{"id":79768,"date":"2024-09-11T09:10:59","date_gmt":"2024-09-11T07:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=79768"},"modified":"2024-09-12T10:45:24","modified_gmt":"2024-09-12T08:45:24","slug":"la-stella-del-male-se-lantroposofia-non-indica-piu-il-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-stella-del-male-se-lantroposofia-non-indica-piu-il-nord\/","title":{"rendered":"La Stella del Male: se l&#8217;Antroposofia non indica pi\u00f9 il Nord"},"content":{"rendered":"<pre class=\"p2\"><i>di Claudia Tinaro<\/i><\/pre>\n<p class=\"p2\"><b><i>(PICCOLO DIARIO DI BORDO DI UNA GIOVANE NAVIGANTE NEL MARE MAGNUM DEGLI ENTI E DEI GRUPPI STEINERIANI)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"p4\">Non voglio che sia un articolo, ma che sia una storia, perch\u00e9 non voglio denunciare, ma raccontare.<\/p>\n<p class=\"p5\">Liberi di leggere queste parole in fila; soprattutto, liberi di credere a questa versione dei fatti. Io, semplicemente, scrivo e per due motivi: 1. perch\u00e9, in alcuni casi, ne salva pi\u00f9 la penna che la psicologia; 2. perch\u00e9, con certo coraggio, pu\u00f2 fare luce pi\u00f9 la parola che il silenzio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p7\"><i>Ecco, allora, il mio diario di bordo nel mare magnum dei gruppi di lettura e degli enti di formazione antroposofici dove, in molti, hanno smarrito la bussola e hanno perso il Nord, perch\u00e9 la stella del mare s\u2019\u00e8 fatta stella del male.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p4\">Il primo giorno in cui ho varcato la porta di un mondo antroposofico ho messo piede in una piccola realt\u00e0 di formazione in discipline artistiche con fini terapeutici.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Faccio un passo, poi un altro e, sotto di me, trovo un tappeto vetusto che copre un pavimento consumato. Mi trovo in uno spazio anonimo: un appartamento qualunque, dai contorni squadrati e le pareti stinte. Mi guardo intorno: un mobilio raffazzonato, recuperato chiss\u00e0 dove; qualche stampa colorata e pure sbiadita; una immagine a carboncino neppure veritiera di <strong>Rudolf Steiner.<\/strong> Attraverso le stanze: tavoli sgangherati, sedie antiquate, qualche pianta senza fiore.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\">Poco o nulla riverberava di una possibile o attesa \u201carchitettura organica vivente\u201d. Tutto, al contrario, tendeva ad essere disomogeneo e decadente. Eppure, sapeva tanto di casa di Zia Carmela che, la mia parte bambina, ha finito per farsi incantare e illudere da quell\u2019atmosfera tutta \u201cpuzza di vecchio\u201d e \u201csapore di cioccolata\u201d. Orsu\u2019, come Cappuccetto Rosso, avevo appena scambiato il lupo per la nonna\u2026nonostante vedessi quegli occhi grandi e quelle orecchie enormi!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_77466\" aria-describedby=\"caption-attachment-77466\" style=\"width: 421px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-77466\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen-210x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"601\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen-210x300.jpeg 210w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen-716x1024.jpeg 716w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen-768x1099.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen-8x12.jpeg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/steffen.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77466\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/in-memoria-di-rudolf-steiner\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p4\">Estivano e tessevano i fili intrecciati di questo spazio giovani dipendenti e anziani volontari, in un\u2019atmosfera di apparente equilibrio tra formali sorrisi e compromessi silenzi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Si lavorava e si cooperava in un ambiente quasi casa, forse, quasi chiesa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Tutto, infatti, sapeva di quel \u201cnon so che di salotto tra tazze spaiate e coperte all\u2019uncinetto; e, pure, di quel \u201cnon so che di sagrestia, tra quattro Ave Maria in croce e quattro pettegolezzi da <i>vizzoga<\/i>\u201d, (tradotto dall\u2019abruzzese, \u201c<i>bigotta<\/i>\u201d). Io sarei diventata, dopo un indescrivibile e diseducativo affiancamento, una dipendente e, per le tante ore spese e trascorse al suo interno, anche una volontaria. \u201c<i>Un doppio legame\u201d<\/i>, per dirla con <strong>Bateson<\/strong>. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\">Sia per i dipendenti che per i volontari l\u2019apprendimento delle procedure e delle mansioni avveniva attraverso una comunicazione intrisa di schematicit\u00e0 ai limiti del meccanicismo: si-fa-cos\u00ec-senza \u201cse\u201d e senza \u201cma\u201d. Di fatto, per quanto reiterate e trasmissibili in teoria, procedure e mansioni acquisite risultavano di difficile o impossibile applicazione nella pratica. \u201c <i>Tra dire il fare c\u2019\u00e8 di mezzo e il \u201c <\/i>cantavano <strong>Elio Le Storie Tese<\/strong>; direi, in questo caso, tesissime.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\">Ci si trovava, difatti, in un contesto confuso e fumoso in cui non era mai chiaro, n\u00e9 mai chiarito chi, fa, cosa. Il che, aveva comportato, nel corso del tempo, una vera e propria anarchia: chiunque era passato di l\u00ec come dipendente o volontario aveva fatto la tale cosa, in tale modo, con tale procedura, trascritta e archiviata per i posteri i quali, per\u00f2, avrebbero occupato la stesso posto e lo stesso pc, ma in un altro tempo e in altre circostanze: altra presidenza, altra amministrazione, altre regole, altre forme.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Cos\u00ec facendo,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>tutto veniva rimesso in discussione, riformulato ex novo e, quelle che venivano definite regole, elencate in regolamenti, diventavano vademecum immanenti. Io stessa li stilavo daccapo, poi li cancellavo in parte, mi ci attenevo in modo pedante, ma fino alla prossima modifica. <em>\u201cScripta volant\u201d,<\/em> letteralmente o quasi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\">Il risultato? Un ambiente relazionale e lavorativo disorganizzato e disorientante, cesellato di lacune formative e informative. Eppure, laddove si tentava con la propria intelligenza e perspicacia di portare chiarezza o colmare vuoti, chiss\u00e0 perch\u00e9, si veniva accusati di eccessiva autonomia o ingiustificata intrusione. Non si contano le volte in cui sono stata ostacolata nel chiedere aiuto o delucidazione, specie se a soggetti o enti di grado superiore\u2026perch\u00e9? Oppure, ostacolata nel creare contatto e comunicazione specie se tra persone e collaboratori di certa valenza\u2026perch\u00e9? Per timore di ledere l\u2019immagine ostentata o svelare l\u2019incompetenza effettiva? Domanda lecita, col senno di poi.<\/p>\n<p class=\"p7\">Ora, in una realt\u00e0 in cui le regole si trascrivevano in procedure sempre modificabili e gli obiettivi si perdevano in un fare sempre prioritario, non rilevava altro che una mancanza di pianificazione e visione di insieme.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Va da s\u00e9 che, senza chiarezza n\u00e9 prospettiva, l\u2019inserimento e l\u2019adattamento di una persona al suo interno diventavano difficili quanto impossibili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Nella fattispecie, questa difficolt\u00e0 veniva giudicata, in parte, come un\u2019incapacit\u00e0 e una mancanza dei dipendenti: magari perch\u00e9 aventi \u00abun temperamento <i>troppo<\/i> flemmatico oppure <i>troppo<\/i> sanguinico\u00bb, a detta di chi sedeva in alto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>E, anche in questo caso, a nulla valeva provare a mettere in luce l\u2019effettiva assenza di una <i>mission<\/i> associativa o, pi\u00f9 umilmente, provare a suggerire una possibilit\u00e0 di pianificazione almeno quotidiana. Bene, anzi, male; pi\u00f9 precisamente, maleducazione che, reiterata per 12 lune, si fa maltrattamento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Era palese il darsi da fare nel vuoto e per il niente in un contesto cos\u00ec rigido e immobile che, lentamente, aveva trasformato le persone in un meri esecutori di ordini senza un \u201cun sapere-fare\u201d e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>senza priorit\u00e0 alcuna, se non l\u2019urgenza imposta per volere insensato. All\u2019ordine del giorno, infatti, erano le \u201crichieste impossibili\u201d: quel presumere che si sapesse fare qualcosa che non era mai stato fatto prima, per la quale non si era stati formati mai; e pretendere che lo si facesse, a prescindere, come qualcosa di urgente e necessario, ma senza fornire istruzioni chiare o supporto relativo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Insomma, un <em>\u201cproblem solving test\u201d:<\/em> superato appieno ogni sacrosanta volta, ma a costo di un certo stress