{"id":88533,"date":"2026-06-30T10:58:39","date_gmt":"2026-06-30T08:58:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=88533"},"modified":"2026-06-30T11:01:49","modified_gmt":"2026-06-30T09:01:49","slug":"riflessioni-sullecopatologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/riflessioni-sullecopatologia\/","title":{"rendered":"Riflessioni sull&#8217;Ecopatologia"},"content":{"rendered":"<pre><em>di Andrea Zhok\r\n<\/em><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 estate, fa caldo, e come ogni anno in questo periodo si surriscalda anche il dibattito simil-ecologico sul riscaldamento climatico. Prendo spunto da alcune belle riflessioni di Pierluigi Fagan per cercare di districare l\u2019ingarbugliata matassa delle discussioni sul tema e fornire una lettura d\u2019insieme. La premessa di quanto segue \u00e8 metodologica e politica: se non impariamo a ragionare distinguendo, se continuiamo a supporre che la forma corretta del dibattere sia la contrapposizione di schieramento, la qualit\u00e0 del dibattito politico continuer\u00e0 a degenerare. La prima ecologia che dobbiamo imparare a rispettare \u00e8 un\u2019ecologia del discorso e del pensiero: equilibrio, proporzione, visione organica.<\/p>\n<h3>1) RADICALIZZAZIONE IDEOLOGICA.<\/h3>\n<p>Il tema ecologico nel dibattito pubblico \u00e8 stato spinto dal solito apparato mediatico a gettone su un tipico binario morto di contrapposizione astratta, \u201cideologica\u201d. Questo perch\u00e9 la complessit\u00e0 delle tematiche ambientali \u00e8 stata ridotta ad un singolo problema (il riscaldamento climatico). Questo problema \u00e8 stato trattato come se ammettesse epistemicamente una singola risposta (l\u2019origine antropica), e quella risposta \u00e8 stata utilizzata \u2013 come al solito \u2013 per lasciarsi mano libera su interventi \u201cemergenziali\u201d, antipopolari, asserviti ad interessi particolari, e inutili (rottamazioni forzate, elettrificazione coatta, introduzione di un\u2019infinit\u00e0 di regole e regolette sulla mobilit\u00e0, sugli immobili, ecc. che colpiscono regolarmente i ceti meno abbienti).<\/p>\n<figure id=\"attachment_87857\" aria-describedby=\"caption-attachment-87857\" style=\"width: 550px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87857\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"797\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87857\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__palantir-leonardo-guerra-libro.php?id=230090&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<h3>2) IL FENOMENO E L\u2019INTERPRETAZIONE.<\/h3>\n<p>Che vi sia stato una fase di riscaldamento climatico accentuato nell\u2019ultimo mezzo secolo \u00e8 certo. Vi sono ragioni per credere che questo riscaldamento possa avere un\u2019origine antropica? S\u00ec, vi sono: possediamo la conoscenza di alcuni meccanismi fisici (effetto serra) e la misurazione di alcune correlazioni. Possiamo dire che queste ragioni hanno carattere apodittico, dimostrativo, ultimativo? No, non possiamo dirlo e ben difficilmente potremo mai dirlo, a causa della natura del problema, che concerne un sistema complesso e unico (il pianeta), e che dunque non pu\u00f2 essere sottoposto alle forme dimostrative pi\u00f9 forti, cio\u00e8 i test sperimentali con mutamento delle variabili a monte per vedere gli effetti a valle.<\/p>\n<h3>3) DIMOSTRABILIT\u00c0 E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE.<\/h3>\n<p>Il fatto di non poter plausibilmente pervenire mai ad una dimostrazione compiuta \u00e8 ragione sufficiente per sospendere indefinitamente il giudizio? No, non lo \u00e8, per la semplice ragione che siamo di fronte a processi che coinvolgono in maniera potenzialmente assai dannosa l\u2019esistenza di tutti. Dunque \u00e8 un tipico caso in cui ha senso applicare una forma di principio di precauzione, cio\u00e8 agire come se l\u2019opzione pi\u00f9 dannosa fosse reale.