{"id":72929,"date":"2023-08-02T09:53:38","date_gmt":"2023-08-02T07:53:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=72929"},"modified":"2023-09-08T21:30:58","modified_gmt":"2023-09-08T19:30:58","slug":"visione-primaria-e-visione-attiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/visione-primaria-e-visione-attiva\/","title":{"rendered":"Visione primaria e &#8220;Visione attiva&#8221;"},"content":{"rendered":"<header><\/header>\n<header class=\"entry-header\">Per l&#8217;uomo moderno \u00e8 quasi impossibile capire come possa essere &#8220;<em>cieco<\/em>&#8220;. Vediamo ci\u00f2 che abbiamo davanti al naso e non potremmo vedere di pi\u00f9 nemmeno se aprissimo gli occhi al massimo.<\/header>\n<header class=\"entry-header\">Ma esiste <em data-dl-uid=\"12\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">un<\/em>\u00a0altro tipo di cecit\u00e0, che il filosofo e psicologo americano <strong>William James<\/strong> descrive nel suo saggio <em>&#8220;Su una certa cecit\u00e0 negli esseri umani&#8221;<\/em>. <strong>James<\/strong> racconta di essere stato condotto in un calesse attraverso le montagne della Carolina del Nord e di aver guardato con repulsione le macchie di terra appena coltivate (chiamate insenature), riflettendo su quanto fossero brutte. Chiese all&#8217;autista che tipo di persone vivessero qui, e l&#8217;autista rispose allegramente:<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"11\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Non siamo felici se non riusciamo a coltivare una di queste cale&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"11\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">E <strong>James<\/strong> si rese improvvisamente conto che questi proprietari di case consideravano ogni insenatura come una vittoria personale e la vedevano bella.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"13\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Diventiamo ciechi di fronte alle cose\u00a0<em data-dl-uid=\"14\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">imponendo ad esse i nostri concetti <\/em>e guardandole con una sorta di indifferenza, che nasce dalla convinzione di sapere gi\u00e0 cosa sono. <strong>James<\/strong> era sicuro che le insenature fossero brutte, senza vedere che la bruttezza era nei suoi stessi occhi.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"15\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Ma anche quando lo sappiamo, ci \u00e8 ancora molto difficile capire\u00a0<em data-dl-uid=\"16\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">come<\/em>\u00a0gli antichi Egizi &#8211; o i nostri antenati <em>Cro-Magnon<\/em> &#8211; vedessero in qualche modo il mondo in modo diverso e potessero di conseguenza sviluppare i loro <em>&#8220;alti livelli di scienza&#8221;.<\/em> L&#8217;esempio che segue dovrebbe essere pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"17\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Uno dei pochi uomini a cui questo <em>&#8220;vedere antico&#8221;<\/em> \u00e8 venuto abbastanza naturale \u00e8 stato il poeta tedesco <strong>Johann Wolfgang von Goethe<\/strong>. E la visione di <strong>Goethe<\/strong> della scienza pu\u00f2 permetterci di capire di cosa si tratta.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"18\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Semplificherei quanto segue se spiegassi come mi \u00e8 capitato di imbattermi nella visione della scienza di <strong>Goethe<\/strong>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"36\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Ero un ammiratore della sua opera fin dall&#8217;adolescenza, quando lessi per la prima volta il\u00a0<em data-dl-uid=\"37\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Faust<\/em>\u00a0nella vecchia edizione di <em>Everyman<\/em>. La sua visione di uno studioso reso infelice dal senso di insignificanza della vita mi colp\u00ec profondamente all&#8217;et\u00e0 di sedici anni. Le buone traduzioni in inglese delle sue opere sono rare, ma nel corso degli anni ho continuato a collezionare tutti i volumi su cui riuscivo a mettere le mani.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\">\n<p><figure id=\"attachment_14552\" aria-describedby=\"caption-attachment-14552\" style=\"width: 465px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Goethe.