{"id":73282,"date":"2023-08-24T14:15:57","date_gmt":"2023-08-24T12:15:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=73282"},"modified":"2023-09-08T16:57:38","modified_gmt":"2023-09-08T14:57:38","slug":"stupratori-assolti-per-pornografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/stupratori-assolti-per-pornografia\/","title":{"rendered":"Stupratori &#8220;assolti per Pornografia&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-header\">Cronache dal tempo peggiore. Il mondo \u00e8 veramente messo al contrario. La notizia pi\u00f9 recente supera per follia quella precedente, ma certo verr\u00e0 oscurata dalla successiva.\u00a0\u00a0 Il tribunale di Firenze ha assolto due giovani dall\u2019accusa di stupro di gruppo poich\u00e9 non in grado di percepire la violenza perpetrata. Il consenso della vittima agli atti sessuali era \u201cfraintendibile\u201d &#8211;\u00a0 cos\u00ec si esprime il giudice- in quanto ubriaca. Tuttavia, l\u2019assoluzione non riguarda tale elemento, bens\u00ec la circostanza che gli imputati avevano sviluppato un\u2019idea distorta del sesso e dell\u2019atto sessuale. <em>\u201cCondotta incauta, ma non con la piena consapevolezza\u201d.<\/em> I due , consumatori di pornografia, non si sarebbero <em>\u201cresi conto\u201d<\/em> che stavano violentando una coetanea. Non erano capaci di valutare il rifiuto da parte della ragazza, ma ne avrebbero presunto il consenso. Cos\u00ec capita in certi filmati<strong>.<\/strong><\/div>\n<div class=\"article-header\">Il contesto \u00e8 quello di una serata \u201cnormale\u201d di giovani italiani: \u00a0una festa, l\u2019abuso di alcol, il consumo di \u201cerba\u201d, ossia di droga. Si va su di giri, inizia qualche attenzione di troppo, l\u2019approccio si fa pesante, con la richiesta di smetterla della diciottenne. Poi, il fattaccio. Vi \u00e8 un precedente significativo: uno dei due aveva avuto in precedenza rapporti con la ragazza davanti ad altre persone, ripresi con il cellulare. La sintesi della sentenza \u00e8 raggelante nel fotografare un degrado di massa.<\/div>\n<div>\n<blockquote><p>\u201cLa ragazza era in un forte stato di alterazione, e non essendo in grado di esprimere il consenso si presume non sia stata in grado di esprimere diniego\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Circostanza \u00a0che avrebbe dovuto indurre gli imputati a interrompere le\u00a0<em>avances.<\/em><\/p>\n<p>I due, inoltre, erano<\/p>\n<blockquote><p>\u201ccondizionati da un\u2019inammissibile concezione pornografica delle loro relazioni con il genere femminile, forse derivante di un deficit educativo e comunque frutto di una concezione assai distorta del sesso\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Al di l\u00e0 del merito della sentenza \u2013 che non condividiamo \u2013 non definitiva, che non si presta ancora a una riflessione in punto di diritto, per la quale non abbiamo le competenze, il GUP &#8211; giudice dell\u2019udienza non tanto preliminare, giacch\u00e9 il caso risale al 2018 &#8211; ha \u00a0messo il dito in una brutta piaga. Quelle poche righe discutibili raccontano la nostra societ\u00e0 pi\u00f9 di un trattato di sociologia.<\/p>\n<p>Segnalano l\u2019<strong>impressionante scarto tra senso comune e norma<\/strong>, unita alla certificazione dell\u2019 <strong>incapacit\u00e0 di distinguere il reale dal virtuale<\/strong>, l\u2019artificio, la rappresentazione e lo spettacolo dalla concretezza. L\u2019ulteriore elemento, trattandosi di questioni che attengono alla pi\u00f9 potente delle pulsioni, quella sessuale &#8211; \u00e8 la vittoria dell\u2019Es \u2013 ovvero degli istinti e dei desideri &#8211; sul Super Io morale e sull\u2019Io personale dotato di coscienza, libero arbitrio e capacit\u00e0 di discernimento. Non pi\u00f9 aggravanti, addirittura esimenti. <strong>L\u2019inversione che sconcerta<\/strong>.