Cosa sta succedendo in Europa?
Milioni di persone, soprattutto i giovani, sono scese in piazza nelle principali città contro i governi. Francia, Spagna, Belgio, Germania, Italia, Polonia, Svizzera. Anche Serbia, con le sue specificità (‘Gli studenti vincono le elezioni in Serbia’, lo annuncia lo sconfitto Vucic – Notizie – Ansa.it). La “Lista Studentesca” ha, infatti, vinto le elezioni.
Manifestano, principalmente, contro il caro vita, il caro energia, il caro alloggi ma anche contro le armi, la guerra e per l’accesso ad una istruzione di qualità per tutti, non solo per i ricchi. Non sono certo temi nuovi. Tuttavia, l’impennata del costo dell’energia li ha aggravati e accelerati notevolmente. Le due guerre, in Ucraina e in Medioriente, finanziate dai governi europei, hanno fatto precipitare la situazione.
Questi temi e questa rabbia attraversano tutte le società europee e i cittadini richiedendo interventi e soluzioni. Si è aperta, quindi, una nuova stagione di crisi e di proteste molto forte che sembra promettere di durare. Coinvolge la grande maggioranza degli strati della società. La crescente povertà e la mancanza di una prospettiva di una vita dignitosa ne rappresenta il cuore pulsante.
I ricchi, i “parrucconi” e i “giornalai” dei dibattiti TV, ovviamente, commentano con distacco e fastidio. Chi ha pianificato e sta portando avanti le guerre conosce, fin dall’inizio, le conseguenze che avrebbero generato sulla popolazione europea, sui governi e l’impatto generale.
Il minimo comun denominatore
L’innesco può sembrare diverso da paese a paese, ma esiste un minimo comun denominatore. L’Istruzione in Francia e Belgio. La casa in Spagna e Portogallo. Il costo della vita, l’istruzione, no alle armi, no alla guerra in Italia. No al reclutamento militare in Germania. La corruzione, più tutto il resto appena indicato sopra, in Serbia. Giovani che protestano perché hanno rubato e negano loro un futuro. Una rabbia difficilmente arginabile e contenibile. La vera sorpresa per i potenti è rappresentata dai giovani. Non lo avevano previsto.
Il contratto sociale preesistente con i loro genitori, che oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese, di cui sono consapevoli, e cioè: “lavora duro e ti assicurerai almeno una casa, sosterrai una famiglia e sarai migliore di quelli che sono venuti prima di te“, è collassato.
Per moltissimi europei senza ricchezza ereditata, diventare adulti significa passare da un lavoro precario, al successivo, guadagnando appena quanto basta per coprire i costi dell’affitto e del cibo. Abbandonano fin da subito l’idea di farsi una famiglia. Questo è tutto ciò che è loro concesso da una tirannia camuffata da democrazia, se trovano un lavoro.
Nel frattempo, le istituzioni, che dovrebbero offrire ai giovani un avvio nella vita e attutirne gli impatti: scuole, università, servizi sanitari e giovanili, sono alla deriva, lasciate deperire con la scusa dell’austerità e delle privatizzazioni. Le politiche neoliberali negli ultimi decenni stanno scaricando tutto il loro effetto disumano, più di qualsiasi altro, sui giovani. Vedono esplodere, crescere e perdurare le disuguaglianze, senza una via d’uscita.
Babyboomer e austerità
Incolpare di questa situazione i babyboomer è ciò che il sistema distopico vorrebbe succedesse. Vorrebbero si innescasse un vero conflitto generazionale. “Divide et impera” è la loro regola d’oro. In questo tranello è bene non cadere. Noi boomers abbiamo solamente la colpa di aver avuto la fortuna di essere cresciuti in un periodo di piena occupazione, alloggi e case accessibili a tutti, pensioni dignitose. Solo perché la forza lavoro umana era indispensabile per i processi produttivi, cosa che non è più cosi rilevante da decenni, grazie alle automazioni. La ricchezza generata viene così costantemente dirottata e concentrata verso l’alto, nelle mani di élite del Club Epstein che vivono di rendite finanziarie.
Colpi di stato, mascherati
L’Ue, con la sua architettura istituzionale, il trattato di Maastricht, l’euro e i nostri politici corrotti, di entrambi gli schieramenti, hanno contribuito direttamente a svendere i grandi complessi industriali e distruggere le piccole Piccole e Medie Imprese italiane. Hanno impoverito così lo stato italiano e i suoi cittadini, usando leggi ingiuste, tecno-burocrati psicopatici e regole fiscali criminali.