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"lazyloaded wp-image-14552\" src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Goethe.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"587\" data-src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Goethe.jpg\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14552\" class=\"wp-caption-text\">Il modo qualitativo e olistico di vedere la natura \u00e8 stato espresso da Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832).<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"wp-element-caption\" data-dl-uid=\"44\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p data-dl-uid=\"46\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Qualche anno fa mi sono imbattuto in una traduzione della\u00a0<em data-dl-uid=\"47\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Teoria dei colori<\/em>\u00a0di <strong>Goethe<\/strong>, ma ero indeciso se acquistarla o meno. Sapevo che <strong>Goethe<\/strong> era uno scienziato dilettante entusiasta, ma sentivo che in fondo non era altro che un dilettante. Ad ogni modo, comprai il libro, che rimase intatto sul mio scaffale.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"48\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Avrei dovuto essere consapevole del rischio di ignorare un qualsiasi aspetto di <strong>Goethe<\/strong>. Per esempio, sapevo che alla fine era stato dimostrato che aveva ragione sull&#8217;osso inframascellare. Si tratta di un osso della mascella superiore che sostiene gli incisivi e che tutti gli animali possiedono. Ma nel 1780, un famoso anatomista olandese di nome <strong>Peter Camper<\/strong> annunci\u00f2 che ci\u00f2 che rende l&#8217;uomo unico \u00e8 l&#8217;assenza dell&#8217;osso intermascellare nella mascella.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"48\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Goethe<\/strong>, che era un evoluzionista molto prima di <strong>Darwin<\/strong> o <strong>Lamarck<\/strong>, era sicuro che si trattasse di un&#8217;assurdit\u00e0. Perci\u00f2 cerc\u00f2 tra pile di crani animali e umani e trov\u00f2 tracce dell&#8217;osso intermascellare nell&#8217;uomo, anche se ormai era poco pi\u00f9 di una cucitura che univa le due met\u00e0. Ma quando lo annunci\u00f2 a <strong>Camper<\/strong> e ad altri scienziati, questi lo liquidarono come un dilettante. All&#8217;epoca di <strong>Darwin<\/strong>, si riconobbe che <strong>Goethe<\/strong> aveva ragione e <strong>Camper<\/strong> torto.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"49\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tuttavia, per quanto riguarda i colori, non riuscivo a capire come <strong>Goethe<\/strong> potesse mettere in discussione la teoria accettata. A scuola ci hanno insegnato che la luce bianca \u00e8 in realt\u00e0 composta dai sette colori dell&#8217;arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, viola. E <strong>Newton<\/strong> lo dimostr\u00f2 con un semplice esperimento. Fece un piccolo foro nella sua tapparella, per far passare uno stretto raggio di luce, che poi fece passare attraverso un prisma. La luce si separava nei sette colori. Certo una prova inconfutabile?<\/p>\n<p data-dl-uid=\"50\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Goethe<\/strong> prese in prestito un prisma e si accinse a ripetere l&#8217;esperimento di <strong>Newton<\/strong>. Si accorse subito di un&#8217;anomalia. Se guardava il piano di un tavolo bianco attraverso il prisma, non si trasformava in un tavolo dai colori dell&#8217;arcobaleno. Rimaneva bianco e gli unici colori dell&#8217;arcobaleno erano quelli dei bordi. E questo si dimostr\u00f2 vero in generale. I colori apparivano solo quando c&#8217;era un tipo di confine o di bordo.