{"id":73375,"date":"2023-08-30T11:09:14","date_gmt":"2023-08-30T09:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=73375"},"modified":"2023-09-08T16:56:00","modified_gmt":"2023-09-08T14:56:00","slug":"chi-e-piu-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/chi-e-piu-felice\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 pi\u00f9 felice?"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\">Pokhara, una cittadina sulle rive del lago Phewa, a circa 200 km dalla capitale del Nepal, Katmandu.<\/p>\n<p class=\"p4\">La prima volta che ci andai, nel 1987, vi abitavano poco pi\u00f9 di 120 mila persone: oggi sono in quasi 220 mila.<\/p>\n<p class=\"p4\">All\u2019epoca del mio primo viaggio la parte abitata era quella sulla riva est dove anch\u2019io alloggiavo. I duecento chilometri di distanza dalla capitale li percorsi su un autobus che ci mise circa dieci ore. Non solo era pieno al suo interno, ma anche sul tetto e nonostante non facesse proprio caldo, chi aveva trovato posto l\u00e0 sopra era felice, perch\u00e9 stava partendo per tornare al proprio paese d\u2019origine, dopo mesi o anni di lavoro nella capitale. Ero seduto all\u2019interno, ma dopo aver sentito canti e musiche provenire da sopra, decisi di unirmi a loro. S\u00ec, non faceva proprio caldo, ma la compagnia meritava. La maggior parte di loro lavorava nei vari alberghi e ristoranti di Katmandu, con dei salari da fame, ma sufficienti per mantenere le loro famiglie a Pokhara. Per loro intraprendere un viaggio era una festa; mi fece venire in mente la prima volta che presi il treno in India, da Calcutta a Varanasi, viaggiai in terza classe assieme a capre e galline. Seduta sulle panche di legno di fianco a me c\u2019era una famiglia di sei persone che salutavano i parenti fermi sulla banchina della stazione. Erano tutti molto allegri ed emozionati. Quando il treno cominci\u00f2 a muoversi tutti, all\u2019unisono, gridarono \u201c<em>Bholenath<\/em>\u201d, un\u2019esclamazione che letteralmente vuol dire <i>Shiva l\u2019innocente<\/i> e che viene usata come buon augurio.<\/p>\n<p class=\"p3\">I viaggi in Asia sono sempre molto interessanti, parlo di quelli in autobus o in treno, ma in terza, massimo seconda classe, perch\u00e9 l\u00ec trovi l\u2019umanit\u00e0. Mi \u00e8 capitato una volta di dover viaggiare in uno scompartimento di prima classe, perch\u00e9 gli altri posti erano esauriti; mi sembrava di aver preso un treno a Milano: ognuno che badava ai fatti suoi, facce serie, tutti impegnati con i loro cellulari o al lavoro con i pc portatili. Una tristezza infinita.<\/p>\n<p class=\"p3\">Invece, in mezzo alla vera umanit\u00e0, si respira un\u2019aria completamente diversa: tutti ridono, si divertono, cantano vecchie canzoni della loro tradizione, come anche l\u2019ultimo successo di <em>Bollywood<\/em>; mangiano i manicaretti preparati dalle loro famiglie, avvolti in stracci o in carta di giornale e ne offrono a piene mani. Molti di loro non parlano inglese, ma ci si capisce a gesti. Il viaggio \u00e8 una festa, la vita \u00e8 una festa. Ho visto i pi\u00f9 bei e sinceri sorrisi sulle facce di persone che definire povere \u00e8 un eufemismo.<\/p>\n<p class=\"p4\">Una volta camminavo lungo un viale di Delhi, un viale a quattro corsie trafficatissimo, dove il marciapiede era separato dalla strada tramite una ringhiera di ferro alta circa un metro. Al corrimano della ringhiera avevano legato un telo di plastica nera che finiva a terra, fermato da alcune pietre. Accucciati l\u00ec sotto c\u2019erano un uomo e una donna che stavano facendo bollire il <em>chai<\/em> su un fornello a petrolio. Mi fecero un sorriso irresistibile e mi invitarono a bere il <em>chai<\/em> con loro. Mi commuovo ancora oggi a ripensarci. Quella era casa loro.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Dicevo di Pokhara: quando passeggiavo sulle rive del lago vedevo che la sponda opposta era praticamente disabitata e, un giorno, notai una specie di palafitta. Noleggiai una barca a remi e andai a vedere da vicino. Si trattava di una stanza singola, piuttosto grande, con la parte a monte poggiata sul terreno e quella verso il lago era sostenuta da due pilastri in cemento. Una palafitta, appunto. Mi inoltrai verso l\u2019interno seguendo un sentiero poco battuto dove incontrai alcune persone a cui chiesi se sapessero di chi era la casetta. Per farla breve la affittai e mi ci trasferii.