che, reiterato per dodici lune, si fa esaurimento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Ad ogni luna nera, in prossimit\u00e0 di quella insopportabile stanchezza mentale e fisica conseguente ad ore e ore di lavoro davanti un pc lento, su una sedia scassata, in una stanza rumorosa,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>immancabile la voce quieta e suadente degli assisi ai vertici: <em>\u00abBeh, la vita \u00e8 questa: imprevisti e prove, prove ed imprevisti: del resto, siamo in piena<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Epoca di Michele\u00bb<\/em>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>C\u2019era del vero, si. Ma c\u2019era del falso, anche: mascherare in \u201cprova individuale\u201d da superare con capo chino e in religioso silenzio una disorganizzazione e una disarmonia interne di cui non ci si voleva assumere la responsabilit\u00e0 nessuno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"text-align: center;\">Il pane quotidiano richiedeva di ingerire bocconi amari o pesanti,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ma anche di osservare e sottostare ad atteggiamenti compulsivi a met\u00e0 tra l\u2019indifferenza e la svalutazione, alternate alla considerazione e alla\u00a0complimentazione, nel giro di una settimana. Un giro di giostra ai limiti della nausea, fisica ed interiore: oggi sei un disastro; oggi sei in gamba;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rimproveri e carezze; bastoni e carote, ma senza ratio. Nel mezzo, un pizzico di silenzi punitivi quando si provava a manifestare il proprio malcontento, e una pacca di belle moine quando si abbassava il proprio sguardo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Cos\u00ec, ogni giorno, si viveva sull\u2019altalena dei pensieri e delle emozioni proprie di chi non sa pi\u00f9 cosa \u00e8 bene o cosa \u00e8 male che si faccia e che si dica. E, quel \u201cchi\u201d, in pratica, ero io.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p9\"><i>E\u2019 bene o \u00e8 male salutare con cortesia un docente o offrire un caff\u00e8 al Tesoriere? Credo sia un bene; ma perch\u00e9, allora, quell\u2019occhiata storta, quel saluto contratto e questa freddezza e questo distacco nei miei riguardi, stamane? E\u2019 solo una mia impressione?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Sar\u00e0. Ma siamo davvero a questi livelli di comunicazione in questo piccolo mondo di formatori ed educatori? Alla faccia dell\u2019empatia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"p9\"><i>E\u2019 un bene o un male scambiare quattro chiacchiere con la tirocinante di turno, o uscire a pranzo con una volontaria, oppure ospitare in casa una delle partecipanti ad uno dei corsi?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Credo non sia un male, soprattutto per una realt\u00e0 fatta di persone e di relazioni; ma perch\u00e9, allora, sono stata esclusa da quella riunione di segreteria, o maltrattata al telefono quel giorno, o non avvisata in tempo dell\u2019aperitivo di saluti prima delle vacanze di Natale?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>E\u2019 solo la mia sensibilit\u00e0 a notare certi dettagli? Sar\u00e0. Ma siamo davvero a questi livelli di relazione in questo ente formativo che sbandiera riconoscimenti e apprezzamenti dalla Cupola di Dornach? Alla faccia dell\u2019etica.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_79758\" aria-describedby=\"caption-attachment-79758\" style=\"width: 407px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-79758\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rittelmayer-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rittelmayer-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rittelmayer-8x12.jpg 8w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79758\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/il-padre-nostro\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p7\">Ad ogni tentativo di chiedere una spiegazione circa questi comportamenti \u201cbipolari\u201d, reiterati ogni qualvolta il mio modo di essere e fare urtava contro gli angoli spigolosi del cuore ferito di qualcuno della direzione o dell\u2019amministrazione, la risposta \u00e8 stata sempre e comunque dirottata verso la critica o la negazione.