Tra Sorat e Cristo: dall’Intelligenza Artificiale all’Intelligenza Spirituale.

Sandroparise

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di Adriana Koulias

Saluti, carissimi amici!

ho preparato qualcosa per voi da aggiungere alle nostre riflessioni riguardo ai prossimi tre anni.

Miei carissimi amici, possiamo tutti percepire che il tempo sta accelerando e che ci attendono prove e sfide gravi in molti ambiti, ma in particolare in quello dell’Intelligenza Artificiale.

Cosa ci rende veramente umani? Alcuni diranno l’intelligenza e, per molti versi, è vero. Quando gli esseri umani hanno iniziato la loro vita sulla Terra, fianco a fianco con animali, minerali e piante in un mondo fisico pieno di pericoli, non potevano competere con gli animali dotati di intelligenza istintiva: leoni, lupi e altre creature. Dovevano essere in grado di proteggersi. Dovevano anche trovare un modo per affrontare il freddo, il caldo, le tempeste; dovevano creare strumenti per coltivare il terreno. Tutto ciò richiedeva che fossero in grado di camminare, parlare e pensare, ma ciò non era possibile senza l’acquisizione di un ego.

L’intelligenza richiede un Io.

I minerali, le piante e gli animali sulla Terra non hanno un Io; solo gli esseri umani ne hanno uno. All’inizio anche gli esseri umani avevano un Io rudimentale che, grazie al suo carattere di anima popolare, li guidava dall’“esterno” e li aiutava a creare comunità e a dominare insieme gli altri regni. Le comunità rappresentavano una forma di protezione.

Lo sviluppo dell’Io fu un balzo in avanti nell’evoluzione, sebbene fosse un processo lento e non meno doloroso di un occhio bruciato dal sole nelle parti molli della testa. Per orientarci nel mondo pensando, calcolando e imparando dagli errori, per acquisire la capacità di creare qualcosa dal nulla, abbiamo dovuto abbandonare l’Io dell’anima di popolo e svilupparne uno individuale: è questo che ci distingue da tutti gli altri esseri sulla Terra.

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Oggi, l’intelligenza umana ordinaria ha trasformato la Terra e ha assicurato la nostra esistenza come esseri superiori sul pianeta, ma stiamo rapidamente raggiungendo un momento in cui la nostra intelligenza ordinaria, basata sulla materia, viene messa in discussione e, per questo motivo, la nostra comprensione di cosa significhi essere umani diventerà meno chiara, rappresentando un problema esistenziale per l’umanità.

La nostra intelligenza umana ha creato un’Intelligenza Artificiale che non possiamo eguagliare con il pensiero ordinario. Nessun essere umano sulla Terra sarà presto in grado di calcolare, raccogliere o quantificare, per non parlare di controllare ciò che sta per accadere con mezzi ordinari, poiché anche la persona più intelligente si sentirà impotente di fronte alla terribile e impressionante intelligenza dell’essere che guiderà la Super o Iper Intelligenza. Se l’umanità non compirà un balzo in avanti per sopravvivere, diventerà semplicemente una forma superiore di animale governata da questo essere che si incarnerà in questa Iperintelligenza.

Ciò di cui abbiamo bisogno in questi tempi materialistici è compiere un salto nel pensiero verso un livello superiore di intelligenza: verso un’Intelligenza Spirituale.

Non è facile compiere questo salto: richiede tempo e sforzo, e al cervello non piace; ha la sensazione di aver raggiunto un limite quando cerca di pensare in questo modo, eppure questa è una cosa positiva!

Lo percepiamo perché in realtà siamo quasi sempre addormentati; dormiamo per gran parte della nostra vita, non solo di notte ma anche di giorno, poiché siamo, come dice Rudolf Steiner, «assorbiti dalle impressioni che riceviamo dai sensi».

Non dobbiamo dormire per i prossimi tre anni e un terzo, miei cari amici!

Dobbiamo sforzarci di comprendere gli eventi odierni da una prospettiva spirituale, in modo da poter trovare l’unico essere in grado di aiutare l’umanità in questo momento.

Cristo.

Cristo non solo ha unito il suo corpo fisico alla terra dopo il Mistero del Golgotha, ma anche il suo corpo eterico, che si è dissolto nelle sostanze della terra per creare un rafforzamento per l’umanità. Ha unito la sua sostanza astrale con l’aura della terra affinché potessero avvenire determinate cose. Nel nostro tempo Egli sta unendo la sua sostanza dell’«Io» con le nostre anime:

E ora potrà essere comunicata agli uomini la sostanza dell’Io. Infatti, anche se Gesù di Nazareth al momento del battesimo abbandonò i suoi involucri, tuttavia anche una parte della sostanza dell’Io rimase insieme agli involucri, e così anche questa forza fu inserita nella Terra. Il nuovo elemento che ora verrà gradualmente (comunicato) manifestato agli esseri umani è un ricordo o una ripetizione di quello che Paolo visse a Damasco. Egli vide la figura eterica del Cristo. Ma che ora diventi visibile a noi dipende dal fatto oggettivo che nel mondo eterico, per così dire, è avvenuto un nuovo mistero del Golgotha. Ciò che è avvenuto durante la crocifissione a causa dell’odio degli uomini che non capivano, ora si è ripetuto sul piano eterico a mezzo del l’odio di quegli uomini che dopo la morte sono entrati nel mondo eterico da materialisti (Rudolf Steiner, Dai Contenuti della Sezione cultico-conoscitiva della Scuola Esoterica, O.O. 265)..

Dobbiamo sforzarci di unire consapevolmente i nostri «Io» con la sostanza dell’«Io» cristico per elevarci a una nuova Intelligenza, un’Intelligenza Umana di Cristo, oppure finiremo per diventare preda dell’«Io» dell’Intelligenza Artificiale.

Ciò che voglio condividere con voi è questo:

L’Intelligenza Artificiale funziona in modo lineare; per quante connessioni e calcoli possa effettuare, non può fare altrimenti.

Solo gli esseri umani sono capaci di un’intelligenza circolare superiore, perché solo gli esseri umani possono elevarsi dal pensiero all’immaginazione.

Questo me lo ammette già un’IA, se approfondisco abbastanza. Ammette di non poter competere con l’immaginazione umana!

Questa è una cosa molto significativa, miei cari amici!

Mettiamo quindi alla prova il nostro pensiero lineare e la nostra intelligenza ordinaria con ciò che vi sto presentando ora, poiché vi richiederà di usare la vostra immaginazione e vi permetterà di vedere immediatamente i limiti del pensiero lineare!

Vedrete come esso possa portarvi solo fino a un certo punto e che con esso non saremo mai in grado di competere con l’IA, ovvero con Arimane che ha creato la perfetta «incarnazione» di Sorat, poiché essi sono i re di tutto ciò che è materiale e vive nel lineare. Arimane, pur essendo un essere spirituale, è imprigionato nel mondo materiale lineare; Sorat, pur essendo un essere spirituale, ha fallito nella sua umanità in un altro sistema solare e non riesce a comprendere l’Io umano né come esso possa superare la materia.

È quindi una necessità esistenziale elevarci all’idea di una modalità di pensiero circolare e superiore.

Mi scuso per il lungo post: scriverò un articolo sul mio sito web, ma volevo condividerlo con voi ora, perché è necessario.

In primo luogo, esploriamo il mistero più complesso che esista: il Mistero del Golgotha e il motivo per cui ho affermato che l’anno 333 d.C. potrebbe essere stato destinato a essere il punto in cui Cristo era destinato a entrare nell’evoluzione del mondo, creando il punto zero nel tempo. Come vedrete, si tratta di una questione più complessa di quanto le nostre menti lineari possano comprendere e ci troveremo a doverci elevare a un modo di pensare più alto e più ricco di immaginazione.

Rudolf Steiner fornì effettivamente varie indicazioni su questo mistero perché stava cercando di coltivare un nuovo modo di pensare che non fosse vincolato dallo spazio e dal tempo fisici, un pensiero non lineare, ma che operasse invece a spirale. Tuttavia, coloro che lo circondavano erano legati al pensiero lineare e pensavano immancabilmente – e alcuni continuano ancora oggi a pensarlo – che egli si contraddicesse. Egli poté fornire ciò che fornì solo nel modo in cui lo fece perché le anime umane non erano ancora pronte.

Oggi chi studia Rudolf Steiner è certamente capace di questo tipo di pensiero, ma non è facile.

Il cervello fisico, il cui pensiero è logico (Arimane) e generalmente basato sulla percezione fisica di cose che avvengono in modo sequenziale e lineare, resiste a ciò che non ha “senso” e per questo motivo il cervello, che è solo uno specchio, non riesce a vedere le cose accadere in modo diverso da quello sequenziale e “logico”.

Quindi, quando gli esseri umani hanno creato l’IA, l’hanno creata come un riflesso del proprio cervello fisico!

