{"id":77264,"date":"2024-04-02T22:15:30","date_gmt":"2024-04-02T20:15:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=77264"},"modified":"2024-04-03T10:47:18","modified_gmt":"2024-04-03T08:47:18","slug":"cronache-della-pandemenza-deliri-inclusivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/cronache-della-pandemenza-deliri-inclusivi\/","title":{"rendered":"Cronache della Pandemenza &#8211; Deliri&#8230;inclusivi"},"content":{"rendered":"<pre><em>di Piero Cammerinesi<\/em><\/pre>\n<p>La guerra dei sessi procede trionfante; dopo millenni di patriarcato ci provarono le femministe nel &#8217;68 a riconquistare un po&#8217; del terreno perduto. Fu una breve stagione, fatta di comuni hippie, erba, minigonne e amore libero, musica e stordimento, internazionale comunista, ma anche di ricerca interiore e pacifismo generalizzato &#8211; <em>fate l&#8217;amore, non la guerra<\/em> &#8211; stagione ben presto rimpiazzata dalla corsa all&#8217;impiego ed alla carriera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77278\" aria-describedby=\"caption-attachment-77278\" style=\"width: 395px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-77278 \" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ce-differenza-199x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"595\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ce-differenza-199x300.jpeg 199w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ce-differenza-8x12.jpeg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ce-differenza.jpeg 425w\" sizes=\"(max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77278\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__c-e-differenza.php?id=69047&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Cos\u00ec, dopo due o tre passi avanti, le donne scivolarono di nuovo indietro, come in un perverso gioco dell&#8217;oca, dato che le societ\u00e0 umane hanno la pessima abitudine di applicare la legge del pi\u00f9 forte, che nella maggior parte dei casi \u00e8 il meno sensibile ed il pi\u00f9 rozzo.<\/p>\n<p>Ma ecco che, dopo mezzo secolo dal &#8217;68, \u00e8 sorto un nuovo <em>&#8220;sol dell&#8217;avvenir&#8221; &#8211;<\/em> questa volta proveniente non dall&#8217;Oriente socialista ma dall&#8217;Estremo Occidente &#8211; che ha pensato bene di spazzar via senza riguardi una cultura millenaria gettando via &#8211; \u00e8 il caso di dirlo &#8211; il bambino con l&#8217;acqua sporca. Nel senso che, con l&#8217;<em>ideologia di genere,<\/em> per magia non esiste pi\u00f9 maschile o femminile ma solo la personale percezione della propria sessualit\u00e0.<\/p>\n<p>E dato che maschi o femmine biologicamente definiti sono ormai obsoleti, anche il linguaggio deve seguire questa nuova dottrina, Rivelazione ufficiale della <em>Rivoluzione Culturale 2.0<\/em> che dilaga senza argini nel cosiddetto Occidente democratico.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 ai tempi del &#8217;68 e dintorni c&#8217;era ancora la possibilit\u00e0 del <em>dissenso<\/em> &#8211; della non omologazione &#8211; ed erano in molti a contestare le contestatrici, vale a dire le femministe che volevano ottenere dei diritti &#8211; quelli certamente sacrosanti &#8211; all&#8217;interno del tessuto sociale, mentre oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 &#8211; pensateci bene &#8211; non si pu\u00f2 pi\u00f9 dissentire, se no si \u00e8 fascisti, misogini, patriarchi.<\/p>\n<p>Dunque il linguaggio, dicevo.<\/p>\n<p>Passando dal genere naturale al genere grammaticale, abbiamo iniziato ad usare gli asterischi per evitare il maschile o il femminile per aggettivi, sostantivi, pronomi senza &#8211; ecco la parolina magica &#8211; <em>inclusivit\u00e0<\/em> nei confronti di chi non si riconosce in uno dei due generi, per passare poi alla <em>&#8220;schwa&#8221; , <\/em>il cui simbolo fonetico \u00e8 <em>[\u0259]<\/em> che dovrebbe andare a rimpiazzare gli asterischi o la chiocciola.<\/p>\n<p>A poco serve far notare che la <em>[\u0259] <\/em>\u00e8 una vocale che non esiste nel sistema fonologico della lingua italiana, trovandosi a met\u00e0 tra una [a] e una [e]; le coribanti del <em>gender<\/em> non se ne crucciano.