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"51\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Goethe<\/strong> prese un foglio di carta in cui la met\u00e0 superiore era bianca e quella inferiore nera. Quando guard\u00f2 attraverso un prisma la linea di met\u00e0 strada, vide che i colori rosso, arancione e giallo si estendevano verso l&#8217;alto nella met\u00e0 bianca. Ma quando fiss\u00f2 con attenzione il confine nero, vide che i colori pi\u00f9 scuri dello spettro erano l\u00ec: l&#8217;azzurro pi\u00f9 vicino al confine, poi il blu scuro (indaco) e il viola. Quindi l&#8217;ordine dei colori non segue la corretta sequenza dell&#8217;arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, viola, ma giallo, arancione, rosso, blu, indaco, viola, sfidando apparentemente la legge di <strong>Newton<\/strong>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"60\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1690960789\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p data-dl-uid=\"60\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tutto questo port\u00f2 <strong>Goethe<\/strong> a una conclusione che ci sembrer\u00e0 strana. Se si guarda il cielo in una giornata calda, esso \u00e8 di un blu intenso in alto e diventa pi\u00f9 chiaro man mano che lo sguardo si sposta verso l&#8217;orizzonte, dove l&#8217;atmosfera, carica di luce, \u00e8 pi\u00f9 densa. Ma se si potesse viaggiare verso l&#8217;alto con un razzo, il cielo diventerebbe sempre pi\u00f9 blu e pi\u00f9 scuro fino a trasformarsi nel nero dello spazio.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"62\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">D&#8217;altra parte, quando il sole \u00e8 direttamente sopra la testa, \u00e8 giallo. Quando scende verso l&#8217;orizzonte, la sua luce diventa rossa. Quindi, per quanto riguarda la luce del sole, l&#8217;atmosfera produce i tre colori chiari, giallo, arancione e rosso. Per quanto riguarda l&#8217;oscurit\u00e0 (spazio esterno), l&#8217;atmosfera produce i tre colori scuri, blu, indaco e viola.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"63\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Per esprimerlo in modo crudo, <strong>Goethe<\/strong> suggerisce che i colori scuri &#8211; blu, indaco, viola &#8211; si ottengono diluendo il nero, mentre i colori chiari &#8211; giallo, arancione, rosso &#8211; si ottengono addensando la luce.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"64\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">La mia reazione, quando ho letto tutto questo, \u00e8 stata il desiderio di strapparmi i capelli e buttare il libro dalla finestra. Dove, volevo sapere, la teoria di <strong>Goethe<\/strong> era superiore a quella di <strong>Newton<\/strong>? E comunque, che importanza avrebbe?<\/p>\n<p data-dl-uid=\"69\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">A quel punto, il mio amico <strong>Eddie Campbell<\/strong> mi prest\u00f2 una copia di\u00a0<em data-dl-uid=\"70\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">The Wholeness of Nature: Goethe&#8217;s Way of Science<\/em>\u00a0di <strong>Henri Bortoft<\/strong>, uno scienziato che era stato allievo del fisico <strong>David Bohm<\/strong>. Sembrava cos\u00ec difficile che decisi che ci sarebbero voluti anni per leggerlo e che avrei fatto meglio a comprare la mia copia, che poi lasciai riposare sulla mia mensola per oltre un anno. Ma quando finalmente sono arrivato a leggerlo, mi sono reso conto che \u00e8 uno dei libri pi\u00f9 importanti che abbia mai comprato.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"71\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Il libro di <strong>Bortoft<\/strong> offre alcune interessanti novit\u00e0. Per cominciare, quando <strong>Goethe<\/strong> osservava i colori, chiudeva gli occhi e immaginava ci\u00f2 che aveva appena visto. Cercava di\u00a0<em data-dl-uid=\"72\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">vedere<\/em>\u00a0i colori, nel loro giusto ordine, nella sua testa, e lo faceva finch\u00e9 non riusciva a evocarli con la stessa realt\u00e0 dei colori reali.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"104\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Stava praticando quella che ho definito <em>&#8220;visione eidetica&#8221;<\/em>. (Il filosofo tedesco <strong>Edmund Husserl<\/strong>, che ha fondato la scuola della fenomenologia, ha introdotto il termine <em>&#8220;visione eidetica&#8221;<\/em> per descrivere la capacit\u00e0 di osservare senza che &#8220;<em>credenze e interpretazioni precedenti&#8221;<\/em> influenzino la comprensione e la percezione).