Il Ritorno dei Faraoni?

Ascolta l'articolo

Da poco LiberoPensare ha messo a disposizione dei lettori la possibilità di scaricare gli articoli in PDF con un solo clic.
Il servizio, attualmente in sperimentazione, è al momento e riservato ai donatori così come il servizio di lettura vocale dei testi, già attivo.

di Piero Cammerinesi

Vi chiederete il senso della copertina di questo articolo con Musk, Trump, e Thiel in primo piano e, sullo sfondo, immagini dell’Egitto dei Faraoni.

Un po’ di pazienza e ci arriviamo, perché la cosa non è semplicissima.

Parto dall’inizio, che con questi personaggi apparentemente non c’entra nulla. Nella fattispecie, dalla vicenda della condanna a quattordici anni di carcere del gioielliere Mario Roggero che, nell’aprile del 2021, aveva inseguito in strada e ucciso due rapinatori che avevano assalito il suo negozio.

Devo confessare che avevo deciso di non commentare questa vicenda, lo giuro, visto che sempre, in questi casi, tutti si buttano nell’agone per dire la loro, sovente senza nessuna competenza legale ma ben armati di partigianeria politica.

Per questo avevo pubblicato un ottimo pezzo di Andrea Zhok che usa, a mio avviso, il miglior approccio possibile, vale a dire l’evidenziare come l’uso mediatico di queste notizie rappresenti una vera e propria arma di distrAzione di massa. I media sbattono il mostro – o la vittima, o entrambi, a seconda dei casi – in prima pagina per creare una vera e propria arena dove i gladiatori da tastiera si possono sfidare (ed insultare) a colpi di pro e contro.

Il tutto per far dimenticare alla gente – panem et circenses –  i reali problemi e drammi del momento.

ACQUISTALO QUI

Ma, inaspettatamente, qualcosa – che riguarda solo di sfuggita il caso del gioielliere piemontese mi ha costretto a rivedere la mia decisione.

Si tratta del singolare quanto inopportuno intervento di Elon Musk sulla vicenda.

Iniziamo con l’osservare come l’uomo più ricco del mondo, nato in Sud Africa e naturalizzato statunitense, nulla può avere a che fare con la storia giudiziaria di un piccolo commerciante italiano.

Decisamente nulla. E proprio qui sta il punto.

Eppure il padrone di mezzo mondo entra a gamba tesa nella vicenda della condanna del gioielliere con un commento sulla sua piattaforma X:

The judge and prosecutor in this case are the ones who deserve this sentence. (Il giudice e il pubblico ministero in questo caso sono proprio quelli che meritano questa condanna NdT).

Ora, ci sarebbe molto da dire su questo giudizio da Far west ma sorvoliamo; noto solo che si tratta del tipico atteggiamento di chi vive in un Paese dove vale la regola dello Stand your ground, vale a dire la licenza di uccidere chiunque minacci direttamente o indirettamente te, la tua famiglia o la tua proprietà.

Quello di Musk è, evidentemente, un giudizio che rivela la totale ignoranza di un sistema giudiziario, come quello italiano, basato sullo stato di diritto, ma non è tanto questo il problema; quello che mi ha colpito è stato il fatto che un personaggio di quel peso si sia preso la libertà di commentare un evento tanto lontano quanto irrilevante per la sua cultura e ambito di interessi.

Non è la prima volta, direte voi, che personaggi del genere si permettono di sentenziare su argomenti che non li riguardano né punto né poco – anzi, il nostro Elon è un abitué dell’intromissione – ma la singolarità di questo suo intervento ha fatto sorgere inaspettatamente in me delle immagini che, all’inizio, non ho ben inquadrato e che solo successivamente mi si sono chiarite.

E qui arriviamo al punto.

Impulsi egizi

Si tratta di immagini che riguardavano la civiltà egizia, la terza epoca di civiltà della nostra storia post-atlantidea.

Un po’ perplesso mi sono chiesto cosa avesse a che fare l’inopportuno commento di Elon Musk con l’epoca dei faraoni ma poi, collegando i puntini, mi sono reso conto che ci sono delle straordinarie analogie tra quanto sta accadendo in questo periodo storico con quello che avveniva nell’Egitto dei faraoni.

