{"id":89788,"date":"2026-10-06T10:27:16","date_gmt":"2026-10-06T08:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=89788"},"modified":"2026-10-06T10:28:56","modified_gmt":"2026-10-06T08:28:56","slug":"che-centra-gaza-con-i-problemi-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/che-centra-gaza-con-i-problemi-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Che c\u2019entra Gaza con i &#8220;Problemi degli italiani&#8221;?"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-header\" role=\"region\" aria-label=\"Intestazione del Post\">\n<pre class=\"post-title published title-X77sOw\" dir=\"auto\"><em>di Lavinia Marchetti<\/em><\/pre>\n<h2 class=\"subtitle subtitle-HEEcLo\" dir=\"auto\">Da Gaza alle nostre piazze, la sicurezza giustifica tutto. Chi ci difende da chi dice di proteggerci?<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"dt-post-body\">\n<div class=\"available-content\">\n<div class=\"body markup\" dir=\"auto\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trovo molto esemplificativo del declino cognitivo di questa epoca il fatto che si fatichi a comprendere, nell\u2019opinione pubblica, il legame tra Gaza, un genocidio, e le lotte per la scuola, la dignit\u00e0, il welfare e contro il riarmo.<\/p>\n<p>Non volerci vedere un collegamento pu\u00f2 essere un effetto di apoptosi neurale derivato dallo scrolling? Un effetto del successo della propaganda di guerra? Non saprei. Basta guardare. Siamo una societ\u00e0 che assorbe quotidianamente violenza e autoritarismo, insieme alla paura, all\u2019erosione dei diritti e alla macelleria sociale. <em>\u00abEh, ma che c\u2019entra Gaza?\u00bb. \u00abInvece di protestare per la Palestina protestassero per i problemi dell\u2019Italia\u00bb.<\/em> E bla bla bla. Veramente non capite o fate solo finta?<\/p>\n<p>Abbiamo imparato a pensare la politica per cassettini, compartimenti stagni. Gaza va negli esteri. La scuola va nella scuola e la pensione di nostra madre sta nel welfare. I carri armati hanno il loro cassettino chiamato <em>\u00abdifesa\u00bb.<\/em> Poi ci sono gli stipendi bassi, il caro affitti, poi il declino della sanit\u00e0. Questa separazione fa un favore enorme al potere, impedendoci, ad esempio, di vedere dove finiscono i soldi o peggio quali comportamenti diventano leciti a colpi di DDL incostituzionali e anche quanto spazio viene concesso alla forza e allo stato d\u2019eccezione permanente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_89793\" aria-describedby=\"caption-attachment-89793\" style=\"width: 520px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-89793\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/luce-del-risveglio-francesca-albanese-libro-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"780\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/luce-del-risveglio-francesca-albanese-libro-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/luce-del-risveglio-francesca-albanese-libro-8x12.jpg 8w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-89793\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__luce-del-risveglio-francesca-albanese-libro.php?id=230333&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>NOVIT\u00c0! ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando parliamo di <em>\u00abLaboratorio Gaza\u00bb<\/em> parliamo soprattutto di questo. Gaza ha mostrato fino a quale punto uno Stato alleato (e foraggiato, difeso e perch\u00e9 no? Anche giustificato) dell\u2019Occidente possa spingersi oltre, oserei dire <strong>oltre l\u2019umano<\/strong>, continuando a ricevere protezione diplomatica e sostegno politico.<\/p>\n<p>Fino a tre anni fa qualcuno poteva ancora rifugiarsi nell\u2019argomento dell\u2019ignoranza. In effetti pochissimi seguivano il conflitto israelo-palestinese. Era quasi impensabile, se non per gli addetti ai lavori, parlare di Apartheid, colonialismo, terrorismo israeliano e cos\u00ec via. Adesso \u00e8 diventato difficile non vedere. Abbiamo visto di tutto. Abbiamo anche letto. I documenti sono arrivati uno dietro l\u2019altro, spesso quando i morti erano gi\u00e0 molti di pi\u00f9 di quelli descritti nel documento precedente.<\/p>\n<p>E nel frattempo cosa abbiamo imparato? Anzi, cosa ci \u00e8 stato conficcato a forza nelle coscienze? <strong>Che un principio giuridico come il diritto internazionale pu\u00f2 senza dubbio continuare a esistere sulla carta, ma che \u00e8 scritto su carta straccia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La faccio semplice per una volta. Il laboratorio \u201cGaza\u201d \u00e8 esattamente questa forma di apprendimento.