{"id":72241,"date":"2023-06-17T08:15:45","date_gmt":"2023-06-17T06:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=72241"},"modified":"2023-06-18T11:04:03","modified_gmt":"2023-06-18T09:04:03","slug":"l-partito-ordino-cancellate-pavese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/l-partito-ordino-cancellate-pavese\/","title":{"rendered":"l Partito ordin\u00f2: cancellate Pavese"},"content":{"rendered":"<div class=\"flex flex-wrap items-center justify-between text-lg text-navbar\">\n<div class=\"flex mb-4 entry-author md:flex md:justify-between md:items-center\">\n<div class=\"flex flex-col\">Di <strong>Cesare Pavese<\/strong> c\u2019\u00e8 una biografia ufficiale e una sommersa. La versione canonica per le scuole e i mass media narra che <strong>Pavese<\/strong> fu scrittore antifascista, mandato dal regime al confino, import\u00f2 il vento della libert\u00e0 traducendo scrittori americani, si iscrisse al Pci, lavor\u00f2 all\u2019egemonia culturale della sinistra con Einaudi.<\/div>\n<div class=\"flex flex-col\">La versione negata racconta invece che fu intellettuale solitario, disorganico, tesserato nel \u201936 al Partito fascista, poi iscritto al Pci nel 1945 ma estraneo al suo dogmatismo, censurato in vita all\u2019Einaudi e post mortem dagli intellettuali organici del Pci per il suo diario sconveniente, tenuto nascosto per ben 40 anni.<\/div>\n<div class=\"flex flex-col\">A lui ho dedicato un\u2019antologia di scritti sul mito (<strong>Pavese, Il mito<\/strong>) uscita in questi giorni da Vallecchi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-featured-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"w-full mb-4 lg:mb-8 wp-post-image aligncenter\" src=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/WhatsApp-Image-2023-06-09-at-10.02.57-620x350.jpeg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"lg:px-10\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cPoliticamente sospetto\u201d<\/em> fu il verdetto che <strong>Ernesto De Martino<\/strong>, il grande antropologo legato al Pci, emise in una lettera a <strong>Giulio Einaudi <\/strong>a quattro giorni dal suicidio di <strong>Pavese<\/strong>. Per lo studioso napoletano, <strong>Pavese<\/strong> aveva scritto <em>\u201cdocumenti assai gravi\u201d<\/em> che mostravano la sua <em>\u201cinvoluzione culturale\u201d.<\/em> La polemica\u00a0 riguardava appunto la famosa collana viola di Einaudi.<\/p>\n<p><strong>Pavese<\/strong> voleva pubblicare nella collana alcuni autori proibiti ed era contrario a far precedere i loro testi da <em>\u201cdieci pagine di mani avanti e di proteste antifasciste\u201d<\/em> come lui scrisse. Quando l\u2019Intellettuale Collettivo lo attacc\u00f2, lui polemizz\u00f2 coi <em>\u201cpolitici scientifici\u201d<\/em> e con <em>\u201cle velleit\u00e0 marxistiche dei nostri consulenti ideologici\u201d<\/em> come scrisse allo stesso <strong>De Martino<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Pci faceva sentire il fiato sul collo dell\u2019Einaudi, tramite <strong>Antonio Giolitti, Mario Alicata<\/strong> e <strong>Carlo Muscetta<\/strong>. Quando <strong>Pavese<\/strong> decise di pubblicare <strong>Eliade<\/strong>, il Pci tramite <strong>Ambrogio Donini<\/strong> intervenne su <strong>Giolitti<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cI compagni rumeni ci segnalano che presso Einaudi dovrebbero uscire due libri dello scrittore controrivoluzionario Mircea Eliade\u2026Sei al corrente della cosa?\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Pavese<\/strong>, informato a sua volta da <strong>Giolitti<\/strong> che chiese ragione della scelta incauta, rispose<\/p>\n<blockquote><p>\u201cdovremmo smettere di pubblicare le opere scientifiche di Heisenberg perch\u00e9 questi \u00e8 un nazista?\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>E a <strong>De Martino<\/strong> scrisse:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cE\u2019un po\u2019 di tempo che mi rinfacciano criminali di guerra\u2026che Eliade abbia fama di nazista non ci deve spaventare\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando <strong>Pavese<\/strong> si suicid\u00f2, <strong>Felice Balbo<\/strong> comment\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cCon la morte di Pavese venne a mancare l\u2019ultimo residuo puntello dell\u2019autonomia della Casa editrice\u201d, trasformata in \u201cterza forza paracomunista\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019orizzonte di <strong>Pavese<\/strong> ormai divergeva dall\u2019Intellettuale Collettivo, controllato direttamente da <strong>Togliatti<\/strong>: nella sua visione c\u2019era il mito e non il materialismo dialettico, c\u2019era <strong>Vico<\/strong> pi\u00f9 di <strong>Marx<\/strong>, era attratto dal mistero del sacro nella natura e non dallo storicismo progressista; dalle langhe e non dalle fabbriche, dalla magia dell\u2019infanzia passata e non dall\u2019avvento del comunismo futuro; dialogava con gli dei, non con i sovietici. Ed era attratto dall\u2019America, non dall\u2019Urss.