{"id":71238,"date":"2023-04-20T12:20:51","date_gmt":"2023-04-20T10:20:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=71238"},"modified":"2023-04-20T18:29:10","modified_gmt":"2023-04-20T16:29:10","slug":"raffiche-di-bugie-sul-caso-moro-stato-e-br-spararono-su-aldo-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/raffiche-di-bugie-sul-caso-moro-stato-e-br-spararono-su-aldo-moro\/","title":{"rendered":"Raffiche di Bugie sul Caso Moro. Stato e BR spararono su Aldo Moro"},"content":{"rendered":"<h2>Il libro del generale Laporta svela le fasi del complotto<br \/>\n<small>\u201cStato e Br spararono in via Fani. Una storia da riscrivere\u201d<\/small><\/h2>\n<p id=\"E78\">Un ordigno ad alto potenziale occultato in una Mini Cooper verde col tetto nero, parcheggiata in via Fani, poco distante dall\u2019incrocio con via Stresa. Un convoglio di due auto \u2013 una Fiat 130 con a bordo due militari dell\u2019Arma dei Carabinieri, il maresciallo <strong>Oreste Leonardi<\/strong>\u00a0e l\u2019autista appuntato\u00a0<strong>Domenico Ricci<\/strong>, e una Alfa Romeo con altri tre agenti di scorta, i poliziotti <strong>Francesco Zizzi, Giulio Riversa e Raffaele Iozzino<\/strong> \u2013 bloccati in via Fani in prossimit\u00e0 dell\u2019incrocio con via Stresa da una Fiat 128 familiare bianca con targa diplomatica venezuelana rubata.<\/p>\n<p id=\"E86\">Nessun tamponamento tra la Fiat 130 e la 128 con targa diplomatica, come raccontato fino a oggi. Un\u2019azione fulminea e militarmente perfetta compiuta da killer professionisti, addestrati e estranei alle BR di\u00a0<strong>Mario Moretti\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Valerio Morucci<\/strong>, spezza la vita dei due carabinieri, non lasciando loro neanche il tempo di estrarre le armi e reagire. <em>\u00abI due furono colti di sorpresa e fulminati\u00bb<\/em>. Un\u2019azione chirurgica, compiuta a distanza ravvicinata dal lato destro, rispetto al senso di marcia del convoglio, che ha neutralizzato in pochi secondi la scorta armata dell\u2019<strong>ex ministro degli Esteri ed ex presidente del Consiglio<\/strong>. Un primo colpo sparato frontalmente sul parabrezza della Fiat 130 di\u00a0<strong>Aldo Moro<\/strong>\u00a0ha dato inizio alla carneficina.<\/p>\n<p id=\"E94\"><strong>I brigatisti non furono n\u00e9 i primi n\u00e9 i soli a sparare.<\/strong><\/p>\n<p id=\"E96\">\u00c8 la mattina di gioved\u00ec 16 marzo 1978.\u00a0<strong>\u00c8 la strage di via Fani<\/strong>. \u00c8 il luogo dello sterminio della scorta di <strong>Aldo Moro<\/strong>. \u00c8 l\u2019<strong>operazione Fritz<\/strong>, come sembra l\u2019abbiano denominata le Brigate Rosse e della quale rivendicarono l\u2019ideazione, l\u2019esecuzione e la totale responsabilit\u00e0. Alla fine dell\u2019agguato, nessuno sopravvisse. Tutti morti: i due carabinieri e i tre poliziotti. Quattro di loro,\u00a0<strong>Leonardi, Ricci, Rivera e Zizzi<\/strong>, non fecero neanche in tempo a uscire dall\u2019abitacolo dell\u2019autovettura. Il quinto,\u00a0<strong>Iozzino<\/strong>, 24 anni, venne falciato appena lasciato l\u2019abitacolo dell\u2019Alfa Romeo, in un disperato tentativo di difesa e risposta al fuoco (esplodendo pare due colpi). Rimase supino sul selciato, agonizzante.<\/p>\n<p id=\"E121\"><strong>E Aldo Moro?<\/strong><\/p>\n<p id=\"E123\">Questo \u00e8 un piccolo assaggio di un libro eretico, controcorrente, corrosivo e destabilizzante sul caso Moro.<\/p>\n<p id=\"E123\">Il titolo \u00e8 \u201c<strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3UHfk5t\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raffiche di bugie a via Fani<\/a><\/strong>\u201d con un sottotitolo che \u00e8 tutto un programma \u201c<strong>Stato e BR spararono su Aldo Moro<\/strong>\u201d ed \u00e8 scritto dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pierolaporta.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">generale\u00a0<strong>Piero Laporta<\/strong><\/a>. Edito da lui stesso e diffuso attraverso <em>Amazon<\/em>.