<\/p>\n<p data-dl-uid=\"105\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">A quale scopo? Lasciamo che sia <strong>Bortoft<\/strong> a spiegarlo:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"113\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Quando si osserva il fenomeno del colore alla maniera di Goethe, \u00e8 necessario essere pi\u00f9 attivi nel vedere di quanto non lo siamo di solito. Il termine &#8216;osservazione&#8217; \u00e8 per certi versi troppo passivo. Tendiamo a pensare a un&#8217;osservazione come a una semplice apertura degli occhi di fronte al fenomeno&#8230; Osservare il fenomeno alla maniera di <strong>Goethe<\/strong> richiede di\u00a0<em data-dl-uid=\"114\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">guardare<\/em>\u00a0come se la direzione del vedere fosse invertita, andando da noi stessi verso il fenomeno e non viceversa. Ci\u00f2 avviene <strong>ponendo l&#8217;<em data-dl-uid=\"115\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">attenzione<\/em>\u00a0nel vedere, in modo da\u00a0<em data-dl-uid=\"116\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">vedere<\/em>\u00a0davvero ci\u00f2 che si vede invece di avere solo un&#8217;impressione visiva. \u00c8 come se ci immergessimo nel vedere.<\/strong> In questo modo possiamo iniziare a\u00a0<em data-dl-uid=\"117\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">sperimentare la<\/em>\u00a0<em data-dl-uid=\"118\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">qualit\u00e0<\/em>\u00a0dei colori&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"119\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">E dopo aver descritto il modo in cui <strong>Goethe<\/strong> ricreava i colori nella sua immaginazione, <strong>Bortoft<\/strong> spiega:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"120\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Lo scopo \u00e8 quello di <strong>sviluppare un organo di percezione<\/strong> che possa approfondire il nostro contatto con il fenomeno&#8230;&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"121\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Goethe<\/strong> lo chiamava <strong><em>&#8220;vedere attivo&#8221;<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"122\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">E questa, a mio avviso, \u00e8 la differenza tra l&#8217;uomo moderno e l&#8217;uomo antico. L&#8217;uomo antico, a causa del suo pi\u00f9 stretto contatto con la natura, era molto pi\u00f9 abituato a vedere attivamente.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"123\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Mi \u00e8 capitato di essere seduto a letto verso le 6.30 di una luminosa mattina d&#8217;estate mentre leggevo <strong>Bortoft<\/strong> su <strong>Goethe<\/strong>. Improvvisamente capii cosa intendeva. Guardai fuori dalla finestra il giardino, con i suoi alberi e i suoi arbusti, e feci deliberatamente ci\u00f2 che <strong>Goethe<\/strong> raccomanda: cercai cio\u00e8 di vederlo\u00a0<em data-dl-uid=\"124\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">attivamente.<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"125\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Questo mi ha reso consapevole del fatto che quando normalmente guardo il giardino, lo vedo passivamente, lo do per scontato, sento di conoscerne ogni centimetro. Invece ho cercato di sospendere tutte le idee, tutti i preconcetti e di\u00a0<em data-dl-uid=\"126\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">guardare<\/em>\u00a0semplicemente come se fosse il giardino di qualcun altro e io lo vedessi per la prima volta. L&#8217;effetto immediato \u00e8 stato quello di sentirsi\u00a0<em data-dl-uid=\"127\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">trascinati nella<\/em>\u00a0natura. L&#8217;erba, gli alberi, gli arbusti sembravano improvvisamente pi\u00f9 reali e vivi. Inoltre, sembravano comunicare con me. C&#8217;era una strana sensazione di essere tra vecchi amici, come se appartenessi a un club in cui mi sentivo perfettamente a casa.