{"id":78669,"date":"2024-07-16T12:53:12","date_gmt":"2024-07-16T10:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=78669"},"modified":"2024-07-22T09:38:30","modified_gmt":"2024-07-22T07:38:30","slug":"genesi-applicazione-e-crisi-delle-rivoluzioni-colorate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/genesi-applicazione-e-crisi-delle-rivoluzioni-colorate\/","title":{"rendered":"Genesi, Applicazione e Crisi delle Rivoluzioni colorate"},"content":{"rendered":"<div class=\"ft fu fv fw fx l\">\n<article>\n<div class=\"l\">\n<div class=\"l\">\n<section>\n<div class=\"gm gn go gp gq\">\n<div class=\"ab ca\">\n<div class=\"ch bg fy fz ga gb\">\n<div>\n<div class=\"speechify-ignore ab co\">\n<div class=\"speechify-ignore bg l\">\n<div class=\"hu hv hw hx hy ab\">\n<div>\n<div class=\"ab hz\">\n<div class=\"bl\" aria-hidden=\"false\" aria-describedby=\"1\" aria-labelledby=\"1\">\n<div class=\"l ia ib bx ic id\">\n<div class=\"l fi\">\n<pre><em>di Laura Ruggeri<\/em><\/pre>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p id=\"ffea\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><em>(Relazione presentata ad un convegno in Umbria, 29 giugno 2024)<\/em><\/p>\n<p id=\"327f\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Immagino che tutti voi sappiate che cosa si intende quando si parla di rivoluzioni colorate e possiate elencarne almeno alcune. In realt\u00e0 la lista \u00e8 molto lunga visto che uno dei teorici di queste rivoluzioni, <strong>Gene Sharp<\/strong>, scrive il suo libro\u00a0<em class=\"mx\">The Politics of Nonviolent Action<\/em>\u00a0(La politica dell\u2019azione nonviolenta) gi\u00e0 nel 1973. Quel libro si basava su una ricerca che <strong>Sharp<\/strong> aveva condotto quando studiava ad Harvard alla fine degli anni Sessanta e che era stata finanziata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. A quel tempo l\u2019Universit\u00e0 di Harvard era l\u2019epicentro dell\u2019establishment intellettuale della Guerra Fredda \u2014 vi insegnavano Henry Kissinger, Samuel Huntington, Zbigniew Brzezenski. E anche la CIA era di casa.<\/p>\n<p id=\"6ac0\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">A prima vista potrebbe sembrare strano che i temi su cui lavorava <strong>Gene Sharp<\/strong> fossero di grande interesse sia per la CIA che per il Dipartimento della Difesa. In realt\u00e0 non \u00e8 strano per nulla. Organizzare la societ\u00e0 civile per usarla come un esercito irregolare avrebbe permesso di attaccare il nemico sul proprio terreno invece di scatenare un conflitto militare, opzione troppo pericolosa per gli USA dal momento che l\u2019Unione Sovietica era una potenza nucleare. Un cambio di regime avrebbe permesso di raggiungere gli obiettivi desiderati ma senza il rischio di un\u2019escalation militare. Ricordiamo che la sconfitta subita in Vietnam era ancora cocente e aveva lasciato una ferita profonda nella psiche degli americani, l\u2019opinione pubblica era fermamente contraria all\u2019idea di sacrificare in guerra un\u2019intera generazione.<\/p>\n<p id=\"8bc2\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">E cos\u00ec assistiamo ad un fenomeno interessante: dalla fine degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta il budget destinato all\u2019intelligence cresce a ritmi ancora pi\u00f9 sostenuti del budget militare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78786\" aria-describedby=\"caption-attachment-78786\" style=\"width: 420px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78786\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/medio-oriente-vol-3-salvo-ardizzone-libro-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"589\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/medio-oriente-vol-3-salvo-ardizzone-libro-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/medio-oriente-vol-3-salvo-ardizzone-libro-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/medio-oriente-vol-3-salvo-ardizzone-libro.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78786\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__medio-oriente-vol-3-salvo-ardizzone-libro.php?id=217784&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Poich\u00e8 l\u2019immagine della CIA era sempre pi\u00f9 compromessa \u2014 era noto il suo coinvolgimento in colpi di stato militari, omicidi e torture di leader e militanti comunisti \u2014 occorreva creare altre organizzazioni, legate alla CIA, ma con un\u2019immagine presentabile, una sorta di <em>restyling<\/em>, in modo da attrarre nuove reclute. I giovani di talento che uscivano dai campus americani erano politicizzati, progressisti, avevano manifestato contro la guerra in Vietnam e volevano essere motivati da ideali. Lavorare per chi aveva le mani sporche di sangue non era una prospettiva attraente. Invece lavorare per ONG che asserivano di difendere diritti umani e civili avrebbe permesso a questi giovani di mantenere credibilit\u00e0 agli occhi dei loro gruppi di riferimento. La loro esperienza di attivismo politico era un bonus per la CIA in quanto avrebbero dovuto muoversi con disinvoltura e tessere relazioni proprio in ambienti anti-governativi. Non stupisce quindi trovare tra le nuove reclute molti giovani provenienti da collettivi di sinistra, soprattutto di ispirazione trotskista.<\/p>\n<p id=\"9c25\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Un altro vantaggio della<em class=\"mx\">\u00a0<\/em>mimetizzazione della CIA \u00e8 che organizzazioni cosiddette non governative avrebbero potuto operare in tutto il mondo senza suscitare eccessivi sospetti e senza compromettere troppo chi riceveva fondi e addestramento.