misura in cui diventa mercato. Un\u2019attrice spagnola prossima ai settanta \u00e8 diventata madre artificiale del proprio nipote, usando il seme del figlio morto. L\u2019aborto si trasforma in diritto universale, derubricando la vita in formazione a grumo di cellule da rimuovere a richiesta.<\/div>\n<div class=\"hover\">Contemporaneamente, anche la morte \u2013 ridenominata fine vita \u2013 diventa un\u2019opzione di mercato, un prodotto da vendere. Questo \u00e8, nel mondo in corsa forsennata, \u00a0l\u2019eutanasia, spacciata per compassione verso la malattia e la sofferenza. Per <strong>Michel Houellebecq<\/strong>, la soppressione pi\u00f9 o meno volontaria, igienicamente corretta, diventer\u00e0 la forma tipica del morire nella nostra esausta civilizzazione. Nulla dell\u2019uomo di ieri deve sopravvivere: non le abitudini alimentari del cacciatore onnivoro diventato agricoltore, obbligato a cibarsi di insetti e di prodotti artificiali. Non la piet\u00e0 filiale e l\u2019amore genitoriale: filiazione tecnicizzata , privata dell\u2019 amore e dell\u2019incontro tra i sessi; l\u2019uomo come prodotto di serie di cui presto dovr\u00e0 essere stabilito il numero di esemplari , in nome della sostenibilit\u00e0 e dell\u2019ambiente, il concetto che ha sostituito la natura.<\/div>\n<div class=\"hover\">Scrivevamo tempo fa che l\u2019 uomo-Dio odia la natura perch\u00e9 esiste prima di lui e gli sopravvivr\u00e0; le sue leggi sono immutabili mentre egli vuole fortissimamente modificarle sino a invertirle. La natura \u00e8 uno stato originario che precede la volont\u00e0, la libert\u00e0 e il desiderio, totem dell\u2019<em>Homo Deus<\/em>. La natura \u00e8 la vittoria del principio di realt\u00e0, del limite e del destino. Per l\u2019uomo contemporaneo non c\u2019\u00e8 espressione pi\u00f9 sinistra di \u201csecondo natura\u201d. L\u2019 ambiente, il nome di ci\u00f2 che circonda l\u2019uomo dopo che gli \u00e8 stato tolto ogni significato trascendente e permanente, \u00e8 un inganno, un <em>trompe l\u2019oeil<\/em> simile ai dipinti sulle case che simulano finestre, davanzali e persone dietro finte tendine.\u00a0 La natura \u00e8 realt\u00e0, l\u2019ambiente rappresentazione.<\/div>\n<div class=\"hover\">L\u2019uomo della cancellazione \u00e8 animato da un rancore furioso contro la realt\u00e0 e la natura:\u00a0 obbligato dalla volont\u00e0 di potenza a negarla, per farlo ha inventato una mistica capovolta, quella dei \u201cdiritti\u201d. L\u2019 ambiente\u00a0 possiamo modificarlo a piacimento, con il pretesto di salvarlo. Il richiamo all\u2019esistenza di leggi naturali \u2013 riconosciuto gi\u00e0 dal diritto romano \u2013 \u00e8 la bestemmia massima. Abbiamo il \u201cdiritto\u201d di fare, avere, addirittura \u201c essere \u201c ci\u00f2 che ci aggrada.<\/div>\n<div class=\"hover\">Esautorate le religioni e le tradizioni spirituali, sul trono vi sono la scienza e la tecnica, simboli di un movimento senza fine, positivo in quanto nuovo. Ogni innovazione \u00e8 un bene in s\u00e9: nessuna domanda di senso, nessuna remora o interrogativo etico. La nuova morale \u00e8 la corsa. Chi si ferma \u00e8 perduto, paradossale successo postumo di una frase di <strong>Benito Mussolini<\/strong>. Ma perduto in che senso? Il \u00a0nichilismo distruttore non \u00e8 fine a se stesso, ha uno scopo, inavvertito dalla gran parte dei suoi adoratori, il <strong>trasbordo del genere umano in una condizione esistenziale nuova<\/strong>. La cancellazione dell\u2019eredit\u00e0 ricevuta \u2013 preceduta dalla decostruzione e dall\u2019oicofobia, l\u2019odio di s\u00e9 \u2013 conduce inevitabilmente alla perdita di senso, all\u2019irrilevanza di ogni idea, pensiero, scelta. I modesti risarcimenti sono i diritti \u2013 tutti relativi alla sfera pulsionale \u2013 e l \u2019apparente \u201ccomodit\u00e0\u201d di alcune innovazioni.