<\/p>\n<p>293 pagine in cui l\u2019autore demolisce, senza alcuna piet\u00e0, alcuni luoghi comuni, alcuni stereotipi investigativi che sono sopravvissuti a decine di indagini, processi e inchieste parlamentari, in questi 45 anni. <strong>Laporta<\/strong> si concentra, in particolare, su quanto accadde in via Fani quella mattina \u2013 tra le ore 9 e le 10 \u2013 di quel\u00a0<strong>16 marzo 1978<\/strong>\u00a0per approdare, attraverso una serie di drammatici passaggi concentrici, all\u2019idea (neanche tanto azzardata) che la strage della scorta dello statista democristiano fu\u00a0<strong>l\u2019avvio di un colpo di Stato<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa vicenda Moro, al di l\u00e0 dei suoi intriganti contorni polizieschi e complottistici, pone le basi di un salto di qualit\u00e0 nella destrutturazione dell\u2019Italia: l\u2019anno dopo, il\u00a0<strong>G7 di Tokyo\u00a0<\/strong>abbatter\u00e0 la seconda colonna degli equilibri emersi a<strong>\u00a0Bretton Woods<\/strong> nel 1944 \u2013 che avevano assicurato 35 anni di sviluppo economico soddisfacente \u2013 rompendo, cio\u00e8, il criterio di solidariet\u00e0 tra Paesi (la prima colonna abbattuta fu quella degli accordi monetari abbandonati nell\u2019estate del 1971)\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\">\n<figure class=\"wp-block-media-text__media\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3UHfk5t\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-255464  alignleft\" src=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-707x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 707px) 100vw, 707px\" srcset=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-707x1024.jpg 707w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-768x1113.jpg 768w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-1060x1536.jpg 1060w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005-1024x1484.jpg 1024w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG-20230416-WA0005.jpg 1104w\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"656\" \/><\/a><\/figure>\n<div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p id=\"E130\"><strong>Conosco il generale Laporta da anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Abbiamo condiviso anche una comune esperienza e cio\u00e8 quella di consulenti tecnici dell\u2019allora Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sul <em>dossier Mitrokhin<\/em>, tra il 2003 e il 2006. Come lui stesso ci tiene a spiegare,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abdal 1994, osservate le ambiguit\u00e0 del giornalismo italiano (nel frattempo degenerato), mi sono immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d\u2019altronde sarebbe stato naturale, considerato il lavoro svolto a quel tempo: Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>A partire da quel momento, l\u2019autore ha iniziato a collaborare con giornali, settimanali e periodici (<em>Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, Italia Oggi, Il Mondo, La Verit\u00e0<\/em> e cos\u00ec via). Ha quindi lanciato sul web il suo blog\u00a0<a href=\"http:\/\/pierolaporta.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Oltrelanotizia<\/strong><\/a>\u00a0(<strong><em><a href=\"http:\/\/pierolaporta.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pierolaporta.it<\/a><\/em><\/strong>).<\/p>\n<p id=\"E138\">Il generale <strong>Laporta<\/strong> vuole subito sgombrare il campo da facili equivoci:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon sono mai stato iscritto ad alcun partito politico, loggia massonica n\u00e9 associazione. Ho giurato fedelt\u00e0 alla Repubblica italiana il 19 marzo 1971 nell\u2019Accademia Militare di Modena. Non ho mai fatto parte dei servizi segreti, n\u00e9 italiani n\u00e9 esteri. Essere dei servizi segreti italiani \u2013 sottolinea \u2013 non \u00e8 disonorevole, tutt\u2019 altro. Non di meno tale precisazione, soprattutto per i servizi esteri, dopo la tortura e l\u2019uccisione del presidente Aldo Moro \u00e8 doverosa e opportuna\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E140\">E da questa precisazione dell\u2019autore, emerge la prima, straordinaria notizia, che costituisce uno dei perni del suo libro- inchiesta:\u00a0<strong>Aldo Moro, 62 anni all\u2019epoca dei fatti, fu malmenato dai propri aguzzini tanto da riportare la frattura di almeno quattro costole\u00a0<\/strong>dell\u2019emitorace sinistro: la quarta, la quinta, la sesta e l\u2019ottava. <em>\u00abLa quinta e l\u2019ottava\u00bb<\/em> erano in via di guarigione quando il cadavere dello statista democristiano venne esaminato dai medici legali nominati dalla Procura di Roma.