<\/p>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">E cos\u00ec nel 1983 assistiamo alla nascita del tristemente famoso NED, il <em>National Endowment for Democracy<\/em> (Fondo Nazionale per la Democrazia) organizzazione che riceve milioni di dollari dal governo americano e da vari \u201cfilantropi\u201d e poi li distribuisce ad altre organizzazioni, movimenti, media, <em>think tank<\/em>, ecc. ma che si spaccia per ONG e che dichiara come sua missione difendere e diffondere democrazia. Come ammetteva il suo fondatore<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">\u201cfacciamo alla luce del sole quello che la CIA invece faceva di nascosto 25 anni fa\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Chiaro riferimento ai golpe.<\/p>\n<p id=\"7916\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Allen Weinstein<\/strong>, co-fondatore del NED con <strong>Carl Gersheim<\/strong>, aveva accesso ai documenti riservati della CIA e dell\u2019FBI, ma non solo. Aveva anche accesso a quelle spie russe che erano state arrestate negli USA o che erano passate dalla parte del nemico. \u00c8 importante sottolineare il background di <strong>Weinstein<\/strong>: trotskista, professore universitario, scriveva articoli per il <em>Washington Post<\/em>. Ma sia il giornalismo che l\u2019attivit\u00e0 accademica offrono da sempre un\u2019ottima copertura. <strong>Weinstein<\/strong> non solo era un trotskista, ma essendo figlio di ebrei russi, aveva a disposizione all\u2019interno dell\u2019Unione Sovietica una rete di contatti che avrebbe potuto essere ampliata in modo esponenziale come infatti avviene grazie ai fondi del <em>NED<\/em>. Nel 1980 organizza insieme a dei dissidenti russi un comitato di cittadini per monitorare gli accordi di Helsinki sui diritti umani. Un comitato tira l\u2019altro, e ben presto amplia la sua rete di attivisti sia all\u2019interno dell\u2019Unione Sovietica che nei paesi del Patto di Varsavia. Nella rete finisce anche un pesce molto grosso, <strong>Boris Yeltsin<\/strong>, che sarebbe poi diventato presidente della Russia. Spiego meglio, i collaboratori pi\u00f9 stretti di <strong>Yeltsin<\/strong> facevano parte della rete di <strong>Weinstein<\/strong>. (<strong>David Ignatius<\/strong>\u00a0ne parla in un articolo del <em>Washington Post<\/em> del 1991) <strong>Weinstein<\/strong> spiegava,<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">\u201cIl networking, il fare rete, \u00e8 una delle cose in cui ci siamo specializzati\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Infatti gli aderenti della sua rete agivano dalla Polonia al Nicaragua. In Polonia animavano il movimento <em>Solidarnosc<\/em>, che inizialmente viene spacciato come un movimento sindacale, in Nicaragua il movimento anti-Sandinista dei <em>Contras<\/em> invece non aderiva a nessun principio di non-violenza, era una brutale organizzazione paramilitare.<\/p>\n<p id=\"baf9\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Sempre nel 1983 viene fondato l\u2019<em>Albert Einstein Institution (AEI)<\/em> da <strong>Gene Sharp<\/strong> e <strong>Peter Ackerman<\/strong> che era stato suo allievo. Si tratta di una ONG che ha lo scopo dichiarato di studiare ed insegnare i metodi rivoluzionari pi\u00f9 efficaci per abbattere dittature. E per dittatura non intendevano certo i sanguinosi regimi sudamericani, del sud-est asiatico, dell\u2019Africa che invece venivano installati e sostenuti attivamente da Washington.<\/p>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>L\u2019obiettivo era quello di destabilizzare e abbattere dall\u2019interno l\u2019Unione Sovietica e i paesi socialisti in quanto rappresentavano un ostacolo all\u2019espansione globale del capitale anglo-americano e dell\u2019ideologia neoliberista.<\/strong><\/p>\n<p id=\"32b5\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">L\u2019esternalizzazione dei piani di Washington dalla CIA alla societ\u00e0<strong class=\"mb gu\">\u00a0<\/strong>civile si \u00e8 rivelata un ottimo affare per gli americani \u2014 ha contribuito a far crollare l\u2019Unione Sovietica prima che Mosca potesse implementare le riforme graduali che invece hanno permesso al partito comunista cinese guidato da <strong>Deng Xiaoping<\/strong> di trasformare la Cina in una potenza economica. Le fondamenta su cui si erge il successo della Cina sono state preparate da <strong>Deng<\/strong> nel decennio in cui ha guidato il paese, dal 1979 al 1989.<\/p>\n<p id=\"04bb\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Sempre in quegli anni oltre a <em>NED<\/em>, <strong>Allen Weinstein<\/strong> fonda il <em>Centre for Democracy<\/em> (Centro per la democrazia) che viene poi assorbito dall\u2019<em>International Foundation for Electoral Systems (IFES).<\/em> Dove ha il suo quartier generale? Arlington, in Virginia, esattamente come la CIA. <em>IFES<\/em> collabora con l\u2019<em>OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe)<\/em> per \u2018monitorare\u2019 elezioni in tutto il mondo. E ovviamente copre o denuncia brogli a seconda della convenienza.<\/p>\n<p>Ma ritorniamo all\u2019<em>Albert Einstein Institution<\/em> di <strong>Gene Sharp <\/strong>e <strong>Peter Ackerman<\/strong>, il cui obiettivo dichiarato era quello di usare la non-violenza per abbattere regimi totalitari, vale a dire tutti quei regimi che costituivano un ostacolo all\u2019espansione globale del capitale anglo-americano e dell\u2019ideologia neoliberista.