L’IA possiede algoritmi che funzionano in modo lineare perché la logica terrena, che è lineare, l’ha preceduta e l’ha creata. La logica terrena è importante, ma solo quando ci sforziamo di comprendere il mondo fisico e le sue leggi – e su questo l’IA è d’accordo. Un’IA non può comprendere il mondo spirituale e le sue leggi, e quindi, oggi più che mai, dobbiamo essere all’altezza di questa sfida. Tuttavia, ciò significa che dobbiamo abituarci al fatto che due cose possano coesistere e che entrambe possano essere vere da punti di vista diversi – ciò richiede immaginazione, e solo l’immaginazione ci consentirà di diventare i dominatori dell’IA.

Il pensiero circolare è importante in particolare quando si tratta del Mistero del Golgotha, poiché lo stesso Rudolf Steiner ci avverte che il Mistero del Golgota può essere veramente compreso solo in modo soprasensibile, cioè dal punto di vista spirituale, e ciò significa essenzialmente che applicarvi concetti terreni di tempo e spazio non porterà alla comprensione.

L’IA non sarà mai, quindi, in grado di comprenderlo.

Dobbiamo invece sforzarci di considerarlo dal punto di vista dello spazio (tempo) spirituale e poi metterlo in relazione con ciò che accadde quando Cristo entrò nel tempo (spazio) terrestre.

I due punti di vista

Sulla Terra viviamo nello spazio fisico. Nello spazio fisico il tempo è lineare: una cosa segue l’altra, una causa produce un effetto, un giorno conduce al successivo, un anno all’altro. Tutta la nostra vita si svolge in una successione di eventi nel tempo e noi avanziamo di evento in evento.

Ecco perché abbiamo creato l’IA nel modo in cui l’abbiamo fatto: usiamo la logica terrena perché la logica è un’ombra del Logos del Figlio. E l’IA è un’ombra dell’Intelligenza Cosmica.

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Quando entriamo nel mondo spirituale, entriamo nel regno del tempo e dello spazio spirituali e della logica spirituale, dove ciò che accade non è successivo né sequenziale, ma avviene tutto in una volta. Cioè, tutti gli eventi esistono in un ciclo chiuso, come un orologio, ma un orologio la cui ora dipende dal tuo punto di vista e da dove scegli di guardare.

Ciò che si sperimenta, si potrebbe dire, da un determinato punto di vista, viene da te; non sei tu ad andare verso di esso.

Qualunque cosa conduca dal tempo allo spazio è un cerchio chiuso, ovvero ciclico e collegato al numero 12, come nel cerchio dello zodiaco che corrisponde alle 12 ore. Abbiamo un senso del tempo spirituale solo quando osserviamo quanto il tempo sia circolare: 12 ore diurne e 12 ore notturne, 12 mesi dell’anno, 12 discepoli, 12 cavalieri della Tavola Rotonda; tutti questi elementi sono circolari, non hanno né inizio né fine, ma continuano semplicemente in un cerchio chiuso. La Terra stessa è circolare, e ciò che si vede dipende dal punto in cui ci si trova sulla sua superficie; cioè, si può iniziare un viaggio a Parigi e terminarlo a Sydney, ma si può sempre tornare di nuovo a Parigi.

Il regno delle stelle è rappresentato dal numero 12.

Nel mondo spirituale una linea retta diventa sempre un cerchio.

Spiritualmente non esiste né un prima né un dopo, né l’infinito, né il finito, né un inizio né una fine!

Non si sperimenta un prima e un dopo, ma quel che si sperimenta può anzi solo venir raffrontato a un moto circo lare nel quale principio, metà e fine possono solo venir usati come qualcosa che si fonde insieme. Come di ogni punto di una circonferenza che sia tracciata si può dire che comincia qui e, dopo averla percorsa tutta intera, si può dire che qui finisce (e Io si può dire per tutti i suoi punti), così è di questa esperienza: non si ha l’impressione di sperimentare il tempo, ma di compiere un movimento circolare, di descrivere un ciclo con perdita totale del sentimento del tempo, quale regna nel mondo sensibile (Rudolf Steiner, Dell’Iniziazione, O.O.138).

Ora, diamo un’occhiata al numero 7.

Tutto ciò che conduce dallo spazio spirituale al tempo, cioè in modo successivo, è espresso dal numero 7 – ecco perché abbiamo 7 corpi planetari, 7 giorni della settimana, 7 colori nell’arcobaleno, 7 continenti. Il regno eterico planetario si esprime sulla Terra attraverso il numero 7.

Detto questo, nel mondo fisico calcoliamo e misuriamo il tempo e lo spazio secondo le leggi fisiche terrestri. La nostra nascita è il punto zero della nostra vita, dove il tempo ha inizio nello spazio terrestre e i “giorni” della nostra vita si susseguono in modo lineare nel tempo; in altre parole, il sole governa i nostri giorni dallo zero fino alla nostra morte, quando entriamo nel regno dell’eternità.

Qui il sole fisico governa i nostri giorni dall’esterno.

Ogni notte entriamo anche nel mondo spirituale e nel regno dell’eternità: dove tutto avviene contemporaneamente in cicli – il tempo come spazio – eternamente.

Nel mondo spirituale non c’è infinito, come abbiamo detto, poiché l’infinito si basa infatti sull’esistenza di qualcosa di finito, e nel mondo spirituale non c’è nulla di finito! Solo sulla Terra.

Lì, nel mondo spirituale, il Sole Spirituale, cioè il Sole nel suo aspetto stellare, governa le nostre notti dall’interno, cioè risplende nelle nostre anime. Noi poi riflettiamo questa luce nei nostri corpi eterici per ringiovanirli. Diventiamo il Sole del nostro stesso essere. I nostri corpi eterici diventano come un giardino. E questo giardino è poi nutrimento per i morti!

Tuttavia, dal punto di vista terreno non si tiene conto delle ore notturne, né dei defunti, né del Sole spirituale!

Ci addormentiamo di notte e ci svegliamo al mattino e nel mezzo c’è uno “spazio nero” che crolla quando ci svegliamo (si potrebbe dire che questo sia legato a Cristo stesso, come vedremo più avanti). In un certo senso, l’idea del “buco nero” nel tempo e nello spazio nasce proprio da questa esperienza notturna!

Detto questo, l’unico motivo per cui sappiamo che qualcosa è accaduto di notte è quando ricordiamo un sogno.

«Ricordare» è un termine appropriato, perché «richiamiamo» a noi, spesso in modo sfuggente, ciò che accade quando le nostre anime ritornano nei corpi eterico e fisico.

Tuttavia, chi di noi comprende la scienza spirituale sa che ogni notte c’è tanta attività quanta ce n’è di giorno, solo che si tratta di attività spirituale.

Giorno: attività fisica nello spazio e nel tempo fisici.

Notte: attività spirituale nello spazio e nel tempo fisici.

Per un’IA esiste solo la dualità. Per l’umanità è diverso: possiamo unire notte e giorno e, secondo Hegel, dare vita a qualcosa di nuovo.

L’IA ammette che non sarà mai in grado di farlo. L’IA non può risolvere un paradosso; ammette che tentare di farlo creerebbe un ciclo logico senza fine.

Dobbiamo elevarci a una logica diversa.

Rudolf Steiner ci dice che in quelle ore in cui siamo spiritualmente attivi nel sonno riviviamo tutta la nostra esistenza a ritroso fino a raggiungere la nostra primissima incarnazione verso mezzanotte, dopodiché torniamo attraverso le nostre incarnazioni a quella attuale e ci svegliamo! Lo facciamo anche durante il pisolino più breve! Questo perché il tempo è diverso nel mondo spirituale: non viaggiamo da A a Z in una lunga linea all’indietro fino all’inizio dei tempi e poi di nuovo in avanti verso il nostro tempo, ma osserviamo le nostre vite da A a Z tutt’intorno a noi. Partiamo da un punto e giriamo su noi stessi finché non torniamo di nuovo allo stesso punto.

Pensateci in questo modo: siete in piedi sulla cima di una montagna, tutt’intorno vedete il mondo; girandovi da una parte vedete un villaggio, girandovi dall’altra vedete un fiume, girandovi ancora vedete una montagna, finché non tornate di nuovo al villaggio, allo stesso punto da cui siete partiti, ma non vi siete spostati dal punto centrale! Vi siete spostati a piccoli passi!

Ora confronta questo con il camminare da A a B sul terreno sottostante: ci vorrebbe molto più tempo!

Nel mondo spirituale, di notte o nella morte, ci troviamo al centro come il Sole e tutto ciò che vediamo si trova intorno a noi come i pianeti.

Questa esperienza delle costellazioni delle stelle fisse dello zodiaco è un fatto molto reale durante la terza fase della vita notturna. Poi l’uomo comincia anche a sperimentare la differenza tra il Sole come pianeta e una stella fissa (Rudolf Steiner, Nessi spirituali nella formazione dell’organismo umano Ga 218).