<\/p>\n<p id=\"E153\">A pagina 58 <strong>Laporta<\/strong> cita un brano della perizia medico-legale:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSi osservano inoltre, a carico della IV, VI e VIII costola di sinistra, immagini lineari di frattura con segni perifocali d\u2019un netto addensamento riparativo, soprattutto a carico della Ve VIII costa, ove \u00e8 ben apprezzabile l\u2019apposizione del callo osseo in avanzata fase di calcificazione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>A quando risalivano, dunque, queste fratture sul costato del politico salentino?<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDetti ultimi aspetti \u2013 riportava la perizia medico-legale \u2013 orientano per postumo relativamente recenti di fratture la cui epoca di produzione pu\u00f2 essere fatta risalire fra i trenta e i sessanta giorni\u00bb,<\/p><\/blockquote>\n<p>prima della autopsia. E se il cadavere di <strong>Moro<\/strong> venne fatto ritrovare dai brigatisti nel bagagliaio della Renault rossa in via Caetani il 9 maggio 1978, vuol dire che le fratture delle costole intervennero nell\u2019intervallo temporale in cui il presidente della DC era in mano alle BR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4983.html?_=1681984110\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"E163\"><strong>Ma questa informazione, di per s\u00e9 particolarmente importante e grave, venne immediatamente censurata e insabbiata<\/strong>. Fin dalla data della sua prima pubblicazione su un periodico nazionale.<\/p>\n<p><strong>Laporta<\/strong>, per questo, ha recuperato la testimonianza di\u00a0<strong>Roberto Chiodi<\/strong>, decano della cronaca giudiziaria italiana, che all\u2019epoca lavorava per il settimanale <em>\u201cL\u2019Europeo\u201d<\/em>. <strong>Chiodi<\/strong>, testimone privilegiato diretto in qualit\u00e0 di cronista fin dalle primissime fasi delle indagini, frequentando per motivi professionali tutte le mattine gli uffici giudiziari della Capitale a piazzale Clodio, un anno dopo ebbe modo \u2013 primo fra tutti i giornalisti italiani \u2013 di mettere le mani sulla perizia medico-legale e sulle foto del cadavere di\u00a0<strong>Aldo Moro<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abEro inviato speciale per \u201cL\u2019Europeo\u201d e rimasi sbalordito (e lo sono tuttora) di come un particolare clamoroso come le costole fratturate venisse puntualmente ignorato dalla magistratura, dagli imputati, dalla stampa, dalle commissioni, dalle sentenze\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E179\">Il 5 aprile del 1979, a <em>meno<\/em> di un anno dal ritrovamento del corpo di <strong>Moro<\/strong> nella Renault rossa in via Caetani, <strong>\u201c<em>L\u2019Europeo<\/em>\u201d<\/strong> usc\u00ec nelle edicole con in copertina una foto del cadavere del presidente della DC steso sul tavolo dell\u2019obitorio e il titolo\u00a0<em>\u201c<strong>Delitto Moro. Lo hanno ucciso cos\u00ec. Tutte le foto inedite<\/strong><\/em>\u201d. <strong>Chiodi<\/strong>, che ho sentito al telefono per avere riscontro di quanto riportato nel libro di <strong>Laporta<\/strong>, ha confermato tutto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAttraverso il legale difensore dei brigatisti,\u00a0<strong>Edoardo Di Giovanni<\/strong>, ebbi la notizia che era stata depositata in Procura la perizia autoptica. Lui, <strong>Di Giovanni<\/strong>, mi disse per\u00f2 che la Cancelleria non avrebbe potuto fargli avere in tempi brevi le foto dell\u2019autopsia di <strong>Moro<\/strong>. Mi chiese se potevo mettergli a disposizione