Steiner, Nietzsche, Trump e la “Fantasia immorale”

Ascolta l'articolo

Da poco LiberoPensare ha messo a disposizione dei lettori la possibilità di scaricare gli articoli in PDF con un solo clic.
Il servizio, attualmente in sperimentazione, è al momento gratuito e riservato agli utenti registrati così come il servizio di lettura vocale dei testi, già attivo.

di Piero Cammerinesi

Nel XII capitolo della sua Filosofia della Libertà, Rudolf Steiner enuncia il concetto di fantasia morale.

Giunge a formularlo attraverso un percorso filosofico serrato che parte dalla necessità per ogni essere umano di conquistarsi la certezza del conoscere.

Se si vuole, infatti, comprendere la realtà delle cose è indispensabile utilizzare uno strumento operativo scientificamente valido e questo, per ogni uomo, può essere esclusivamente il pensare.  

ACQUISTALO QUI

Solo se si è in grado di conquistarsi una certezza nel comprendere se stessi ed il mondo si può ambire a capire quanto ed in quali circostanze si è liberi, e dunque poter esercitare una azione libera, in quanto essa sarà, in caso contrario, sempre condizionata dall’esterno o dagli istinti.

Lo spirito libero – continua Steiner nel decidere le proprie azioni, deve saper prescindere da ogni costrizione esteriore – regole, consuetudini, comportamenti sociali, leggi – per poter scegliere la propria attività morale.

Egli agisce secondo i propri impulsi, secondo le intuizioni scelte grazie al pensare nell’insieme del suo mondo di idee; gli importa ben poco sia di ciò che hanno fatto altri che di ciò che è stato loro ordinato in casi analoghi.  

Per lui essere libero significa seguire ragioni puramente ideali che lo spingono a scegliere un concetto e a tradurlo in azione. 

Se domina, come si è detto, il proprio strumento di conoscenza che gli consente di individuare le proprie possibilità di azione libera, ciò lo porta a determinare da sé con la fantasia morale le rappresentazioni che stanno alla base dell’agire.

Perché – prosegue Steiner – noi siamo liberi solo quando produciamo noi stessi – da qui il termine fantasia –  queste rappresentazioni e non quando eseguiamo i motivi che altri ci hanno imposto.

Perché si parla di fantasia? Perché l’uomo produce rappresentazioni concrete traendole dalla somma delle sue idee anzitutto per mezzo della fantasia.

Un essere libero è chi può volere ciò che egli ritiene giusto. Allo spirito libero serve dunque la fantasia morale per realizzare le sue idee, essa è la sorgente dell’azione dello spirito libero (Rudolf Steiner, La Filosofia della Libertà).

ACQUISTALO QUI

Noi, naturalmente, quando ci confrontiamo con il mondo incontriamo un vasto panorama di leggi morali che si tramandano da una generazione all’altra; ma se vogliamo vivere come spiriti liberi è fondamentale dar vita alle nostre proprie leggi morali.

Quella che Steiner chiama fantasia morale è dunque la più alta vetta che l’uomo libero può raggiungere in quanto i suoi ideali morali scaturiscono da essa; li vuole perché la loro realizzazione è il suo più alto piacere. 

E la libertà per Rudolf Steiner rappresenta la forma perfetta dell’attività umana. 

Affrancarsi dalla morale ordinaria non significa ovviamente non rispettare regole e leggi, ma dar vita ad una morale superiore che nasce da un pensiero indipendente dai sensi e dagli istinti.

Fin qui Steiner nel suo capolavoro filosofico.

A questo punto vorrei fare un parallelo tra questo – se pur ambizioso obiettivo di evoluzione personale – delineato dal fondatore della scienza dello spirito, con un evento che ha appena segnato, a mio avviso, un punto di svolta nella – diciamo così – teoria della morale contemporanea.

