Dai Sacrifici rituali di ieri agli Abusi di oggi sui Bambini

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di Piero Cammerinesi

Alcuni giorni fa un caro amico si chiedeva e mi chiedeva cosa faremmo (o cosa faremo) allorché ci trovassimo nelle condizioni di agire anche esteriormente, fisicamente, di fronte alla malvagità di chi fa del male ai bambini.

Quale sarebbe la nostra reazione se ci trovassimo di fronte a qualcuno che cerca di rapire o uccidere un bambino? Ci abbiamo mai pensato?

Ebbene, prima di poter dare una risposta al mio amico credo sia fondamentale approfondire il senso della violenza estrema e dei sacrifici rituali nei confronti di quelli che, per la maggior parte dell’umanità, sono la cosa più bella, più preziosa, più apportatrice di gioia, vale a dire i  bambini.

Nel mio recente articolo Epstein e il silenzio dei colpevoli pubblicato all’indomani delle prime rivelazioni degli ormai famigerati Epstein files, ho evidenziato la dissonanza cognitiva del benpensante, il quale, volendo vedere solo quello che gli si dice di vedere ignora per pregiudizio o viltà dati di fatto conclamati come i sacrifici rituali di bambini denunciati da anni da varie fonti come un passaggio necessario per poter salire ai più alti vertici della piramide del potere.

 Ho citato, tra gli altri, il caso documentato del 2017 di Ronald Bernard, un finanziere olandese che in varie interviste dichiarò che, per non venir incriminato per i suoi abusi finanziari, gli venne proposto di partecipare a sacrifici rituali di bambini.

Oggi la pubblicazione dell’archivio Epstein smaschera con sempre maggiore chiarezza, man mano che emergono altri documenti, un sistema complesso che consente ai potenti della Terra di praticare i peggiori crimini organizzati e rituali di violenze immaginabili nei confronti dei bambini.  

L’elemento positivo della pubblicazione di questi archivi dovrebbe consistere non solo nel fatto che sia chiaro a tutti che le reti pedosataniste internazionali esistono ma anche che godono delle più alte protezioni e coperture politiche, poliziesche, giudiziarie e mediatiche. 

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Ho cercato poi, nello stesso articolo, di comprendere il senso di tali orribili eventi da un punto di vista non solo esteriore e di cronaca ma anche esoterico e spirituale, seguendo la traccia offerta da Rudolf Steiner, secondo il quale nella nostra quinta epoca post-atlantica il compito centrale dell’umanità sarebbe quello di confrontarsi con il Male per trasformarlo attraverso la coscienza.

Il vero obiettivo – afferma Rudolf Steiner – che dovremmo porci non sarebbe, pertanto, quello di distruggere il male, ma di trasformarlo attraverso l’impulso del Cristo.

Operazione ardua e umanamente di difficile attuazione quando ci troviamo di fronte all’orrore di ciò cui stiamo assistendo essendo comprensibilmente sopraffatti dall’indignazione e dall’impulso alla vendetta nei confronti degli attori di tali nefandezze.

Perché i bambini?

Già, perché proprio i bambini vengono presi di mira da chi consapevolmente pianifica ed opera il male?

Ce lo siamo mai chiesti?

Per rispondere a questa domanda partiremo dall’esame di un ampio spettro di interpretazioni magico-esoteriche per poi avvicinarci alla visione scientifico-spirituale.

 

Dal punto di vista esoterico non esiste una dottrina unica e assoluta: ogni tradizione (teosofia, antroposofia, tantra, sciamanesimo, channeling new-age, ermetismo occidentale, buddhismo esoterico, ecc.) interpreta il fenomeno attraverso lenti diverse, ma che convergono su alcuni punti ricorrenti.

L’inclinazione verso la pedopornografia e la violenza sui bambini si manifesta come una distorsione estrema dell’energia vitale che ci mette di fronte all’esigenza di una comprensione profonda di almeno quattro aspetti che riguardano il soggetto: prospettiva karmica, presenza di entità parassitanti, distorsione dei chakra inferiori e scelta di polarità negativa.

