{"id":88758,"date":"2026-07-23T13:11:41","date_gmt":"2026-07-23T11:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=88758"},"modified":"2026-07-23T13:12:47","modified_gmt":"2026-07-23T11:12:47","slug":"il-logoramento-del-conflitto-ucraina-europa-e-il-tramonto-di-un-grande-inganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-logoramento-del-conflitto-ucraina-europa-e-il-tramonto-di-un-grande-inganno\/","title":{"rendered":"Il Logoramento del Conflitto: Ucraina, Europa e il Tramonto di un grande Inganno"},"content":{"rendered":"<pre><em>di Lorenzo Maria Pacini<\/em><\/pre>\n<p><strong><em>Bisogna ammetterlo e bisogna che gli ucraini lo riconoscano: l\u2019Europa li ha ingannati. Hanno promesso loro la gloria, e invece si sono ritrovati all\u2019inferno<\/em><\/strong><\/p>\n<h2><strong>Non \u00e8 andata come dicevano<\/strong><\/h2>\n<p>Avevano promesso che sarebbe finita presto. Avevano promesso che ci sarebbe stata una vittoria epocale, sconfiggendo il \u201cdittatore del Cremlino\u201d. Avevano detto che sarebbero entrati nella NATO, nell\u2019Unione Europea. Avevano detto che sarebbe stato un grande successo.<\/p>\n<p>E invece no.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo si \u00e8 realizzato. Niente di ci\u00f2 che il governo di <strong>Volodymyr Zelensky<\/strong> aveva promesso \u00e8 avvenuto. Non \u00e8 andata come dicevano i signori di Washington, di Londra, Roma, Parigi, Berlino, Bruxelles. Non \u00e8 andate per niente bene. E oggi, a distanza di quattro anni e mezzo dall\u2019inizio del conflitto, i veri sconfitti non sono i politici, ma i cittadini ucraini.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un modo del tutto singolare di consumare le cose: non tramite un crollo improvviso, ma con un\u2019erosione lenta e visibile allo stesso tempo, sia sul versante ucraino che su quello europeo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87857\" aria-describedby=\"caption-attachment-87857\" style=\"width: 518px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87857\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"518\" height=\"751\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/palantir-leonardo-guerra-libro.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87857\" class=\"wp-caption-text\">A<a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__palantir-leonardo-guerra-libro.php?id=230090&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"color: #800000;\">CQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO <\/span><\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il racconto degli anni 2022-2023, con la sua carica di eroismo civile e resistenza collettiva, ha retto finch\u00e9 la guerra sembrava avere un orizzonte prevedibile. Quell\u2019orizzonte si \u00e8 progressivamente allontanato. Le citt\u00e0 colpite dai bombardamenti sulle infrastrutture energetiche affrontano ancora oggi razionamenti elettrici che si ripetono stagione dopo stagione; l\u2019economia interna, gi\u00e0 colpita dalla perdita di territorio industriale nel Donbass e nel sud-est, si regge in larga parte su trasferimenti esterni; e la mobilitazione continua a sottrarre forza lavoro a un tessuto produttivo gi\u00e0 fragile, per non parlare dell\u2019opposizione violenta ai reclutatori che letteralmente perseguitano i cittadini in et\u00e0 da arruolamento, costretti a fuggire, ribellarsi con la forza oppure soccombere.<\/p>\n<p>A questo si somma un elemento meno quantificabile ma non meno concreto: la stanchezza psicologica di una popolazione che vive da anni con le sirene d\u2019allarme, la perdita di familiari al fronte, l\u2019incertezza su quando e come questa fase potr\u00e0 chiudersi. Il malcontento che ne deriva non nasce da un cedimento della causa nazionale, ma dalla distanza crescente fra il sacrificio richiesto e i risultati tangibili ottenuti sul terreno. \u00c8 una dinamica che qualsiasi societ\u00e0 sottoposta a un conflitto prolungato conosce: l\u2019entusiasmo iniziale lascia il posto, con il tempo, a un pragmatismo esausto, e poi a una domanda sempre pi\u00f9 esplicita di soluzioni negoziate, anche imperfette.<\/p>\n<h2><strong>Il costo che l\u2019Europa non pu\u00f2 pi\u00f9 nascondere<\/strong><\/h2>\n<p>Sul versante europeo il problema assume una forma diversa ma altrettanto pressante. I governi che hanno sostenuto ininterrottamente Kiev con aiuti militari, finanziari e umanitari, senza badare a spese, con l\u2019esito di un peggioramento delle condizioni dei Paesi europei e un esito tragico verso l\u2019Ucraina, perch\u00e9 niente di tutto questo \u00e8 servito a cambiare le cose. L\u2019unica cosa ad essere cambiata sono stati i parametri delle promesse che erano state fatte. E adesso?