<\/p>\n<p class=\"p9\">La critica: \u00abOh, su, la prendi <i>troppo<\/i> sul personale; la prendi <i>troppo<\/i> sul serio; ci metti <i>troppo<\/i> cuore; ci dedichi <i>troppa<\/i> attenzione; ma <i>quanto<\/i> sei sensibile; ma <i>quanto<\/i> sei emotiva; ma <i>quanto<\/i> sei suscettibile\u00bb: da una certa prospettiva, questo non era altro che un subdolo modo di prendere in mano la mia sensibilit\u00e0, strizzarla come un mocio della Wileda e calpestarla come le foglie d\u2019autunno. Risultato: il serpeggiare stridente di un senso di inadeguatezza e di colpa rispetto il mio sentire: ma sono davvero <i>troppo<\/i> cos\u00ec?<\/p>\n<p class=\"p9\">La negazione: \u00abTi \u00e8 stato detto questo? Ma cosa dici! Hai capito male \u2013 Ti \u00e8 stato fatto questo? Ma davvero? Hai sbagliato tu &#8211;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ti era stato chiesto di fare cos\u00ec, non col\u00e0, rifai. Anzi, per\u00f2, adesso fai col\u00e0, non cos\u00ec. Sei confusa? E\u2019 normale. Qui, si rasenta la follia\u00bb: sotto certi aspetti, questo non era altro che un furbo modo di creare confusione nella mente e nei ricordi, e cancellare le tracce degli eventi e dei fatti. Risultato: la continua ed estenuante messa in dubbio delle mie percezioni e della mia memoria: ma sul serio ho capito male o ricordo male?<\/p>\n<p class=\"p4\">Ho spesso chiesto ai colleghi di lavoro semmai notassero quella ambiguit\u00e0 comunicativa, quel modo di negare il detto o di confondere i fatti da parte di chi teneva strette le redini sfilacciate di un potere fatuo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>E, in nessuna occasione ho trovato appoggio o sostegno, se non l\u2019invito a lasciare stare, a lasciare essere. <i>\u201cAdda pass\u00e0 \u2018a nuttata\u201d<\/i>, diceva <strong>De Filippo<\/strong>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\">Nottata lunga, buia, fatta di ombre, intrisa di dubbi, costellata da mal<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di testa e di pancia, tonsilliti e faringiti; infuocata di rabbia e rancore che, inevitabilmente, trovavano vie di fuga e di sfogo attraverso i pori della pelle, il sale degli occhi e i graffi della voce. L\u2019Io dinanzi al Male: ero, nel mio piccolo cosmo, dinanzi a questa grande soglia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">In fin dei conti, l\u2019incontro con il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mio doppio \u00e8 stato inevitabile e necessario. A dire il vero, \u00e8 stato anche distruttivo e deleterio perch\u00e9 ogni volta che la mia parte reattiva e incontrollata si manifestava con voce grossa e parole dure, i comportamenti e gli atteggiamenti nei miei riguardi sono stati, in modo alterno, di giudizio, di controllo e di isolamento. Il mio temperamento doveva essere domato e punito. Tant\u2019\u00e8.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">In questo modo, si scatenava altro che una guerra intestina ed egoica tra maschere e copioni: datore e dipendente, dipendente e volontario, allievo e docente, giovane e vecchio: vittima e carnefice. Alla fine, almeno per me, vinceva il silenzio e la resa davanti allo specchio del proprio S\u00e9.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Un S\u00e9 frantumato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">Nel mentre, l\u2019unico spazio di ascolto e di comprensione che ho trovato \u00e8 stata la risma di fogli su cui ho iniziato ad appuntare, giorno dopo giorno, dialoghi, gesti e silenzi per mettere nero su bianco le menzogne e le contraddizioni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di una comunicazione e di un atteggiamento ai limiti della manipolazione e della distorsione della realt\u00e0. Della realt\u00e0 oggettiva dei fatti, e della realt\u00e0 soggettiva delle percezioni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">Scrivere, dunque, \u00e8 stato uno strumento terapeutico che ha permesso un rispecchiamento salvifico: mettere in ordine i pensieri e su carta le emozioni equivaleva a fare dell\u2019azione delle dita della mano un mezzo di estrinsecazione del pensiero e di acquietamento del sentire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75286\" aria-describedby=\"caption-attachment-75286\" style=\"width: 401px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-75286\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-215x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-215x300.jpeg 215w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-733x1024.jpeg 733w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-768x1073.