<\/strong><\/p>\n<p>Prima di Gaza occorreva almeno costruire una giustificazione decente, fabbricare prove se necessario o almeno mettere in piedi una conferenza stampa, mostrare qualche provetta, inventarsi qualcosa. Gaza ci ha fatto fare un enorme salto di paradigma, almeno per quanto riguarda il nostro mondo occidentale. Adesso la brutalit\u00e0 della violenza statale, il terrorismo di Stato che accomuna cos\u00ec armoniosamente USA e Israele, pu\u00f2 essere esibita nuda, senza doversi giustificare. Basta dire una parola magica, quella proiettiva dove poter vedere se stessi negli altri: <em>\u201cterrorismo\u201d, \u201cdifesa\u201d, \u201cguerra preventiva\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Con queste magiche parole puoi anche bombardare scuole con bambine dentro, affamare popolazioni, sparare nel cranio ai bambini, nella schiena a persone che cercano cibo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di giustificare niente. Basta una parola.<\/strong><\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, la stessa parola usata per rendere accettabile tutto questo torna a casa, si chiama effetto boomerang coloniale e la parola \u00e8 onnicomprensiva e onnipervasiva: \u00ab<em>Sicurezza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La sicurezza giustifica il bombardamento, il genocidio, giustifica tutto e cambiando scala, comincia a occupare sempre pi\u00f9 spazio nella disciplina della piazza e dei diritti anche in patria, dove il dissenso si trasforma in una questione di ordine pubblico e di criminalizzazione del dissenso che poi vede nel DL antisemitismo la sua acme. Non solo si pu\u00f2 commettere un genocidio sotto il naso di 8 miliardi di persone, ma se protesti contro il genocidio la brutalit\u00e0 della polizia si rivolter\u00e0 contro di te. Non \u00e8 colpevole chi commette il genocidio, Netanyahu va liberamente a delirare all\u2019ONU con cercapersone omicidi ostentati come forza, \u00e8 colpevole chi vi si oppone, va manganellato e arrestato chi porta una bandiera palestinese in pubblico. Capite perch\u00e9 c\u2019entra Gaza con i nostri diritti adesso?<\/p>\n<h2><strong>E allora Gaza che c\u2019entra con gli studenti italiani o francesi che protestano?<\/strong><\/h2>\n<p>C\u2019entra nel precedente culturale che si costruisce quando <strong>la sicurezza acquista un valore superiore al diritto<\/strong>, nell\u2019abitudine a considerare alcune persone, in genere chi si oppone ad uno stato di cose ingiusto, un problema ancora prima che pensino di fare qualcosa. C\u2019entra anche nella crescente tolleranza verso la prevenzione poliziesca, non so se avete visto le centinaia di abusi commessi dalla polizia tedesca, francese, statunitense, colombiana, argentina, verso chi semplicemente protesta e non importa per cosa, sia Gaza, il proprio stipendio, la propria dignit\u00e0, la scuola, i pompieri, il lavoro. Non importa, c\u2019\u00e8 un solo metodo in risposta: repressione violenta e silenziamento delle giuste proteste. Le condizioni di un palestinese sotto occupazione e quelle di uno studente francese restano evidentemente incomparabili, ma il punto del mio paragone riguarda i meccanismi di legittimazione e naturalizzazione della violenza repressiva, senza giocare all\u2019equivalenza delle sofferenze.<\/p>\n<figure id=\"attachment_89235\" aria-describedby=\"caption-attachment-89235\" style=\"width: 685px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-89235\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/JvH-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"685\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/JvH-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/JvH-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/JvH.jpg 731w\" sizes=\"(max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-89235\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/prodotti\/rudolf-steiner-maestro-della-loggia-bianca\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 trovo demenziale il ritornello <em>\u00abpensate ai problemi degli italiani\u00bb<\/em>. Ci stiamo pensando anche protestando per Gaza. <\/strong><\/p>\n<p>Il punto che sembra sfuggire, o che forse si preferisce lasciare nell\u2019ombra perch\u00e9 complicherebbe parecchio il racconto rassicurante nel quale viviamo, riguarda il ritorno della violenza esercitata fuori dai confini dentro le societ\u00e0 che l\u2019hanno autorizzata. Gaza appartiene ormai anche alla storia politica dell\u2019Occidente per questa ragione. <strong>L\u00ec abbiamo assistito alla scoperta di una possibilit\u00e0. Uno Stato pu\u00f2 oltrepassare quasi qualsiasi limite, appellarsi alla propria sicurezza e conservare una protezione internazionale sufficiente a proseguire per anni (circa 80, con un peggioramento cercato e voluto negli ultimi 3).