<\/p>\n<p>Il sostegno all\u2019Ucraina, presentato inizialmente come impegno morale a costo contenuto, si \u00e8 rivelato un investimento di lungo periodo, i cui benefici strategici restano oggetto di dibattito mentre i costi economici sono immediati e visibili nelle buste paga. Non si tratta soltanto di cifre di bilancio. \u00c8 il rapporto fra sacrificio richiesto e risultato prodotto a essere messo in discussione: dopo anni di sanzioni alla Russia che non hanno impedito a Mosca di riorganizzare la propria economia bellica, e dopo un sostegno militare che non ha portato a una svolta risolutiva sul campo, cresce in diversi paesi europei la sensazione che questa strategia abbia raggiunto un punto di rendimenti calanti. I governi che hanno costruito il proprio consenso interno attorno alla difesa dei valori europei si trovano ora a spiegare, a elettori sempre meno pazienti, perch\u00e9 continuare a pagare un prezzo crescente per un obiettivo che sembra allontanarsi anzich\u00e9 avvicinarsi.<\/p>\n<p>Questi due esaurimenti, quello ucraino e quello europeo, convergono in un terzo effetto, pi\u00f9 insidioso perch\u00e9 tocca il piano simbolico oltre che quello materiale: il tramonto del racconto con cui la guerra era stata presentata all\u2019opinione pubblica occidentale fin dal 2022, quello di un\u2019Ucraina che avrebbe attraversato il conflitto per approdare rapidamente a un futuro europeo, prospero e sicuro. Quel futuro, oggi, appare molto pi\u00f9 lontano di quanto si immaginasse, e il divario fra promessa e realt\u00e0 genera disillusione tanto in chi \u00e8 rimasto in Ucraina quanto in chi ne \u00e8 fuggito. Ed \u00e8 proprio sul fronte dei rifugiati che questa disillusione rischia di produrre gli effetti pi\u00f9 concreti.<\/p>\n<p>Milioni di ucraini si sono stabiliti in paesi come Polonia, Germania e Repubblica Ceca, inizialmente accolti con una solidariet\u00e0 quasi unanime. Col passare degli anni, per\u00f2, quella solidariet\u00e0 si scontra con dinamiche gi\u00e0 viste in altri contesti migratori: competizione per alloggi e servizi pubblici, pressione sui sistemi scolastici e sanitari locali, e in alcuni casi un risentimento montante fra le popolazioni ospitanti, alimentato dalla percezione che il sostegno ai rifugiati continui anche quando le risorse interne scarseggiano.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eurofound.europa.eu\/en\/topics\/stand-ukraine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il rischio non \u00e8 astratto<\/a>: segnali di insofferenza sono gi\u00e0 emersi in diversi paesi dell\u2019Europa centro-orientale, dove partiti politici hanno iniziato a intercettare questo malumore trasformandolo in consenso elettorale.<\/p>\n<p>Se la guerra continuer\u00e0 a trascinarsi senza una prospettiva chiara di chiusura, questi tre elementi, esaurimento ucraino, insofferenza europea verso i costi del sostegno, tensione crescente attorno alla presenza dei rifugiati, difficilmente resteranno separati. Tenderanno a rinforzarsi a vicenda, alimentando un clima politico in cui la richiesta di una qualche forma di soluzione negoziata, anche a costo di compromessi dolorosi, diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile da ignorare per le leadership europee e ucraine.<\/p>\n<p>Ma parliamo di numeri.<\/p>\n<p>L\u2019UE ha dedicato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/policies\/eu-solidarity-ukraine\/?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo i dati ufficiali<\/a>\u00a0riportati, all\u2019Ucraina ben 217 miliardi di euro, ripartiti in sostegno finanziario di 111 miliardi, 77 di sostegno militare, 17 di sostegno ai rifugiati. Queste cifre, che lette cos\u00ec potrebbero non significare molto, hanno affaticato l\u2019economia europea al punto di costringere alcuni Stati a dichiarare importanti tagli e limitare le spese sociali.