{"id":84850,"date":"2025-09-07T11:29:40","date_gmt":"2025-09-07T09:29:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=84850"},"modified":"2025-09-08T18:19:58","modified_gmt":"2025-09-08T16:19:58","slug":"dalla-distruzione-di-hamas-alla-cancellazione-della-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/dalla-distruzione-di-hamas-alla-cancellazione-della-palestina\/","title":{"rendered":"Dalla Distruzione di Hamas alla Cancellazione della Palestina"},"content":{"rendered":"<pre><i>di <\/i><i>Murad Sadygzade<\/i><\/pre>\n<p><em>Nonostante le obiezioni provenienti da tutto il mondo, il governo di Netanyahu sta ridisegnando la mappa con i cingoli dei carri armati<\/em><\/p>\n<p>All&#8217;inizio di agosto, <strong>Benjamin Netanyahu<\/strong> ha dissipato ogni residua ambiguit\u00e0. In un&#8217;intervista diretta con <i>Fox News<\/i>, ha reso esplicito ci\u00f2 che era stato a lungo sottinteso attraverso eufemismi diplomatici: Israele intende assumere il pieno controllo militare di Gaza, smantellare Hamas come entit\u00e0 politica e militare e, infine, trasferire l&#8217;autorit\u00e0 a un&#8217;<i>\u201camministrazione civile non Hamas\u201d<\/i>, idealmente con la partecipazione araba.<\/p>\n<p><i>\u201cNon governeremo Gaza\u201d,<\/i> ha aggiunto il primo ministro. Ma anche in quel caso, la formula <i>\u201cconquistare ma non governare\u201d<\/i> sembrava pi\u00f9 un velo diplomatico per una linea d&#8217;azione molto pi\u00f9 dura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_84509\" aria-describedby=\"caption-attachment-84509\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84509\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/copertina_greiner-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/copertina_greiner-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/copertina_greiner-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/copertina_greiner.jpg 656w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-84509\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/il-volto-del-male\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>IN PROMOZIONE! 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Allo stesso tempo, il governo ha richiamato decine di migliaia di riservisti, segnalando chiaramente che Israele era pronto a prendere la citt\u00e0 con la forza, anche se tecnicamente rimaneva aperta la possibilit\u00e0 di una tregua negoziata.<\/p>\n<p>In questo contesto, parlare di <i>\u201cstabilizzazione\u201d<\/i> suona vuoto. Le infrastrutture sono in rovina, il sistema sanitario \u00e8 sull&#8217;orlo del collasso, le linee di aiuto spesso finiscono sotto il fuoco nemico e i gruppi di monitoraggio internazionali stanno registrando segni di una carestia imminente.<\/p>\n<p>Il conflitto non \u00e8 pi\u00f9 una guerra convenzionale tra eserciti. Sta assumendo i contorni di una disintegrazione controllata della vita civile.<\/p>\n<p>Ma Gaza non \u00e8 l&#8217;intero quadro.<\/p>\n<p>In Cisgiordania, la logica del controllo militare viene formalizzata sia dal punto di vista giuridico che spaziale. Il 23 luglio, la Knesset ha votato a maggioranza l&#8217;adozione di una dichiarazione che sostiene l&#8217;estensione della sovranit\u00e0 israeliana sulla Giudea, la Samaria e la Valle del Giordano. Sebbene formulata come una raccomandazione, questa mossa normalizza di fatto l&#8217;istituzionalizzazione dell&#8217;erosione delle linee rosse precedentemente tracciate.