un fotografo e cos\u00ec ci accordammo. Chiesi in cambio di poter leggere la perizia dei medici legali. Il nostro fotografo part\u00ec da Milano alla volta di Roma e il giorno dopo riprodusse le foto dell\u2019autopsia di <strong>Moro<\/strong> e io potei esaminare la perizia. Leggendo l\u2019atto, fui subito colpito dal passaggio relativo alle fratture delle costole, provocate durante i 55 giorni della prigionia di Moro da parte delle BR\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E202\">Una volta arrivate in edicola, le copie de <em>\u201cL\u2019Europeo\u201d<\/em> del 5 aprile 1979 con la foto del cadavere di Moro nella <em>morgue<\/em> in copertina e con all\u2019interno il servizio di <strong>Chiodi<\/strong> sugli inattesi e sconcertanti esiti dell\u2019esame autoptico, vennero rapidamente poste\u00a0<strong>sotto sequestro dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<\/strong>, su richiesta dell\u2019avvocato socialista\u00a0<strong>Giuliano Vassalli<\/strong>, legale di parte civile della famiglia <strong>Moro<\/strong>. Un provvedimento di particolare gravit\u00e0, che a memoria non sembrava avere precedenti.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSmanettando su Internet \u2013 racconta <strong>Chiodi<\/strong>, nella sua testimonianza riportata nel libro di <strong>Laporta<\/strong> \u2013 non sono riuscito a trovare una riga sulla storia del sequestro in edicola dell\u2019\u201cEuropeo\u201d con le foto dell\u2019autopsia di Moro. Vado quindi a memoria: fu l\u2019avvocato <strong>Giuliano Vassalli<\/strong> a sollecitare a Tribunale ex art. 700 (provvedimenti d\u2019urgenza) il sequestro del settimanale appena uscito. Ag\u00ec per conto della famiglia, evidentemente \u201cturbata\u201d dalle immagini. I giudici le ritennero seduta stante \u201c<em>oscene o raccapriccianti\u2026 atte a turbare l\u2019ordine pubblico<\/em>\u201d (vado a memoria) e disposero l\u2019immediato sequestro in tutte le edicole. Tutti condannarono \u201cL\u2019Europeo\u201d (ovviamente prima che ci fosse una sentenza e senza sentire gli imputati) e furono accuse di fuoco. Sulla vicenda cal\u00f2 una sorta di infamia. Nessuno riusc\u00ec a guardare le foto, a leggere e capirne i contenuti: cosa stavano a significare quegli undici proiettili sparati a bruciapelo sul lato sinistro del corpo, l\u00e0 dove le costole erano state fratturate\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E239\">Cos\u00ec come altri grandi misteri della storia italiana del dopoguerra, anche il caso <strong>Moro<\/strong> \u2013 a distanza di oltre quattro decenni \u2013\u00a0<strong>nasconde intatti tutti i suoi lati oscuri, le sue contraddizioni, le sue omissioni<\/strong>. E, come tante altre vicende di sangue, tanti altri casi di violenza politica, l\u2019accertamento della verit\u00e0 \u00e8 andato avanti a salti, passando da un teorema all\u2019altro, trascurando \u2013 nella maggior parte dei casi \u2013 i primi, fondamentali accertamenti investigativi e le stesse perizie medico legali.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDi sicuro, i contenuti di quel numero \u2013 conclude <strong>Chiodi<\/strong> \u2013 la rivelazione delle singolari fratture e della direzione dei colpi venne, se non decisamente nascosta, quanto meno subito accantonata. Oggi sono convinto che la\u00a0<em>damnatio memoriae<\/em>\u00a0non riguardava <strong>Moro<\/strong> e il suo cadavere martoriato. A essere cancellata pi\u00f9 a lungo possibile doveva essere la notizia delle costole fratturate e non le immagini, che non turbarono davvero un\u2019opinione pubblica abituata in quei giorni a ben altro. Quando se ne parl\u00f2, fu solo per stigmatizzare le scelte editoriali (foto \u201craccapriccianti\u201d) e non per capire il perch\u00e9 di quel massacro inflitto a un prigioniero morente. E poi: foto \u201craccapriccianti\u201d? E\u00a0<strong>piazzale Loreto<\/strong>? E il\u00a0<strong>volto sfigurato di Pasolini<\/strong>, copertina de \u201cL\u2019Espresso\u201d, pochi mesi prima? E quello grondante di sangue di\u00a0<strong>Pecorelli,<\/strong>\u00a0copertina di \u201cPanorama\u201d. In edicola la stessa settimana in cui usc\u00ec \u201cL\u2019Europeo\u201d con Moro?