<\/strong> I governi alleati fanno anche finta di chiedere moderazione, ma continuano a trattare con quello Stato amico. Le istituzioni giuridiche producono sentenze e richiami che vengono ignorati abbastanza a lungo da rendere irreversibili gli effetti materiali dell\u2019azione. Nel frattempo la vita prosegue.<\/p>\n<p>Ecco ci\u00f2 che abbiamo imparato in questi tre anni: la normalit\u00e0 occidentale pu\u00f2 contenere una quantit\u00e0 smisurata di violenza senza andare in pezzi. Pu\u00f2 perfino incorporarla nel proprio funzionamento ordinario e continuare a definirsi \u201cdemocratica\u201d perch\u00e9 ci consentono, neanche sempre, di scrivere questi post. Ma se provi a scendere in piazza, a fare uno sciopero, vieni massacrato di botte e denunciato dai bravi difensori dello status quo, e quello status quo sta producendo guerre, genocidi e erosione totale di diritti, compresa la guerra ai poveri.<\/p>\n<p><strong>Aim\u00e9 C\u00e9saire<\/strong> aveva descritto qualcosa di molto simile parlando del colonialismo europeo. La colonia corrompe il colonizzatore perch\u00e9 gli insegna che esistono esseri umani sui quali possono essere esercitate pratiche che, applicate al cittadino europeo, susciterebbero scandalo. Quel lungo apprendistato modifica chi esercita la violenza e chi la contempla. <strong>C\u00e9saire<\/strong> lo chiamava <em>choc en retour<\/em>, il colpo di ritorno. <strong>Michel Foucault<\/strong> riprese il problema nel 1976 sostenendo che le tecniche politiche e giuridiche sperimentate nei territori coloniali possono tornare verso il centro e modificare i meccanismi di potere occidentali. Il colonialismo, insomma, lascia strumenti e abitudini istituzionali che il centro apprende a usare anche su s\u00e9 stesso. Non a caso la polizia USA e anche quella italiana vanno a fare stage in Israele\u2026<\/p>\n<p>Quando parlo di Gaza come laboratorio, non penso certo a una rozza equivalenza tra un checkpoint in Cisgiordania e una piazza di Parigi. Sarebbe ridicolo e politicamente inutile. Il punto sta proprio da un\u2019altra parte, sta <strong>nella progressiva educazione all\u2019eccezione.<\/strong> Facciamo uno schema, cos\u00ec risulta pi\u00f9 chiaro:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Prima si accetta che una popolazione possa essere sorvegliata in permanenza perch\u00e9 pericolosa.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Poi si accetta che il sospetto anticipi la colpa.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Poco alla volta diventa pensabile che la libert\u00e0 di una persona dipenda dalla valutazione preventiva della sua pericolosit\u00e0.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Il giudizio sul povero, deviante, immigrato o terrorista presunto avviene prima ancora della repressione materiale.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Poi cambia la natura della domanda<\/strong><\/li>\n<li><strong>Invece di chiederci che cosa rivendichi qualcuno, cominciamo a chiederci quale rischio rappresenti.<\/strong><\/li>\n<li><strong>A quel punto il soggetto politico \u00e8 gi\u00e0 stato degradato a mero problema di sicurezza.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La trasformazione \u00e8 enorme e spesso passa quasi inosservata proprio perch\u00e9 avviene attraverso parole apparentemente ragionevoli e attraverso la tecnica delle finestre di Overton. <strong>Sicurezza<\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 efficace. Una parola talmente vasta da poter contenere il bombardamento di una citt\u00e0 e, una volta rientrata nei confini europei, il controllo preventivo di un corteo.<\/p>\n<p>Appena compare quella parola, chi se ne frega delle domande secondarie come ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Chi deve essere protetto?