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78537\" aria-describedby=\"caption-attachment-78537\" style=\"width: 413px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-78537\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/da-sudditi-a-sovrani-dea-libro-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"595\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/da-sudditi-a-sovrani-dea-libro-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/da-sudditi-a-sovrani-dea-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/da-sudditi-a-sovrani-dea-libro.jpg 466w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78537\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__da-sudditi-a-sovrani-dea-libro.php?id=208628&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il capitale anglo-americano era in una fase di trasformazione. Negli anni Ottanta infatti era iniziato quel processo di finanziarizzazione dell\u2019economia a tutto vantaggio di Wall Street e della City di Londra. Quando mi riferisco al capitale anglo-americano non lo faccio a caso. Quello che ai miei occhi appare molto rivelatore<strong class=\"mb gu\">\u00a0<\/strong>\u00e8 che <strong>Ackerman<\/strong> era un banchiere di Wall Street che aveva ammassato una fortuna con i <em>junk bonds<\/em>, i cosiddetti titoli spazzatura e poi dopo un crack si era trasferito a Londra. <strong>Ackerman<\/strong> era uno speculatore esattamente come <strong>George Soros<\/strong> che guarda caso negli stessi anni comincia a finanziare anche lui i dissidenti, in Ungheria e in altri paesi del Patto di Varsavia e subito dopo la caduta del Muro di Berlino, crea a Budapest l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Europa Centrale per formare le nuove generazioni dei paesi post-sovietici.<\/p>\n<p>Ora occorre fare una piccola digressione per spiegare come mai tra i principali sostenitori e finanziatori delle rivoluzioni colorate si trovino dei personaggi di spicco della finanza come <strong>Peter Ackerman <\/strong>e<strong> George Soros<\/strong>. Nel 1971 il presidente <strong>Nixon<\/strong> dichiara la fine degli accordi di Bretton Woods, accordi che dal 1944 legavano le valute mondiali al dollaro a tassi fissi e il dollaro all\u2019oro. La fine di Bretton Woods spiana la strada alla fluttuazione dei cambi, accelerando la finanziarizzazione dell\u2019economia e l\u2019egemonia del dollaro, cosa che permette agli USA di poter poi accumulare tutto il debito necessario a sostenere la propria egemonia, economica, politica e militare.<\/p>\n<p><strong>Ackerman <\/strong>e <strong>Soros<\/strong> speculando sulla fluttuazione dei cambi avevano accresciuto ricchezza e quindi potere. Ma non solo. I loro obiettivi strategici coincidevano perfettamente con quelli anglo-americani e una stretta collaborazione andava a vantaggio di entrambi. L\u2019habitus mentale e ideologico della guerra fredda permea i fondatori e finanziatori di queste organizzazioni che diventeranno la scuola quadri della nuova classe politica. Dalle ONG e <em>think tank<\/em> finanziate da questi \u201cfilantropi\u201d esce quell\u2019esercito di attivisti che poi andr\u00e0 a ricoprire incarichi importanti nelle organizzazioni internazionali, nei partiti, nei governi, nelle universit\u00e0. Li troviamo dapprima nei paesi post-sovietici e poi anche in Europa occidentale, negli USA e nel resto del mondo.<\/p>\n<p id=\"235d\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Con il finanziamento dell\u2019<em>US Institute for Peace (USIP)<\/em>, del <em>National Endowment for Democracy (NED)<\/em> della <em>Ford Foundation<\/em>, di <em>Open Society<\/em> di <strong>George Soros<\/strong> e di altre fondazioni, l\u2019<em>Albert Einstein Institution<\/em> di <strong>Gene Sharp <\/strong>e<strong> Peter Ackerman<\/strong> diventa il <strong>nodo centrale di questa rete impegnata in cambi di regime.<\/strong><\/p>\n<p id=\"81fe\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Ackerman<\/strong> si vantava di aver fatto cadere <strong>Milosevic<\/strong> in Serbia nel 2000 mentre pi\u00f9 recentemente il primo ministro della Georgia <strong>Irakli Gharibashvili<\/strong> ha accusato <strong>Ackerman<\/strong> di aver foraggiato la Rivoluzione delle Rose del 2003\u201304 e quei movimenti che da anni tentano di abbattere il governo georgiano. In Georgia si stima che operino ben 10.000 ONG!<\/p>\n<p><strong>Ackerman <\/strong>e<strong> Soros<\/strong>, insieme agli apparati anglo-americani hanno finanziato centrali di sovversione e addestramento come <em>Otpor<\/em>, il gruppo di attivisti anti-<strong>Milosevic<\/strong> che ha poi provveduto alla formazione di attivisti anti-governativi ovunque servano a Washington e Londra fondando un\u2019altra organizzazione, <em>CANVAS<\/em>, finalizzata a insegnare le tattiche che si erano dimostrate efficaci in Serbia. Ma non organizzano solo seminari. Spesso l\u2019addestramento passa da materiali audiovisivi e in anni pi\u00f9 recenti si avvale delle piattaforme social.<\/p>\n<p id=\"d99f\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Nel 2002 <strong>Ackerman<\/strong> produce un film documentario dal titolo <em>\u201cBringing Down a Dictator\u201d<\/em> (Come far cadere un dittatore) che dimostrava le tattiche usate da <em>Otpor<\/em> contro <strong>Milosevic<\/strong>. E una volta montato, il film viene distribuito dove serve. Ad esempio in Georgia una TV privata finanziata dagli USA, <em>Rustaveli 2<\/em>, nel 2003 lo trasmetteva tutti i sabati, e la stessa cosa avveniva anche in Ucraina. La lezione fa presa. In Ucraina nel 2004 assistiamo alla Rivoluzione Arancione mentre in Georgia nello stesso periodo la Rivoluzione delle Rose, capeggiata da <strong>Mikheil Saakashvili<\/strong>, costringe alle dimissioni il capo del governo <strong>Eduard Shevardnadze<\/strong>, politico georgiano che aveva ricoperto il ruolo di ministro degli esteri in Unione Sovietica. La Rivoluzione delle Rose apre la strada alla banda di delinquenti atlantisti che per oltre un decennio ha spadroneggiato in Georgia. Quando l\u2019elettorato ha mandato a casa il governo di <strong>Saakashvili<\/strong> e la procura ha potuto finalmente indagare sulla sua corruzione, fugge in Ucraina, dove grazie a protezioni eccellenti, quella degli USA in primis, viene nominato governatore di Odessa nel 2015. Coinvolto in altri scandali pure in Ucraina, viene poi arrestato in Georgia e si trova tuttora in carcere.<\/p>\n<h3 id=\"aa46\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\">COME RICONOSCERE UNA RIVOLUZIONE COLORATA<\/h3>\n<p id=\"726b\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Purtroppo non \u00e8 sempre facile distinguere sollevazioni popolari autentiche dalle loro copie eterodirette.