1. Prospettiva karmica

Secondo la prospettiva karmica l’anima, prima di incarnarsi, può scegliere (o accettare la richiesta) di portare con sé un “pacchetto” di esperienze irrisolte. Ad esempio essa potrebbe essere stata vittima di abusi sessuali o di estrema violenza in vite precedenti: il trauma, cristallizzato, si ripresenterebbe, nella vita attuale, come impulso compulsivo a rivivere il controllo e chiudere il ciclo.

Oppure essa stessa potrebbe aver compiuto, in esistenze precedenti, riti sacrificali arcaici o violenze sistematiche esercitate sui più deboli; in tal caso Il karma resterebbe “aperto” fino a quando l’anima non scegliesse di trasmutarlo invece di ripeterlo.

Interessante a tale riguardo che diversi psicoterapeuti che utilizzano l’ipnosi regressiva, come Brian Weiss, Michael Newton ed altri riportano casi in cui anime evolute scelgono incarnazioni “estreme” per accelerare l’evoluzione.

In tal caso il pedofilo potenziale potrebbe essere un’anima che si è posta la sfida più dura – integrare l’ombra più nera senza cadere.

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2. Larve astrali

Potrebbe darsi altresì il caso della presenza nell’anima della persona di particolari entità chiamate “larve astrali”. Sappiamo che nel piano astrale inferiore esistono forme-pensiero ed entità – chiamate “larve”, “elementali negativi” o “demoni sessuali” a seconda della tradizione – che si nutrono dell’energia dell’innocenza violata.

Tali esseri si attaccano a persone con ferite aperte nel chakra sacrale e della radice, amplificando l’impulso fino a renderlo ossessivo.

La pedopornografia diventa un “rituale inconsapevole” che alimenta queste entità: ogni visione e ogni atto virtuale crea un cordone energetico che le nutre e le rafforza.
In pratiche di esorcismo esoterico (es. Golden Dawn, Franz Bardon, o sciamanesimo coreano) si osserva spesso che, una volta rimossi questi parassiti, l’impulso scompare o diventa gestibile.

3. Distorsione dei chakra inferiori

È altresì possibile ipotizzare una distorsione dei chakra inferiori con l’inversione dell’energia Kundalini. Muladhara e Svadhisthana (radice e sacrale) sono i centri dell’istinto di sopravvivenza e della sessualità sacra. Quando sono stati ripetutamente violati (in questa o in precedenti esistenze) l’energia invece di salire verso il cuore e il terzo occhio si inverte e si dirige verso il basso, trasformando il desiderio sessuale in desiderio di potere assoluto sul più debole.

Il bambino rappresenta simbolicamente l’innocenza non ancora separata dal divino (stato androginico primordiale). Violentarlo o consumarne l’immagine diventa un tentativo inconscio di “rubare” quella purezza per colmare un vuoto spirituale immenso. È l’estremo opposto del Tantra bianco, dove l’energia sessuale è usata per l’unione divina.

4. Scelta di polarità negativa

Secondo la prospettiva dell’Anima e del “Contratto pre-incarnativo” per molti channeling (Ra Material / Law of One, Bashar, Kryon, entità di Dolores Cannon) l’anima di terza densità può scegliere polarità negativa per esperienza. L’inclinazione pedofila è vista come un estremo test di polarità.

Se l’anima resiste, trasmuta e guarisce, passa a una polarità positiva molto alta (servizio agli altri). Se cede, accumula karma pesantissimo perché viola la legge del libero arbitrio del più vulnerabile (il bambino è ancora in uno stato di “non-separazione” dal Tutto).

Il messaggio universale di tutte le tradizioni

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Va comunque detto – al di là delle differenze dei vari approcci a questo argomento – che nessuna scuola esoterica seria considera questa inclinazione come “destino” o possibile “licenza divina”.

