di Leonardo Guerra
“Il Partito persegue il potere esclusivamente per il suo bene. Non ci interessa il bene degli altri; ci interessa solo il potere…. solo il potere, il potere puro. Cosa significhi potere puro lo capirete tra poco. Siamo diversi da tutte le oligarchie del passato perché sappiamo quello che stiamo facendo. Tutti gli altri, anche quelli che ci assomigliavano, erano codardi e ipocriti. I nazisti tedeschi e i comunisti russi si sono avvicinati molto a noi nei loro metodi, ma non hanno mai avuto il coraggio di riconoscere le proprie motivazioni.” (George Orwell, 1984)
L’importanza della visione

In ogni società è importante condividere una visione ampia, profonda e chiara che origini dai valori e dai principi fondativi della stessa. Serve per il suo sviluppo e per quello degli individui che la compongono.
Questo succede, in bene e/o in male, in ogni civiltà. Rappresenta un tipo di percezione e di concezione della vita e del mondo condivisa.
Una mappa mentale collettiva, così che la bussola valoriale consenta a tutti di orientarsi nello stesso modo nell’ambiente circostante. Ne deriva un lessico e un dizionario condiviso che consente di comunicare efficacemente e capirsi in modo univoco. In questo modo tutti hanno gli stessi punti di riferimento.
Ne deriva un linguaggio, un relativo codice lessicale, termini, significati e concetti comuni.
Ambiente e contesto
Sebbene una visione del mondo sia formata da molti fattori, l’ambiente e il contesto con la loro percezione giocano un ruolo centrale. Aiutano le persone a sviluppare e a utilizzare una base di conoscenza comune nella mente collettiva. La condivisione di pratiche sociali radica e sviluppa, inoltre, senso d’appartenenza, identità e cultura comuni. Concetti e significati univoci e condivisi. Tale processo include tutti gli ambiti della società: religione, politica, economia, cultura, scienza, valori, emozioni ed etica, nonché opinioni su ciò che è vero e falso. Tutto questo serve per poter riconoscere in modo preciso e condiviso ciò che è sicuro, da ciò che non lo è, e che rappresenta, invece, una minaccia per la comunità.
Rischi di una visione debole e ingenua
Un esempio concreto e molto pericoloso di fiducia cieca, derivante da una visione ingenua del mondo, può essere il seguente: “.. impossibile che il governo, lo stato e i medici danneggino i propri concittadini”….“non lo farebbero mai“….

Queste frasi me lo sono sentite ripetere moltissime volte durante il Covid, quando, interpellato in qualità d’esperto della materia, consigliavo di riflettere con attenzione prima di prendere per buono ciò che narrava la TV e di decidere d’iniettarsi qualcosa di sconosciuto.
Le proprie scelte dovrebbero essere baste esclusivamente su fatti oggettivi. Verificati tramite persone esperte, di provata fiducia, e anche personalmente. Meglio non fidarsi delle parole dei TG e delle loro “virostar”.
I dati clinici registrativi di questi prodotti erano, infatti, largamente insufficienti e caratterizzati da una scarsa qualità che li rendeva assolutamente inaccettabili.
Si trattava infatti di sostanze sperimentali, le cui caratteristiche erano addirittura coperte da segreto militare NATO.
Una visione del mondo “debole e distratta”, ha fatto sì che il 90% della popolazione abbia accettato di vaccinarsi. “La storia è maestra di vita”…., ma non ha più studenti disposti ad imparare.
Psicopatici
Si parte dal presupposto, errato, che gli psicopatici siano rinchiusi nei manicomi (aboliti dalla Legge 180 del 1978, nota come Legge Basaglia,). Ci si dimentica che gli psicopatici sanno mentire e camuffarsi abilmente ed hanno una concezione del potere e del controllo sugli altri malata. Seguono, spesso, precetti dettati dalla loro religione millenaria, che impongono loro di dissimulare per raggirare e imbrogliare le loro vittime e/o chi non è dello stesso culto. Sanno riconoscere molto bene chi colpire e anche i primi segnali di una società che diventa corruttibile. Agiscono, quindi, per far accelerare tali dinamiche. Come veri e feroci predatori (“blood sniffer”) sanno attendere pazientemente il momento giusto per affondare il colpo finale. Fanno affidamento ed usano la protezione dei gruppi sociali presenti nella comunità, che offrono loro per realizzare i loro piani di conquista del potere.
Patocrazia
Con il termine patocrazia (dal greco pathos, sofferenza, e kratos, potere) s’intende un concetto sviluppato dallo psicologo polacco Andrew Łobaczewski (Andrzej Łobaczewski – Wikipedia). Per primo ha descritto un sistema di governo in cui una piccola minoranza d’individui, con disturbi della personalità (psicopatici, narcisisti, pedofili, ecc.), conquista il controllo su un’intera società. Si avvantaggiano dell’ingenuità e della debolezza morale della maggioranza per infliggere sofferenza e brutalità alle masse.
Tutti i totalitarismi classici, di tipo patriarcale autoritario verticali (nazismo, fascismo e comunismo) e anche quelli più recenti: morbidi, orizzontali e dal basso, di ogni tempo, hanno questa caratteristica in comune. I “file Epstein” stanno svelando il marcio assoluto che caratterizza l’élite globalista e la maggioranza dei politici dei paesi occidentali (https://thepeoplesvoice.tv/bill-gates-dark-secret-plotting-global-pandemics-epstein-2017-save-world-vaccines/).