<\/strong> \u00c8 possibile cadere in un errore di giudizio in quanto una delle caratteristiche tipiche di questi movimenti pilotati \u00e8 proprio quella del loro mimetismo. Pur trattandosi di proteste finanziate e coordinate da organizzazioni riconducibili all\u2019<em>intelligence<\/em> americana, agli occhi di un osservatore casuale possono sembrare proteste legittime in quanto i referenti locali dei manovratori occulti pescano a gran mano nel repertorio espressivo e performativo dei movimenti di protesta organici, mutuano ovviamente solo la forma dell\u2019espressione, i contenuti veramente rivoluzionari sarebbero incompatibili con i fini dei loro finanziatori.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78789\" aria-describedby=\"caption-attachment-78789\" style=\"width: 451px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-78789\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/dittatura-finanziaria-toscano-libro-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"645\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/dittatura-finanziaria-toscano-libro-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/dittatura-finanziaria-toscano-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/dittatura-finanziaria-toscano-libro.jpg 470w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78789\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__dittatura-finanziaria-toscano-libro.php?id=151142&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p id=\"9fc8\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Il manuale delle azioni non-violente realizzato da <em>Sharp<\/em> e da <em>Otpor<\/em> viene adattato alla specificit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Sanno toccare le corde giuste della sensibilit\u00e0 giovanile, dagli slogan all\u2019iconografia, basti pensare al pugno chiuso simbolo di <em>Otpor<\/em>, o al noto inno L\u2019Internazionale che echeggiava a Piazza Tienanmen. Qui si raggiunse il parossisimo dell\u2019incongruit\u00e0 in quanto gli studenti la cantavano intorno ad una copia di cartapesta della statua della libert\u00e0 di New York. Penso alla cosiddetta \u2018rivoluzione degli ombrelli\u2019 di HK del 2014 che portava il nome di <em>Occupy Central<\/em>, un chiaro riferimento al movimento <em>Occupy Wall Street<\/em> del 2011, o al simbolo delle tre dita che gli studenti di Hong Kong, Bangkok e Yangon agitavano nelle manifestazioni di piazza nel 2020. Il saluto delle tre dita ha la sua origine nella Rivoluzione Francese del 1789 ma \u00e8 stato ripreso dal film <em>Hunger Games<\/em>, film del 2012 che ha fornito anche alcuni degli slogan e l\u2019iconografia usata sia nelle proteste di Maidan a Kiev nel 2014 che a Hong Kong nel 2019\u201320.<\/p>\n<p id=\"36c0\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Il 2014 \u00e8 un anno importante. Gli agenti della sovversione internazionale sono impegnatissimi a coordinare i loro referenti non solo in Ucraina, ma anche in Cina,<\/strong> dove assistiamo a una rivoluzione colorata a Taiwan, nota come Movimento dei Girasoli e al Movimento degli Ombrelli a Hong Kong.<\/p>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Le rivoluzioni colorate sono un prodotto di marketing e il marketing come sappiamo ha bisogno di branding, un marchio di riconoscimento.<\/strong> Non stupisce quindi che vengano associate a colori o fiori. A Taipei ai manifestanti vengono distribuiti migliaia di girasoli per fornire un\u2019immagine che possa ancorare la narrazione mediatica. Due rivoluzioni colorate in Cina e una al confine della Russia nello stesso anno non sono frutto di casualit\u00e0. La <em>Rand Corporation, think tank<\/em> americana legata al complesso militare-industriale, gi\u00e0 nel 2005 teorizzava attacchi di guerra ibrida simultanei e coordinati che facessero leva sullo <em>swarming<\/em>, quel fenomeno di emulazione naturale, di comportamento collettivo che si riscontra negli stormi di uccelli o tra gli insetti. E per gli psicologi comportamentisti della <em>RAND<\/em>, gli studenti non agirebbero in modo molto diverso dai tordi.<\/p>\n<p id=\"ac42\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Il Movimento dei Girasoli di Taiwan, guidato da una coalizione di studenti e gruppi della cosiddetta societ\u00e0 civile, protestava contro il C<em>ross-Strait Service Trade Agreement (CSSTA)<\/em> che il <em>Kuomintang (KMT)<\/em> partito che era al potere a Taiwan aveva siglato con Pechino nel 2013. Questa rivoluzione colorata serviva a bloccare la ratifica di questo trattato di scambi economici e commerciali tra la Repubblica Popolare Cinese e l\u2019isola di Taiwan che prevedeva un libero flusso di investimenti tra le due sponde dello stretto. Appare strano, no, che degli studenti si infiammino per un trattato commerciale che non solo non li toccava da vicino ma che prevedeva investimenti di cui avrebbero beneficiato una volta laureati. <strong>Ma la comprensione profonda dei temi della protesta \u00e8 l\u2019elemento che generalmente manca in questi movimenti eterodiretti.<\/strong> Il trattato commerciale dava fastidio soprattutto a Washington, come dava fastidio anche il governo guidato dal <em>Kuomintang<\/em>, accusato di essersi avvicinato troppo a Pechino: un forte movimento di protesta di massa avrebbe aiutato il partito che era all\u2019opposizione, il partito democratico progressista <em>(DPP)<\/em> controllato da Washington, a ritornare al potere per scongiurare qualsiasi riconciliazione tra Pechino e Taipei.<\/p>\n<p id=\"ef9d\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Qualsiasi pretesto \u00e8 utile per scatenare una rivolta quando \u00e8 stata preparata a tavolino per anni, quando i propri agenti provocatori sono sul campo da tempo, quando le ONG, i media finto-indipendenti, i gruppi della societ\u00e0 civile, le organizzazioni studentesche e sindacali sono guidate da persone che collaborano con Washington e ricevono fondi da Washington, e quando i media mainstream di tutto l\u2019Occidente amplificano e applaudono le proteste seguendo una narrazione predefinita.