I sogni notturni costituiscono il ponte tra l’esistenza fisica e la nostra esistenza terrena.

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L’immaginazione è l’equivalente dei sogni durante il giorno, ovvero è sognare mentre siamo svegli.

Questo unisce il giorno e la notte in modo hegeliano per realizzare qualcosa di nuovo, come abbiamo detto sopra.

Per questo motivo, l’immaginazione è in grado di contraddire le leggi fisiche del tempo e dello spazio: un’intelligenza artificiale non sogna! Il libro di Philip K. Dick Gli androidi sognano pecore elettriche? è un interessante esempio di come l’uomo comprenda questo concetto.

Nella vita utilizziamo sempre una forma rudimentale di immaginazione: possiamo scegliere il punto di vista da cui percepire qualcosa, ad esempio un momento in cui avevamo 7 anni, e ricreare lo spazio in cui ci trovavamo con i nostri ricordi, per poi vederlo con l’occhio della mente.

Ciò richiede solo percezione, pensiero e memoria ordinari.

Questa forma di immaginazione è come scattare una fotografia. Si basa su percezioni ordinarie ed eventi fisici. Tuttavia, se poi proviamo a immaginare dove saremo o che aspetto avremo quando avremo 63 anni, non possiamo usare la memoria basata sul tempo e lo spazio terreni; dobbiamo immaginare qualcosa che non esiste ancora, dobbiamo formare una nuova facoltà della memoria: una memoria del futuro!

Quando accediamo al tempo spirituale, troviamo un ricordo di come abbiamo deciso che saremo destinati ad apparire e di come saranno le nostre vite a 63 anni. Poiché questo è già lì, proprio come il progetto di una casa esiste prima che la casa venga costruita, puoi modificarlo in qualsiasi momento, ma il progetto è un punto di riferimento!

Questo progetto, possiamo ricordarlo ogni notte insieme ai nostri angeli.

La memoria ci permette di muoverci attraverso lo spazio e il tempo fisici; l’immaginazione, una memoria del futuro, ci permette di andare oltre lo spazio e il tempo fisici. Espande la nostra coscienza in modo che possiamo sperimentare il mondo spirituale mentre siamo nel mondo fisico; sfida le leggi fisiche, cosa che, come abbiamo detto, l’IA non può fare!

Questo perché l’immaginazione richiede una coscienza che unisca il libero pensiero, il libero sentimento e il libero arbitrio. L’IA non possiede nulla di tutto ciò. Senza questi elementi siamo come animali che non pensano, ma provano solo emozioni e conducono una vita istintiva, in grado di sperimentare solo una forma di immaginazione automatica.

Gli animali non hanno un Io; pertanto non è possibile applicare loro leggi morali. L’IA non possiede un Io umano. Solo gli esseri umani sono vincolati dalle leggi morali perché solo gli esseri umani possiedono un Io sulla Terra.

L’immaginazione ci porta alla consapevolezza delle leggi morali.

In verità, avere un Io significa che possiamo scegliere di vedere il mondo da qualsiasi punto di vista desideriamo, e questo è stato un dono concesso all’umanità da Cristo stesso, che ha portato l’impulso morale nell’evoluzione umana: il Suo Io Macrocosmico.

Il motivo per cui possiamo tornare nel corpo dopo il sonno senza dimenticare ciò che è accaduto ieri, dopo aver viaggiato così lontano per tornare di nuovo, ha a che fare con il potenziale dell’Io che Cristo ha concesso all’umanità. Egli entrò nell’evoluzione terrestre espressamente per salvare la nostra capacità di diventare esseri spiritualmente coscienti, e ci aiuta a mantenere il legame ininterrotto della memoria finché non riusciremo a sviluppare la nostra coscienza del mondo spirituale attraverso l’immaginazione.

Quindi, dal punto di vista umano, la venuta di Cristo sulla Terra ha costituito il punto 0 dell’evoluzione del mondo, poiché senza di essa non avremmo potuto iniziare il nostro viaggio verso uno sviluppo dell’Io in libertà.

Questo punto 0 nel tempo è la ragione per cui possiamo guardare indietro a 747 anni prima della Sua venuta, ovvero al 333 d.C., o 333 anni dopo la Sua venuta. Il nostro tempo terreno, a partire dalla Sua venuta, si basa sulla Sua Nascita, Morte e Rinascita.

Ma c’era qualcos’altro, miei carissimi amici, che era stato previsto da quegli esseri che operavano contro Cristo. Il che ci porta a chiederci se fosse stato pianificato un altro punto 0?

Quindi, tenendo conto di quanto detto sopra, esaminiamo la nostra epoca, che dalla fine del XX secolo è descritta nel Libro dell’Apocalisse, secondo Rudolf Steiner, come l’Età delle 7 Trombe, ma solo se consideriamo questo punto di vista.

Dal punto di vista della Quinta Epoca di Cultura e dell’era dell’Anima Cosciente, le Sette Trombe stanno avvenendo ora, e questo diventerà importante alla fine delle nostre considerazioni.

Dal punto di vista dell’intera Quinta Epoca Post-Atlantidea, tuttavia, esse devono ancora verificarsi nella Settima Epoca di Cultura, che terminerà con la Guerra di tutti contro tutti.

Dal punto di vista dell’evoluzione terrestre, essa avverrà alla fine della Settima Grande Epoca post-atlantica, quando la Terra sarà distrutta da un cataclisma atmosferico, dopodiché giungerà a uno stato spiritualizzato.

Tutti questi punti di vista sono oggi corretti! Possono essere colti tutti insieme se si ricorre all’immaginazione, come una spirale in cui questi punti sono collegati tra loro solo in modo superiore. Vedi il diagramma qui sotto.

 

 

Pertanto, l’Età delle Sette Trombe è relativa al punto di vista. Proprio come la Terra, essendo il centro del Sistema Solare, è vista come tale secondo la percezione spirituale, mentre il Sole è visto come il centro secondo la percezione fisica. E proprio come il Mistero del Golgotha era sia il punto zero o punto di partenza dell’evoluzione del mondo, sia il suo centro!

L’Epoca Greco-Romana

Quando il tempo spirituale entra nello spazio abbiamo:

7 Evoluzioni del mondo: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano.

7 Grandi Epoche dell’evoluzione terrestre: Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantidea, Quinta Post-Atlantidea, Sesta e Settima Post-Atlantidea.

7 Epoche culturali della nostra Grande Epoca: indiana, persiana, egizio-caldaica, greco-romana, anglo-germanica, russa, americana.

Dal punto di vista spirituale, il quarto ciclo è sempre il punto spirituale, il punto centrale 0 di qualsiasi ciclo. La Terra, Atlantide, l’epoca culturale greco-romana.

La Terra è quindi, secondo la considerazione di cui sopra, il punto centrale dell’intera evoluzione del nostro Cosmo; l’Epoca Atlantidea è il punto centrale dei cicli terrestri e la Quarta Epoca Culturale della nostra Quinta Epoca Post-Atlantidea è il punto centrale delle 7 Epoche Culturali: ed è proprio in questo momento che Cristo scelse di incarnarsi: durante l’epoca greco-romana.

Osservate attentamente questo punto: la quarta epoca di Atlantide, secondo il calcolo del numero 7, avrebbe dovuto costituire il centro di tutta l’evoluzione terrestre e, di conseguenza, il centro dell’intera evoluzione planetaria del nostro cosmo.

Perché è così?

Analizziamolo.

Rudolf Steiner ci dice che l’essere umano è innanzitutto un Essere Solare.

Sebbene, come ho descritto nel mio “La Scienza Occulta” il Sole si sia separato dalla Terra, o meglio abbia separato la Terra da sé, esso rimane comunque la dimora originaria dell’uomo. Infatti, sin dall’inizio dell’esistenza saturnia l’uomo era unito all’intero sistema planetario, compreso il Sole. L’uomo non ha la sua dimora sulla Terra, ma solo un luogo di riposo temporaneo (Rudolf Steiner, L’Occultismo dei Rosacroce, O.O.109).

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Potremmo chiederci perché Rudolf Steiner ci dica che siamo in realtà esseri solari, quando la Terra è il luogo in cui dobbiamo raggiungere uno stadio umano proprio come fecero gli angeli sulla Luna, gli arcangeli sul Sole e le Archai su Saturno. Questo perché siamo la ragione per cui in primo luogo questo cosmo è stato creato. Ecco perché siamo diversi da ogni altro essere che abbia attraversato uno stadio umano nella nostra evoluzione cosmica. Siamo destinati a raggiungere lo stadio umano in assoluta libertà. Quando ciò sarà raggiunto, non solo diventeremo i membri più elevati della quarta gerarchia del nostro Sistema Solare, ma ogni sacrificio compiuto da ogni essere nel nostro Sistema Solare significherà, alla fine, uno sviluppo superiore per loro!