Dal 2008 ci hanno portato in una condizione di austerità perenne. Un vero colpo di stato mascherato quello del 2011, per conto dell’Ue. Introdotto in Italia dal loro uomo, Mario Monti. Il risultato è stato: stipendi stagnanti, erosi da un’inflazione galoppante, svalutazione del patrimonio industriale e immobiliare. La legge Treu e il “Job act” del governo Renzi, hanno destabilizzato il mercato del lavoro, strizzando l’occhio ai grandi complessi industriali globali. Preservando, in generale, la sicurezza di chi già si trovava nel mondo del lavoro e precarizzando in modo definitivo quello dei giovani, in nome di un inganno criminale: la “flessibilità”.
Austerità e l’impoverimento delle masse
L’austerità ha innescato, pertanto, la demolizione controllata: 1. del SSN con tagli fino a -43 miliardi di investimenti, dirottati a Bruxelles, già pianificati, in dieci anni; 2. dell’Istruzione ridotta ad un “corsificio” meccanico per inculcare nozioni professionali nella testa dei giovani chiamate “competenze”; 3. l’erosione del sistema pensionistico e assistenziale; 4. Il tutto aggravato da un immigrazione selvaggia, mai gestita e parassitaria, che ha accelerato e aggravato il processo. Innescando i primi conflitti sociali.
Poi, è arrivata la pandemia Covid. Il lavoro e le lezioni per la Generazione Z si sono svolti da remoto con la sospensione della vita sociale. L’inflazione si è impennata e così il costo della vita. Le fornitura di armi e di aiuti all’Ucraina, sono diventati la priorità assoluta dei governi europei e del governo Meloni.
Le economie trainanti d’Europa, Germani e UK, sono crollate per il costo insostenibile dell’energia. La riconversione delle industrie automobilistiche, chiuse, in industrie belliche sono un palliativo. I nostri giovani italiani, quindi, non possono più usare l’emigrazione in tali paesi come via di fuga. Il mito dell’Erasmus per 20 anni ha rappresentato un’alternativa alle umiliazioni del sistema italiano, per ottenere una vita dignitosa. Molti dei 640.000 giovani emigrati stanno pensando di tornare. Lo stato impone ai giovani di accettare, come fosse normale, che i soldi ci sono solo per gli armamenti. Che la guerra con la Russia è, praticamente, scontata e che ci si deve preparare a servire il paese.

Torsione autoritaria
In tutta Europa si percepisce una netta torsione autoritaria. In Italia, in particolare, dove in 4 anni sono stati promulgati ben otto Decreti Sicurezza, con tanto di utilizzo dell’IA per il riconoscimento biometrico, fermi preventivi per i minori e perquisizioni. E’ stato sdoganato, l’uso dei programmi di controllo sociale (polizia preventiva) di Palantir Technologies. La cyber sicurezza del nostro paese è stata affidata da Meloni a Israele nel 2023. Il dissenso, secondo questo governo, deve essere neutralizzato preventivamente. Non è più sufficiente criminalizzarlo. A tal fine è stato dilatato arbitrariamente l’ambito dell’autorità di sicurezza, riesumando i decreti degli anni di piombo, esempio il decreto Moro, peggiorandoli.

Calin Georgescu lo aveva detto, che l’Ue è una dittatura (https://x.com/Galadriell__/status/2116923720694444245?a=gpCmtAfg4YU2pl3IlOw&s=20).
La radice della repressione attuale è che il governo non ha alcuna autonomia decisionale, sono burattini che eseguono ordini. Un governo degno di tale nome, di fronte all’incapacità di gestire la situazione attuale, si sarebbe dimesso seduta stante.