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/E1_(West_Bank)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piano E1<\/a> degli insediamenti israeliani in Cisgiordania deve essere inteso come un anello fondamentale nella cintura orientale che circonda Gerusalemme. Il 20 agosto, il Comitato superiore di pianificazione dell&#8217;amministrazione civile ha dato il via libera alla costruzione di oltre 3.400 unit\u00e0 abitative tra Gerusalemme Est e Ma&#8217;ale Adumim. Per gli urbanisti, si tratta di <i>\u201ccolmare le lacune\u201d<\/i> tra gli insediamenti esistenti. Per i responsabili politici e i funzionari militari, rappresenta un perno strategico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_84776\" aria-describedby=\"caption-attachment-84776\" style=\"width: 467px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-84776\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_harrison-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"730\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_harrison-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_harrison-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_harrison.jpg 656w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-84776\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/il-quarto-mistero\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>IN PROMOZIONE! ACQUISTALO QUI CON IL 15% DI SCONTO!<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>In primo luogo, E1 mira a creare una presenza ebraica continua che circondi Gerusalemme e a integrare Ma&#8217;ale Adumim nel tessuto urbano della citt\u00e0. Ci\u00f2 rafforza il fianco orientale della capitale, fornisce profondit\u00e0 strategica e protegge l&#8217;autostrada 1, il corridoio vitale verso il Mar Morto e la Valle del Giordano.<\/p>\n<p>In secondo luogo, separa Gerusalemme Est dal suo naturale hinterland palestinese. L&#8217;E1 blocca fisicamente l&#8217;accesso della Cisgiordania alla parte orientale della citt\u00e0, tagliando fuori Gerusalemme Est da Ramallah a nord e Betlemme a sud.<\/p>\n<p>In terzo luogo, smantella la continuit\u00e0 territoriale di qualsiasi futuro Stato palestinese. Invece di uno spazio unificato, emerge una rete di enclavi isolate, collegate da strade di circonvallazione e tunnel che non riescono a compensare la perdita dell&#8217;accesso diretto a Gerusalemme, sia simbolico che amministrativo.<\/p>\n<p>In quarto luogo, cerca di spostare il dibattito sullo status di Gerusalemme dal regno della diplomazia a quello dei fatti irrevocabili. Una volta costruita la cintura orientale, la visione di Gerusalemme Est come capitale di uno Stato palestinese diventa quasi impossibile da realizzare.<\/p>\n<p>Infine, E1 incarna due principi opposti: per gli israeliani, una <i>\u201ccontinuit\u00e0 gestita\u201d<\/i> del controllo; per i palestinesi, un <i>\u201cvuoto gestito\u201d<\/i> di governance. Una parte ottiene un corridoio ininterrotto di dominio, l&#8217;altra si ritrova con un territorio frammentato e prospettive ridotte di autodeterminazione.<\/p>\n<p>Non sorprende quindi che la reazione internazionale sia stata rapida e inequivocabile, dall&#8217;ONU e dall&#8217;UE a Londra e Canberra. Il ministro delle Finanze <strong>Bezalel Smotrich<\/strong>, commentando il lancio dell&#8217;E1, ha detto ad alta voce ci\u00f2 che le mappe avevano gi\u00e0 suggerito: il progetto avrebbe <i>\u201cseppellito\u201d<\/i> l&#8217;idea di uno Stato palestinese.<\/p>\n<p>In una trasmissione di agosto su i24News, <strong>Netanyahu<\/strong> ha affermato di sentire un <i>\u201cforte legame\u201d<\/i> con la visione di una <i>\u201cGrande Israele\u201d<\/i>. Per le capitali arabe questa \u00e8 stata una conferma del suo massimalismo strategico. La campagna militare a Gaza e l&#8217;espansione pianificata in Cisgiordania non sono due binari paralleli, ma parti di un unico programma integrato. La risposta regionale \u00e8 stata rapida e senza compromessi, dagli avvertimenti della Giordania alla condanna collettiva delle istituzioni internazionali.