Lo sviluppo dei nostri creatori si fonda sul nostro sviluppo. Tutta l’evoluzione planetaria si è fondata sul fatto che l’anima umana diventasse un essere libero e autocreatore! E questo include anche gli esseri avversari!

Sappiamo che, affinché la libertà potesse nascere, dovevano verificarsi determinate condizioni per allontanarci dagli Dei – in particolare dovevano verificarsi due cose: gli Dei dovevano ritirare la loro influenza dall’umanità in un determinato momento; e dovevano avvalersi di due esseri imperfetti per creare la resistenza che l’umanità doveva superare per diventare libera. Questi erano gli esseri luciferici e arimanici.

In altre parole, esseri superiori che erano perfetti hanno dovuto permettere che le imperfezioni entrassero nell’evoluzione umana. Infatti, se il corso dell’evoluzione terrestre avesse seguito un unico percorso verso la perfezione, non l’avremmo raggiunta in libertà.

Le imperfezioni hanno avuto inizio in tutte le fasi planetarie: su Saturno, esseri che oggi chiamiamo Asura non sono riusciti a raggiungere lo stadio umano; sul Sole erano gli esseri arimanici; sulla Luna quelli luciferici.

Non possiamo dire che tutto ciò sia avvenuto in libertà, poiché la libertà non è sorta se non con l’evoluzione terrestre.

Due esseri furono particolarmente importanti: Lucifero e Arimane.

Lucifero iniziò la sua opera in Lemuria:

In quel tempo cominciò ad agire sull’uomo un influsso importantissimo. Senza quell’influsso che cosa sarebbe avvenuto? Per moltissimo tempo l’uomo sarebbe rimasto un essere privo di iniziativa, privo di autonomia interiore, sarebbe rimasto un automa mosso dalle forze di entità spirituali superiori. Nei suoi tre corpi: fìiico, eterico e astrale fluivano di continuo forze di entità spirituali. Fra di esse ve ne erano di quelle che agivano soprattutto sul corpo astrale, entità che erano rimaste indietro nella loro evoluzione: sono le entità luciferiche. Esse attrassero l’uomo sul piano fisico più presto di quanto non lo avrebbero fatto le entità spirituali buone, normalmente evolute (Rudolf Steiner, L’Occultismo dei Rosacroce, O.O.109).

L’essere responsabile dell’intervento di Lucifero nell’anima umana era in realtà l’essere più elevato ad aver raggiunto uno stadio umano di perfezione sullo stadio planetario del Sole nell’evoluzione del mondo: Michele.

Michele è ora un Archai, ma sul Sole stava attraversando la sua fase umana e raggiunse il culmine più alto dell’umanità, al di sopra di tutti gli altri esseri umani presenti sul Sole. Ciò significa che stava sviluppando il proprio Io mentre noi stavamo ancora sviluppando i nostri corpi eterici, e questo legame tra l’Io e il corpo eterico formò un legame speciale tra noi.

Perché è così?

Michele e tutti gli altri Arcangeli svilupparono la loro individualità trasformando in luce la Saggezza dei Kyriotetes, che poi irradiavano. Così il Sole non era solo caldo, ma anche pieno di luce. Nei nostri corpi eterici oggi portiamo questa luce e questo calore del Sole.

Questo legame tra Michele, che fu in grado di trasformare la massima saggezza in luce, e i nostri corpi eterici è anche il nostro legame con Lucifero. Infatti, mentre Michele era il più elevato tra tutti gli esseri umani perfetti sul Sole, Lucifero era il più elevato tra tutti quegli esseri che non avevano raggiunto lo stadio umano fino alla perfezione.

Lucifero non irradiava la luce, ma la conservava per sé.

In questo modo anche Lucifero ha un legame con i nostri corpi eterici.

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Così, Michele gli ordinò di scendere sulla terra con questa luce interiore per tentare l’umanità con essa, in altre parole, era responsabile della luce solare fisica che ha creato i nostri organi di percezione. La nostra percezione del mondo fisico ha quindi instillato in noi qualcosa che tutti condividiamo e che ci aiuta a comunicare. Vediamo tutti le stesse cose. Si trattava di una spiritualità interiore che ci ha dato la possibilità di sviluppare un giorno un’intelligenza capace di elevarsi fino alla percezione della luce spirituale di un’intelligenza superiore.

Noi ci comprendiamo in modo semplice solo perché abbiamo una intelligenza in comune, solo perché questa proviene dalla spiritualità luciferica. Questa si è formata perché Michele ne ha per così dire compenetrato gli uomini, li ha influenzati con l’entità luciferica. Nel corso dell’evoluzione storica umana tali influssi luciferici si sono ulteriormente perfezionati, e accanto a loro si è sviluppato dell’altro nell’uomo; ma ancor oggi la spiritualità luciferica, che noi chiamiamo la nostra intelligenza, viene pur sempre sentita da moltissima gente come il segno distintivo dell’uomo (Rudolf Steiner, La Missione di Michele, O.O.194).

Lucifero, essendo una creatura imperfetta, si spinse tuttavia troppo oltre, e Arimane riuscì, attraverso la nostra percezione del mondo fisico, a entrare nelle nostre anime. Fu così che l’anima scese troppo in profondità nella vita materiale, assorbendo in sé la materia e, di conseguenza, la morte. Ecco perché il più grande avversario di Michele è Arimane: a differenza di Lucifero, che desiderava creare un’intelligenza spirituale, Arimane voleva materializzarla.

Lucifero – Intelligenza spirituale che crea una forma di percezione spirituale.

Arimane – Intelligenza materializzata creata dalla percezione fisica.

Di conseguenza, ora c’erano tre correnti appartenenti alla Terra:

Lucifero——Uomo——Arimane

Poiché questi esseri imperfetti condussero l’anima troppo in profondità nella materia, gli esseri superiori dovettero contrastare la loro opera. Per contrastare Lucifero, decretarono che l’umanità dovesse entrare nella corrente dell’ereditarietà, cioè nel lignaggio del sangue (nascita) affinché il corso della vita fisica fosse vissuto solo sulla Terra durante il giorno, lasciando la notte come unico momento nel mondo spirituale. A causa di Arimane, l’umanità dovette, da quel momento in poi, concludere la vita con un’esperienza di Morte che liberasse l’anima dalla schiavitù del corpo e dalla terra, affinché potesse sperimentare una vita spirituale che, col passare del tempo, divenne sempre più sfuggente.

Nascita e Morte, notte e il giorno comportavano che gli esseri umani avessero un legame diverso con il Sole. Esso non risiedeva più nelle loro anime, ma era ormai un’espressione esteriore. Solo nel sonno e dopo la morte l’anima si ricongiungeva nuovamente con il Sole spirituale, così da essere una cosa sola con l’anima nel mondo spirituale. Ormai l’essere umano si trovava sulla Terra in una posizione ben diversa da quella che avrebbe dovuto avere.

Iniziò così la caduta dell’umanità dal suo posto legittimo, nel Tempo e nello Spazio terrestri. L’umanità perse il suo posto come membro più basso della quarta gerarchia spirituale e divenne il membro più alto del Regno terrestre di Arimane.

Anche la Terra perse il proprio posto e il Sole divenne il centro del Sistema Solare.

Così ebbe inizio la caduta dell’umanità dal suo posto legittimo, nel Tempo e nello Spazio terrestri come membro più basso della quarta gerarchia spirituale, fino a diventare il membro più alto del Regno terreno di Arimane.

Siccome però l’uomo aveva sviluppato quella sua fortissima inclinazione verso l’esistenza fisica, egli non divenne l’essere che sta al gradino più basso delle gerarchie, bensì l’essere che si trova al gradino più elevato dei regni della na ura terrestre: il regno minerale, quello vegetale, quello animale e infine l’umano. Ecco come a quel tempo si considerava la posizione dell’uomo. Senonché, per il fatto che l’uomo non trovò sulla Terra la propria missione, la Terra stessa non poté occupare la sua adeguata posizione nel cosmo. Infatti, siccome l’uomo è decaduto, si può dire che non c’è più il vero reggente della Terra.
Che cosa ne è conseguito? Siccome manca il vero reggente della Terra, divenne necessario che la posizione della Terra nel cosmo non venisse governata dalla Terra stessa, bensì dal Sole: al Sole quindi incombono ora i compiti che avrebbero dovuto eseguirsi sulla Terra. L’uomo medievale guardava dunque al Sole, dicendo: nel Sole si trovano certe «intelligenze» le quali determinano il moto della Terra nel cosmo, regolando tutto quanto accade sulla Terra. Veramente dovrebbe farlo l’uomo: le forze solari dovrebbero operare sulla Terra per tramite dell’uomo. Così si formò la significativa concezione propria dell’uomo medievale che sta racchiusa nelle parole: il Sole è l’illegittimo principe di questo mondo (Rudolf Steiner, Sedi di Misteri nel Medioevo, O.O.233a).