Strategia della tensione
Si sta profilando all’orizzonte una nuova stagione della strategia della tensione, questa volta europea. Serve, in genere, per introdurre, forzosamente, ulteriori compressioni delle libertà e dei diritti degli individui. Noi in Italia ne sappiamo qualcosa. Un sempre maggior controllo dello Stato sulla vita delle persone e sulle masse. Venduto come un bene comune superiore richiesto e supportato dal consenso delle stesse masse, cioè: più “sicurezza”, in cambio della sottrazione di libertà e di diritti fondamentali. In Italia per ragioni storiche conosciamo questo metodo, perché ci è stato inciso sulla carne viva e nella memoria profonda. Un modo di operare criminale, imposto dai potenti del mondo, ai quali i politici rispondono direttamente dal 1992 in poi. Destra e sinistra, non sono più distinguibili da questo punto di vista. Sostengono il teatrino per illudere le masse. Eseguono entrambi l’agenda di Davos appena insediatisi al potere. Non ultimo il movimento libertario dei 5 stelle, come successo durante il Covid.
Le continue emergenza (stato di eccezione) utilizzate strumentalmente dai governi consentono loro di aggirare i processi di controllo democratico. La costituzione aggirata e introducono una prassi che trasforma lo stato di diritto in uno stato di polizia.
I “maranza” (MARANZA – Google Search) e i “black block” sono preziosi da questo punto di vista e sono gestiti da una regia europea. Garantiscono, infatti, il mantenimento delle condizioni emergenziali utili. Sono funzionali come i centri sociali e gli anarchici. Forniscono il pretesto per innescare il solito schema hegeliano (problema>reazione>soluzione). Il clamore e la paura che incutono nella popolazione, con le loro scorribande e devastazioni, servono per coprire mediaticamente e far dimenticare alla gente ciò che il governo non vuole affrontare: i veri problemi dei cittadini.
Risveglio delle coscienze
Le persone e i giovani, tuttavia, si stanno risvegliando, seppur lentamente, dalla ipnosi (https://www.leonardoguerra.eu/sociologia/pensiero-critico-e-ipnosi-di-massa/) generata prima dalla PsyOp Covid e, poi, dalle guerre. Non è un caso che sempre meno persone vadano a votare (20% degli aventi diritto in Calabria) e in Chiesa. Si sono stufati di prendere ordini da gente che li inganna di regola, non fa i loro interessi e il loro bene.
La gente ha soprattutto superato l’inerzia che ha contraddistinto gli ultimi 6 anni. Forse perché siamo arrivati a raschiare il fondo del barile nel nostro paese. Come dice Albert O. Hirschman: “voice or exit” (Exit, Voice and Loyalty | Civic Theory and Practice).
Quando le vie di fuga, che rappresentavano una alternativa, una soluzione e che davano speranza di un futuro umano e dignitoso, si chiudono i giovani non possono che reagire, gridare la loro rabbia e a farsi sentire, scendendo in piazza. Una rabbia che è energia allo stato puro che va elaborata e organizzata fuori dai recinti ideologici dei partiti attuali che ci hanno portato dove siamo. Va trasformata in una nuova visione libera da condizionamenti per uscire da una civiltà disfunzionale nichilista. Io, starò sempre con i giovani, non violenti, che pretendono il diritto di avere accesso ad un futuro umano, libero e di vivere felici. Se potrò, li aiuterò. Rappresentano l’unica vera speranza di miglioramento di questa società, in mano ad una Patocrazia, colonizzata da psicopatici conclamati.
La maturazione delle coscienze è un processo inarrestabile. Constatiamo che più il governo usa mezzi repressivi, più gente e più giovani risvegliati, ma in stand by, diventano attivi e decidono di agire.
Guerre e epidemie: il saccheggio continuo delle casse degli stati

Le guerre non vengono fatte per essere vinte ma per continuare a depredare le casse degli stati e riciclare denaro per altri scopi. Le pandemie hanno l’obiettivo dichiarato di istituire una prima forma di un unico governo mondiale, sanitario: l’OMS. Le vaccinazioni geniche di massa dovevano rendere passive le masse e soprattutto i giovani, per piegarli in modo definitivo alla obbedienza assoluta. La guerra iatrogena e mentale contro le popolazioni europee però non funzionano più.
5 Novembre 2026

Leonardo Guerra, laurea in biologia molecolare con tesi sperimentale sul mRNA nel 1982 c/o UNIFE.
Ho ricoperto ruoli dirigenziali in Ricerca e Sviluppo (area Anti-Infettivi), nel settore dei Rapporti Istituzionali di primarie Multinazionali farmaceutiche fino a Giugno 2020.
Co-Fondatore di una Start Up Biotech (RARESPLICE srl) per la cura di malattie genetiche rare.
Da Luglio 2020, opero come Consulente free-lance.
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