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere assolti da un reato infamante perch\u00e9, deviati nel giudizio dalla pornografia, non si \u00e8 in grado di comprendere la differenza tra un rapporto sessuale consensuale e uno imposto con la coercizione, ovvero creando le condizioni affinch\u00e9 le difese personali &#8211; ovvero la libera decisione &#8211; di un altro essere umano risultassero alterate. Certo \u00e8 una zona grigia, un ambito in cui \u00e8 difficile distinguere, ma troppe ne accadono. I casi dei figli di <strong>Beppe Grillo <\/strong>e<strong> Ignazio La Russa<\/strong> &#8211; in attesa di giudizio &#8211; mostrano comportamenti <em>border line\u00a0<\/em>\u00a0che mettono sotto accusa soprattutto la generazione adulta, che ha rimosso limiti e divieti ignorando i doveri di guida e protezione.<\/p>\n<p>Non tranceremo giudizi morali sulla ragazza: beveva, fumava erba e si sballava come molti altri, aveva forse maturato un\u2019idea assai bassa della sessualit\u00e0, subordinata all\u2019istinto, magari alla necessit\u00e0 &#8211; avvertita come insopprimibile da molti &#8211; di mostrare, ostentare gli atti della vita, anche quelli pi\u00f9 intimi. Non \u00e8 colpa sua: l\u2019unico modello che conosce \u00e8 <strong>il \u00a0mondo al contrario<\/strong>, desideri e capricci chiamati diritti, abuso di tutto, anche di s\u00e9. Nessuno le ha fornito valori alternativi; la societ\u00e0 intera, dalla famiglia alla scuola al sistema mediatico, ha rinunciato a distinguere bene e male, giusto ed ingiusto.<\/p>\n<p>O meglio, ha rovesciato i criteri di giudizio, sull\u2019onda del vietato vietare e dell\u2019incapacit\u00e0 di prospettare modelli diversi dalla grottesca trasgressione obbligatoria. Per molti giovani ci\u00f2 si traduce nel culto della discoteca, nell\u2019ascolto di musica che piace in quanto piace al gruppo, nell\u2019adozione di abbigliamento, mode, comportamenti conformisti il cui unico tratto comune \u00e8 di essere il contrario di quelli passati. Presso di loro, la cultura della cancellazione ha vinto su tutta la linea, diventando cancellazione della cultura a favore di un\u2019esistenza senza riferimenti e bussole esistenziali. Di quelle morali, vietato parlare per non subire sarcasmo, commiserazione, l\u2019accusa infamante di non capire il progresso. E\u2019 il contrario: lo detestiamo proprio in quanto lo conosciamo e \u2013 per et\u00e0 &#8211; siamo in grado di fare paragoni.<\/p>\n<p>Un tempo la pornografia era clandestina e trasgressiva; oggi \u00e8 quotidiana e gratuita,\u00a0 accessibile sull\u2019oggetto-culto per eccellenza, lo\u00a0<em>smartphone<\/em>. Pu\u00f2 capitare che non solo diventi dipendenza, ma sia banalizzata tra commenti beceri e visioni di gruppo al punto da scambiare le \u201cprestazioni\u201d dei protagonisti in \u00a0modelli da imitare. \u201cFare sesso\u201d ( orrenda espressione da colonizzazione anglofona) diviene pressoch\u00e9 obbligatorio, un rito a cui non ci si pu\u00f2 sottrarre, qualcosa che non attiene pi\u00f9 alla sfera dei sentimenti e neanche a quella della volont\u00e0 libera. Si fa e basta, il resto non importa.<\/p>\n<p>Troppi giovani crescono come cuccioli di animale senza possedere l\u2019istinto sicuro delle altre specie. Selvaggi iperconnessi, soffrono di una disconnessione dalla realt\u00e0 determinata dalla dipendenza dal web, dalle reti sociali, dal pollice alzato o abbassato del giudizio sommario, proprio e altrui. Il virtuale non \u00e8 il doppione, ma il sostituto del mondo vero. Il successo del metaverso rende complicato stabilire i confini del virtuale e dell\u2019artificiale. Il risultato \u00e8 un comportamento irrazionale, un\u2019imitazione che non tiene conto dell&#8217;altro da s\u00e9, la cui unica funzione \u00e8 di essere usato, consumato, gettato, senza distinzione tra oggetti e persone. La pornografia, poi, sottrae al sesso ogni valenza sentimentale, salta a pi\u00e8 pari la dimensione dell\u2019incontro e della reciproca scoperta, bypassando il consenso, superfluo se l\u2019altro \u00e8 percepito unicamente come oggetto, veicolo di piacere.