\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E244\">Senza spoilerare la trama di <em>\u201c<strong>Raffiche di bugie in via Fani<\/strong>\u201d<\/em>, va per\u00f2 detto che questo libro lancia una sfida alla magistratura, alla politica e al giornalismo\u00a0<em>mainstream<\/em>.<\/p>\n<p>Per <strong>Laporta<\/strong>,<strong>\u00a0la storia del caso Moro va riscritta daccapo<\/strong>. Partendo dall\u2019inizio, dagli attimi iniziali, dai primissimi accertamenti di polizia giudiziaria. Nel tempo, le incrostazioni, le false verit\u00e0 di comodo dei brigatisti, i depistaggi, la disinformazione hanno sepolto la vicenda sotto una coltre di scorie impenetrabile.\u00a0<strong>\u00c8 l\u2019intera meccanica dell\u2019agguato di via Mario Fani che deve essere ricostruita senza omissioni, senza inganni, facendo piazza pulita dai troppi luoghi comune e verit\u00e0 compiacenti<\/strong>. Questo libro offre pi\u00f9 interrogativi che risposte. Troppe piste che non hanno portato mai a nulla. Troppe ricostruzioni fallaci che non hanno mai spiegato, fino in fondo e in modo chiaro e logico, come andarono realmente i fatti quel 16 maggio di 45 anni fa in via Fani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\">\n<p><figure id=\"attachment_255470\" aria-describedby=\"caption-attachment-255470\" style=\"width: 885px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-255470\" src=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani.jpg\" sizes=\"(max-width: 309px) 100vw, 309px\" srcset=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani.jpg 309w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani-300x189.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"885\" height=\"558\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-255470\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019agguato di via Fani<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"wp-element-caption\"><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p id=\"E256\">Decenni di indagini fatte male, di propaganda, di intossicazioni mediatiche e di falsi <em>scoop<\/em> hanno trasformato il caso <strong>Moro<\/strong> in un\u00a0<em>cold case<\/em>\u00a0senza apparente soluzione. L\u2019opinione pubblica, in larga parte, si \u00e8 lasciata manipolare e condizionare da decenni di versioni accomodanti, dalle ricostruzioni fasulle, dalle tante bufale diffuse come verit\u00e0 assoluta per coprire una qualche oscura ragion di Stato.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<strong>Il messaggio sviante\u00a0<\/strong>\u2013 sottolinea <strong>Laporta<\/strong> \u2013\u00a0<strong>va a un uditorio che non ragiona, ma che memorizza le falsit\u00e0 ripetute<\/strong>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E269\">Un ultimo significativo aspetto che a mio parere meriterebbe un serio e doveroso approfondimento riguarda ci\u00f2 che ho anticipato all\u2019inizio e cio\u00e8\u00a0<strong>la presenza in via Fani, pochi metri dall\u2019incrocio con via Stresa, di un\u2019autovettura imbottita di esplosivo ad alto potenziale<\/strong>. Solo questa informazione, se confermata, metterebbe in crisi l\u2019intera ricostruzione dei fatti cos\u00ec come ce l\u2019hanno ammannita i brigatisti. Nessuno di loro, mai, ha fatto cenno a questa circostanza. Eppure, l\u2019esistenza a pochi metri dall\u2019incrocio tra via Fani e via Stresa, laddove le BR aspettavano il transito del convoglio della scorta di <strong>Moro<\/strong>, di una macchina-bomba ci pone di fronte a un fatto che apre un ventaglio di ipotesi, una pi\u00f9 inquietante dell\u2019altra. Anche questa notizia fu raccolta da <strong>Roberto Chiodi<\/strong>, nella tarda mattinata del 16 marzo 1978, nell\u2019ufficio dell\u2019allora procuratore della Repubblica <strong>Giovanni De Matteo<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche qui ho raccolto le parole del collega-testimone, per avvalorare quanto scritto da <strong>Laporta<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuella mattina, verso le 9:30, dopo che ebbi conferma dai colleghi dell\u2019Ansa dell\u2019agguato di via Fani, decisi di restare al Palazzo di Giustizia a piazzale Clodio, per seguire i primi sviluppi delle indagini. Restammo con alcuni colleghi appostati fuori della porta del suo ufficio in Procura. <strong>De Matteo<\/strong> arriv\u00f2 verso le 11 e 30. Era molto turbato. Una volta nella sua stanza, rivolgendosi a me esclam\u00f2 \u201cla coppola\u201d. Sul momento non capii cosa volesse. Poi ha ripetuto, \u201cla coppola\u201d, facendomi segno di togliermi il cappello. In quel momento, di tante cose a cui pensare, <strong>De Matteo<\/strong> si era fissato sulla mia coppola, segno, questo, che era veramente sconvolto per quanto aveva visto a via Fani durante il sopralluogo. La prima cosa che il procuratore di Roma ci disse, a noi cronisti presenti nel suo ufficio, fu dell\u2019auto piena di esplosivo ad alto potenziale parcheggiata sul lato sinistro di via Fani.\u00a0<strong>Ebbe l\u2019informazione da un ufficiale dei Carabinieri<\/strong>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p id=\"E295\">Ma poi la storia della bomba sparisce dalle ricostruzioni ufficiali: <em>\u00abDe Matteo ci disse che la bomba poteva fare una carneficina\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Scrive Laporta<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI giornalisti pensavano ad altro, Chiodi lo conferma: \u201cMa con tutto quello che era successo, le domande e gli argomenti furono altri. Credo che il giorno dopo la notizia della bomba ebbe nelle cronache una rilevanza minima o nulla. Dovendo scrivere per un settimanale che sarebbe uscito qualche giorno dopo, decisi di sfruttare l\u2019occasione dello strano \u201csilenzio\u201d su questo particolare e gli detti particolare importanza nel mio articolo. Il giorno stesso della strage tutti i soggetti coinvolti nelle indagini (Polizia, Carabinieri, Servizi) avevano non dico \u201csmentito\u201d la notizia, ma l\u2019avevano in un certo senso \u201cdeclassificata\u201d: ne parlavano con fastidio, ammettevano appena un eccesso di zelo, forse qualche filo sospetto, forse alcune cartucce. Meglio non occuparsene. C\u2019era ben altro di cui scrivere\u201d.\u00a0<strong>Perch\u00e9 la notizia della bomba deve essere tenuta segreta?<\/strong>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si domanda l\u2019autore del libro.<\/p>\n<p id=\"E302\"><strong>Chiodi<\/strong> and\u00f2 a riparlarne con il procuratore <strong>De Matteo<\/strong>, qualche giorno dopo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abScroll\u00f2 le spalle, si limit\u00f2 a dire che erano intervenuti gli artificieri e che un capitano dei Carabinieri gli aveva detto che \u201cc\u2019era una bomba ad alto potenziale\u201d. Il mio ragionamento fu semplice: se era stato solo un sospetto, come poteva quel capitano aver specificato che l\u2019ordigno era ad alto potenziale?\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per <strong>Laporta<\/strong> l\u2019obiettivo di quell\u2019ordigno era <em>\u00abmettere al sicuro i \u201cquattro [falsi] piloti dell\u2019Alitalia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Osserva <strong>Chiodi<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cInsomma, se a via Mario Fani era stata trovata davvero una bomba ad alto potenziale, beh, la notizia andava disinnescata in partenza. Come avvenne e come a tutti i cronisti fu subito consigliato di fare. Ma io avevo sentito di persona il procuratore capo, la persona incaricata di coordinare e dirigere tutte le indagini. E alla quale un capitano dei Carabinieri non pu\u00f2 raccontare in via Mario Fani una colossale fandonia, specificando addirittura (quasi l\u2019avesse vista la bomba e saputa la pericolosit\u00e0) che era \u201cad alto potenziale\u201d. Decisi di scriverne, quasi volessi lasciare quel particolare a futura memoria. E oggi mi sembra ancora strano che non se ne sia mai pi\u00f9 parlato\u201d [\u2026]<\/p><\/blockquote>\n<p>Che cosa \u00e8 accaduto?