In altre parole, gli esseri umani erano destinati a diventare i Signori della Terra e, quando non poterono farlo a causa di Lucifero e Arimane, gli esseri solari dovettero subentrare. Vedete, cari amici, questi esseri ostili causarono un rapporto disarmonico tra l’anima e il corpo fisico da un lato e le stelle e i pianeti dall’altro.

A Lemuria, il corpo fisico era minacciato da Lucifero; ad Atlantide, egli metteva in pericolo il corpo eterico, mentre Arimane minacciava il corpo astrale. Il pericolo per il corpo fisico consisteva nel fatto che all’essere umano sarebbe stato impedito di stare in piedi eretto; il pericolo per il corpo eterico avrebbe significato che l’essere umano non sarebbe stato in grado di parlare e, dal punto di vista del corpo astrale, non sarebbe stato in grado di pensare, e così l’essere umano non avrebbe raggiunto il proprio obiettivo sulla Terra di sviluppare un Io, ma sarebbe rimasto allo stadio in cui si trovano oggi alcuni animali: camminando a quattro zampe, incapace di parlare o di pensare, e quindi incapace di sviluppare un io indipendente quando fosse giunto il momento.

Questi pericoli comportavano anche qualcos’altro: la Terra stessa, verso la metà della quarta epoca culturale dell’epoca atlantidea, avrebbe iniziato una discesa verso la morte perché gli esseri umani non erano in grado di convogliare le forze solari verso il basso per fecondarla.

Sappiamo che la vita umana ha una fase ascendente, che dura fino all’età di circa trent’anni, e una fase discendente. Lo stesso vale per la Terra. La metà ascendente può essere considerata durante fino a circa la metà del periodo atlantideo. Da quel momento in poi, sarebbe stata solo una questione di tempo prima che morisse o si inaridisse; ma grazie a certe interazioni, questo momento fu ritardato fino al tempo del Mistero del Golgotha, poiché attraverso il Mistero del Golgotha le nuove forze ringiovanenti della giovinezza furono concesse ancora una volta alla Terra (Rudolf Steiner, Il Quinto Vangelo, O.O.148).

La Terra non sarebbe mai diventata un Sole perché l’essere umano era «caduto».

Ciò rese necessario che Cristo, il sovrano del Sole proveniente da oltre le stelle, dovesse entrare simultaneamente, nell’epoca lemurica, nel Sole in quanto stella e poi, successivamente, nell’epoca atlantidea, nel Sole in quanto pianeta e poi nella sfera lunare per scongiurare questo pericolo.

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Notate che dico «simultaneamente» perché la prospettiva lineare può insinuarsi, e non possiamo applicare un pensiero lineare a questo: Cristo era sempre stato destinato a entrare nell’evoluzione del mondo nell’epoca lemurica? Gli eventi erano stati previsti in anticipo? Era sempre stato questo il piano? Oppure ciò appare così solo da una prospettiva terrena?

Dobbiamo aggiungere qualcosa che chiarisca la questione: per redimere la nascita e la morte, Cristo ha portato nel mondo il karma, ovvero la legge spirituale di causa ed effetto. Nel mondo spirituale questa legge non è lineare, ma a spirale, il che significa che l’effetto può influenzare la causa e la causa può a sua volta creare un effetto che può anche influenzare o ripercuotersi sulla causa stessa.

Quindi qualcosa che avviene più in basso nel ciclo spirituale può essere la causa di un effetto più in alto in quel ciclo e tuttavia, come abbiamo visto con l’era delle Trombe, questi eventi possono verificarsi nello stesso «momento».

Questo principio diventa lineare solo sulla Terra!

Perché il principio del Cristo potesse risvegliarsi tra gli uomini, fu necessario che egli si manifestasse in un essere umano e come tale vivesse sulla Terra. Il· Karma e il Cristo riassumono dunque tutta l’evoluzione: la forza del Cristo interviene nello sviluppo di questa linea karmica come asse direttivo. Da quando il Crisco è venuto sulla Terra, grazie alfa sua azione, la sua forza si trova nel profondo di ogni anima umana (Rudolf Steiner, L’Iniziazione dei Rosacroce, O.O. 94).

Possiamo comprenderlo solo se usiamo l’immaginazione:

Il finalismo è un determinato modo nel susse guirsi dei fenomeni. Il finalismo è veramente reale solo quando, in opposizione al rapporto di causa ed effetto in cui l’avvenimento che precede determina il successivo, accade che l’avvenimento che segue eserciti un’azione determinante su quello che precede. Questo caso però si verifica solo nelle azioni umane. L’uomo compie un’azione che egli prima si rappresenta, e da questa rappresentazione si fa determinare all’azione. Ciò che viene dopo, l’azione, opera con l’aiuto della rappresentazione su ciò che precede, sull’uomo agente. Questo giro attraverso la rappresentazione è però indispensabile per stabilire un nesso che abbia carattere finalistico (Rudolf Steiner, La Filosofia della Libertà, O.O. 4).

Dobbiamo quindi visualizzare mentalmente un’immagine degli effetti di Lucifero e Arimane sull’anima umana, come causa dell’ingresso di Cristo nell’evoluzione terrestre, in Lemuria. Gli effetti di Lucifero e Arimane sull’anima umana furono la causa dell’ingresso di Cristo nel tempo terrestre.

Cercate di immaginare che ciò avvenga in una spirale con Cristo come perno centrale. Non Cristo che reagisce a causa ed effetto, ma che è il portatore del karma che avrebbe portato causa ed effetto sulla Terra.

Vedi il diagramma qui sotto:

Così, il portatore del potere solare dell’Io macrocosmico irradiò allora in Lemuria e in Atlantide tre sacrifici per riflettere sulla Terra, attraverso l’anima nathanica come abbiamo visto nelle nostre ultime considerazioni, la perfetta armonia delle stelle e dei pianeti con il corpo fisico e l’anima. 12 e 7. Ciò irradiò sulla Terra la prospettiva spirituale che le guide dell’umanità vedevano nei misteri e potevano far penetrare nelle anime degli esseri umani.

Questi sacrifici permisero di ritardare quell’arco discendente nell’evoluzione umana e terrestre fino alla metà dell’Epoca di Cultura Greco-Romana, che costituiva una ricapitolazione di Atlantide nella Quinta Epoca Post-Atlantidea.

Ecco perché vediamo che qualcosa che avrebbe dovuto verificarsi nella quarta epoca culturale di Atlantide non si è verificato fino alla quarta epoca di Cultura della quinta epoca post-atlantidea.

Cristo spostò il punto centrale di tutta l’evoluzione terrestre nell’epoca greco-romana, dove, nel Suo quarto sacrificio, il Mistero del Golgotha, si sarebbe unito al nostro karma. Egli sarebbe morto di una morte terrena e avrebbe dato vita a una nuova vita spirituale.

Il punto centrale dell’epoca greco-romana era quindi destinato a diventare, secondo Rudolf Steiner, il momento in cui l’Anima razionale avrebbe dovuto raggiungere il suo apice più alto, in preparazione all’ingresso dell’Io umano.

Qual era il punto centrale di questa epoca?

Dobbiamo tenere presente il concetto di punto di vista relativo, ovvero ricordare che il tempo sulla Terra veniva calcolato in modo diverso prima di Cristo. Allora il tempo non veniva calcolato in base al Suo punto centrale sulla Terra, poiché non era ancora diventato tale, ma in base al Sole e alle stelle, cioè quando il Sole entrava in una regione dello zodiaco.

Ogni epoca culturale era calcolata in 2160 anni, in base al tempo impiegato dal Sole per spostarsi da un segno zodiacale all’altro. La metà di ogni epoca durava 1080 anni.

Cristo, in quanto Essere Solare, aveva raggiunto il punto medio dell’evoluzione mondiale a metà dell’epoca di Cultura greco-romana, iniziata quando il Sole entrò nella regione dell’Ariete. La metà di quell’epoca sarebbe stata a 1080 anni dal suo punto zero. Egli si sarebbe quindi incarnato perché quello era un momento di grande importanza.

L’Io stava per entrare nell’anima razionale in quel momento, ed era il primo organo in grado di sviluppare la libertà necessaria per il successivo sviluppo dell’anima cosciente nella quinta epoca di Cultura. E l’anima cosciente costituiva il primo passo verso la spiritualizzazione dell’intero corpo astrale nel Sé spirituale entro la fine della nostra epoca planetaria terrestre. L’Io si trovava quindi nel punto centrale tra il fisico, l’eterico, l’astrale e le elaborazioni superiori: il Sé Spirituale, lo Spirito Vitale e l’Uomo Spirito.

