{"id":73201,"date":"2023-08-17T10:06:00","date_gmt":"2023-08-17T08:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=73201"},"modified":"2023-09-08T16:58:46","modified_gmt":"2023-09-08T14:58:46","slug":"ce-una-connessione-tra-la-fisica-quantistica-e-il-pensiero-positivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/ce-una-connessione-tra-la-fisica-quantistica-e-il-pensiero-positivo\/","title":{"rendered":"C\u00e8 una Connessione tra la Fisica Quantistica e il Pensiero Positivo?"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\"><\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p class=\"has-drop-cap\" data-dl-uid=\"35\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Negli ultimi anni un flusso crescente di libri e documentari <em>New Age<\/em> ha tentato, con grande disappunto dei critici, di utilizzare la teoria quantistica per &#8220;dimostrare&#8221; che la mente possiede poteri causali. Gli entusiasti sostengono che gli esperimenti quantistici dimostrano che la presenza o la prospettiva di un osservatore determina la natura degli oggetti su scala subatomica.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"36\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Recentemente <strong>Robert Lanza<\/strong>, professore aggiunto presso l&#8217;<em>Institute for Regenerative Medicine<\/em> della Wake Forest University, ha sostenuto che la morte stessa \u00e8 in ultima analisi un fenomeno mentale &#8211;<\/p>\n<p data-dl-uid=\"36\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em>&#8220;moriamo perch\u00e9 la mente percepisce la fine&#8221; <sup data-dl-uid=\"37\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">1<\/sup><\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"38\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">I ricercatori sono giustamente infastiditi quando i concetti della teoria quantistica vengono trattati in modo approssimativo o sensazionalistico. La maggior parte degli scienziati vuole chiudere la porta a questa connessione (per la verit\u00e0 molto debole) tra la fisica quantistica e le decantate propriet\u00e0 di modellazione della realt\u00e0 della mente. Ma le continue scoperte della fisica quantistica &#8211; se considerate senza una comprensione approssimativa &#8211; continuano a costringere la porta a riaprirsi.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"39\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">C&#8217;\u00e8 spazio per un dialogo tra i fisici e le persone serie della cultura metafisica, compresi coloro che sono interessati alla pratica ampiamente denigrata del <em>&#8220;pensiero positivo&#8221;<\/em>, che sostiene che i pensieri influenzano la realt\u00e0. Le autorit\u00e0 scientifiche respingono sbrigativamente la proposta iniziale che la teoria quantistica sollevi una questione valida sull&#8217;influenza causale della mente, almeno in un mondo di particelle e onde subatomiche. Molti scienziati obiettano che tali nozioni derivano da un fraintendimento dei dati quantistici.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"40\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Tuttavia, se affrontata con attenzione, questa discussione &#8211; se l&#8217;osservazione evinca propriet\u00e0 causali in un mondo di onde e particelle &#8211; merita l&#8217;attenzione delle persone ragionevoli.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"41\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Prima le basi: Le riviste di fisica oggi discutono abitualmente il cosiddetto <em>&#8220;problema della misura quantistica&#8221;<\/em>. Molti ne hanno sentito parlare in qualche versione. In sostanza, pi\u00f9 di ottant&#8217;anni di esperimenti di laboratorio dimostrano che le particelle su scala atomica appaiono in un determinato luogo solo quando viene effettuata una misurazione. Per quanto possa sembrare sorprendente &#8211; e i fisici stessi hanno discusso i dati per generazioni &#8211; <strong>la teoria quantistica sostiene che\u00a0<em data-dl-uid=\"42\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">nessuna misurazione significa nessun oggetto preciso e localizzato<\/em>\u00a0a livello atomico.<\/strong><\/p>\n<p data-dl-uid=\"65\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">In altre parole, una particella subatomica occupa letteralmente un numero infinito di posti (uno stato chiamato &#8220;superposizione&#8221;) finch\u00e9 l&#8217;osservazione non la manifesta in un posto. Nella meccanica quantistica, la decisione di guardare o non guardare determina effettivamente ci\u00f2 che sar\u00e0 presente. <strong>In questo senso, la coscienza di un osservatore determina la realt\u00e0 oggettiva nel campo subatomico.