<\/p>\n<p>Il quadro pi\u00f9 ampio rivela un disegno deliberato: a Gaza, la sottomissione forzata senza alcuna credibile o legittima <i>\u201cconsegna delle chiavi\u201d<\/i>; in Cisgiordania, una riconfigurazione della geografia politica attraverso l&#8217;E1 e i progetti correlati, traducendo una disputa diplomatica nel linguaggio delle strade, della zonizzazione e della demografia. Il linguaggio della <i>\u201ctemporaneit\u00e0\u201d<\/i> e della <i>\u201cmancanza di intenzione di governare\u201d<\/i> funge da copertura, ma in pratica la temporaneit\u00e0 si trasforma in permanenza e il controllo diventa istituzionalizzato come nuova normalit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_84775\" aria-describedby=\"caption-attachment-84775\" style=\"width: 465px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-84775\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_roszell-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"727\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_roszell-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_roszell-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/copertina_roszell.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-84775\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/product\/lesperienza-al-confine-della-vita\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>IN PROMOZIONE! 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La mappa viene disegnata prima che si raggiunga la pace e, alla fine, \u00e8 la mappa che diventa l&#8217;argomento decisivo, non un trattato.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attuale operazione militare, denominata Gideon&#8217;s Chariot 2, non \u00e8 stata ufficialmente dichiarata un&#8217;occupazione. Tuttavia, la sua natura sul campo la rende molto simile a un&#8217;occupazione. Le unit\u00e0 corazzate dell&#8217;IDF hanno raggiunto Sabra e sono impegnate in combattimenti in corso all&#8217;incrocio di Zeitoun, un punto strategico dove i combattimenti continuano da oltre una settimana. Le descrizioni militari di queste azioni come operazioni alla periferia assomigliano sempre pi\u00f9 alla fase iniziale di un assalto completo alla citt\u00e0 di Gaza. Nelle ultime 24 ore, il modello si \u00e8 solo intensificato. L&#8217;artiglieria e gli attacchi aerei hanno sistematicamente ripulito i distretti orientali e settentrionali, tra cui Zeitoun, Shuja&#8217;iyya, Sabra e Jabalia, in preparazione all&#8217;avanzata dei blindati e della fanteria.<\/p>\n<p>Lo sforzo militare \u00e8 ora rafforzato da una mobilitazione su larga scala di personale. \u00c8 stata approvata una coscrizione graduale. L&#8217;ondata principale, composta da 60.000 riservisti, dovrebbe presentarsi entro il 2 settembre, seguita da altri gruppi durante l&#8217;autunno e l&#8217;inverno. Non si tratta di un raid tattico, ma di una campagna di combattimento urbano prolungata che non sar\u00e0 misurata dai segni militari su una mappa, ma dalla capacit\u00e0 di sostenere il flusso logistico e le rotazioni del personale in condizioni intense.<\/p>\n<p>Gli sforzi diplomatici si stanno svolgendo parallelamente alla campagna militare. Il 18 agosto Hamas, attraverso intermediari egiziani e qatarioti, ha accettato le linee generali di un cessate il fuoco noto come Piano Witkoff. Esso propone una pausa di 60 giorni, il rilascio di dieci ostaggi vivi e la restituzione dei resti di altri diciotto in cambio di azioni israeliane riguardanti i detenuti palestinesi e l&#8217;accesso umanitario. Il governo israeliano non ha accettato ufficialmente il piano e insiste che tutti gli ostaggi devono essere inclusi. Ciononostante, l&#8217;offerta di Hamas \u00e8 gi\u00e0 stata utilizzata da Israele come leva. Serve pi\u00f9 come punto di pressione tattico che come vera svolta.<\/p>\n<p>Questo contesto d\u00e0 significato all&#8217;ultima direttiva di <strong>Netanyahu<\/strong> che chiede una tempistica abbreviata per conquistare le roccaforti rimanenti di Hamas. La campagna terrestre accelerata mira a fare pressione su Hamas affinch\u00e9 accetti concessioni pi\u00f9 ampie nel quadro dell&#8217;accordo proposto. Se Hamas rifiuter\u00e0, Israele presenter\u00e0 la conquista forzata di Gaza City come un&#8217;azione giustificata al proprio pubblico interno.