<\/strong> Avete mai visto studenti scendere in piazza quando il governo propone un disegno di legge per estradare un delinquente comune? \u00c8 successo a Hong Kong. Nel 2019 un residente della citt\u00e0 aveva ucciso la fidanzata mentre la coppia era in vacanza a Taiwan ma siccome tra le due regioni della Cina non esiste un trattato di estradizione, per estradarlo e processarlo era necessario modificare la legislazione. Per innescare la rivolta \u00e8 bastato diffondere la narrazione menzognera che sarebbe decaduta l\u2019autonomia giuridica di Hong Kong e a quel punto Pechino avrebbe potuto avanzare richiesta di estradizione nei confronti di quei dissidenti politici che da anni vivevano nella regione a statuto speciale. Ebbene, la legge prevedeva solo l\u2019estradizione per reati gravi, ed escludeva quelli di opinione, ma come dicevo chi scende in piazza raramente conosce i dettagli. Una volta preparato il terreno, basta gettargli l\u2019osso giusto. In questo caso ai manifestanti era stato raccontato che questa legge avrebbe violato i loro diritti civili e umani.<\/p>\n<p id=\"9c45\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Avete mai visto gli organizzatori di una manifestazione distribuire gratuitamente migliaia di occhiali di protezione contro i lacrimogeni e bottigliette d\u2019acqua? Succedeva sotto i miei occhi a Hong Kong. Gli organizzatori intendevano alzare da subito il livello dello scontro con la polizia, gli agenti provocatori erano pronti e in assetto di guerriglia, coordinati da contractors americani mescolati tra la folla. Gli slogan che venivano scanditi erano tanto fighi quanto vaghi, tipo <em>\u201cSe noi bruciamo voi bruciate con noi\u201d,<\/em> preso pari pari da\u00a0<em class=\"mx\">Hunger Games<\/em>, mentre davano fuoco alla citt\u00e0 o cantavano testi del musical\u00a0<em class=\"mx\">Les Miserables<\/em>, tipo <em>\u201cSentite il popolo cantare\u201d<\/em>. Cantare \u00e8 facile, crea un senso di comunione con chi hai intorno e infatti la maggioranza delle rivoluzioni colorate ha il suo inno. Nei paesi baltici nel 1987 la rivoluzione colorata di matrice nazionalista fa leva proprio sulle canzoni del repertorio folclorico in lingua locale, che venivano cantate nelle catene umane. Ma gli organizzatori non brillano certo per originalit\u00e0: nel 2019 <em>\u201cGloria all\u2019Ucraina\u201d<\/em>, viene riadattato in <em>\u201cGloria a Hong Kong.\u201d<\/em> E i motori di ricerca americani come Google e le piattaforme come YouTube spacciano questo inno alla protesta e al separatismo come inno ufficiale della citt\u00e0. In vari eventi sportivi internazionali \u00e8 stato addirittura trasmesso invece di quello ufficiale cinese, la Marcia dei Volontari, con grande imbarazzo degli atleti e delle federazioni sportive di Hong Kong. Il governo locale intima ai colossi del web di rettificare i risultati delle ricerche online ma le sue ragioni vengono ignorate.<\/p>\n<p id=\"f17f\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Cantare e scandire slogan \u00e8 qualcosa che pu\u00f2\u00a0fare qualsiasi manifestante, argomentare in modo coerente i motivi per cui protesta non \u00e8 necessario visto che i giornalisti mainstream si guardano bene dal fornire un contraddittorio.<\/strong> Esempio pi\u00f9 recente, chi manifestava a Tbilisi in Georgia ripeteva come un mantra che la legge sulla trasparenza delle donazioni alle ONG era una legge russa, ma nessun intervistatore dei canali mainstream gli faceva notare che esistono leggi simili e addirittura pi\u00f9 restrittive negli Usa, nell\u2019Unione Europea e in Gran Bretagna. <strong>\u00c8 l\u2019apoteosi del doppiopesismo e dell\u2019ipocrisia.<\/strong><\/p>\n<p id=\"4c08\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>La mia personale cartina di tornasole per capire se una protesta \u00e8 teleguidata da Washington, \u00e8 proprio quella dei media mainstream. Se una protesta viene glorificata da CNN, BBC, RAI, ecc, allora ci troviamo senza dubbio dinanzi ad un tentativo di rivoluzione colorata visto che le proteste genuine sono censurate o mistificate da questi stessi media.<\/strong><\/p>\n<p id=\"6182\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Un\u2019altra tattica usata spesso dagli organizzatori delle rivoluzioni colorate consiste nel cooptare proteste legittime per poi controllare e manovrare a piacimento i loro leader per altri fini.<\/strong> Per farlo vengono usati i metodi classici dell\u2019<em>intelligence<\/em>, come il dossieraggio, se si scoprono informazioni compromettenti su qualcuno, quell\u2019individuo viene ricattato. Oppure vengono offerti soldi, visibilit\u00e0 mediatica, cariche politiche ecc. Come merce di scambio per tradire il movimento,<\/p>\n<p id=\"da3c\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Oggi comunque \u00e8 pi\u00f9 facile riconoscere una rivoluzione colorata in quanto esiste una letteratura enorme su di esse. E chi continua ad applaudirle \u00e8 ovviamente in mala fede o rifiuta di informarsi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78507\" aria-describedby=\"caption-attachment-78507\" style=\"width: 398px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78507\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/fake-news-perucchietti-libro-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/fake-news-perucchietti-libro-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/fake-news-perucchietti-libro-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/fake-news-perucchietti-libro.jpg 484w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78507\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__fake-news-perucchietti-libro.php?id=151021&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p id=\"26ff\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Anni fa era quasi inevitabile cadere nella trappola. Nel giugno 1989, quando vivevo ancora