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_73377\" aria-describedby=\"caption-attachment-73377\" style=\"width: 890px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73377\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-28-at-14.13.46-e1693224872360-300x180.png\" alt=\"\" width=\"890\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-28-at-14.13.46-e1693224872360-300x180.png 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-28-at-14.13.46-e1693224872360-768x461.png 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-28-at-14.13.46-e1693224872360-18x12.png 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Screenshot-2023-08-28-at-14.13.46-e1693224872360.png 800w\" sizes=\"(max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-73377\" class=\"wp-caption-text\">Pokhara<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p4\">Dopo qualche giorno venne a farmi visita un uomo pi\u00f9 anziano di me, piccolino e con una gamba offesa dalla poliomielite. Mi propose di portarmi latte fresco tutte le mattine: accettai immediatamente. Col tempo diventammo amici e una sera m\u2019invit\u00f2 a una festa che si sarebbe tenuta in un villaggio sulla montagna. Quando mi venne a prendere mi chiesi come avrebbe potuto salire lungo quella via gi\u00e0 difficile per me, ma mi sbagliavo: andava talmente veloce che era lui a doversi fermare per aspettarmi. Alla festa c\u2019era tutto il villaggio, una manciata di persone e il piatto principale era capra bollita. Mi avvicinai al pentolone per dare un\u2019occhiata. Al suo interno, immersi in un liquido biancastro, bollivano i pezzi della capra: zampe e testa tagliati a pezzi, completi di pelle e pelo. La parte buona, la carne, era stata venduta al mercato. Avevo una fame tremenda, ma riuscii a mangiarne pochissima. Tutti erano felici, disponevano di poco, ma sembrava che quello che avevano non era la cosa pi\u00f9 importante. Per loro quello che contava era la festa che significava l\u2019occasione per ritrovarsi, per scambiarsi notizie e informazioni, proprio come accade nelle nostre zone rurali dove la festa organizzata dalla Pro Loco \u00e8 il momento in cui tutti si riuniscono e parlano del raccolto, del tempo che cambia in continuazione, di chi quest\u2019anno ci ha lasciati e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00c8 quasi incredibile &#8211; e al tempo stesso emozionante \u2013 come chi da noi viene giudicato povero e arretrato viva questa sua condizione contemporaneamente con dignit\u00e0 e gioia di vivere. Sembra che per loro l\u2019importante sia esserci; con i soldi o meno poco conta.<\/p>\n<p class=\"p4\">In quei Paesi quando, per esempio, si vuole mandare un pacco o una lettera, o quando si entra in una banca per ritirare dei soldi, si sa quando si entra, ma non quando si esce. Le operazioni richiedono tempo, per il numero dei clienti, ma anche perch\u00e9 l\u2019elettricit\u00e0 manca di continuo o la linea (ora internet, prima telefonica) cade in continuazione, ma nessuno si spazientisce: ci vuole il tempo che ci vuole e basta. Anzi, anche in quelle occasioni, si parla, si scherza, si beve il <i>chai<\/i>, sempre con il sorriso.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1693331180\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p4\">Milano, salgo sul treno che mi dovrebbe portare a Genova. Viene annunciato un ritardo di venti minuti: tutti cominciano ad agitarsi, a inveire contro le ferrovie, si lamentano del disservizio e delle tasse che paghiamo e <em>\u201cChiss\u00e0 i nostri soldi dove vanno a finire?\u201d<\/em> Uno risponde <em>\u201cNelle tasche dei nostri politici, dove vuole che finiscano!\u201d<\/em> Dentro di me sorrido, perch\u00e9 pochi giorni prima ero in India e il mio treno arriv\u00f2 a destinazione con 48 ore di ritardo e nessuno disse nulla: si continu\u00f2 a chiacchierare, a bere e a mangiare come se fossero tutti a una festa.<\/p>\n<p class=\"p4\">Qualche giorno fa ho provato a rinnovare il mio passaporto. Una volta andavo in Questura, lasciavo il passaporto con un paio di fototessere e dopo una o due settimane passavo a ritirarlo. Oggi bisogna collegarsi al sito della Questura, prendere un appuntamento per ogni persona che richiede il passaporto e, una volta ottenuta la data, recarsi agli uffici di persona per consegnare il passaporto, proprio come si faceva una volta.