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"128\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Mi sono anche reso conto che <strong>Goethe<\/strong>, come molti poeti, possedeva naturalmente questo tipo di percezione. Nel\u00a0<em data-dl-uid=\"129\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Faust<\/em>\u00a0parla della natura come <em>&#8220;abito vivente di Dio<\/em>&#8220;. Nelle sue liriche c&#8217;\u00e8 un&#8217;enorme vitalit\u00e0 che mi ricorda alcuni degli ultimi dipinti di <strong>Van Gogh<\/strong> &#8211; <em>&#8220;La strada dei cipressi&#8221;<\/em> e <em>&#8220;La notte stellata&#8221;<\/em> &#8211; in cui gli alberi sembrano essersi trasformati in fiamme verdi che salgono verso il cielo.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"130\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">\u00c8 nota la storia di come <strong>Goethe<\/strong> e il poeta <strong>Schiller<\/strong> abbiano abbandonato una conferenza scientifica piuttosto noiosa a Jena, e <strong>Goethe<\/strong> abbia osservato che ci dovrebbe essere un altro modo di presentare la natura &#8211; non a pezzi e bocconi, ma come un&#8217;attualit\u00e0 vivente, che va dal tutto alle parti. <strong>Schiller<\/strong> fece spallucce e osserv\u00f2: &#8220;Oh, \u00e8 solo un&#8217;<em data-dl-uid=\"131\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">idea&#8221;.<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"132\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Ma si sbagliava. Per <strong>Goethe<\/strong> non era solo un&#8217;idea; era qualcosa che\u00a0<em data-dl-uid=\"133\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">vedeva<\/em>\u00a0quando guardava gli alberi, i fiori e l&#8217;erba. Sembravano vivi, come se la natura fosse, in qualche modo, un unico organismo.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"134\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Come esercizio, provate a guardare un giardino con <em>&#8220;visione attiva&#8221;<\/em>. Invece di vederlo come una specie di natura morta, come un quadro,\u00a0<em data-dl-uid=\"135\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">sforzatevi<\/em>\u00a0di riconoscere che \u00e8 in continuo movimento &#8211; molto lento, ma pur sempre movimento &#8211; e che le piante sono vive come gli insetti, gli uccelli o le api.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"136\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Senza dubbio questo non era sempre vero; come tutti noi, <strong>Goethe<\/strong> deve aver avuto i suoi periodi di stanchezza in cui vedeva le cose in modo meccanico. Ma nei suoi momenti di veglia sembra aver visto la natura come la dipingeva <strong>Van Gogh<\/strong>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"137\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">E, come ha riconosciuto <strong>Bortoft<\/strong>, non si tratta solo di fare pi\u00f9 sforzi. <strong>Si tratta di sviluppare un\u00a0<em data-dl-uid=\"138\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">organo di percezione<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p data-dl-uid=\"139\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>William Blake<\/strong> disse:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"139\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Se le porte della percezione fossero ripulite, ogni cosa apparirebbe all&#8217;uomo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, infinita&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"139\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Aldous Huxley<\/strong> l&#8217;ha citata nel suo libro\u00a0<em data-dl-uid=\"140\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Le porte della percezione,<\/em>\u00a0in cui ha raccontato le sue esperienze con la droga psichedelica mescalina, durante le quali tutto \u00e8 apparso improvvisamente molto pi\u00f9\u00a0<em data-dl-uid=\"141\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">reale.