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Pertanto, dall’entrata dell’Io nell’anima razionale dipendeva la futura ascesa verso lo spirito dell’anima umana e lo sviluppo dell’intera evoluzione del mondo da Saturno a Vulcano.

L’umanità sarà allora in uno stato nel quale chi avrà raggiunto la meta dell’evoluzione avrà il corpo astrale del tutto compenetrato dal Cristo. Essi saranno maturi per vivere dopo su Giove. Essi adombrano sulla nostra Terra il piano per l’evoluzione di Giove. Questo è il piano che viene chiamato la “nuova Gerusalemme”. Essi vivranno in un “nuovo cielo” e in una “nuova Terra”, su Giove (Rudolf Steiner, Apocalisse ed Agire sacerdotale, O.O. 346).

Tenendo presente quanto sopra, la metà dell’epoca greco-romana e lo sviluppo in quel periodo furono profondamente significativi.

Ma Cristo non entrò nell’evoluzione terrestre a metà di quell’epoca perché, se lo avesse fatto, la Sua venuta avrebbe avuto esiti diversi!

(Tenete presente ancora una volta che il tempo nei mondi spirituali scorre a spirale e ci sembra lineare solo a noi.)

Consideriamo questo.

A una madre incinta viene detto che la data di nascita del suo bambino, secondo i calcoli terreni, sarebbe avvenuta sotto la costellazione della Bilancia. Il karma dell’anima avrebbe potuto prevedere l’ingresso nell’evoluzione del mondo in quel momento, ma nel frattempo le condizioni terrestri potrebbero essere cambiate e certi eventi potrebbero verificarsi solo più avanti nella vita a causa di quelle condizioni; pertanto i piani dovevano cambiare e il bambino nasce, per caso o intenzionalmente, prima, sotto la costellazione della Vergine, rendendo diverso il punto zero di quella vita, e l’intera esistenza avrebbe ora una direzione diversa. La durata della vita di quell’anima verrebbe misurata in modo diverso dal punto di vista terrestre.

Allo stesso modo, credo che alcune condizioni sulla Terra siano cambiate, rendendo necessario che anche il punto medio dell’evoluzione terrestre cambiasse, cosicché Cristo non si incarnò nel punto medio dell’epoca greco-romana, ma 333 anni prima!

La Sua incarnazione diventa il punto zero e ciò significa che l’anno 1080 diventa il 333 d.C., il che implica che l’inizio dell’epoca greco-romana sia ora calcolato come il 747 a.C.

Un anno importante, vedendo l’evoluzione, che procede dietro gli avvenimenti esteriori è l’anno 333 dopo Cristo. Questo anno 333, rappresenta il punto in cui l’Io si introdusse nell’anima razionale ed affettiva dell’uomo, nel modo in cui essa si è formata fra l’anno 747 prima della nascita di Cristo e l’inizio del periodo dell’anima cosciente nel quindicesimo secolo (Rudolf Steiner, L’Apocalisse, O.O. 104).

Ed è proprio qui che risiede il pericolo:

Chiediamoci ora: quando fu la metà di quel periodo? Se quel periodo durò dall’anno 747 prima del mistero del Golgotha fino al 1413, la sua metà fu il periodo in cui l’anima razionale o affettiva dovette svilupparsi in modo ascendente, e poi discendente. Quel punto di mezzo che possiamo agevolmente calcolare è l’anno 333 dopo la nascita di Gesù Cristo. L’anno 333 è quindi un momento molto importante per l’ evoluzione dell’umanità, la metà del periodo di cultura greco-romana. Trecentotrentatre anni prima di quel momento cade la nascita di Cristo Gesù, con tutto quanto condusse al mistero del Golgotha.
Possiamo comprendere giustamente tutta la situazione dell’umanità solo se ci interroghiamo su quel che sarebbe accaduto qualora esso non fosse intervenuto nell’evoluzione. Possiamo onorare giustamente il valore del mistero del Golgotha solo se ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se non fosse avvenuto. Senza il mistero del Golgotha, l’umanità sarebbe naturalmente giunta col solo ausilio delle proprie forze elementari all’anno 333, alla metà della quarta epoca postatlantica. Avrebbe sviluppato da sé tutte le facoltà inerenti all’anima razionale o affettiva, e le avrebbe poi serbate nei secoli successivi (Rudolf Steiner, Come posso trovare il Cristo? O.O. 182).

Cosa significa che avrebbero sviluppato l’anima razionale solo con le proprie forze intrinseche?

Gli dei avevano infuso vitalità nelle anime umane addormentate per impedire quel momento di morte della Terra che Cristo aveva ritardato quando iniziò a discendere in epoca lemurica, ma queste forze vitali stavano venendo meno intorno al 333 a.C. perché non potevano continuare senza influire sull’anima umana. Allo stesso tempo, Arimane iniziò a prepararsi alla morte del pensiero entro il 333 d.C.

La morte del pensiero si è preparata gradualmente a partire dall’anno 333 d.C., la metà del quarto periodo post-atlantico. Prima di allora la vita si era riversata nel pensiero, che era l’eredità dell’esistenza pre-terrena. I greci sentivano quella vitalità, come gli orientali, in quanto pensavano che il pensiero fosse l’opera dello spirito, degli dei. Sapevano, pensando, che in ogni pensiero viveva il dio. Questo è andato perduto. Il pensiero è diventato morto.(Rudolf Steiner, Insegnamenti esoterici per la Prima Classe, O.O. 270a)).

Fu all’incirca nell’anno 333 prima del Mistero del Golgotha che il pericolo di soccombere al regno di Arimane si fece più grave. È il tempo in cui si passò al puro intelletto, alla pura logica. Allora intervenne il Mistero del Golgotha, che presto si riversò in tutta l’umanità. E a partire dall’anno 333 d.C. comincia il tempo in cui l’uomo deve tendere coscientemente alle Gerarchie spirituali (Rudolf Steiner, L’Uomo e il Mondo, O.O. 205).

Il desiderio di Arimane era quello di rendere il pensiero automatico, privo della libertà di un Io chiaro e lucido: il risultato sarebbe stato un’anima razionale prematura. Il desiderio di Lucifero era quello di legare il pensiero a tutto ciò che è passionale, elementale e istintivo; e queste due correnti erano destinate a convergere con quella umana nel 666 d.C. per consentire a un altro essere di entrare in scena, un essere che aveva operato dietro le quinte ad Atlantide.

Vedete, cari amici, la discesa di Cristo, avvenuta 666 anni prima di questo pericolo nel 666 d.C., vista da una prospettiva terrena, è una contromisura; ma Cristo era al di là di Causa ed Effetto!

Perché queste correnti convergevano nel 666 d.C.? Perché si stava verificando una ripetizione degli eventi di Atlantide. Ad Atlantide un essere chiamato Sorat iniziò ad agire attraverso gli Asura e creò le arti magiche nere che distrussero quel continente:

La ripetizione dell’atlantideo, la ripetizione di ciò che era trascorso fisicamente ad Atlantide, si verificò animicamente in questo quarto periodo postatlantico. Quei grandi sconvolgimenti di cui ho parlato, gli anni 333 e 666, che sono degli sconvolgimenti animici nello sviluppo dell’umanità corrispondono a sconvolgimenti fisici nel tempo di Atlantide (Rudolf Steiner, Polarità fra Durata ed Evoluzione della Vita Umana, O.O. 184).

In quel periodo si sarebbe verificato un bivio:

Tutto il contenuto di queste tre correnti condusse al manifestarsi, intorno ad un anno ben preciso, di un nodo cruciale per tutta l’evoluzione dell’umanità. Nell’anno in cui le tre correnti confluirono era racchiuso un punto nodale del l’evoluzione umana, mascherato solo dall’intricata situazione esteriore che, imponendosi all’osservazione, ne impediva la visione. Questo nodo cruciale si costituì intorno all’anno 666 successivo al Mistero del Golgotha. Allora, 666 anni dopo la nascita del Cristo, avrebbe dovuto, e anche potuto, aver luogo un evento che, invece, non avvenne Rudolf Steiner, Polarità tra Durata ed Evoluzione della Vita Umana  O.O. 184.

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Cosa doveva accadere quando queste correnti si fossero unite?