Camuffano tutto con la democrazia.
I sistemi totalitari s’instaurano quando i valori morali della società si allentano, diventando così permeabili alle influenze negative e alle minacce alla loro stessa sopravvivenza. Permettendo così a soggetti patologici di scalare posizioni di potere in ogni settore della società. Inevitabilmente, la corruzione, che ne segue, avvelena il tessuto sociale e si propaga come una malattia contagiosa. Si sviluppano atteggiamenti antisociali diffusi. Gli psicopatici al potere reclutano altri psicopatici e/o aspiranti al potere, disponibili ad entrare in circoli esclusivi ed iniziatici, dove viene promesso successo e protezione in cambio di obbedienza e cieca fedeltà. Da queste società segrete, esoteriche, raggiunto un certo livello iniziatico, non si può più uscirne perché ricattati e minacciati.
Un potere e una politica malati

In sintesi, le patocrazie sono un potere malato esercitato da persone psicologicamente deviate e malvagie. Corrompono il sistema sociale per i propri fini, generando sofferenza diffusa. Nel corso della storia, ma anche attualmente, questi personaggi sono spesso causa di guerre, pandemie (es Covid-19), occupazioni, rapimenti, genocidi, torture di vario tipo. Di perversioni abominevoli e di altri atti di degrado umano.
Nonostante il loro pensiero, completamente bizzarro, sia facilmente riconoscibile da un occhio attento e allenato, la maggior parte dell’umanità, caratterizzata da un pensiero debole e permeabile, ne risulta addirittura attratta.
Si fanno distrarre troppo facilmente dalla propaganda e dalle preoccupazioni della vita quotidiana, cadendo nei tranelli psicologici e negli inganni malvagi che gli vengono tesi.
Non riescono più a riconoscerli anticipatamente, ad organizzarsi, prontamente, con una chiamata a serrare le file.
A fare fronte comune per impedire il programma di conquista di posizioni di potere di queste menti malate.
Una contro-reazione etica e morale
Questo tipo di dittatura viene definito anche come: “il potere della sofferenza”.
Tutti i totalitarismi, classici quali quello paternalistico autoritario, verticale, o più recenti come quello morbido, orizzontale e dal basso, camuffati da democrazia, possiedono questa caratteristica, dominante.
Le comunità corrotte, rappresentano un terreno fertile, ricettivo e utile per lo sviluppo di atteggiamenti anti-sociali e misantropi che possono essere contrastati e corretti soltanto da una contro-reazione etica e morale, pari e contraria, sviluppata dalla parte sana della società, nei settori chiave delle istituzioni, della politica, della giustizia e della medicina.
7 Febbraio 2026

Leonardo Guerra, laurea in biologia molecolare con tesi sperimentale sul mRNA nel 1982 c/o UNIFE.
Ho ricoperto ruoli dirigenziali in Ricerca e Sviluppo (area Anti-Infettivi), nel settore dei Rapporti Istituzionali di primarie Multinazionali farmaceutiche fino a Giugno 2020.
Co-Fondatore di una Start Up Biotech (RARESPLICE srl) per la cura di malattie genetiche rare.
Da Luglio 2020, opero come Consulente free-lance.
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