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Da chi?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Con quale limite?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Chi li stabilisce i limiti?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Chi decide quando la protezione autorizza la coercizione?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste sono domande fastidiose per il potere, costringono a scoprire che la sicurezza distribuisce protezione in maniera selettiva. Per il potere israeliano il bambino palestinese pu\u00f2 diventare un rischio futuro, un terrorista potenziale. Nelle nostre citt\u00e0 il manifestante pu\u00f2 essere trattato come potenziale perturbatore prima ancora di scendere in piazza. Si governa ci\u00f2 che qualcuno potrebbe fare. Gli effetti sono diversi, gli israeliani i bambini li uccidono, per ora, in Europa, si manganellano, si accecano con i lacrimogeni e li si denuncia, ma il ragionamento che vi sta dietro \u00e8 il medesimo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88583\" aria-describedby=\"caption-attachment-88583\" style=\"width: 612px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-88583\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/verita-epstein-files-libro-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"612\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/verita-epstein-files-libro-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/verita-epstein-files-libro-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/verita-epstein-files-libro.jpg 447w\" sizes=\"(max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88583\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__verita-epstein-files-libro.php?id=230573&amp;pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"color: #800000;\">NOVIT\u00c0! 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Il potere ha ottenuto una vittoria decisiva senza aver confutato una sola delle ragioni portate in piazza, ha semplicemente cambiato la natura della domanda.<\/p>\n<h2><strong>La patologizzazione del conflitto\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Il conflitto, elemento fisiologico di qualsiasi democrazia che voglia almeno provare ad adottarne la definizione, viene patologizzato. Chi contesta entra con crescente facilit\u00e0 nel lessico della prevenzione e dell\u2019ordine pubblico. La pace finisce cos\u00ec per assomigliare solo all\u2019assenza di perturbazione e sempre meno alla possibilit\u00e0 reale di conflitto politico. C\u2019\u00e8 una evidente saldatura fra il clima di guerra esterno e l\u2019espansione delle pratiche repressive interne e il passaggio decisivo riguarda il modo in cui una societ\u00e0 impara a percepire il dissenso.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 militarizzata nel pensiero ha bisogno di soggetti prevedibili e la guerra richiede consenso oppure, quando il consenso comincia a incrinarsi, obbedienza sufficiente. Il cittadino che insiste nel chiedere perch\u00e9 si debba riarmare o quello che si domanda chi pagher\u00e0 la scelta introduce un elemento di inciampo nella narrazione, qualcosa che il potere contemporaneo tollera sempre peggio: <strong>imprevedibilit\u00e0 politica<\/strong>. Per questo la militarizzazione della societ\u00e0 precede spesso la militarizzazione delle strade. Comincia proprio quando instillare la paura nella popolazione diventa il criterio concreto con cui interpretiamo ci\u00f2 che accade e allora il dissenso viene percepito come intralcio alla gestione dell\u2019emergenza. A quel punto persino la solidariet\u00e0 pu\u00f2 assumere l\u2019aspetto di una condotta sospetta.<\/p>\n<p><strong>Basti pensare alla pandemia, alla Russia che vuole attaccarci, al clima. Una societ\u00e0 perennemente sotto attacco. Non importa quanto sia vera la narrazione. Importa la paura, si possono fabbricare fatti o usare fatti reali. Non cambia nulla. Dipende da come li si usa e perch\u00e9 li si usa.<\/strong><\/p>\n<p>Con la Palestina lo vediamo meglio che con altro, perch\u00e9 la Palestina, appunto, ha costretto milioni di persone a uscire dal ruolo che era stato loro assegnato, quello dello spettatore. Finch\u00e9 guardi un bambino morto sul telefono e continui a scorrere sei perfettamente compatibile con il sistema. Puoi anche soffrire, mettere un cuoricino, lamentarti sui social (fino a un certo punto, altrimenti scattano il ban e la censura). In fondo la sofferenza privata crea pochissimi problemi. Il passaggio politicamente fastidioso avviene quando quella sofferenza produce una condotta, quando il ragazzo esce di casa, va davanti all\u2019universit\u00e0 e occupa uno spazio pubblico. L\u00ec il sentimento diventa conflitto. E il conflitto non \u00e8 accettabile e deve essere ricondotto all\u2019ordine.