a Milano, ho partecipato a una manifestazione a sostegno degli studenti cinesi che protestavano in piazza Tienanmen. Non sapevo nulla della Cina, ma da studente e giovane attivista pensavo che tutte le proteste studentesche fossero legittime e degne di essere sostenute. Ovviamente non sapevo che <strong>Gene Sharp<\/strong>, il padre delle rivoluzioni colorate, era precedentemente andato a Pechino per istruire gli studenti e che <em>NED<\/em> e <strong>Soros<\/strong> avevano investito molto in queste proteste. Ignoravo anche che ai leader della protesta erano stati forniti passaporti americani, e che l\u2019MI6 insieme alla CIA avevano predisposto l\u2019<em>Operazione Yellowbird<\/em> (uccello giallo) per esfiltrarli. Vennero portati prima a Hong Kong e poi negli USA, dove tuttora lavorano contro la Cina. Dieci anni dopo, nel 1999 a Hong Kong, ho partecipato addirittura ad una veglia in cui migliaia di persone con canti e candele commemoravano il decimo anniversario di Tienanmen, un rituale che riceveva un generoso sostegno del <em>NED<\/em> e da altre organizzazioni statunitensi. In quell\u2019occasione mi era capitato in mano un opuscolo pubblicato da <em>Human Rights<\/em> <em>in China<\/em>, un\u2019organizzazione con sede a New York e finanziata dal governo statunitense, che aveva stilato un elenco di 155 vittime ma aveva opportunamente omesso di menzionare quante di queste vittime erano soldati. Molti di quei giovani soldati erano disarmati e non erano stati addestrati per sedare rivolte, molti di loro finirono bruciati dalle molotov lanciate sui camion aperti che li trasportavano. Negli anni 1980\u201390 in Asia altre proteste di studenti sono finite nel sangue, ma stranamente non ne parla quasi nessuno, mentre la protesta di Piazza Tienanmen a Pechino viene tuttora celebrata dai media occidentali che hanno completamente riscritto la storia per demonizzare il governo cinese. Nel 1980 il regime militare sudcoreano ha ammesso di aver ucciso 165 studenti, anche se l\u2019opposizione stima che le vittime siano state oltre 600. Nel 1998, in Indonesia, il regime di Suharto fu responsabile del massacro di circa 1000 manifestanti. Molte persone in Occidente non hanno mai sentito parlare di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto agli studenti in Corea del Sud e in Indonesia, per ragioni che si possono facilmente immaginare: i regimi di questi due paesi erano sostenuti dagli USA.<\/p>\n<p id=\"f443\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Negli ultimi anni ho avuto diversi scambi interessanti con diplomatici e giornalisti stranieri che si trovavano a Pechino nel 1989 e sono andata a rileggermi gli articoli pubblicati dai giornali occidentali in quell\u2019occasione. \u00c8 interessante notare che i loro resoconti dell\u2019epoca sono molto pi\u00f9 in linea con la versione ufficiale del governo cinese di quanto si possa leggere in anni recenti sui fatti di Tienanmen su quegli stessi giornali, su Wikipedia e altre fonti <em>mainstream<\/em>, che hanno gonfiato all\u2019inverosimile il numero delle vittime per demonizzare il governo cinese.<\/p>\n<p id=\"78a8\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\"><strong>Una rivoluzione colorata viene scatenata quando tutti i tasselli sono al loro posto.<\/strong> \u00c8 necessario avere sul campo agenti provocatori addestrati per lo scontro fisico con la polizia, quelli di Hong Kong ad esempio erano stati addestrati in campi militari a Taiwan, ed erano coordinati da contractors della CIA mescolati tra i manifestanti. In piazza Maidan a Kiev alcuni cecchini erano addirittura stati reclutati in Georgia. Occorre avere media e giornalisti compiacenti in loco per diffondere disinformazione tra la popolazione e alimentare con queste narrazioni un sentimento anti-governativo, e contemporaneamente diffondere all\u2019estero queste stesse narrazioni per demonizzare le autorit\u00e0 locali e invocare sanzioni. Ma bisogna anche preparare il terreno anni prima della rivolta eterodiretta. Ad esempio a Hong Kong la demonizzazione di Pechino e dei cittadini della Repubblica Popolare sui media di opposizione aveva raggiunto livelli parossistici, i turisti cinesi che arrivavano da oltre confine venivano paragonati a delle locuste, e nonostante la qualit\u00e0 della vita per i ceti popolari, i servizi sociali, i trasporti, e le infrastrutture fossero ormai migliori nelle citt\u00e0 della Cina Popolare che non a Hong Kong, i cinesi d\u2019oltre confine venivano costantemente dipinti come dei cavernicoli rozzi e incivili verso i quali gli hongkonghesi potevano solo manifestare disprezzo. Veniva costantemente coltivato un senso di superiorit\u00e0 verso di loro. A Hong Kong veniva anche alimentata la nostalgia per il passato coloniale, proprio quel passato che i giovani neanche avevano conosciuto e che quindi poteva essere riscritto a piacere. Gli abitanti di Hong Kong fin dalla scuola erano stati programmati per amare ed emulare gli inglesi, e pi\u00f9 in generale gli occidentali, descritti come portatori di civilt\u00e0, legge, cultura, e buone maniere. Le classi dominanti scimmiottavano lo stile di vita delle elites inglesi, mandavano i propri figli a studiare nelle universit\u00e0 inglesi o americane, e avendo fatto carriera in epoca coloniale, occupavano ruoli dirigenziali anche nelle istituzioni.