<\/p>\n<p>Siano asterischi o <em>schwa<\/em>, comunque mai pi\u00f9 termini maschili o femminili che non sono <em>inclusivi<\/em> di chi si percepisce di genere diverso. Ma sopratutto via il genere maschile, emblema del concetto pi\u00f9 odiato al tempo nostro: il <em>patriarcato<\/em>.<\/p>\n<p>Ma ecco che, con un ulteriore innalzamento dell&#8217;asticella, oggi abbiamo una nuova perla: <em>il femminile sovraesteso<\/em>.<\/p>\n<p>Non sapete di che si tratta? Ve lo dico subito.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77280\" aria-describedby=\"caption-attachment-77280\" style=\"width: 419px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-77280 \" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/dea-origini-stefania-tosi-libro-221x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/dea-origini-stefania-tosi-libro-221x300.jpeg 221w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/dea-origini-stefania-tosi-libro-9x12.jpeg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/dea-origini-stefania-tosi-libro.jpeg 495w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77280\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__dea-origini-stefania-tosi-libro.php?id=196082&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Per<em> femminile sovraesteso<\/em> si intende un approccio linguistico che usa la forma femminile come predefinita, sia parlando del genere maschile o femminile, che di persone di genere non indicato, approccio che sino ad ora \u00e8 stato fatto usando la forma al maschile. Si tratta evidentemente di un progetto linguistico pi\u00f9 <em>inclusivo<\/em> che vuole combattere la <em>&#8220;discriminazione di genere&#8221;<\/em> che coinvolge evidentemente anche il linguaggio.<\/p>\n<p>Non bastava il neutro, il liquido, l&#8217;indefinito, l&#8217;<em>&#8220;io-sono-quel-che-mi-pare&#8221;<\/em> oggi si va ancora oltre; siamo tutti al femminile.<\/p>\n<p>Per giusta vendetta contro il maschile, il <em>patriarcato<\/em> etc etc.<\/p>\n<p>Il <em>femminile sovrasteso<\/em> risolve il problema alla radice. Mettiamo tutto al femminile.<\/p>\n<p>La brillante idea viene dal Rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Trento, <strong>Flavio Deflorian<\/strong>, che da oggi si fa chiamare &#8220;<em>rettrice<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Finalmente il sogno di <strong>Laura Boldrini<\/strong> e di tutta l&#8217;accolita di menadi in delirio al seguito pare realizzarsi, mediante un <em>cambio di genere senza cambio di sesso<\/em>.<\/p>\n<p>Geniale, no?<\/p>\n<p>Vale a dire che nel nuovo <a href=\"https:\/\/pressroom.unitn.it\/comunicato-stampa\/unitrento-vara-il-regolamento-di-ateneo-tutto-al-femminile\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Regolamento di Ateneo<\/a> di quasi 50 pagine, che verr\u00e0, dopo l&#8217;approvazione finale, pubblicato sul sito dell&#8217;universit\u00e0 di Trento, i termini usati, sia per gli uomini che per le donne, saranno sempre al femminile.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9 <em>il<\/em> presidente, ma <em>la<\/em> presidente, non pi\u00f9 <em>il<\/em> rettore ma <em>la<\/em> rettrice, <em>la<\/em> professoressa, <em>la<\/em> candidata etc. maschi o femmine che siano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77289\" aria-describedby=\"caption-attachment-77289\" style=\"width: 395px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-77289 \" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Flavio-Deflorian-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Flavio-Deflorian-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Flavio-Deflorian-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Flavio-Deflorian-18x12.jpeg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Flavio-Deflorian.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77289\" class=\"wp-caption-text\">Flavio Deflorian<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <em>femminile sovraesteso<\/em> viene dichiarato \u2013 <a href=\"https:\/\/pressroom.unitn.it\/comunicato-stampa\/unitrento-vara-il-regolamento-di-ateneo-tutto-al-femminile\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">precisa l\u2019ateneo<\/a> \u2013 nel documento con un articolo apposito (Titolo 1, art.1, comma 5) che specifica:<\/p>\n<blockquote><p>I termini femminili usati in questo testo si riferiscono a tutte le persone.