di Adriana Koulias
Miei carissimi amici,
È facile cadere nella disperazione quando osserviamo le evidenti menzogne che imperversano nel mondo di oggi.
Non c’è nemmeno il minimo tentativo di nascondere le bugie che, come rospi, balzano fuori dalla bocca di uomini come Donald Trump! Ma non solo Trump! Il mondo intero è spettatore di uno spettacolo previsto da George Orwell tanti anni fa. L’erosione della verità, l’illegalità di chiamare le cose con il loro nome, la confusione dei significati delle parole, gli attacchi alla libertà di parola, di pensiero, di movimento e di azione.
Molti di coloro che aborrivano questi attacchi durante la pandemia di Covid ora li difendono quando si tratta di razza e nazione. La libertà, a quanto pare, è selettiva a seconda delle predilezioni personali. In questo momento è doloroso assistere al tentativo di ipnotizzare le masse. Potrebbe portare alla disperazione vedere realizzarsi così tanti degli avvertimenti di George Orwell e rendersi conto che questo era il karma e la scelta dell’umanità.

Diamo una rapida occhiata a 1984 di George Orwell e a ciò che stiamo vedendo svolgersi tenendo presenti questi principi.
«La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Se questo è garantito, tutto il resto ne consegue».
«Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentire».
I temi chiave della libertà in 1984 sono:
Realtà oggettiva: il Partito prende di mira i fatti fondamentali, costringendo i cittadini a negare ciò che vedono e sentono con i propri occhi.
Oggi, miei cari amici, se stessimo assistendo all’olocausto mentre si svolge passo dopo passo davanti ai nostri occhi, ci verrebbe detto che non è vero, che ciò che stiamo vedendo – i campi di concentramento, la devastazione, la fame dei bambini, la persecuzione di persone innocenti tramite l’intelligenza artificiale, persino le confessioni dirette di leader che dichiarano apertamente di voler sterminare un’intera razza – non è affatto così! Siamo ingannati perché le vittime sono in realtà i carnefici, anche se sono rinchiusi, ingabbiati, bombardati e bruciati vivi. Sono loro i potenti… è una cospirazione! Dopotutto, se li lasciassimo uscire dai campi di concentramento, conquisterebbero il mondo! E quando medici, giornalisti e testimoni oculari raccontano di un genocidio, non credeteci. Sono complici del nemico. Potreste vedere bambini con le braccia strappate, fori di proiettile tra gli occhi (come se fosse stato disegnato un bersaglio sul terzo occhio), potreste vedere ospedali e scuole bombardati e sapete che c’è una guerra, ma vi viene detto che non c’è alcuna guerra! Siete vittime di un inganno. E quando sentite un leader affermare che una razza è superiore a un’altra e che una vita appartenente a quella razza vale più di 10 milioni di vite di un’altra… beh, dopotutto è la legge del più forte! E al vincitore va il bottino!
Reato di pensiero: esprimere o anche solo interiorizzare idee dissenzienti è severamente vietato e monitorato dalla Polizia del Pensiero.
Oggi criticare un determinato paese per aver commesso crimini è contro la legge; protestare contro chi commette crimini ed esprimere opposizione può portare a ripercussioni evidenti o nascoste, come perdere la vita, il lavoro, essere esclusi dai concerti o essere emarginati dalla comunità, dalla famiglia e dagli amici. Criticare un presidente o un leader del proprio paese per le menzogne e la corruzione; per aver condotto il paese alla rovina sostenendo che si tratti dell’età dell’oro; o per aver rivelato la verità su azioni disastrose e crimini contro l’umanità porta ad accuse di tradimento: si viene considerati traditori della patria, della razza o della religione, e ciò può comportare la reclusione, la perdita della cittadinanza, la persecuzione e l’assassinio.
Controllo del linguaggio: attraverso la «Neolingua», il regime restringe la gamma del pensiero umano in modo che le idee ribelli diventino letteralmente impensabili.
