Tecnologia, Morale e Missione dell’Anticristo da Rudolf Steiner a Peter Thiel

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di Piero Cammerinesi
Ultimamente si è parlato e scritto molto a proposito delle Lezioni sull’Anticristo di Peter Thiel.
Su LiberoPensare se ne è scritto qui, qui e qui, da parte di autori diversi e con approcci differenti.
Il tema è molto vasto e complesso ma in queste righe vorrei affrontare un aspetto specifico e relativamente circoscritto, vale a dire il rapporto tra tecnologia e morale in particolare nel confronto tra Peter Thiel (ed altri pensatori attuali) e le indicazioni della scienza dello spirito a partire da Rudolf Steiner sino a Paul Emberson.
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Rudolf Steiner parla esplicitamente di “Tecnologia Morale” nel senso di una tecnologia futura etico-spirituale in particolare nella conferenza del 12 febbraio 1906 a Colonia, nella quale, nel contesto dell’interpretazione del miracolo delle nozze di Cana come simbolo della discesa dell’umanità nel piano fisico, afferma che oggi siamo completamente scesi sul piano fisico.

Se allo sviluppo della civiltà materiale non si accompagnerà un adeguato sviluppo morale, i risultati fisici saranno devastanti, aggiunge.
Si renderà pertanto necessario – prosegue Steiner – lo sviluppo di una tecnologia morale, perché solo attraverso la moralità l’umanità potrà generare energie completamente diverse da quelle attuali.
Oggi siamo scesi sul piano fisico con tutte le nostre organizzazioni. Se accanto alla cultura sul piano fisico non esiste anche una cultura etica, le organizzazioni fisiche hanno un effetto demolitore. Sviluppando la morale, l’uomo potrà produrre forze ben diverse da quelle che esistono sul piano fisico. John Worrel Keely mise in moto la sua macchina per mezzo di vibrazioni ottenute nel suo organismo. Queste vibrazioni dipendono dalla natura morale dell’uomo. È questo il primo bagliore di quella che sarà la tecnica in avvenire. In futuro avremo macchine che si metteranno in moto solo se riceveranno le forze da uomini morali. Gli uomini immorali non potranno farle funzionare. Il meccanismo puramente meccanico si dovrà trasformare in meccanismo morale. La Scienza dello Spirito prepara questa ascesa. Il Cristianesimo ha dovuto dapprima far scendere gli uomini, ora deve farli risalire: il vino deve essere ritrasformato in acqua (Rudolf Steiner, Il Mistero cristiano, O.O.97).
John Worrell Keely

Senza moralità, la tecnologia fisica (meccanica, elettrica, elettronica) porta alla distruzione ed all’asservimento arimanico se non nascerò una tecnologia in grado di usare forze eteriche/vibrazionali generate dal ritmo umano (respiro, battito cardiaco) e dalla moralità interiore e non più solo forze morte della sub-natura (elettricità, magnetismo, ecc.).

Naturalmente, nella visione di Steiner, queste macchine – come nel caso di quelle di John Worrell Keely – potranno essere attivate solo da persone dotate di qualità morali in modo che la tecnica nell’uomo divenga inseparabile dall’etica.

Queste indicazioni verranno poi riprese ed approfondite da Steiner in altri cicli, quali La leggenda del Tempio (O.O. 93), Esigenze sociali dei tempi nuovi (O.O.186) nonché nei Drammi Misteri con l’apparecchio di Strader.

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Le indicazioni di Steiner su questo fondamentale nesso tra techné e morale divennero missione di vita per un ingegnere scozzese, Paul Emberson (1944-2017) che, per diversi decenni, ha approfondito e cercato di realizzare praticamente il concetto steineriano di tecnologia morale, fondando l’Anthro-Tech Institute in Svizzera e Scozia.

Emberson si è dedicato principalmente a sperimentare le indicazioni di Steiner su macchine basate su forze eteriche, risonanza armonica e moralità umana.
Egli prese le mosse dal lavoro di Keely, che muoveva motori con vibrazioni generate dal proprio organismo, e dall’apparecchio di Strader nei drammi misteri di Steiner. Vide in questi esempi un “primo raggio di alba” della tecnica futura.
Emberson distingue nettamente due tipi di tecnologia:
  • La tecnologia attuale (elettrica, meccanica, informatica, atomica) che è sub-natura, sfruttando forze morte, arimaniche, derivate dalla materia mineralizzata. È una tecnologia che separa l’uomo dalla natura spirituale, lo meccanicizza e rischia di portarlo verso l’abisso (guerra di tutti contro tutti, perdita di istinti sociali, asservimento a entità spirituali ostacolatrici).

 

  • La Tecnologia Morale del futuro che dovrà essere sovra-naturale o eterica, operando tramite forze viventi, ritmiche ed eteriche presenti in natura (forze centrifughe dal cosmo esterno, vibrazioni armoniche, ritmi umani come respiro e battito cardiaco). Si tratta di una tecnologia non alimentata da energia esterna “morta”, ma attivata e guidata dalle qualità morali e spirituali dell’essere umano.