Al contrario, la legge karmica e la legge dell’Uno sono chiarissime:

“Chi ferisce l’innocenza ferisce se stesso mille volte”.

Il lavoro spirituale per la maggior parte delle correnti che si occupano di questo problema consiste nel riconoscere l’impulso senza subirlo, nel portarlo alla luce della coscienza, nel guarire il bambino interiore ferito e nell’alchimia della trasmutazione (meditazione, lavoro sui chakra, regressione, costellazioni familiari, pratiche di “cutting cords”, esorcismo energetico).

In sintesi, dal punto di vista esoterico/spirituale l’inclinazione non è una “malattia” casuale né un “vizio” morale semplice. È un segnale estremo che l’anima ha scelto di affrontare il proprio lato più oscuro per evolvere.
La differenza tra “anime perdute” e “anime che ascendono” sta proprio nella scelta di non agire e di trasformare quell’energia in compassione e servizio.
Chi porta questa croce ha davanti la via più difficile e potenzialmente più luminosa: la redenzione attraverso la rinuncia totale all’atto.

È la Grande Opera al Nero spinta al suo limite estremo.

Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare (Matteo, 18:6).

I sacrifici di bambini nella storia

Per affrontare l’argomento a 360 gradi dobbiamo aggiungere che tutta la storia dell’umanità è caratterizzata dal ricorso ai sacrifici rituali di bambini. Cosa rappresentano nel percorso evolutivo antico ed attuale?

 

Nella storia documentata il sacrificio rituale di bambini compare in diverse culture antiche con motivazioni che, pur variando per epoca ed area geografica, ruotano attorno a un nucleo di credenze molto simile.

Ecco i principali significati attribuiti storicamente a questa pratica:

1. Offerta suprema per ottenere il favore divino.

Il bambino, soprattutto se primogenito o molto piccolo, rappresentava l’oggetto di maggior valore che un genitore o una comunità potesse offrire. Offrire il proprio figlio significava dimostrare devozione assoluta, disponibilità a rinunciare al futuro biologico e sociale più prezioso.

In cambio si chiedeva qualcosa di proporzionalmente enorme: fine di una carestia prolungata, vittoria decisiva in guerra, fine di un’epidemia, fertilità dei campi per anni, stabilità del regno, pioggia in periodo di siccità estrema, protezione da catastrofi naturali (eruzioni, terremoti, inondazioni).

Alcuni esempi:

Presso gli Inca il rituale Capacocha prevedeva che bambini scelti tra i più belli e sani, drogati con coca, venissero portati in cima alle montagne e lasciati morire di freddo o strangolati per placare le divinità della montagna o del tempo.

Presso i Chimú (Perù XV sec.) centinaia di bambini vennero uccisi in un unico evento, probabilmente per fermare eventi climatici disastrosi.

Nella cultura Cartaginese e Fenicia nei Tofet di Cartagine si trovano migliaia di urne con resti cremati di neonati o bambini piccoli offerti a Baal-Hammon e Tanit, riti che avvenivano in momenti di crisi militare o economica.

L’obiettivo era quello di alimentare o “ricaricare” forze cosmiche o telluriche nella convinzione che il mondo non è meccanico ma vivo e ha bisogno di energia vitale per continuare a funzionare.

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Il sangue e la vita di un essere umano (soprattutto se innocente e puro come un bambino) erano considerati tra le forme di energia più potenti e, per tal motivo, uccidere un bambino in un luogo sacro o in un momento preciso era visto come un modo per “ricaricare” la divinità, il Sole, la Terra, le divinità della pioggia o i morti ancestrali.

Presso gli Aztechi venivano sacrificati bambini a Tlaloc (dio della pioggia), a volte piangendo deliberatamente per simulare la pioggia.

Nelle culture cananaiche e fenicie vi era un passaggio attraverso il fuoco a Moloch o Molek, probabilmente una forma di Baal, per “far passare” il bambino alla divinità e ottenere protezione o fertilità.