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-1099x1536.jpeg 1099w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-9x12.jpeg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn-1320x1844.jpeg 1320w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/vonGleich_isbn.jpeg 1420w\" sizes=\"(max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75286\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/la-trasmutazione-del-male\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p7\">Nel frattempo, ad ogni luna storta, risuonava nell\u2019etere l\u2019aforisma del giorno di <strong>Rudolf Steiner<\/strong>, estrapolato da qualche sito web o da qualche serata antroposofica del gioved\u00ec sera e, immancabile, il giudizio imperante: \u00absei <i>troppo<\/i> nell\u2019astrale, <i>troppo<\/i> nel sentire, con tante distrazioni; dovresti prendere ad esempio i tuoi colleghi, lucidi, distaccati, con una grande morale\u00bb. In parte era un\u2019osservazione veritiera; in parte era un\u2019affermazione manipolatrice: di nuovo, una mia qualit\u00e0 veniva prima messa alla prova e sotto pressione e, poi, giudicata per il suo emergere in modo decentrato o eccessivo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Spremi un bel limone fino all\u2019ultima goccia e, poi, d\u00ec pure che il succo \u00e8 troppo aspro, quasi imbevibile, quindi da sputare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">Ancora, scrivere si \u00e8 fatto un atto necessario: in quel marcio angolo del mondo antroposofico non c\u2019era nessun pensiero vivente a farsi Luce alla Menti, ma solo pensieri morti a irradiare Luci a Gas capaci di intossicare e confondere il buono, il bello e il vero.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Scrivere, dunque: per diradare la nebula del caos e ri-delineare i contorni del reale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Luci a gas: \u201c<i>gaslight<\/i>\u201d: il titolo di un vecchio film di <strong>George Cukor<\/strong> con <strong>Ingrid Bergman<\/strong>: la storia di una giovane coppia e delle derive psicologiche della manipolazione. Dal soggetto narrativo \u00e8 stato estratto, non a caso, il termine \u201c<i>gaslighting\u201d<\/i><span class=\"s1\"> per indicare<\/span> una tecnica manipolatoria oramai parte dei manuali di psicologia clinica: negare i fatti, insinuare colpe, confondere la memoria, destabilizzare la sicurezza, mettere in dubbio le capacit\u00e0 e le percezioni\u2026 esattamente tutto ci\u00f2 che in 12 mesi ha scavato i miei occhi, confuso la mia mente, strizzato il mio cuore, infuocato la mia pelle, lentamente e costantemente, come una goccia cinese.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p9\"><i>E, goccia dopo goccia, in un primo momento, credi a ci\u00f2 che ti si dice o che ti si impone: devi cambiare, perch\u00e9 cos\u00ec come sei e come fai non vai bene. Tu<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ci provi, seppure lo trovi innaturale e ingiusto sotto certi aspetti: essere e fare come loro vogliono che tu sia e tu faccia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ma, alla fine, cosa ti costa?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Osservi che se sei e se fai quasi essendo invisibile, e quasi facendo nulla,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>allora hai valore e riconoscimento: lusinghe e apprezzamenti iniziano a fioccare come neve ad agosto e ti pare un Miracolo di Fatima. Ma, in fondo, cosa senti? Di soffocare il tuo essere e di snaturare il tuo fare. Prima o poi, la pancia non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a digerire ci\u00f2 che il cuore non sapr\u00e0 pi\u00f9 accogliere; la gola si chiuder\u00e0 in un silenzio soffocante e la testa si affasteller\u00e0 di pensieri confusi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Allora, perderai il centro e cadrai ora a destra ora a manca, in balia della tristezza e della rabbia, della confusione e dello smarrimento. Poi, un giorno, esploderai e, per questo, verrai etichettata e punita; soprattutto darai ragione proprio a coloro che ti dicono che \u201cnon vai bene\u201d, perch\u00e9, difatti, cos\u00ec, con questo fuoco e questo dolore sotterranei, rischi di bruciare te stessa e il mondo intorno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"p5\"><i>Ecco quanto costa farti sottomettere e svalutare in cambio di quattro soldi o quattro carezze: entrare nell\u2019ingranaggio malefico di una profezia autoavverantesi. Ma perch\u00e9 e per cosa tutto ci\u00f2? Lasciarmi comandare senza spiegazioni come un soldato, o educare con la menzogna come una bambina, o destabilizzare senza ritegno nell\u2019integrit\u00e0, per poi implodere di rosso o esplodere di fuoco ed essere rimproverata e giustiziata per questa reazione in parte istigata e fomentata: non equivale, forse, a recitare e reiterare il copione di un soggetto scritto apposta per mettere in scena<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e a nudo il mio ego vittimistico? Dunque, \u201cA che gioco sto giocando?