<\/p>\n<p id=\"d3ac\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Nelle universit\u00e0 docenti e ricercatori che si erano formati negli USA e in Gran Bretagna ne riproducevano l\u2019ideologia, in un classico fenomeno di neocolonialismo intellettuale. Ma non solo. Usavano gli ideologemi del pensiero anti-coloniale e anti-imperialista per accusare di colonialismo e imperialismo non il governo americano ma bens\u00ec quello di Pechino e per incoraggiare un sentimento separatista. <strong>Le universit\u00e0 giocano sempre un ruolo importante nella preparazione delle rivoluzioni colorate<\/strong>, e infatti a Hong Kong alcuni docenti ricevevano finanziamenti dalle ONG anglo-americane per formare i leader delle proteste e addirittura offrire incentivi economici a quegli studenti che avrebbero preso parte alle manifestazioni con il pretesto di svolgere una ricerca sul campo. Le informazioni raccolte dagli studenti venivano poi inviate dai docenti agli organizzatori delle proteste e servivano da <em>feedback<\/em> per capire quando e come alzare il tiro, cio\u00e8 se i manifestanti erano pronti a prendere parte ad azioni violente e fin dove erano disposti a spingersi, quali nuovi contenuti aggiungere per ampliare il ventaglio delle rivendicazioni e quindi la portata e l\u2019impatto delle proteste. Insomma <strong>venivano applicate le tecniche di ricerca di mercato e di psicologia del marketing alle proteste<\/strong>. In aggiunta ai dati raccolti sul campo, gli organizzatori si avvalevano anche di un accesso privilegiato alle informazioni e ai dati raccolti online dai social media e dai motori di ricerca americani. <strong>Le rivoluzioni colorate sono iper-ingegnerizzate.<\/strong><\/p>\n<h3 id=\"2246\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\">CRISI DELLE RIVOLUZIONI COLORATE<\/h3>\n<p id=\"9aff\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma nonostante i potenti mezzi di cui si avvalgono i servizi anglo-americani, e la pioggia di soldi che alimenta le ONG ad essi legate, negli ultimi anni le rivoluzioni colorate che hanno orchestrato sono state un flop. Penso alle proteste capeggiate da <strong>Juan Guaid\u00f3<\/strong> in Venezuela nel 2019, a quelle di Hong Kong nel 2019\u201320, alla Bielorussia nel 2020, al Kazakistan nel 2022, alle recenti proteste di Belgrado e Tbilisi.<\/p>\n<p id=\"d2d4\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Che cosa \u00e8 cambiato? Innanzitutto <strong>non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il fattore sorpresa<\/strong>. Gli apparati di sicurezza dei paesi nel mirino degli USA ormai conoscono l\u2019ABC delle rivoluzioni colorate e hanno adottato delle strategie di prevenzione e contrasto. Rientra tra queste strategie il mettere sotto la lente d\u2019ingrandimento le ONG e i centri di ricerca ed elaborazione politica (<em>think tanks<\/em>) per scoprire chi li finanzia, scambiarsi informazioni su di essi, introdurre leggi sulla sicurezza nazionale e il divieto a fondazioni americane come <em>Open Society<\/em> di <strong>Soros<\/strong> di operare sul proprio territorio. Ad esempio, lo scorso ottobre il servizio di sicurezza georgiano sapeva, e ha rivelato al pubblico, che tre istruttori serbi (<strong>Sini\u0161a \u0160ikman, Jelena Stoj\u0161i\u0107 <\/strong>e<strong> Slobodan Djinovic<\/strong>), affiliati a <em>CANVAS<\/em>, erano stati portati in Georgia per partecipare a un programma finanziato da <em>USAID<\/em>. Hanno cercato di reclutare attivisti locali proprio in vista delle proteste che ci sarebbero state mesi dopo contro la legge sulla trasparenza dei finanziamenti stranieri alle ONG. Il governo georgiano non era quindi all\u2019oscuro di quello che Washington stava architettando.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78314\" aria-describedby=\"caption-attachment-78314\" style=\"width: 420px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78314\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/quando-ucraina-invase-iraq-david-colantoni-libro-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/quando-ucraina-invase-iraq-david-colantoni-libro-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/quando-ucraina-invase-iraq-david-colantoni-libro-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/quando-ucraina-invase-iraq-david-colantoni-libro.jpg 484w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78314\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__quando-ucraina-invase-iraq-david-colantoni-libro.php?id=218948&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p id=\"d163\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma vi \u00e8 anche un\u2019altra ragione, di natura geopolitica, vale a dire il <strong>rafforzarsi di quel blocco anti-egemonico guidato da Russia e Cina<\/strong>. I governi dei paesi bersaglio delle rivoluzioni colorate possono ora contare sul loro appoggio ed esperienza per contrastarle. Se una protesta fa leva ad esempio su una situazione oggettiva di crisi economica che colpisce i ceti popolari, il governo del paese in questione pu\u00f2 ottenere prestiti e investimenti per migliorare le condizioni di vita di chi altrimenti fornirebbe la manovalanza per un cambio di regime. Pu\u00f2 inoltre avvalersi dell\u2019appoggio di Russia e\/o Cina per contenere l\u2019impatto di eventuali sanzioni, dei ricatti di Washington e Bruxelles, e dell\u2019isolamento politico. Un governo senza appoggi internazionali \u00e8 molto pi\u00f9 fragile e facile da abbattere di uno che viene attivamente sostenuto da una potenza militare ed una potenza economica.<\/p>\n<p id=\"1cbd\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">E\u2019 possibile disinnescare la bomba di una rivoluzione colorata arrestando i referenti locali dei mandanti stranieri, in questo modo si interrompe la catena di comando e il flusso di denaro. Questo approccio chirurgico richiede un lavoro di <em>intelligence<\/em> e in alcuni casi i servizi di controspionaggio russi hanno allertato i governi sotto tiro che si stava preparando un golpe nel loro paese. Reprimere nel sangue una protesta \u00e8 assolutamente controproducente in quanto infiamma gli animi anche di chi fino a quel momento non aveva preso parte alla rivolta.