2. Sacrifici umani come patto sociale o politico

In alcune culture si può anche parlare di sacrifici di bambini a fronte di un un patto sociale e politico di coesione dell’élite, soprattutto se tali sacrifici coinvolgevano figli di famiglie nobili.

Questo tendeva a dimostrare che nessuno era al di sopra del sistema (nemmeno l’élite) ma anche a creare un trauma collettivo condiviso che legava la comunità in un patto di sangue (“tutti abbiamo perso qualcosa di prezioso per il bene comune”) senza trascurare il fatto che ciò rafforzava il potere del re/sacerdote che gestiva il rito.

3. Sacrifici per espiazione colpa collettiva

Altra motivazione era quella della sostituzione o espiazione di una colpa collettiva. In alcuni casi il bambino veniva offerto come sostituto di tutta la comunità colpevole (per aver infranto un tabù, per aver offeso la divinità, per aver perso una guerra vista come punizione divina).
Il bambino innocente “paga” al posto degli adulti colpevoli.

Il legame vittima-carnefice e la magia nera

Ma qual è il senso dell’azione sacrificale che lega la vittima sacrificale ed il carnefice?
Tramite l’intenzione magica del carnefice durante il sacrificio rituale – sia di bambini ma anche di adulti – l’anima della vittima perde il desiderio di reincarnarsi sulla Terra ed attira l’anima del carnefice in un regno ultraterreno dominato da forze luciferiche e arimaniche. Ciò produce un vincolo karmico-spirituale ultraterreno tra i due: entrambe le anime vengono strappate dal ciclo terrestre e legate insieme in un destino comune al di là della Terra, al servizio del piano di meccanizzazione e desolazione arimanica.
Rudolf Steiner ha trattato approfonditamente il tema del legame vittima-carnefice nella conferenza del 24 settembre 1916 a Dornach, nella quale sottolinea come i Misteri Messicani post-atlantidei, legati a forze arimaniche e al culto di Taotl, variante del grande Spirito Tao atlantideo, rappresentassero un sistema di iniziazioni di magia nera in cui gradi superiori di conoscenza richiedevano atti rituali di omicidio-sacrificale.
Nessuno veniva ammesso a certi gradi senza aver commesso un omicidio in precise condizioni rituali. Il rituale consisteva nel legare la vittima su una struttura simile a un catafalco, piegarne il corpo in modo che lo stomaco potesse essere estratto con un unico taglio preciso e abile.
La persona da uccidere veniva legata a questa struttura e il suo corpo veniva piegato in modo tale che lo stomaco potesse essere asportato con un solo taglio. Questa operazione, l’asportazione dello stomaco, doveva essere eseguita con grande destrezza. L’atto di incidere l’organismo vivente con una tale abilità e in condizioni così particolari ha dato origine a determinate esperienze. Queste esperienze dovevano essere acquisite e attraverso di esse si poteva raggiungere un certo grado di conoscenza della meccanizzazione della Terra. Ogni volta che si raggiungevano stadi superiori di iniziazione, si dovevano commettere altri omicidi (Rudolf Steiner, Impulsi evolutivi interiori dell’umanità, O.O.171).
L’iniziato (il carnefice) acquisiva così poteri di magia nera finalizzati a meccanizzare la cultura terrestre, espellere gli Io dai corpi umani e rendere la terra desolata, incapace di ospitare anime incarnate. Ciò lo avrebbe legato per sempre alle forze della morte terrena, facendogli perdere l’anima. Steiner descrive esplicitamente così il “legame ultraterreno” tra carnefice e vittima, creato intenzionalmente attraverso l’atto rituale:
Queste iniziazioni avevano uno scopo preciso. Come è stato detto, l’iniziato acquisiva poteri effettivi di magia nera, la cui applicazione avrebbe portato alla meccanizzazione della cultura della Terra e all’espulsione di tutti gli Io, in modo che i corpi nati non sarebbero più stati in grado di portare un Io. Ma poiché le forze del mondo sono in perpetua interazione, chi possedeva tali poteri sarebbe diventato anch’egli legato alla Terra; l’iniziato stesso sarebbe stato permanentemente legato alle forze terrestri.
(…) Con queste pratiche l’iniziato si univa alle forze della Terra e a tutto ciò che causa la morte sulla Terra. In questo modo, egli stesso avrebbe perso la sua anima. Si salvò da questo destino facendo in modo che, in seguito all’asportazione dello stomaco, l’anima di colui che aveva ucciso avesse perso il desiderio di tornare sulla Terra e che anche l’anima della vittima fosse in grado, attraverso l’intenzione dell’assassino, di attirare l’anima dell’assassino nel regno che sarebbe stato fondato oltre la Terra. Anche l’anima dell’omicida iniziato doveva quindi essere attirata nel regno di Lucifero e Arimane (Rudolf Steiner, Impulsi evolutivi interiori dell’umanità, O.O.171).