La Tecnologia Morale è la forma più elevata di tecnologia che verrà sviluppata a partire dalla nostra epoca e per tutto il resto dell’evoluzione terrestre. È la tecnologia che verrà sviluppata dall’umanità spirituale (Paul Emberson, Le Macchine e lo Spirito umano).

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In quest’ultima il funzionamento delle macchine dipende dalla moralità dell’operatore. In altri termini una persona immorale o priva di sviluppo interiore non potrà attivarle. Ciò rende la tecnica inseparabile dall’etica.

Il meccanismo diventa meccanismo morale.

 

Emberson basa la sua ricerca sul principio della risonanza armonica che ha sperimentato con dispositivi come l’Harmogyra, un apparecchio che produce rotazioni e oscillazioni bilanciate. Essa si fonda sul principio che piccole vibrazioni armoniche, accordate ritmicamente, possano amplificarsi per risonanza e produrre un risultato meccanico significativo, senza consumo di combustibili fossili o elettricità convenzionale.

Sia Steiner che Emberson concordano sul fatto centrale che la “Tecnologia Morale” è l’unico modo per evitare la catastrofe verso cui è diretta l’attuale civiltà. Senza lo sviluppo parallelo della moralità e della scienza dello spirito, la tecnologia attuale distruggerà l’umanità.

Paul Emberson

La Tecnologia Morale soltanto permetterà all’uomo di riconquistare il controllo spirituale sulla natura meccanica, trasformando la tecnica da nemica in alleata dell’evoluzione spirituale.

Non si tratta di fantascienza, ma di qualcosa di concreto e oggettivo come una macchina tradizionale, solo che i suoi principi operativi sono eterici e richiedono un cambiamento interiore dell’uomo.

 

Per fare un esempio, oggi, coma sappiamo, chiunque può accendere un computer o un motore elettrico, indipendentemente dal suo livello morale; nella tecnologia morale, invece, la macchina non funzionerebbe (o non produrrebbe risultati utili) se l’operatore non avesse sviluppato qualità morali interiori (amore, libertà interiore, armonia ritmica).

Anche il rapporto uomo-macchia è totalmente diverso nelle due tecnologie: oggi l’uomo diventa sempre più dipendente dalla macchina e rischia di fondersi con essa (protesi motorizzate elettriche, nanobot, interfacce cervello-macchina), in quanto la macchina agisce dall’esterno sull’uomo, lo frammenta e lo rende più “macchina”.

Nella tecnologia morale, al contrario, l’uomo rimane padrone della macchina: è lui che genera le forze che la mettono in movimento. La macchina diventa un’estensione armonica delle forze vitali e spirituali dell’uomo, non un sostituto o un padrone.

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Questa tecnologia dovrò consentire all’uomo, nelle parole di Emberson di diventare «mastro artigiano del vivente», usando forze date alla Terra dal Mistero del Golgotha.

Parlando del motore a vapore e del transistor, ad esempio, se nella tecnologia attuale il lavoro utile nasce dal vuoto (spazio tra scoppio e ritorno del pistone, o tra “on” e “off” nel bit) Emberson afferma che in quel vuoto si insinua l’impulso arimanico. Al contrario, nella tecnologia morale, si lavora con risonanza armonica bilanciata (es. Harmogyra): oscillazioni ritmiche centripete e centrifughe che si equilibrano, senza creare vuoto distruttivo, ma producendo movimento attraverso armonia viva.

In sintesi Emberson afferma che

La tecnologia attuale è sub-naturale, morta e arimanica; la Tecnologia Morale è super-naturale, viva e cristica. La prima meccanicizza l’uomo; la seconda lo rende artefice cosciente del vivente.

Se queste sono le indicazioni della scienza dello spirito per una nuova forma di tecnologia che, a partire dalla nostra epoca, dovrebbe (o avrebbe dovuto) salvare la nostra civiltà proviamo ora a confrontarle con la situazione attuale.

 

Il caso più eclatante per cogliere la distanza abissale tra la Tecnologia Morale e la Tecnologia attuale lo troviamo in Peter Thiel.

Peter Thiel

Questo miliardario di Big Tech con inquietanti pretese messianiche rovescia completamente la prospettiva di Steiner.

Per lui il vero pericolo è proprio la “moralità” intesa come etica della cautela, della sicurezza, della regolamentazione e del controllo sulla tecnologia. Chi usa la paura dei rischi tecnologici (AI, climate change, ecc.) per imporre freni morali, governi globali o “peace and safety” sta, secondo Thiel, preparando la strada ad una stagnazione totalitaria.

Thiel non parla mai di “morale interiore”, come Steiner, ma critica duramente la “moralità esteriore” che usa la paura dei rischi per frenare o controllare il progresso tecnologico.

Aggiunge addirittura che proprio tale “moralità” costituirebbe il meccanismo attraverso cui arriverebbe l’Anticristo.