<\/p>\n<p>Gli osservatori vicini al governo interpretano la strategia esattamente in questi termini. L&#8217;obiettivo non \u00e8 solo quello di smantellare le infrastrutture di Hamas, ma anche di alzare la posta in gioco e costringere a una scelta binaria tra una tregua alle condizioni di Israele e un ingresso militare completo nella citt\u00e0. Anche la strategia militare pi\u00f9 accuratamente progettata alla fine si trova ad affrontare lo stesso dilemma: la sfida del giorno dopo. Senza un mandato legittimo e senza un quadro amministrativo coerente, anche una vittoria tattica rischia di tradursi in un vuoto controllato. In uno scenario del genere, il controllo passa di mano sulla mappa, ma la minaccia sottostante rimane irrisolta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_84856\" aria-describedby=\"caption-attachment-84856\" style=\"width: 468px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84856\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/quando-mondo-dorme-francesca-albanese-libro-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/quando-mondo-dorme-francesca-albanese-libro-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/quando-mondo-dorme-francesca-albanese-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/quando-mondo-dorme-francesca-albanese-libro.jpg 439w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-84856\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__quando-mondo-dorme-francesca-albanese-libro.php?id=226430&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche l&#8217;ideologia gioca un ruolo centrale nel plasmare questa campagna.<\/p>\n<p>Ad agosto, <strong>Netanyahu<\/strong> ha affermato pubblicamente la sua forte identificazione personale con la visione della Terra Promessa e della Grande Israele. Questa dichiarazione ha provocato forti reazioni nelle capitali arabe e ha ulteriormente screditato la narrativa di Israele secondo cui esso cerca di controllare Gaza senza governarla. La realt\u00e0 sul campo \u00e8 pi\u00f9 complessa e fa riflettere. Dopo quasi due anni di conflitto, l&#8217;IDF non ha eliminato la minaccia. Ha subito perdite significative e non c&#8217;\u00e8 un chiaro consenso all&#8217;interno del corpo degli ufficiali sul lancio di un&#8217;altra offensiva terrestre a Gaza.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dai media israeliani, i vertici militari israeliani avevano avvertito che una conquista completa di Gaza avrebbe comportato pesanti perdite e maggiori rischi per gli ostaggi. Per questo motivo, le operazioni precedenti avevano deliberatamente evitato le zone in cui era probabile che fossero tenuti gli ostaggi. Da valutazioni trapelate emerge che lo Stato Maggiore aveva proposto una strategia incentrata sull&#8217;accerchiamento della citt\u00e0 di Gaza e sull&#8217;applicazione di una pressione crescente nel tempo. Tuttavia, la leadership politica ha optato invece per la rapidit\u00e0 e l&#8217;assalto diretto. Le vittime sono gi\u00e0 centinaia e i combattimenti nelle principali aree urbane devono ancora iniziare.<\/p>\n<p>L&#8217;opposizione interna ha chiarito la propria posizione. Dopo un briefing sulla sicurezza, il leader dell&#8217;opposizione <strong>Yair Lapid<\/strong> ha dichiarato che una nuova occupazione di Gaza sarebbe un grave errore per cui Israele pagherebbe un prezzo elevato. La pressione sul governo sta aumentando sia internamente, attraverso manifestazioni settimanali che chiedono un accordo per il rilascio degli ostaggi, sia esternamente.<\/p>\n<p>Paesi come Francia, Regno Unito, Canada, Australia e Malta si stanno preparando a compiere passi verso il riconoscimento dello Stato palestinese all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Nel linguaggio della diplomazia internazionale, questa mossa segnala un contrappeso sia alla posizione intransigente di Hamas che alle ambizioni territoriali di destra di Israele. Pi\u00f9 Israele insiste con forza nel conquistare Gaza a tutti i costi, pi\u00f9 forte diventa la risposta globale a favore della formalizzazione dello status della Palestina.