Già allora e poi successivamente nacquero molte sette con l’obiettivo di contrastare questi culti diabolici. Una di queste fu quella di Tezcatlipoca, un essere che non appariva in un corpo fisico, ma solo in un corpo eterico. Un’altra setta che emerse all’epoca venerava Quetzalcoatl, anche lui presente solo in forma eterica. Si sviluppò poi un altro contromovimento in seguito alla nascita di un essere che apparve questa volta in un corpo fisico il cui nome era Vitzliputzli.

Dai tempi dei Misteri Messicani di cui parla Steiner, nel corso dei secoli la condanna di questi riti arcaici è stata quasi universale.  La maggior parte delle grandi tradizioni successive – dall’ebraismo post-esilio al cristianesimo primitivo, dall’islam allo zoroastrismo, sino alla tarda filosofia greca – hanno rifiutato e demonizzato questa pratica, trasformandola nel simbolo per eccellenza dei costumi abominevoli dell’“altro”.

 

Il rifiuto del sacrificio umano di bambini è esteriormente diventato uno dei principali marchi di confine morali tra “noi civilizzati” e “loro barbari” nelle narrazioni di Greci, Romani, Ebrei, Cristiani e Musulmani.

Dico esteriormente in quanto in realtà poi la pratica è continuata sotto traccia pur se in tono minore.

Infatti, se il sacrificio di bambini è stato percepito nel passato come l’offerta estrema in contesti di crisi esistenziale percepita, quando la comunità era convinta che solo la cosa più preziosa potesse ancora “muovere” le forze sovrumane oggi esso viene utilizzato con finalità di istinti sessuali deviati, strumento di ricatto su chi participa a tali riti per scalare la piramide sociale, traffico di organi, magia nera.

Ci troviamo oggi precisamente a questo punto.

Quello che nel corso dell’evoluzione sembrerebbe essere stato superato grazie ad un livello morale superiore è ritornato alla superficie prepotentemente e non a caso.

Rudolf Steiner aveva, infatti, ripetutamente avvertito delle spaventose conseguenze cui si sarebbe andati incontro se l’umanità non avesse accolto coscientemente gli impulsi angelici, vale a dire se gli angeli avessero dovuto spostare il loro lavoro dal corpo astrale a quello eterico, a causa della resistenza umana allo spirituale.
In particolare nella conferenza di Zurigo del 9 Ottobre 1918 egli parla di pericoli istintivi legati a tre fattori: la sfera sessuale, la medicina e le forze meccaniche.
Entro l’evoluzione dell’umanità avverrebbe qualcosa che, anziché in forma utile, in chiara e desta coscienza, si presenterebbe in forma dannosa. In forma dannosa e rovinosa si produrrebbero determinati istinti nella sfera della vita sessuale; si produrrebbero istinti che non significherebbero soltanto delle deviazioni, ma che penetrerebbero entro la vita sociale, trasformandola. E innanzitutto, a causa di ciò che penetrerebbe nel loro sangue in conseguenza della loro vita sessuale, gli uomini non solo ostacolerebbero in ogni caso lo svilupparsi della fraternità sulla Terra, ma si erigerebbero sempre contro la fraternità. Tutto ciò sarebbe istintivo (Rudolf Steiner, Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale? O.O 182).
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Mi sembra assolutamente evidente come questo scenario si stia realizzando oggi in maniera assolutamente profetica.