Temere o regolamentare l’intelligenza artificiale o altre tecnologie, o opporsi al progresso tecnologico, affretterebbe l’arrivo dell’Anticristo (Peter Thiel, intervista su The Verge).

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Nelle lezioni “off-the-record” del 2025, a San Francisco e Roma, e nell’intervista con Ross Douthat, in netto contrasto con Steiner ed Emberson, che vedono nella mancanza di moralità interiore il pericolo della tecnologia attuale, Thiel considera proprio questa moralità regolatoria come il meccanismo apocalittico.

È l’opposto dell’immagine della scienza baconiana del XVII-XVIII secolo, dove l’Anticristo è un genio del male, uno scienziato malvagio che inventa una macchina per dominare il mondo.
Il modo in cui l’Anticristo prenderebbe il potere è parlando di Armageddon senza sosta. Parlando di rischi esistenziali senza sosta, e dicendo che per questo bisogna regolamentare. […]
Un tempo la paura ragionevole dell’Anticristo era un mago della tecnologia. Oggi la paura ragionevole è di qualcuno che promette di controllare la tecnologia, renderla sicura e introdurre quella che, dal vostro punto di vista, sarebbe una stagnazione universale (Peter Thiel, dialogo con Ross Douthat, New York Times, giugno 2025).

 

Ma Thiel va anche oltre facendo riferimento a Tessalonicesi 5:3 ,giungendo ad affermare che…

…lo slogan dell’Anticristo è “pace e sicurezza” […] non c’è niente di sbagliato nella pace e nella sicurezza. Ma bisogna stare attenti (Peter Thiel, lezioni trapelate, Washington Post e Guardian).

Abbiamo, dunque, da un lato Steiner ed Emberson secondo i quali la tecnologia attuale è pericolosa se priva di moralità interiore. Serve una tecnologia morale futura che funzioni solo grazie alle qualità morali dell’uomo, senza la quale ci troveremmo al tramonto della civiltà.

Mentre dall’altro abbiamo Thiel secondo il quale la “moralità” applicata alla tecnologia è il veicolo dell’Anticristo. Promette “pace e sicurezza” ma porta stagnazione, governo globale e fine della libertà e del progresso. Per lui il vero progresso è l’accelerazione tecnologica audace, con il minor controllo morale e regolatorio possibile.

Steiner avverte che la tecnica senza spirito distruggerà l’umanità.
Thiel teme che lo spirito morale (inteso come freno) distrugga la tecnica.

Anche nella visione dell’Anticristo le due posizioni sono diametralmente opposte.

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Se per Rudolf Steiner egli è un’entità spirituale che si incarnerà fisicamente in un tempo caratterizzato da un’apparente “morte del Cristo” nella coscienza umana (l’umanità crederà che lo spirito sia morto o inutile) appena dopo la fine del secondo millennio – pertanto potenzialmente a breve termine – per Thiel non si tratta necessariamente di una persona singola, ma di un sistema o una mentalità globale (governo mondiale, regolamentazione).

Per Steiner l’Anticristo rappresenta un eccesso di materialismo e tecnica senza spirito, intelligenza fredda, calcolo, riduzione dell’uomo a macchina; per Thiel, al contrario, egli è caratterizzato dall’ eccesso di “moralità della sicurezza” e paura dei rischi di chi usa la paura di Armageddon per frenare il progresso tecnologico.
L’Anticristo di Steiner promette un paradiso tecnologico-materiale perfetto, senza bisogno di spirito o libertà interiore, mentre quello di Thiel lusinga con concetti quali Pace e sicurezza” universale per evitare catastrofi tecnologiche.
L’obiettivo dell’Anticristo secondo Steiner è ridurre l’uomo ad automa intelligente, privo di “Io” spirituale in un mondo dove la tecnica domini lo spirito.
Al contrario, per Thiel, l’intento sarebbe quello della stagnazione tecnologica, fine del progresso, totalitarismo burocratico globale.

In sintesi: per Steiner l’Anticristo non è (solo) una figura storica o escatologica lontana, ma una forza spirituale concreta che sta già agendo fortemente nella nostra epoca attraverso il materialismo, la tecnica senza moralità e la negazione dello spirito.

La sua incarnazione fisica sarà il culmine visibile di questo impulso ed il compito della scienza dello spirito è quello di imparare a riconoscerlo per smascherare i suoi inganni.

In conclusione, come si è visto, Rudolf Steiner, oltre un secolo fa, ci ha indicato con chiarezza quale sarebbe stato il nostro futuro se non fosse nata una Tecnologia morale.

Oggi, invece, con la visione escatologica di Peter Thiel e con la nostra tecnologia attuale ci troviamo di fronte alla perfetta e tragica manifestazione di quanto ci era stato anticipato come l’inevitabile rischio del crollo della nostra civiltà.

Detto ciò trovo davvero difficile che ci si possa ancora sorprendere della prossimità dell’Armageddon che stiamo avvertendo in questi giorni.

Spero di sbagliarmi.

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