<\/strong><\/p>\n<p data-dl-uid=\"66\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Alcuni fisici contestano questa caratterizzazione. A volte i critici sostengono che alcune particelle sono troppo piccole per essere misurate; di conseguenza, qualsiasi tentativo di misurazione influisce inevitabilmente su ci\u00f2 che si vede. Ma esiste un&#8217;intera classe di esperimenti quantistici di<em> &#8220;misurazione senza interazione&#8221;<\/em> che non coinvolgono affatto i rivelatori. Tali esperimenti hanno ripetutamente dimostrato che un oggetto subatomico esiste letteralmente in pi\u00f9 luoghi contemporaneamente, finch\u00e9 una misurazione non ne determina la posizione finale.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"67\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Come \u00e8 possibile dimostrarlo? Nel linguaggio della fisica quantistica, si dice che una particella su scala atomica esiste in uno stato ondulatorio, il che significa che la posizione della particella nello spazio-tempo <strong>\u00e8 nota solo in modo probabilistico<\/strong>; in questo stato non ha propriet\u00e0, ma solo potenzialit\u00e0. Quando le particelle o le onde &#8211; tipicamente sotto forma di fascio di fotoni o elettroni &#8211; sono dirette o indirizzate verso un sistema bersaglio, come una doppia fenditura, gli scienziati hanno scoperto che il loro modello o percorso cambier\u00e0, o &#8220;collasser\u00e0&#8221;, a seconda della presenza o delle scelte di misurazione di un osservatore. Quindi, un modello d&#8217;onda si trasforma, o collassa, in un modello di particella. Contrariamente a ogni ragione, la teoria quantistica sostiene che esistono contemporaneamente risultati opposti.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"68\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">La situazione diventa ancora pi\u00f9 strana quando si ha a che fare con l&#8217;esperimento di pensiero noto come <em>&#8220;Gatto di Schrodinger&#8221;<\/em>. Il fisico del XX secolo <strong>Erwin Schrodinger<\/strong> era frustrato dall&#8217;evidente assurdit\u00e0 della teoria quantistica che mostrava oggetti che apparivano simultaneamente in pi\u00f9 di un luogo alla volta. Tale prospettiva, a suo avviso, violava tutte le leggi fisiche comunemente osservate. Nel 1935, <strong>Schrodinger<\/strong> cerc\u00f2 di mettere in evidenza questa situazione attraverso un esperimento di pensiero volutamente assurdo, con il quale intendeva costringere i fisici quantistici a seguire i loro dati fino in fondo.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"72\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Schrodinger<\/strong> ragionava sul fatto che i dati quantistici impongono che un essere senziente, come un gatto, possa essere contemporaneamente vivo e morto. Una variante dell&#8217;esperimento del <em>Gatto di Schrodinger<\/em> potrebbe essere messa in questo modo: Supponiamo che un gatto venga posto in una delle due scatole. Insieme al gatto c&#8217;\u00e8 quello che <strong>Schrodinger<\/strong> chiamava un &#8220;dispositivo diabolico&#8221;. Il dispositivo, se esposto a un atomo, rilascia un veleno mortale. Un osservatore spara quindi un atomo contro le scatole. Successivamente, l&#8217;osservatore utilizza una forma di misurazione per verificare in quale scatola si trova l&#8217;atomo: quella vuota o quella con il gatto e il dispositivo di avvelenamento. Quando l&#8217;osservatore va a controllare, la funzione d&#8217;onda dell&#8217;atomo &#8211; cio\u00e8 lo stato in cui esiste in entrambe le scatole &#8211; collassa in una funzione particellare &#8211; cio\u00e8 lo stato in cui \u00e8 localizzato in una sola scatola. Una volta che l&#8217;osservatore effettua la sua misurazione, la convenzione dice che il gatto si scoprir\u00e0 morto o vivo. Ma Schrodinger ha pensato che la fisica quantistica descriva un risultato in cui il gatto \u00e8\u00a0<em data-dl-uid=\"73\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">sia\u00a0<\/em>vivo che morto. Questo perch\u00e9 l&#8217;atomo, nella sua funzione d&#8217;onda, si trovava un tempo in entrambe le scatole, e l&#8217;uno o l&#8217;altro risultato \u00e8 reale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\">\n<p><figure id=\"attachment_14632\" aria-describedby=\"caption-attachment-14632\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schrodingers_cat.svg.