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma apprendiamo dalle parole del rettore <em>oops<\/em>, della <em>rettrice<\/em>, sino a dove si spinge il <em>delirio sovraesteso<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Nella stesura del nuovo Regolamento, abbiamo notato che accordarsi alle linee guida sul linguaggio rispettoso avrebbe appesantito molto tutto il documento. In vari passaggi infatti si sarebbe dovuto specificare i termini sia al femminile, sia al maschile. Cos\u00ec, per rendere tutto pi\u00f9 fluido e per facilitare la fase di confronto interno, i nostri uffici amministrativi hanno deciso di lavorare a una bozza declinata su un unico genere. Hanno scelto quello femminile, anche per mantenere all\u2019attenzione degli organi di governo la questione.<\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_76542\" aria-describedby=\"caption-attachment-76542\" style=\"width: 429px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-76542\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alghazali-212x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"607\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alghazali-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alghazali-8x12.jpeg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alghazali.jpeg 725w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76542\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/il-tabernacolo-delle-luci\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Come dice, <em>signora rettrice<\/em>? Se ho ben capito, per non appesantire il documento <em>accordandosi alle linee guida sul linguaggio rispettoso,<\/em> si sono messi tutti i termini al femminile?<\/p>\n<p>Ma sentiamo come continua il nostro, anzi, <em>la nostra<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Leggere il documento mi ha colpito. Come uomo mi sono sentito escluso. Questo mi ha fatto molto riflettere sulla sensazione che possono avere le donne quotidianamente quando non si vedono rappresentate nei documenti ufficiali. Cos\u00ec ho proposto di dare, almeno in questo importante documento, un segnale di discontinuit\u00e0. Una decisione che \u00e8 stata accolta senza obiezioni.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco, ora capisco, leggendo il documento c&#8217;\u00e8 stata <em>l&#8217;illuminazione sulla via di Damasco, <\/em>perch\u00e9 il nostro <strong>Flavio Deflorian <\/strong>si \u00e8 sentito escluso come uomo e ha percepito quello che &#8211; <em>secondo lui<\/em> &#8211; provano le donne quando leggono i nomi maschili. Cos\u00ec ha voluto rimediare con questo gioiello lessicale per promuovere la parit\u00e0 di genere all\u2019interno dell\u2019ambiente accademico.<\/p>\n<p>Encomiabile davvero.<\/p>\n<p>E che cosa ne pensano &#8211; chiederete voi &#8211; gli altri membri della direzione dell&#8217;Ateneo trentino?<\/p>\n<p>Ma su, siamo seri, ancora pensate che vi sia qualcuno che dissente dal <em>pensiero unico, <\/em>l&#8217;ideologia <em>woke<\/em>?<\/p>\n<p>Naturalmente &#8211; come si \u00e8 affrettata a dichiarare <em>la rettrice<\/em> &#8211; la proposta \u00e8 stata accolta all\u2019unanimit\u00e0 senza alcuna obiezione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Trento, dopo essere tornata quest&#8217;anno al vertice della classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 ecologiche d&#8217;Italia &#8211; ma anche pi\u00f9 disseminate di telecamere e microfoni in puro stile cinese &#8211; ora ha anche il primato di citt\u00e0 pi\u00f9 al femminile.<\/p>\n<p>Ma vedrete che &#8211; essendo la <em>pandemenza<\/em> contagiosa &#8211; l&#8217;iniziativa dell&#8217;Ateneo trentino verr\u00e0 ben presto copiata da altre realt\u00e0 culturali e sociali ansiose di primeggiare in <em>inclusivit\u00e0<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Cammerinesi La guerra dei sessi procede trionfante; dopo millenni di patriarcato ci provarono le femministe nel &#8217;68 a riconquistare un po&#8217; del terreno perduto. 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