<\/em>\u00a0Questo \u00e8 chiaramente il genere di cose di cui parla <strong>Bortoft<\/strong>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"142\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Questo &#8220;organo&#8221; \u00e8 ci\u00f2 che lo scrittore tedesco <strong>Gottfried Benn<\/strong> ha chiamato <em>&#8220;visione primordiale&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"143\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Come l&#8217;abbiamo persa? Sviluppando una sorta di percezione meccanica per far fronte alle complicazioni delle nostre vite affollate. <strong>Wordsworth<\/strong> ne era consapevole, come dimostra nell&#8217;ode <em>&#8220;Intimations of Immortality&#8221;<\/em>. Per un bambino tutto sembra nuovo ed eccitante, <em>&#8220;la gloria e la freschezza di un sogno&#8221;<\/em>. Questo perch\u00e9 vive nel presente e tutto appare nitido e chiaro. Poi <em>&#8220;le ombre della casa-prigione cominciano a chiudersi&#8221;<\/em> sul giovane che cresce, mentre la vita diventa pi\u00f9 difficile e impegnativa. E quando raggiunge l&#8217;et\u00e0 adulta, \u00e8 sempre di fretta e la &#8220;<em>gloria<\/em>&#8221; \u00e8 svanita nella luce del giorno comune.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"144\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tutto ci\u00f2 significa, ovviamente, che non si\u00a0<em data-dl-uid=\"145\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">sforza<\/em>\u00a0pi\u00f9 di vedere le cose. Quando un bambino si siede davanti al suo programma televisivo preferito, vi dedica\u00a0<em data-dl-uid=\"146\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">tutta la\u00a0<\/em>sua attenzione, tanto che spesso non sente quando gli si parla. E tutti ricordano la deliziosa sensazione di ascoltare la pioggia che batte sui vetri: una ragazza che conoscevo mi ha raccontato che si arrotolava in una palla e diceva: <em>&#8220;Non \u00e8 bello essere me?&#8221;<\/em>. E in effetti\u00a0<em data-dl-uid=\"147\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">\u00e8<\/em>\u00a0bello essere se stessi, a patto che si presti la massima attenzione e non si permetta alcuna &#8220;<em>fuga<\/em>&#8220;. Ma \u00e8 proprio questo che facciamo crescendo: disperdiamo troppo la nostra attenzione e poi accettiamo quella versione diluita della realt\u00e0 come se fosse quella vera. E cos\u00ec si instaura una <em>&#8220;certa cecit\u00e0&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"148\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Gli animali non lo fanno. Vivono comodamente nel presente e rivolgono la loro totale attenzione a tutto ci\u00f2 che li interessa. Noi esseri umani &#8220;<em>civilizzati<\/em>&#8221; abbiamo dimenticato come si fa. E non ci rendiamo nemmeno conto che ci stiamo riducendo, perch\u00e9 pensiamo che le cose vadano cos\u00ec.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"149\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Uno dei peggiori effetti di questa coscienza diluita e degradata \u00e8 che ci riempie di stress e ci induce a rivolgere l&#8217;attenzione a preoccupazioni che non la meritano. E quando occasionalmente sperimentiamo un soffio di vera coscienza &#8211; per esempio, partendo per le vacanze &#8211; pensiamo che sia semplicemente dovuto alla vacanza e non riusciamo a trarre la lezione che abitualmente abusiamo dei nostri poteri di attenzione. Il problema \u00e8 un po&#8217; come respirare in modo troppo superficiale fino a soffrire di fame di ossigeno.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"150\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Ora, secondo lo psicologo di Princeton <strong>Julian Jaynes<\/strong>, tutto questo ha cominciato ad accadere abbastanza di recente. In\u00a0<em data-dl-uid=\"151\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind\u00a0<\/em>(1976), <strong>Jaynes<\/strong> offre le prove della <em>&#8220;ricerca sullo split-brain&#8221;<\/em> per sostenere che la coscienza dell&#8217;uomo moderno si \u00e8 contratta a tal punto che ora vive in una sola met\u00e0 del suo cervello &#8211; l&#8217;emisfero sinistro (che \u00e8 dedicato al linguaggio, alla logica e a<em> &#8220;far fronte&#8221;<\/em> alla vita quotidiana). La met\u00e0 destra, sostiene (che si occupa di intuizioni, intuizioni e sentimenti) \u00e8 diventata estranea. <strong>Jaynes<\/strong> suggerisce che l&#8217;uomo sia diventato &#8220;sinistro&#8221; gi\u00e0 nel 1250 a.C..