Prosegue Steiner:

Una attitudine non spirituale della vita non si accorgerebbe affatto, ignorerebbe del tutto quanto l’umanità devierebbe dal giusto sentiero, se un giorno essa diventasse preda di una medicina dannosa, di una orribile perversione degli istinti sessuali, e dei terribili congegni di un mondo puramente meccanico nel quale forze spirituali abusive si impadronissero delle forze della natura. (…) Questo sarebbe allora un ben triste risveglio per gli uomini: l’uomo continuerebbe a compiacersi per la propria ampliata, istintiva conoscenza delle forze curative di determinati processi e di determinate sostanze; e sentirebbe un benessere tale, nel seguire certe deviazioni degli istinti sessuali, che magnificherebbe questa deviazione come una particolare forma di super-umanità, di spregiudicatezza e disinvoltura. Il brutto diventerebbe bello, e il bello brutto, in un certo senso; né lo si potrebbe riconoscere, in quanto si prenderebbe tutto come una necessità di natura. Questa sarebbe però una terribile deviazione da quella via che nell’umanità è prescritta all’entità propria dell’uomo (Rudolf Steiner, Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale? O.O 182).

Quello che sta avvenendo da alcuni anni a questa parte con la finestra di Overton della normalizzazione delle perversioni sessuali, di fenomeni che vanno dalle predazioni di organi infantili alla schiavitù sessuale di minorenni, dai cecchini del weekend di Sarajevo alle stragi genocide di bambini in Palestina, per concludere con l’orgia di violenza ed orrore degli Epstein files, conferma esattamente queste previsioni che il fondatore dell’Antroposofia formulò oltre un secolo fa.

Deviazioni degli istinti sessuali come una particolare forma di super-umanità, di spregiudicatezza e disinvoltura…

.

..le definisce Steiner; dice niente?

E certamente non poteva in alcun modo essere la cultura scientifica a metterci in guardia da quanto da alcuni decenni si stava preparando come spaventosa scivolata morale dell’umanità, in quanto, con la scienza, si possono veramente lasciare inosservate queste cose.

Scientificamente si può spiegare sia che gli uomini diventino angeli, sia che diventino diavoli. Su entrambe queste possibilità, la scienza ha sempre la stessa cosa da dire: ossia che si tratta di conseguenze di cause precedenti. Questa è la grandiosa e sapiente idea scientifica della causalità. La scienza non prenderà affatto nota dell’evento di cui ho parlato; ovviamente essa considererà una necessità naturale che gli uomini, a causa dei loro istinti sessuali, diventino dei mezzi diavoli. Dunque, dal punto di vista scientifico, la cosa non potrà esser spiegata; comunque vadano le cose, la scienza troverà tutto giustificato. Tali cose saranno comprensibili solo a una conoscenza spirituale, a una conoscenza soprasensibile (Rudolf Steiner, Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale? O.O 182).

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E cosa ha prodotto questa manifesta deriva morale dell’umanità che abbiamo oggi di fronte a noi?

La distruzione dell’interesse degli uomini per i loro simili.
Ciò non potrebbe essere più palese osservando quest’epoca di guerre di tutti contro tutti, o no?