<\/div>\n<div class=\"hover\">In via di esaurimento tutto ci\u00f2 che poteva essere distrutto, ridicolizzato, espiantato dal cuore dell\u2019uomo, il tratto finale ha due possibilit\u00e0. Una \u00e8 quella dell\u2019avventura di <em>Thelma e Louise<\/em>, che lanciano l\u2019automobile nel burrone dopo aver sperimentato l\u2019avventura e la fugace, deludente \u201cliberazione\u201d. La fine pura e semplice; probabilmente \u00e8 questo il destino dell\u2019umanit\u00e0 \u201ceccedente\u201d secondo i padroni universali. Ma l\u2019uomo ha orrore del vuoto, per cui la cultura della cancellazione \u00e8 il tornante decisivo verso la nascita di un soggetto prima transumano (penultimo passaggio), infine postumano. E\u2019 il progetto di cui siamo vittime. L\u2019amore smodato, talvolta ridicolo, per tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo ha un che di innaturale: ogni essere,\u00a0 sistema e organismo vivente aspira innanzitutto all\u2019omeostasi, cio\u00e8 a conservare le proprie caratteristiche e la propria esistenza.<\/div>\n<div class=\"hover\">Una civilt\u00e0 che sfida la natura in nome di un\u2019arroganza autocreatrice \u00e8 destinata al fallimento: il dramma \u00e8 che \u2013 per la prima volta nella storia umana \u2013 \u00e8 in grado di trascinare con s\u00e9 nel baratro l\u2019intera specie. <strong>Sconvolgente \u00e8 che sia questo l\u2019obiettivo<\/strong>. All\u2019umano medio \u2013 preventivamente deprivato di cultura, identit\u00e0 e pensiero critico \u2013 viene fatto credere che il futuro gli riserver\u00e0 diritti, comodit\u00e0 e piaceri, ma la realt\u00e0 \u00e8 che la vigente \u201cscientologia\u201d vuole oltrepassare l\u2019uomo , prima rendendolo dipendente dagli apparati artificiali, poi fondendolo con essi, infine trasformandolo in un soggetto\/oggetto diverso dall\u2019 antiquato <em>homo sapiens<\/em>. Il nichilismo \u2013 sbocco finale della postmodernit\u00e0 \u2013 prepara il terreno all\u2019accettazione del trans e postumanesimo.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4983.html?_=1681888763\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Una prova \u00e8 la <em>\u201clettera a madre natura\u201d<\/em>, il manifesto transumanista scritto da <strong>Max More<\/strong> (pseudonimo simbolico, more ovvero \u201cpi\u00f9\u201d)\u00a0 Ne riportiamo alcuni passaggi.<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div class=\"hover\">\u201cMadre Natura, veramente, ti siamo riconoscenti per ci\u00f2 che ci hai fatto diventare. Indubbiamente hai fatto il meglio che potevi. Tuttavia, con tutto il dovuto rispetto, \u00a0dobbiamo dire che sotto diversi aspetti avresti potuto fare di meglio con il nostro organismo. Ci hai creati vulnerabili alle malattie e alle ferite. Ci obblighi ad invecchiare e a morire \u2013 proprio quando cominciamo a divenire saggi. Sei stata un po\u2019 avara nel darci consapevolezza dei nostri processi somatici, cognitivi ed emotivi. Sei stata poco generosa con noi, donando sensi pi\u00f9 raffinati ad altri animali. Possiamo funzionare solo in certe specifiche condizioni ambientali. Ci hai dato una memoria limitata e scarso controllo sui nostri istinti tribali e xenofobi. E ti sei dimenticata di darci il nostro libretto d\u2019istruzioni! Quello che hai creato, in noi, \u00e8 magnifico, eppure profondamente imperfetto. (\u2026) In ogni caso, la nostra infanzia sta per finire. Abbiamo deciso che \u00e8 ora di emendare la costituzione umana.\u201d<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div class=\"hover\">Gli emendamenti sono il riassunto dell\u2019ideologia occidentale dominante:<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div class=\"hover\">\u201cnon sopporteremo pi\u00f9 la tirannia dell\u2019invecchiamento e della morte. Per mezzo di alterazioni genetiche, manipolazioni cellulari, organi sintetici e ogni altro mezzo necessario, ci doteremo di vitalit\u00e0 duratura e rimuoveremo la nostra data di scadenza. Ognuno di noi decider\u00e0 quanto a lungo potr\u00e0 vivere. Espanderemo le nostre capacit\u00e0 cognitive con strumenti computazionali e biotecnologici. Intendiamo superare le abilit\u00e0 percettive di ogni altra creatura e inventare nuovi sensi per espandere la