<\/p>\n<h3>4) RIGETTO DELL\u2019EMERGENZIALISMO.<\/h3>\n<p>Assumere il principio di precauzione non significa cadere in una trappola emergenzialista. Il processo di cambiamento climatico, anche se accogliamo l\u2019idea della prevalente origine antropica e anche se adottiamo il principio di precauzione, non fa parte di quei problemi per cui una decisione frettolosa \u00e8 meglio che niente. Non \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere risolto nel breve periodo, non \u00e8 qualcosa che richiede decisioni emergenziali, con il consueto ricorso a scorciatoie, decreti, appelli che ben conosciamo tipo \u201cNON C\u2019\u00c8 PI\u00d9 TEMPO!\u201d e \u201cFATE PRESTO!\u201d.<\/p>\n<h3>5) RIGETTO DELLA DINAMICA AMICO-NEMICO.<\/h3>\n<p>Un corollario del rifiuto di ogni isteria emergenziale \u00e8 quello di accettare ad ogni livello, e soprattutto a livello scientifico, la massima ampiezza di dibattito. Vanno fermamente respinti i meccanismi da gregge che oggi imperversano nel mondo scientifico e accademico, dove ogni posizione eccentrica finisce sotto il fuoco incrociato della denigrazione e del declassamento. Espressioni come \u201cnegazionista climatico\u201d vanno eliminate dal vocabolario. Un dibattito scientifico in cui solo la tesi prevalente pu\u00f2 essere sostenuta non \u00e8 pi\u00f9 dibattito scientifico.<\/p>\n<h3>6) LA VERA DIMENSIONE DEL PROBLEMA.<\/h3>\n<p>Accettare la lettura che traduce \u201cproblemi ecologici\u201d con \u201criscaldamento climatico ad origine antropica\u201d, accentuando un\u2019interpretazione particolare, finisce per nascondere il quadro generale. E il quadro generale \u00e8 piuttosto chiaro: esiste un processo ECOPATOLOGICO generato dalle forme di vita dell\u2019umanit\u00e0 contemporanea \u2013 soprattutto in alcune parti del mondo. Questo processo \u00e8 legato ad una doppia tendenza: la crescita demografica mondiale e la crescita della produzione-consumo procapite.<br \/>\nDal 1900 ad oggi la popolazione del pianeta \u00e8 pi\u00f9 che quintuplicata (da 1,6 a 8,3 miliardi) e la produttivit\u00e0 procapite \u00e8, approssimativamente, centuplicata. Facendo i conti della serva, possiamo dire che tra quando <strong>Heidegger<\/strong> o <strong>Wittgenstein<\/strong> erano adolescenti ed oggi il tasso di produzione-consumo planetario \u00e8 aumentato di circa 500 volte. Senza abbracciare fantasie malthusiane o luddiste, bisogna riconoscere che questo processo \u00e8 intrinsecamente esplosivo. Significa che sia il consumo di risorse, sia la produzione di scarti ed esternalit\u00e0 sono cresciute di 500 volte nell\u2019arco che separa la generazione dei miei nonni dalla presente. Non bisogna essere apocalittici o catastrofisti per comprendere che una curva esponenziale del genere non \u00e8 sostenibile nel lungo periodo.<br \/>\nNota bene: \u00c8 molto pi\u00f9 difficile sapere QUALI squilibri un simile processo va a creare che sapere CHE una simile tendenza \u00e8 destinata a creare gravi squilibri. Questo punto \u00e8 cruciale. Noi possiamo nutrire moltissimi sospetti intorno a vari processi degenerativi a livello ambientale, possiamo rilevare l\u2019incremento di numerose malattie, identificare processi di depauperamento biologico e desertificazione, possiamo registrare cambiamenti climatici, ecc. e tuttavia l\u2019imputazione causale diretta pu\u00f2 rimanere elusiva e contendibile per tempi lunghissimi. Possiamo in sostanza essere certi che il sistema \u00e8 patologico, senza sapere esattamente quali processi causano esattamente quali danni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88546\" aria-describedby=\"caption-attachment-88546\" style=\"width: 