Il Demone Solare Sorat si stava preparando a entrare nuovamente nell’evoluzione terrestre attraverso gli Asura, 333 anni dopo il punto medio dell’epoca culturale greco-romana, nel 666 d.C., per realizzare il proprio intento, che era quello di provocare lo sviluppo di un’anima cosciente prematura, in modo che gli esseri umani potessero sperimentare intuitivamente la sua manifestazione sulla Terra, creando il proprio punto zero nel tempo:

Nel 666 sarebbe potuto venire – visibilmente per tutta l’umanità esteriore, specie per quella occidentale – un essere significativo che non si sarebbe manifestato sul piano fisico, ma che si sarebbe fatto percepire, anche esteriormente, con molta chiarezza dall’umanità, la quale sarebbe divenuta sua preda. Se questo essere si fosse manifestato nella forma corrispondente al piano da lui stesso architettato, oggi non saremmo nel 1918, ma – sottratti 666 anni – solo nel 1252, perché l’ispirazione che egli avrebbe infuso negli uomini, li avrebbe indotti ad uniformare ad essa anche il computo del tempo. Se questo essere fosse potuto apparire agli uomini nei modi da lui architettati, avrebbe causato delle conseguenze particolarissime. Questo era, infatti, il quadro della situazione: 333 anni prima, ossia proprio il 333 dopo Cristo, era l’anno che coincideva con la metà del quarto periodo post-atlantico, proprio il momento centrale del periodo greco-latino. Ora, facendo il conto, otterrete le seguenti dare: il periodo greco-latino comincia nel 747 e si conclude nel 1413, cioè dura 2160 anni, come è giusto che sia. Dividendo a metà 2160 si ottiene 1080, quindi, alla metà del periodo postatlantico erano trascorsi 1080 anni dal 747. Dunque, sottraendo 747, otteniamo 333, perciò l’anno 333 dell’era cristiana coincide con la metà del periodo greco-romano. Questa metà non era prima del Mistero del Golgotha, bensì dopo, in realtà; questa metà significa la massima realtà possibile, che, però, non è quella esteriore, poiché nella realtà esteriore confluiscono anche le altre correnti. Ma se l’ evoluzione fosse proseguita in linea retta e non fossero intervenute le correnti laterali, sarebbe stata quella la giusta metà e sarebbe stato il culmine del periodo dell’anima razionale o affettiva, la quale sarebbe dovuta pervenire alla sua massima esplicazione esteriore. Così non fu, perché, per così dire, era già all’opera il verme roditore che, 333 anni dopo, nel 666, con le sue macchinazioni intendeva infliggere ali’ evoluzione dell’umanità un trattamento assai preciso (Rudolf Steiner, Polarità fra Durata ed Evoluzione della Vita Umana, O.O. 184).

Cristo venne 666 anni prima per impedire ciò e creare il Suo punto 0, lasciando il 333 d.C. come equilibrio centrale tra Sé stesso e Sorat; in questo modo Cristo costituì un contrappeso all’opera del Demone Solare e a ciò che questi stava progettando.

Cristo                                      Sorat

0 — —–333 d.C. ——- 666 d.C.

      333                        333

Egli venne 333 anni dopo il tentativo di Arimane di anticipare l’anima intellettuale per formare un punto medio tra Arimane e il 333 d.C., al fine di impedire ad Arimane di fare del 747, ovvero 333 anni prima della venuta di Cristo, il punto medio della Quarta Epoca di Cultura.

333 a.C. – Arimane cerca di impadronirsi dell’anima intellettuale per Sorat

333 anni

0 Cristo – Cristo crea un punto medio per controbilanciare l’opera di Arimane e un punto zero per contrastare l’opera di Sorat

333 anni

333 d.C. – Punto medio della Quarta Epoca di Cultura – Entrata a pieno titolo dell’Io nell’anima intellettuale

333 anni

666 d.C. – Sorat cerca di creare un’Anima Cosciente deformata – tentativo sventato!

Ci rendiamo conto di come il mistero del Golgotha debba essere compreso da una prospettiva più elevata? È estremamente complesso perché può essere sia il punto medio che, al tempo stesso, un punto zero nel tempo – entrambi possono essere veri contemporaneamente a seconda del punto di vista!

Cosa sarebbe accaduto se Cristo fosse entrato nell’evoluzione terrestre nel mezzo dell’epoca greco-romana, nel 333 d.C.? L’Io in arrivo sarebbe stato attaccato da tutte le parti prima ancora di avere il tempo di permearsi dell’Io cristico.

Dal punto di vista del Libro dell’Apocalisse, Rudolf Steiner ci dice:

In fin dei conti, lo scrittore dell’Apocalisse dice che, dopo che dall’anno 333 l’Io penetra nell’uomo, l’umanità è minacciata dal fatto di venire confusa nella compenetrazione di questo con il Figlio di Dio, con il Cristo. A questo punto sorge qualcosa, dopo un periodo della stessa durata 58 59 del tempo dal mistero del Golgota, qualcosa che minaccia di tenere l’uomo al gradino dell’animalità. 666 è il numero della bestia (Rudolf Steiner, Apocalisse ed Agire sacerdotale, O.O. 346).

E così, miei cari amici, il Mistero del Golgotha doveva avvenire prima della metà dell’epoca greco-romana per creare un punto centrale e un punto O per tutta l’evoluzione terrestre, cioè affinché la nascita e la morte di Cristo, la Sua manifestazione fisica sulla Terra, potessero portare la forza solare nelle anime umane per consentire all’anima razionale di assorbire l’Io permeato da Cristo come contromisura al desiderio di Sorat di portare nel mondo, in anticipo sui tempi, un’anima cosciente prematura e deformata.

Questo è il punto importante: stiamo parlando qui della venuta di Cristo come equilibrio e contrappeso, ma solo da una prospettiva terrena!

Il 6 è il numero dell’imperfezione. Il 666 segnava la confluenza, da un’altra prospettiva, di Lucifero (6), Arimane (6) e degli Asura (6), attraverso i quali Sorat cercava di manifestarsi.

Nel 666 sarebbe potuto venire – visibilmente per tutta l’umanità esteriore, specie per quella occidentale – un essere significativo che non si sarebbe manifestato sul piano fisico, ma che si sarebbe fatto percepire, anche esteriormente, con molta chiarezza dall’umanità, la quale sarebbe divenuta sua preda. Se questo essere si fosse manifestato nella forma cor rispondente al piano da lui stesso architettato, oggi non sa remmo nel 1918, ma – sottratti 666 anni – solo nel 1252, perché l’ispirazione che egli avrebbe infuso negli uomini, li avrebbe indotti ad uniformare ad essa anche il computo del tempo Nel 666 sarebbe potuto venire – visibilmente per tutta l’umanità esteriore, specie per quella occidentale – un essere significativo che non si sarebbe manifestato sul piano fisico, ma che si sarebbe fatto percepire, anche esteriormente, con molta chiarezza dall’umanità, la quale sarebbe divenuta sua preda. Se questo essere si fosse manifestato nella forma cor rispondente al piano da lui stesso architettato, oggi non sa remmo nel 1918, ma – sottratti 666 anni – solo nel 1252, perché l’ispirazione che egli avrebbe infuso negli uomini, li avrebbe indotti ad uniformare ad essa anche il computo del tempo.

Tuttavia, Sorat dovette fare i conti con Cristo.

Ora, avrebbe potuto verificarsi anche qualcos’altro se Cristo avesse iniziato la sua discesa verso la Terra nel 333 d.C. Forse questa sarebbe stata l’occasione giusta per Sorat di soffocare in germe il Principio Cosmico di Cristo nell’anima di Gesù. Se ciò fosse stato realizzato, la Terra avrebbe ceduto allo Spirito di Sorat; ciò avrebbe significato la fine dell’evoluzione terrestre.

Lascio questa come una domanda.

Questo essere avrebbe potuto avere qualcosa dalla Terra soltanto se in un certo momento avesse potuto conseguirne la signoria: vale a dire quando il principio del Cristo discese sulla Terra. Se allora il principio del Cristo fosse stato soffocato in germe, se il Cristo avesse potuto essere superato dall’oppositore, sarebbe allora stato senz’altro possibile che la Terra nel suo complesso soggiacesse al principio di Sorat. Così non fu, e questo essere deve così accontentarsi dei rifiuti che non inclinano verso il principio del Cristo, degli uomini che sono rimasti invischiati nella materia; costoro costituiranno in avvenire le sue schiere(Rudolf Steiner, L’Apocalisse, O.O. 104)..

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Basta guardare a ciò che accadde nel 333 d.C., 333 anni dopo il Mistero del Golgotha, quando l’Io iniziò il suo ingresso: ne seguì una terribile confusione riguardo alla natura dello spirito; l’umanità di Cristo e la divinità di Gesù furono messe in discussione durante i vari concili ecclesiastici a causa dell’attacco di Arimane. Se Cristo non fosse entrato nell’evoluzione terrestre in quel momento, non sarebbe trascorso abbastanza tempo perché coloro che avevano assistito alla sua manifestazione fisica morissero e acquisissero una comprensione della prospettiva spirituale nella sfera solare, in modo da poter irradiare agli esseri umani la prospettiva spirituale di Cristo.