<\/p>\n<p class=\"p4\">Ad oggi sono tre mesi che cerco di prendere appuntamento con la Questura e non ci sono ancora riuscito! C\u2019\u00e8 un numero da chiamare in caso di necessit\u00e0, ma lo si pu\u00f2 fare solo il luned\u00ec, il mercoled\u00ec e il venerd\u00ec, dalle 8 alle 9 e non risponde quasi mai nessuno. Ci sono riuscito un paio di volte: la prima mi hanno detto che devo collegarmi con il portale dalle 7:45 in poi, per cercare di essere tra i primi a prendere l\u2019appuntamento, perch\u00e9 loro inseriscono le date disponibili alle otto e, di solito, alle 8 e 5 i pochi posti a disposizione sono gi\u00e0 stati tutti presi.<\/p>\n<p class=\"p3\">Ci ho provato, ma dopo quattro giorni di tentativi falliti li ho richiamati. Il terzo giorno che provavo a chiamarli mi hanno risposto e mi hanno detto che in settimana avrebbero aggiunto dei posti \u201cstraordinari\u201d per luglio e agosto, ma non mi hanno saputo dire quale giorno: \u201cDeve provarci tutti i giorni tra le dieci e le undici e sperare di ottenere un appuntamento.\u201d<\/p>\n<p class=\"p3\">E nel caso ce la facessi vale anche per mia moglie?<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cNo, deve prendere due appuntamenti distinti.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma se \u00e8 gi\u00e0 vincere alla lotteria prenderne uno, figuriamoci due!<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cNon so cosa dirle.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma, giusto per sapere, ad oggi quando potrebbe essere disponibile il primo appuntamento?<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cAl momento siamo arrivati a fine novembre.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Fine novembre? Ma siamo a giugno e io a fine novembre dovrei partire!<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cCosa vuole che le dica?!\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma non vi sembra un sistema assurdo?<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cAssolutamente s\u00ec, ma noi riceviamo direttive dal Ministero, non possiamo farci nulla. Non ha idea di quanti ci insultano per telefono.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma non ci sono agenzie che fanno questo servizio per conto del cittadino, altrimenti uno deve passare le giornate davanti al computer, tra l\u2019altro inutilmente.<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cSi lo fa il CAF, ma si tengono una percentuale.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma va benissimo. Grazie li chiamo subito.<\/p>\n<p class=\"p3\">Pronto, avrei bisogno di sapere se potete fare voi la procedura per il rinnovo del passaporto on line.<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cSi certo, deve venire da noi e lo facciamo insieme.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Come, c\u2019\u00e8 bisogno che io sia presente?<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cCerto, perch\u00e9 l\u2019ingresso al portale della Questura \u00e8 solo tramite SPID e noi non possiamo farlo per conto suo.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma allora che senso ha, me lo faccio da casa senza dover venire fino ad Alessandria.<\/p>\n<p class=\"p3\"><em>\u201cA certo, se \u00e8 capace di farlo da solo le conviene farlo da casa.\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\">Va bene, grazie per l\u2019aiuto.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Fino all\u2019anno scorso ho svolto la professione d\u2019architetto: non avete idea di quante volte mi sia trovato nella situazione che vi ho appena descritto per motivi di lavoro. Innanzitutto le procedure per la richiesta di <em>SCIA<\/em> o <em>CILA<\/em> o qualunque cosa serva, variano non da regione a regione o da provincia a provincia, ma da Comune a Comune, cos\u00ec che il professionista deve sempre chiedere ai vari uffici tecnici, cosa serve loro per accettare la domanda in questione. Non solo certi Comuni accettano il tutto solo <em>on line<\/em>, ma, molte volte, il loro portale non funziona. Altri invece richiedono la documentazione sia in forma digitale che cartacea, per cui il lavoro raddoppia e lo spreco di carta \u00e8 quello degli anni \u201980. Ma non ci avevano detto che con l\u2019avvento della digitalizzazione non avremmo pi\u00f9 sprecato carta inutilmente?<\/p>\n<p class=\"p4\">Per non parlare delle normative per niente chiare che i vari governi di turno cambiano in continuazione, a volte rendendole retroattive, per cui cominci dei lavori con una legge che, nel corso dei mesi, cambia e devi fare tutto daccapo, con i committenti che si ritrovano un progetto che non \u00e8 pi\u00f9 quello da loro approvato. Un vero delirio.