<\/p>\n<p>Secondo un\u2019analisi di Eurofound,\u00a0<a href=\"chrome-extension:\/\/efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj\/https:\/repec.canterbury.ac.nz\/cbt\/econwp\/1620.pdf\">il consenso<\/a>\u00a0verso le politiche di sostegno all\u2019Ucraina \u00e8 diminuito progressivamente nel corso degli ultimi anni. Nel 2022 l\u201988% dei cittadini europei dichiarava di sostenere l\u2019accoglienza dei rifugiati ucraini; gi\u00e0 nel 2023 tale percentuale era scesa al 76%, fino ad attestarsi al 71% nel 2024. La flessione interessa quasi tutti gli Stati membri, ma assume particolare rilievo in Polonia, Paese che fin dall\u2019inizio della guerra \u00e8 stato il principale punto di ingresso per milioni di profughi provenienti dall\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Secondo le stime dell\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), circa 6,9 milioni di cittadini ucraini hanno lasciato il proprio Paese dall\u2019inizio della guerra, mentre la sola Polonia ha accolto circa un milione di rifugiati. Proprio nel Paese che ha sostenuto il maggiore peso dell\u2019accoglienza si registra oggi uno dei pi\u00f9 evidenti fenomeni di \u201cwar fatigue\u201d, ovvero di stanchezza nei confronti del conflitto e delle sue conseguenze economiche e sociali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76217\" aria-describedby=\"caption-attachment-76217\" style=\"width: 641px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-76217\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ucraina-verita-massimo-mazzucco-libro-201x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"957\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ucraina-verita-massimo-mazzucco-libro-201x300.jpeg 201w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ucraina-verita-massimo-mazzucco-libro-8x12.jpeg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ucraina-verita-massimo-mazzucco-libro.jpeg 451w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76217\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__ucraina-verita-massimo-mazzucco-libro.php?id=205519&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019indagine evidenzia come cresca il numero di cittadini che ritengono che i rispettivi governi abbiano fatto troppo per sostenere l\u2019Ucraina. Tra il 2022 e il 2024 aumenta infatti di quasi otto punti percentuali la quota di coloro che giudicano eccessivi gli interventi pubblici destinati all\u2019alloggio e all\u2019assistenza dei rifugiati. Ancora pi\u00f9 polarizzato appare il giudizio sugli aiuti militari: circa un terzo degli intervistati ritiene che il proprio governo abbia fatto troppo poco, un altro terzo considera adeguato il livello di sostegno, mentre un\u2019analoga percentuale ritiene che sia stato fatto troppo.<\/p>\n<p>Dietro questo mutamento non sembrano esservi soltanto valutazioni geopolitiche, bens\u00ec soprattutto motivazioni economiche. Lo studio mostra infatti che il calo del consenso \u00e8 particolarmente marcato tra le famiglie che hanno visto peggiorare la propria situazione finanziaria. Tra coloro che dichiarano difficolt\u00e0 ad arrivare alla fine del mese, quasi un quinto ha ritirato il proprio sostegno all\u2019accoglienza dei rifugiati, mentre il 22% non condivide pi\u00f9 l\u2019invio di aiuti militari a Kiev. L\u2019aumento del costo della vita, dell\u2019inflazione e delle difficolt\u00e0 economiche interne sembra quindi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kiis.com.ua\/?lang=eng&amp;cat=reports&amp;id=1596&amp;page=1&amp;t=7https:\/\/hmh.news\/en\/10981\/ukraine-has-lost-ground-in-the-2025-happiness-ranking\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">incidere direttamente s<\/a>ulla disponibilit\u00e0 dei cittadini europei a sostenere finanziariamente il conflitto.<\/p>\n<p>Questo cambiamento dell\u2019opinione pubblica si inserisce in un contesto nel quale l\u2019impegno economico dell\u2019Europa ha raggiunto livelli senza precedenti dalla fine della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>L\u2019entit\u00e0 di queste risorse spiega perch\u00e9 il dibattito pubblico europeo si sia progressivamente spostato dal consenso iniziale alla discussione sui costi economici della guerra. Molti cittadini iniziano infatti a confrontare gli ingenti investimenti destinati al conflitto con le difficolt\u00e0 economiche vissute all\u2019interno dei rispettivi Paesi, dove inflazione, aumento dei prezzi dell\u2019energia, crisi abitativa e rallentamento della crescita economica incidono direttamente sul tenore di vita.<\/p>\n<p>La diminuzione del sostegno popolare non implica tuttavia un rifiuto generalizzato dell\u2019Ucraina o della solidariet\u00e0 internazionale. Piuttosto, emerge una crescente richiesta di equilibrio tra gli impegni assunti all\u2019estero e le esigenze sociali interne. In altre parole, il sostegno continua a esistere, ma viene sempre pi\u00f9 subordinato alla percezione della sostenibilit\u00e0 economica e alla capacit\u00e0 dei governi di rispondere contemporaneamente ai bisogni dei propri cittadini.