{"id":72621,"date":"2023-07-08T10:32:12","date_gmt":"2023-07-08T08:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=72621"},"modified":"2023-09-16T10:05:06","modified_gmt":"2023-09-16T08:05:06","slug":"la-sfida-e-il-filosofo-vinse-sullo-scienziato-la-scommessa-sulla-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-sfida-e-il-filosofo-vinse-sullo-scienziato-la-scommessa-sulla-coscienza\/","title":{"rendered":"La sfida.\u00a0E il filosofo vinse sullo scienziato la scommessa sulla coscienza"},"content":{"rendered":"<div id=\"xp1\" class=\"rs_skip rs_preserve\"><strong>25 anni fa il neuroscienziato Koch aveva scommesso con il filosofo Chalmers che entro il 2023 si sarebbe scoperto come i neuroni producono la coscienza. Ha pagato con una cassa di porto&#8230;<\/strong><\/div>\n<article id=\"article\" role=\"main\">\n<div class=\"row page_body\">\n<div class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12 page_body_content\">\n<div class=\"articleImage\"><\/div>\n<p>Che i filosofi abbiano la meglio sugli scienziati non \u00e8 esperienza comune nel panorama intellettuale di oggi. Quando poi vincono una scommessa venticinquennale in uno dei campi di ricerca pi\u00f9 importanti e significativi per la nostra vita, allora siamo di certo davanti a una grande notizia.<\/p>\n<p>Nel 1998, il neuroscienziato <strong>Christof Koch<\/strong> aveva messo in palio una ricompensa alcolica con il filosofo <strong>David Chalmers<\/strong>, nella certezza che sarebbe stato scoperto entro il 2023 il modo in cui i neuroni del cervello producono la coscienza. Il 23 giugno scorso, in occasione della riunione annuale dell&#8217;Associazione per lo Studio Scientifico della Coscienza alla New York University, entrambi i contendenti hanno convenuto pubblicamente che la ricerca nel campo \u00e8 ben lungi dall\u2019essere giunta a un risultato definitivo e hanno dichiarato <strong>Chalmers<\/strong> vincitore. Nessuno nella comunit\u00e0 scientifica ha avuto da obiettare.<\/p>\n<p>La coscienza \u00e8 ci\u00f2 di cui facciamo esperienza in prima persona, in modo spesso ineffabile: il gusto del gelato al cioccolato, la rossezza di un pomodoro, il mal di denti o la gioia profonda nel ritrovare un figlio che sembrava scomparso. In sintesi, \u201cl\u2019effetto che ci fa\u201d qualcosa a livello soggettivo. Secondo molti pensatori, ci\u00f2 che d\u00e0 significato e valore alla nostra esistenza (ma possiamo scegliere un\u2019azione buona rispetto a una cattiva anche se non proviamo nulla nel compierla). Qualcosa di assolutamente scontato e normale, ma che sembra sfuggire a chiare descrizioni. Tanto che va ancora per la maggiore la definizione proposta da <strong>William James<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa coscienza \u00e8 quella cosa che scompare quando facciamo un sonno senza sogni e ricompare al risveglio\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per tanti secoli \u00e8 stata associata a un elemento immateriale, l\u2019anima o lo spirito, infine la mente. Ma la scienza contemporanea l\u2019ha dichiarata un fenomeno naturale, che non pu\u00f2 sfuggire alle leggi fisiche, e perci\u00f2 indagabile con gli strumenti utilizzati per esplorare il cervello, dove si pensa risieda.<\/p>\n<p>Il giovane <strong>Chalmers<\/strong> ebbe l\u2019intuizione di distinguere un \u201cproblema semplice\u201d, ovvero trovare le basi neuronali della cognizione \u2013 alle quali ci stiamo avvicinando \u2013 da un \u201cproblema difficile\u201d, ovvero come sorgano da un\u2019entit\u00e0 materiale le sensazioni mentali che non sembrano condividere nessuna propriet\u00e0 con la loro presunta fonte, ovvero le cellule nervose. <strong>Koch<\/strong> lavorava con il premio Nobel <strong>Francis Crick<\/strong> ed era attivamente impegnato a identificare i correlati della coscienza, ovvero quelle regioni del cervello che appaiono indispensabili per la presenza dei fenomeni coscienti. Di qui la scommessa che nulla aveva a che fare con le convinzioni esistenziali