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>E allora le persone s\u2019innervosiscono, devono passare la maggior parte del tempo in attivit\u00e0 che poco hanno a che vedere con la loro professione e necessitano di molto pi\u00f9 tempo di una volta per finire lo stesso lavoro. Tornano a casa a orari improbabili, trovando un coniuge all\u2019inizio accondiscendente, ma che col tempo lo diventa sempre meno; ci si arrabbia, si \u00e8 nervosi anche con i figli, che ormai sanno di avere un padre o una madre perch\u00e9 vedono la loro foto sul comodino.<\/p>\n<p class=\"p4\">Ci si ammala per lo stress che si accumula e la sanit\u00e0 non funziona, a causa dei tagli del governo, ma anche perch\u00e9 tutto ormai \u00e8 <em>on line<\/em>, ma non funziona bene. Alcuni siti sono fatti da persone che sembrano volerci complicare la vita invece che semplificarcela e se non hai lo <em>SPID<\/em> non puoi fare pi\u00f9 niente; anche il denaro contante ormai \u00e8 un ricordo lontano, perch\u00e9 ovunque chiedono pagamenti con carte di diverso genere. <em>On line<\/em>, ovviamente, puoi comprare solo con le carte o con i siti di pagamenti <em>on line<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p4\">Oggi passo gran parte del mio tempo ad aiutare i miei vicini ottantenni con tutte queste cose di cui loro non s\u2019intendono. E non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare con nessuno perch\u00e9 ci sono sempre nastri registrati o <em>chat on line<\/em> con intelligenze artificiali che sono tutto tranne che intelligenti; e dopo che gli fai alcune domande ti dicono che non sanno come risolvere il tuo problema e ti passano un operatore che non sa scrivere in italiano e diventi scemo solo per spiegargli qual \u00e8 la tua necessit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\">Allora cosa intendiamo con civilt\u00e0, con umanit\u00e0, con felicit\u00e0? Non nego gli innegabili vantaggi che il progresso ci ha portato, ma ne vale la pena? Siamo in grado di distinguere evoluzioni scientifiche, mediche e tecnologiche che realmente sono utili a uno sviluppo della persona e al suo vivere su questo pianeta e quelle che invece ci intralciano per creare l\u2019utile di una cerchia ristrettissima di individui?<\/p>\n<p class=\"p4\">Chi vive meglio, noi che anneghiamo nell\u2019opulenza di un oceano tecnologico o chi vive in quello che noi definiamo il terzo mondo, dove la vita va alla velocit\u00e0 di una passeggiata a piedi, di un discorso tra vicini, di un treno in ritardo?<\/p>\n<p class=\"p4\">Come dicono i Pink Floyd in \u201cIf\u201d: <em>\u201cSe fossi un treno sarei in ritardo!\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Danilo D\u2019Angelo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"col-6 col-sm-4 col-md-3 col-lg-2 mb-3\">\n<div class=\"image-new-container round-image-container\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg\" sizes=\"(min-width:1800px) 262px, (min-width:1550px) 220px, (min-width:1300px) 180px, (min-width:992px) 130px, (min-width:768px) 150px, (min-width:576px) 150px, 258px\" srcset=\"\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9e11ff2f23aa7313fd2e71e52ee0167e3fc6dedb\/store\/fill\/524\/524\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 524w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/c3d8b55a720b7f1524964b44c7a8ac01f7ea94b1\/store\/fill\/360\/360\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 360w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/491c5879caca203c1057bc8012f2e8ab9b997915\/store\/fill\/262\/262\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 262w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 180w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/25cf686471c1d47ddca118d1245444d8f2e98795\/store\/fill\/130\/130\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 130w\" alt=\"Danilo D'Angelo\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text-center text-sm-left col-sm-8 col-md-9 col-lg-10\">\n<div class=\"font-28 mb-2\"><a class=\"first-highlight-color\" href=\"https:\/\/wsimag.com\/it\/authors\/872-danilo-dangelo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Danilo D\u2019Angelo<\/a><\/div>\n<div class=\"font-15 tall-line-height mb-2\">Danilo D\u2019Angelo di professione architetto.<br \/>\nHa insegnato per alcuni anni.<br \/>\nDirige la Naveen Nursery and Primary School a Varanasi India.<br \/>\nMembro della segreteria dell\u2019associazione Centro di Gravit\u00e0.<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pokhara, una cittadina sulle rive del lago Phewa, a circa 200 km dalla capitale del Nepal, Katmandu. 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