Verrà il tempo in cui gli uomini non potranno più stare addormentati, ma riceveranno dal mondo spirituale, per opera del loro angelo, un impulso incitatore, per cui ognuno avrà, per ogni altro uomo, un interesse assai più profondo di quanto non lo abbia oggi. Questo aumento dell’interesse per i propri contemporanei non si svilupperà però solo in modo soggettivo, non si svilupperà in modo così comodo, come avviene oggi, ma subitaneamente, perché effettivamente all’uomo verrà ispirato da parte spirituale un determinato segreto, verrà ispirato che cosa l’altro uomo è. Con questo, io alludo a qualcosa di assai concreto, e non a una qualsiasi considerazione teorica: gli uomini sperimenteranno qualcosa che potrà destare in loro l’interesse per ogni altro uomo (Rudolf Steiner, Cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale?, O.O.182).

 

Quello che allora, accogliendo questo dono dell’angelo, diventa per noi un’esperienza concreta, continua Steiner, non è nientemeno che il percepire e il vedere il divino in ogni essere umano!

Tuttavia l’epoca di cui parla Steiner non è mai venuta o non è ancora venuta.
Forse c’è bisogno di ulteriore sofferenza e dolore perché gli uomini possano attivare una modalità differente di relazione con gli altri che non passi attraverso violenza, sopraffazione, razzismo, nazionalismo come è il caso oggi.

Scrive Dostojevski: «Amare significa vedere l’altro cosi come Dio Io ha concepito».

Sviluppare questa qualità è l’unica possibilità per fermare una tendenza che porterebbe altrimenti ad un inimmaginabile potere del demone sessuale. La crudeltà sessuale dinnanzi alla quale Steiner a suo tempo mise in guardia, agisce oggi in modo spaventoso soprattutto sui bambini.

Il compito del nostro tempo, quello di umanizzare la sessualità – senza dubbio un motivo significativo della nostra epoca – è capovolto nel suo contrario. È evidente che al giorno d’oggi soprattutto i bambini sono la preda agognata di queste forze che spingono alla disumanizzazione. Tra l’attacco aggressivo mosso nei confronti dell’amore mediante la disumanizzazione (scissione) della sessualità, e l’attacco aggressivo mosso a più livelli nei confronti dell’infanzia, c’è una stretta relazione (H.Köhler, Il miracolo di essere bambini).

Secondo Henning Köhler ci troviamo oggi in una situazione di soglia dal punto di vista della storia della coscienza.

Non è un caso che i bambini siano allo stesso tempo esposti ad una inconcepibile brutalità di nuovo stampo: vengono usati, violentati e trattati come oggetti di consumo in rituali sessuali che ne imbrattano e mutilano la “purezza” e !”‘innocenza” in parte organizzati a scopo consumistico, in parte eseguiti da singoli criminali.

L’iniziazione nera avviene nel salotto buono della casa borghese. Spesso all’esecuzione capitale dell’anima fa seguito quella del corpo. Il filmare contemporaneamente i fatti, ormai quasi d’obbligo, è qualcosa di più che un lucrare sulle attività masturbatorie. Le cerimonie dell’uccisione dell’amore vengono immortalate, moltiplicate, esposte allo sguardo. Vi si esprime una specie di trionfo. Deflorazione di bambini, mercato fiorente della pornografia infantile, turismo pedofilo, genitori che danno in affitto i propri figli a scopo di prostituzione – in nessun fenomeno del nostro tempo si manifesta in modo più impressionante l’essenza e l’azione del campo in cui si manifestano le forze del gelo.

Si tratta niente meno che dell’estinzione dell’infanzia. L’impulso di calore che entra nel mondo dallo spazio dell’innocenza prenatale viene paralizzato in modo inconsapevolmente simbolico – appunto rituale – attraverso il maltrattamento sessuale sui bambini, che colpisce il nucleo del bisogno di amore e vicinanza. La triplice perdita di creatività produce il clima in cui il mostruoso può affermarsi come realtà terribilmente banale.

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E, come sottolineavo nel mio articolo Epstein e il silenzio dei colpevoli siamo tutti corresponsabili di non aver voluto vedere e capire quanto stava accadendo sotto i nostri occhi.