Sappiamo dalla scienza dello spirito che la nostra epoca ha un profondo rapporto di corrispondenza con la terza epoca post-atlantidea, quella egizio-caldaica, che va dal 2907 circa al 747 a.C. Anche se le epoche non si ripetono nello stesso modo, Rudolf Steiner ha indicato come la quinta rappresenti una sorta di metamorfosi superiore della terza.

La cultura egizio-caldaica si ripete nella nostra quinta epoca di civiltà (Rudolf Steiner, Miti e Misteri degli Egizi, O.O.106).

Egli ne parla sia in La scienza occulta (O.O. 13), che nei cicli Miti e Misteri degli egizi (O.O. 106), La missione delle anime dei popoli (O.O. 121), Il Vangelo di Matteo (O.O. 123), Influenze soprasensibili nella storia dell’umanità (O.O. 216), Considerazioni esoteriche sui nessi karmici (O.O. 185 e 186), La storia dell’umanità e le civiltà del passato (O.O. 353).

Esaminiamo dunque alcune analogie tra la nostra epoca e quella egizia.

  1. Potere assoluto
  2. Scienza e tecnologia
  3. Culto dei morti e il materialismo
  4. Preparazione di una svolta evolutiva

1. Potere assoluto

Steiner osserva che l’Egitto era governato da autorità sacerdotali e regali assolute e che il culto delle mummie fu introdotto “per autorità”, da iniziati che conoscevano il futuro.

Ciò avvenne sotto autorità… Gli iniziati sapevano che la nostra quinta epoca era collegata con la terza (Rudolf Steiner, Miti e Misteri degli Egizi, O.O.106)

ACQUISTALO QUI

Steiner – in particolare nei cicli O.O. 185 e O.O. 186 – mette in guardia sul fatto che nella nostra quinta epoca potrebbero riapparire forme di potere centralizzato e materialistico guidate da impulsi arimanici.

Ecco il perché della figura centrale della copertina: Donald J.Trump, che palesemente si presenta oggi come sovrano assoluto e deus ex machina di tutta la politica mondiale.

Attenzione, non affermo in alcun modo che Trump sia la reincarnazione di un faraone ma solo che certi impulsi di allora si ripresentano oggi in forma diversa e più arimanizzata, in quanto nell’epoca egizia i faraoni erano degli iniziati e l’iniziazione non era semplice erudizione, ma…

…il sapersi sacrificare come si sacrificava il faraone, fa parte dell’iniziazione. Quel che di se stesso così egli immolava in tal modo, poteva infatti venir riempito da parti dell’anima di popolo. La parte di se stesso che il faraone sacrificava era quella che gli dava potenza. La giusta potenza non deriva dall’elevare la propria personalità come tale, ma dall’accogliere in sé ciò che trascende i limiti della personalità, cioè una più alta potenza spirituale (Rudolf Steiner, Miti e Misteri degli Egizi, O.O.106)

Mentre, dunque, i faraoni dell’Egitto antico erano degli iniziati che venivano riempiti “da parti dell’anima del popolo” oggi abbiamo a che fare con personaggi che ambiscono ad un potere assoluto e che vengono prevalentemente riempiti da esseri arimanici o asurici.

2. Scienza

La moderna scienza naturale rappresenta una trasformazione dell’antica sapienza egizia.

In Miti e Misteri dell’Egitto (O.O. 106) Steiner spiega che gli Egizi ottennero le prime conoscenze della natura proprio attraverso il particolare rapporto instaurato con il culto dei morti e con la mummificazione; da cui nacquero medicina e conoscenze della natura.

Gli Egizi applicavano concetti spirituali a geometria, agrimensura, agricoltura e astronomia ed astrologia. Oggi, nella quinta epoca, si ripete questo con la scienza moderna che, secondo Steiner, dovrà essere “riportata alla spiritualità”.

Tuttavia, la techné, che avrebbe dovuto dar vita ad una tecnologia morale, ha totalmente fallito la sua missione, diventando preda di egoismi e contaminazioni di potere e di denaro.

E questa tendenza mi sembra ben rappresentata dalla figura di Elon Musk, esempio eclatante di questa spaventosa deriva di scienza e tecnologia del tutto asservite al potere ed al denaro.