dei proponenti, dato che il \u201cmaterialista\u201d <strong>Koch<\/strong> era allora un cattolico praticante e il dualista <strong>Chalmers<\/strong> \u2013 ovvero sostenitore alla <strong>Cartesio<\/strong> (pi\u00f9 o meno) dell\u2019esistenza di due sostanze &#8211; un agnostico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1688804737\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un quarto di secolo la scienza \u00e8 andata veloce e diverse teorie che ambiscono a spiegare la nascita e il funzionamento della coscienza sono oggi sul mercato. La circostanza che ha portato oggi a dirimere la contesa fra i due studiosi risiede nel fatto che si \u00e8 da poco conclusa un\u2019altra sfida legata proprio al tentativo di testare la migliore spiegazione.<\/p>\n<p>Sono infatti due le proposte \u2013 empiricamente validabili \u2013 che si contendono oggi i favori della comunit\u00e0 dei ricercatori. La teoria dell&#8217;informazione integrata (IIT), dovuta principalmente a <strong>Giulio Tononi<\/strong> e allo stesso <strong>Koch<\/strong>, e la teoria dello spazio di lavoro globale (GNWT), sostenuta da <strong>Stanislas Daheane<\/strong> e <strong>Jean-Pierre Changeux<\/strong>. La IIT sostiene che la coscienza \u00e8 legata a una \u201cstruttura\u201d cerebrale formata da uno specifico tipo di connessioni neuronali che rimane attivo per tutto il tempo in cui si verifica una determinata esperienza, come per esempio la visione di un oggetto. Si ritiene che questa struttura si trovi nella corteccia occipitale, nella parte posteriore del cervello. La GNWT, invece, suggerisce che la coscienza nasce quando le informazioni vengono trasmesse a diverse aree del cervello attraverso una rete interconnessa. La trasmissione avviene all&#8217;inizio e alla fine di un&#8217;esperienza e coinvolge la corteccia prefrontale, nella parte anteriore del cervello.<\/p>\n<p>Sei laboratori indipendenti, come riferisce \u201c<em>Nature<\/em>\u201d, hanno condotto il pi\u00f9 grande esperimento collettivo in merito, seguendo un protocollo preregistrato e utilizzando vari metodi complementari per misurare l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale. I risultati anticipati \u2013 ancora da sottoporre alla revisione per la pubblicazione &#8211; non corrispondono perfettamente a nessuna delle due teorie, sebbene il modello dell\u2019informazione integrata appaia leggermente pi\u00f9 preciso. <strong>John Horgan<\/strong>, su <em>\u201cScientific American\u201d<\/em>, \u00e8 stato pi\u00f9 <em>tranchant<\/em>: i dati sono inconcludenti, alcuni favoriscono la IIT, altri lo spazio di lavoro globale. L\u2019esito non sorprende, posto che il cervello \u00e8 cos\u00ec complesso e la coscienza cos\u00ec poco definita, mentre la ricerca, lungi dal convergere verso un paradigma unificante, \u00e8 diventata pi\u00f9 che mai frammentaria e caotica.<\/p>\n<p>Ecco che allora i prudenti filosofi, rappresentati da <strong>Chalmers<\/strong>, hanno portato a casa una cassa di porto offerta con stile da un <strong>Koch<\/strong> pronto a rilanciare per i prossimi 25 anni. Sapremo allora come emerge la coscienza dal cervello o sar\u00e0 ancora un mistero? Pi\u00f9 facile dire \u201cImpossibile\u201d che trovare una spiegazione, obietter\u00e0 qualcuno.<\/p>\n<p>Vero, ma il fatto \u00e8 che la coscienza pare proprio refrattaria a essere ridotta a un puro prodotto della materia.<\/p>\n<p><em><span class=\"author\">Andrea Lavazza<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Foto in alto: Milad Fakurian \/ Unsplash<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/koch-e-chalmers-il-filosofo-vinse-sullo-scienziato-la-scommessa-sulla-coscienza%F0%9F%92%AA%F0%9F%98%82%F0%9F%98%82%F0%9F%98%82%F0%9F%98%98\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 anni fa il neuroscienziato Koch aveva scommesso con il filosofo Chalmers che entro il 2023 si sarebbe scoperto come i neuroni producono la coscienza. 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