{"id":81396,"date":"2024-12-25T19:16:39","date_gmt":"2024-12-25T18:16:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=81396"},"modified":"2024-12-26T13:23:32","modified_gmt":"2024-12-26T12:23:32","slug":"ma-quale-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/ma-quale-arte\/","title":{"rendered":"Ma quale Arte?"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-header\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-12 text-left mb-1 mt-1\"><em style=\"font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 1rem; white-space-collapse: preserve;\">di Andrea Zhok<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content evo-first-article\" data-evolink=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-andrea_zhok__ma_quale_arte\/39602_58396\/\" data-evotitle=\"Andrea Zhok - Ma quale arte? - OP-ED - L'Antidiplomatico\" data-scrollama-index=\"0\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni \u00e8 impossibile evitare di imbattersi nella vicenda dell&#8217;esclusione dal Concerto al Circo Massimo da parte dell&#8217;amministrazione <strong>Gualtieri<\/strong> del trapper <strong>Tony Effe<\/strong>.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scomodato <strong>Mozart<\/strong> come &#8220;compagno in musica&#8221; del trapper.<\/p>\n<p>Si \u00e8 richiamata l&#8217;idea di <em>&#8220;censura delle idee&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Si sono levati alti lai sulla <em>&#8220;libert\u00e0 dell&#8217;arte&#8221;<\/em>, sul ruolo delle <em>&#8220;provocazioni che fanno pensare&#8221;<\/em>, sulla funzione di &#8220;<em>opposizione<\/em>&#8221; della produzione artistica.<\/p>\n<p>Ecco, lo so che a Natale si suppone siamo tutti pi\u00f9 buoni, per\u00f2 anche basta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_80935\" aria-describedby=\"caption-attachment-80935\" style=\"width: 504px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80935\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-300x300.webp\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-300x300.webp 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-1024x1024.webp 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-150x150.webp 150w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-768x768.webp 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156-12x12.webp 12w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/6156.webp 1080w\" sizes=\"(max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-80935\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/agribioshop.it\/products\/dell-essenza-della-musica-ernst-hagemann?utm_source=liberopensare&amp;utm_medium=blog\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>1) Primo problema: perch\u00e9 un&#8217;amministrazione pubblica deve spendere soldi pubblici (gli stessi soldi di cui c&#8217;\u00e8 maledetto bisogno in settori chiave e salvavita) per produrre &#8220;eventi&#8221; in cui viene invitata della mediocrit\u00e0 nazionalpopolare, pompata dalle case discografiche, roba che sta gi\u00e0 benissimo &#8220;sul mercato&#8221; senza supporti pubblici? Perch\u00e9 il pubblico deve mettersi a finanziare quel tipo di &#8220;arte&#8221; che \u00e8 nata e prodotta gi\u00e0 al massimo ribasso di gusto per poter venire incontro alle famose &#8220;esigenze di mercato&#8221;? Perch\u00e9 dobbiamo cacciare soldi con cui si potrebbe offrire un miglioramento al pronto soccorso per fare da cassa di risonanza ai vittimismi di <strong>Elodie<\/strong> e alle messe in scena del nulla di <strong>Tony Effe<\/strong>?<\/p>\n<p>2) Secondo problema: ma davvero stiamo qui a parlare di censura per roba che invade ogni anfratto delle frequenze radio? Sarebbe censura non essere invitati a pagamento con soldi pubblici a prodursi nei propri borborigmi a Capodanno? E questo in una fase storica in cui viene costantemente messa la museruola a report giornalistici, articoli di denuncia internazionale, critiche politiche, resoconti filmati di atrocit\u00e0 belliche, articoli scientifici che vanno contropelo alle grandi case farmaceutiche, ecc. ecc.?<\/p>\n<p>3) Terzo e principale problema: ma francamente, cosa c&#8217;entra qui l&#8217;arte? Cosa c&#8217;entra la &#8220;provocazione&#8221;, il &#8220;far pensare&#8221;, la &#8220;funzione d&#8217;opposizione&#8221;? Quanto si deve essere ciechi, o ipocriti, per non vedere che tutta questa produzione &#8220;artistica&#8221; fatta di scandaletti artefatti, starlette sculettanti, autotune anche per ordinare la pizza, testi e musica prodotti da computer a manovella, \u00e8 semplicemente INTRATTENIMENTO DI REGIME?<\/p>\n<p><strong>Quanto bisogna essere miopi per non vedere che la riduzione del messaggio culturale al minimo grado di complessit\u00e0 \u00e8 una funzione di ottundimento pubblico, orchestrata da operatori fuori scena?<\/strong><br \/>\nLa trap \u00e8 in questo senso semplicemente l&#8217;<strong>ultimo prodotto di un processo degenerativo quarantennale<\/strong>. I testi della trap hanno un unico fondamentale contenuto, espresso in variazioni sul tema, e cio\u00e8 la riconferma della plebe in un orizzonte senza speranza n\u00e9 sbocchi, un orizzonte di totale insuperabile mercificazione di ogni cosa. E&#8217; un&#8217;ode alla schiavit\u00f9, dove anche le vittorie sono vittorie tra schiavi su altri schiavi, una schiavit\u00f9 che si accetta come tale, per sempre, e consolida un gusto da schiavi.<br \/>\nQualcuno ricorder\u00e0 le considerazioni di <strong>Brecht<\/strong> sull&#8217;arte. Tra le altre cose <strong>Brecht<\/strong> si preoccupava, forse anche eccessivamente, del fatto che l&#8217;arte potesse ridursi ad una funzione di rispecchiamento giustificativo: <em>&#8220;Ecco, s\u00ec, sono proprio io, il mondo \u00e8 proprio cos\u00ec.