<\/p>\n<p data-dl-uid=\"152\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Durante le grandi guerre che sconvolsero il Mediterraneo nel secondo millennio a.C., la vecchia mentalit\u00e0 infantile non pot\u00e9 pi\u00f9 reggere; l&#8217;uomo dovette diventare pi\u00f9 ristretto, pi\u00f9 ossessivo &#8211; e allo stesso tempo pi\u00f9 brutale e spietato. (In questo nuovo stato mentale, l&#8217;uomo perse il contatto con gli dei e con il proprio io pi\u00f9 profondo. Intorno al 1230 a.C., il tiranno assiro <strong>Tukulti-Ninurti<\/strong> fece costruire un altare di pietra che mostra il re inginocchiato davanti al trono vuoto del dio. Ma tutti i re precedenti si erano raffigurati seduti accanto al dio sul suo trono. Ora il dio \u00e8 scomparso e l&#8217;uomo \u00e8 <em>&#8220;da solo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"153\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">\u00c8 una teoria interessante e <strong>Jaynes<\/strong> la sostiene in modo molto convincente, ma naturalmente non abbiamo modo di sapere se sia corretta. Tutto ci\u00f2 che possiamo dire \u00e8 che qualcosa del genere\u00a0<em data-dl-uid=\"154\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">deve<\/em>\u00a0esserci accaduto a un certo punto della nostra evoluzione.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"155\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tutto ci\u00f2 solleva un altro punto interessante. Poich\u00e9 \u00e8 l&#8217;emisfero sinistro del cervello a occuparsi del calcolo, tendiamo a pensare che sia l&#8217;emisfero matematico. Ma ogni buon matematico vi dir\u00e0 che la matematica richiede lo stesso tipo di intuizione della poesia o dell&#8217;arte. Questo spiegherebbe come i gemelli subnormali di <strong>Oliver Sacks<\/strong> abbiano potuto scambiare numeri primi enormi. Devono essere stati in grado di <em data-dl-uid=\"156\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">vederli<\/em>, nello stesso modo in cui <strong>Michelangelo<\/strong> poteva &#8220;<em>vedere<\/em>&#8221; la statua all&#8217;interno di un blocco di marmo mentre era ancora nella cava, o <strong>Nikola Tesla<\/strong> poteva &#8220;<em>vedere<\/em>&#8221; una macchina che non aveva ancora messo su carta. La strana implicazione sembrerebbe essere che, diventando un &#8220;<em>cervellone<\/em>&#8220;, l&#8217;uomo moderno abbia in realt\u00e0\u00a0<em data-dl-uid=\"157\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">perso<\/em>\u00a0una parte importante della sua facolt\u00e0 razionale.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"158\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tutto ci\u00f2 sembra offrire interessanti scorci su come i nostri remoti antenati potessero possedere <em>&#8220;alti livelli di scienza&#8221;<\/em> senza aver inventato la betoniera.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"159\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Tutto sembra indicare che gli alti livelli di scienza richiedono l&#8217;intuizione piuttosto che la ragione.<\/strong> Ogni buon scienziato sarebbe d&#8217;accordo. Ma sembra anche suggerire che l&#8217;intuizione potrebbe essere in grado di creare livelli di scienza pi\u00f9 elevati di quanto la maggior parte degli scienziati sia disposta ad ammettere.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"162\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Eddie Campbell<\/strong>, l&#8217;amico che mi ha fatto conoscere il lavoro di <strong>Henri Bortoft<\/strong>, mi ha dato il seguente consiglio:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"163\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Chiudi la porta dove lavori e siediti, piegati sulla tastiera del computer. Metti le mani ai lati della testa in modo che la tua linea visiva si trovi all&#8217;interno di un tunnel. Fissa la tastiera e lascia che i tuoi occhi vadano avanti e indietro nella messa a fuoco. Con un po&#8217; di fortuna troverai lo stesso tipo di &#8220;spostamento&#8221; che si ottiene provando le &#8220;immagini abbaglianti&#8221; tridimensionali vendute nei libri. Se sei fortunato, troverai improvvisamente una nuova e strana versione della tastiera familiare. Soddisfa la descrizione di <strong>Goethe<\/strong> della visione attiva &#8211; &#8216;la percezione di un oggetto che sta nella sua stessa profondit\u00e0'&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"164\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Lo scopo \u00e8 la scomparsa della normale percezione soggetto-oggetto. Soggetto e oggetto diventano in qualche modo un tutt&#8217;uno.