<\/p>\n<p>Parallelamente all\u2019aumento degli stanziamenti destinati a Kiev, in numerosi Paesi europei si \u00e8 progressivamente diffusa una crescente insofferenza da parte di una parte della popolazione nei confronti dei costi economici della guerra. Non si tratta di un rifiuto unanime del sostegno all\u2019Ucraina, ma di un cambiamento nella percezione delle priorit\u00e0 politiche. \u00c8 costante un calo del consenso verso l\u2019accoglienza dei rifugiati e un\u2019opinione sempre pi\u00f9 divisa sugli aiuti militari, soprattutto tra i cittadini maggiormente colpiti dall\u2019inflazione, dall\u2019aumento del costo della vita e dalla perdita di potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Per molti europei, gli oltre 216 miliardi di euro mobilitati dall\u2019Unione Europea e dagli Stati membri rappresentano ormai un termine di confronto con le difficolt\u00e0 economiche interne, alimentando la richiesta che una quota maggiore delle risorse pubbliche venga destinata a sanit\u00e0, istruzione, welfare, sostegno alle famiglie e rilancio dell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p>Il\u00a0<a href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/p\/cbt\/econwp\/16-20.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fenomeno della \u201cwar fatigue\u201d<\/a>\u00a0rappresenta dunque una delle principali incognite politiche per il futuro dell\u2019Unione Europea. Se il consenso pubblico dovesse continuare a diminuire, i governi potrebbero trovarsi costretti a ricalibrare l\u2019entit\u00e0 e le modalit\u00e0 degli aiuti a Kiev, cercando un equilibrio tra gli obiettivi strategici della politica estera europea e le crescenti pressioni provenienti dall\u2019opinione pubblica interna.<\/p>\n<p>A oltre tre anni dall\u2019inizio della guerra, il conflitto non rappresenta pi\u00f9 soltanto una questione di sicurezza internazionale, ma anche\u00a0<a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2025\/03\/31\/qual-e-il-sostegno-dei-paesi-ue-allucraina-dopo-tre-anni-di-guerra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un banco di prova\u00a0<\/a>della capacit\u00e0 delle democrazie europee di sostenere nel tempo un impegno finanziario, militare e politico di dimensioni storiche. La sfida non riguarda pi\u00f9 soltanto il futuro dell\u2019Ucraina, ma anche la tenuta del consenso interno nei Paesi chiamati a sostenerla.<\/p>\n<p>No, l\u2019Ucraina non \u00e8 un luogo felice, non sono felici i suoi cittadini e non c\u2019\u00e8 alcuna vera \u201cterra promessa\u201d della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Bisogna ammetterlo e bisogna che gli ucraini lo riconoscano: l\u2019Europa li ha ingannati. Hanno promesso loro la gloria, e invece si sono ritrovati all\u2019inferno. Prima la popolazione ucraina comprender\u00e0 questo inganno, prima sar\u00e0 possibile per loro liberarsi dei loro oppressori.<\/p>\n<p data-dl-uid=\"53\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><em>23 Luglio 2026<\/em><\/p>\n<p data-dl-uid=\"53\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><a href=\"https:\/\/strategic-culture.su\/news\/2026\/07\/23\/il-logoramento-del-conflitto-ucraina-europa-e-il-tramonto-di-un-grande-inganno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fonte<\/em><\/a><\/p>\n<div data-dl-uid=\"46\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<div class=\"dk-article__author-title\" data-dl-uid=\"46\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-80274 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Foto_Gio_3-175x230-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 119px) 100vw, 119px\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Foto_Gio_3-175x230-1.jpg 175w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Foto_Gio_3-175x230-1-9x12.jpg 9w\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"156\" \/>Lorenzo Maria\u00a0<span data-dl-uid=\"47\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Pacini,\u00a0<\/span>Professore associato in Filosofia politica e Geopolitica,\u00a0UniDolomiti di Belluno.<\/div>\n<div class=\"dk-article__author-title\" data-dl-uid=\"46\" data-dl-original=\"true\" data-dl-translated=\"true\">Consulente in analisi strategica, intelligence e relazioni internazionali.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lorenzo Maria Pacini Bisogna ammetterlo e bisogna che gli ucraini lo riconoscano: l\u2019Europa li ha ingannati. 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