<\/p>\n<p id=\"3661\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">A Hong Kong la polizia ha usato il guanto di velluto, lasciato che i manifestanti mostrassero il peggio di s\u00e8 distruggendo negozi e stazioni della metropolitana, devastando i campus universitari, bloccando i trasporti pubblici, il traffico e persino l\u2019aeroporto, che i rivoltosi minacciassero e picchiassero i cittadini che si opponevano alla loro follia vandalica, che l\u2019esasperazione della popolazione raggiungesse un livello tale da giustificare i successivi arresti. A quel punto la polizia aveva la maggioranza della popolazione dalla sua parte e l\u2019immagine sia delle forze dell\u2019ordine che del governo ne \u00e8 uscita rafforzata in senso positivo quando ha messo fine al caos. Le truppe dell\u2019esercito cinese di stanza a Hong Kong non hanno mai lasciato le loro caserme, l\u2019unica volta che lo hanno fatto era per ripulire le strade piene di pietre, mattoni, bottiglie molotov, transenne divelte ecc, e la cosa \u00e8 avvenuta tra gli applausi e l\u2019incoraggiamento della gente. Dipinti come dei mostri dalle forze anti-Pechino che da settimane diffondevano notizie false su un\u2019imminente invasione di carri armati cinesi, l\u2019esercito popolare di liberazione ha invece condotto una sofisticata operazione di PR. Dettaglio importante, i soldati erano mescolati tra la gente, senza la divisa, in maglietta e calzoncini esattamente come i tanti volontari che ogni giorno ripulivano la citt\u00e0 dopo la devastazione del giorno precedente. E il giorno dopo i social media erano pieni di foto e selfies con questi bei ragazzi del nord con le scope in mano. Bel contrasto con i vandali vestiti di nero con i caschi e il viso mascherato!<\/p>\n<p id=\"9316\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Ovviamente la propaganda anti-cinese \u00e8 continuata sui media occidentali come se nulla fosse, ma a Hong Kong faceva sempre meno presa \u2014 il divario tra quelle narrazioni di fantasia e la realt\u00e0 era troppo ampio per essere ignorato. La sconfitta di quel tentativo di destabilizzazione in un anello debole della Cina ha sortito l\u2019effetto opposto di quello desiderato da chi ha organizzato le rivolte del 2019 e Pechino non ha dovuto sparare neppure un colpo per riportare l\u2019ordine e consolidare il controllo.<\/p>\n<p id=\"fbbf\" class=\"pw-post-body-paragraph lz ma gt mb b mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw gm bj\" data-selectable-paragraph=\"\">Alla luce di quanto osservato negli ultimi cinque anni, \u00e8 possibile affermare che nell\u2019arsenale della guerra ibrida le rivoluzioni colorate sono un\u2019arma sempre pi\u00f9 spuntata. Ma questo non significa che il loro modello verr\u00e0 abbandonato completamente. Organizzazioni governative e paragovernative americane, e potenti gruppi di potere, hanno i mezzi, le risorse e l\u2019esperienza per orchestrare e finanziare proteste di massa finalizzate a destabilizzare quei governi che rifiutano di cedere ai ricatti, insistono nel difendere la sovranit\u00e0 nazionale e intendono ritagliarsi spazi di autonomia strategica.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"m pm qf qg\">\n<div class=\"bw qh pk bg uf\">\n<div class=\"qi t qj v qk ql qm qn qo qp ab q cn fi\">\n<div class=\"qq qr qs qt qu l\">\n<div class=\"am l fr qv qw\">\n<div class=\"h k\">\n<div class=\"l fi n qx\"><a href=\"https:\/\/laura-ruggeri.medium.com\/rivoluzioni-colorate-genesi-applicazione-e-crisi-di-uno-strumento-di-guerra-ibrida-853b9e1af995\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<footer class=\"my mz na nb nc nd ne nf ng ab q nh ni c\">\n<div class=\"l ae\">\n<div class=\"ab ca\">\n<div class=\"ch bg fy fz ga gb\">\n<div class=\"ab co nj\">\n<div class=\"ab q\">\n<div class=\"nq l ir\">\n<div class=\"bl\" aria-hidden=\"false\" aria-describedby=\"postFooterSocialMenu\" aria-labelledby=\"postFooterSocialMenu\">\n<div>\n<div class=\"bl\" aria-hidden=\"false\" aria-describedby=\"11\" aria-labelledby=\"11\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/footer>\n<div class=\"nr ns nt nu nv l bw\">\n<div class=\"ab ca\">\n<div class=\"ch bg fy fz ga gb\">\n<div class=\"ck ab nw co\">\n<div class=\"ab hz\">\n<div class=\"l nx ny bx nz id\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78794 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-300x300.png\" alt=\"\" width=\"139\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-300x300.png 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-1024x1020.png 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-150x150.png 150w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-768x765.png 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28-12x12.png 12w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Screenshot-2024-07-16-at-12.50.28.png 1142w\" sizes=\"(max-width: 139px) 100vw, 139px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Laura Ruggeri \u00e8 una scrittrice e ricercatrice indipendente che vive ad \u00a0Hong Kong dal 1997. <\/em><br \/>\n<em>Scrive su Strategic Culture Foundation.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Ruggeri (Relazione presentata ad un convegno in Umbria, 29 giugno 2024) Immagino che tutti voi sappiate che cosa si intende quando si parla di rivoluzioni colorate e possiate elencarne almeno alcune. In realt\u00e0 la lista \u00e8 molto lunga visto che uno dei teorici di queste rivoluzioni, Gene Sharp, scrive il suo libro\u00a0The Politics [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":78791,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903,5229],"tags":[2640,6094,6093,6095,2437,6099,851,3620,1226,2330,6097,6101,4599,6091,6098,2784,3263,6096,2435,6102,6100,6092],"class_list":["post-78669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","category-geopolitica","tag-allen-weinstein","tag-boris-yeltsin","tag-carl-gersheim","tag-david-ignatius","tag-deng-xiaoping","tag-eduard-shevardnadze","tag-evidenza","tag-gene-sharp","tag-george-soros","tag-henry-kissinger","tag-irakli-gharibashvili","tag-jelena-stojsic","tag-juan-guaido","tag-laura-ruggeri","tag-mikheil-saakashvili","tag-milosevic","tag-nixon","tag-peter-ackerman","tag-samuel-huntington","tag-sinisa-sikman","tag-slobodan-djinovic","tag-zbigniew-brzezenski"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}