nostra comprensione e il nostro apprezzamento del mondo intorno a noi. \u201c<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div class=\"hover\">E ancora :<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div class=\"hover\">\u201cnon saremo pi\u00f9 schiavi dei nostri geni. Ci assumeremo la responsabilit\u00e0 dei nostri programmi genetici e otterremo il totale controllo dei nostri processi biologici e neurologici. Porremo rimedio a tutti i difetti individuali e della specie lasciatici in eredit\u00e0 della nostra storia evolutiva. Potremo scegliere sia la forma del nostro corpo che \u00a0le sue funzioni, raffinando ed aumentando le nostre abilit\u00e0 fisiche ed intellettuali&#8221;.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div class=\"hover\">L\u2019ultimo emendamento afferma che<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div class=\"hover\">\u201cnon limiteremo le nostre capacit\u00e0 fisiche, intellettuali ed emotive rimanendo puri organismi biologici. Nella ricerca del controllo sul nostro organismo, ci integreremo progressivamente con le nostre tecnologie.\u201d<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div class=\"hover\"><strong>Max More<\/strong> dichiara apertamente l\u2019aspirazione a raggiungere una condizione <em>\u201cultra-umana\u201d<\/em>, in continuo movimento,\u00a0 alla <em>\u201cricerca di nuove forme di eccellenza, sulla base delle nostre capacit\u00e0 tecnologiche&#8221;.<\/em><\/div>\n<div class=\"hover\"><strong>Ecco il vero traguardo di una rivoluzione antropologica \u2013 la cultura della cancellazione \u2013 il cui nichilismo \u00e8 solo la tappa intermedia, la tabula rasa su cui edificare un impero tecnoscientifico che rovescia la condizione di creatura e inaugura un\u2019era destinata a trasformare l\u2019uomo (l\u2019 \u201cambiziosa prole\u201d di cui parla Max More) in una specie diversa.<\/strong><\/div>\n<div class=\"hover\">Per riuscirci, \u00e8 indispensabile rovesciare l \u2019intera \u00a0nostra autopercezione. Uno dei passaggi compiuti \u00e8 il superamento della democrazia e del liberalismo in un neo-autoritarismo \u2013 o dirigismo ideale \u2013 che determina rotture epocali, come la dissociazione tra l\u2019opinione e i sentimenti della gente comune e\u00a0 la volont\u00e0 dei dominanti.<\/div>\n<div class=\"hover\">Difficile organizzare la resistenza, se non a partire da gruppi capaci di superare contrapposizioni antiche in nome della consapevolezza di essere non gli ultimi di ieri, ma i primi di domani. Quello che accade sotto i nostri occhi con rapidit\u00e0 crescente \u00e8 destinato a finire. O per la ribellione della parte sana dell\u2019umanit\u00e0 o perch\u00e9 si compir\u00e0 il destino della specie. I vincitori di oggi saranno gli sconfitti di domani: ogni civilt\u00e0 \u00e8 mortale.<\/div>\n<div class=\"hover\">Memento mori, ricordati che\u00a0 morirai, uomo-Dio.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2023\/04\/cultura-della-cancellazione-memento-mori-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva ragione Jean Pierre Lyotard, quando osservava \u2013 quarant\u2019anni fa \u2013 la dissoluzione delle \u201cgrandi narrazioni\u201d, la crisi dei sistemi di pensiero e dei\u00a0 progetti a essi ispirati, tipici della modernit\u00e0.\u00a0 \u00a0La chiam\u00f2 postmodernit\u00e0 per segnalare una mancanza, un\u2019assenza; la modernit\u00e0 abbandonava i suoi presupposti e diventava postera di se stessa, un manierismo in attesa [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":71186,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[4507,1584,851,4506,1585,4509,4508,1273],"class_list":["post-71184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-andre-taguieff","tag-benito-mussolini","tag-evidenza","tag-jean-pierre-lyotard","tag-karl-marx","tag-max-more","tag-michel-houellebecq","tag-roberto-pecchioli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71184\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71186"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}