<\/p>\n<p>Per questo la repressione delle proteste per Gaza possiede un significato che supera la questione palestinese. In Germania lo abbiamo visto assumere forme che pochi anni fa sarebbero parse difficili da conciliare con l\u2019idea che quel paese racconta di s\u00e9 stesso, fino al punto che perfino Handala, il bambino disegnato da <strong>Naji al-Ali,<\/strong> pu\u00f2 entrare in una vicenda di polizia. In Francia le mobilitazioni mostrano lo stesso nervosismo del potere verso una piazza che pretende di occupare realmente lo spazio pubblico. Negli Stati Uniti il rapporto fra campus e apparati di sicurezza ha mostrato con particolare chiarezza quale prezzo possa essere imposto alla solidariet\u00e0 quando interferisce con gli interessi politici considerati essenziali.<\/p>\n<h2><strong>E quindi che cosa c\u2019entra Gaza con il nostro welfare?<\/strong><\/h2>\n<p>Molto pi\u00f9 di quanto sembri. Una societ\u00e0 educata alla guerra viene educata contemporaneamente al sacrificio. Le risorse diventano improvvisamente scarse per tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019esistenza quotidiana e ci sono in abbondanza quando compare la sicurezza nazionale. Il cittadino viene invitato a considerare inevitabile ci\u00f2 che fino a ieri sarebbe stato sottoposto a discussione. La scuola e gli ospedali dovranno aspettare, devono razionalizzare. Lo stipendio diventa improvvisamente una faccenda privata fra lavoratore e mercato. La guerra, invece, viene presentata come realt\u00e0 esterna alla politica, quasi una necessit\u00e0 naturale davanti alla quale resta soltanto da stabilire quanto sacrificarsi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88248\" aria-describedby=\"caption-attachment-88248\" style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-88248\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grosse-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"814\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grosse-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grosse-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grosse.jpg 717w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88248\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/edizioniartemis.it\/prodotti\/lazione-delle-logge-occulte-e-la-missione-del-centro-tra-oriente-e-occidente\/ref\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>ACQUISTALO QUI<\/strong><\/span><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il passaggio dal cittadino al suddito contemporaneo avviene anche cos\u00ec<\/strong>. Gli si chiede di comprendere. Comprendere i tagli, comprendere le restrizioni, comprendere che il mondo \u00e8 pericoloso e che certe libert\u00e0 richiedono prudenza per il <em>\u201cloro bene\u201d.<\/em> La richiesta di comprensione procede quasi sempre verso il basso. Il potere raramente viene invitato a comprendere chi aspetta mesi per una visita o chi insegna in condizioni indecenti, ma anche e soprattutto chi scende in piazza perch\u00e9 rifiuta di vedere un genocidio finanziato e protetto dai propri alleati. La comprensione diventa una virt\u00f9 dei governati.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 la frase <em>\u00abinvece di protestare per Gaza occupatevi dei problemi italiani\u00bb<\/em> \u00e8 molto pi\u00f9 stupida di quanto sembri. Contiene gi\u00e0 la vittoria culturale di questa separazione. Convince il precario che il palestinese gli sottragga attenzione. Suggerisce al lavoratore che la guerra stia fuori dalla propria busta paga e dalla propria libert\u00e0 politica, dal futuro della scuola dei figli. Divide ci\u00f2 che il potere tratta gi\u00e0 come un unico problema, cio\u00e8 come governare popolazioni alle quali viene chiesto di accettare sempre di pi\u00f9 ricevendo sempre meno possibilit\u00e0 di decidere.