<\/p>\n<p>Tuttavia, <strong>la situazione ora trascende le dinamiche locali. Sullo sfondo dell&#8217;instabilit\u00e0 mondiale, compresi i conflitti regionali, l&#8217;interruzione delle rotte commerciali globali e l&#8217;aumento del rischio geopolitico, la campagna di Gaza appare sempre pi\u00f9 come parte di una pi\u00f9 ampia guerra di logoramento a lungo termine.<\/strong> Nell&#8217;ambito del pensiero strategico di Israele, l&#8217;obiettivo finale sembra essere la chiusura definitiva della questione palestinese. Ci\u00f2 comporta lo smantellamento di tutte le strutture politiche e di tutti gli attori che, in qualsiasi combinazione, potrebbero minacciare la sicurezza israeliana. Secondo questa logica, le conseguenze umanitarie non sono considerate un vincolo.<\/p>\n<p>Un recente rapporto delle Nazioni Unite illustra la portata della crisi.<\/p>\n<p>Per la prima volta, l&#8217;Organizzazione per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura ha dichiarato ufficialmente una carestia catastrofica a Gaza, raggiungendo il quinto e pi\u00f9 alto livello della Classificazione integrata della sicurezza alimentare (IPC). Entro la fine di settembre, si prevede che oltre 640.000 persone dovranno affrontare una privazione totale di cibo. Tuttavia, nemmeno questa valutazione allarmante ha modificato l&#8217;attuale traiettoria. Anche le dichiarazioni di intenti dell&#8217;Europa occidentale di riconoscere lo Stato palestinese non sono riuscite a diventare punti di svolta decisivi.<\/p>\n<p>Israele si trova ora di fronte a un bivio raro e difficile. Una strada porta alla diplomazia. Prevede una pausa di 60 giorni, uno scambio iniziale di prigionieri e un pi\u00f9 ampio riconoscimento del fatto che la sicurezza duratura si ottiene non solo con la forza militare, ma anche attraverso le istituzioni, i diritti legali e la legittimit\u00e0. L&#8217;altra strada porta a una nuova spirale di guerra urbana. Prevede il dispiegamento di un numero maggiore di riservisti, ordini militari sempre pi\u00f9 severi e obiettivi che diventano ogni giorno meno chiari. A Sabra, le tracce fisiche dei carri armati sono gi\u00e0 visibili prima che sia stata fatta qualsiasi dichiarazione politica chiara. In definitiva, per\u00f2, il risultato non sar\u00e0 determinato dai resoconti dal campo di battaglia, ma da formule legali, diplomatiche e istituzionali. Queste decideranno se la caduta di Gaza segner\u00e0 la fine della guerra o semplicemente l&#8217;inizio di un nuovo capitolo.<\/p>\n<p>Man mano che i piani d&#8217;assalto vengono finalizzati, le liste di mobilitazione si allungano e la retorica ideologica si intensifica, il senso di inevitabilit\u00e0 diventa pi\u00f9 forte. Questa operazione assomiglia meno a una campagna isolata e pi\u00f9 a una componente di un progetto a lungo termine volto a riconfigurare la geografia e lo status. Se questa logica continuer\u00e0 a prevalere, il giorno dopo sar\u00e0 gi\u00e0 scritto e non lascer\u00e0 spazio ad alternative. In questo scenario, la mappa avr\u00e0 pi\u00f9 peso di qualsiasi accordo. I fatti sul campo diventeranno l&#8217;autorit\u00e0 suprema, oscurando i riconoscimenti diplomatici, i rapporti internazionali e i dati umanitari.<\/p>\n<p><em>Traduzione dall&#8217;inglese di Piero Cammerinesi per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.rt.com\/news\/624181-israel-hamas-erase-palestine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;immagine di copertina: tela di Malak Mattar, Death Road, [Via della morte] Cortesia di Anthony Dawton<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2844657\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-2844657\"><figcaption id=\"caption-attachment-2844657\" class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Murad Sadygzade Nonostante le obiezioni provenienti da tutto il mondo, il governo di Netanyahu sta ridisegnando la mappa con i cingoli dei carri armati All&#8217;inizio di agosto, Benjamin Netanyahu ha dissipato ogni residua ambiguit\u00e0. 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