Ne avevamo i mezzi grazie ai rapporti ufficiali di bambini scomparsi nel nulla e notizie ricorrenti di scoperte e smantellamenti di reti pedofile, ancor prima della pubblicazione degli Epstein files.

Si chiede Köhler:

Ma cosa si nasconde realmente dietro a queste coercizioni e a queste storie raccapriccianti, dietro l’attacco al mondo dell’innocenza?

La fantasia irrigidita non è più in grado di avvicinare l’immagine della dignità, l’immagine del bambino; nel clima della meccanizzazione dei rapporti, il «senso del Tu» (Buber) o «senso dell’Io» (per Rudolf Steiner, il senso dell’Io dell’altro: per il “santuario interiore” dell’essere umano che mi sta di fronte) si spegne; il soggiogare l’azione a fini pratici preclude lo spazio di libertà ad atti d’amore intuitivi che scaturiscono da una visione immaginativa dell’essere e da una immediata (ispirativa) esperienza del Tu: immaginazione, ispirazione e intuizione descritte da Rudolf Steiner come metamorfosi del pensare, sentire e volere, che l’uomo attuale può già sviluppare nella relazione con il tu, sono quelle potenziate facoltà della coscienza cui si contrappongono polarmente gli stati animici impoveriti corrispondenti alla triplice perdita di creatività. Esse formano il “triangolo magico” nel quale si desta l’idea dell’infanzia e possono svilupparsi solo nell’anelare all’essenza dell’infanzia.

Per questo motivo sono loro il bersaglio principale dell’attacco delle forze operanti come forze di morte.

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Si tratta dunque di una azione consapevole contro l’infanzia per annientare quanto, provenendo dall’infanzia, vuole operare creativamente nel mondo.

Una azione raffinata e metodica contro il futuro, la fantasia e l’arte, i veri bersagli di quella che Rudolf Steiner chiama l’offensiva arimanica.

Prosegue Köhler:

Sullo sfondo di questo oscuramento c’è l’imminenza di un evento, la nuova esperienza del Cristo contro la quale si solleva una potente opposizione. Cristo come rappresentante dell’infanzia, «colui che è in movimento» (Beuys), che proviene dal luogo dell’innocenza al quale torna come formatore di idee e promotore di azioni che riallacciano la terra al cielo – e quindi all’essenza dell’infanzia – incontra lo sbarramento di fuoco delle forze dell’ostacolo. Perciò sembra (e da un certo punto di vista è anche così) che l’assenza di collegamento fra cielo (polo dell’infanzia) e terra (polo della morte) non sia mai stata così radicale; il bambino «rabbrividisce…nell’estraneità» (Martin Buber).

E noi? Cosa possiamo fare noi di fronte a questa spaventosa manifestazione del male, che colpisce quanto di più bello, sacro e luminoso abbiamo intorno a noi?

Conclude Köhler:

Tutto dipende dalla quantità di uomini capaci di inverare col pensiero l’impulso d’amore e di portarlo nella vita pratica mediante un volere compenetrato dal sentire, impulso che si approssima senza imporsi e contro il quale si addensa il campo di forze del gelo. E ciò dipende a sua volta dal fatto che venga compresa l’idea di infanzia (Henning Köhler, Non esistono bambini difficili).

Ecco che allora prende forma la mia risposta all’amico che mi chiedeva cosa possiamo fare noi di fronte a questa violenza diffusa nei confronti dell’infanzia.

Innanzi tutto considerare che dipenderà dal nostro karma, dal nostro destino, se saremo in qualche modo messi di fronte alla possibilità di intervenire anche fisicamente di fronte all’orrore e, in seconda battuta, realizzando in noi questa indicazione del grande conoscitore e cultore dell’infanzia Henning Köhler, di essere noi stessi, senza esitazioni, uno di questi uomini…

…capaci di inverare col pensiero l’impulso d’amore e di portarlo nella vita pratica mediante un volere compenetrato dal sentire.

23 Marzo 2026

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