&#8221;<\/em> Questa funzione rappresentativa produce semplicemente un&#8217;accettazione dello <em>status quo<\/em> che viene presentato in forma pubblica e con ci\u00f2 consolidato come reale. Nell&#8217;arte ci possono essere molte funzioni, ma quando l&#8217;arte si riduce alla riconferma in forma sublimata dello <em>status quo<\/em>, essa diviene arte &#8220;culinaria&#8221;, funzione commerciale che ribadisce e santifica la mediocrit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_81292\" aria-describedby=\"caption-attachment-81292\" style=\"width: 462px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-81292\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/negri_isbn-e1733414236988-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"462\" height=\"654\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/negri_isbn-e1733414236988-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/negri_isbn-e1733414236988-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/negri_isbn-e1733414236988.jpg 723w\" sizes=\"(max-width: 462px) 100vw, 462px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-81292\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/tempo-da-lupi\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il processo di riduzione radicale dell&#8217;arte a questa funzione culinaria ha preso il via negli anni &#8217;80 del XX secolo, quando un&#8217;intera generazione di intellettuali progressisti ha ritenuto che <strong>Gramsci<\/strong> avesse fatto il suo tempo e che fosse il momento di rimpiazzarlo con <em>&#8220;Colpo Grosso&#8221;<\/em> (che, va detto, aveva le sue virt\u00f9).<br \/>\nLa ratio di questa svolta era che bisognava svecchiare la produzione culturale, che bisognava smettere di cercare paternalisticamente di &#8220;educare il popolo&#8221;, e che dopo tutto il mercato era un modo di rispondere ai gusti e alle esigenze popolari.<br \/>\nCiascuno di questi argomenti poteva avere la sua dignit\u00e0, ma come sempre accade, al di sotto degli argomenti apparenti era in funzione un meccanismo pi\u00f9 profondo, in questo caso caratteristico dell&#8217;impianto neoliberale, dove anche la sfera pubblica doveva farsi portatrice dei &#8220;valori&#8221; di mercato.<br \/>\nIl risultato complessivo fu uno sdoganamento dapprima di forme di intrattenimento nazionalpopolare (accanto a forme residuali di &#8220;cultura alta&#8221;) fino a pervenire progressivamente nell&#8217;arco di due generazioni ad un&#8217;omogeneizzazione del gusto al minimo comune denominatore tra <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> e la nutria (ed il minimo comune denominatore, naturalmente, \u00e8 proprio la nutria).<br \/>\nSotto la veste di un&#8217;apparente <em>&#8220;vicinanza ai giovani e ai ceti popolari&#8221;<\/em> si \u00e8 proceduto sistematicamente a smantellare il gusto pubblico ad ogni livello, seguendo di volta in volta la <em>&#8220;linea di minore resistenza&#8221;<\/em>: come la moneta cattiva caccia la buona, cos\u00ec il messaggio pi\u00f9 elementare cacciava il pi\u00f9 complesso, il significato pi\u00f9 banale espelleva quello pi\u00f9 originale, l&#8217;espressione pi\u00f9 primitiva rimpiazzava quella pi\u00f9 elaborata.<\/p>\n<p>Ancora oggi questa grande operazione di riduzione del gusto pubblico a spazzatura viene rivendicato da pensosi progressisti come <em>&#8220;prossimit\u00e0 ai giovani e al popolo&#8221;<\/em> di contro ad un presunto conservatorismo ed elitarismo.<\/p>\n<p><strong> Cos\u00ec questi &#8220;intellettuali&#8221;, accomodati nella propria inettitudine, pensano ancora oggi che le trivialit\u00e0 da cesso pubblico della trap siano una &#8220;sfida culturale&#8221; mentre oggi l&#8217;unica provocazione che susciterebbe davvero resistenza e scandalo sarebbe somministrare al popolo Bach o Dostojevsky, Beethoven o Shakespeare.<\/strong><\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che conta alla fine \u00e8 il risultato, ed il risultato finale \u00e8 una colonizzazione dell&#8217;immaginario giovanile con una proiezione idealizzata del disagio sociale (e mentale) dei ghetti americani. Questo \u00e8 diventato il tacito palcoscenico in cui si possono mettere in scena sogni di rivalsa individuale, di stordimento, di allentamento dell&#8217;ansia, di senso di superiorit\u00e0 per aver fottuto il prossimo: sogni funzionali a produrre nuovi ingranaggi di un grande meccanismo anonimo che nessun sogno vede.<\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-71156 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg\" sizes=\"(max-width: 127px) 100vw, 127px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg 300w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-150x150.jpg 150w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-12x12.jpg 12w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok.jpg 461w\" alt=\"\" width=\"127\" height=\"127\" \/>Andrea Zhok, nato a Trieste nel 1967, ha studiato presso le Universit\u00e0 di Trieste, Milano, Vienna ed Essex.<br \/>\n\u00c8 dottore di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Milano e Master of Philosophy dell\u2019Universit\u00e0 di Essex.<br \/>\n\u00c8 autore di numerose pubblicazioni, scientifiche e divulgative; tra le pubblicazioni monografiche: \u201cLo spirito del denaro e la liquidazione del mondo\u201d (Jaca Book 2006); \u201cEmergentismo\u201d (Ets 2011); \u201cCritica della ragione liberale\u201d (Meltemi 2020).<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Zhok &nbsp; In questi giorni \u00e8 impossibile evitare di imbattersi nella vicenda dell&#8217;esclusione dal Concerto al Circo Massimo da parte dell&#8217;amministrazione Gualtieri del trapper Tony Effe. 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