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"lazyloaded wp-image-14632\" src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schrodingers_cat.svg.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"340\" data-src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schrodingers_cat.svg.jpg\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14632\" class=\"wp-caption-text\">Esperimento del gatto di Schr\u00f6dinger: un gatto, una boccetta di veleno e una sorgente radioattiva sono posti in una scatola sigillata. Se un monitor interno (ad esempio un contatore Geiger) rileva la radioattivit\u00e0 (cio\u00e8 il decadimento di un singolo atomo), la fiaschetta si frantuma, liberando il veleno che uccide il gatto. L&#8217;interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica implica che, dopo un po&#8217;, il gatto \u00e8 contemporaneamente vivo e morto. Tuttavia, quando si guarda nella scatola, si vede il gatto o vivo o morto, non sia vivo che morto. Questo pone la questione di quando esattamente la superposizione quantistica finisce e la realt\u00e0 collassa in una possibilit\u00e0 o nell&#8217;altra.<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"wp-element-caption\" data-dl-uid=\"91\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p data-dl-uid=\"118\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Naturalmente, tutta l&#8217;esperienza vissuta ci dice che se l&#8217;atomo \u00e8 entrato nella scatola vuota, il gatto \u00e8 vivo; e se \u00e8 entrato nella scatola con il gatto e il dispositivo di avvelenamento, il gatto \u00e8 morto. Ma <strong>Schrodinger<\/strong>, con l&#8217;intento di evidenziare le frustrazioni della teoria quantistica, sosteneva che se le osservazioni degli esperimenti di meccanica quantistica fossero giuste, si dovrebbe ammettere ogni risultato.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"119\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Per andare ancora pi\u00f9 in l\u00e0, negli anni Cinquanta una schiera di fisici quantistici teorizz\u00f2 che se un osservatore avesse aspettato un tempo significativo, ad esempio otto ore, prima di controllare il gatto vivo e morto, avrebbe scoperto un gatto morto da otto ore e un altro vivo da otto ore (e ora affamato). Secondo questo ragionamento, l&#8217;osservazione cosciente ha effettivamente manifestato l&#8217;atomo localizzato, il gatto morto, il gatto vivo &#8211; e ha\u00a0<em data-dl-uid=\"120\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">anche manifestato il<\/em>\u00a0<em data-dl-uid=\"121\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">passato<\/em>, cio\u00e8 ha creato una storia sia per il gatto morto che per quello vivo. Entrambi i risultati sono veri.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"119\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1692259041\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p data-dl-uid=\"129\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Assurdo? Impossibile? S\u00ec, dicono i fisici quantistici, ma decenni di esperimenti quantistici rendono questo modello &#8211; in cui una creatura pu\u00f2 essere morta\/viva &#8211; una realt\u00e0 impossibile: uno stato di natura incredibile ma del tutto sostenibile, persino necessario. L&#8217;esperimento di pensiero di <strong>Schrodinger<\/strong> ha imposto una riflessione sul significato della meccanica quantistica (anche se non molti fisici prestano attenzione alle implicazioni radicali).<\/p>\n<p data-dl-uid=\"130\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un&#8217;apparente scissione nella nostra visione della realt\u00e0, in cui un insieme di regole governa gli eventi del micro mondo e un altro insieme governa il macro mondo? Potrebbe essere dovuto ai limiti della nostra osservazione nel macromondo. Alcuni fisici quantistici del XXI secolo chiamano questo fenomeno <em>&#8220;fuga di informazioni&#8221;.