\u00bb, domanda ancora <strong>Laporta<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"is-layout-flex wp-block-gallery-1 wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani-4.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-255471 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani-4.jpg\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" srcset=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani-4.jpg 627w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-fani-4-300x200.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"812\" height=\"542\" data-id=\"255471\" \/><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nessun-tamponamento.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-255474\" src=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nessun-tamponamento.png\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" srcset=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nessun-tamponamento.png 768w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nessun-tamponamento-300x208.png 300w\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"532\" data-id=\"255474\" \/><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FIAT-130.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-255472\" src=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FIAT-130.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FIAT-130.jpg 500w, https:\/\/www.reggioreport.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/FIAT-130-300x229.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"749\" height=\"571\" data-id=\"255472\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"E309\">La notizia della presenza dell\u2019auto-bomba in via Fani non solo venne battuta anche dall\u2019agenzia AGI, alle ore 12.09 del 16 marzo 1978 (<em>\u00ab<strong>\u00e8 stata trovata anche una macchina con un ordigno esplosivo. Si tratta di una Mini color verde. L\u2019ordigno \u00e8 stato rimosso dagli artificieri<\/strong>\u00bb<\/em>), ma venne \u2013 neanche tre mesi dopo \u2013 acquisita e riportata dalla\u00a0<em><strong>STASI<\/strong><\/em>\u00a0in un rapporto tecnico di cinque pagine, datato 8 giugno 1978. Nell\u2019ultima pagina gli esperti antiterrorismo della<strong>\u00a0polizia segreta della DDR\u00a0<\/strong>avevano disegnato e messo a confronto due piantine: una relativa all\u2019azione terroristica del 5 settembre 1977 in\u00a0<strong>Vincenz-Statz Strasse<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Colonia<\/strong>, durante la quale la\u00a0<em><strong>RAF<\/strong><\/em>, dopo aver annientato i quattro uomini della scorta, rap\u00ec il presidente degli industriali tedeschi\u00a0<strong>Hanns-Martin Schleyer<\/strong>. L\u2019altra, a sinistra, relativa all\u2019agguato di via Fani. In questa ricostruzione elaborata dalla <em>STASI<\/em> compare un\u2019autovettura, indicata con il numero 5 a cui corrisponde la seguente didascalia: <em>\u00ab<strong>Auto parcheggiata dagli autori [dell\u2019assalto] con esplosivo<\/strong>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p id=\"E321\">Ora, per concludere, la domanda \u00e8 questa: se in Italia \u2013 come riferisce l\u2019audace libro del generale <strong>Laporta<\/strong>, sulla base della testimonianza del collega <strong>Chiodi<\/strong> \u2013 la notizia dell\u2019autobomba fu subito insabbiata e tolta di mezzo (tanto che nessuno ne ha mai pi\u00f9 parlato o scritto),\u00a0<strong>come ha fatto la <em>STASI<\/em> ad acquisire questa informazione<\/strong>, averla valutata e, infine, averla utilizzata nel rapporto tecnico dell\u20198 giugno 1978?<\/p>\n<p id=\"E333\"><strong>Un altro interrogativo al quale si dovr\u00e0, prima o poi, dare una risposta.<\/strong><\/p>\n<p><em>Gian Paolo Pelizzaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pierolaporta.it\/raffiche-di-bugie-in-via-fani-il-libro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fonte<\/em><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro del generale Laporta svela le fasi del complotto \u201cStato e Br spararono in via Fani. 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