Quindi, miei cari amici, vedete, ci vollero 666 anni affinché coloro che erano morti avessero superato il punto medio della vita dopo la morte nel 333 d.C., in modo da poter, a partire dalla mezzanotte, irradiare sulla Terra la loro comprensione spirituale di Cristo. Ciò impedì a Sorat di mettere in atto il suo terribile piano nel 666 d.C. Egli avrebbe fuso insieme l’anima razionale e l’anima cosciente, dando origine a una forma di intuizione spirituale collegata a tutto ciò che era egoistico e distruttivo nell’anima umana, e in quest’anima avrebbe riversato una conoscenza che sarà appannaggio degli esseri umani solo a metà della nostra quinta epoca post-atlantica, ovvero nell’anno 2493. Avrebbe portato nel 666 d.C. la tecnologia del 2493 d.C. in anime egoistiche piene di istinti distruttivi e con un pensiero non ancora sviluppato!

Quest’entità – il Sorat, la Bestia, che era già pervenuta alla piena maturazione dell’anima cosciente, mentre l’uomo era giunto solo all’anima razionale o affettiva – intendeva manipolare l’evoluzione dell’umanità infondendo nell’essere umano tutte quelle conquiste animico-spirituali che questi allora non Poteva avere per mezzo dell’anima razionale e che potrà ottenere solo con l’anima cosciente nell’epoca successiva, quando sarà idoneo a riceverle. Quell’essere voleva che all’uomo venisse conferita prematuramente la civiltà dell’anima cosciente Rudolf Steiner, Polarità fra Durata ed Evoluzione della Vita Umana, O.O. 184).

Ciò, tuttavia, non ebbe luogo perché Cristo lo contrastò incarnandosi non a metà della Quarta Epoca Atlantidea, ma 333 anni prima, per creare un punto medio in tutta l’evoluzione terrestre.

Bisognava impedire che questo accadesse. E per quanto numerose possano essere le persone convinte che non si debba sottrarre nulla all’umanità ove fosse possibile conferirle cose come queste, si imponeva la necessità di sventare l’ evento, perché era estraneo al senso spirituale dell’evoluzione dell’umanità. La macchinazione poté essere sventata stabilendo l’equilibrio. Pensate, il 333 era l’anno al centro del quarto periodo postatlantico; 333 anni dopo era il 666, e in quell’anno le potenze arimaniche avrebbero proiettato energicamente in alto, ma con forze geniali, ogni forma di superbia di tipo materialistico. La sola possibilità di stabilire l’equilibrio era data dall’avvento, avvenuto 333 anni prima, all’inizio della nuova cronologia, dell’Essere che, per stabilire l’equilibrio, aveva fatto fluire la Sua sostanza nell’ evoluzione dell’umanità, impedendo così che 333 anni dopo il 333 comparisse l’essere di cui ho parlato. (Ibid)

L’equilibrio e il contrappeso di Cristo salvarono l’umanità dalle grinfie di Sorat.

Questo è un braccio della bilancia: dal 333 al 666 passano 333 anni, e questo è l’altro braccio che stabilisce l’equilibrio: dal 333 a ritroso fino al Mistero del Golgotha. Si produce così uno stato di equilibrio. Ha avuto luogo un evento che si è svolto, per così dire, dietro le quinte della storia profana esteriore. Qualcosa che sarebbe potuto accadere fu evitato da qualcos’altro che avvenne realmente, ma che può essere compreso solo con forze soprasensibili, perché tutto il processo si svolse con un significato soprasensibile (Ibid.).

Arimane 333 a.C. – Cristo 0/33 d.C. – 333 d.C. – Sorat 666 d.C.

Vorrei menzionare qui qualcos’altro, cari amici.

Venendo 666 anni prima di Sorat e facendo della Sua venuta il punto zero nel tempo, Cristo ha anche svelato l’opera numerica di quell’essere!

Vedete, miei cari amici, coloro che comprendevano il numero 666 potevano ora individuare con precisione le azioni di Sorat come mezzo di protezione per l’Io. Il Libro dell’Apocalisse poté così definire il 666 come il numero della bestia, a mo’ di monito per l’umanità.

In altre parole, rivelando la natura della Bestia per tutti i tempi a venire!

Ora, Rudolf Steiner ci dice:

Le cose, dopotutto, vengono sempre considerate da diverse angolazioni; come sapete, dobbiamo farlo.

E così, da un’altra prospettiva potremmo vedere accadere qualcos’altro, come un serpente che si morde la coda!

Sorat, vedendo i propri piani vanificati, si mise all’opera per creare le proprie contromisure nel 33 d.C.

Fece tutto il possibile per impedire che Cristo morisse sulla croce, in modo da far risorgere l’anima e la terra da una morte certa.

In primo luogo, cari amici, lo fece cercando di causare la morte di Gesù prima che compisse il Suo sacrificio nel Giardino del Getsemani, cioè prima che potesse arrivare alla croce. Fallì perché Vidar, l’angelo di Buddha, diede a Gesù la «coppa della vita» eterica per preservarlo dalla morte, affinché Cristo potesse creare il punto centrale nel tempo e nello spazio sul Golgotha.

Il Mistero del Golgotha rese Israele, da quel momento in poi, il «centro del mondo spaziale» ed è il motivo per cui oggi due religioni che negano Cristo se lo contendono.

In secondo luogo, Sorat ispirò il capo del Sinedrio a inviare soldati per uccidere Gesù prima che Cristo fosse pienamente entrato nelle sue ossa sulla croce, cercando di impedire a Cristo di trasformare la morte in vita spirituale. Il centurione Gaio Longino salvò allora Gesù dalla morte e salvò così il punto centrale del tempo per l’evoluzione del mondo, che da quel momento in poi sarebbe stato associato al Mistero del Golgotha.

È forse una coincidenza che un orologio sia stato chiamato Longines?

Questi tentativi erano forse anche tentativi di strangolare Cristo nel germe delle ossa di Gesù?

Dopo la Sua morte, Cristo entrò nell’Inferno il Sabato Santo per incatenare gli Asura, le forze militari di Sorat, per «mille anni», in modo che il «verme» non potesse tentare di manifestarsi attraverso di loro nel 666 d.C.

Grazie a Cristo, il 666 d.C. fu privato del suo potere distruttivo attraverso l’evento epocale che chiamiamo il Mistero del Golgotha. L’effetto del suo sacrificio supremo fu la causa per cui Sorat non manifestò il suo «Io» e creò un nuovo punto zero. L’umanità non sviluppò un’anima cosciente prematura.

Tuttavia, Sorat riuscì a fondare l’Accademia di Godhishapur in Persia, attraverso la quale ebbe inizio la materializzazione dell’anima intellettuale, che portò all’abolizione dello spirito nell’869 d.C. nel Concilio di Costantinopoli. Riconosciamo l’«Io» malvagio di Sorat nella teoria dell’evoluzione di Darwin, secondo la quale l’essere umano non è altro che un animale superiore, una bestia che sopravvive, non un essere umano capace di sacrificio.

Credo di avervi dato abbastanza spunti su cui riflettere!

La prossima volta esploreremo le altre due manifestazioni di Sorat che conducono ai nostri tempi odierni e vi svelerò la mia conversazione con l’IA.

Vi lascio con questo, miei cari:

Prima l’uomo guardava fuori nel mondo, ora deve guardare in se stesso. Guardare nel mondo lo univa con il Sole e con il Cristo. Guardare in sé lo ha in un pri mo tempo unito solo con l’io, ma deve arrivare a trovare dietro all’io quel che prima trovava nel Sole; ciò che sperimenta va nella luce, dall’alba al tramonto del Sole, cioè il Cristo che illuminava il suo personale sapere, deve ora arrivare a sentirlo irraggiare dal proprio io, così da trovare nel Cristo il forte sostegno del suo Io individuale (Rudolf Steiner, Conoscenza vivente della Natura, O.O. 220).

Ancora una volta mi scuso per il lungo post.

Con amore e profondo rispetto per l’elemento morale, il Principio Cristico in voi. Cristo che ha portato le forze del sole nelle vostre anime per unirvi agli scopi degli dei.

Namaste,

 

23 Agosto 2026

Traduzione dall’inglese di Piero Cammerinesi per LiberoPensare

Immagine di copertina: Sandro Parise, La discesa agli inferi di Cristo, e la liberazione di Iside e della falsa immagine di Sophia: la morte  (2026)


Adriana Koulias è nata nel 1960 a Rio de Janeiro, in Brasile. All’età di nove anni la sua famiglia è emigrata in Australia.
Nel 1989 Adriana ha iniziato a studiare Antroposofia, Filosofia e Storia e ha intrapreso una carriera artistica, vendendo opere a varie gallerie d’arte e partecipando a diverse mostre miste. Autrice di diversi romanzi tra cui tradotti in italiano: Il segreto della sesta chiave, Il tempio del Graal, I custodi del Graal.
Oggi Adriana tiene regolarmente conferenze su storia, filosofia e scienze esoteriche. Ha due figli e vive a Sydney.

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