<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"131\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">La teoria della <em>&#8220;fuga di informazioni&#8221;<\/em> sostiene che le apparenti impossibilit\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 quantistica esistono intorno a noi. Esse governano la realt\u00e0. Tuttavia, quando ci allontaniamo dallo strumento che stiamo usando per misurare le microparticelle e iniziamo a guardare le cose in cornici e forme pi\u00f9 grandi, vediamo sempre meno di ci\u00f2 che sta realmente accadendo. Si verifica una &#8220;perdita&#8221; di dati. <strong>William James<\/strong> alludeva a una dinamica simile nelle sue <em>Gifford Lectures<\/em> del 1902:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-dl-uid=\"131\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">&#8220;Impariamo di pi\u00f9 su una cosa quando la osserviamo al microscopio, per cos\u00ec dire, o nella sua forma pi\u00f9 esagerata. Questo vale per i fenomeni religiosi come per qualsiasi altro tipo di fatto&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-dl-uid=\"132\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Solo gli esperimenti futuri potranno determinare le implicazioni pi\u00f9 ampie dei fenomeni subnaturali nella meccanica in cui viviamo. Per il momento, tuttavia, decenni di dati quantistici consentono di concludere che l&#8217;osservazione effettuata su scala subatomica: (1) modella la natura dei risultati, (2) determina la presenza o l&#8217;assenza di un oggetto localizzato e (3) pu\u00f2 concepire molteplici passati e presenti. Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 talvolta chiamato <em>&#8220;interpretazione a molti mondi&#8221;<\/em>, secondo le parole del fisico <strong>Hugh Everett<\/strong>. Questa teoria dei<em> &#8220;molti mondi&#8221;<\/em> solleva la prospettiva di un numero infinito di realt\u00e0 e di stati dell&#8217;essere, ognuno dei quali dipende dalle nostre scelte. E qui incontriamo la tesi frustrante ma persistente del pensiero positivo, che sostiene, in misura maggiore o minore, che <strong>i nostri pensieri influenzano &#8211; concretamente &#8211; la nostra esperienza.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\">\n<p><figure id=\"attachment_22306\" aria-describedby=\"caption-attachment-22306\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/neville.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyloaded wp-image-22306\" src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/neville.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"429\" data-src=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/neville.jpg\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22306\" class=\"wp-caption-text\">Neville Goddard (1905-1972)<\/figcaption><\/figure><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-dl-uid=\"133\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Il concetto di <strong>Everett<\/strong> di mondi e risultati multipli basati sul punto di vista dell&#8217;osservatore trova il suo analogo metafisico pi\u00f9 vicino nelle idee di <strong>Neville Goddard<\/strong><sup data-dl-uid=\"134\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">,2<\/sup>\u00a0uno scrittore e conferenziere mistico della met\u00e0 del XX secolo che sosteneva che i nostri pensieri creano un&#8217;infinit\u00e0 di realt\u00e0 e risultati.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"133\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Neville<\/strong> (che si faceva chiamare per nome) sosteneva che tutto ci\u00f2 che vediamo e sperimentiamo, compreso l&#8217;altro, \u00e8 il prodotto di ci\u00f2 che accade nel nostro sogno individuale di realt\u00e0. Attraverso una combinazione di convinzioni emotive e immagini mentali, <strong>Neville<\/strong> credeva che ogni persona immaginasse il proprio mondo in essere: tutte le persone e gli eventi sono radicati in noi, come noi siamo radicati in Dio. Quando una persona si risveglia al suo vero s\u00e9, sosteneva <strong>Neville<\/strong>, scoprir\u00e0 di essere un ramo assopito del Creatore, vestito in forma umana e al timone di infinite possibilit\u00e0.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"137\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">La maggior parte dei fisici quantistici non si farebbe trovare morta\/viva come il gatto di <strong>Schrodinger<\/strong> a leggere un filosofo occultista come <strong>Neville<\/strong>. In effetti, molti fisici rifiutano l&#8217;idea di interpretare le implicazioni pi\u00f9 ampie dei dati quantistici. <em>&#8220;Zitto e calcola!