\u201d, per citare <strong>Berne<\/strong><\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p7\">Laddove c\u2019\u00e8 un vittima, c\u2019\u00e8 sempre anche un carnefice e c\u2019\u00e8 sempre anche un salvatore. E, nel corso delle dinamiche di questa triangolazione relazionale, i ruoli si scambiano e si intersecano secondo modalit\u00e0 e con reazioni che la psicologia e la psichiatria ha analizzato in modo completo ed esaustivo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ma io non sono qui per fare della didattica, bens\u00ec per raccontare una storia dalla prospettiva della vittima, senza denunciare il carnefice, n\u00e9 giustificare il salvatore. Una storia di abuso di potere di cui sono stata co-responsabile in quanto co-protagonista, seppure in modo inconsapevole e incosciente, fino ad oggi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_75316\" aria-describedby=\"caption-attachment-75316\" style=\"width: 432px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75316\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hartmann-215x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"603\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hartmann-215x300.jpeg 215w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hartmann-9x12.jpeg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/hartmann.jpeg 735w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75316\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/la-profezia-di-michele\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p9\">E, questo, in un ambiente antroposofico che si reputa votato al Bene-Essere, seppure abitato da persone che si definiscono formatori di qualit\u00e0: cosa alquanto preoccupante giacch\u00e9 gli strumenti dell\u2019educazione, se veicolati da esseri umani irrisolti e incongruenti che hanno indorato la pillola amara delle loro ferite emotive appellandosi e aggrappandosi, in modo illusorio e deviante, alle parole del Maestro per farne un giustificativo e un palliativo egoico, allora risultano malsani se non malevoli.<\/p>\n<p class=\"p9\">Non solo. Un ambiente antroposofico che si vuole votato all\u2019etica, ma in verit\u00e0 gestito da persone che non sempre valorizzano la chiarezza comunicativa, bens\u00ec l\u2019ambiguit\u00e0 ai limiti dell\u2019inganno; che quasi incoraggiano il contributo individuale, bens\u00ec ostacolano l\u2019iniziativa intraprendente e, lo fanno, con sottile invidia e paura. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">E, infine, un ambiente antroposofico che ci si aspetta il pi\u00f9 possibile \u201csano\u201d ed \u201cequilibrato\u201d, mentre si permette che vi passino indisturbati individui dal cuore ferito mai sanato e in nessun modo: un buco emotivo che ha creato lo spazio vitale per uno squilibrio interiore, scambiato per carattere radicato e, cos\u00ec, giustificato come atteggiamento personale. Invero, esso pu\u00f2 delineare i contorni patologici di un disturbo narcisistico pi\u00f9 o meno nascosto che assume un peso grave, per non dire greve, in un contesto che si definisce \u201cspirituale\u201d alias \u201cevolutivo\u201d, a cui approdano anime spesso tormentate o deboli, alla ricerca di se stesse.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Certo, in ogni mondo e in ogni ambiente, in ogni uomo e in ogni cuore, vi sono luci e vi sono ombre. Ma queste ultime, ad un certo punto, quando irrompono il dolore e la sofferenza in qualunque forma, bisogna pure avere il coraggio e l\u2019umilt\u00e0 di guardarle ed accoglierle.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Guardarsi allo specchio fa paura e vergogna, \u00e8 doloroso e insopportabile, ma non c\u2019\u00e8 altro modo per iniziare a lavorare su se stessi: e\u2019 un passaggio obbligato sulla strada della crescita interiore. Perci\u00f2, se questo squarcio avvelenato del mondo antroposofico si \u00e8 fatto specchio del mio copione, del mio ruolo, del mio ego, allora, col senno e col senso del poi, \u00e8 stata un\u2019esperienza destinata e una necessit\u00e0 karmica a cui, nel tempo e nello spazio del futuro, andr\u00e0 la gratitudine e la riconoscenza dal cuore. Ma, questo, solo dopo avere messo in luce e tirato fuori tutta la rabbia, il risentimento e la delusione perch\u00e9, in caso contrario, sarebbero solo una gratitudine ed un riconoscimento intrisi di quella morale bigotta che guarda al Ges\u00f9 in Croce e non al Cristo nella Luce.