Se Steiner affermava:

Nella nostra quinta epoca la scienza sta procedendo per inerzia… deve essere nuovamente vivificata dalla scienza dello spirito (Rudolf Steiner, Digressioni sul Vangelo di Marco, O.O. 124)

fino ad auspicare:

Il tavolo del laboratorio dovrà diventare un altare. (…) Non potrà esservi progresso finché nella scienza non entreranno vera venerazione e pietà (Rudolf Steiner, Tendenze spirituali dell’Evoluzione, O.O. 216)

non si fa fatica ad osservare come queste indicazioni del fondatore dell’antroposofia siano state non solo del tutto disattese me anche che la tecnologia oggi – per mano di personaggi ben rappresentati da Elon Musk sia finalizzata ad imprigionare totalmente l’umanità nella materia, eliminandone la coscienza e la libertà.

3. Culto dei morti e materialismo

A proposito del culto dei morti degli antichi egizi, Steiner indica un aspetto davvero singolare delle cause del materialismo della nostra epoca :

Il fatto che oggi gli uomini attribuiscano tanta importanza alla vita fisica è una conseguenza del fatto che gli Egizi mummificavano il corpo fisico dopo la morte. L’inclinazione che oggi le anime hanno ad attribuire grande valore alla vita fisica esteriore deriva dall’aver contemplato i loro corpi mummificati dopo la morte (Rudolf Steiner, Miti e Misteri degli Egizi, O.O.106).

L’attuale materialismo, dunque, sarebbe il frutto karmico dell’antico culto dei morti.

ACQUISTALO QUI CON IL 5% DI SCONTO

E qui arriviamo al terzo personaggio raffigurato nella copertina: Peter Thiel.

Con lui raggiungiamo l’apoteosi del materialismo con la riduzione dell’essere umano a mera forma biologica; per Thiel l’invecchiamento e la morte non rappresentano un destino inevitabile dell’uomo, ma meri difetti biologici che la tecnologia dovrà superare.

Thiel auspica una trasformazione radicale dell’essere umano attraverso biotecnologie, intelligenza artificiale e medicina rigenerativa, fino alla prospettiva di un corpo profondamente modificato, capace di estendere indefinitamente la propria esistenza.

Come gli Egizi mummificavano i corpi per dar loro una parvenza di vita eterna, Thiel vuole realizzare fisicamente la vita eterna dell’uomo sulla terra.

Penso che la morte sia un problema che può essere risolto (Peter Thiel).

Un semplice “problema” dunque, con buona pace di millenni di spiritualità, di discipline esoteriche, di rivelazioni sulla sopravvivenza dell’uomo dopo la morte fisica.

Siamo verosimilmente davanti alla più precisa teorizzazione dell’Ottava Sfera, del pianeta divergente destinato a staccarsi dall’evoluzione regolare della Terra raccogliendo tutta l’umanità che, negando lo spirito, si riconosce esclusivamente nell’esistenza fisico-sensibile.

Ecco dunque che potere assoluto, scienza collegata al solo elemento fisico e creazione di un uomo in grado di vincere la morte, elementi oggi ravvisabili nella nostra cultura attuale, ci riportano indietro all’epoca egizia.

Aggiungerei in chiusura un’ultima analogia tra l’epoca egizia e la nostra, tanto per lasciare qualche speranza nel futuro dopo questa non particolarmente consolante analisi.

4. Preparazione di una svolta evolutiva

Se l’antico Egitto preparò il mondo al Mistero del Golgotha, la nostra quinta epoca ha il compito di preparare quello del ritorno eterico del Cristo, cioè la possibilità di percepire il Cristo nel mondo eterico attraverso una coscienza spiritualmente sviluppata.

Se, infine, gli Egizi vivevano ancora sotto la guida diretta delle grandi Guide spirituali e dei Misteri, il compito fondamentale della nostra quinta epoca, l’epoca dell’Anima Cosciente, è quello di raggiungere la conoscenza spirituale senza costrizione, attraverso la libertà individuale.

E questo è esattamente il compito di Anthropos Sophia: se gli Egizi prepararono elementi per epoche successive attraverso i loro Misteri, la quinta epoca, con le rivelazioni e la Via dell’antroposofia, prepara la sesta sviluppando un nuovo legame cosciente con il mondo spirituale.

Abbiamo dunque la direzione e le istruzioni per ritrovare la via smarrita.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Facebook
Pinterest
Twitter
Email
Telegram
WhatsApp

Ti potrebbero interessare:

Natale con Paul Emberson

Riflessioni Sui Principi
Le Macchine
La Musica
La Morte
Gondhishapur 1
Gondishapur 2
Gondishapur 3
A Proposito Di Cloni
Tra 30 Anni
en_US

LOGIN