&#8221;<\/em> \u00e8 il grido di battaglia diffuso dal fisico <strong>N. David Mermin<\/strong>. Il ruolo della fisica, insistono i critici, \u00e8 quello di\u00a0<em data-dl-uid=\"138\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">misurare le cose<\/em>\u00a0&#8211; non, per dirla con <strong>Einstein<\/strong>, di sollevare <em>&#8220;il velo che avvolge il Vecchio&#8221;<\/em>. Lasciate questo compito ai guru e ai filosofi, ma per carit\u00e0, sostengono i critici, tenetelo fuori dal laboratorio di fisica. Altri adottano la posizione opposta: <strong>Se la fisica non serve a spiegare la realt\u00e0, allora a cosa\u00a0<em data-dl-uid=\"139\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">serve<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p data-dl-uid=\"3\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong>Quest&#8217;ultimo principio potrebbe avere la meglio. <\/strong><\/p>\n<p data-dl-uid=\"3\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Una generazione emergente di fisici, educati negli anni Sessanta e Settanta e aperti alle questioni della coscienza, sta attualmente raggiungendo posizioni di <em>leadership<\/em> nei dipartimenti di fisica (e guadagnando autorit\u00e0 nelle aree di concessione e finanziamento). Questa coorte \u00e8 stata educata in un mondo popolato dallo Zen e dalla manutenzione delle motociclette, dalla sperimentazione psichedelica e da <em>Star Trek<\/em>; tende ad essere aperta alle domande filosofiche e alla meta-analisi. Come scienziati sono rigorosi quanto la passata generazione di empiristi classici. Potremmo quindi essere sull&#8217;orlo di una rinascita dell&#8217;indagine sulla questione scientifica pi\u00f9 importante da quando <strong>Newton<\/strong> codific\u00f2 la meccanica classica. Man mano che si conoscono pi\u00f9 dati, i sostenitori della fisica quantistica e della metafisica potrebbero essere destinati a una nuova e seria conversazione.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"4\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Ma le insidie sono troppo importanti per non essere prese in considerazione prima di lanciarsi nel mondo della realt\u00e0 di &#8220;entrambe le cose&#8221;. Con grande frustrazione degli scienziati, i ricercatori spirituali si dimostrano spesso troppo ansiosi di cogliere le implicazioni dei dati quantistici, dichiarando che ora abbiamo la <em data-dl-uid=\"5\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">prova\u00a0<\/em>che l&#8217;universo \u00e8 il risultato delle nostre menti. La correlazione tra gli eventi del micro-mondo e quelli della vita quotidiana che vediamo e sentiamo \u00e8 tutt&#8217;altro che chiara. I ricercatori spirituali dovrebbero resistere alla tentazione di scegliere tra i dati che sembrano confermare le loro idee pi\u00f9 radicate. Allo stesso modo, i fisici dovrebbero essere pazienti con i profani che vogliono riflettere sulle possibilit\u00e0 della fisica quantistica. Se si riesce a trovare il giusto equilibrio, persone serie e riflessive di entrambi i mondi, scienza e spiritualit\u00e0, avranno qualcosa su cui discutere. Una discussione del genere potrebbe, in ultima analisi, rivoluzionare il modo in cui vediamo noi stessi nel XXI secolo, come il darwinismo ha fatto nell&#8217;epoca vittoriana.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\" data-dl-uid=\"10\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><strong data-dl-uid=\"11\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Note<\/strong><\/h2>\n<p class=\"wp-block-heading\" data-dl-uid=\"12\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">1. La morte esiste? Una nuova teoria dice &#8220;no&#8221; di Robert Lanza, M.D.,\u00a0<a class=\"autohyperlink\" href=\"http:\/\/www.huffpost.com\/entry\/does-death-exist-new-theo_b_384515\" data-dl-uid=\"13\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.huffpost.com\/entry\/does-death-exist-new-theo_b_384515<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\" data-dl-uid=\"14\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">2. Il pi\u00f9 grande filosofo di cui non avete mai sentito parlare di Mitch Horowitz, https:\/\/<br data-dl-uid=\"15\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\" \/><a class=\"autohyperlink\" href=\"http:\/\/medium.com\/universal-quest\/the-greatest-philosopher-youve-never-heard-of-336231e26885\" data-dl-uid=\"16\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">medium.com\/universal-quest\/the-greatest-philosopher-youve-never-heard-of-336231e26885<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mitch Horowitz<\/em><\/p>\n<p><em>Tradotto dall&#8217;inglese da Piero Cammerinesi per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.newdawnmagazine.com\/articles\/is-there-a-connection-between-quantum-physics-positive-thinking\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni un flusso crescente di libri e documentari New Age ha tentato, con grande disappunto dei critici, di utilizzare la teoria quantistica per &#8220;dimostrare&#8221; che la mente possiede poteri causali. 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