<\/p>\n<p class=\"p7\">Intanto, decido di andare via. Le mie scarpe, per l\u2019ultima volta, sfiorano quel tappeto all\u2019ingresso come fosse il portale di accesso ad un\u2019altra dimensione:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vorrei vedere quanta polvere di pensieri fumosi, parole vane, promesse infrante e pettegolezzi maligni ha raccolto e nascosto tra le sue trame, in questi anni, tra pause lezione, pause caff\u00e8, saluti e abbracci, arrivi e partenze.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Mi sovviene, allora, il titolo di quel romanzo <i>beat<\/i> del mio conterraneo <strong>Fante<\/strong>: \u201c<i>Chiedi alla Polvere<\/i>\u201d\u2026non della strada, ma delle memorie di un mondo che, per la sua vacuit\u00e0 e la sua inconsistenza, pu\u00f2 sparire e diradarsi con un soffio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">Soffio sulla candela sempre accesa sotto l\u2019immagine dell\u2019Arcangelo Michele, chiudo la porta e butto la chiave. Il portale si chiude. Quella dimensione scompare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>I gruppi antroposofici non sono stelle polari: non \u00e8 detto che sappiano indicare il Cielo del Nord al ricercatore dello Spirito.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Sono, forse, soltanto una costellazione di uomini con il loro ego ancora irrisolto e, per di pi\u00f9, irrigidito da un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>attaccamento al ruolo e all\u2019immagine di \u201cantroposofo\u201d : un sostantivo-aggettivo che si fa nominativo e qualificante di una eterea e, a volte, delirante intenzione di farsi e proporsi come maestri. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">Ci\u00f2 detto, bisognerebbe imparare a distinguere e soppesare in modo differente i limiti degli uomini con i principi dell\u2019Antroposofia perch\u00e9, altrimenti, si butterebbe via l\u2019acqua sporca e pure il bambino innocente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Del resto, vi sono ancora uomini e donne di mente acuta, grande cuore e buona volont\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>tra i ricercatori della Scienza dello Spirito ma,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non a caso, lontani e indipendenti dai cerchi dell\u2019Antroposofia di Dornach. Uomini non maestri. Allora, \u00e8 tra i singoli individui e non tra i tanti gruppi che si potrebbe o dovrebbe cercare la Stella Polare ad orientare il cammino interiore. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Questi circoli colore pastello che anelano a farsi e proporsi come comunit\u00e0 spirituali, del resto, sono oasi allucinate nel deserto o illusioni ottiche alla Penrose: prima o poi si rivelano per ci\u00f2 che sono: congreghe, parrocchie, chiese in cui si officiano rituali con candele di cera d\u2019api, tessuti di cotone naturale, verghe di rame e scarpette in similpelle, alle scadenze del calendario dell\u2019anima. Forme forse ancora aderenti al bello, ma oramai svuotate del vero. Forme immagine e forme pensiero del tutto avvelenate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_79756\" aria-describedby=\"caption-attachment-79756\" style=\"width: 417px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79756\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/chi-avvelenato-rudolf-steiner-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/chi-avvelenato-rudolf-steiner-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/chi-avvelenato-rudolf-steiner-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/chi-avvelenato-rudolf-steiner.jpg 472w\" sizes=\"(max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79756\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.macrolibrarsi.it\/libri\/__chi-ha-avvelenato-rudolf-steiner-libro.php?pn=3867\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 15% DI SCONTO<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p7\">\u201c<i>Chi ha avvelenato Rudolf Steiner<\/i>?\u201d, scrive <strong>Andrea Franco<\/strong>. Credo che questa domanda vada di nuovo posta, ma coniugata al presente, perch\u00e9 il veleno scorre ancora.