Mi riferisco a quanto Donald Trump ha affermato in una intervista di due ore con il New York Times l’8 gennaio scorso, nel corso della quale – a fronte dei suoi ordini di bombardare navi venezuelane e di rapire il presidente Maduro per portarlo negli Stati Uniti e processarlo, gli è stato chiesto se esistessero limiti al suo potere.

Sì, ha borbottato Trump in modo poco elegante.

C’è una cosa. La mia moralità. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale.

Ha poi ammesso che , la sua amministrazione deve rispettare il diritto internazionale, ma ha aggiunto:

Dipende da quale sia la vostra definizione di diritto internazionale.

Capite?
Quello che sino a ieri è stato il mantra, la foglia di fico del potere, vale a dire il famoso Ordine internazionale basato su regole oggi non esiste più come tale. Ha bisogno di una definizione. Il diritto internazionale non significa nulla a fronte della morale personale di Donald Trump.

A questo punto vorrei notare due cose.

ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO

In primo luogo non possiamo non prendere atto che qui non abbiamo a che fare – come nel caso della fantasia morale di cui si è parlato all’inizio – con un superamento della morale ordinaria per giungere ad un livello superiore di eticità, dettato da un equilibrato sviluppo personale, ma, al contrario, siamo di fronte ad un mettere da parte le norme ordinarie ed in particolare il diritto internazionale per avallare una libertà determinata esclusivamente da quella che Nietzsche chiamava senza giri di parole volontà di potenza.

Che cos’è buono: – Tutto ciò che potenzia nell’uomo il sentimento della potenza, della volontà di potenza, la potenza stessa.
Che cos’è cattivo? – Tutto ciò che deriva dalla debolezza.
Che cos’è felicità? – Il sentimento che la potenza cresce, che una resistenza viene superata.

Non soddisfazione, ma più potenza; non pace, ma guerra; non virtù ma bravura (virtù nello stile del Rinascimento, virtù, virtù senza morale). (La volontà di potenza, Aforisma n. 414).

Come potremmo chiamarla, dunque, la morale di Trump?

Propenderei per fantasia immorale.

In secondo luogo dobbiamo notare che – se pur il potere ha sempre agito in dispregio delle leggi da lui stesso emanate – la famosa Realpolitik – questa è la prima volta che una tale ammissione viene fatta apertamente nell’Occidente – se pur fintamente – democratico e non da un politico qualsiasi ma dall’uomo più potente del mondo.

Questa non può evidentemente essere una casualità, bensì una affermazione intenzionalmente enunciata che ha l’obiettivo di aprire nuovi scenari.

O pensate davvero che il presidente dell’unica superpotenza mondiale si faccia scappare casualmente delle affermazioni perché non sa tenere la bocca chiusa?

ACQUISTALO QUI

Francamente mi pare impossibile, come pure non trovo sensata l’opinione di alcuni commentatori che considerano le dichiarazioni di Trump semplicemente uno sdoganamento senza veli della hybris del XXI secolo che non tiene più conto di regola alcuna ma solo del potere militar-industriale di un Paese.

D’altra parte sappiamo con certezza che per poter agire sul piano fisico e geopolitico certi gruppi di potere devono far sì che determinate parole vengano pronunciate.

A mio avviso, allora, ci troviamo di fronte ad una manifestazione di forze subumane che intendono – tramite queste dichiarazioni – dar vita a nuovi paradigmi non solo della geopolitica globale ma anche di quello che si vuole stabilire come nuovo impulso (im)morale dell’umanità, mai come oggi sotto attacco

16 Gennaio 2026

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Facebook
Pinterest
Twitter
Email
Telegram
WhatsApp

Ti potrebbero interessare:

Natale con Paul Emberson

Riflessioni Sui Principi
Le Macchine
La Musica
La Morte
Gondhishapur 1
Gondishapur 2
Gondishapur 3
A Proposito Di Cloni
Tra 30 Anni
it_IT

Accedi al sito

accesso già effettuato