552px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-88546\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice-300x300.webp\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice-300x300.webp 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice-150x150.webp 150w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice-768x768.webp 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice-12x12.webp 12w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/silice.webp 990w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88546\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/agribioshop.it\/products\/silice-calcare-argilla-f-benesch-k-wilde?utm_source=liberopensare&amp;utm_medium=blog\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<h3>7) L\u2019ORIZZONTE DELLA SOLUZIONE.<\/h3>\n<p>Se riconosciamo le linee di fondo dell\u2019analisi precedente \u2013 e io credo che le riconoscano in molti, anche tra i pi\u00f9 entusiasti sostenitori del sistema \u2013 ci si trova di fronte all\u2019orizzonte delle possibili soluzioni.<\/p>\n<p>Riducendole all\u2019osso le soluzioni che vengono immaginate (e, talvolta, molto pi\u00f9 di rado, esplicitate) sono di tre tipi che chiamer\u00f2 <strong>SOLUZIONE DELLA FEDE NEL LIBERALISMO TECNOLOGICO, SOLUZIONE DELLA POTATURA CICLICA e SOLUZIONE DEL CAMBIAMENTO DI SISTEMA.<\/strong><\/p>\n<h3>7.1) LIBERALISMO TECNOLOGICO.<\/h3>\n<p>La prima soluzione appartiene al novero delle escogitazioni dell\u2019economia liberale. Essa suppone che, per ogni problema, il libero sistema della produzione competitiva trover\u00e0 una soluzione, non appena quella soluzione sar\u00e0 economicamente attraente. Questa \u00e8 la forma in cui vengono incanalate oggi tutte le discussioni di natura ecologica, a partire dal riscaldamento climatico. Non si cambia niente a livello sistemico, ma si spinge per la ricerca di qualche soluzione tecnologicamente innovativa, che ha il vantaggio di aprire settori con margini di profitto allettanti. Si spaccia questa soluzione compatibile con i meccanismi di mercato correnti come decisiva. Simultaneamente si producono sistemi di incentivi e disincentivi economici, volti ad orientare il mercato verso le \u201csoluzioni innovative\u201d. Tutto ci\u00f2 viene fatto da molti in buona fede. Tuttavia \u00e8 una strategia insieme socialmente ingiusta e materialmente catastrofica.<\/p>\n<p>Socialmente, questo modello mette in cattura tutti coloro i quali hanno difficolt\u00e0 a stare all\u2019altezza delle richieste di \u201cinnovazione\u201d. L\u2019incremento di controlli e certificazioni, la penalizzazione di beni tecnologicamente obsoleti (automobili, caldaie, ecc.) rispetto a beni tecnologicamente pi\u00f9 avanzati mette sempre pi\u00f9 gruppi sociali con le spalle al muro: si chiede a Mario la mobilit\u00e0, la disponibilit\u00e0 a lavorare fuori sede, lo si spinge a vivere in periferia perch\u00e9 i costi delle abitazioni urbane esplodono, e poi lo si punisce perch\u00e9 non cambia la vecchia automobile con un gioiellino ibrido che costa quanto tre anni del suo stipendio.<\/p>\n<p>Ma al netto dell\u2019ingiustizia, questo modello \u00e8 anche del tutto inefficace nell\u2019affrontare i problemi. Esso infatti affronta i problemi generati dall\u2019iperconsumo e dall\u2019iperproduzione ricorrendo a ulteriore crescita di consumo e produzione. Mentre tappa un buco (ammesso che lo faccia) ne crea altri dieci. Il sistema in perenne accelerazione non ha mai il tempo di fare il punto sui problemi da risolvere, perch\u00e9 ne genera di nuovi a getto continuo.<\/p>\n<h3>7.2) POTATURA CICLICA.