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"165\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Eddie Campbell<\/strong> ipotizza che<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"165\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;ci sia stata una linea di trasmissione da una scuola tedesca, che utilizzava la visione attiva come mezzo di scoperta scientifica, forse fin dall&#8217;alto Medioevo&#8230;. Copernico &#8220;vide&#8221; la sua versione dell&#8217;universo nel 1543, circa trecento anni prima che fossero disponibili i dati osservativi a supporto&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"166\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Se ha ragione, allora potrebbe offrirci un indizio su come <em>&#8220;alti livelli di scienza&#8221;<\/em> possano essere posseduti da societ\u00e0 che consideriamo primitive.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"167\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em data-dl-uid=\"168\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Estratto con il permesso dell&#8217;editore da Atlantis and the Kingdom of the Neanderthal: 100.000 Years of Lost History di Colin Wilson (pubblicato da Bear &amp; Co, \u00a9 2006 Inner Traditions International,\u00a0<a class=\"autohyperlink\" href=\"http:\/\/www.innertraditions.com\/\" data-dl-uid=\"169\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.InnerTraditions.com)<\/a>.<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"167\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em>Colin Wilson<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p data-dl-uid=\"167\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em>Tradotto dall&#8217;inglese da Piero Cammerinesi per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"167\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em><a href=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/articles\/primal-vision-active-seeing\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-72977 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-220x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"121\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-220x300.jpeg 220w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-751x1024.jpeg 751w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-768x1047.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-1126x1536.jpeg 1126w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-1502x2048.jpeg 1502w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-9x12.jpeg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson-1320x1800.jpeg 1320w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Colin_Wilson.jpeg 1584w\" sizes=\"(max-width: 121px) 100vw, 121px\" \/><\/p>\n<p>Colin Henry Wilson \u00e8 stato uno scrittore britannico.<br \/>\nLe opere di Wilson comprendono saggi nell&#8217;ambito della psicologia, archeologia, letteratura e arte, nonch\u00e9 romanzi di fantascienza, horror e gialli.<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;uomo moderno \u00e8 quasi impossibile capire come possa essere &#8220;cieco&#8220;. Vediamo ci\u00f2 che abbiamo davanti al naso e non potremmo vedere di pi\u00f9 nemmeno se aprissimo gli occhi al massimo. Ma esiste un\u00a0altro tipo di cecit\u00e0, che il filosofo e psicologo americano William James descrive nel suo saggio &#8220;Su una certa cecit\u00e0 negli esseri [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":72930,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903,5162],"tags":[1047,4988,5011,2342,5013,1116,851,5016,5014,212,5018,5012,4431,69,5020,5010,5015,5019,3605,1279,4864,5017],"class_list":["post-72929","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","category-spiritualita","tag-aldous-huxley","tag-colin-wilson","tag-darwin","tag-david-bohm","tag-eddie-campbell","tag-edmund-husserl","tag-evidenza","tag-gottfried-benn","tag-henri-bortoft","tag-johann-wolfgang-von-goethe","tag-julian-jaynes","tag-lamarck","tag-michelangelo","tag-nikola-tesla","tag-oliver-sacks","tag-peter-camper","tag-schiller","tag-tukulti-ninurti","tag-van-gogh","tag-william-blake","tag-william-james","tag-wordsworth"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72929\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}