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1692879308\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>In questo clima non \u00e8 facile, per il giudice penale, districarsi tra le leggi, i fatti e il complesso universo pulsionale, se nessun principio educativo, steccato morale, limite \u00e8 posto dalla mentalit\u00e0 corrente al dispiegamento di desideri, istinti, talvolta follie o perversioni elevate a diritti. Tramonta il criterio della tradizione cristiana: non esiste pi\u00f9 il peccato, sostituito da perifrasi fumose, incomprensibili. Quando la definizione di bene e di male era chiara, frutto del discernimento posto da un creatore nel cuore dell\u2019uomo, il peccato era tale se commesso con \u201cpiena avvertenza e deliberato consenso\u201d.<\/p>\n<p>Nel caso specifico \u00e8 saltata l\u2019avvertenza, ossia la capacit\u00e0 di valutare il bene dal male in base a categorie certe. In questo senso, ahim\u00e8, dovremmo concludere che i giovani fiorentini sono non colpevoli &#8211; \u00a0che non significa innocenti &#8211; in termini di immaturit\u00e0 e distorsione delle relazioni; mancano dei fondamentali, ossia dei criteri e quelli che hanno sono distorti<em>,\u00a0<\/em>soggettivi, tipici di selvaggi guidati dagli istinti primordiali. Piacere e successo misurabile in denaro, gli unici principi a cui attenersi.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere cos\u00ec, n\u00e9 dal punto di vista morale n\u00e9 da quello della legge, il cui scopo \u00e8 la convivenza civile. Sempre, siamo responsabili di ci\u00f2 che facciamo e abbiamo il dovere di rispondere dei nostri atti. La legge morale dentro di me, affermava <strong>Kant<\/strong>. Ma \u00e8 proprio un mondo privato di un\u2019etica condivisa che permette di ignorare il giusto e l\u2019ingiusto. Ci\u00f2 che \u00e8 fatto per amore, sosteneva <strong>Nietzsche<\/strong>, \u00e8 <em>al di l\u00e0 del bene e del male<\/em>. Ma l\u2019amore \u00e8 ben altro che il sesso compulsivo, lo sfogo di un attimo tra i fumi dell\u2019alcool, l\u2019effetto di sostanze che cambiano la percezione, il combinato malsano di musiche e luci psichedeliche \u2013 ossia che modificano la psiche &#8211; in un\u2019atmosfera di promiscuit\u00e0 ed esagerazione, in cui, come nei filmati <em>hard<\/em>, conta solo la prestazione.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 antico racconto di cui si ha conoscenza, l\u2019epopea sumerica di Gilgamesh, ha tra i protagonisti <strong>Enkidu<\/strong>, un essere mortale &#8211; a differenza del semidio Gilgamesh &#8211; di aspetto e costumi brutali, un primitivo umanizzato proprio da una donna, con la quale trascorre un torrido periodo di relazione totale, un\u2019 iniziazione dalla quale esce trasformato, incivilito.\u00a0 Triste regredire a selvaggi preda di istinti e dipendenze, senza distinzione di sesso.<\/p>\n<p>Questo ci sembra lo scenario della vicenda, sempre meno rara, e chiama in causa il mondo al contrario, la terribile mancanza di un sistema di principi che ridia senso a una societ\u00e0 in cui il politeismo dei valori &#8211; constatato un secolo fa da <strong>Max Weber<\/strong> &#8211; \u00e8 sostituito dall\u2019indifferenza dei valori, che travolge innanzitutto i pi\u00f9 fragili, mai educati al limite, alla continenza. L\u2019uomo \u00e8 l\u2019essere che sa rinviare, procrastinare bisogni e piaceri. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, tutto e subito, l\u2019imperativo del consumo e della pubblicit\u00e0. Il crollo travolge la societ\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Il caso fiorentino presenta un\u2019 altra faccia della responsabilit\u00e0 personale\u00a0 (e giuridica) dei propri atti. Il concetto di non punibilit\u00e0 \u00e8 insidioso, un ambito a cavallo tra morale, psicologia, scienza medica e filosofia, che condivide con il diritto la categoria di \u201c<em>suitas<\/em>\u201d, la padronanza di s\u00e9 nel compimento degli atti della vita con le \u00a0conseguenti responsabilit\u00e0.\u00a0 La soluzione di ieri era chiara: esistono il bene e il male, il giusto e l\u2019ingiusto; la distinzione, prima che nella legge, sta nel cuore e nell\u2019intelletto umano, dotato della capacit\u00e0 di distinguerli.<\/p>\n<p>Il concetto \u00e8 saltato e non resistono altri appigli. Tuttavia, a qualcosa occorre pur riferirsi per definire la responsabilit\u00e0. Cede &#8211; \u00a0travolta dalle sostanze e dai mondi artificiali- anche la capacit\u00e0 di intendere e di volere, cardine dell\u2019elemento psicologico dei reati. \u00a0Nella fattispecie, \u00e8 da presumere che il GUP abbia applicato l\u2019articolo 42 comma 1 del codice penale, per il quale \u201c<em>nessuno pu\u00f2 essere punito per un\u2019azione o omissione preveduta dalla legge come reato se non l\u2019ha commessa con coscienza e volont\u00e0<\/em><em>\u201d<\/em>. Il corrispettivo laico della piena avvertenza e deliberato consenso. L\u2019accertamento della\u00a0<em>suitas\u00a0<\/em>precede quello dell\u2019imputabilit\u00e0: un principio di civilt\u00e0 che confligge in diversi casi con il senso comune.<\/p>\n<p>Una condotta illecita \u00e8 reato solo quando \u00e8 frutto di un\u00a0 impulso cosciente e volontario. Ma se volont\u00e0 e coscienza sono alterate dall\u2019alcool, dalla droga o da altri contesti, come nel caso fiorentino, come se ne esce?\u00a0 I rischi sono molteplici. Il primo \u00e8 lasciare impuniti moltissimi reati, una resa incondizionata del diritto, la rinuncia al giudizio e al risarcimento materiale e morale delle vittime. Un altro problema \u00e8 che la cogenza della legge sia oltrepassata dal giudizio di innumerevoli \u201cesperti\u201d che finiscono per sostituirsi a chi deve giudicare secondo legge. Si apre la porta a una deresponsabilizzazione assai comoda per i malintenzionati, i criminali e i ricchi, in grado di mettere in campo specialisti delle pi\u00f9 varie discipline per evitare la condanna.<\/p>\n<p>E\u2019 gi\u00e0 capitato che l\u2019ubriachezza, l\u2019alterazione da sostanze stupefacenti e simili sia stata considerata un\u2019attenuante o un\u2019esimente perfino in casi di omicidio. Il risultato \u00e8 la legalizzazione dell\u2019ingiustizia. La mancanza di un giudizio netto della comunit\u00e0 rispetto al bene e al male rende drammaticamente difficile la convivenza tra segmenti di societ\u00e0 sempre pi\u00f9 diversi, incomunicabili.<\/p>\n<p>Le vittime\u00a0 di Firenze sono tutti i protagonisti. I ragazzi perch\u00e9 preda degli istinti, ignari del valore della persona umana, avidi consumatori di pulsioni elementari, altrettanti <strong>Enkidu<\/strong> prima dell\u2019esperienza che lo trasform\u00f2. Vittima la ragazza in ogni caso: se stuprata, per ci\u00f2 che ha subito. Se (pi\u00f9 o meno) consenziente per aver smarrito il rispetto di s\u00e9. Ma il vero responsabile \u00e8 un sistema che ha abbattuto muri e barriere, privando del senso morale e di quello del limite.<br \/>\nStuprati dal mondo al contrario.<\/p>\n<p><em><span class=\"createdby\" title=\"Scritto da di Roberto Pecchioli\">Roberto Pecchioli<\/span><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronache dal tempo peggiore. 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