<\/h3>\n<p>La seconda soluzione \u00e8 quella indicibile, ma ben presente agli occhi delle \u00e9lite economiche. Siccome non sono tutti stupidi, anche tra chi \u00e8 riccamente beneficato dal sistema ci sono molti che capiscono che il liberalismo tecnologico non risolve nulla. Ufficialmente continuano a supportarlo, ma ufficiosamente prendono in considerazione scenari alternativi. Questi scenari passano attraverso l\u2019idea che, non potendo (non volendo) prendere in considerazione un mutamento di paradigma produttivo, l\u2019unico punto su cui si pu\u00f2 lavorare \u00e8 la demografia o l\u2019accessibilit\u00e0 di beni ai pi\u00f9. Lo spettro di queste soluzioni vanno da progetti di depopolazione, alla promozione di dinamiche di immiserimento ed esclusione di massa, alla promozione di scenari bellici, all\u2019abbattimento della fertilit\u00e0 creando condizioni di invivibilit\u00e0 per i pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019idea di fondo \u00e8 semplice e coerente, ed \u00e8 quella che \u00e8 stato ripetuto da <strong>Reagan<\/strong> e <strong>Bush<\/strong>, dicendo che \u201cil tenore di vita degli americani non \u00e8 negoziabile\u201d, ma estesa all\u2019interno degli stessi paesi ricchi (\u201cil tenore di vita delle \u00e9lite non \u00e8 negoziabile\u201d). Quali soluzioni si percorreranno di volta in volta \u00e8 da vedere. Alcune soluzioni saranno apertamente esplicitabili, altre rimarranno tra le righe, altre ancora saranno del tutto clandestine, ma il punto di fondo \u00e8, perdonate la semplificazione: \u201cPovery, dovete morire.\u201d<br \/>\nChe ci\u00f2 avvenga abbattendo i sistemi sanitari e il welfare, creando condizioni di vita e lavoro che distruggono la fertilit\u00e0, lasciando che i morti di fame si ammazzino tra di loro per le briciole del sistema, oppure inducendoli ad ammazzarsi tra di loro mettendogli un\u2019uniforme, queste sono decisioni particolari, secondarie.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88547\" aria-describedby=\"caption-attachment-88547\" style=\"width: 562px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-88547\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FRUTTICULTURA-188x300.webp\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"897\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FRUTTICULTURA-188x300.webp 188w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FRUTTICULTURA-8x12.webp 8w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88547\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/agribioshop.it\/products\/la-frutticoltura-biodinamica-andrea-isoardi?utm_source=liberopensare&amp;utm_medium=blog\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<h3>7.3) IL CAMBIAMENTO DI SISTEMA:<\/h3>\n<p>La terza soluzione \u00e8 in certo modo ovvia, ma oggi persino difficile da dichiarare. Siccome i problemi di cui sopra sono alimentati e resi insolubili da una specifica organizzazione sociale, bisogna mutare questa organizzazione.<\/p>\n<p>Un sistema che ha bisogno di crescita illimitata, che non pu\u00f2 tollerare neppure una lunga pausa di stazionariet\u00e0 senza collassare, \u00e8 patogeno. Ovviamente il punto di questo sistema non \u00e8 e non \u00e8 mai stato il soddisfacimento di bisogni, neppure dei bisogni pi\u00f9 elaborati e raffinati. Se si pensa che dagli inizi del \u2018900 ad oggi la produttivit\u00e0 procapite \u00e8 centuplicata ma l\u2019orario di lavoro \u00e8 rimasto sostanzialmente immutato, si capisce bene che per il sistema ogni capacit\u00e0 produttiva supplementare deve essere impiegata per alimentare il circolo produzione-consumo, e non per liberare tempo umano, non per liberare energie fisiche e mentali.<\/p>\n<p>L\u2019avvento prossimo venturo dell\u2019AI in massa sui posti di lavoro \u00e8 destinato a seguire la stessa parabola: esplosione di produttivit\u00e0 e di margini di profitto, carichi di lavoro immutati per chi lavora, competizione aumentata per accedere ad un lavoro qualunque (e dunque compressione salariale).