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Israele: il Conto alla rovescia verso l’Armageddon

Dug

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di Alexander Dugin

La lotta apocalittica di Israele per il potere

Alexander Dugin sostiene che la lotta politica di Israele sia diventata uno scontro globale dalle conseguenze apocalittiche.
Ciò che sta accadendo in Israele in questo momento riveste un’enorme, forse decisiva, importanza per l’intera umanità.

Netanyahu sta puntando tutto sulla costruzione del Grande Israele. Si tratta di una politica puramente messianica ed escatologica, radicata nella teoria cabalistica del Messia Vittorioso (ben David), che appare dopo la venuta del Messia Sofferente (ben Joseph). Il tragico capitale di sofferenza accumulato durante la Shoah viene speso in potere, grandezza e terrore.

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Questo percorso ha ricevuto il sostegno di Trump, e quindi degli Stati Uniti, trasformandolo in qualcosa di portata globale. Le sue manifestazioni più estreme sono state apertamente articolate dal rabbino Dov Lior e dai politici israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich: il vero e proprio genocidio dei palestinesi e la loro completa espulsione da Israele, la demolizione della Moschea di Al-Aqsa, la costruzione del Terzo Tempio, l’espansione da mare a mare, l’imposizione della legge noachica ai gentili obbedienti, nonché la venuta del Mashiach [Messia] e la Sua successiva proclamazione a Re degli Ebrei e Signore del Mondo. Da qui la distruzione di Gaza, l’occupazione del Libano meridionale, l’invasione della Siria e la guerra contro l’Iran. Questi non sono piani, ma fatti.

Ora, in Israele, dove dittatura, razzismo ed estremismo religioso coesistono pacificamente con democrazia e liberalismo, le elezioni hanno prodotto una situazione unica.

Gli oppositori di Netanyahu (i sionisti un po’ più moderati del blocco di Eisenkot) potrebbero riportare il ritmo dell’escalation escatologica in folle, rinviando la strategia massimalista a un momento successivo (ma fino a quando?). Per riuscirci, tuttavia, dovrebbero stringere un’alleanza con la Lista Araba, che ha ottenuto un notevole successo alle elezioni della Knesset. Gli arabi sono pragmaticamente pronti a un accordo del genere. Accetterebbero quasi qualsiasi cosa, purché ciò significhi la fine di Netanyahu e delle sue politiche apertamente genocidarie. Non è ancora chiaro se l’opposizione sionista sia disposta a compiere questo passo (Lieberman sostiene di no).

Anche la posizione di Trump rimane incerta. Ha già perso molto (anzi, quasi tutto) a causa del suo sostegno incondizionato a Netanyahu e al sionismo aggressivo, ma potrebbe continuare sulla stessa strada, oppure decidere di rallentare il ritmo.

È significativo che, secondo quanto riferito, stia chiedendo a Netanyahu di mettere da parte i famigerati Ben-Gvir e Smotrich (anche se tutto ciò proviene da indiscrezioni e voci provenienti dalla Casa Bianca). Forse è vero, ma è tutt’altro che certo.

All’interno della cerchia ristretta di Trump, sionisti e sionisti cristiani (protestanti estremisti) continuano a svolgere un ruolo decisivo, mentre Trump ha già allontanato tutti i suoi sostenitori tra i patrioti americani comuni (il movimento MAGA originario), trasformandoli in acerrimi oppositori.

A quanto pare, Israele controlla il presidente degli Stati Uniti.

Di conseguenza, ciò che pensano e fanno i suoi governanti, i politici e le figure dell’opposizione, nonché quali coalizioni e fazioni vi emergono, riguarda ogni essere umano sulla Terra.
La formazione di un governo in un piccolo paese del Medio Oriente è diventata una questione di importanza globale.

Il destino del progetto «Anticristo» è ora nelle mani di Eisenkot e della sua coalizione.
Israele è lo schermo su cui si svolge la storia del mondo, il territorio dell’Armageddon nel senso più letterale del termine.

Su questo orologio si sta scrivendo la cronaca della fine dei tempi.

30 ottobre 2026

Traduzione dall’inglese di Piero Cammerinesi per LiberoPensare

Fonte


Alexandr Dugin è un filosofo politico, stratega e ideologo russo, noto per promuovere il neo-eurasianismo, un’ideologia geopolitica che sostiene un potente impero eurasiatico guidato dalla Russia come contrappeso all’Occidente. Egli invoca un mondo multipolare, la sovranità spirituale e i valori tradizionali, opponendosi al liberalismo e al dominio occidentale.

Ha diretto il dipartimento di Sociologia delle relazioni internazionali presso l’Università statale di Mosca(2008-2014) e recentemente è entrato a far parte della Scuola superiore di politica Ivan Ilyin nel 2023.

 


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