Oggi sappiamo che i giornali hanno limitato ciò che i giornalisti possono dire, sappiamo che le università hanno limitato le parole che i docenti possono usare o ciò che possono insegnare: si usano parole blande o indirette per nascondere una dura realtà: la parola «genocidio» diventa «conflitto»; le parole «massacro» e «omicidio» diventano «uccisione» e «ucciso» o «morto»; la parola «vittima» diventa «vittima collaterale», mentre si evitano termini come «occupato» e «rifugiato» e ci viene detto che il nome Palestina non è mai esistito, nonostante figuri sulle mappe e nei documenti antichi. Espressioni come «crimini contro l’umanità» diventano «sfortunati danni collaterali» o semplicemente «una normale conseguenza della guerra». I leader possono rinominare i luoghi su una mappa e creare nuovi confini per capriccio: perché non rinominare un golfo o un lago? Beh, diamine, perché non invadere un intero Paese e dargli il proprio nome? «Trumpland» suona sicuramente meglio di «Groenlandia», no? E già che ci siete, il termine «intelligenza artificiale» andrebbe cambiato perché non è affatto artificiale, è reale! Chiamatela «superintelligenza» perché è superiore alla vostra!

Sorveglianza di massa: i cittadini sono costantemente sorvegliati dalla Polizia del Pensiero attraverso teleschermi bidirezionali, microfoni nascosti e manifesti del Grande Fratello che recitano: «Il Grande Fratello ti sta osservando».
Oggi ogni nostra mossa viene osservata – per il nostro bene, ci viene detto! I nostri schermi televisivi, i nostri portatili e i nostri telefoni ascoltano le nostre conversazioni e personalizzano le pubblicità in base a esse, ma creano anche un database di chi è a favore o contro il «Partito»
Controllo della verità e della storia: attraverso il Ministero della Verità, il Partito riscrive i documenti storici, i giornali e le fotografie in modo che il passato corrisponda sempre alla narrativa ufficiale del momento.
Oggi assistiamo all’annientamento e all’espropriazione di un intero popolo, alla cancellazione della sua cultura e alla negazione della sua storia; la terra su cui viveva verrà ribattezzata e, tra qualche anno, chi, guardando i grattacieli, i condomini, i caffè e i bar creati per i ricchi, saprà che un tale popolo e un tale paese sono mai esistiti? Per mille anni l’idea stessa che questa cultura sia mai esistita. Nessun popolo significa: nessuna guerra, nessun genocidio.
Coloro che non sono adeguatamente programmati per credere a queste menzogne e a questi sotterfugi saranno inizialmente neutralizzati ricorrendo alle solite tattiche: offuscamento, paragoni irrilevanti, domande paradossali, coercizione sociale; ma alla fine, se tutto ciò non avrà successo, i logaritmi li elimineranno in modo che vengano esiliati, oppure trasformati in proteine per nutrire le masse ipnotizzate.
È questo il nostro futuro?
Dipende da noi, miei cari amici, dipende dalla nostra coscienza. Essere consapevoli di queste cose è, infatti, la nostra protezione. Perché, cari amici, è la nostra coscienza ad essere attaccata, quella parte delle nostre anime che è connessa allo spirito.
Che possiamo rimanere vigili, svegli, consapevoli e capaci di smascherare le menzogne.
Con amore e profondo rispetto,
Namaste,
25 Settembre 2026
Traduzione dall’inglese di Piero Cammerinesi per LiberoPensare
Adriana Koulias è nata nel 1960 a Rio de Janeiro, in Brasile. All’età di nove anni la sua famiglia è emigrata in Australia.
Nel 1989 Adriana ha iniziato a studiare Antroposofia, Filosofia e Storia e ha intrapreso una carriera artistica, vendendo opere a varie gallerie d’arte e partecipando a diverse mostre miste. Autrice di diversi romanzi tra cui tradotti in italiano: Il segreto della sesta chiave, Il tempio del Graal, I custodi del Graal.
Oggi Adriana tiene regolarmente conferenze su storia, filosofia e scienze esoteriche. Ha due figli e vive a Sydney.