<\/p>\n<p>Per uscire da questo modello bisogna accettare la sua trasformazione in un modello alternativo.<\/p>\n<p>E anche qui, di modelli possibili ce ne sono principalmente tre. Un modello dove la SOVRANIT\u00c0 NAZIONALE contiene e governa i meccanismi di mercato; un modello dove a contenere e governare i meccanismi di mercato \u00e8 una forma di SOVRANIT\u00c0 POPOLARE, ed infine un modello di autoritarismo coattivo delle \u00e9lite, che possiamo chiamare TECNOFEUDALESIMO.<\/p>\n<p>Sovranit\u00e0 nazionale e sovranit\u00e0 popolare sono distinguibili, ma non necessariamente in opposizione. Un sistema come quello della Cina popolare o del moderno Iran sono sistemi in cui la sovranit\u00e0 nazionale riesce a governare e contenere i meccanismi di mercato. Il che significa che, se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica, \u00e8 possibile crescere ma anche decrescere o rimanere in una condizione economicamente stazionaria. Ovviamente, quanto pi\u00f9 un sistema si integra nel meccanismo dei mercati mondiali e ne accetta le regole, tanto pi\u00f9 difficile \u00e8 mantenere il potere in situazioni di assenza di crescita.<\/p>\n<p>Un sistema a sovranit\u00e0 popolare deve avere caratteristiche di tipo socialista \/ comunista, cio\u00e8 deve sottoporre i meccanismi di mercato ad un controllo governato da un fattore unificante di carattere costituzionale, mosso da un impianto di regole e principi che garantiscano la giustizia sociale. Esistono numerosi modelli, ma va detto che storicamente quelli pi\u00f9 duraturi hanno sempre abbinato istanze socialiste a forme di sovranit\u00e0 nazionale. Non \u00e8 necessario che il mercato venga abolito, esso deve essere circoscritto, diviene un gioco interno, un sistema che non pu\u00f2 essere mai nelle condizioni di rimpiazzare il meccanismo politico.<\/p>\n<p>Il terzo modello \u00e8 quello che abbiamo chiamato \u201ctecnofeudalesimo\u201d, ed \u00e8 la soluzione che pi\u00f9 da vicino minaccia la scena occidentale. L\u2019accrescimento del potere su base tecnologica, il suo accentramento nelle mani dei detentori di grandi capitali, la progressiva separazione di questi gruppi dalla societ\u00e0 <em>(gated communities)<\/em> prelude ad un possibile scenario dove le rimanenze della democrazia formale vengono estinte e sostituite direttamente da un governo di grandi corporations, che esercitano un potere illimitato di tipo tecnologico coattivo sulla grande massa della popolazione.<\/p>\n<p><em>29 Giugno 2026<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte: Andrea Zhok<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-71156 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg\" sizes=\"(max-width: 127px) 100vw, 127px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-300x300.jpg 300w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-150x150.jpg 150w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok-12x12.jpg 12w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/andrea_zhok.jpg 461w\" alt=\"\" width=\"127\" height=\"127\" \/>Andrea Zhok, nato a Trieste nel 1967, ha studiato presso le Universit\u00e0 di Trieste, Milano, Vienna ed Essex.<br \/>\n\u00c8 dottore di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Milano e Master of Philosophy dell\u2019Universit\u00e0 di Essex.<br \/>\n\u00c8 autore di numerose pubblicazioni, scientifiche e divulgative; tra le pubblicazioni monografiche: \u201cLo spirito del denaro e la liquidazione del mondo\u201d (Jaca Book 2006); \u201cEmergentismo\u201d (Ets 2011); \u201cCritica della ragione liberale\u201d (Meltemi 2020).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Zhok &nbsp; \u00c8 estate, fa caldo, e come ogni anno in questo periodo si surriscalda anche il dibattito simil-ecologico sul riscaldamento climatico. 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