<\/strong><\/p>\n<p>Gaza ci riguarda precisamente perch\u00e9 ha mostrato quanto rapidamente pu\u00f2 allargarsi il campo del tollerabile. Ha mostrato che la violenza pu\u00f2 essere documentata fino all\u2019ossessione e continuare. La conoscenza, da sola, possiede un potere molto inferiore a quello che ci piace attribuirle. Otto miliardi di spettatori potenziali costituiscono perfino una protezione per il potere, se la visione resta separata dall\u2019azione. Lo spettacolo continuo della violenza rischia di produrre pi\u00f9 assuefazione e intorpidimento che rivolta. \u00c8 forse questa una delle scoperte politiche pi\u00f9 sinistre del Laboratorio Gaza.<\/p>\n<p>Il concetto di \u201claboratorio\u201d nella sperimentazione clinica riesce alla perfezione quando smettiamo di percepirlo come tale. Ad esempio quando il riconoscimento facciale sui manifestanti ci sembra normale, o quando il fermo preventivo appare un atto di prudenza. Ma anche quando, anzi soprattutto quando, la polizia che colpisce qualcuno suscita immediatamente la domanda su che cosa abbia fatto la persona colpita e non ci si pone il dubbio del fatto che sia manganellata solo perch\u00e9 chiede i suoi diritti, quelli previsti dalla costituzione, quasi come se il manganello possedesse, per definizione, una ragione anteriore alla propria azione. Quando la pace sociale coincide con strade vuote e persone docili e le \u201cdisertate strade dai sogni\u201d vuol dire che il boomerang ha completato il viaggio.<\/p>\n<p>Per questo motivo quando vediamo un ragazzo trascinato via in questura da una manifestazione per Gaza, penso anche alla scuola. Penso all\u2019ospedale che chiude un reparto. Ma rifletto anche su quanto spazio pubblico ci rester\u00e0 per opporci quando arriver\u00e0 il prossimo sacrificio presentato come inevitabile.<\/p>\n<p><em>\u00abChe c\u2019entra Gaza?\u00bb<\/em>. Tutto questo. E soprattutto mi chiedo chi ci difender\u00e0 da tutta questa <strong>sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p><em>10 Ottobre 2026<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><em><a href=\"https:\/\/laviniamarchetti.substack.com\/p\/che-centra-gaza-con-i-problemi-degli?publication_id=7937411&amp;post_id=218879591&amp;triedRedirect=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-89791 alignleft\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/lm-300x281.jpg\" alt=\"\" width=\"152\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/lm-300x281.jpg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/lm-768x720.jpg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/lm-13x12.jpg 13w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/lm.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 152px) 100vw, 152px\" \/><\/p>\n<p>Lavinia Marchetti, biologa e filosofa politica che scrive su Gaza, i genocidi contemporanei, l\u2019ideologia della guerra giusta, il corpo delle donne in guerra e le forme quotidiane di resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"dt-post-body\">\n<div class=\"available-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-89653\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"1243\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-18x10.jpg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA-1320x743.jpg 1320w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DONA-ORA.jpg 1672w\" sizes=\"(max-width: 1243px) 100vw, 1243px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lavinia Marchetti Da Gaza alle nostre piazze, la sicurezza giustifica tutto. Chi ci difende da chi dice di proteggerci? &nbsp; Trovo molto esemplificativo del declino cognitivo di questa epoca il fatto che si fatichi a comprendere, nell\u2019opinione pubblica, il legame tra Gaza, un genocidio, e le lotte per la scuola, la dignit\u00e0, il welfare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":89801,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5229,903],"tags":[6562,1048,1218,7805,96,7804,4529,7806,7807],"class_list":["post-89788","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","category-rassegna","tag-aime-cesaire","tag-boxgranderassegna","tag-gaza","tag-genocidioapartheid","tag-italia","tag-lavinia-marchetti","tag-michel-foucault","tag-naji-al-ali","tag-problemi-degli-italiani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89788","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89788"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89788\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89802,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89788\/revisions\/89802"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}