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\">Zia Carmela diceva che l\u2019antidoto pi\u00f9 potente ed efficace era la preghiera a Santa Rita o l\u2019ex voto a San Gabriele: contro il veleno ci voleva un miracolo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\">La mia terra, di molti eremi e pochi santi, neppure abruzzesi, mi ha insegnato che il miracolo \u00e8 possibile soltanto per gli uomini e le donne di buona volont\u00e0. E, per i miei occhi di bambina, questi uomini erano i monaci eremiti tra le pietre della Majella, che praticavano il digiuno e il silenzio,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>predicavano il Vangelo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ai pellegrini e ai viandanti e si ispiravano alla vita e alle parole di Pietro da Morrone; erano i contadini ricurvi tra peschi, fichi e filari di uva, che aspettavano la luna nuova del raccolto, saggiavano con le dita il vento della semina e andavano in pellegrinaggio a Fara: perch\u00e9 la pioggia, quando manca, la si invoca\u2026 <i>a Sand\u2019 Martine (San Martino)<\/i>; erano le vecchie e le vedove vestite di nero che raccontavano le storie dei santi davanti il focolare, sgranavano il rosario mentre lievitava il pane e toglievano il malocchio con acqua, olio e tre segni della croce<i>, \u201cPadre, Fiije e Spirite Sante\u201d <\/i>(<i>Padre, Figlio e Spirito Santo<\/i>).<\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Oggi, con altri occhi, osservo che quella volont\u00e0 del fare, dei piedi incalliti, delle schiene spezzate, delle mani nodose, pure avvolta dalla fede e dalla devozione delle mani giunte all\u2019altezza del cuore, adesso non basta: ci vuole una volont\u00e0 illuminata dalla comprensione spirituale, la quale, tuttavia, appare ancora e sempre un grande mistero. Allora, nessun miracolo?<\/p>\n<p class=\"p7\">In viaggio di ritorno, mentre scorre davanti ai miei occhi il profilo rosa-blu della Grande Maja che domina la Valle del Sangro, mi sovvengono al cuore le parole di <strong>Massimo Scaligero<\/strong>:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p7\">\u00abIl miracolo \u00e8 sempre a disposizione di chiunque sia capace di una certezza appassionata, a cui risponda la forza del cuore, come forza di donazione assoluta di s\u00e9 (&#8230;). Il miracolo \u00e8 possibile in ogni momento, anche quando i decreti naturali ed umani sembrano affermarne l\u2019impossibilit\u00e0. Il cuore vince la Terra, quando fa sgorgare da s\u00e9 la forza del Cuore del Mondo.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p11\"><i>Dedicato a Roberto A., Andrea B., Fabio B., Angelo F., Enzo N., Francesco L., Leonardo M., Piero C., Piero P.,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e a tutti gli uomini stra-ordinari incontrati lungo i Sentieri dell\u2019Antroposofia, grazie ai quali guardo ancora alle stelle e credo ancora nei miracoli.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-79822 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_-764x1024.jpg 764w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_-768x1030.jpg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/thumbnail_Foto_Claudia-Tinaro_.jpg 825w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/p>\n<p>Claudia Tinaro. Diplomata in Ragioneria, laureata in Comunicazione Multimediale ma con una tesi in Storia del Teatro su \u201cLo Spazio Vuoto\u201d di Peter Brook e \u201cla Quarta Via\u201d di George Gurdjieff. Segretaria per necessit\u00e0, ma scrittrice per passione: prima correttrice bozze ed editor; in seguito ghostwriter e copy; ancora, una parentesi nel web e nei social che le ha permesso di iniziare ad indagare e studiare gli effetti sociali delle nuove tecnologie. Poi, lo spartiacque del Covid e un perdurante stato di malessere psicofisico che l\u2019ha messa dinanzi alla prova pi\u00f9 dura, e alla ricerca di una guarigione pi\u00f9 profonda: allora, ha conosciuto il potere terapeutico della scrittura creativa e della scrittura biografica. Dopo un\u2019esperienza di burn-out ed un invito del destino, ha deciso di lasciarsi alle spalle il front office e la partita doppia per dedicarsi appieno alle parole che curano, approfondendo la scrittura terapeutica e la medicina narrativa.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudia Tinaro (PICCOLO DIARIO DI BORDO DI UNA GIOVANE NAVIGANTE NEL MARE MAGNUM DEGLI ENTI E DEI GRUPPI STEINERIANI) Non voglio che sia un articolo, ma che sia una storia, perch\u00e9 non voglio denunciare, ma raccontare. Liberi di leggere queste parole in fila; soprattutto, liberi di credere a questa versione dei fatti. 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