<\/p>\n<p>L\u2019anno chiave in cui si acuiscono i dissensi col Pci \u00e8 il \u201948. <strong>Pavese<\/strong> scrive pagine umane, troppo umane sui morti fascisti ne\u00a0<em>La Casa in collina<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini: sono questi che mi hanno svegliato\u2026anche vinto il nemico \u00e8 qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue\u2026al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra \u00e8 una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Pubblica poi l\u2019Antologia Einaudi, stroncata da l\u2019Unit\u00e0 perch\u00e9 estranea al neorealismo marxista: troppa America, troppo irrazionalismo; critica che, secondo il canone di <strong>Luk\u00e0cs<\/strong>, equivaleva all\u2019accusa di fascismo. <strong>Augusto Monti<\/strong>, il suo amato professore di liceo, lo trov\u00f2 dannunziano, <strong>Lucio Lombardo Radice<\/strong> su\u00a0<em>la Rinascita<\/em>\u00a0togliattiana paragon\u00f2 <strong>Pavese<\/strong> e <strong>Moravia<\/strong> allo scrittore collaborazionista <strong>Drieu La Rochelle<\/strong> (finito pure lui suicida), accusandoli di decadentismo. <strong>Mario Alicata<\/strong>, recensendo\u00a0<em>La luna e i fal\u00f2<\/em>, ne denunci\u00f2 l\u2019ambiguit\u00e0, l\u2019Unit\u00e0 stronc\u00f2\u00a0<em>La bella estate<\/em>, ritenuta troppo intimista e borghese. Ancora\u00a0<em>Rinascita<\/em>\u00a0se la prese col saggio di Pavese in difesa del mito, apparso su\u00a0<em>Cultura e realt\u00e0<\/em>, che cost\u00f2 al suo direttore, <strong>Mario Motta<\/strong>, la rottura col Pci:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cCosa pu\u00f2 significare \u2013 scrive Rinascita togliattiana \u2013 sostenere che ciascuno pu\u00f2 sperare in un paradiso soprannaturale, ma in un paradiso terrestre no, se non rovesciare la famosa direttiva programmatica di Lenin sull\u2019unit\u00e0 di tutti i lavoratori per costruirsi sulla terra un avvenire migliore?\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Scomunicato.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1686982497\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Contro <strong>Pavese<\/strong> si scagli\u00f2 l\u2019ex fascista e poi comunista <strong>Davide Lajolo<\/strong>, che pure gli dedic\u00f2 un\u2019ampia biografia. Anche <strong>Moravia<\/strong> si accanir\u00e0 post mortem con il suo\u00a0<em>Mestiere di vivere<\/em>, deplorando sulle colonne del\u00a0<em>Corriere della sera<\/em>\u00a0in una stroncatura dal titolo\u00a0<em>Pavese decadente<\/em>:<em> \u201cla vanit\u00e0 infantile, smisurata megalomane\u201d<\/em> e <em>\u201cL\u2019estetismo inguaribile\u201d.<\/em> Decadentismo, estetismo, irrazionalismo divent\u00f2 il lessico della scomunica ideologica dell\u2019Intellettuale Collettivo agli intellettuali eterodossi. Anche <strong>Alberto Asor Rosa<\/strong> gli dedic\u00f2 un ritratto al veleno, posto come prefazione a\u00a0<em>Paesi tuoi<\/em>.<\/p>\n<p>A 40 anni dal suicidio, nel 1990, <strong>Lorenzo Mondo<\/strong> pubblic\u00f2 su\u00a0<em>La Stampa<\/em>\u00a0diretta da <strong>Paolo Mieli<\/strong> il diario rimosso di <strong>Pavese<\/strong> ai tempi della guerra. In quelle note <strong>Pavese<\/strong> si spingeva ad apprezzare il fascismo di Sal\u00f2, il manifesto fascista di Verona per la socializzazione. Strizzava l\u2019occhio perfino al\u00a0<em>Blut und Boden<\/em>\u00a0nazista, il mito del sangue e del suolo, seppure al di fuori di ogni razzismo; criticava l\u2019antifascismo e lo scarso amor patrio.\u00a0 Nei primi anni \u201860, <strong>Mondo<\/strong> aveva mostrato quei taccuini inediti a <strong>Italo Calvino<\/strong>, Raccont\u00f2 Mondo che <strong>Calvino<\/strong> \u201c<em>impallid\u00ec<\/em>\u201d e piomb\u00f2 in un lungo silenzio. Sugger\u00ec di non darli alle stampe per evitare <em>\u201cle speculazioni volgari che avrebbero fatto\u201d<\/em>. Poi alla morte del Pci e di <strong>Calvino<\/strong>, nel 1990, quelle pagine vennero alla luce.<\/p>\n<p>Era caduto il Muro di Berlino, e di <strong>Calvino<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p><em><span class=\"overflow-hidden entry-meta-label font-lora\"><span class=\"font-medium\">Marcello Veneziani<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/il-partito-ordino-cancellate-pavese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cesare Pavese c\u2019\u00e8 una biografia ufficiale e una sommersa. La versione canonica per le scuole e i mass media narra che Pavese fu scrittore antifascista, mandato dal regime al confino, import\u00f2 il vento della libert\u00e0 traducendo scrittori americani, si iscrisse al Pci, lavor\u00f2 all\u2019egemonia culturale della sinistra con Einaudi. 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